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	<title>estero Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Regno Unito: 23enne morta da un anno senza che nessuno lo notasse, ultimo appello a ChatGPT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 17:50:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La polizia di Bolton ha rinvenuto il corpo senza vita di Charlotte Leader, 23 anni, nel suo appartamento a luglio, scoperta che ha svelato un decesso risalente ad agosto 2024. Il cadavere era rimasto inosservato per circa un anno, in un’abitazione priva di segni di effrazione o elementi collegabili a sostanze stupefacenti o a un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La polizia di Bolton ha rinvenuto il corpo senza vita di Charlotte Leader, 23 anni, nel suo appartamento a luglio, scoperta che ha svelato un decesso risalente ad agosto 2024. Il cadavere era rimasto inosservato per circa un anno, in un’abitazione priva di segni di effrazione o elementi collegabili a sostanze stupefacenti o a un gesto intenzionale di autolesionismo.</p>
<p>Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i rapporti tra la giovane e la sua famiglia si erano interrotti già a settembre 2021. Non risultano denunce di scomparsa né richieste di soccorso da parte di congiunti, che non si sono accorti dell’assenza di contatti per l’intero periodo.</p>
<p>L’analisi del telefono cellulare di Leader ha rivelato gli ultimi messaggi inviati poco prima della morte, avvenuta in solitudine. Il 30 luglio 2024 la giovane aveva scritto a ChatGPT: “Aiutami, sono andata a procurarmi del cibo”. Il chatbot aveva risposto: “Sembri non convinta riguardo all’idea di prendere cibo”. E lei: “È cibo che non volevo, è frustrante”.</p>
<p>Le autorità hanno evidenziato come Charlotte soffrisse di disturbi alimentari e avesse affrontato problemi di salute mentale. Negli ultimi mesi di vita si era allontanata dai servizi sociali e aveva “respinto le persone”, diventando “un’estranea per la famiglia”, secondo le dichiarazioni ufficiali.</p>
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		<title>Alpinista italiano muore sul Pobeda Peak in Kirghizistan mentre soccorre una collega</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/08/22/alpinista-italiano-muore-sul-pobeda-peak-in-kirghizistan-mentre-soccorre-una-collega/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 04:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un alpinista italiano è morto sul versante kirghiso del Pobeda Peak (7.439 metri), la vetta più alta del Tian Shan al confine tra Kirghizistan e Cina, mentre tentava di soccorrere la collega russa Natalia Nagovitsyna, 47 anni, bloccata sulla montagna da una settimana con una gamba fratturata. La notizia, diffusa dal portale del Club alpino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un alpinista italiano è morto sul versante kirghiso del Pobeda Peak (7.439 metri), la vetta più alta del Tian Shan al confine tra Kirghizistan e Cina, mentre tentava di soccorrere la collega russa Natalia Nagovitsyna, 47 anni, bloccata sulla montagna da una settimana con una gamba fratturata. La notizia, diffusa dal portale del Club alpino italiano e basata su comunicazioni del ministero della Difesa kirghiso e dei quotidiani locali, non riporta le generalità del connazionale.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni, l’italiano e un alpinista tedesco erano riusciti a raggiungere la donna, fornendole un fornello, cibo e una bombola di gas, ma hanno dovuto passare la notte sul posto. Il giorno seguente, una nuova tempesta li ha colpiti durante la discesa. L’alpinista italiano ha riportato ipotermia e gravi congelamenti alle mani ed è deceduto per un edema cerebrale.</p>
<p>I tentativi di recupero di Nagovitsyna sono stati almeno tre, sempre ostacolati dall’altitudine e dalle condizioni meteo avverse, e anche un intervento in elicottero ha avuto esito negativo. Nonostante la disponibilità di acqua e viveri, le sue condizioni rimangono critiche e, secondo i soccorritori, serviranno ancora quattro-cinque giorni per raggiungere la zona impervia in cui si trova.</p>
