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	<title>finanza Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ricostruire l’Europa, l’economia, la finanza. Da Mercoledì 29 aprile con Il Sole 24 Ore &#8220;#LOCKDOWN. Il giorno dopo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 14:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[#LOCKDOWN. Il giorno dopo]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A partire da quando è risultato evidente che la crisi connessa alla pandemia Covid19 era destinata a cambiare la vita di tutti, Il Sole 24 Ore ha dato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/28/ricostruire-leuropa-leconomia-la-finanza-da-mercoledi-29-aprile-con-il-sole-24-ore-lockdown-il-giorno-dopo/">Ricostruire l’Europa, l’economia, la finanza. Da Mercoledì 29 aprile con Il Sole 24 Ore &#8220;#LOCKDOWN. Il giorno dopo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A partire da quando è risultato evidente che la crisi connessa alla pandemia Covid19 era destinata a cambiare la vita di tutti, Il Sole 24 Ore ha dato spazio ai contributi di economisti, professori, esperti che hanno colto l&#8217;occasione per andare oltre la cronaca e pensare ad un nuovo modello di economia e società, nuove strategie industriali, nuove visioni del mondo.</p>
<p>Il libro &#8220;#LOCKDOWN.  Il giorno dopo. Ricostruire l&#8217;Europa, l&#8217;economia, la ­finanza&#8221;, in edicola per un mese a partire da mercoledì 29 aprile a € 12,90 oltre al prezzo del quotidiano, raccoglie una parte di questi contributi: da quelli di editorialisti come Sergio Fabbrini, Marco Fortis, Andrea Goldstein, Donato Masciandaro, Marco Onado, Gianni Toniolo, Giovanni Tria, a quelli di ospiti illustri tra i quali Franco Bassanini, Marco Bentivogli, Giulio Tremonti, Vincenzo Visco e Paola Severino.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Unione europea, già scossa dalle spallate del sovranismo, si trova davanti a una alternativa: riscoprire la spinta ideale dei padri fondatori oppure avviarsi a un declino sicuro, neppure tanto lento. Di sicuro nascerà un nuovo ordine mondiale ed è altrettanto certo che nascerà sotto il segno dell&#8217;incertezza&#8221; scrive il Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini nell&#8217;introduzione del volume.</p>
<p>E proprio la lettura d&#8217;insieme degli scritti raccolti in questo libro rappresenta un&#8217;occasione formidabile di approfondimento per affrontare, in modo più consapevole, la fase due dell&#8217;emergenza.</p>
<p>Attraverso i contributi degli editorialisti e degli ospiti illustri delle pagine del Sole 24 Ore emerge forte la necessità di elaborare terapie d&#8217;emergenza che abbiano però un respiro di riflessione globale sugli obiettivi veri da raggiungere e sulle priorità, evitando la dicotomia tra tutela della salute e ripresa economica.</p>
<p>&#8220;Un aspetto è fuori discussione – scrive ancora il Direttore Tamburini nella sua introduzione -: all&#8217;emergenza sanitaria, che significa mettere al primo posto la salvezza di ognuno, senza l&#8217;incredibile scelta di escludere gli anziani, sta seguendo una emergenza economica. Quest&#8217;ultima non va sottovalutata perché, senza risposte adeguate, le conseguenze saranno disoccupazione e miseria. Con il rischio che si determini una emergenza sociale dagli esiti imprevedibili, perché chi non lavora non mangia e chi non mangia prima o poi si ribella. (&#8230;).Serve un piano a tutto campo per superare la crisi sanitaria e quella economica. (&#8230;). Sono indispensabili terapie d&#8217;emergenza che abbiano un respiro di riflessione globale sugli obiettivi veri da raggiungere e sulle priorità. La speranza è che dopo la lunga nottata della pandemia arrivi l&#8217;alba del successo sostenibile. Prima che sia troppo tardi&#8221;.</p>
<p>Il libro &#8220;#LOCKDOWN. IL GIORNO DOPO. Ricostruire l&#8217;Europa, l&#8217;economia, la ­finanza&#8221; potrà anche essere prenotato online ed acquistato grazie al servizio Prima Edicola su www.primaedicola.it e sui canali e-commerce del Sole 24 Ore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/28/ricostruire-leuropa-leconomia-la-finanza-da-mercoledi-29-aprile-con-il-sole-24-ore-lockdown-il-giorno-dopo/">Ricostruire l’Europa, l’economia, la finanza. Da Mercoledì 29 aprile con Il Sole 24 Ore &#8220;#LOCKDOWN. Il giorno dopo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Il patto faustiano dell’Europa con l’alta finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2017 14:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[austerity]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai esaminato attentamente come si è sviluppata in diverse parti del mondo la crisi finanziaria scoppiata nel 2008. Che cosa ha in comune la crisi finanziaria in Europa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/31/il-patto-faustiano-delleuropa-con-lalta-finanza/">Il patto faustiano dell’Europa con l’alta finanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Hai esaminato attentamente come si è sviluppata in diverse parti del mondo la crisi finanziaria scoppiata nel 2008. Che cosa ha in comune la crisi finanziaria in Europa con quella negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Un fattore comune negli Stati Uniti e in Europa è stato il capitale finanziario non regolato, non disciplinato. All’inizio le banche europee, tra cui le banche tedesche, hanno acquistato enormi quantità di titoli tossici subprime e in conseguenza hanno visto gravemente compromessi i propri bilanci e, nel caso di molte, hanno dovuto essere salvate dai loro governi.</p>
