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	<title>improntalaquila.com Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Unifil conferma attacco IdF a pattuglia in Libano senza feriti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 14:32:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio la missione Onu in Libano (Unifil) ha segnalato un’incursione contro una sua pattuglia nei pressi di Kfar Kila. In una nota la forza di pace riferisce che “un drone israeliano si è avvicinato a una pattuglia Unifil in azione nei pressi di Kfar Kila in Libano e ha sganciato una granata. Pochi istanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio la missione Onu in Libano (Unifil) ha segnalato un’incursione contro una sua pattuglia nei pressi di Kfar Kila. In una nota la forza di pace riferisce che “un drone israeliano si è avvicinato a una pattuglia Unifil in azione nei pressi di Kfar Kila in Libano e ha sganciato una granata. Pochi istanti dopo, un carro armato israeliano ha sparato contro le forze di peacekeeping. Fortunatamente, non sono stati causati feriti o danni alle forze di peacekeeping e ai mezzi dell&#8217;Unifil”.</p>
<p>Intanto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che Tel Aviv potrà esercitare un diritto di veto sui futuri componenti della forza di sicurezza a Gaza. Durante una riunione di gabinetto ha inoltre sottolineato di non aver “bisogno di alcun via libera per colpire i nemici di Israele, che è uno ‘Stato indipendente’” e che “La nostra politica di sicurezza è nelle nostre mani”.</p>
<p>Nel frattempo Khalil al-Hayya, leader di Hamas, ha dichiarato in un’intervista esclusiva con al Jazeera che “Le armi di Hamas sono legate all&#8217;esistenza dell&#8217;occupazione e dell&#8217;aggressione israeliana e, se l&#8217;occupazione dovesse finire, queste armi verrebbero consegnate allo Stato”.</p>
<p>Sul piano religioso, il cardinale Matteo Zuppi ha invitato a non trasformare le fedi in motivo di conflitto: “Le religioni non siano motivo di guerra”. Infine l’ex presidente statunitense Donald Trump ha esortato Hamas a restituire con urgenza i corpi degli ostaggi morti, “inclusi due americani, o i Paesi coinvolti nella pace agiranno”.</p>
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		<title>Caldo estremo, in Puglia scatta il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/18/caldo-estremo-in-puglia-scatta-il-divieto-di-lavoro-allaperto-nelle-ore-piu-calde/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 15:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>lI presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato oggi un&#8217;ordinanza che introduce specifici divieti e prescrizioni per la stagione estiva 2025, in particolare per prevenire rischi da stress termico e colpi di calore e tutelare la salute dei lavoratori esposti a elevate temperature. &#8220;Questa ordinanza &#8211; dichiara Emiliano &#8211; nasce dalla necessità di mettere [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">lI presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato oggi un&#8217;ordinanza che introduce specifici divieti e prescrizioni per la stagione estiva 2025, in particolare per prevenire rischi da stress termico e colpi di calore e tutelare la salute dei lavoratori esposti a elevate temperature. &#8220;Questa ordinanza &#8211; dichiara Emiliano &#8211; nasce dalla necessità di mettere al primo posto la salute dei lavoratori, soprattutto di fronte ai cambiamenti climatici e alle ondate di calore sempre più frequenti. L&#8217;obiettivo è garantire condizioni di lavoro sicure, riducendo significativamente i rischi legati alle alte temperature&#8221;. Il provvedimento, che sarà in vigore fino al 31 agosto 2025, vieta lo svolgimento di attività lavorative all&#8217;aperto nelle ore comprese tra le 12:30 e le 16 nei giorni in cui il sistema di monitoraggio Worklimate segnali un livello di rischio &#8220;alto&#8221; per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. L&#8217;ordinanza riguarda principalmente i settori agricolo, forestale, edile, florovivaistico e le attività in cave e cantieri, particolarmente vulnerabili alle condizioni climatiche estreme. Sono previste misure organizzative obbligatorie per i datori di lavoro, tra cui l&#8217;anticipazione degli orari di lavoro, l&#8217;aumento delle pause in zone ombreggiate, la fornitura di acqua e abbigliamento adeguato, oltre alla rotazione dei turni per limitare l&#8217;impegno fisico prolungato. Particolare attenzione è riservata ai lavoratori più vulnerabili &#8211; come anziani, migranti, donne in gravidanza e soggetti con patologie croniche &#8211; per i quali sarà attivata una sorveglianza sanitaria dedicata da parte dei medici competenti.</p>
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		<title>Neuroscienze: un piatto di pasta stimola le relazioni interpersonali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/14/neuroscienze-un-piatto-di-pasta-stimola-le-relazioni-interpersonali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 09:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[Analisi dell'esperienza razionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità. Non a caso, è l&#8217;emblema della Dieta Mediterranea che proprio della convivialità ha fatto una condizione necessaria, positiva per il corpo e la mente. Negli anni, numerosi studi hanno dimostrato che mangiare in compagnia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/14/neuroscienze-un-piatto-di-pasta-stimola-le-relazioni-interpersonali/">Neuroscienze: un piatto di pasta stimola le relazioni interpersonali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma <strong>un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità</strong>. Non a caso, è l&#8217;emblema della Dieta Mediterranea che proprio della convivialità ha fatto una condizione necessaria, positiva per il corpo e la mente. Negli anni, numerosi studi hanno dimostrato che mangiare in compagnia riduce lo stress, rafforza i legami sociali e influisce positivamente sulla salute fisica e mentale. Quello che non sapevamo è che <strong>la pasta è un vero e proprio propulsore di socialità</strong>: <strong>esiste un meccanismo preciso di spinta alla connessione sociale che si prova mangiando un piatto di pasta</strong> e che, per la prima volta, è stato indagato e misurato scientificamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo rivela uno studio italiano del &#8220;Behavior &amp; Brain Lab&#8221; dell&#8217;Università<strong> IULM</strong>, realizzato per i pastai di<strong> Unione Italiana Food</strong>. La ricerca scientifica <strong>ha indagato la sfera della convivialità a tavola con un focus sulla pasta</strong> e, grazie all&#8217;uso di strumenti di neuromarketing, ha dimostrato che <strong>il consumo condiviso di pasta è un catalizzatore unico di convivialità</strong>, capace di generare emozioni positive e di rafforzare i legami sociali in misura maggiore rispetto ad altre attività sociali comuni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dimostrarlo,<strong> i ricercatori hanno utilizzato le metodologie neuroscientifiche e del brain tracking</strong> (l&#8217;analisi delle attivazioni cerebrali legate alle emozioni, della variazione del battito cardiaco e della microsudorazione), su un campione di 40 soggetti (20 donne e 20 uomini) divisi in <strong>20 in coppie di età compresa </strong><strong>tra i 25 e i 55 anni</strong>, senza allergie o intolleranze alimentari, appassionati di pasta (1 su 2 dichiara di consumarla quotidianamente e per il 53% è un vero e proprio comfort food), film e giochi. <strong>Lo studio ha così individuato l&#8217;effetto del consumo di pasta sulla qualità delle interazioni sociali</strong>, ha confrontato le emozioni positive e la connessione percepita in diverse esperienze condivise come <strong>la visione di uno spezzone di un film</strong>, la <strong>condivisione di un&#8217;attività ludica</strong> e una <strong>fase di interazione libera</strong> (che viene considerata come benchmark, visto il suo naturale livello di coinvolgimento sociale), identificando gli indicatori neuroscientifici, fisiologici e comportamentali che spiegano il ruolo unico della pasta nella promozione della convivialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TRA MEMORIA E COINVOLGIMENTO EMOTIVO: ECCO COME LA PASTA ACCENDE LA CONVIVIALITÀ</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio conferma che<strong> mangiare pasta in compagnia facilita le interazioni sociali a livello di stimolazione cognitiva ed emotiva</strong>, più di quanto succeda con la visione di un film o durante lo svolgimento di un&#8217;attività ludica (per il dettaglio dello studio, vd. Focus 1)<strong>. </strong>La ricerca ha reso evidente che <strong>condividere un pasto semplice come un piatto di pasta </strong>può essere un modo efficace per<strong> rafforzare i legami sociali e connettere emotivamente persone tra loro sconosciute e diverse</strong>. Lo studio è stato realizzato in <strong>due step</strong>: <strong>come hanno performato le varie attività di condivisione</strong> <strong>e quale attività ha generato una migliore interazione e connessione tra i partecipanti</strong>. In base ai parametri adottati (<strong>Emotional Index, Engagement Index, Memorization Index</strong>, <strong>Analisi dell&#8217;esperienza razionale, Inclusion of Other in Self Scale</strong>, <strong>Questionario, Hyperscanning</strong>), i risultati evidenziano che il consumo di <strong>un piatto di pasta produce una potente attivazione emozionale in chi condivide l&#8217;esperienza</strong>, con valori più alti rispetto a quelli prodotti da altre attività socializzanti, come fare un gioco collaborativo, guardare un film o chiacchierare liberamente. La stessa tendenza si verifica andando a vedere l&#8217;indicatore di memoria: la pasta si riconferma «cibo della memoria» e catalizzatrice di memorie condivise e ricordi. È, infine, l&#8217;attività che maggiormente ha attivato emozioni positive, riducendo quelle negative.