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	<title>geologi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Parchi. Geologi: &#8220;Bene Maiella e Aspromonte tra Geoparchi Mondiali Unesco&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/04/23/parchi-geologi-bene-maiella-e-aspromonte-tra-geoparchi-mondiali-unesco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 10:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[Aspromonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri, in occasione della Giornata mondiale della Terra che si celebra ogni anno il 22 aprile, si e&#8217; tenuta la cerimonia di benvenuto nella Global Geopark Network Unesco&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/23/parchi-geologi-bene-maiella-e-aspromonte-tra-geoparchi-mondiali-unesco/">Parchi. Geologi: &#8220;Bene Maiella e Aspromonte tra Geoparchi Mondiali Unesco&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, in occasione della Giornata mondiale della Terra che si celebra ogni anno il 22 aprile, si e&#8217; tenuta la cerimonia di benvenuto nella Global Geopark Network Unesco (Rete Geoparchi Mondiale Unesco) di due importanti parchi italiani: il Parco Nazionale della Maiella e del Parco Nazionale dell&#8217;Aspromonte. Il Consiglio Nazionale dei Geologi e il Comitato Nazionale dei Geoparchi italiani vogliono esprimere la loro &#8220;soddisfazione per un&#8217;ulteriore dimostrazione, a livello internazionale, dell&#8217;apprezzamento delle bellezze geologiche del nostro territorio, e il loro ringraziamento a tutti gli attori, enti e Ordini regionali dei Geologi che hanno concorso all&#8217;attuazione di questo importante progetto&#8221;.<br />
Il riconoscimento di Geoparco a livello mondiale, che ha visto il nostro Paese protagonista con due nuovi Geoparchi della rete mondiale su otto, &#8220;non puo&#8217; che costituire un significativo ed ulteriore tassello nello sviluppo socio-economico delle micro-economie locali e nella tutela della geodiversita&#8217;, intesa nella sua accezione di bene comune dell&#8217;umanita&#8217; e non piu&#8217; rinnovabile&#8221;, proseguono i Geologi.<br />
Proprio su quest&#8217;ultimo presupposto, Il CNG e il Comitato Nazionale dei Geoparchi italiani, &#8220;coscienti della necessita&#8217; di procedere insieme, affinche&#8217; appieno sia colta la portata, ormai non piu&#8217; accantonabile, di coappartenenza tra ambiente e societa&#8217;, continueranno, infatti, con progetti ed iniziative, nel lavoro di valorizzazione e promozione di altri geoparchi/geositi sul territorio del nostro Paese&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/23/parchi-geologi-bene-maiella-e-aspromonte-tra-geoparchi-mondiali-unesco/">Parchi. Geologi: &#8220;Bene Maiella e Aspromonte tra Geoparchi Mondiali Unesco&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo. L&#8217;analisi dei geologi: in 1 settimana 2 alluvioni, a Bitti un mudflow</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/11/29/maltempo-lanalisi-dei-geologi-in-1-settimana-2-alluvioni-a-bitti-un-mudflow/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 17:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bitti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) fa un&#8217;analisi dei fenomeni alluvionali nelle due Regioni italiane piu&#8217; colpite dal maltempo nell&#8217;ultima settimane: la Calabria, con la provincia di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/29/maltempo-lanalisi-dei-geologi-in-1-settimana-2-alluvioni-a-bitti-un-mudflow/">Maltempo. L&#8217;analisi dei geologi: in 1 settimana 2 alluvioni, a Bitti un mudflow</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) fa un&#8217;analisi dei fenomeni alluvionali nelle due Regioni italiane piu&#8217; colpite dal maltempo nell&#8217;ultima settimane: la Calabria, con la provincia di Crotone, sul versante ionico, con gravi danni per le consistenti piogge, e ieri la Sardegna con la violenta alluvione che ha messo in ginocchio nella Provincia di Nuoro, sul versante orientale, il Comune di Bitti che piange anche tre vittime. Laura Cadeddu, geologa sarda, osserva: &#8220;Si stanno toccando con mano gli effetti della fragilita&#8217; di un territorio mal gestito e governato per quanto riguarda l&#8217;assetto idrogeologico. Complessivamente l&#8217;occupazione di suolo, l&#8217;espansione urbanistica e le opere idrauliche realizzate non sono state attuate secondo una corretta pianificazione geologica, elemento ancora mancante o fortemente carentLa Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) fa un&#8217;analisi dei fenomeni alluvionali nelle due Regioni italiane piu&#8217; colpite dal maltempo nell&#8217;ultima settimane: la Calabria, con la provincia di Crotone, sul versante ionico, con gravi danni per le consistenti piogge, e ieri la Sardegna con la violenta alluvione che ha messo in ginocchio nella Provincia di Nuoro,e nella cultura e nei tavoli decisionali. Questa situazione di fragilita&#8217; era comunque ben nota &#8211; ha proseguito Cadeddu &#8211; e infatti sono stati proposti dalla Regione progetti di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico da finanziarsi con il Recovery Fund, all&#8217;interno del &#8216;Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS)&#8217;. La geologa continua: &#8220;Sono interventi di mitigazione del rischio idrogeologico proposti dalla Regione Sardegna, suddivisi in &#8216;Interventi fondo progettazione&#8217;, &#8216;Interventi ReNDiS cantierabili 12 mesi&#8217;, e &#8216;Interventi Transizione verde&#8217;, per un importo complessivo di circa di 193 milioni di euro, che riguardavano in particolare anche la Provincia di Nuoro e il comune di Bitti. Purtroppo, come spesso accade, gli eventi precedono gli interventi. Nel contesto attuale risultano prioritari interventi di mitigazione del rischio accompagnati pero&#8217; da una corretta pianificazione atta a scongiurare l&#8217;incremento della pericolosita&#8217; idrogeologica&#8221;. Per Cadeddu, &#8220;sara&#8217; necessario vigilare e spingere affinche&#8217; questi denari pubblici vengano spesi congruamente alla finalita&#8217; indicata e senza andare invece ad aggravare l&#8217;assetto territoriale&#8221;.</p>