<p>Secondo, le banche europee si sono date agli stessi incontrollati finanziamenti a imprese immobiliari, creando così una grande bolla in luoghi come il Regno Unito, l’Irlanda e la Spagna.</p>
<p>Un altro fattore comune è stato che i paesi europei avevano anche adottato una normativa della “mano leggera”, sotto l’influenza di Wall Street e di teorie neoliberiste come la cosiddetta “ipotesi del Mercato Efficiente”, che affermava che i mercati finanziari, lasciati a sé stessi, avrebbero condotto all’allocazione più efficiente del capitale. Persino le autorità tedesche sono state sotto l’incantesimo di tali dottrine cosicché sono state colte di sorpresa dalla grande esposizione delle loro banche a titoli tossici subprime e ad alti rischi di credito come la Grecia.</p>
<p><strong>E che cosa è stato unico o particolare nella crisi europea che l’ha distinta da&nbsp; quella degli Stati Uniti?</strong></p>
<p>La cosa principale che ha distinto la crisi in Europa da quella negli USA è stata la complicazione introdotta da 19 stati con una moneta comune senza un’unione fiscale o politica. D’altro canto l’euro ha dato ai prestatori l’illusione che il rischio di credito delle economie più deboli fosse praticamente lo stesso di quello delle economie più forti, incoraggiandoli a prestare alle prime senza la dovuta diligenza. D’altro canto essere nell’eurozona ha gravemente limitato le scelte di un paese di riprendersi poiché ha eliminato la svalutazione come mezzo per muovere un’economia da un deficit a un surplus commerciale. L’euro è diventato una gabbia dorata in cui le economie più deboli sono state condannate a una stagnazione a lungo termine.</p>
<p><strong>Quale è stato il ruolo della Germania nella crisi finanziaria? Come hanno influenzato le politiche tedesche ciò che è accaduto, ad esempio, in Grecia?</strong></p>
<p>La Germania ha avuto un ruolo centrale nella generazione della crisi. Innanzitutto le riforme neoliberiste chiamate Riforme Hartz, attuate dal governo socialdemocratico agli inizi del nuovo millennio, hanno reso il lavoro tedesco relativamente a basso costo rispetto ai vicini. Ciò ha trasformato molte altre nazioni europee in paesi a deficit nel loro rapporto commerciale con la Germania. Per coprire i loro deficit, così come per sostenere misure di sicurezza sociale per i rimossi dalle esportazioni tedesche, i governi di tali paesi, come la Grecia, si sono indebitati pesantemente con banche tedesche.</p>
<p>Secondo, non trattenute da istituzioni presunte serie del governo tedesco come la Bundesbank, le banche tedesche non si sono comportate con la dovuta diligenza nei confronti di debitori come la Grecia e hanno prestato avventatamente somme enormi. L’esposizione tedesca nei confronti della Grecia è arrivata a circa 25 miliardi di euro, inducendo Barry Eichengreen, un esperto finanziario di spicco, a commentare che ciò che era in gioco “non era solo la solvibilità del governo greco, bensì la stabilità del sistema finanziario tedesco”.</p>
<p>Terzo, rifiutando di riconoscere la responsabilità delle proprie banche e scaricando la colpa interamente sulla Grecia e su altri paesi debitori, la Germania ha ostinatamente dettato le politiche di austerità che la Grecia e altri paesi sono stati costretti ad adottare. Tali politiche sono intese a recuperare il grosso dei prestiti fatti da banche tedesche. Persino il FMI riconosce che queste politiche di austerità semplicemente condannano la Grecia e i paesi dell’Europa meridionale a una stagnazione a lungo termine, ma la Germania insiste per avere la sua libbra di carne e questo può solo finire col promuovere la diffusione di movimenti populisti di destra antieuropei.</p>
<p><strong>Dunque che dire della narrazione convenzionale che afferma che la crisi greca è stata innescata dalla rivelazione nel 2009 che il governo aveva manipolato i conti?</strong></p>
<p>Beh, va considerato che nel 2007, due anni prima dello scandalo delle statistiche, il tango dei frenetici prestiti di banche tedesche e francesi di indebitamento da tossicodipendenza da parte del governo e delle banche private greche aveva già spinto il debito greco a 290 miliardi di euro, che era il 107 per cento del PIL. Tuttavia la Grecia era ancora considerata un buon rischio creditizio.</p>
<p>Ciò che ha reso diversa la situazione nel 2009 è stata la diffusione della crisi finanziaria globale arrivata da Wall Street in Europa, con banche al collasso o salvate dai governi. La ricaduta di Wall Street ha fatto preoccupare i paesi creditori che i prenditori privati nei paesi debitori non fossero in grado di rimborsare i loro prestiti. Così hanno premuto su governi come la Grecia, il cui governo era già fortemente indebitato, perché assumessero anche la responsabilità del debito del settore privato o lo nazionalizzassero. Questa conversione del debito privato in un passivo statale ha trasformato la crisi finanziaria in Europa in una crisi del debito sovrano. La manipolazione statistica ha operato principalmente come scusa per i governi creditori per un giro di vite sugli stati debitori.</p>
<p><strong>Tu citi l’affermazione di Joseph Stiglitz che l’euro&nbsp; è solo un esperimento durato diciassette anni, mal progettato e destinato a non funzionare. Significa che ritieni che l’euro non sopravvivrà?</strong></p>