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IULM: &#8220;LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLE EMOZIONI PROVA CHE LA PASTA FA RIMA CON CONVIVIALITÀ&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo quindi dire che, dove c&#8217;è pasta, ci sono legami? &#8220;<em>Attraverso questo studio </em><em>la scienza si è messa al servizio delle emozioni per certificare che la pasta è sinonimo di convivialità</em><em> – </em>afferma <strong>Vincenzo Russo, Professore Ordinario di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing dell&#8217;Università IULM, Fondatore e Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing Behavior &amp; Brain Lab IULM</strong><em> – I risultati ci dicono che sono proprio i momenti in cui mangiamo la pasta quelli che ci attivano maggiormente a livello emotivo. È, quindi, l&#8217;atto vero e proprio di assaggiare e assaporare il piatto nel suo pieno sapore a stimolare le memorie e le emozioni più positive. I risultati ci permettono di poter affermare che la pasta è un vero e proprio catalizzatore di relazioni</em> <em>e che un piatto di spaghetti a centro tavola può dar vita ad una rete sociale&#8221;.</em>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PASTA, COMFORT FOOD PER OLTRE 1 ITALIANO SU 2, RIPORTA A &#8220;CASA&#8221;, &#8220;FAMIGLIA&#8221; E &#8220;TRADIZIONE&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La pasta è il comfort food per il 53% del campione, in linea con le statistiche nazionali. La pasta rincuora e gratifica tramite associazioni positive, regalando una sensazione di benessere, a cui ricorriamo per soddisfare un bisogno emotivo. Le associazioni legate alla pasta fanno riferimento principalmente a caratteristiche organolettiche, alla dimensione domestica e familiare e al benessere. La metà del campione (50%) associa come prima cosa &#8220;all&#8217;esperienza pasta&#8221; caratteristiche sensoriali legate al gusto, definendola come &#8220;gustosa&#8221;, &#8220;buona&#8221;. Il 43% ha usato parole che fanno <strong>riferimento alla sfera della casa, della famiglia e della tradizione</strong>, usando termini come &#8220;famiglia&#8221;, &#8220;mia moglie&#8221;, &#8220;tradizione&#8221;, &#8220;Italia&#8221;. Il 13% ha usato anche <strong>termini relativi alla sfera del benessere usando parole come &#8220;coccola&#8221;, &#8220;gratificazione&#8221;, &#8220;piacere&#8221;, &#8220;benessere&#8221; e &#8220;buonumore&#8221;</strong>.Il potere della pasta come attivatore di ricordi si manifesta anche nelle conversazioni: mentre i partecipanti condividevano un piatto di pasta, <strong>il 60% delle interazioni ruotava attorno a legami familiari, relazioni personali e origini</strong>. Un dato che conferma come questo alimento abbia la capacità di riportare alla mente momenti vissuti, creando un ponte emotivo tra passato e presente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PRESIDENTE DEI PASTAI: &#8220;DOVE C&#8217;È LA PASTA, SI ACCENDE LA COMPAGNIA E SI CREANO LEGAMI&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La pasta, simbolo della cultura italiana, non è solo un alimento, ma un&#8217;esperienza sociale che richiama momenti di condivisione e convivialità, e da oggi sappiamo perché. &#8220;<em>Abbiamo sempre saputo che la pasta è un alimento conviviale che si presta ad essere condivisa e che, consumata con gli amici o con la famiglia, permette di creare un momento di aggregazione – </em>afferma <strong>Margherita Mastromauro, Presidente dei pastai italiani di Unione Italiana Food</strong><em> – È protagonista di momenti di gioia e relax e la sua versatilità permette di creare infinite ricette, adatte a diverse occasioni e gusti. Ora arriva la conferma da questa ricerca che abbiamo commissionato a IULM, nella quale la pasta viene eletta a vero e proprio catalizzatore di socialità. </em><em>Sono felice di poter dire che la pasta è il linguaggio universale dell&#8217;amicizia e che, dove c&#8217;è la pasta, si accende la compagnia e si creano legami&#8221;.</em></p>
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		<title>Quali sono i frutti tropicali più benefici per la salute degli occhi?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/10/quali-sono-i-frutti-tropicali-piu-benefici-per-la-salute-degli-occhi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 15:42:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[fibre e antiossidanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colorati, dalle forme un po strane e dai gusti sorprendenti.I frutti tropicali sono una fonte straordinaria di vitamine, antiossidanti e composti essenziali che possono migliorare la salute degli occhi e aiutare a prevenire malattie come la degenerazione maculare, la cataratta e la sindrome dell&#8217;occhio secco. Secondo gli esperti di www.clinicabaviera.it,, una delle aziende leader in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Colorati, dalle forme un po strane e dai gusti sorprendenti.I frutti tropicali sono una fonte straordinaria di vitamine, antiossidanti e composti essenziali che possono migliorare la salute degli occhi e aiutare a prevenire malattie come la degenerazione maculare, la cataratta e la sindrome dell&#8217;occhio secco. Secondo gli esperti di <a href="https://www.clinicabaviera.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.clinicabaviera.it</a>,, una delle aziende leader in Europa nel settore dell&#8217;oftalmologia,&nbsp;<strong>la frutta tropicale, rispetto a&nbsp; quella più comune che troviamo nelle nostre campagne, ha concentrazioni più elevate di luteina, zeaxantina, beta-carotene e altri fitonutrienti che proteggono la retina e migliorano la vista.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arriva il caldo, il corpo tende ad aver bisogno di maggior idratazione e i frutti tropicali ed esotici risultano molto appetibili in questo senso. Il loro elevato contenuto di acqua aiuta a raffreddare l&#8217;organismo e a reintegrare i liquidi persi con il caldo; inoltre, il loro sapore dolce e succoso li rende un&#8217;opzione deliziosa e leggera, ideale per evitare pasti pesanti che possono portare sensazione di stanchezza o di disagio con le temperature elevate.&nbsp;<strong>Mangiare frutta, inoltre, ha numerosi benefici per la salute, poiché consumandola si fa il pieno di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti</strong>&nbsp;di cui è ricca. Queste proprietà sono importanti perché rafforzano il sistema immunitario, migliorano la digestione e aiutano a mantenere il corpo idratato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la salute degli occhi&nbsp;<strong>la frutta è un&#8217;importante fonte di antiossidanti come la vitamina C, la vitamina A, la luteina e la zeaxantina, che proteggono gli occhi dallo stress ossidativo e dai danni causati dall&#8217;esposizione al sole.&nbsp;</strong>I frutti tropicali contengono questi nutrienti essenziali, che aiutano a prevenire malattie degli occhi come la degenerazione maculare e la cataratta. Inoltre, farne un consumo regolare&nbsp;<strong>aiuta a mantenere una buona idratazione degli occhi, prevenendo la secchezza e favorendo una visione più chiara</strong>. La frutta può essere gustata in molti modi: fresca, in frullati, insalate, succhi, centrifughe o anche nei dolci. Integrarla nella dieta quotidiana è fondamentale per mantenere il corpo nutrito e in forze, senza dover ricorrere a prodotti ultra-processati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti di <a href="https://www.clinicabaviera.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clinica Baviera</a>&nbsp;spiegano quali sono i frutti esotici migliori per la salute degli occhi, elencano le loro proprietà e illustrano perché possono essere così importanti nella prevenzione di alcune malattie oculari:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Papaya</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La papaya è uno dei frutti tropicali più ricchi di vitamina A, vitamina C e beta-carotene, composti essenziali per la salute degli occhi</strong>. La vitamina A serve a mantenere la cornea in buone condizioni e il beta-carotene, essendo antiossidante, protegge le cellule oculari dai danni dei radicali liberi.&nbsp;<strong>È inoltre ricca di vitamina C ed E</strong>, potenti antiossidanti che proteggono gli occhi dallo stress ossidativo e riducono il rischio di degenerazione maculare e cataratta. Un suo consumo regolare favorisce una visione chiara e rallenta l&#8217;invecchiamento degli occhi. Inoltre,&nbsp;<strong>la papaya contiene luteina e zeaxantina, due carotenoidi che si concentrano nella macula, una parte fondamentale della retina</strong>. Questi nutrienti aiutano a filtrare la dannosa luce blu, promuovono la rigenerazione dei tessuti oculari e migliorano l&#8217;acutezza visiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Mango</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il mango è un&#8217;ottima fonte di vitamina A e zeaxantina, nutrienti che favoriscono una buona visione notturna e proteggono dal deterioramento della retina</strong>. Il consumo regolare di mango può aiutare a prevenire la cecità notturna e a mantenere una buona acutezza visiva. È inoltre<strong>&nbsp;ricco di vitamina C</strong>, che contribuisce alla formazione del collagene, essenziale per la struttura della cornea e dei vasi sanguigni dell&#8217;occhio.