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	<title>giornata mondiale Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Children&#8217;s Day. Unicef: ogni 5 minuti muore un bambino per violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 08:11:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, l&#8217;Unicef ricorda che: ogni 5 minuti, da qualche parte del mondo, una bambina o una ragazza muore a causa di violenze; una bambina o una ragazza su quattro contrae matrimonio prima di aver compiuto 18 anni; 63 milioni di ragazze hanno subito mutilazioni genitali; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, l&#8217;Unicef ricorda che: ogni 5 minuti, da qualche parte del mondo, una bambina o una ragazza muore a causa di violenze; una bambina o una ragazza su quattro contrae matrimonio prima di aver compiuto 18 anni; 63 milioni di ragazze hanno subito mutilazioni genitali; in alcune zone dell&#8217;Etiopia e della Repubblica Democratica del Congo colpite dal conflitto, il 52% delle ragazze adolescenti ha riportato di essere stata vittima di almeno una forma di violenza nei 12 mesi precedenti; 130 milioni di ragazze non vanno a scuola (dati Unesco); durante i conflitti, le ragazze hanno una probabilita&#8217; 2,5 volte maggiore di non frequentare la scuola rispetto ai ragazzi. In occasione della Giornata, l&#8217;Unicef vuole stimolare l&#8217;attenzione e l&#8217;azione internazionale verso le sfide che le ragazze affrontano prima, durante e in seguito alle crisi attraverso il tema di quest&#8217;anno, <em>EmPOWER Girls: Prima, Durante e Dopo le Emergenze&#8221;.</em> 1,1 miliardi di ragazze nel mondo rappresentano una risorsa di potere, energia e creativita&#8217; ma, durante i conflitti, le ragazze hanno una probabilita&#8217; 2,5 volte maggiore di non frequentare la scuola rispetto ai ragazzi, compromettendo le loro future prospettive di lavoro e l&#8217;indipendenza finanziaria da adulte. La violenza di genere spesso raggiunge il suo picco massimo durante le emergenze umanitarie e gli sfollamenti, esponendo le ragazze a violenza fisica e sessuale, matrimoni precoci, sfruttamento e tratta. In tempi di crisi- causati da catastrofi, conflitti o dagli effetti del cambiamento climatico- le bambine e le ragazze affrontano infatti rischi, violenze e sono particolarmente vulnerabili, solo per il loro essere donne. La violenza- inclusa la violenza sessuale, quella di genere a scuola e i matrimoni precoci- e&#8217; un problema che coinvolge la salute, i diritti umani e la protezione in ogni fase di un conflitto, e puo&#8217; aggravarsi in seguito a una calamita&#8217;.&nbsp;<br />
Le vittime sono di solito donne e adolescenti, la cui vulnerabilita&#8217; diventa maggiore nel caos generato da una crisi. Spesso le donne e le ragazze hanno minori risorse, minore possibilita&#8217; di spostarsi e maggiore difficolta&#8217; ad accedere a reti e informazioni salvavita. I servizi sanitari fondamentali per il benessere delle ragazze, fra cui l&#8217;assistenza materna e i kit per l&#8217;igiene personale, sono spesso scarsi o insufficienti in situazioni di crisi. A causa del protrarsi delle attuali crisi, milioni di ragazze nate in contesti di emergenza potrebbero trascorrere i primi anni, se non decenni, della loro vita in contesti di emergenza. Ma le ragazze sono anche resilienti. Le soluzioni a lungo termine progettate con e per le ragazze possono rafforzare questa resilienza e rappresentare una via verso opportunita&#8217; per loro stesse, che producano una trasformazione e che siano permanenti. Le strategie di ripresa e le risposte alle crisi umanitarie che tengono conto del genere sessuale sono una grandissima opportunita&#8217; per prevenire, mitigare e rispondere alle estreme vulnerabilita&#8217; che le ragazze affrontano prima, durante e in seguito a periodi di fragilita&#8217;, conflitti, disastri e sfollamento. Le ragazze, soprattutto le adolescenti, hanno bisogno di piattaforme che diano voce alle sfide che affrontano nella loro vita quotidiana e per scoprire delle soluzioni adatte alle loro esigenze, in modo da poter costruire un futuro migliore per loro e per le loro comunita&#8217;.</p>