<p>Crotone e Sardegna in una settimana ma diversi. Massimiliano Fazzini climatologo dell&#8217;Universita&#8217; di Camerino, geologo e Coordinatore del Gruppo Cambiamenti Climatici della Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), spiega: &#8220;Nel breve volgere di una settimana, due alluvioni di magnitudo significativa hanno interessato alcune aree dell&#8217;estremo sud peninsulare &#8211; citta&#8217; di Crotone &#8211; ed alcune aree della Sardegna centro-orientale, provocandovi purtroppo non solo danni a beni immobili e mobili quanto nuove vittime. Da una prima ricostruzione degli eventi, si evince che, nel caso dell&#8217;alluvione di Bitti, meglio inquadrabile come un mudflow (una flusso di fango, ndr.) che ha interessato il centro storico della citta&#8217;, una colata frammista di fango ed acqua si e&#8217; attivata dai rilievi immediatamente sovrastanti la cittadina in seguito a piogge sicuramente abbondanti &#8211; ha dichiarato Fazzini &#8211; ma non precisamente quantificabili, vista l&#8217;assenza nelle immediate vicinanze di qualsiasi sito di rilevamento pluviometrico. La stazione pluviometrica piu&#8217; vicina, situata a circa 15 km a nord-ovest &#8211; quella di Budduso&#8217; &#8211; Canalei, ha evidenziato cumulate dalla mezzanotte di ieri e sino alle 17 LT di circa 215 mm mentre la stazione di Villagrande di Strisaili, tra le piu&#8217; piovose dell&#8217;intera regione ed epicentro dell&#8217;alluvione del 18 novembre ubicata sul versante orientale del massiccio del Gennargentu ha totalizzato nello stesso periodo oltre 315 mm di pioggia&#8221;. Il geologo sottolinea che &#8220;la dinamica meteorologica e&#8217; molto nota e causa di altri eventi alluvionali che colpiscono sempre piu&#8217; frequentemente il versante orientale dell&#8217;Isola: una depressione chiusa centrata ad est delle Isole Baleari ha richiamato aria calda ed instabile da sud est; la componente orografica identificabile nei rilievi organizzati dal Gennargentu verso nord e non distanti dal mare hanno favorito l&#8217;innalzamento delle appena citate masse d&#8217;aria di origine mediterranea provocando precipitazioni abbondanti e reiterate. Occorre pero sottolineare che durante la disastrosa alluvione del 18 novembre 2013, le cumulate meteoriche totali erano risultate decisamente e piu&#8217; abbondanti &#8211; circa 590 mm di pioggia in 30 ore nella prima citata stazione di Villagrande. Considerando che il centro storico della citta&#8217; non ha subito nell&#8217;ultimo decennio alcun cambiamento inestensione, sara&#8217; cambiato nel frattempo l&#8217;uso del suolo dei versanti sovrastanti l&#8217;abitato, sui quali si e&#8217; sviluppato il nefasto fenomeno gravitativo di oggi?&#8221;.</p>
<p>Massimiliano Fazzini climatologo dell&#8217;Universita&#8217; di Camerino, geologo e Coordinatore del Gruppo Cambiamenti Climatici della Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), osserva quindi che &#8220;i due casi appena menzionati&#8221; di Crotone e della Sardegna &#8220;si differenziano notevolmente quanto a condizioni innescanti soprattutto considerando non solo la diversa densita&#8217; abitativa dei due centri piu&#8217; direttamente coinvolti dagli eventi di dissesti idraulico ed idrogeologico ma anche le evidenti differenze morfologiche delle aree interessate dagli eventi. In primis bisogna rammentare che la climatologia delle precipitazioni delle due aree evidenzia che la seconda meta del mese di novembre risulta essere tra i piu&#8217; piovosi se non il piu&#8217; piovoso dell&#8217;anno, in virtu&#8217; delle frequenti ciclogenesi che si verificano nel Mediterraneo centro. Occidentale e che beneficiano delle ancora elevate temperature del mare, &#8211; sempre piu&#8217; elevate in autunno nell&#8217;ultimo decennio&#8221;. L&#8217;evento alluvionale di Crotone e Corigliano di sabato scorso, 21 novembre, &#8220;identificabile, per la prima citta&#8217; citata, con un esteso allagamento cittadino non provocato da esondazioni di corsi d&#8217;acqua principali o secondari &#8211; ha interessato sia il centro abitato della citta&#8217; sia le immediate periferie di Tufolo, Farina, Trafinello e Margherita. Analizzando la morfologia del territorio- Fazzini- specialmente per cio&#8217; che concerne il centro della citta&#8217;, risulta palese che le quote siano prossime e talvolta inferiori al livello medio mare, per cui le notevoli quantita&#8217; di pioggia apportate da una depressione mediterranea chiusa alimentata su suo bordo settentrionale da aria fredda ed instabile polare intermedia &#8211; 210 mm caduti in circa 5 ore &#8211; non hanno logicamente trovato deflusso verso il mare. Ma allo stesso modo, analizzando il rapporto ISPRA sul consumo di suolo, si evince che, ad esempio, nel solo 2019, il comune di Corigliano Rossano ha impermeabilizzato 15.1 ettari sui 118 di tutta la Calabria&#8221;.</p>