&nbsp;<strong>Il suo potere antiossidante protegge anche dalle malattie degenerative degli occhi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Frutto della passione&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il frutto della passione fornisce una buona dose di vitamina A e C, essenziali per la salute degli occh</strong>i. Aiuta a mantenere l&#8217;idratazione naturale dell&#8217;occhio, previene la secchezza oculare e protegge dalle infezioni.&nbsp;<strong>I suoi antiossidanti hanno anche un effetto preventivo contro le malattie infiammatorie dell&#8217;occhio</strong>&nbsp;e il deterioramento della retina.&nbsp;<strong>L&#8217;elevato contenuto di fibre</strong>&nbsp;contribuisce indirettamente al controllo del glucosio, fondamentale per prevenire la retinopatia diabetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Ananas</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ananas contiene molta vitamina C, che protegge i tessuti oculari e rafforza la salute del cristallino.</strong>&nbsp;<strong>Contiene anche bromelina</strong>, un enzima con proprietà antinfiammatorie che può essere utile nelle patologie oculari con una componente infiammatoria. La sua azione antiossidante previene l&#8217;invecchiamento precoce della retina e il suo effetto antinfiammatorio può aiutare chi soffre di occhio secco o di infiammazioni croniche nella zona oculare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Kiwi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se a volte viene associato ai climi temperati, il kiwi viene coltivato nelle zone tropicali e subtropicali.&nbsp;<strong>È uno dei frutti con il più alto contenuto di vitamina C, che aiuta a prevenire la cataratta e a rafforzare la struttura dell&#8217;occhio attraverso la sintesi del collagene</strong>. Contiene anche<strong>&nbsp;luteina e zeaxantina, che agiscono come filtri naturali della luce proteggendo la macula</strong>, soprattutto dagli schermi e dalla luce artificiale. È un frutto ideale per chi trascorre molto tempo davanti ai dispositivi elettronici. Inoltre, il kiwi&nbsp;<strong>contiene rame e vitamina E, nutrienti essenziali per una visione nitida e una migliore risposta oculare allo stress ossidativ</strong>o. La combinazione di antiossidanti aiuta a prevenire le malattie croniche degli occhi, come la retinopatia diabetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Guaiava</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La guaiava è nota per il suo altissimo contenuto di vitamina C, superiore anche agli agrumi tradizionali</strong>. Questa vitamina rafforza i capillari dell&#8217;occhio, migliora la circolazione e aiuta a prevenire malattie come il glaucoma e la degenerazione maculare. Contiene anche&nbsp;<strong>vitamina A e composti antiossidanti come i flavonoidi, che proteggono il tessuto oculare dallo stress ossidativ</strong>o. È un frutto ideale per la salute degli occhi a lungo termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Banana</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La banana è un frutto tropicale originario del Sud-Est asiatico. È ricca di sostanze nutritive e offre molteplici benefici per la salute degli occhi.&nbsp;<strong>Contiene vitamina A, essenziale per una visione sana, e fornisce anche zinco e antiossidanti</strong>, anche se in quantità minori rispetto ad altri frutti, che aiutano a trasportare la vitamina A all&#8217;occhio. Inoltre,&nbsp;<strong>il suo contenuto di dopamina e di vitamine del complesso B favorisce la funzione neurologica del nervo ottico, migliorando il collegamento tra occhio e cervello</strong>. È ideale come fonte di energia con discreti ma preziosi benefici per la vista. Inserire regolarmente le banane nella dieta, nell&#8217;ambito di un&#8217;alimentazione equilibrata, può essere un modo naturale e gustoso per sostenere la salute degli occhi, anche perché questo frutto si presta bene a diverse preparazioni dolci e ai frullati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Cherimoya</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La cherimoya è un frutto tropicale originario delle Ande e ampiamente coltivato nei climi caldi e subtropicali. Non è solo delizioso, conosciuto anche come frutto della crema per la consistenza vellutata della sua polpa, offre anche diversi benefici per la salute degli occhi.&nbsp;<strong>Contiene vitamina B6, potassio e antiossidanti che favoriscono la comunicazione tra i nervi ottici e il cervello</strong>. Fornisce anche piccole quantità di vitamina A, fondamentale per mantenere una visione sana, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. Grazie alla sua combinazione di antiossidanti, vitamine e minerali, includere questo frutto nella propria dieta può essere un modo naturale per prevenire il deterioramento della vista nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>9. Acerola</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;acerola o&nbsp;ciliegia delle Barbados è una bomba naturale di vitamina C, uno dei frutti che ne ha la più alta concentrazione in assoluto</strong>. Con una sola piccola porzione si riesce a superare di gran lunga il fabbisogno giornaliero raccomandato per questa vitamina, un aiuto importante per rafforzare il sistema immunitario oculare e prevenire i danni ossidativi. Contribuisce inoltre alla rigenerazione del collagene nei tessuti oculari e protegge dal deterioramento della retina.&nbsp;<strong>La sua azione antiossidante rafforza anche le difese dell&#8217;occhio contro gli agenti esterni, i raggi UV e l&#8217;inquinamento.</strong>&nbsp;Grazie al suo potere rigenerante e protettivo, l&#8217;acerola è fondamentale per prevenire l&#8217;invecchiamento precoce della vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10. Pitahaya (frutto del drago)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La pitahaya è un frutto tropicale ricco di antociani, potenti antiossidanti che proteggono le cellule della retina dallo stress ossidativo.</strong>&nbsp;Questo pigmento naturale è particolarmente utile per mantenere una buona acutezza visiva.&nbsp;<strong>Contiene inoltre vitamina C, ferro e omega-3</strong>, che migliorano l&#8217;ossigenazione degli occhi e la salute dei capillari oculari. Il suo contenuto di<strong>&nbsp;fibre e acqua contribuisce a mantenere una buona idratazione oculare</strong>, prevenendo secchezza e arrossamento degli occhi. Il suo profilo nutrizionale lo rende una scelta eccellente per una cura naturale e deliziosa della vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Dott. Sergio Ares, Medico Chirurgo Oculista e Country Manager di Clinica Baviera Italia, spiega</strong>:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;I frutti tropicali sono un&#8217;ottima fonte di nutrienti essenziali per la salute degli occhi, oltre a essere una ricca fonte di vitamine e minerali.</em> <em>Molti di essi contengono grandi quantità di vitamina A e betacarotene, importanti per mantenere una visione corretta e prevenire malattie come la cecità notturna. Forniscono inoltre vitamina C, che mantiene in salute i vasi sanguigni degli occhi e riduce il rischio di cataratta e di degenerazione maculare senile. Questi nutrienti aiutano a combattere i danni ossidativi causati dai radicali liberi, uno dei principali fattori che possono compromettere la vista. I frutti tropicali fanno bene anche perché contengono composti bioattivi come i flavonoidi e i carotenoidi, che aiutano a ridurre l&#8217;infiammazione oculare e a proteggere la retina dalla luce ultravioletta; hanno un elevato contenuto di acqua, che aiuta a mantenere un&#8217;adeguata idratazione degli occhi, prevenendo secchezza e affaticamento visivo. Noi di Clinica Baviera invitiamo tutti a integrare questi frutti nella propria dieta quotidiana, perché rappresentano un modo naturale e gustoso per prendersi cura della vista a lungo termine&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/10/quali-sono-i-frutti-tropicali-piu-benefici-per-la-salute-degli-occhi/">Quali sono i frutti tropicali più benefici per la salute degli occhi?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Diabete, Italia pioniera in UE con prima insulina settimanale al mondo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/10/diabete-italia-pioniera-in-ue-con-prima-insulina-settimanale-al-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 15:34:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Italiana del Farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[insulina basale]]></category>