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		<title>Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2016 08:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Civilta&#8217; e rispetto, contro ogni forma di discriminazione sessuale: e&#8217; la giornata mondiale contro l&#8217;omofobia che si celebra ogni anno dal 2007 il 17 maggio, per ricordare la rimozione dell&#8217;omosessualita&#8217; dalla lista Oms delle malattie mentali, avvenuta nel 1990. Arcigay ha stilato un report dal quale emergono 104 episodi di omotransfobia che si basa sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Civilta&#8217; e rispetto, contro ogni forma di discriminazione sessuale: e&#8217; la <strong>giornata mondiale contro l&#8217;omofobia</strong> che si celebra ogni anno dal 2007 il 17 maggio, per ricordare la rimozione dell&#8217;omosessualita&#8217; dalla lista Oms delle malattie mentali, avvenuta nel 1990. Arcigay ha stilato un report dal quale emergono 104 episodi di omotransfobia che si basa sul monitoraggio delle fonti giornalistiche tra il 17 maggio 2015 e oggi. Il numero degli eventi intercettati percio&#8217; rappresenta &#8220;solo la punta dell&#8217;iceberg di un fenomeno quotidiano&#8221;, sottolinea l&#8217;organizzazione. &#8220;Di omofobia e transfobia in Italia si muore ancora, lo testimoniano i due omicidi e i due suicidi che compaiono nel rapporto, assieme a tutti gli altri sommersi, invisibili. Non solo: le persone lgbti sono socialmente fragili, esposte a pericoli peculiari della loro condizione&#8221;, denuncia l&#8217;Arcigay, rinnovando l&#8217;appello ad approvare la legge contro l&#8217;omofobia &#8220;che giace immobile da oltre 300 giorni alla Commissione Giustizia del Senato&#8221;.</p>
<p>Dal rapporto dell&#8217;Ilga (International lesbian, gay, bisexual and trans association) emerge un quadro sulla situazione degli omosessuali nel mondo: in 13 Paesi e&#8217; prevista la pena di morte per i gay e in 74 Stati una relazione con persone dello stesso sesso e&#8217; considerata reato. Allo stesso tempo pero&#8217; crescono i Paesi che adottano leggi contro le discriminazioni sessuali: 22 Paesi riconoscono il matrimonio gay, in 70 Paesi sono in vigore norme contro la discriminazione sul lavoro, in 26 Stati e&#8217; prevista dalla legge l&#8217;adozione congiunta di un bambino da parte di persone dello stesso sesso. Su Twitter l&#8217;hashtag #omofobia e&#8217; in cima ai trend topic della giornata: in tanti chiedono una legge in Italia per punire le discriminazioni e considerano l&#8217;approvazione delle unioni civili come un passo importante.</p>
<p><strong>Mattarella: &#8220;Basta intolleranza e discriminazioni&#8221; &#8211; </strong>&#8220;La Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia e la transfobia offre l&#8217;occasione di riflettere sulla centralita&#8217; della dignita&#8217; umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni&#8221;. E&#8217; la premessa da cui parte il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. &#8220;La piena realizzazione di questa liberta&#8217;, che deve appartenere a tutti, indipendentemente dall&#8217;orientamento sessuale delle persone, &#8211; sottolinea il Capo dello Stato &#8211; e&#8217; essenziale per la costruzione di un ordinamento che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali e costituisca un pilastro della convivenza civile, in applicazione del principio di uguaglianza sancito dall&#8217;art. 3 della Costituzione.Sulla capacita&#8217; di respingere ogni forma di intolleranza si misura la maturita&#8217; della nostra societa&#8217;. L&#8217;intolleranza affonda infatti le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l&#8217;informazione, la conoscenza, il dialogo, il rispetto&#8221;. Per Mattarella &#8220;La non accettazione delle diversita&#8217; genera violenza e per questo va contrastata con determinazione. E&#8217; inaccettabile che l&#8217;orientamento sessuale delle persone costituisca il pretesto per offese e aggressioni. Cosi&#8217; come e&#8217; inaccettabile che cio&#8217; determini discriminazioni sul lavoro e nelle attivita&#8217; economiche e sociali. Dietro queste forme di degenerazione del vivere civile vi e&#8217; il rifiuto di conoscere e accettare le peculiarita&#8217; di ciascuno. &#8220;La Costituzione richiede, all&#8217;articolo 2, di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali di ognuno, non solo come singolo ma anche nelle formazioni sociali in cui si realizza la sua personalita&#8217;. E la Corte costituzionale ci ha ricordato che la realizzazione di questi diritti, non puo&#8217; essere condizionata dall&#8217;orientamento sessuale, perche&#8217; tra i compiti della Repubblica vi e&#8217; quello di garantire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione&#8221;, conclude Mattarella.</p>