<p>Per Massimiliano Fazzini climatologo dell&#8217;Universita&#8217; di Camerino, geologo e Coordinatore del Gruppo Cambiamenti Climatici della Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), &#8220;risulta dunque palese porsi il quesito di quanto abbia pesato&#8221; in Calabria, nella Provincia di Crotone, &#8220;il progressivo consumo di suolo sulla mancata infiltrazione nel sottosuolo delle acque piovane che, scorrendo in superficie, ingrossano i corsi d&#8217;acqua contribuendo alle alluvioni e allegamenti urbani i cui effetti registriamo anche in questo anomalo autunno dal punto di vista meteo-climatologico. Tutto cio&#8217; senza considerare il fattore cementificazione delle aree industriali e commerciali circostanti la citta. Queste evidenze, in un&#8217;aera era stata a sua volta gia&#8217; pesantemente colpita dall&#8217;alluvione del 14 ottobre 1996 &#8211; causata da un estesa pioggia esaoraria di 120-140 mm &#8211; associate ad una palese maggiore frequenza di fenomenologie meteoriche di notevole intensita&#8217; e causate dal forcing climatico in atto, vi amplificano esponenzialmente il rischio climatico. E dunque, se nulla si puo&#8217; fare per cambiare la conformazione geologica e geomorfologica, appaiono ormai improcrastinabili gli interventi per una corretta programmazione urbanistica del territorio, nel rispetto delle &#8216;esigenze della natura&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/29/maltempo-lanalisi-dei-geologi-in-1-settimana-2-alluvioni-a-bitti-un-mudflow/">Maltempo. L&#8217;analisi dei geologi: in 1 settimana 2 alluvioni, a Bitti un mudflow</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ambiente. Geologi: &#8220;Paese  riparta anche investendo su sicurezza territori&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/05/04/ambiente-geologi-paese-riparta-anche-investendo-su-sicurezza-territori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 17:03:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Tante cose sono cambiate da quel 5 maggio 1998 quando nella notte una serie di eventi franosi, piu&#8217; o meno concomitanti, interessarono i territori di Sarno, Siano, Bracigliano,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/04/ambiente-geologi-paese-riparta-anche-investendo-su-sicurezza-territori/">Ambiente. Geologi: &#8220;Paese  riparta anche investendo su sicurezza territori&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tante cose sono cambiate da quel 5 maggio 1998 quando nella notte una serie di eventi franosi, piu&#8217; o meno concomitanti, interessarono i territori di Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello con la loro tragica scia di 160 vittime&#8221;. Cosi&#8217; il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto, in occasione del 22esimo anniversario dall&#8217;alluvione. &#8220;Oggi c&#8217;e&#8217; una maggiore percezione dei rischi, &#8211; continua Peduto &#8211; tanti interventi nel Paese sono stati eseguiti e grazie alla normativa di settore emanata in seguito a quei drammatici eventi, e&#8217; stato possibile definire le aree a rischio in tutto il territorio nazionale e pianificare il possibile utilizzo delle stesse&#8221;. A distanza di oltre due decenni, Italia resta pero&#8217; un Paese fragile dal punto di vista del dissesto idrogeologico: &#8220;In un Paese dove circa il 91% dei comuni presenta aree a rischio piu&#8217; o meno elevato, che detiene il poco invidiabile record del numero di frane di tutto il continente europeo &#8211; oltre 700 mila, circa l&#8217;80% del totale &#8211; molto resta da fare, soprattutto in termini di azioni concrete di mitigazione e gestione dei rischi, individuati attraverso la realizzazione di interventi strutturali e non strutturali, il presidio e il monitoraggio del territorio ed una sua seria e continua manutenzione&#8221;, spiega il presidente del CNG. &#8220;In queste settimane l&#8217;Italia sta vivendo forse il momento piu&#8217; difficile dal secondo dopoguerra a causa dell&#8217;emergenza Covid-19, che ha prodotto tanti lutti ed ha messo in ginocchio l&#8217;economia del Paese, &#8211; continua il geologo campano &#8211; ma proprio per questo e&#8217; importante ripartire, con interventi che agiscano non solo nella fase di emergenza, ma anche nel periodo post-emergenziale. E tra le tante cose da mettere in campo c&#8217;e&#8217; la predisposizione di strumenti per la piena ripresa di opere pubbliche infrastrutturali materiali e immateriali, che devono comprendere anche la risoluzione delle problematiche inerenti la difesa del suolo. Pensare alla mitigazione dei rischi geologici significa andare nella direzione di interventi sostenibili, finalizzati alla riqualificazione ambientale, alla rigenerazione urbana, alla messa in sicurezza del costruito e del territorio, anche in un&#8217;ottica di riduzione del consumo di suolo&#8221;.</p>