<p>Come ho detto in precedenza, il problema dell’eurozona è che è un’unione monetaria che non ha i requisiti necessari di un’unione fiscale e politica che fisserebbe le regole e i meccanismi per consentire alle autorità centrali di trasferire capitale da regioni in surplus a regioni in deficit. Oggi ci sono solo due modi per risolvere gli squilibri commerciali all’interno dell’eurozona. Uno è la svalutazione interna, cioè l’adozione di dure politiche di austerità che ridurrebbero il costo del lavoro e renderebbero competitive le esportazioni di un paese in deficit; questo comporta il rischio di sottoporre un paese a una stagnazione a lungo termine a causa della forte riduzione della domanda effettiva. L’altro modo consiste semplicemente nel prendersi su e andarsene, lasciare l’eurozona e adottare una nuova moneta il valore della quale sarebbe basso rispetto all’euro, rendendo così “competitive” le esportazioni di un paese. Non sorprendentemente questo comporterebbe anche il rischio di comprimere la domanda effettiva nell’economia debitrice. Tuttavia la seconda opzione consentirebbe molto maggiore spazio di manovra che l’essere intrappolati in un matrimonio senza amore, depresso, come l’eurozona.</p>
<p>Così, secondo me, i paesi dell’eurozona hanno di fronte la scelta o di passare a un’unione fiscale e politica completa, il che renderebbe i trasferimenti finanziari in larga misura una questione di fondi attivati automaticamente per fluire da aree in surplus ad aree in deficit in un’economia pienamente unificata, come negli Stati Uniti, oppure chiudere l’unione monetaria. La mia sensazione è che non esiste una via di mezzo.</p>
<p><strong>Quale diresti sia stato il ruolo della socialdemocrazia nella crisi?</strong></p>
<p>La socialdemocrazia è profondamente implicata nella crisi. Mentre Margaret Thatcher è divenuta il volto del neoliberismo, i socialdemocratici hanno avuto un ruolo molto centrale nel premere misure neoliberiste in tutta Europa. Il New Labour ha promosso la liberalizzazione della finanza e la mano leggera con le regole nel Regno Unito con Gordon Brown, dapprima come cancelliere e poi come primo ministro diventando in conseguenza, come ha scritto un giornalista, “mitizzato” dalla City.</p>
<p>Francois Mitterand e i socialisti francesi sono stati i principali campioni dell’euro, in quello che l’ex ministro greco delle finanze [ ‘degli esteri’ nell’originale – n.d.t.] Yanis Varoufakis descrive come un progetto francese per imbrigliare la potenza economica tedesca nell’integrazione europea sotto la guida politica e amministrativa francese.</p>
<p>E in Germania è stato sotto il governo socialdemocratico di Gerard Schroeder che sono state attuate le “riforme” del mercato del lavoro che hanno ridotto i salari e consolidato la posizione della Germania come paese in surplus e i suoi vicini come paesi in deficit, costringendoli a dipendere dalle banche tedesche per coprire i loro deficit commerciali. Il partito Cristiano Democratico non avrebbe potuto fare quello che hanno fatto i socialdemocratici, ma Angela Merkel e i conservatori hanno finito per mangiare quanto servito dal SPD.</p>
<p><strong>La crisi finanziaria in Europa poteva essere evitata e, se sì, come?</strong></p>
<p>Sì, avrebbe potuto essere evitata se ci fossero state regole stringenti di controllo della finanza poste in essere da governi che non considerassero il capitale finanziario come un partner, bensì come una forza da disciplinare. La finanza deve essere messa al proprio posto di meccanismo per ottenere capitale da quelli che lo detengono per quelli che possono applicarlo a un uso produttivo. Sempre più sembra come se solo un sistema bancario nazionalizzato possa adempiere appropriatamente questa funzione. Detto questo, io condiviso l’apprensione dell’economista statunitense Hyman Minsky che fintanto che regna il capitalismo il capitale finanziario troverà modi per adeguarsi a regole governative per darsi nuovamente a prestiti spericolati.</p>
<p><strong>Siamo fuori pericolo ora oppure c’è una possibilità che possa accadere di nuovo?</strong></p>
<p>No, non siamo fuori pericolo, perché la riforma del settore finanziario, spinta nel seguito immediato della crisi finanziaria, è stata inefficace o non attuate a causa dei riusciti sforzi di lobby delle imprese finanziarie.</p>
<p>Il capitale finanziario resta non disciplinato. Nel frattempo, a causa delle politiche di austerità, la maggior parte dell’economia reale dell’Europa è nella morsa di una stagnazione permanente. Ciò determina la tentazione per il capitale finanziario non regolato di dedicarsi nuovamente ad avventure speculative, in cui si spreme valore da valore già creato mediante la creazione di bolle che sono destinate a scoppiare, portando di nuovo caos nella loro scia. &nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Walden Bello-Pressenza</p>
<p>Questa intervista è basata su un documento di Walden Bello ‘Europe: social democracy’s Faustian pact with global finance unravels’ &nbsp;pubblicato dal Transnational Institute (Maggio 2017).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/31/il-patto-faustiano-delleuropa-con-lalta-finanza/">Il patto faustiano dell’Europa con l’alta finanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>La Russia può imparare dalla vicenda del Brasile?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/10/03/la-russia-puo-imparare-dalla-vicenda-del-brasile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 19:04:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