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		<title>Giornata mondiale della libertà di stampa: giornalisti sotto attacco a causa del loro lavoro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/05/03/giornata-mondiale-della-liberta-di-stampa-giornalisti-sotto-attacco-a-causa-del-loro-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2016 09:26:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, Amnesty International accende i riflettori su nove casi di giornalisti perseguitati, minacciati, imprigionati e torturati nel brutale intento di schiacciare la libertà di espressione. &#8220;In ogni parte del mondo, giornalisti vengono arrestati arbitrariamente, imprigionati, torturati e sottoposti a ulteriori violazioni dei diritti umani. Vengono incarcerati o [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/03/giornata-mondiale-della-liberta-di-stampa-giornalisti-sotto-attacco-a-causa-del-loro-lavoro/">Giornata mondiale della libertà di stampa: giornalisti sotto attacco a causa del loro lavoro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="BLOBWidth100">
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>In occasione della <strong class="userFormat1">Giornata mondiale della libertà di stampa</strong>, Amnesty International accende i riflettori su <strong class="userFormat1">nove casi di giornalisti perseguitati, minacciati, imprigionati e torturati</strong> nel brutale intento di schiacciare la libertà di espressione.</p>
<p>&#8220;In ogni parte del mondo, giornalisti vengono arrestati arbitrariamente, imprigionati, torturati e sottoposti a ulteriori violazioni dei diritti umani. Vengono incarcerati o persino uccisi per aver rivolto domande che mettono in imbarazzo chi è al potere o per aver assunto una posizione che non coincide con quella ufficiale&#8221; &#8211; ha dichiarato Anna Neistat, Alta direttrice per la ricerca di <strong>Amnesty International.</strong></p>
<p>&#8220;I nove messi in luce da Amnesty International fanno parte di centinaia di casi che meritano di essere indagati in modo trasparente affinché i responsabili delle violazioni dei diritti umani nei loro confronti siano chiamati a risponderne e i giornalisti possano svolgere il loro lavoro senza timore di subire rappresaglie&#8221; &#8211; ha aggiunto Neistat.</p>
<p><strong>I nove casi</strong></p>
</div>
</div>
<div class="BLOBWidth100">
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<dl class="viewCaption">
<dt><img decoding="async" id="img-572866112ddd9" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/b/1/4/D.7a1de3d4ebad84894707/egitto.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>Shawkan © Archivio privato</dd>
</dl>
</div>
<h2 class="viewSotTitCell">Shakwan, Egitto</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Mahmoud Abu Zeid, fotogiornalista egiziano noto come Shawkan, è in carcere da quasi tre anni per aver scattato fotografie durante la violenza risposta delle forze di sicurezza a un sit-in in un quartiere del Cairo. Torturato nel corso della detenzione, è attualmente sotto processo per imputazioni che potrebbero portare alla condanna a morte. Secondo il sindacato dei giornalisti egiziani, Shawkan è uno degli almeno 20 giornalisti in carcere a causa del loro lavoro.</p>
<p><strong class="userFormat1"><a href="http://www.amnesty.it/egitto-shawkan-tortura">Firma l&#8217;appello!</a></strong></p>
</div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"></div>
</div>
<div class="BLOBWidth100">
<div class="BLOBFloatRight BLOBIMGSpacerLeft">
<dl class="viewCaption">
<dt><img decoding="async" id="img-572866112f59b" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/5/7/6/D.c1af049fa3a659f276e2/camerun.png" alt="" width="200" height="174" /></dt>