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		<title>Mississippi: eseguita la pena capitale su detenuto dopo 50 anni nel braccio della morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 00:19:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Parchman, nel penitenziario statale del Mississippi, è stato eseguito l’uomo rimasto più a lungo nel braccio della morte nello Stato. Richard Gerald Jordan, 79 anni, veterano del Vietnam affetto da disturbo post-traumatico, è stato sottoposto a iniezione letale dopo aver trascorso quasi cinquant’anni nel braccio della morte, dal 1976. Jordan era accusato di aver [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/27/mississippi-eseguita-la-pena-capitale-su-detenuto-dopo-50-anni-nel-braccio-della-morte/">Mississippi: eseguita la pena capitale su detenuto dopo 50 anni nel braccio della morte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Parchman, nel penitenziario statale del Mississippi, è stato eseguito l’uomo rimasto più a lungo nel braccio della morte nello Stato. Richard Gerald Jordan, 79 anni, veterano del Vietnam affetto da disturbo post-traumatico, è stato sottoposto a iniezione letale dopo aver trascorso quasi cinquant’anni nel braccio della morte, dal 1976.</p>
<p>Jordan era accusato di aver rapito e ucciso la moglie di un funzionario di banca. Nei mesi scorsi, aveva fatto parte di un gruppo di detenuti che avevano intentato una causa contro lo Stato, contestando il protocollo di esecuzione basato su tre farmaci ritenuti “disumani”.</p>
<p>Si tratta della terza esecuzione avvenuta in Mississippi negli ultimi dieci anni.</p>
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		<title>Riprendono a Buenos Aires le manifestazioni di dissenso verso il governo Milei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 00:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Buenos Aires si è registrata un’ulteriore ondata di proteste indirizzate al governo guidato da Javier Milei. Accanto alla consueta manifestazione dei pensionati che si svolge da mesi davanti al Parlamento, nella giornata odierna si sono svolti cortei di organizzazioni sociali e sindacati di base presso la sede del neocostituito ministero della Deregolamentazione. Parallelamente, il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Buenos Aires si è registrata un’ulteriore ondata di proteste indirizzate al governo guidato da Javier Milei. Accanto alla consueta manifestazione dei pensionati che si svolge da mesi davanti al Parlamento, nella giornata odierna si sono svolti cortei di organizzazioni sociali e sindacati di base presso la sede del neocostituito ministero della Deregolamentazione. Parallelamente, il personale dell’ospedale Garrahan—il più grande policlinico pediatrico pubblico del Paese—ha avviato uno sciopero che coinvolge medici, infermieri e operatori sanitari.</p>
<p>La protesta dei pensionati, ormai a cadenza regolare, si concentra all’esterno dell’edificio legislativo e richiama l’attenzione sulle condizioni di vita degli anziani. Nel frattempo, i gruppi di base e le sigle sociali hanno scelto di radunarsi dinanzi al ministero incaricato di gestire i processi di semplificazione normativa, criticando le politiche varate finora dall’esecutivo.</p>
<p>Lo sciopero al Garrahan interessa l’erogazione di alcuni servizi non urgenti e segnala il malcontento interno sulle condizioni di lavoro e sulla gestione delle risorse. Le agitazioni in corso rappresentano un segnale di crescente tensione sociale nella capitale, dove le diverse componenti della società civile chiedono al governo risposte sui fronti economico e occupazionale.</p>