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		<category><![CDATA[PAUL CRAIG ROBERTS – MICHAEL HUDSON]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[William Engdah. Nabiulina prestito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’apertura finanziaria del Brasile ha reso quella nazione un bersaglio facile da attaccare.Si potrebbe sperare che Putin prenda atto del costo della “apertura economica”. William Engdahl ha recentemente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/03/la-russia-puo-imparare-dalla-vicenda-del-brasile/">La Russia può imparare dalla vicenda del Brasile?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’apertura finanziaria del Brasile ha reso quella nazione un bersaglio facile da attaccare.Si potrebbe sperare che Putin prenda atto del costo della “apertura economic</strong><strong>a”.</strong></p>
<p>William Engdahl ha recentemente spiegato come Washington ha usato l’elite brasiliana corrotta, che prende ordini da Washington, per rimuovere la presidentessa del Brasile, Dilma Rousseff, regolarmente eletta per rappresentare il popolo brasiliano piuttosto che gli interessi di Washington. Incapaci di vedere oltre la propaganda che gonfiava accuse non provate, i brasiliani hanno accettato la destituzione della loro protettrice, fornendo al mondo un altro esempio della impotenza della democrazia.<br />
Tutti dovrebbero leggere l’articolo di Engdahl. Egli riferisce che parte dell’attacco alla Rousseff prendeva le mosse da problemi economici del Brasile deliberatamente creati dalle agenzie di rating USA, come parte dell’attacco di Washington, per declassare il debito brasiliano con conseguente attacco alla moneta brasiliana, il real.</p>
<p>L’apertura finanziaria del Brasile ha fatto del Brasile un bersaglio facile da attaccare. Si potrebbe sperare che Putin abbia preso atto del costo della “apertura economica”. Putin è un leader attento e riflessivo, ma non è un economista. Ha fiducia nella neoliberista Elvira Nabiulina, scelta da Washington per dirigere la banca centrale russa. Nabiulina non ha familiarità con la Teoria Monetaria Moderna, e il suo impegno per l&#8217;”apertura economica” lascia l’economia russa esposta alle manovre destabilizzatrici di Washington, come il Brasile. Nabiulina ritiene che l’attacco al rublo sia dovuto a impersonali “forze del mercato globale”, non ai colpi finanziari di Washington.</p>
<p>Nabiulina, indottrinata e imbevuta di propaganda neoliberale, è essenzialmente una serva di Washington, non consapevole del suo ruolo di “utile idiota.” Lei si diletta agli applausi che riceve dal Consenso di Washington per lasciare l’economia russa esposta alle manipolazioni di Washington. Essendo una neoliberista, lei non capisce che la banca centrale della Russia può creare a costo zero il denaro con cui finanziare progetti produttivi in Russia. Invece, lei pensa che i soldi immessi nell’economia dalla banca centrale creino inflazione, mentre i soldi che entrano da fonti estere non siano inflattivi.<br />
Il denaro è denaro, indipendentemente dal fatto che sia messo a disposizione dalla banca centrale o da creditori stranieri. Finché il denaro, qualunque sia la sua origine, viene utilizzato in modo produttivo, non crea inflazione.</p>
<p>C’è una grande differenza tra la moneta creata dalla banca centrale e il denaro creato da creditori stranieri. Il denaro prestato dalle banche estere in dollari o in euro deve essere rimborsato, con interesse, nella valuta estera in cui è stato prestato. Il denaro creato dalla banca centrale per finanziare progetti di infrastrutture pubbliche non deve essere rimborsato a nessuno, tanto meno con interesse, né in valuta estera guadagnata tramite esportazioni.<br />
Il denaro acquisito tramite prestiti dall’estero comporta molti rischi. Il prestito può essere ritirato, facendo crollare un rublo liberamente scambiato. L’interesse che deve essere pagato è un salasso per le riserve in valuta estera della Russia. I prestiti esteri comportano anche un rischio di cambio, che aumenta con le sanzioni economiche. Se il rublo perde valore o è trascinato verso il basso con un attacco orchestrato, il costo in rubli del prestito straniero può aumentare drammaticamente.</p>
<p>Nessuno di questi rischi e costi è presente quando il denaro proviene dalla banca centrale. La funzione appropriata della banca centrale russa è di creare il denaro con cui finanziare progetti pubblici e di servire come prestatore di ultima istanza per le imprese russe private che non siano in grado di ottenere finanziamenti altrove. Questa funzione della banca centrale preserverebbe l’economia russa dalla destabilizzazione orchestrata.</p>
<p>E ‘un peccato per la Russia che Nabiulina e il primo ministro Dmitry Medvedev ritengano preferibile che il debito russo sia finanziato da stranieri ostili piuttosto che dalla banca centrale della Russia. Glazyev, unico tra i consiglieri di Putin, capisce questo. Sospettiamo che gli integrazionisti atlantisti mirino a far fuori Glazyev, sperando di integrare la Russia con l’Occidente a prescindere dai costi per la Russia. Questi russi “Adoratori dell’America” sono il più grande problema della Russia.<br />
Per Washington, l’austerità neoliberista è in funzione di “solo esportazione” verso i paesi che Washington intende trasformare in colonie finanziariamente dipendenti. Con l’obiettivo di compiacere Washington, Nabiulina è impegnata in una farsa. I dollari e gli euro presi in prestito dall’estero non vanno ai mutuatari russi. La valuta estera presa a prestito è trattenuta dalla banca centrale. Nabiulina poi crea i rubli che finanziano i progetti. Non vi è alcuna ragione per prendere in prestito valute estere come sostegno per i rubli creati internamente. Indipendentemente dal fatto che la Russia prenda prestiti dall’estero, la banca centrale deve creare rubli con cui finanziare i progetti nazionali. Quindi non vi è alcun bisogno di prestiti esteri.</p>