		<category><![CDATA[insulina settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una novità per circa 1,3 milioni di italiani, cioè per tutte le persone che convivono con il diabete e costrette a sottoporsi a iniezioni quotidiane di insulina basale. È infatti disponibile in Italia, la prima insulina basale a somministrazione settimanale per il trattamento di soggetti adulti con diabete mellito di tipo 2 e di tipo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una novità per circa 1,3 milioni di italiani, cioè per tutte le persone che convivono con il diabete e costrette a sottoporsi a iniezioni quotidiane di insulina basale. È infatti disponibile in Italia, la prima insulina basale a somministrazione settimanale per il trattamento di soggetti adulti con diabete mellito di tipo 2 e di tipo 1 che richiedono più di un&#8217;iniezione di insulina al giorno. Grazie all&#8217;approvazione di questa nuova tecnologia da parte dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco, è possibile per i pazienti passare da 365 iniezioni di insulina all&#8217;anno a 52. Significa avere la possibilità di gestire il diabete con <strong>una sola iniezione a settimana</strong> anziché 7, con un miglioramento della qualità della vita, una potenziale maggiore aderenza terapeutica e anche un beneficio in termini di ridotto impatto ambientale. Se n&#8217;è discusso oggi a Roma in occasione della conferenza stampa dal titolo &#8216;Diabete, l&#8217;Italia pioniera con la prima insulina settimanale al mondo&#8217;, organizzata da Novo Nordisk Italia, con il patrocinio dell&#8217;Ambasciata di Danimarca in Italia. L&#8217;evento si è svolto al Palazzo delle Esposizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire i lavori il sottosegretario alla Salute, <strong>Marcello Porre </strong>il paziente al centro, semplificare l&#8217;aderenza alle terapie e garantire un&#8217;innovazione sostenibile sono priorità fondamentali nelle politiche sanitarie del nostro governo- ha detto- a tutela del diritto di accesso ai farmaci per tutti i cittadini. In un contesto demografico caratterizzato dall&#8217;invecchiamento della popolazione e dalla crescente incidenza delle patologie croniche, facilitare l&#8217;accesso ai trattamenti farmacologici è una necessità. Per i pazienti diabetici, la possibilità di passare dalla somministrazione quotidiana dell&#8217;insulina basale a quella settimanale rappresenta un progresso concreto in questa direzione. Il fatto che l&#8217;Italia sia il primo Paese al mondo a rendere disponibile questa innovazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale testimonia la forza di una collaborazione virtuosa tra istituzioni, politica, industria, comunità scientifica e associazioni dei pazienti, unite per migliorare la qualità di vita dei cittadini. È anche la conferma della solidità e dell&#8217;eccellenza del sistema farmaceutico e regolatorio italiano nel panorama internazionale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;innovazione, questa, che è stata considerata una priorità di salute per il Paese sia dalle autorità sanitarie sia dalla comunità scientifica. L&#8217;Italia, infatti, è il primo Paese in Europa ad aver completato il processo autorizzativo per l&#8217;accesso a questa innovazione, a meno di un anno dalla sua approvazione in Europa. &#8220;Per l&#8217;Italia è motivo di orgoglio poter essere il primo Paese ad aver concluso la procedura approvativa della prima insulina settimanale al mondo- ha commentato il Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato- Questa importante innovazione può permettere, concretamente, alle persone con diabete di poter migliorare la loro qualità di vita, rendendo più semplice la gestione della malattia e riducendo anche l&#8217;impatto ambientale grazie al minor numero di iniezioni. Questo primato dimostra, ancora una volta, l&#8217;impegno delle istituzioni italiane nel riconoscere l&#8217;importanza dell&#8217;innovazione nel mondo della salute, che potrebbe cambiare la vita di milioni di persone. Diventa quindi cruciale che tutti gli interlocutori continuino a lavorare insieme per fare sistema e per rendere accessibili soluzioni sempre più innovative, anche in futuro, a vantaggio dei pazienti e della comunità&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Garantire ai pazienti l&#8217;accesso rapido alle innovazioni, secondo il vicepresidente della Camera,<strong> Giorgio Mulè</strong>, è un &#8220;impegno che le istituzioni del nostro Paese portano avanti con convinzione e con impegno continuo. Lo abbiamo fatto nel 2023 con la legge 130 sullo screening pediatrico da zero a 17 anni per il diabete di tipo 1 e lo abbiamo ribadito oggi garantendo alle persone con diabete l&#8217;accesso alla prima insulina settimanale al mondo. Un&#8217;introduzione che pone l&#8217;Italia ancora una volta in una posizione di eccellenza per quanto riguarda le priorità di salute in tema di cronicità, perché siamo tra i primi Paesi al mondo ad aver reso disponibile questa innovazione&#8221;. Oggi la terapia insulinica comporta almeno un&#8217;iniezione al giorno, con ricadute sulla sfera personale, sociale e lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa complessità quotidiana incide sulla qualità della vita e sull&#8217;aderenza al Si stima che il 50% dei pazienti ritardi di oltre due anni l&#8217;avvio della terapia insulinica- hanno fatto sapere gli esperti durante la conferenza- In Italia, un paziente su tre non è ancora trattato con insulina, nonostante valori di HbA1c =9%. In uno studio, oltre il 90% di medici e pazienti ha espresso il desiderio di poter evitare le iniezioni giornaliere. Il ritardo nell&#8217;avvio del trattamento insulinico espone inoltre a un rischio aumentato di complicanze gravi: infarto (+67%), insufficienza cardiaca (+64%), ictus (+51%), nefropatia (+18%), neuropatia (+8%) e retinopatia (+7%)&#8221;. Negli studi clinici di fase 3, l&#8217;insulina settimanale ha permesso una riduzione della glicemia (misurata come variazione dell&#8217;HbA1c) rispetto all&#8217;insulina basale giornaliera favorendo il controllo glicemico nelle persone con diabete di tipo 21,4. L&#8217;introduzione in Italia della prima insulina settimanale rappresenta quindi un cambiamento significativo nella gestione del diabete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha commentato<strong> Alfredo Galletti,</strong> vicepresidente e general manager di Novo Nordisk In Novo Nordisk, siamo impegnati ad aiutare le persone con patologie croniche come il diabete, a vivere con maggiore libertà, miglior controllo e minore carico quotidiano, ed è per noi motivo di orgoglio portare questa innovazione ai pazienti. Siamo lieti di poter annunciare la disponibilità in Italia della prima insulina settimanale al mondo e desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo storico traguardo, rivolgendoci alle istituzioni e alle società scientifiche per l&#8217;attenzione che hanno posto sul tema dell&#8217;innovazione nel diabete a beneficio di tutte le persone che convivono con questa patologia. Con questa innovazione si può migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti, segnando un progresso fondamentale nella gestione della malattia e permettendo al sistema di rispondere al meglio ad un&#8217;importante sfida di salute pubblica&#8221;. Novo Nordisk, infine, avvierà la campagna social &#8216;Long Story Short&#8217;, realizzata in collaborazione con FAND, per informare i pazienti sull&#8217;importanza della qualità di vita e dell&#8217;innovazione nel diabete.</p>
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		<title>Al via le candidature al bando &#8220;Valorizzazione del Territorio 2025&#8221; della Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 15:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Ballone]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni di operatori]]></category>
		<category><![CDATA[Camera di Commercio Gran Sasso d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[candidature al bando]]></category>
		<category><![CDATA[consorzi di imprese]]></category>
		<category><![CDATA[fondazioni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.oeg]]></category>
		<category><![CDATA[reti di imprese]]></category>
		<category><![CDATA[società di servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione del Territorio 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura del Gran Sasso d&#8217;Italia ha lanciato un nuovo bando per finanziare iniziative di valorizzazione del territorio nell&#8217;anno 2025. Con una dotazione complessiva di 150mila euro, l&#8217;avviso pubblico mira a sostenere progetti che promuovano lo sviluppo economico locale, in particolare nei settori del patrimonio culturale e del turismo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/09/al-via-le-candidature-al-bando-valorizzazione-del-territorio-2025-della-camera-di-commercio-gran-sasso-ditalia/">Al via le candidature al bando &#8220;Valorizzazione del Territorio 2025&#8221; della Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura del Gran Sasso d&#8217;Italia ha lanciato un nuovo bando per finanziare iniziative di valorizzazione del territorio nell&#8217;anno 2025. Con una dotazione complessiva di 150mila euro, l&#8217;avviso pubblico mira a sostenere progetti che promuovano lo sviluppo economico locale, in particolare nei settori del patrimonio culturale e del turismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Siamo entusiasti di lanciare questa nuova edizione del bando, che rappresenta un&#8217;opportunità concreta di crescita per la promozione del nostro territorio&#8221;, ha dichiarato Antonella Ballone, Presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia. &#8220;L&#8217;obiettivo è incentivare iniziative che abbiano un impatto diretto e duraturo sul sistema economico delle