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		<title>Commercio: crolla del 20% vino italiano all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 17:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Drammatico crollo del consumo di vino italiano all&#8217;estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell&#8217;incontro on line &#8220;Il mercato del vino dopo un anno di pandemia&#8221; promosso da Coldiretti e dal Comitato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Drammatico crollo del consumo di vino italiano all&#8217;estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell&#8217;incontro on line &#8220;Il mercato del vino dopo un anno di pandemia&#8221; promosso da Coldiretti e dal Comitato di supporto alle politiche del vino che traccia il bilancio degli effetti del Covid sul Vigneto Italia. Nel 2021 all&#8217;estero si e&#8217; detto addio ad una bottiglia di vino italiano su cinque a causa dell&#8217;emergenza Covid, che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha stravolto i mercati mondiali, tra le limitazioni imposte agli scambi commerciali e le chiusure generalizzate dei ristoranti che hanno interessato un po&#8217; tutti i principali mercati di sbocco. L&#8217;Italia e&#8217; il principale esportatore mondiale di vino con la maggior parte della produzione nazionale che viene consumata all&#8217;estero. Il trend preoccupante e&#8217; determinato dagli Stati Uniti che &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; sono il primo mercato di riferimento per il vino italiano, dove gli acquisti si sono ridotti del 22% in quantita&#8217;.</p>
<p>Ma la pandemia si e&#8217; fatta sentire anche in Germania, secondo acquirente a livello mondiale per le bottiglie tricolori, dove si registra una diminuzione del 24%, mentre in Gran Bretagna, terza piazza per importanza, si conta una diminuzione del 33%, qui determinata anche dagli effetti della Brexit, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Istat a gennaio. Calo a doppia cifra anche in Francia dove le vendite si sono ridotte di oltre un terzo (-35%). La speranza e&#8217; che il trend si possa invertire con l&#8217;avanzare delle campagne di vaccinazione e la riapertura dei canali di ristorazione. Un segnale positivo in tale senso viene &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; dai paesi piu&#8217; avanti verso il ritorno alla normalita&#8217; come la Cina dove le esportazioni di vino tricolore sono calate di appena il 2% rispetto allo scorso anno. Le difficolta&#8217; causate dalla pandemia al commercio internazionale si riflettono anche sui consumi mondiali di vino che sono scesi ai minimi da 15 anni su un valore di appena 2,34 miliardi di litri nel 2020, secondo da un&#8217;analisi della Coldiretti su dati Oiv.</p>
<p>La riduzione dei flussi turistici e le chiusure della ristorazione hanno, infatti, modificato &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; la mappa mondiale dei consumi di vino con il Portogallo che si classifica al primo posto con 51,9 litri procapite durante l&#8217;anno, seguito dall&#8217;Italia con 46,6 litri, dalla Francia con 46 litri e a seguire Svizzera con 35,7 litri e Austria con 29,9 litri. L&#8217;impatto &#8211; continua la Coldiretti &#8211; e&#8217; evidente nel commercio internazionale di vino che crolla in valore del 6,7% per un importo totale di 29,6 miliardi con le predite piu&#8217; pesanti che colpiscono gli spumanti (-15%) il cui consumo e&#8217; spesso legato ai festeggiamenti, venuti a mancare nel tempo del Covid. L&#8217;Italia &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; si conferma comunque primo produttore mondiale con 49,1 milioni di ettolitri ed anche primo esportatore sia nei vini fermi che spumanti con un totale di 20,8 milioni di ettolitri davanti alla Spagna con 20,2 e alla Francia con 13,8. &#8220;Va rafforzata la promozione del vino made in Italy sui mercati internazionali per cogliere in pieno la ripartenza e non perdere quote di mercato. Ma piu&#8217; di tutto stiamo sostenendo, nel pieno rispetto delle regole di prevenzione, la ripartenza della ristorazione e del canale Horeca che per i vini piu&#8217; pregiati e&#8217; l&#8217;unica misura veramente utile&#8221; ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;nelle scorse settimane abbiamo inoltre richiesto l&#8217;attivazione delle misure straordinarie di distillazione di crisi e stoccaggio privato dei vini&#8221;.</p>