<p>Un governo russo che non riesca a capire questo è in guai seri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span class="s2"><span class="s3">PAUL CRAIG ROBERTS – MICHAEL HUDSON </span></span></p>
<p style="text-align: right;">Traduzione dall’originale <a href="http://www.counterpunch.org/2016/09/30/can-russia-learn-from-brazils-fate/">inglese</a> di Leopoldo Salmaso-Pressenza</p>
<p><strong>Paul Craig Roberts</strong> è un ex Assistente Segretario del Tesoro degli Stati Uniti e Associate Editor del Wall Street Journal. Il suo libro ‘How the Economy Was Lost’ (Come l’economia si è persa) è ora disponibile da CounterPunch in formato elettronico. Il suo ultimo libro è ‘The Neoconservative Threat to World Order’ (La minaccia Neoconservative all’Ordine Mondiale).</p>
<p>Il nuovo libro di <strong>Michael Hudson</strong>, ‘Killing the Host’ (Uccidere l’Ospite) è pubblicato in formato elettronico da CounterPunch Books e in stampa da Islet. Egli può essere raggiunto tramite web, mh@michael-hudson.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/03/la-russia-puo-imparare-dalla-vicenda-del-brasile/">La Russia può imparare dalla vicenda del Brasile?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Wall Street e Pechino trainano al rialzo le borse europee</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/27/wall-street-e-pechino-trainano-al-rialzo-le-borse-europee/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 08:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le drammatiche giornate scorse, le borse mondiali tornano finalmente a respirare a pieni polmoni e a far registrare crescite importanti su scala generale. Ieri la borsa americana&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/27/wall-street-e-pechino-trainano-al-rialzo-le-borse-europee/">Wall Street e Pechino trainano al rialzo le borse europee</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le drammatiche giornate scorse, le borse mondiali tornano finalmente a respirare a pieni polmoni e a far registrare<strong> crescite importanti su scala generale.</strong> Ieri la borsa americana ha fatto segnare l’impennata più significativa dal 2011, con un guadagno di oltre <strong>4 punti percentuali</strong>, le cui conseguenze positive sono ben visibili anche nella giornata di oggi. Trainate da Wall Street infatti, aprono in forte rialzo le borse europee. A sostenere gli acquisti è la prospettiva sempre più concreta che la <strong>Federal Reserve</strong> lasci i tassi di interesse invariati a settembre, come ammesso dal presidente della Fed di New York, <strong>William Dudley</strong>, dettosi ieri scettico sull&#8217;opportunità di un rialzo nel breve periodo.</p>
<p>Il Dax di Francoforte avanza del 2,61% a 10.259 punti, l&#8217;Ftse 100 di Londra sale del 2,07% a 6.103 punti, il Cac 40 di Parigi cresce del 2,25% a 4.602 punti, l&#8217;<strong>Ftse Mib di Milano guadagna l&#8217;1,64% a 21.823 punti.</strong></p>
<p>A spingere avanti l’economia europea c’è anche il forte “sostegno” delle borse asiatiche, che dopo i crolli dei giorni scorsi, tornano a rivedere le stelle con guadagni consistenti, garantiti dalle misure messe in atto dalla banca centrale cinese, che<strong> ha immesso sul mercato circa 150 miliardi di Yuan.</strong> La borsa di Shanghai chiude con un rialzo del 5,4% in seguito a una forte accelerazione nell&#8217;ultima ora di scambi. La seduta era stata comunque piuttosto volatile, con una breve fase in ribasso. Anche Shenzhen, l&#8217;altra grande piazza della Cina continentale, termina la seduta con un progresso del 3,33% mentre Hong Kong si avvicina alla chiusura con un rialzo del 2,95%.</p>
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		<title>Borse asiatiche in picchiata, conseguenze anche in Europa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/borse-asiatiche-in-picchiata-conseguenze-anche-in-europa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 08:29:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le borse asiatiche scendono a picco per i timori sul rallentamento dell&#8217;economia cinese. La Borsa di Shanghai ora perde l&#8217;8%, dopo essere scesa del 9% e aver praticamente&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le borse asiatiche scendono a picco per i timori sul rallentamento dell&#8217;economia cinese. <strong>La Borsa di Shanghai ora perde l&#8217;8%, dopo essere scesa del 9% e aver praticamente azzerato i guadagni di inizio anno</strong>, trascinando in picchiata tutti i listini asiatici. In Cina il listino e&#8217; precipitato per i mancati interventi di contenimento da parte delle autorita&#8217; di Pechino. La caduta peraltro e&#8217; frenata dal limite di discesa del 10% previsto dalla borsa di Shanghai. <strong>Tokyo chiude a -4,61%, Seul a -2,47%, Sydney del 4%, Giakarta del 4,3%, Taiwan del 4,8% ai minimi da tre anni.</strong> Il governo di Taiwan non esclude la possibilita&#8217; di creare un fondo per l&#8217;acquisto di azioni. Prima della chiusura <strong>Hong Kong arretra del 4,95%.</strong></p>
<p>Il crollo dei listini asiatici fa volare l&#8217;euro e anche lo yen, cioe&#8217; le monete considerate beni rifugio<strong>. La moneta europea passa di mano a 1,1445 dollari</strong>, dopo un top da sei mesi e mezzo di 1,1597 dollari<strong>. Euro/yen a 138,57 e dollaro/yen ai minini da un mese e mezzo a 120,71.</strong> Il dollaro australiano, spesso considerato una sorta di braccio della liquidita&#8217; cinese scende ai minimi da sei anni a 0,7201 sul biglietto verde. Male anche il Rublo, a causa del crollo del petrolio<strong>. La moneta russa si attesta a quota 71 sul biglietto verde</strong>, non lontano dal minimo dell&#8217;anno a 71,85 dollari.</p>