<dd>Foto da 237online.com</dd>
</dl>
</div>
<h2 class="viewSotTitCell">Baba Wame, Rodrigue Tongue e Félix Ebolé Bola, Camerun</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Questi tre giornalisti rischiano di essere condannati per aver rifiutato di rivelare le fonti di un&#8217;inchiesta su cui stavano lavorando, relativa alla presunta collaborazione tra le forze di sicurezza del Camerun e un gruppo armato della Repubblica Centrafricana accusato di aver attaccato una città del Camerun orientale. Secondo l&#8217;accusa, hanno omesso di rendere note le fonti e altre informazioni che potrebbero minacciare la sicurezza nazionale. I tre giornalisti negano di aver scoperto qualcosa che potesse minacciare la sicurezza nazionale e affermano che la loro intenzione è unicamente di proteggere le loro fonti. Il diritto dei giornalisti di non rivelare le fonti è un elemento importante della libertà d&#8217;espressione che contribuisce ad assicurare il libero flusso delle informazioni.</p>
</div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"></div>
</div>
<div class="BLOBWidth100">
<div class="BLOBFloatRight BLOBIMGSpacerLeft">
<dl class="viewCaption">
<dt><img decoding="async" id="img-5728661130560" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/3/2/1/D.44831091878d6820568a/cina.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>Druklo © Archivio privato</dd>
</dl>
</div>
<h2 class="viewSotTitCell">Druklo, Cina</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Conosciuto con lo pseudonimo Shokjang, è un giovane scrittore e blogger tibetano noto per le critiche al governo cinese sul trattamento subito dai tibetani. Al termine di un processo iniquo e senza assistenza legale, è stato condannato a tre anni di carcere. Ha denunciato di essere stato condannato a causa dei suoi post in favore della libertà religiosa e a sostegno del Dalai Lama e per il possesso di letteratura vietata. Aveva già trascorso un periodo in carcere, nel 2010, per aver co-diretto un settimanale messo al bando in cui era stato dato conto delle proteste dei tibetani.</p>
</div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"></div>
</div>
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<div class="BLOBFloatRight BLOBIMGSpacerLeft">
<dl class="viewCaption">
<dt><img loading="lazy" decoding="async" id="img-5728661131905" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/f/b/b/D.d792ae7008fc39455e17/azer.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>Khadija Ismayilova © RFE/RL</dd>
</dl>
</div>
<h2 class="viewSotTitCell">Khadija Ismayilova, Azerbaigian</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Giornalista d&#8217;inchiesta pluripremiata e autrice di articoli sulla corruzione nel suo paese, compresa la famiglia del presidente, sta scontando una condanna a sette anni e mezzo di carcere. Prima dell&#8217;arresto, avvenuto nel dicembre 2014, è stata minacciata e ricattata. La condanna per attività commerciale illegale, evasione fiscale, abuso d&#8217;ufficio e corruzione è stata emessa nel settembre 2015.</p>
<p><strong class="userFormat1"><a href="http://www.amnesty.it/azerbaigian-giornalista-arrestata">Firma l&#8217;appello!</a></strong></p>
</div>
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<div class="BLOBWidth100">
<div class="BLOBFloatRight BLOBIMGSpacerLeft">
<dl class="viewCaption">
<dt><img loading="lazy" decoding="async" id="img-57286611330b4" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/5/5/0/D.cec0d7e505110ee2a790/burundi.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>Esdras Ndukimana &#8211; Foto dal suo profilo Twitter</dd>
</dl>
</div>
<h2 class="viewSotTitCell">Esdras Ndukimana, Burundi</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Corrispondente per l&#8217;agenzia France Presse e per Radio France Internationale, è stato arrestato nell&#8217;agosto 2015 per aver scattato fotografie sul luogo dove era stato assassinato un alto grado dell&#8217;esercito. Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, è stato picchiato sulla schiena, sulle gambe e sulle piante dei piedi. Ora è in esilio. Nell&#8217;ultimo anno il governo ha ordinato una pesante repressione nei confronti di giornalisti, esponenti politici e altre persone che avevano posizioni critiche rispetto al partito al potere. Nel maggio 2015, in occasione di un tentato colpo di stato, le redazioni di quattro radio indipendenti sono state devastate da agenti delle forze di polizia.</p>