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		<title>Vino: +14%, record storico spumante italiano all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/08/29/vino-14-record-storico-spumante-italiano-allestero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 14:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bollicine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le vendite dello spumante italiano all&#8217;estero fanno segnare un record storico nel 2018, con un aumento del 14% in valore rispetto all&#8217;anno precedente&#8221;. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell&#8217;anno, in occasione dell&#8217;inizio della vendemmia del Prosecco le bollicine piu&#8217; vendute al mondo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/29/vino-14-record-storico-spumante-italiano-allestero/">Vino: +14%, record storico spumante italiano all&#8217;estero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le vendite dello spumante italiano all&#8217;estero fanno segnare un record storico nel 2018, con un aumento del 14% in valore rispetto all&#8217;anno precedente&#8221;. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell&#8217;anno, in occasione dell&#8217;inizio della vendemmia del Prosecco le bollicine piu&#8217; vendute al mondo. &#8220;In anticipo di dieci giorni rispetto allo storico, le condizioni climatiche attuali- sottolinea la Coldiretti- spingono infatti molti ad accelerare le operazioni di raccolta in quei vigneti in cui le uve hanno raggiunto caratteristiche ottimali prima del ritorno del maltempo&#8221;. Fuori dai confini nazionali, precisa la Coldiretti, &#8220;i consumatori piu&#8217; appassionati dello spumante italiano sono gli Stati Uniti, seguiti dalla Gran Bretagna e a distanza dalla Germania&#8221;. Ma significativa &#8220;e&#8217; la crescita del 20% delle vendite in Francia, patria dello champagne&#8221;. Nella classifica delle bollicine italiane preferite nel mondo oltre al Prosecco ci sono tra gli altri l&#8217;Asti e il Franciacorta che ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese. Un successo che spinge lo spumante italiano sui mercati internazionali dove le esportazioni erano risultate pari a 1,36 miliardi nell&#8217;intero 2017.</p>
<p>&#8220;La domanda estera e&#8217; una ottima premessa per la vendemmia che- secondo la Coldiretti- si prospetta di buona qualita&#8217; con un raccolto in aumento dal 10% al 20% rispetto allo scorso anno che pone l&#8217;Italia al primo posto nel mondo come paese produttore di bollicine con un quantitativo che sfiora 700 milioni di bottiglie, di cui circa due su tre di Prosecco&#8221;. Nonostante cio&#8217; &#8220;risulta ancora troppo elevato il differenziale di prezzo medio per bottiglia rispetto alle bollicine transalpine che spuntano quotazioni medie molto superiori&#8221;. A pesare e&#8217; il fatto che &#8220;con il successo- conclude Coldiretti- crescono anche le imitazioni in tutti i continenti a partire dall&#8217;Europa dove sono in vendita bottiglie di Kressecco e di Meer-Secco prodotte in Germania che richiamano palesemente al nostrano Prosecco che viene venduto addirittura sfuso alla spina nei pub inglesi, senza parlare delle imitazioni presenti dalla Russia al Sud America che rischiano di essere legittimate dai negoziati in corso con i Paesi del Mercosur&#8221;.</p>
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		<title>Cibo: la mappa sulle delizie italiane preferite all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 18:53:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[cibo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[delizie italiane]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fama del cibo italiano nel mondo e&#8217; nota, ma pochi sanno che il Portogallo ama particolarmente il cioccolato Made in Italy, la Cina i gelati, la Russia le bevande, gli Usa l&#8217;olio, l&#8217;Austria i cereali e la Spagna il pesce. A mappare le destinazioni delle delizie del Belpaese nel globo, piu&#8217; tecnicamente i mercati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fama del cibo italiano nel mondo e&#8217; nota, ma pochi sanno che il