<p>Sull’onda del crollo dei mercati asiatici, anche le borse europee aprono la settimana in picchiata<strong>. A Milano l&#8217;indice Ftse Mib segna -3,62% a 20958 punti, mentre Francoforte cede il 3% e Parigi va giu&#8217; del 3,5%. </strong>Molto male anche il petrolio la paura del rallentamento dell&#8217;economia cinese e il crollo delle borse asiatiche, mandano a picco il prezzo del petrolio, che gia&#8217; attraversava una congiuntura ribassista per gli eccessi di forniture sui mercati. In Asia i future su Light crude Wti e quelli sul Brent scendono ai minimi da sei anni e mezzo, rispettivamente a 39 dollari e 44,24 dollari al barile.</p>
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		<title>Atene: borsa in caduta libera, -23%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 11:02:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiusa dal 26 giugno scorso, quando il primo ministro greco Alexis Tsipras ha annunciato il referendum per decidere l’uscita dall’euro, stamani la borsa di Atene è stata riaperta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiusa dal 26 giugno scorso, quando il primo ministro greco Alexis Tsipras ha annunciato il referendum per decidere l’uscita dall’euro, stamani la borsa di Atene è stata riaperta e ha segnato subito un meno 23%, a 615,6 punti. Dopo 5 settimane di arresto, gli ingranaggi finanziari risentono della fiducia degli investitori, che fatica a risalire. In forte ribasso anche i titoli bancari della National Bank of Greece e della Piraeus Bank, che perdono oltre il 30%. In particolare, a incidere sul calo dei titoli greci è l’esito incerto dei negoziati sul terzo piano di aiuti al governo, fissato a 86 miliardi di euro. La Troika auspica di erogarli entro il 20 agosto, ma c’è ancora molto lavoro da fare.</p>
<p>Il crollo dell’indice Asa ha tuttavia influenzato poco le borse europee, che chiudono con leggeri ribassi da parte di Francoforte e Madrid (-0,3%), e Parigi e Londra (-0,1%), mentre Milano segna addirittura un +0,02%. (Dire)</p>
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		<title>Crisi Grecia trascina nel baratro le borse europee</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/06/29/crisi-grecia-trascina-nel-baratro-le-borse-europee/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 09:06:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Borse europee in picchiata, spinte nel precipizio dalla profonda crisi della Grecia, che trascina giù con se l’intera economia mondiale. Le cattive notizie provenienti dalla penisola ellenica, con&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Borse europee in picchiata, spinte nel precipizio dalla profonda crisi della Grecia, che trascina giù con se l’intera economia mondiale. Le cattive notizie provenienti dalla penisola ellenica, con i mancati accordi del governo di Tsipras con l’Unione Europea, il rischio default, e la minaccia, diventata poi triste realtà, di <strong>non aprire le banche greche</strong>, trascina in basso tutte le borse europee, soprattutto per quel che riguarda il settore bancario. L’indice <strong>Euro STOXX 50</strong>, che racchiude tutti i più importanti titoli dell’economia europea, fa segnare <strong>il calo giornaliero più profondo dal 2011 (-4,4%)</strong>, con i titoli del settore bancario spagnolo, francese, tedesco e italiano che perdono in media <strong>più di sei punti percentuali</strong>, spingendo alcuni istituti di credito a sospendere le contrattazione e congelare il titolo per eccessivo ribasso.  <strong>Perdono molto terreno però anche titoli appartenenti ad altri settori:</strong> sul listino Mondadori cede il 9,6%, Buzzi il 6,2%, Autogrill il 6,5%. Enel perde il 4,1%, Eni il 3,8%.</p>
<p>Tra le borse europee si “salva” soltanto <strong>Londra</strong>, che cede appena il 2,27%, un dato estremamente positivo se rapportato al <strong>-4,27% di Francoforte</strong>, <strong>-4,23% di Parigi</strong> e al <strong>-4,34% di Milano</strong>. Il record di calo più brusco spetta però alla borsa di <strong>Madrid</strong>, che arretra di <strong>5,25 punti</strong> in apertura di giornata, un quarto di punto in più rispetto alla borsa portoghese. Con le borse, si innalza in maniera direttamente proporzionale anche il temutissimo <strong>spread</strong>, ovvero il differenziale tra Btp italiani e Bund Tedeschi, che nei primi scambi di giornata arriva a quota 186 punti, per quel che riguarda i Bond a scadenza decennale, con un rendimento al 2,15%, per assestarsi poi a 161 punti e un rendimento del 2,39%.</p>
<p><strong>Scende anche l’Euro a seguito della crisi greca. </strong>La moneta unica e&#8217; scesa ai minimi da un mese a 1,0955 dollari sui circuiti elettronici, contro 1,1165 dollari di venerdì e al momento viene scambiata a 1,1070 dollari. Euro/yen a 135,9 e dollaro/yen a 122,7.</p>
<p><strong>Male anche le borse asiatiche</strong>, a testimonianza di quanto la crisi di un Paese relativamente piccolo come la Grecia possa avere conseguenze globali. Tokyo sta perdendo il 2,82%, Sydney il 2,24%, Seul l&#8217;1,56%, Taipei il 2,40%, Singapore l&#8217;1,35%. Le cose vanno peggio a Shanghai che già aveva registrato perdite nelle ultime due settimane. Nonostante un taglio a sorpresa dei tassi di interesse nel weekend, lo Shanghai Composite Index cede il 7,35%.</p>