</div>
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<dl class="viewCaption">
<dt><img loading="lazy" decoding="async" id="img-5728661133c87" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/2/4/5/D.98f16ad8ee49b8e65b14/mex.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>Manifestazione per la libertà di stampa in Messico © RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images</dd>
</dl>
</div>
<h2 class="viewSotTitCell">Anabel Flores Salazar, Messico</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Cronista di giudiziaria per un quotidiano dello stato di Veracruz, è stata assassinata nel febbraio 2016 dopo essere stata rapita nella sua abitazione da uomini armati. Il suo omicidio è stato un terribile esempio della violenza che affrontano migliaia di giornalisti in tutto il Messico, uno dei paesi più pericolosi del mondo per gli operatori dell&#8217;informazione. Veracruz è, a sua volta, uno degli stati più pericolosi del Messico: sono almeno 17 i giornalisti uccisi dal 2010.</p>
</div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"></div>
</div>
<div class="BLOBWidth100">
<div class="BLOBFloatRight BLOBIMGSpacerLeft">
<dl class="viewCaption">
<dt><img loading="lazy" decoding="async" id="img-5728661134c6f" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/2/d/5/D.940b13c5ade9071dea6d/angola.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>Sedrick de Carvalho © Ampe Rogério / Rede Angola</dd>
</dl>
</div>
<h2 class="viewSotTitCell">Sedrick de Carvalho e Domingo da Cruz, Angola</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Questi due giornalisti fanno parte di un gruppo di 17 giovani attivisti pacifici che, per aver partecipato a un gruppo di lettura in cui si discuteva di democrazia e libertà, sono stati arrestati, incriminati per &#8220;atti preparatori di ribellione&#8221; e &#8220;cospirazione criminale&#8221;. Nel marzo 2016 i due giornalisti sono stati condannati rispettivamente a quattro anni e mezzo e a otto anni e mezzo di carcere.</p>
</div>
<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"></div>
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<div class="BLOBWidth100">
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<dl class="viewCaption">
<dt><img loading="lazy" decoding="async" id="img-5728661135c10" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/b/0/a/D.2aeccf4188b05ebbbc69/thai.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>© Karnt Thassanaphak</dd>
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<h2 class="viewSotTitCell">Somyot Prueksakasemsuk, Thailandia</h2>
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<p>Nel 2011, questo giornalista ha pubblicato due articoli in cui descriveva una monarchia fittizia che gli sono costati l&#8217;incriminazione per lesa maestà, ai sensi dell&#8217;articolo del codice penale che vieta ogni parola o azione che &#8220;diffami, insulti o minacci il re, la regina, gli eredi al trono o il reggente&#8221;. Per questo motivo è stato condannato a 10 anni di carcere.</p>
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<div class="BLOBFloatClear BLOBRow1px"></div>
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<dl class="viewCaption">
<dt><img loading="lazy" decoding="async" id="img-5728661136bda" class="alignleft" src="http://www.amnesty.it/flex/images/6/5/f/D.243cb14875a251a12e94/turchia.png" alt="" width="200" height="200" /></dt>
<dd>Erdem Gul (a sinistra) e Can Dundar © OZAN KOSE/AFP/Getty Images</dd>
</dl>
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<h2 class="viewSotTitCell">Can Dundar ed Erdem Gul, Turchia</h2>
<div class="viewParCell BLOBAlignLeft">