<p>Per questo, i geologi da tempo evidenziano la necessita&#8217; di un Piano straordinario di mitigazione del rischio idrogeologico per frane, alluvioni ed erosione costiera, basato su interventi sia strutturali sia non strutturali. &#8220;Tra questi ultimi, &#8211; afferma Peduto &#8211; si richiama l&#8217;importanza di istituire finalmente i Presidi Idrogeologici Permanenti, costituiti da professionisti tecnici qualificati, i quali possono essere messi in campo con costi estremamente contenuti, per favorire una corretta politica di prevenzione basata su una conoscenza approfondita delle aree piu&#8217; esposte al rischio. Da tempo, e&#8217; stata evidenziata anche la frammentazione delle norme sulla difesa del suolo, che non garantiscono coerenza logica e giuridica e determinano incongruenze e conflitti di competenza. Si ribadisce, pertanto, la necessita&#8217; di un riordino della normativa nazionale in materia di difesa del suolo attraverso la predisposizione di una legge organica che riguardi i diversi aspetti del settore&#8221;. &#8220;Se le frane di Sarno &#8211; e&#8217; il monito del presidente CNG &#8211; hanno costituito un punto di svolta nell&#8217;approccio alle problematiche della difesa del suolo e della mitigazione dei rischi geologici, l&#8217;auspicio e&#8217; che questa nuova emergenza possa determinare un cambio di passo per completare il percorso iniziato nel 1998. Piani e programmi per la ripresa economica, pero&#8217; &#8211; conclude Peduto &#8211; vanno definiti sin da ora e senza indugi, predisponendo gli strumenti necessari che consentano l&#8217;immediato avvio di investimenti non appena terminata l&#8217;emergenza, sperando che, anche in questo caso, come e&#8217; avvenuto in passato in altre occasioni difficili, il Paese sappia dare il meglio di se'&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/04/ambiente-geologi-paese-riparta-anche-investendo-su-sicurezza-territori/">Ambiente. Geologi: &#8220;Paese  riparta anche investendo su sicurezza territori&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Crollo viadotto A6, Geologi: &#8220;Conoscere il territorio per minimizzare i rischi e salvare le vite umane&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/25/crollo-viadotto-a6-geologi-conoscere-il-territorio-per-minimizzare-i-rischi-e-salvare-le-vite-umane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 11:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[criticità idrogeologiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L&#8217;evento che si è verificato sull&#8217;autostrada A6 Torino-Savona è simile a quello di qualche anno fa in Sicilia, che interessò il viadotto di Scillato. Come esempio cito anche&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/25/crollo-viadotto-a6-geologi-conoscere-il-territorio-per-minimizzare-i-rischi-e-salvare-le-vite-umane/">Crollo viadotto A6, Geologi: &#8220;Conoscere il territorio per minimizzare i rischi e salvare le vite umane&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L&#8217;evento che si è verificato sull&#8217;autostrada A6 Torino-Savona è simile a quello di qualche anno fa in Sicilia, che interessò il viadotto di Scillato. Come esempio cito anche il crollo del ponte sul Rio Santa Lucia, della statale n.195 tra Cagliari e Capoterra dello scorso anno, ma sono purtroppo tante le criticità di tipo idrogeomorfologico che interessano le infrastrutture del Paese”. Queste le parole di Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi intervenendo sul crollo del viadotto ‘Madonna del Monte’ sull’A6 Torino-Savona a causa di una frana. “Si stima – spiega Peduto &#8211; che circa il 90% delle problematiche legate alle infrastrutture italiane sono determinate non da fattori strutturali, bensì dovute a criticità idrogeologiche. In tal senso, le parole d&#8217;ordine sono sempre le stesse: prevenzione, manutenzione del territorio e delle infrastrutture, monitoraggi strumentali, satellitari e tecnico-esperti attraverso il presidio territoriale. Parole che ripetiamo spesso dopo ogni evento idrogeologico significativo, che purtroppo in Italia non riescono a diventare un fatto concreto” denuncia il Presidente del CNG.</p>
<p>“Gli eventi piovosi degli ultimi giorni hanno determinato fenomeni alluvionali e franosi che ancora una volta in diverse parti del Paese hanno causato vittime ed ingenti danni a strutture ed infrastrutture”. Così Lorenzo Benedetto, Consigliere e coordinatore della commissione difesa del suolo del Consiglio Nazionale dei Geologi. “I primi dati disponibili ci fanno ritenere che il crollo di un tratto del viadotto sull’A6 è stato determinato da una frana di colata rapida di fango e detriti innescatasi nella parte alta del versante a causa, molto probabilmente, di ingenti quantitativi d’acqua provenienti da una strada presente nell’area di nicchia. Il materiale staccatosi si è successivamente incanalato nell’impluvio sottostante fino ad arrivare nella parte bassa dove ha impattato sulla struttura stradale determinandone il crollo. Dunque siamo difronte all’ennesima dimostrazione che la sicurezza dei ponti e dei viadotti va assicurata non soltanto monitorando il degrado dei materiali che li costituiscono, ma come sosteniamo da tempo vanno monitorati anche e soprattutto i rischi geologici a cui sono soggetti” afferma Benedetto.</p>
<p>Sulla necessità di porre in essere in maniera immediata misure preventive di mitigazione dei rischi da dissesto idrogeologico, interviene anche il Tesoriere del CNG Domenico Angelone, che sottolinea l’importanza del monitoraggio continuo del territorio. “L’esigenza di controllo assiduo dei versanti e dei corsi d’acqua nasce da lontano, da quando nel 1968 fu presentata alla Camera la proposta di legge n. 886 sull’istituzione del geologo di zona, già da allora ritenuto figura atta a &lt;&gt;. Dopo 50 anni quel vuoto non è stato colmato, nonostante quella proposta sia stata reiterata con regolare continuità a tutte le classi politiche che si sono succedute, e nonostante le numerose tragedie che negli ultimi 50 anni hanno devastato il Paese”. “Gli eventi di Savona, &#8211; prosegue il geologo &#8211; hanno dimostrato come la conoscenza puntuale del territorio non può considerarsi mai acquisita in via definitiva poiché le dinamiche terrestri portano a cambiamenti delle condizioni morfologiche e idrogeologiche distribuite in archi temporali anche molto brevi. Solo la presenza continua di chi sa leggere il territorio, attraverso il presidio territoriale &#8211; conclude il Tesoriere del CNG &#8211; può consentire di minimizzare i rischi, di proteggere le infrastrutture e di salvare le vite umane”.</p>