province di L&#8217;Aquila e Teramo, valorizzando le nostre eccellenze e promuovendo il nostro territorio come meta di rilievo. Vogliamo favorire la crescita e la diversificazione dell&#8217;offerta turistica e culturale, coinvolgendo attivamente le imprese e gli operatori locali&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bando è rivolto a enti ed organismi privati portatori di interessi collettivi o diffusi del sistema delle imprese o di settori della comunità economica e civile (come associazioni imprenditoriali o loro società di servizi, consorzi di imprese, reti di imprese, fondazioni culturali, associazioni di operatori), enti pubblici e organismi a prevalente capitale pubblico, enti, società ed altri organismi partecipati dall&#8217;ente camerale, e associazioni senza scopo di lucro. Inoltre, limitatamente ai progetti e alle iniziative di integrazione turistica, possono presentare istanze anche le agenzie di viaggio e i tour operator. Per tutti i progetti finanziati è prevista la partecipazione attiva della Camera di Commercio del Gran Sasso d&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le iniziative finanziabili includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Iniziative di marketing territoriale che vedano direttamente coinvolte imprese con sede legale e/o operativa nel territorio delle province di L&#8217;Aquila e Teramo e iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio del Gran Sasso d&#8217;Italia, il cui obiettivo sia valorizzare la struttura produttiva, commerciale e turistica del territorio.</li>



<li>Progetti di valorizzazione e promozione di prodotti e attività tipiche che vedano direttamente coinvolte imprese con sede legale e/o operativa nel territorio provinciale e iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio del Gran Sasso d&#8217;Italia.</li>



<li>Progetti di comunicazione turistica territoriale di carattere istituzionale.</li>



<li>Importanti iniziative finalizzate alla promozione e valorizzazione di beni di interesse artistico e storico culturali, che abbiano una valenza, in termini di attrattività, di livello nazionale e/o internazionale.</li>



<li>Progetti ed iniziative di integrazione turistica.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono ammissibili a contributo le attività di formazione, le sagre di qualsiasi livello e tipologia, nonché le manifestazioni di natura folkloristica di non rilevante entità, ovvero con un valore economico del progetto inferiore a 12mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le domande di contributo dovranno essere presentate fino al 18 luglio 2025. È fondamentale che le istanze siano inviate prima della data di effettivo svolgimento dell&#8217;iniziativa. Nel caso in cui per un progetto ammesso a contributo siano state sostenute delle spese chiaramente e direttamente imputabili all&#8217;iniziativa prima della data di presentazione della istanza, le stesse risulteranno ammissibili purché sostenute a partire dal 1° gennaio 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le richieste devono essere inviate tramite PEC all&#8217;indirizzo <a href="mailto:cciaa@cameragransasso.legalmail.it">cciaa@cameragransasso.legalmail.it</a>, utilizzando esclusivamente la modulistica allegata al bando e presente sul sito istituzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per essere ammessi al contributo, i progetti dovranno ottenere un punteggio minimo di 20 punti nella valutazione comparativa delle istanze sulla base dei seguenti criteri e punteggi massimi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Valore economico del progetto</strong>: fino a 16 punti</li>



<li><strong>Livello di coerenza del contenuto del progetto con attività ammissibili</strong>: fino a 6 punti</li>



<li><strong>Valenza del progetto (in termini di provenienza dei fruitori/turisti)</strong>: fino a 8 punti</li>



<li><strong>Numero di beneficiari (in termini di visitatori/fruitori/turisti)</strong>: fino a 8 punti</li>



<li><strong>Numero di imprese provinciali direttamente coinvolte</strong>: fino a 10 punti</li>



<li><strong>Numero di soggetti/enti/istituzioni coinvolti nell&#8217;organizzazione</strong>: fino a 8 punti</li>



<li><strong>Storicità dell&#8217;iniziativa</strong>: fino a 10 punti</li>



<li><strong>Interventi di promozione e valorizzazione diretta di prodotti ed attività tipiche</strong>: fino a 8 punti</li>



<li><strong>Qualità delle azioni di diffusione dell&#8217;iniziativa</strong>: fino a 6 punti Il punteggio totale massimo è di 80 punti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La misura del contributo camerale sarà determinata in base al punteggio conseguito, con un importo che varia da 1.500 euro (per 20-25 punti) a 10mila euro (per 71-80 punti). In ogni caso, il valore del contributo non può superare il 40% delle spese ammissibili comprensive di IVA. Nel caso in cui l&#8217;ammontare dei contributi per progetti utilmente collocati in graduatoria superi il fondo disponibile, si procederà ad una riduzione proporzionale del contributo a carico di tutti i progetti. Qualora un soggetto beneficiario presenti più di una istanza di contributo, la somma massima erogabile non potrà superare i 20mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori dettagli e per scaricare la modulistica, si invita a consultare il bando completo sul sito della Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia al link: <a href="https://www.cameragransasso.camcom.it/it/la-camera/promozione-economica/bandi/bando-per-iniziative-di-valorizzazione-del-territorio-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.cameragransasso.camcom.it/it/la-camera/promozione-economica/bandi/bando-per-iniziative-di-valorizzazione-del-territorio-2025/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/09/al-via-le-candidature-al-bando-valorizzazione-del-territorio-2025-della-camera-di-commercio-gran-sasso-ditalia/">Al via le candidature al bando &#8220;Valorizzazione del Territorio 2025&#8221; della Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Stefan Zweig, il cuore impaziente dell&#8217;Europa perduta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 19:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
		<category><![CDATA[il cuore impaziente dell'Europa perduta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Chi ha conosciuto soltanto uomini ragionevoli non conosce l&#8217;uomo.&#8221;— Stefan Zweig Stefan Zweig fu uno degli intellettuali più raffinati e sensibili del Novecento europeo. Scrittore, saggista, biografo e osservatore acuto dell&#8217;animo umano, visse con dolore e sgomento la progressiva distruzione di quel mondo mitteleuropeo che aveva rappresentato per lui non solo un orizzonte culturale, ma [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Chi ha conosciuto soltanto uomini ragionevoli non conosce l&#8217;uomo.&#8221;</em><br>— <strong>Stefan Zweig</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stefan Zweig fu uno degli intellettuali più raffinati e sensibili del Novecento europeo. Scrittore, saggista, biografo e osservatore acuto dell&#8217;animo umano, visse con dolore e sgomento la progressiva distruzione di quel mondo mitteleuropeo che aveva rappresentato per lui non solo un orizzonte culturale, ma un&#8217;identità profonda, spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Vienna nel 1881, nel cuore dell&#8217;Impero austro-ungarico, visse da testimone privilegiato il tramonto di una civiltà: quella dell&#8217;<em>Austria felix</em>, della cultura cosmopolita, della tolleranza, della musica e della lingua tedesca come veicolo di pensiero e di bellezza. Quando quell&#8217;universo crollò — sotto il peso delle guerre mondiali, del totalitarismo, dell&#8217;odio razziale e della barbarie ideologica — Zweig non fu più in grado di sentirsi al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il recente saggio di Raoul Precht, <em>Stefan Zweig. La fine di un mondo</em> (Ares, 2025), ci guida con lucidità e rispetto attraverso le tappe di questa frattura interiore. L&#8217;opera non è solo una biografia: è anche una meditazione sull&#8217;identità europea, sulla fragilità della cultura umanistica e sul dolore di chi non trova più una casa nel proprio tempo. Zweig, con una coerenza dolorosa, rifiutò di aderire a ideologie, partiti, schieramenti — non per indifferenza, ma per fedeltà al dubbio, alla complessità, alla libertà di pensiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I suoi libri, sempre misurati e appassionati, continuano ad affascinare per la capacità di entrare nel cuore dell&#8217;esperienza umana. Nelle biografie di personaggi come Maria Antonietta, Maria Stuart o Magellano, Zweig cercava l&#8217;anima dietro il mito, l&#8217;errore dietro la gloria, la paura dentro il gesto eroico. In racconti brevi e intensissimi come <em>Bruciante segreto</em> o <em>Paura</em>, scavava nella psicologia dei suoi personaggi con precisione quasi clinica, ma mai disumanizzante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento chiave della sua formazione intellettuale fu il rapporto, profondo e complesso, con Sigmund Freud. Zweig ammirava il padre della psicoanalisi, e ne condivise la curiosità per l&#8217;inconscio, per i moti profondi dell&#8217;animo umano, per ciò che si nasconde sotto la superficie del comportamento. Lo frequentò negli anni dell&#8217;esilio londinese e gli fu vicino fino alla morte, tanto che fu tra coloro che assistettero, con discrezione, al suo suicidio assistito nel 1939.