<p>Rispettivamente direttore del quotidiano Cumhuriyet e corrispondente da Ankara per lo stesso quotidiano, nel novembre 2015 sono stati incriminati per spionaggio, diffusione di segreti di stato e appoggio a organizzazione terroristica. A giugno, Cumhuriyet aveva pubblicato due articoli su un presunto trasferimento di armi, nel 2014, dai servizi d&#8217;intelligence turchi a un gruppo armato operante in Siria. Secondo l&#8217;allora primo ministro Recep Erdogan, i materiali in questione erano aiuti umanitari. Se giudicati colpevoli, rischiano l&#8217;ergastolo. Questo è uno dei molti casi in cui le ampie e generiche leggi antiterrorismo della Turchia sono state usate per colpire chi critica il governo. I giornalisti non dovrebbero mai essere accusati di reati penali solo per aver seguito vicende di interesse pubblico.</p>
<p><strong>Ulteriori informazioni</strong></p>
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<p>La mattina del 2 maggio Amnesty International Italia insieme ad Articolo 21, Federazione nazionale stampa italiana, UsigRai, Reporter senza frontiere Italia e Pressing NoBavaglio, ha preso parte a tre sit-in di fronte al consolato dell&#8217;Iran e alle ambasciate di Egitto e Turchia, paesi nei quali la libertà di stampa è fortemente repressa. L&#8217;iniziativa si è conclusa alla rappresentanza dell&#8217;Unione europea in Italia, dove una delegazione dei promotori ha incontrato il vicepresidente del Parlamento europeo, David Sassoli, al quale ha consegnato un documento per chiedere alle istituzioni europee e italiane di avviare un&#8217;azione ufficiale a difesa della libertà d&#8217;informazione, secondo il dettato della Costituzione italiana e dei Trattati dell&#8217;Unione, nei confronti di tutti i paesi partner e di alcuni dei paesi membri.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/03/giornata-mondiale-della-liberta-di-stampa-giornalisti-sotto-attacco-a-causa-del-loro-lavoro/">Giornata mondiale della libertà di stampa: giornalisti sotto attacco a causa del loro lavoro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giornata mondiale contro il razzismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 10:25:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Esistono tifosi che, seguendo la logica del branco e dell’idiozia, decidono, di fronte agli occhi indifferenti di decine di altre persone, di schernire e offendere la dignità umana, come ci dimostrano quelle deplorevoli immagini che arrivano direttamente da Madrid e da Roma. Ed esiste un tifoso granata che ha fatto della sua esistenza una lotta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/21/91261/">Giornata mondiale contro il razzismo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Esistono tifosi che, seguendo la logica del branco e dell’idiozia, decidono, di fronte agli occhi indifferenti di decine di altre persone, di schernire e offendere la dignità umana, come ci dimostrano quelle deplorevoli immagini che arrivano direttamente da Madrid e da Roma. Ed esiste un tifoso granata che ha fatto della sua esistenza una lotta al razzismo e che ieri è entrato allo stadio finalmente da cittadino italiano.</p>
<p>Per la <strong>Giornata Mondiale contro il razzismo</strong> evito di concentrarmi sulla facile condanna dei primi, piuttosto preferisco raccontare la bellissima storia di Abdullahi Ahmed, uomo somalo di 28 anni, che festeggerà oggi, nella sala consiliare di Settimo Torinese, il conferimento della cittadinanza italiana, insieme con una comunità solidale che ha fatto dell’accoglienza e dell’inclusione sociale il suo punto di forza.</p>
<p>La storia di <strong>Abdullahi</strong> in Italia comincia nel 2008, dopo il lungo e difficile viaggio percorso da tanti dall’Africa verso il nostro Paese. La sua fortuna è stata quella di essere accolto nel centro Fenoglio della Croce Rossa, modello di accoglienza in tutta Italia. La sua ricchezza sta invece nel suo forte senso civico che si è tradotto in un impegno concreto e quotidiano per il bene comune, contro l’indifferenza, e per il dialogo tra culture e religioni diverse.<br />
Il motto di questo giovane uomo di 28 anni è che ciascuno nella vita deve dare qualcosa di sé. Lui ci dà ogni giorno il suo lavoro nel centro Fenoglio come mediatore culturale a disposizione dei suoi connazionali, il suo tempo a favore della comunità in cui vive e degli studenti del territorio con cui, con curiosità e attenzione, ha avviato ormai uno scambio costante e reciproco di esperienze e sogni per il proprio futuro.</p>