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		<title>Giornata Mondiale Ambiente, geologi: &#8220;7 mln di persone muoiono per inquinamento, le fonti rinnovabili sono il futuro&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/06/05/giornata-mondiale-ambiente-geologi-7-mln-di-persone-muoiono-per-inquinamento-le-fonti-rinnovabili-sono-il-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 09:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema scelto nel 2019 per celebrare la 47esima edizione della Giornata mondiale dell’ambiente è “Sconfiggere l&#8217;inquinamento atmosferico”: circa 7 milioni di persone in tutto il mondo muoiono&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema scelto nel 2019 per celebrare la 47esima edizione della Giornata mondiale dell’ambiente è “Sconfiggere l&#8217;inquinamento atmosferico”: circa 7 milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’aria inquinata. Il Consiglio Nazionale dei Geologi, sempre attento alle tematiche dell’ambiente, aderisce come ogni anno a questa iniziativa, proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si celebra il 5 giugno.</p>
<p>Vincenzo Giovine, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Bisogna puntare decisamente sulle fonti di energia rinnovabile riducendo sempre più il ricorso ai combustibili fossili per contrastare l’inquinamento atmosferico. Le rinnovabili rappresentano il futuro dell’economia del nostro Paese, in linea anche con l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 dell’Onu che recita: ‘Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia’ e con l’Accordo di Parigi del 2015, firmato da 195 Paesi, che mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra. Per migliorare la qualità dell’aria nel pianeta in cui viviamo – spiega Giovine – tutti possiamo e dobbiamo contribuire. A livello globale incentivando, come detto, l’utilizzo di fonti di energia ‘pulita’ e a livello individuale adottando semplici gesti quotidiani quali un utilizzo minore dell’automobile per andare a lavoro facendo ricorso, in sostituzione, a mezzi di trasporto green, come, ad esempio, la bicicletta”.</p>
<p>“I responsabili di questo declino – continua Giovine – purtroppo, sono proprio gli uomini che contribuiscono con azioni disattente, a volte, criminali, concentrate unicamente a raccogliere, in tempi brevi, il massimo in termini economici dallo sfruttamento delle risorse offerte dall’ambiente, a compromettere sempre più l’ecosistema con il rischio che il danno divenga irreversibile e permanente. Al fine di porre un freno al rischio che si assista a un peggioramento drastico della qualità dell’aria nelle città in cui viviamo, è necessario che ciascuno di noi modifichi il proprio agire e adotti comportamenti corretti e virtuosi, a partire dall’utilizzo di tecnologie verdi, abbandonando azioni miopi che a lungo andare ledono anche la stessa vita dell’uomo”.</p>
<p>“Come geologi ed esperti dell’ambiente abbiamo il dovere di insistere e sensibilizzare le istituzioni, i media e i cittadini affinché le tematiche dell’ambiente siano sempre più di attualità, interesse e impegno per tutti. Temi come la tutela della risorsa idrica superficiale e sotterranea, il consumo di suolo, i fenomeni di dissesto connessi agli aspetti climatici, non sono distanti ed estranei a noi e alle nostre attività ma ci coinvolgono in maniera diretta interagendo con le nostre esistenze” conclude il Vice Presidente CNG.</p>
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		<title>Allarme siccità al Nord, i geologi: &#8220;Preparare riserve per periodi siccitosi&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/allarme-siccita-al-nord-i-geologi-preparare-riserve-per-periodi-siccitosi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 20:04:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Penisola fa i conti con le conseguenze anomale del cambiamento climatico in atto: le precipitazioni dimezzate nei mesi invernali, pochissima la neve che ricopre le montagne e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/allarme-siccita-al-nord-i-geologi-preparare-riserve-per-periodi-siccitosi/">Allarme siccità al Nord, i geologi: &#8220;Preparare riserve per periodi siccitosi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Penisola fa i conti con le conseguenze anomale del cambiamento climatico in atto: le precipitazioni dimezzate nei mesi invernali, pochissima la neve che ricopre le montagne e l’allarme siccità nel Settentrione dovuto a un febbraio particolarmente asciutto. Basti pensare che il Po e tre grandi laghi del Nord Italia (Maggiore, Como e Iseo) hanno livelli idrometrici al di sotto della media stagionale, simili a quelli che si registrano nei mesi estivi. Due facce della stessa medaglia: da un lato l’emergenza siccità che torna a farsi sentire; dall’altro le alluvioni e le frane che lo scorso autunno hanno interessato numerose regioni italiane.</p>