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legame non fu solo personale, ma anche teorico. Freud apprezzava l&#8217;arte biografica di Zweig, ma con riserva. In una lettera ad Arnold Zweig (non a Stefan), scrisse che &#8220;chi diventa biografo si impegna alla menzogna, al segreto, all&#8217;ipocrisia&#8230; perché la verità biografica non è disponibile&#8221;. Zweig non ignorava questa critica: la accoglieva come monito, e cercava, in ogni pagina, un equilibrio fragile tra empatia e rigore. Freud stesso, nel lavorare a <em>Mosè e il monoteismo</em>, definì la propria opera come un &#8220;romanzo storico&#8221;, un termine che ben si adatta anche alla narrazione storica e umana di Zweig, sempre sospesa tra verosimiglianza e impossibilità della verità assoluta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è nell&#8217;ultimo gesto della sua vita, compiuto in Brasile nel febbraio del 1942, che si coglie il punto più tragico e, al tempo stesso, più coerente della sua traiettoria esistenziale. Sradicato, senza più patria né lingua, ospite grato ma straniero in Sudamerica, decise di togliersi la vita insieme alla moglie Lotte. Accanto al letto venne ritrovato un biglietto, la sua <em>Declaração</em>, che racchiude il senso del suo addio — non solo alla vita, ma a un mondo intero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dichiarazione di addio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Petrópolis, 22 febbraio 1942)</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ogni giorno ho imparato ad amare di più questo meraviglioso Paese, il Brasile, che mi ha offerto e al mio lavoro un rifugio tanto gentile e ospitale.<br>Ma quanto più serenamente si vive qui, tanto più dolorosamente sento che il mio mondo, la mia patria spirituale, l&#8217;Europa, si è autodistrutta e non potrà mai più risorgere.<br>Dopo sessant&#8217;anni, bisogna avere un&#8217;energia straordinaria per cominciare tutto da capo. E la mia forza è finita da troppo tempo.<br>Così mi trovo meglio a concludere in tempo e in piedi una vita nella quale il lavoro intellettuale è sempre stato la più pura gioia e la libertà personale il bene più alto sulla terra.<br>Saluto tutti i miei amici! Che dopo questa lunga notte possano vedere l&#8217;alba. Io, troppo impaziente, li precedo.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quel &#8220;troppo impaziente&#8221; è il cuore del dramma zweighiano: l&#8217;impazienza di chi non riesce a separare la bellezza dalla speranza, la libertà dalla dignità, la parola dalla civiltà. Zweig non volle sopravvivere a ciò che dava senso alla sua esistenza. Il suo suicidio non fu un gesto di fuga, ma un&#8217;ultima, radicale dichiarazione d&#8217;amore per un mondo che non c&#8217;era più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, nei suoi libri, quella civiltà continua a vivere. Chi legge Zweig non solo conosce un autore che non tradisce mai, ma ritrova, pagina dopo pagina, l&#8217;eco di un&#8217;Europa che ancora sa pensare, sentire, e ricordare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella stessa nostalgia, visiva e poetica, ha ispirato anche il cinema contemporaneo. Il film <em>The Grand Budapest Hotel</em> (2014) di <strong>Wes Anderson</strong> è esplicitamente tratto dagli scritti e dall&#8217;universo di Stefan Zweig, in particolare dalle <em>Memorie di un europeo</em> e da alcuni racconti. Anderson ha reso omaggio allo spirito mitteleuropeo, all&#8217;eleganza perduta e all&#8217;ironia malinconica di Zweig, restituendoci in forma cinematografica l&#8217;incanto e la decadenza del suo mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se <em>Eyes Wide Shut</em> (1999) di <strong>Stanley Kubrick</strong> è tratto da <em>Traumnovelle</em> di Arthur Schnitzler, non da Zweig, i due autori erano contemporanei e profondamente affini: entrambi esploravano con finezza le ambiguità morali, i desideri repressi, le crepe interiori della borghesia viennese. La sensibilità psicologica e il rigore stilistico di Kubrick trovano dunque, indirettamente, un&#8217;eco nell&#8217;opera di Zweig.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;Europa che si è smarrita, che fatica a ritrovare una direzione spirituale e culturale, leggere Zweig non è solo un esercizio letterario: è un atto necessario. È ascoltare la voce di chi ci mette in guardia dal baratro, senza urlare, ma con la calma forza della memoria e della coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E con lui, è urgente tornare ai grandi testimoni della crisi e della dignità umana: <strong>Joseph Roth</strong>, con la sua <em>Marcia di Radetzky</em> e il lamento funebre per l&#8217;Impero dissolto; <strong>Romain Rolland</strong>, l&#8217;amico e mentore di Zweig, con la sua fiducia nella forza etica dell&#8217;arte; <strong>Victor Klemperer</strong>, che annotò ogni giorno il linguaggio della propaganda e dell&#8217;odio; <strong>Simone Weil</strong>, che cercò verità e giustizia senza compromessi; <strong>Hannah Arendt</strong>, che analizzò le origini del totalitarismo con lucidità e compassione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggere questi autori, oggi, non è nostalgia. È resistenza. È memoria attiva. È un modo per rimanere umani — nonostante tutto.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>I Promessi Sposi nei dialetti d&#8217;Italia, Quadri Scenici Itineranti sul Tratturo Pescasseroli Candela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Studi Agorà]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Romano e Alessio Spina]]></category>
		<category><![CDATA[Filitalia International]]></category>
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		<category><![CDATA[quotidiano internazionale UMDI Un Mondo d'Italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E se Manzoni avesse ambientato i Promessi Sposi a Bojano invece che sul Lago di Como? Le parole sarebbero state all&#8217;incirca queste&#8230;&#8221;Quel ramo de lago di Pitti, che volge a mezzogiorno, sotto la catena non interrotta di monti del Matese, vien, quasi a un tratto a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">E se Manzoni avesse ambientato i Promessi Sposi a Bojano invece che sul Lago di Como? Le parole sarebbero state all&#8217;incirca queste&#8230;&#8221;Quel ramo de lago di Pitti, che volge a mezzogiorno, sotto la catena non interrotta di monti del Matese, vien, quasi a un tratto a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, sotto il ponte del Rio.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; qui l&#8217;idea. Dare a Renzo e Lucia e a tutti gli altri personaggi mirabili scaturiti dalla penna di Alessandro Manzoni, un dialetto, un gergo, uno slang, un argot tale da farne garanti ambasciatori di un territorio, di una cultura. Non solo. Affidare a tali personaggi avvolti nei loro luoghi, nella loro storia, il compito di interpretare le infinite sfaccettature delle realtà regionali, in onore di tutti gli Italiani all&#8217;estero, da qualsiasi regione provengano i loro antenati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>I Promessi Sposi nei Dialetti d&#8217;Italia, Quadri Scenici Itineranti sul Tratturo Pescasseroli Candela</strong>&#8221; è il titolo dell&#8217;evento che si terrà <strong>domenica 8 giugno </strong>nel centro storico di <strong>Bojano</strong>, lungo l&#8217;antico Tratturo e in alcuni sporti (fondaci). Si tratta di una libera rivisitazione, a firma di <strong>Mina Cappussi, Daniele Romano e Alessio Spina</strong>, con un tocco divertente e accattivante, del celebre romanzo di <strong>Alessandro Manzoni</strong>, tra le opere miliari della Letteratura Italiana. Un evento senza precedenti, in anteprima assoluta, organizzato da <strong>Molise Noblesse</strong>, <strong>Filitalia International</strong>, <strong>Centro Studi Agorà</strong>, <strong>quotidiano internazionale UMDI Un Mondo d&#8217;Italiani, Ippocrates</strong> e <strong>Aitef</strong>, da un&#8217;idea di Mina Cappussi, nell&#8217;ambito del programma degli eventi del progetto Molise Noblesse Filitalia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è il <strong>dialetto molisano</strong> (Bojano, Campochiaro, Spinete, San Polo ecc), quello <strong>pugliese</strong>, il <strong>napoletano</strong>, il <strong>romanesco, il milanese, </strong>il<strong> siciliano, </strong>il<strong> calabrese</strong>. I dialoghi sono adattati al territorio, per cui i riferimenti geografici manzoniani divengono contestualizzati. Anche la caratterizzazione dei personaggi è specifica, evidenziando vizi, debolezze di ognuno, nel 1600 come oggigiorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appuntamento, dunque, <strong>domenica 8 giugno 2025, alle ore 19.30</strong> per la prima rappresentazione a Bojano, presso Corso Umberto I (Vico per Dentro) con i personaggi classici, in un&#8217;atmosfera da fiaba de &#8220;I promessi sposi&#8221; celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni, il più famoso e il più letto tra quelli scritti in lingua italiana, pubblicato nella prima metà del 1800 e ambientato attorno al 1628 in Lombardia, durante il dominio spagnolo, primo esempio di romanzo storico della letteratura italiana, basato su una rigorosa ricerca storica, come le vicende della monaca di Monza (<strong>Marianna de Leyva y Marino</strong>) e la <strong>Grande Peste</strong> del 1629–1631, fondate