<p>Io non so cosa Abdullahi abbia scelto per il suo ‘domani’. So però che oggi nasce un nuovo cittadino italiano, esempio straordinario di umanità e speranza per una società futura capace finalmente di abbattere quel muro dell’indifferenza e della paura che, mai come oggi, stanno minando i valori fondamentali della nostra Europa”. Lo ha detto <strong>Francesco Rocca, Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana e Vice Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa</strong>, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/21/91261/">Giornata mondiale contro il razzismo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Erri De Luca: “Da noi il reato di tortura non esiste, ma la pratica della tortura si”/video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 17:00:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Da noi il reato di tortura non esiste, ma la pratica della tortura si”, ha spiegato ieri sera lo scrittore Erri De Luca testimonial d’eccezione contro la tortura alla platea del teatro Palladium di Roma. In cui in occasione della Giornata mondiale contro la tortura è andato in scena un unico evento che ha visto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/26/erri-de-luca-da-noi-il-reato-di-tortura-non-esiste-ma-la-pratica-della-tortura-sivideo/">Erri De Luca: “Da noi il reato di tortura non esiste, ma la pratica della tortura si”/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Da noi il reato di tortura non esiste, ma la pratica della tortura si”, ha spiegato ieri sera lo scrittore Erri De Luca testimonial d’eccezione contro la tortura alla platea del teatro Palladium di Roma. In cui in occasione della Giornata mondiale contro la tortura è andato in scena un unico evento che ha visto unite tre organizzazioni, il CIR, Consiglio italiano per i rifugiati, la campagna LasciateCIEntrare  e Antigone. Tre realtà che si battono per far venire alla luce la tortura e i trattamenti inumani e degradanti, le violenze subite dai rifugiati, il razzismo istituzionale dei Cie e le condizioni disumane delle carceri italiane.</p>
<p>Per denunciare la tortura non solo come violenza diffusa in molte parti del mondo, ma come violazione quotidiana dei diritti umani nei CIE e nelle carceri italiane, ieri sera è andata in scena uno spettacolo “Di Untori e altri Demoni” realizzato da 15 rifugiati, sopravvissuti a esperienze di tortura e violenza estrema, che per 5 mesi hanno partecipato al laboratorio di riabilitazione psico-sociale del CIR, Consiglio italiano per i rifugiati.</p>
<p>L’introduzione del reato di tortura nel codice penale è “un obbligo giuridico oltre che morale – ha spiegato Patrizio Gonnella di Antigone – ma da 25 anni non viene adempiuto. Uno scandalo nel nostro sistema giuridico e politico, la Convenzione Onu è del’84, l’Italia l’ha ratificata nell’88. Da allora quasi tutti gli altri paesi avanzati l’hanno messa nel codice, l’Italia no. Non inserire la norma nel codice significa non mettere neanche la condizione necessaria per poter punire”, ha concluso Gonnella.</p>
<p>Nel corso della serata sono state anche raccolte le firme per tre proposte di legge popolare per l’introduzione del reato di tortura nel codice penale. L’iniziativa si chiama: “Tre leggi per la giustizia e i diritti: tortura, carceri, droga”.</p>
<p>Guarda anche il video sulla Giornata Mondiale contro la tortura<a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/In_italia_c_la_tortura_ma_non_il_reato_di_tortura/1565"> qui</a>.</p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/26/erri-de-luca-da-noi-il-reato-di-tortura-non-esiste-ma-la-pratica-della-tortura-sivideo/">Erri De Luca: “Da noi il reato di tortura non esiste, ma la pratica della tortura si”/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giornata mondiale della: più diritti e ricerca per i malati/video</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/06/21/giornata-mondiale-della-piu-diritti-e-ricerca-per-i-malativideo/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 11:01:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[aisla]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale]]></category>