<p>“Da anni, i geologi ribadiscono l’importanza di una logica della prevenzione per anticipare e impedire eventuali fasi emergenziali. La gestione delle risorse idriche, anche di quelle sotterranee, deve, in tempi di abbondanza, preparare le riserve per i repentini e frequenti periodi siccitosi”. Lo dichiara Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi che spiega: “Se in alcune aree può essere ancora possibile pensare al ricorso a bacini superficiali, in molte altre è il sottosuolo che deve fungere da serbatoio, sia sostenendo i diversi fabbisogni con i sistemi acquiferi più idonei in funzione della qualità, sia potendo essere utilizzato come la più naturale delle riserve d’acqua”.</p>
<p>Tra le soluzioni più efficaci per la gestione delle risorse idriche, per il segretario del CNG c’è quella di “disporre di metodi per trattenere le acque il più possibile all’interno del territorio, rallentandone il deflusso, mantenendo il deflusso vitale dei fiumi e dei torrenti e favorendo la ricarica delle falde con un positivo effetto di rallentamento dell’abbassamento dei livelli delle falde nei periodi siccitosi”. Un’altra risposta concreta è quella di ridurre il numero di norme, mal coordinate tra loro: “Un riordino del settore che include la definizione di normative, procedure e competenze semplici e chiare comporterebbe un costo effettivo prossimo allo zero” conclude il geologo.</p>
<p>Per il Consiglio Nazionale dei Geologi, è importante agire sulla base di una pianificazione idrogeologica secondo una visione di adattamento ai cambiamenti climatici per scongiurare come ha detto il capo dello Stato “una crisi climatica globale”. L’acqua è un bene prezioso per la salvaguardia del pianeta e delle biodiversità che vi abitano. Il 22 marzo ricorre, come ogni anno, la Giornata Mondiale dell’Acqua e il tema scelto per il 2019 si intitola &#8220;Non lasciare nessuno indietro&#8221;. La finalità è quella di raggiungere l’obiettivo n.6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che recita &#8220;Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie&#8221;.</p>
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		<title>Terremoto, geologi: &#8220;Italia vulnerabile&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/12/26/terremoto-geologi-italia-vulnerabile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2018 17:03:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia si conferma ancora una volta un territorio particolarmente vulnerabile a tutti i georischi, in questo caso con un combinato del rischio sismico e vulcanico, evidenziando ancora una&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia si conferma ancora una volta un territorio particolarmente vulnerabile a tutti i georischi, in questo caso con un combinato del rischio sismico e vulcanico, evidenziando ancora una volta che non bisogna abbassare la guardia e perseguire una necessaria prevenzione anche attraverso pianificazioni a lungo termine&#8221;. È il commento di Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.9 che si e&#8217; registrata alle ore 3.19 nella notte tra il 25 e il 26 dicembre con epicentro tra Viagrande e Trecastagni, in provincia di Catania. &#8220;Con spirito di servizio, come sempre, il Consiglio Nazionale dei Geologi e&#8217; pronto a mettersi a disposizione e a dare supporto al Dipartimento Nazionale di Protezione civile, per quanto di competenza, per tutto cio&#8217; che riguarda la verifica dell&#8217;agibilita&#8217; del territorio e del costruito&#8221;, conclude il presidente del Cng.</p>
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		<title>Maltempo, Geologi: &#8220;Allarme per fragilità idrogeologica&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 19:38:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dopo il crollo del ponte sul rio Santa Lucia lungo la statale 195 in Sardegna e i nubifragi che hanno portato distruzione nelle province di Catania e Siracusa,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/maltempo-geologi-allarme-per-fragilita-idrogeologica/">Maltempo, Geologi: &#8220;Allarme per fragilità idrogeologica&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dopo il crollo del ponte sul rio Santa Lucia lungo la statale 195 in Sardegna e i nubifragi che hanno portato distruzione nelle province di Catania e Siracusa, nuovamente il maltempo ha messo in ginocchio l&#8217;Isola. Tutti episodi che testimoniano il cattivo stato di salute e manutenzione delle infrastrutture in Italia e che rilanciano l&#8217;allarme dei geologi sulla fragilita&#8217; idrogeologica del nostro Paese. I terremoti, le alluvioni e tutti i fenomeni disastrosi che colpiscono l&#8217;uomo e le sue attivita&#8217; sono da decenni ormai troppo frequentemente un mero spunto per propagande elettorali&#8221;. Lo denuncia Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi. &#8220;Siamo il Paese in cui &#8211; afferma Tortorici &#8211; il 15 per cento della popolazione e&#8217; residente in aree ad elevata o media pericolosita&#8217; idrogeologica e idraulica, quindi con alta probabilita&#8217; di alluvioni e frane. Negli anni Cinquanta il consumo di suolo era pari al 2,7 per cento e oggi si e&#8217; passati al 7,6 per cento, ogni secondo, quindi, si consumano circa 3 metri quadrati di suolo&#8221;. E ancora, sottolinea il geologo siciliano: &#8220;Le norme di polizia idraulica fanno ancora riferimento ad una legge del 1904, il 20 per cento del nostro territorio e&#8217; a rischio desertificazione, ma la legge che regola la concessione e lo sfruttamento delle acque superficiali e sotterranee non e&#8217; piu&#8217; aderente alle richieste di una societa&#8217; moderna, risalendo al 1933; in media ogni 15 anni si verifica un terremoto di magnitudo superiore a 6.3; oltre 12 milioni di immobili (tra cui scuole, luoghi di lavoro, beni culturali) necessitano di opere di adeguamento sismico e risanamento e la popolazione residente in zone sismiche supera i 24 milioni, con ben 706 comuni interessati da alto rischio. Eppure &#8211; prosegue -, i geologi sono a spasso, in un Paese con una conclamata cattiva gestione e manutenzione del territorio, dove appena due ore di pioggia seminano distruzione e mettono a nudo l&#8217;incapacita&#8217; di mettere in sicurezza la popolazione&#8221;.</p>