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		<title>Quote latte: perquisite sedi della Lega a Milano e Torino</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/01/16/quote-latte-perquisite-sedi-della-lega-a-milano-e-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 16:27:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Milano, su ordine del pm Ascione, ha perquisito le sedi di Milano e Torino della Lega Nord nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta per bancarotta e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/16/quote-latte-perquisite-sedi-della-lega-a-milano-e-torino/">Quote latte: perquisite sedi della Lega a Milano e Torino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Milano, su ordine del pm Ascione, ha perquisito le sedi di Milano e Torino della Lega Nord nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta per bancarotta e corruzione con al centro presunte irregolarità sulle quote latte. I militari cercavano materiale informatico e cartaceo sul crack da 80mln della cooperativa &#8216;La Lombarda&#8217;. Ipotizzate anche mazzette a funzionari pubblici e politici per ritardare i pagamenti sulle quote latte da versare all&#8217;Ue. Ascione ha anche ascoltato le segretarie amministrative delle due sedi. Nelle scorse settimane sentito anche Renzo Bossi. Per il segretario del Carroccio Maroni &#8216;l&#8217;inchiesta riguarda una società che non c&#8217;entra niente con la Lega. Noi siamo terzi e quindi la questione è chiusa&#8217;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/16/quote-latte-perquisite-sedi-della-lega-a-milano-e-torino/">Quote latte: perquisite sedi della Lega a Milano e Torino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Blitz Gdf in gallerie d&#8217;arte, violazioni per 19mln</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/09/13/blitz-gdf-in-gallerie-darte-violazioni-per-19mln/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 07:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[blitz]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Violazioni delle norme antiriciclaggio per 14 milioni, transazioni in denaro contante oltre i limiti consentiti per circa 3 milioni, evasione di oltre due milioni: sono i risultati di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/13/blitz-gdf-in-gallerie-darte-violazioni-per-19mln/">Blitz Gdf in gallerie d&#8217;arte, violazioni per 19mln</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Violazioni delle norme antiriciclaggio per 14 milioni, transazioni in denaro contante oltre i limiti consentiti per circa 3 milioni, evasione di oltre due milioni: sono i risultati di un blitz condotto dagli uomini della Guardia di Finanza in tutta Italia, in collaborazione con la Siae, nelle gallerie d&#8217;arte. Complessivamente sono state controllate 24 gallerie d&#8217;arte e case d&#8217;asta e nei confronti di due, a Roma e Padova, è stata disposta la chiusura temporanea.</p>
<p>L&#8217;operazione, condotta dagli uomini del nucleo speciale per la radiodiffusione e l&#8217;editoria, aveva l&#8217;obiettivo di accertare le eventuali irregolarita&#8217; nel settore della compravendita delle opere d&#8217;arte.</p>
<p>Nel corso dei controlli, i finanzieri hanno riscontrato diverse violazioni. In particolare, e&#8217; stata scoperta un&#8217;evasione di oltre 2 milioni sul &#8216;diritto di seguito&#8217;, in sostanza il compenso dovuto agli autori di un&#8217;opera d&#8217;arte visiva per vendite successiva alla prima.</p>
<p>Ma non solo: nei controlli per individuare investimenti illeciti e per verificare il rispetto delle norme antiriciclaggio, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno riscontrato violazioni riguardanti l&#8217;omessa segnalazione da parte delle case d&#8217;asta di operazioni sospette per circa 14 milioni e l&#8217;utilizzo di numerose transazioni in contanti oltre i limiti consentiti (mille euro), per circa 3 milioni.</p>
<p>Sono invece ancora in corso le verifiche relative ai profili fiscali: diverse incongruenze sono infatti emerse incrociando, grazie alle banche dati della Gdf, gli acquisti delle opere d&#8217;arte con le dichiarazioni dei redditi dei clienti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/13/blitz-gdf-in-gallerie-darte-violazioni-per-19mln/">Blitz Gdf in gallerie d&#8217;arte, violazioni per 19mln</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto: gonfia i lavori di ricostruzione di 700mila euro, imprenditore arrestato</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/09/05/terremoto-gonfia-i-lavori-di-ricostruzione-di-700mila-euro-imprenditore-arrestato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 11:09:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[domiciliari]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Romano Gargarella]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[prestazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di L&#8217;Aquila, in esecuzione di un&#8217;ordinanza emessa dal G.I.P. Giuseppe Romano Gargarella, stamane hanno tratto agli arresti domiciliari C.C., 52 anni,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/05/terremoto-gonfia-i-lavori-di-ricostruzione-di-700mila-euro-imprenditore-arrestato/">Terremoto: gonfia i lavori di ricostruzione di 700mila euro, imprenditore arrestato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di L&#8217;Aquila, in esecuzione di un&#8217;ordinanza emessa dal G.I.P. Giuseppe Romano Gargarella, stamane hanno tratto agli arresti domiciliari C.C., 52 anni, noto imprenditore edile di L&#8217;Aquila. Contestualmente, sono stati operati sequestri di denaro ed altri beni per un totale complessivo di 700 