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		<category><![CDATA[neurodegenerativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un abbandono progressivo, giorno dopo giorno, della mente e del corpo: questo succede a chi è affetto da Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica. Succede a qualsiasi età. Può avvenire anche dopo la sua scoperta che per un po’ di anni la malattia non degeneri oppure che la sua corsa diventi inarrestabile. E’ la sclerosi laterale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/21/giornata-mondiale-della-piu-diritti-e-ricerca-per-i-malativideo/">Giornata mondiale della: più diritti e ricerca per i malati/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un abbandono progressivo, giorno dopo giorno, della mente e del corpo: questo succede a chi è affetto da Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica.</p>
<p>Succede a qualsiasi età. Può avvenire anche dopo la sua scoperta che per un po’ di anni la malattia non degeneri oppure che la sua corsa diventi inarrestabile. E’ la sclerosi laterale amiotrofica, la Sla, il demone che, una volta entrato nei corpi delle sue vittime, non le lascerà più vivere in pace. Lo ricordiamo oggi nello Sla Global Day, la Giornata Mondiale della Sla che, come ogni anno, ricorre nel giorno dell’ingresso dell’estate, come segno della lotta della vita contro una malattia così invadente e irreversibile. L’iniziativa, promossa dall’International Alliance ALS/MND Association, la federazione che unisce le principali associazioni di malati di SLA, è un’occasione di sensibilizzazione sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia neurodegenerativa dell’età adulta di cui non si conoscono ancora le cause e per la quale non esistono ancora terapie efficaci.</p>
<p>In occasione del Global Day 2013 AISLA aderisce alla campagna sui diritti dei pazienti “The family-tree of National ALS/MND Charter” lanciata dall’International Alliance. La campagna promuove i cinque diritti fondamentali delle persone affette da SLA e di coloro che si trovano al loro fianco:</p>
<p>-Le persone malate di SLA hanno diritto ad una diagnosi precoce ed ad una corretta informazione sulla malattia.</p>
<p>-Le persone malate di SLA hanno diritto a trattamenti specifici per la cura della malattia.</p>
<p>-Le persone malate di SLA hanno diritto ad essere trattati come individui, con dignità e rispetto.</p>
<p>-Le persone malate di SLA hanno diritto a massimizzare la qualità della propria vita.</p>
<p>-Chi si prende cura di persone malate di SLA ha diritto ad essere considerato, rispettato, ascoltato e ben supportato.</p>
<p>Ne parliamo con il referente locale dell’Aquila dell’Aisla, l’associazione italiana che si occupa di Sla, Marco Di Norcia che fa un bilancio dei progressi e delle difficoltà dell’associazione e dei malati.</p>
<p>La Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) è conosciuta come malattia di Lou Gehrig, dal nome del famosissimo giocatore di baseball che ne fu colpito per primo o malattia di Charcot dal nome del neurologo francese che, per primo alla fine dell&#8217;800, la scoprì.</p>
<p>E&#8217; una malattia neurodegenerativa del sistema nervoso e colpisce i motoneuroni, che danno impulso ai muscoli. Colpisce in media da una a tre persone ogni cento mila individui. I muscoli non ricevono più i comandi e diventano atrofici, si spengono. Mani, gambe e braccia non rispondono alle sollecitazioni, si arriva alla paralisi del corpo. Fino a quando non vengono attaccati i muscoli della respirazione e deglutizione e allora finisce la sofferenza durata una vita.</p>
<p>Dalla Regione Abruzzo è giunta recentemente una Delibera di Giunta che apre uno spiraglio per le persone malate di Sla, solo nella provincia dell’Aquila interessa 25- 28 persone. Ma la sensibilità verso questa malattia è ancora oggi poco.</p>
<p>Guarda anche il video con intervista al referente aquilano dell&#8217;Aisla, Marco Di Norcia <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Giornata_mondiale_Sla_pi_diritti_e_sensibilit/1540">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/21/giornata-mondiale-della-piu-diritti-e-ricerca-per-i-malativideo/">Giornata mondiale della: più diritti e ricerca per i malati/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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