su documenti d&#8217;archivio e cronache dell&#8217;epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Il romanzo di Manzoni </em>&#8211; spiega Mina Cappussi, Ceo Molise Noblesse<em> &#8211; viene considerato non solo una pietra miliare della letteratura italiana, ma anche un passaggio fondamentale nella nascita stessa della lingua italiana; l&#8217;opera più rappresentativa del romanticismo italiano e una delle massime della letteratura italiana. Lo abbiamo scelto proprio per questo, con un&#8217;attenzione particolare agli Italiani nel Mondo, nel solco della mission di Filitalia e Molise Noblesse: promuovere e tutelare la lingua e la cultura italiana, veicolare il territorio e le peculiarità regionali&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto focale del progetto è quello della <strong>salvaguardia del dialetto,</strong> quale <strong>idioma</strong> proprio di una <strong>comunità</strong>. Atteso con trepidazione dalla <strong>comunità italiana all&#8217;estero</strong>, I Promessi Sposi nei dialetti d&#8217;Italia andrà in onda, a puntate, su <strong>Radio WGBB Long Island New York</strong>, (fondata nel 1924) all&#8217;interno del programma &#8220;Melodie Italiane&#8221; condotto da Attilio Carbone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma prevede sette quadri scenici annunciati dalla voce narrante:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1) <strong>Lo Spirito del Vico</strong>, simbolizzato da un gruppo di danzatrici, le quali fuoriescono dai vicoli e dai portoni, a riportare l&#8217;antico Corso Umberto ai fasti d&#8217;un tempo, quando era il corso principale della città, ricco di vita, di attività commerciali e artigiani, colmo di bambini, di voci, di storie; 2) <strong>Il terribile incontro tra don Abbondio e i Bravi</strong> lungo la strada lastricata, proprio davanti alla <strong>Fontana Pallotta</strong> con 5 sbruffoni al soldo del potente, ognuno proveniente da una diversa Regione d&#8217;Italia; <strong>3) Don Abbondio si confida con Perpetua</strong> (a casa del curato); <strong>4) Renzo si reca dal curato x accordarsi sulla cerimonia</strong> di nozze; <strong>4 e ½) Tentativo fallito di nozze</strong>; 5) Incontro con la <strong>Monaca di Monza</strong>, al monastero; <strong>6) Fra&#8217; Cristoforo e don Rodrigo</strong> al superbo castello di questi, tra dame e lusso nell&#8217;atmosfera avvolgente di un ballo a corte sulle note del <strong>Rigoletto</strong> di <strong>Verdi </strong>(Atto I &#8220;Questa o quella&#8221;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico viene accompagnato da una voce narrante e si dispone nelle varie postazioni in attesa della scena.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>danza degli scugnizzi</strong> (Lo Spirito del Vico) lungo Corso Umberto I<strong> alla Fontana Pallotta</strong>, è a cura del <strong>Centro Studi Danza Classica Saveria Cotroneo Benevento</strong>. DANZATRICI: <strong>Flavia Bello</strong>, <strong>Aurora Cimino</strong>, <strong>Giorgia Collarile, Chiara Conti</strong>, <strong>Annalisa Maiello</strong>, <strong>Giorgia Sabatini</strong>, <strong>Fernanda Insogna</strong>, <strong>Beatrice Nuzzi</strong>, <strong>Eugenia Rossi, Benedetta Citrigno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>danza</strong> nel <strong>Palazzo di Don Rodrigo</strong> a cura di <strong>Centro Danza Amatuzio</strong> di <strong>Marzia Bernardo</strong>. DANZATRICI: <strong>Divya Campanella</strong>, <strong>Teresa Cappussi</strong>, <strong>Miriam Graziano, Ludovica Pierangelo</strong>, <strong>Asia Spina</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PERSONAGGI E INTERPRETI</strong>:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Abbondio: <strong>Alessio Spina;</strong> Perpetua: <strong>Emilia Petrollini; </strong>il<strong> Genius Loci </strong>del Tratturo:<strong> Domenico Prioriello; </strong>Monaca di Monza: <strong>Mina Cappussi;</strong> Renzo: <strong>Daniele Romano;</strong> Lucia: <strong>Valeria Scinocca;</strong> Agnese: <strong>Federica Napoletano;</strong> Fra&#8217; Cristoforo: <strong>Giulio Capone;</strong> Padre Guardiano: <strong>Daniele Romano;</strong> Don Rodrigo: <strong>Michele Fratantuono;</strong> I Bravi: <strong>Andrea Di Biase</strong>, <strong>Salvatore Caracciolo</strong>, <strong>Clara Monaco</strong>, <strong>Domenico Prioriello, Federica Napoletano;</strong> Dame di Palazzo e Spirito del Vico<strong>: le danzatrici della Scuola Amatuzio e della Scuola Cotroneo di Benevento, il marchese Scarpeccio;</strong> Voce narrante: <strong>Sabina Iadarola;</strong> Presentatrice: <strong>Mina Cappussi;</strong> Il cane dei Bravi: <strong>Lilo;</strong> Graphic Core: <strong>Eliana Cappussi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molise Noblesse</strong> è la risposta dei giovani di Bojano di <strong>Filitalia</strong> e <strong>Centro Studi</strong> al doodle virale &#8220;<strong>Il Molise non esiste</strong>&#8220;. Il Molise, dunque, esiste, ed è nobile. Per tradizioni, per storia, per accoglienza, per bellezze naturali, per dignità del suo popolo, discendente dei fieri Sabini. I Salotti Letterari sono parte integrante del progetto Molise Noblesse, <strong>Movimento per la Grande Bellezza</strong> di una Piccola Regione, volto a costruire una immagine turistica del Molise che sia appetibile all&#8217;esterno con un focus sui comuni piccoli e piccolissimi, scrigni di magia architettonica, urbanistica, paesaggistica, della narrazione antropologica, religiosa e del mito; gettare le basi per una lettura consapevole, da parte degli stessi molisani, della Nobiltà del Molise, affinché ne diventino consapevoli sostenitori e orgogliosi appartenenti; costruire forme di promozione della Regione Molise attraverso studi, ricerca, convegni, Caffè Letterari, cineforum, concerti, mostre, mettendo sotto la lente gli intellettuali molisani emigrati, personaggi e personalità della storia regionale.</p>
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		<title>Fibrosi polmonari, Di Marco (Boehringer): Devastanti come tumori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Di Marco (Boehringer)]]></category>
		<category><![CDATA[fibrosi multiple]]></category>
		<category><![CDATA[fibrosi polmonare]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Viviamo di ricerca perché abbiamo al centro il paziente. Come azienda abbiamo un investimento globale molto importante di 6,2 miliardi di euro all&#8217;anno in ricerca e sviluppo, che rappresentano quasi il 24% del nostro fatturato. Nell&#8217;area delle fibrosi polmonari e della respirazione in generale, in particolare modo, abbiamo una storia quasi centenaria come azienda e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Viviamo di ricerca perché abbiamo al centro il paziente. Come azienda abbiamo un investimento globale molto importante di 6,2 miliardi di euro all&#8217;anno in ricerca e sviluppo, che rappresentano quasi il 24% del nostro fatturato. Nell&#8217;area delle fibrosi polmonari e della respirazione in generale, in particolare modo, abbiamo una storia quasi centenaria come azienda e la volontà di cambiare la vita dei pazienti, lo abbiamo fatto per generazioni&#8221;. Così Francesco Di Marco, Global Head of Human Pharma Regions – Boehringer Ingelheim, intervistato dai giornalisti oggi a Roma in occasione della conferenza stampa dal titolo &#8216;Le fibrosi polmonari: un bisogno di salute pubblica insoddisfatto&#8217;, promossa dalla senatrice Elena Murelli, con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim. Nel corso dell&#8217;evento, che si è svolto al Senato, è stato presentato un documento di posizionamento sulle fibrosi polmonari, con quattro proposte chiave, realizzato da un gruppo multidisciplinare composto da esponenti delle società scientifiche, associazioni di pazienti e rappresentanti istituzionali, volto a definire &#8220;strategie concrete per una presa in carico più efficace e strutturata delle persone affette da queste patologie&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo portato i primi farmaci nelle fibrosi multiple- ha proseguito Di Marco- siamo stati però anche coscienti che questi farmaci aiutavano ma non risolvevano la condizione dei pazienti. Quindi abbiamo continuato ad investire in ricerca e siamo stati molto fieri della recente presentazione ad un congresso negli Stati Uniti dei nuovi dati dello studio &#8216;Fibroneer&#8217;, in cui l&#8217;Italia ha giocato un ruolo veramente importante, anche di coordinamento di questi studi: è la prima volta, dopo dieci anni, che un nuovo farmaco ha dei risultati positivi. Adesso ci apprestiamo ad affrontare l&#8217;iter regolatorio e poi di approvazione per poter portare il più presto possibile questa nuova soluzione, che ha la potenzialità di cambiare davvero la vita dei pazienti. Ed è questo che ci rende felici, perché è lo scopo di tutto quello che facciamo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quanto è importante la partecipazione di tutti gli stakeholder nella ricerca? &#8220;È importante, ancora prima che nella ricerca, per la presa in carico dei pazienti- ha risposto Di Marco alla Dire- perché la ricerca è funzionale al trattare i pazienti. Le fibrosi polmonari sono una malattia complessa, che però non viene considerata alla stregua dell&#8217;oncologia, pur avendo gli stessi impatti devastanti di un tumore. Quindi è importante che gli stakeholder lavorino assieme per portare