<p>Il presidente della Fondazione Centro Studi CNG evidenzia come &#8220;per mettere in sicurezza le nostre infrastrutture basterebbe un 30 per cento di quanto speso per la ricostruzione&#8221;. &#8220;Il 99.99 per cento dei cittadini &#8211; aggiunge &#8211; quando prenota un hotel, domanda se e&#8217; disponibile il wi-fi gratuito, ma non vuole sapere se la costruzione sia antisismica. È ora che si prenda coscienza dell&#8217;importante ruolo svolto dal geologo nella prevenzione dai rischi naturali, in una nazione in cui si passa da un&#8217;emergenza all&#8217;altra: terremoti, frane, siccita&#8217;, alluvioni. Oggi e&#8217; toccato alla Sicilia, ma il futuro e&#8217; ancora da scrivere, auspicando di trovare un governo disponibile a investire sulla geologia per la tutela dei cittadini&#8221;, conclude Tortorici.</p>
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		<title>Rinnovabili, i Geologi: &#8220;Necessaria unica legge per settore geotermico&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/25/rinnovabili-i-geologi-necessaria-unica-legge-per-settore-geotermico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 20:01:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[settore geotermico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’ecosostenibilità dell’energia geotermica e l’assenza di emissione di anidride carbonica non rappresentano nel nostro Paese condizioni sufficienti per garantire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/25/rinnovabili-i-geologi-necessaria-unica-legge-per-settore-geotermico/">Rinnovabili, i Geologi: &#8220;Necessaria unica legge per settore geotermico&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’ecosostenibilità dell’energia geotermica e l’assenza di emissione di anidride carbonica non rappresentano nel nostro Paese condizioni sufficienti per garantire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia”. È quanto dichiara&nbsp;<b>Tommaso Mascetti</b>, Consigliere e Coordinatore Commissione Geotermia del CNG in vista del Convegno Nazionale:&nbsp;<b>“Geotermia a Bassa Entalpia“</b>, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio e la Fondazione Centro Studi del CNG,<b>&nbsp;</b>che avrà luogo giovedì 28 giugno 2018 dalle 09:00 alle 18:30 presso il Centro Congressi Frentani (via dei Frentani, 4).&nbsp;Il geologo auspica&nbsp;l’obiettivo di un quadro normativo di riferimento per regolamentare il settore della geotermia in Italia. “Per questa ragione – prosegue Mascetti – il ‘Decreto Posa Sonde’ deve ottenere una rapida approvazione: uno strumento indispensabile per&nbsp;la gestione delle attività inerenti la coltivazione della risorsa geotermica sul territorio nazionale.&nbsp;Soltanto con una legge per lo sviluppo e il riordino del settore, diverrà perseguibile, entro il 2030, l’obiettivo di un incremento del 200% di energia termica, posto dalla Global Geothermal Alliance”.</p>
<p>In Italia, la geotermia non è regolamentata allo stesso modo, non esiste, infatti, una legge riconosciuta a livello nazionale. Un esempio virtuoso è rappresentato dalla legge regionale lombarda come spiega&nbsp;<b>Domenico Savoca</b>, Presidente dell’Associazione Nazionale Ingegneri Minerari: “L’installazione delle pompe di calore geotermiche è favorita da un sistema normativo chiaro ed efficace che crea un ambiente amministrativo adeguato allo sviluppo di una tecnologia indirizzata alla riduzione dei consumi energetici. La Regione Lombardia, sin dal 2009, ha legiferato con l’obiettivo di consentire l’incremento del numero di pompe di calore geotermiche, liberalizzandone l’installazione dal punto di vista amministrativo, in un quadro di riferimento ambientale volto alla massima tutela della falda idrica”.</p>
<p>Se la Lombardia rappresenta un’eccellenza, la stessa cosa non si può dire per il Lazio. “Nel marzo 2016 la Regione ha approvato la legge sulle piccole utilizzazioni locali di calore geotermico (L.R. n.3 del 21/04/2016). La finalità del provvedimento è promuovere interventi rivolti all&#8217;efficienza energetica e allo sviluppo della ‘Clean economy’, anche tramite l’utilizzo delle risorse geotermiche a bassa entalpia e l’installazione di impianti di produzione di calore dal geoscambio: un sistema ad alta efficienza che non comporta danni all’ecosistema ma ancora poco sviluppato”. Lo afferma&nbsp;<b>Roberto Spalvieri</b>, coordinatore della commissione Energia dell’Ordine dei Geologi Lazio e membro della Commissione Geotermia del CNG che continua: “La corretta applicazione della legge potrebbe contribuire a ottimizzare il fabbisogno energetico del patrimonio edilizio, oltre che le bollette dei cittadini. Purtroppo, però, non si è ancora giunti all’applicazione dei regolamenti attuativi, necessari al compimento degli iter procedurali e delle modalità operative”.</p>