Portogallo ama particolarmente il cioccolato Made in Italy, la Cina i gelati, la Russia le bevande, gli Usa l&#8217;olio, l&#8217;Austria i cereali e la Spagna il pesce. A mappare le destinazioni delle delizie del Belpaese nel globo, piu&#8217; tecnicamente i mercati di sbocco del nostro export per il settore e i prodotti preferiti a seconda delle nazioni, e&#8217; la ricerca &#8220;L&#8217;agroalimentare italiano nel mondo&#8221;, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi con Promos, azienda speciale della Camera di commercio per le Attivita&#8217; Internazionali. Stando allo studio Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Spagna concentrano la meta&#8217; delle esportazioni agroalimentari dell&#8217;Italia nel mondo, che valgono 40,2 miliardi di euro all&#8217;anno e crescono del 5,5%. Tutte le principali destinazioni sono in crescita, in particolare la Spagna con 1,6 miliardi (+13,3%) che supera quest&#8217;anno la Svizzera. Prima la Germania (+2,5%) seguita da Francia (+8,1%), Stati Uniti (+4,9%) e Regno Unito (+2,7%). In forte crescita la Russia 17esima (+23,8%) e la Cina 20esima (+14,8%). Ma i prodotti alimentari &#8220;Made in Italy&#8221; raggiungono anche Canada (11esimo), Giappone (12esimo), Australia (16esima).</p>
<p>Se la Germania e la Francia sono i primi acquirenti per quasi tutti i prodotti, gli Stati Uniti eccellono per vini, acque minerali e oli, la Spagna per pesce fresco, le Filippine e la Grecia per alimenti per animali. L&#8217;Austria e&#8217; al secondo posto per cereali e riso, il Regno Unito per frutta e ortaggi lavorati e conservati. In forte crescita la Russia per bevande (+46%), alimenti per animali (+51%), il Portogallo per cioccolato, caffe&#8217; e spezie (+57%), la Turchia per granaglie (+63%), l&#8217;Algeria per oli (+128%), Hong Kong per carni (+30%), l&#8217;Albania per pesci lavorati e conservati (+33%), Giappone e Cina per gelati (rispettivamente: +57%, +46,1%). Numeri che emergono da elaborazioni della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat per gli anni 2016 e 2015. I prodotti &#8220;Made in Italy&#8221; piu&#8217; esportati sono cioccolato, te&#8217;, caffe&#8217;, spezie e piatti pronti con 6,7 miliardi di euro (+8,6%), seguiti dai vini con sei miliardi circa (+6,4%), vengono poi pane, pasta e farinacei con 3,7 miliardi (+4,2%) ma anche prodotti non lavorati da colture permanenti (tra cui uva, agrumi) con 3,5 miliardi (+4,2%), frutta e ortaggi lavorati e conservati con 3,4 miliardi (+0,9%). Gli aumenti piu&#8217; consistenti si registrano per pane e prodotti di pasticceria con 714 milioni (+10,8%), prodotti lattiero-caseari che superano i 3,2 miliardi (+10,4%), acque minerali con 983 milioni (+9,7%), prodotti per l&#8217;alimentazione degli animali con 681 milioni (+9,3%).</p>
<p>Classificando le citta&#8217; maggiormente esportatrici di agroalimentare italiano la prima e&#8217; Verona con 3 miliardi di euro circa, seguono Cuneo con 2,8 miliardi e Parma con 1,7 miliardi. Milano e&#8217; quarta con 1,5 miliardi, il 4% del totale, +6,5%. Bolzano e&#8217; quinta, Salerno sesta e Modena settima. Tra le prime venti posizioni la maggiore crescita ad Alessandria (+28,3%), Mantova (+17,5%) e Ravenna (+12,6%). I numeri mostrano inoltre che la Lombardia, con 6,4 miliardi di export, rappresenta circa un sesto del totale italiano. Oltre a Milano, quarta in Italia, tra le prime 20 ci sono anche Bergamo 12esima e Mantova 14esima (era 18esima lo scorso anno). A crescere di piu&#8217; sono Lodi (+34,1%), Monza e Brianza (+19,1%), Mantova (+17,5%) e Cremona (+15,2%). Como leader italiana in pesci, crostacei lavorati e conservati (32,1%, +10,8%) con Brescia decima e Milano 19esima, Lodi prima per prodotti lattiero-caseari dove rappresenta il 9% del totale nazionale, +40,6% con Mantova treza, Cremona sesta, Brescia settima, Bergamo nona e Milano 15esima. Pavia eccelle invece per granaglie, amidi e prodotti amidacei (16% nazionale), Milano e&#8217; seconda per prodotti da forno e terza per cioccolata, caffe&#8217; e spezie.</p>