avanti il bisogno di avere una diagnosi precoce e di una presa in carico a 360 gradi, con tutti i componenti della filiera della salute a partire dal medico di base, dallo pneumologo al reumatologo fino al radiologo, ma anche e soprattutto delle associazioni dei pazienti, che possono davvero supportare questo miglioramento della vita dei pazienti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi al Senato è stato lanciato anche un appello di sensibilizzazione su queste patologie a tutte le È un appello importante che parte dalla gravità della patologia- ha commentato ancora Di Marco- che di fatto oggi non è presa in carico come dovrebbe. È stato molto bello vedere oggi riunite politica, associazioni dei pazienti e di categoria e un&#8217;azienda come la nostra, che si sono ritrovate insieme per dire che i pazienti non stanno ancora bene e che si sono confrontate su cosa fare per migliorare. Noi abbiamo delle soluzioni e siamo molto fieri di poterle portare, ma senza una collaborazione a 360 gradi non si va da nessuna parte. L&#8217;innovazione ha un effetto quando viene portata nelle mani dei pazienti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia, grazie alla sua eccellenza, rappresenta intanto un tassello &#8220;essenziale&#8221; nello sviluppo dei Noi portiamo il 90% dei nostri studi clinici e in generale a livello globale è un investimento importante- ha aggiunto Di Marco- perché senza il contributo del nostro Paese non potremmo sviluppare questi farmaci. Possiamo contare su eccellenze, anche su opinion leader di fama mondiale, che aiutano la coordinazione di questi studi e contribuiscono anche al loro successo. Per cui siamo molto fieri di essere italiani- ha concluso- e di poter partecipare a livello internazionale per influenzare l&#8217;azienda globale a continuare ad investire e a credere nell&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/03/fibrosi-polmonari-di-marco-boehringer-devastanti-come-tumori/">Fibrosi polmonari, Di Marco (Boehringer): Devastanti come tumori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Né giustizia né pace: l&#8217;inganno della forza e la fragilità della Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 14:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[2 giugno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La guerra è un massacro fra gente che non si conosce, a beneficio di gente che si conosce ma non si massacra.&#8221;— Paul Valéry Ci sono silenzi che fanno più rumore delle bombe. Ci sono assenze che gridano. E ci sono verità che, sebbene sotto gli occhi di tutti, diventano invisibili per comodità o paura. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/02/ne-giustizia-ne-pace-linganno-della-forza-e-la-fragilita-della-repubblica/">Né giustizia né pace: l&#8217;inganno della forza e la fragilità della Repubblica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La guerra è un massacro fra gente che non si conosce, a beneficio di gente che si conosce ma non si massacra.&#8221;</em><br>— Paul Valéry</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono silenzi che fanno più rumore delle bombe. Ci sono assenze che gridano. E ci sono verità che, sebbene sotto gli occhi di tutti, diventano invisibili per comodità o paura. Oggi, tra le ceneri di Gaza e le ipocrisie delle capitali occidentali, siamo immersi in una di queste verità scomode: Israele sta affamando un intero popolo. Non è un&#8217;accusa leggera, e non dovrebbe mai essere pronunciata con leggerezza. Ma i fatti — quelli crudi, documentati, innegabili — parlano per sé. Ospedali rasi al suolo, ambulanze bersagliate, aiuti umanitari bloccati ai confini o colpiti durante la distribuzione. E adesso, la fame: calcolata, pianificata, utilizzata come arma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gaza è diventata una prigione a cielo aperto, senza acqua, senza medicine, senza pane. Una popolazione stremata, in gran parte composta da bambini, viene lasciata morire con lentezza chirurgica, nel silenzio complice di chi dovrebbe proteggere il diritto internazionale. Si può parlare di autodifesa quando il bersaglio è il latte in polvere? Si può ancora invocare la sicurezza quando si impedisce a un popolo l&#8217;accesso al cibo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Israele, il cui nome significa &#8220;colui che lotta con Dio&#8221;, sembra essersi attribuito il diritto di portare questa lotta oltre ogni limite umano e divino. Ma la vera lotta con Dio non è nella vendetta, bensì nella giustizia. È nella compassione. È nel limite. Chi combatte contro il volto umano del nemico, chi disumanizza e punisce collettivamente, non sta lottando con Dio: sta perdendo la propria anima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se è vero che il Medio Oriente è la cartina di tornasole dell&#8217;etica internazionale, è altrettanto vero che anche a casa nostra la barbarie assume forme sempre più sottili. In Italia, recentemente, abbiamo assistito a un fenomeno allarmante: le minacce rivolte ai figli di leader politici. Che si tratti di Giorgia Meloni o Matteo Salvini, non è la persona politica a essere colpita, ma i suoi affetti più indifesi. È un gesto infame, codardo, che non può essere giustificato né dalla rabbia né dalla disperazione. È l&#8217;espressione più bassa e disumana del dissenso, quella che trasforma la protesta in persecuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I figli sono sacri. Sempre. Che siano figli di potenti o di poveri, che abbiano una madre di destra o un padre di sinistra, sono esseri umani con il diritto di vivere lontano dall&#8217;odio degli adulti. Quando iniziamo a tollerare — o peggio, a giustificare — le minacce ai bambini in nome di una battaglia politica, abbiamo già perso. La violenza verbale è solo il primo passo verso una violenza più grande, e più irreparabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi, come ogni anno, arriva il 2 giugno. Si festeggia la Repubblica, si sventolano bandiere, si fanno discorsi solenni. Eppure, a ben guardare, la parola &#8220;Repubblica&#8221; è forse il termine più teorico di tutti. Nella realtà quotidiana dell&#8217;Italia, esistono i Comuni, i campanili, le famiglie, i clan, le parrocchie, i bar di paese, le amicizie d&#8217;infanzia. L&#8217;Italia è un Paese costruito più su legami orizzontali che verticali. La Repubblica è un&#8217;astrazione, spesso tradita proprio da chi dovrebbe rappresentarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è chi obbedisce alla Costituzione, e chi la piega alla convenienza. C&#8217;è chi parla di Stato, ma lavora solo per il proprio tornaconto. C&#8217;è chi indossa la fascia tricolore e poi ignora gli ultimi, i fragili, i senza voce. C&#8217;è chi grida &#8220;onore alla patria&#8221; e poi svende il lavoro, svilisce la scuola, taglia la sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che l&#8217;Italia non è mai stata davvero una Repubblica nel senso profondo del termine: una <em>res publica</em>, una &#8220;cosa di tutti&#8221;. È sempre stata una somma di individui, di egoismi e resistenze, di slanci nobili e piccoli tradimenti quotidiani. Ma proprio in questa frammentazione può nascondersi una speranza: se la Repubblica è fragile, è proprio perché deve essere ogni giorno rifondata. Non da un&#8217;istituzione, ma da ogni persona che sceglie l&#8217;onestà, la solidarietà, la verità, anche quando costa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E protestare davvero, oggi, significa anche alzare la voce contro tutti i regimi autoritari e antidemocratici del mondo. Contro la Russia, che imprigiona dissidenti e manda a morire i giovani in guerre insensate. Contro la Cina, dove milioni vivono sotto sorveglianza e repressione, e chi parla viene fatto sparire. Contro l&#8217;Iran, dove una ragazza senza velo può diventare un martire, e dove il carcere è destino per chi canta, scrive, ama o sogna. E contro tutti quei luoghi — anche meno noti — dove l&#8217;essere umano è ridotto a ingranaggio, dove vale la legge dell&#8217;uomo lupo per l&#8217;uomo, <em>homo homini lupus</em>, e non quella della dignità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La guerra in Medio Oriente, la violenza nelle nostre piazze, l&#8217;illusione di una Repubblica unita, la viltà dei totalitarismi: tutto ci richiama a una stessa scelta morale. O difendiamo ovunque la libertà e la vita umana, o diventiamo complici del silenzio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La festa della Repubblica dovrebbe essere l&#8217;occasione per guardarsi allo specchio e domandarsi: stiamo costruendo un Paese giusto o solo un palcoscenico per maschere stanche? Stiamo difendendo davvero i diritti di tutti o solo i privilegi di pochi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a quando un popolo verrà affamato senza che l&#8217;Italia dica &#8220;basta&#8221;, fino a quando i figli verranno minacciati per vendetta ideologica, fino a quando la Repubblica sarà solo una cerimonia e non una responsabilità, fino a quando taceremo davanti alla prigione e alla tortura degli innocenti&#8230; non ci sarà nulla da festeggiare.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/02/ne-giustizia-ne-pace-linganno-della-forza-e-la-fragilita-della-repubblica/">Né giustizia né pace: l&#8217;inganno della forza e la fragilità della Repubblica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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