<p>Durante il convegno si farà il punto sull’accordo raggiunto, lo scorso 14 giugno, dal Consiglio Ue, Europarlamento e Commissione europea sulla produzione di energie rinnovabili che dovranno coprire, entro il 2030, il 32% dei consumi energetici a livello europeo. A tal proposito, i geologi spiegano che, grazie a questa energia pulita, si potrebbe soddisfare il 50% dei consumi energetici. Le rinnovabili rappresentano il futuro dell’economia del nostro Paese, in linea anche con l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 dell’Onu che recita: “Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia” e con l’Accordo di Parigi del 2015, firmato da 195 Paesi, che mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra.</p>
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		<title>Geotermia, Geologi: &#8220;Una fonte di energia rinnovabile che potrebbe coprire il 50% dei consumi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 14:29:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[fonte energetica rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[geologi]]></category>
		<category><![CDATA[Geotermia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sfruttamento della geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile, i suoi benefici, gli incentivi finanziari per chi investe in energie rinnovabili e le normative di settore nazionali&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/21/geotermia-geologi-una-fonte-di-energia-rinnovabile-che-potrebbe-coprire-il-50-dei-consumi/">Geotermia, Geologi: &#8220;Una fonte di energia rinnovabile che potrebbe coprire il 50% dei consumi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sfruttamento della geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile, i suoi benefici, gli incentivi finanziari per chi investe in energie rinnovabili e le normative di settore nazionali e regionali. Sono questi i temi che saranno al centro del Convegno Nazionale:&nbsp;<b>“Geotermia a Bassa Entalpia“</b>, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio e la Fondazione Centro Studi del CNG,<b>&nbsp;</b>che avrà luogo giovedì 28 giugno 2018 dalle 09:00 alle 18:30 presso il Centro Congressi Frentani (via dei Frentani, 4).&nbsp;&nbsp;L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sull’accordo appena raggiunto dal Consiglio Ue, Europarlamento e Commissione europea sulla produzione di energie rinnovabili che dovranno coprire, entro il 2030, il 32% dei consumi energetici a livello europeo. A tal proposito, i geologi spiegano che, grazie a questa energia pulita, si potrebbe soddisfare il 50% dei consumi energetici. Le rinnovabili rappresentano il futuro dell’economia del nostro Paese, in linea anche con l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 dell’Onu che recita: “Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia” e con l’Accordo di Parigi del 2015, firmato da 195 Paesi, che mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra.</p>
<p>L’energia geotermica sfrutta il calore naturale che proviene direttamente dalla Terra. La geotermia a bassa entalpia (ossia a basse temperature), a differenza di quella ad alta entalpia, non serve per produrre elettricità, ma per riscaldare e raffreddare, con altissima efficienza, abitazioni e strutture grazie all’utilizzo di pompe di calore geotermiche. Si tratta di una fonte di energia rinnovabile che ha numerosi vantaggi per l’uomo e per l’ambiente: zero emissioni di anidride carbonica dannosa per la salute delle persone; l’inesauribilità della risorsa poiché non si esaurisce come i combustibili fossili; una maggiore autonomia di utilizzo poiché l&#8217;energia geotermica non è soggetta a variazioni metereologiche, ma risulta sempre estraibile; un risparmio fino all&#8217;80% dei costi di esercizio; l’indipendenza dall&#8217;aumento dei prezzi, dei costi del riscaldamento e della produzione di energia elettrica.</p>
<p>Al convegno “Geotermia a Bassa Entalpia” parteciperanno: Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Roberto Troncarelli, Presidente Ordine Geologi del Lazio, Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del CNG e Tommaso Mascetti, Consigliere e Coordinatore della Commissione Geotermia del CNG. Sono stati invitati: Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale e Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio. Saranno presenti numerose personalità scientifiche e istituzionali come Andrea Cioffi, Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo Economico; la deputata Rossella Muroni, ex Presidente nazionale di Legambiente; l’Europarlamentare Dario Tamburrano, Coordinatore della Commissione ITRE (Industria, Ricerca, Energia e Telecomunicazioni); Vito Felice Uricchio, Direttore Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) del CNR; Nunzia Bernardo, Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche presso l’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico; Domenico Savoca, Presidente Associazione Nazionale Ingegneri Minerari (ANIM); Adele Manzella, Presidente Unione Geotermica Italiana (UGI) insieme ad altri scienziati ed esperti del settore.&nbsp;</p>
<p>Visualizza&nbsp;<a href="http://consiglionazionaledeigeolog.musvc2.net/e/t?q=8%3dHXAcI%26H%3d5%26I%3dEbB%26J%3dCX8eF%26Q%3dlO6L_vvev_76_4wWu_DB_vvev_6A9S1.8zCiJxKkD.uP_vvev_6A9L-gJzPiI6_NUxb_XjP2Hs6pO_vvev_6ADf5c6m7e_4wWu_DBDa_4wWu_DBTM1Cv6yIe-lqKx04Im6-Ce-kD7CrJ-Df5c.20j%269%3dyQwQoX.r06%26Ew%3daCe" target="_blank" rel="noopener">qui</a>&nbsp;il programma del Convegno&nbsp;</p>
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