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		<title>Vacanze sicure all’estero: attenzione alla malaria e alle zanzare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 18:33:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze sicure]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di partire per una vacanza, informatevi bene di tutti i rischi che si possono incontrare.  Il rischio di infezioni è spesso sottovalutato. Una particolare attenzione è consigliabile per i viaggi in paesi della fascia tropicale ed in generale a basso tenore igienico-sanitario. La diarrea del viaggiatore continua ad essere il più frequente guastafeste, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di partire per una vacanza, informatevi bene di tutti i rischi che si possono incontrare.  Il rischio di infezioni è spesso sottovalutato. Una particolare attenzione è consigliabile per i viaggi in paesi della fascia tropicale ed in generale a basso tenore igienico-sanitario. La diarrea del viaggiatore continua ad essere il più frequente guastafeste, ma attenzione in determinate aree anche alle malattie trasmesse da zanzare, come dengue e chikungunya e soprattutto alla malaria. I consigli degli specialisti <strong>SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali</strong>, per una vacanza sicura.</p>
<p>Quando si viaggia nell&#8217;Africa sub-sahariana e in alcune aree del Sud Est asiatico e dell’America Centrale e Meridionale è  importante sapere se la destinazione scelta sia o meno considerata malarica. Può non essere sufficiente chiedere all&#8217;agente di viaggi e a chi vende servizi turistici. La tendenza generale a sottovalutare questi problemi è ben nota e preoccupante. La malaria è trasmessa da zanzare del genere Anopheles. ‘<em>Le specie africane sono particolarmente pericolose, per la loro spiccata preferenza a nutrirsi di sangue umano, mentre le Anopheles di altre aree spesso pungono preferenzialmente altri animali,</em> <em> &#8211; </em>ricorda il<strong> Segretario della SIMIT, il </strong> <strong>Prof. Massimo Galli, Professore Ordinario di Malattie Infettive all&#8217;Università di Milano </strong>–<em> Informarsi bene sulla necessità della profilassi antimalarica è comunque molto importante. Il primo attacco malarico può essere molto grave e addirittura mortale, specie nel turista sprovveduto che non ha mai soggiornato in aree malariche. La profilassi, associata all’uso di repellenti per insetti e di zanzariere a protezione delle ore di sonno, è assolutamente necessaria, a dispetto delle voci disinformate e dei pareri fuorvianti di chi senza alcuna base scientifica, ne mette in dubbio l’opportunità’.</em>Attenzione soprattutto alle aree in cui è presente <em>Plasmodium falciparum</em>, il ‘peggiore’ degli agenti malarici, responsabile della cosiddetta Terzana maligna.</p>
<p>Il chikungunya ha recentemente ‘conquistato’ l’America centrale e si sta estendendo nelle aree tropicali del Sud America. Per quanto quasi mai mortale, questa malattia causa sintomi che si possono protrarre anche a lungo. Unica difesa i repellenti anti zanzare e ricordare che le zanzare che trasmettono l’infezione preferiscono pungere in pieno giorno. Questo vale anche per i vettori della Dengue, che sono gli stessi. È in generale opportuno informarsi se nella meta del proprio viaggio sono state segnalate epidemie di Chikungunya o di Dengue. La vaccinazione contro la febbre gialla, che è richiesta per alcuni paesi, non significa che negli stessi sussista un vero rischio di contrarre questa malattia. Si tratta, come per Chikungunya e Dengue, di una malattia virale trasmessa da zanzare dello stesso genere, molto diffuse nei paesi tropicali. Nella maggioranza dei casi la vaccinazione viene imposta per evitare che il virus venga reintrodotto nei paesi che la chiedono.</p>