mila euro. L&#8217;imprenditore deve rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato e reati di falso. L&#8217;indagine dei finanzieri aquilani, coordinata dal Procuratore della Repubblica del capoluogo, Alfredo Rossini, deceduto alcuni giorni fa, e diretta dal Pubblico Ministero Antonietta Picardi, ha fatto luce su gravi e reiterate indebite percezioni di fondi pubblici nell&#8217;opera di ricostruzione di numerosi condomini, ville e case, tutte nel capoluogo. Per tale ragione, oltre all&#8217; imprenditore, sono indagati diversi tecnici, per aver asseverato lavori mai eseguiti ovvero eseguiti in forma diversa da quella reale, un amministratore di condominio e alcuni proprietari di abitazioni, beneficiari dell&#8217;aiuto di Stato, per un totale di 43 persone. L&#8217;inchiesta ha avuto inizio circa un anno e mezzo fa, proprio grazie a diverse denunce pervenute da cittadini terremotati onesti che, a fronte della constatazione di lavori rendicontati in misura e maniera ben diversa dal reale, hanno deciso di rivolgersi alla Magistratura ed alla Guardia di Finanza. L&#8217;arrestato, che risulta iscritto alla Camera di Commercio come &#8220;piccolo imprenditore&#8221;, titolare di ditta individuale artigiana, all&#8217;indomani del terremoto era riuscito ad accaparrarsi un numero rilevantissimo di lavori privati di ricostruzione &#8211; oltre 160 cantieri &#8211; tanto da risultare secondo solo ad un paio di note di societa&#8217; di capitali operanti nell&#8217;edilizia, nella classifica degli affidamenti.</p>
<p>Sono risultate necessarie, quindi &#8211; spiega la finanza &#8211; complesse ed elaborate indagini di polizia economica e finanziaria che hanno richiesto l&#8217;attento esame di documenti contabili e fiscali, la verifica dei materiali utilizzati, di prestazioni effettivamente svolte, l&#8217;esame dei progetti presentati e della congruenza dei computi metrici, l&#8217;utilizzo di rilievi fotografici dei luoghi ante e post ricostruzione, ma anche esami testimoniali ed analisi di flussi finanziari &#8211; soprattutto concernenti il contributo di Stato &#8211; riferibili all&#8217;impresa coinvolta, ai tecnici, ai proprietari, ecc.. Per le esigenze delle investigazioni, gli inquirenti hanno incaricato i geometri comunali di eseguire mirati sopralluoghi nei cantieri interessati. I finanzieri hanno esaminato accuratamente 73 pratiche di ricostruzione affidate all&#8217;imprenditore, (2 riguardanti immobili classificati &#8220;A&#8221;, 66 classificati &#8220;B&#8221; e 5 con classifica &#8220;C&#8221;), rilevando per 58 di esse irregolarita&#8217; e incongruenze, talvolta reiterate con caratteri di sistematicita&#8217; anche per immobili del tutto diversi tra loro. Si e&#8217; cosi&#8217; scoperta la rendicontazione di ponteggi che, in realta&#8217;, non erano stati montati, attestazione di Stati di Avanzamento Lavori eseguiti laddove, invece, non erano ancora iniziati, false fatturazioni di prestazioni per l&#8217;esecuzione di opere edili e certificazioni di totale rifacimento di tetti, a fronte invece di limitati lavori di sistemazione. In alcuni casi, piu&#8217; clamorosi, e&#8217; stata rilevata l&#8217;incongruenza tra i costi asseritamente sostenuti per la copertura dei pavimenti a protezione dai lavori edili e la rendicontazione degli oneri di demolizione e rifacimento delle stesse pavimentazioni.</p>
<p>Ancora, in altri casi, e&#8217; stata riscontrata sia la fatturazione del rifacimento dell&#8217;intonaco e della ripulitura dei muri che, in stridente contraddizione, la fatturazione della demolizione dei medesimi. Infine, almeno in un caso, allegata alla pratica di finanziamento, e&#8217; risultata inserita la documentazione fotografica tesa a comprovare l&#8217;utilizzo di ponteggi, riferibile ad un edificio diverso rispetto a quello interessato. Il danno complessivamente cagionato alla collettivita&#8217; solo per i lavori artatamente gonfiati supera i 700 mila euro. Tale importo e&#8217; comprensivo anche degli ingiusti guadagni percentuali conseguiti dai tecnici deputati alla direzione dei lavori, che si sono prestati a redigere false rappresentazioni delle opere eseguite. In almeno 28 casi, sono stati rilevati elementi di coinvolgimento in capo ai privati committenti dei lavori, che hanno sottoscritto documentazione contabile non veritiera, per i quali e&#8217; scattata la denuncia per concorso in truffa aggravata. Il monito della Guardia di Finanza, per tutti i cittadini interessati, e&#8217; quindi di prestare bene attenzione a cio&#8217; che si firma, chiedendo sempre conto e spiegazione ai tecnici, dei lavori resi dall&#8217;impresa, anche per non mettere a repentaglio l&#8217;opera di ricostruzione della propria abitazione. Al fine di non peggiorare il danno cagionato alle casse dello Stato, gia&#8217; nei giorni scorsi, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di L&#8217;Aquila avevano sottoposto a sequestro preventivo 225 mila euro circa, relativi alla ricostruzione di 37 edifici, gia&#8217; erogati ai beneficiari, ma non ancora versati all&#8217;impresa. Per 470 mila euro circa, gia&#8217; incassati dall&#8217;impresa, la Guardia di Finanza ha oggi eseguito sequestri su 8 conti correnti, un&#8217;abitazione sita a Pescara, terreni nell&#8217;aquilano, quote societarie ed autoveicoli fino a concorrenza della somma suddetta. Degli esiti dell&#8217;indagine penale, sara&#8217; anche interessata la Procura Regionale della Corte dei Conti, competente a procedere per il danno erariale cagionato.</p>
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