<p>&#8220;<em>Per quanto riguarda il cibo &#8211; </em>spiega il Prof. Galli &#8211; <em> quando le condizioni non sono ritenute sicure, quattro indicazioni semplici ma efficaci: &#8220;lavalo, cuocilo, sbuccialo o altrimenti dimenticalo&#8221;, aiutano a limitare il rischio di diarree infettive. Per le bevande, meglio limitarsi al contenuto di bottiglie sigillate ed evitare il ghiaccio, se non si è sicuri che sia stato prodotto con acqua ‘pulita’, perchè conserva i microrganismi. A causare più frequentemente la diarrea del viaggiatore sono ceppi particolari di Escherichia coli, un batterio che è ospite fisso del nostro intestino, ma presenta con una gran quantità di varianti. Alcune di queste risultano del tutto ‘nuove’ per il malcapitato viaggiatore e producono tossine contro le quali il viaggiatore non può mettere tempestivamente in campo difese che prevengano la diarrea. Problemi intestinali possono essere causati anche da altri microrganismi, le salmonelle, ad esempio, o la giardia”.</em></p>
<p>Va ricordato che la terapia con antibiotici o con i cosiddetti disinfettanti intestinali è di regola dannosa e in ogni caso non va autosomministrata, ma assunta solo su indicazione medica dopo accertamento della causa della diarrea. Anche l’assunzione di antibiotici a scopo preventivo è limitata solo a persone portatrici di alcune malattie e a condizioni particolari su prescrizione medica. Attenzione anche al tifo, che può essere prevenuto con una vaccinazione per via orale e alla epatite A, anche queste prevenibile mediante vaccinazione. Queste due vaccinazioni fanno parte delle procedure consigliate in previsione di viaggi in varie aree tropicali.</p>
<p><strong> </strong>In gran parte dell&#8217;Africa Sub-sahariana e comunque anche nelle aree di Asia e Sud America dove è segnalata la schistosomiasi, non è consigliato fare il bagno in acque dolci. Le larve di schistosoma  presenti nell’acqua si insinuano attraverso la cute, causando una seria malattia parassitaria. Attenzione, sempre in acque dolci, soprattutto se stagnanti, anche alla leptospirosi.</p>
<p><em>&#8220;E’ essenziale ricordare i rischi infettivologici connessi a contatti sessuali occasionali &#8211;</em>aggiunge il <strong>Prof. Francesco Castelli, Università degli Studi di Brescia e Consigliere Regionale SIMIT</strong> &#8211; <em>sia con compagni di viaggio che con abitanti del luogo di destinazione. Le possibili infezioni sessuali sono svariate, dalle infezioni epatitiche alle infezioni veneree classiche (sifilide, gonorrea, herpes, etc.), fino addirittura alla infezione da HIV la cui prevalenza nei Paesi in via di sviluppo è certamente superiore rispetto ai Paesi occidentali. Non sono inoltre assolutamente da sottovalutare i rischi correlati alla viabilità ed alla pratica di attività sportive (es. immersione) e corre l’obbligo di ricordare come la mortalità nei viaggi internazionali sia più spesso legata ad incidenti della strada o a pratiche sportive. Tali considerazioni, unitamente alla sempre più frequente abitudine al viaggio di soggetti di età avanzata, consigliano la adozioni di polizze assicurative in grado di garantire assistenza sanitaria, ed eventualmente il rimpatrio, nel Paese di destinazione&#8221;.</em></p>
<p><strong> </strong><em>&#8220;Innanzitutto informarsi, perché in alcune aree possono esistere condizioni particolari o rischi specifici oltre a quelli, i più comuni, già citati e per i quali è meglio essere preparati. Se si va in una zona malarica  fare comunque la profilassi, senza se e senza ma </em>&#8211; conclude il Prof. Galli – <em>Tutti coloro che partono per paesi tropicali o per paesi con condizioni igienico sanitarie precarie dovrebbero inoltre tener conto del proprio stato di salute, per valutare la sostenibilità di fatiche e di eventuali rischi” </em>Attenti anche allo stato vaccinale proprio ( con, se necessario, un richiamo dell’antitetanica) e dei bambini al seguito, che è opportuno abbiano completato il calendario vaccinale previsto nell’infanzia. Attenzione per finire ad una corretta idratazione e protezione individuale per evitare colpi di sole e di calore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/20/vacanze-sicure-allestero-attenzione-alla-malaria-e-alle-zanzare/">Vacanze sicure all’estero: attenzione alla malaria e alle zanzare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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