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		<title>Famiglia in cima ai valori degli italiani. L&#8217;indagine</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 12:22:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;onestà, anzitutto; poi il rispetto degli altri; quindi, la famiglia, seguita dal rispetto delle regole e dallo spirito di generosità. Sono i principali valori che gli italiani dichiarano di aver ricevuto dalla famiglia e reputano cardine nella propria vita. Quando poi si chiede loro di sceglierne uno prevalente su tutti, gli italiani indicano al primo [&#8230;]</p>
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<p>L&#8217;onestà, anzitutto; poi il rispetto degli altri; quindi, la famiglia, seguita dal rispetto delle regole e dallo spirito di generosità. Sono i principali valori che gli italiani dichiarano di aver ricevuto dalla famiglia e reputano cardine nella propria vita. Quando poi si chiede loro di sceglierne uno prevalente su tutti, gli italiani indicano al primo posto la famiglia (25%) seguito di poco dall&#8217;onestà (23%). E, a prescindere da quale sia quello più importante, la quasi totalità degli abitanti del Belpaese (97%) è concorde nel dichiarare che ci sono sicuramente valori tramandati dalla famiglia che si sono rivelati fondamentali nella propria vita. Quando si parla, poi, di valori scoperti sulla base della personale esperienza, nel corso della propria vita, emergono le nuove sensibilità, traccia del cambiamento culturale più recente: la parità di genere e il rispetto della natura sono entrambi al 23%, seguiti da cultura e conoscenza (22%), amicizia e rispetto del diverso (entrambi al 19%). Questo quadro emerge dall&#8217;indagine &#8216;Valori, donazioni e lasciti solidali&#8217; realizzata da Walden Lab-Eumetra per il Comitato Testamento Solidale su un campione rappresentativo di italiani di 25+ anni (circa 46,5 milioni, in base ai dati Istat). I risultati della ricerca sono stati presentati a Roma, nell&#8217;ambito dell&#8217;evento dal titolo &#8216;Lascito Solidale &#8211; Un ponte tra passato e futuro&#8217; organizzato dal Comitato Testamento Solidale, con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato, in occasione della Giornata internazionale del Lascito Solidale (13 settembre). Un panel di esperti ha fatto il punto sullo stato della solidarietà in Italia a partire proprio da quanto emerso dall&#8217;indagine. Nella prima parte dell&#8217;evento, in cui sono stati presentati i risultati della ricerca &#8216;Valori, donazioni e lasciti solidali&#8221;, sono intervenuti Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale; Paolo Anselmi, Fondatore e Presidente di Walden Lab e Docente di Marketing Sociale presso l&#8217;Università Cattolica di Milano e Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale. Nella seconda parte, durante il talk &#8216;Lascito solidale: un ponte tra passato e futuro&#8217;, sono intervenuti Emanuela Di Pietro, presidente del Comitato Testamento Solidale; Luca Vallario, psicologo, psicoterapeuta, didatta Collegio Europeo di Scienze Psicosociali (Ecopsys) &#8211; Napoli e docente Associazione per la Ricerca in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale (Arpci), Roma e Paolo Apolito, antropologo, Università Roma Tre. L&#8217;evento è stato moderato della giornalista Francesca Romana Elisei.</p>



<p>LA FAMIGLIA SALDAMENTE AL VERTICE DELLA PIRAMIDE VALORIALE DEGLI ITALIANI &#8211; La famiglia, cellula costitutiva della società italiana, si conferma inamovibile dal vertice della piramide: è il primo tra i valori che gli italiani dicono di aver ereditato ed è prima anche nel ruolo di tutela e promozione dei valori stessi per il 75% degli italiani, che la reputano il soggetto che più si sta impegnando in questa missione. Subito dopo la famiglia, troviamo il Terzo Settore insieme alla scuola, entrambi al 65%. La gerarchia dei valori cambia poco anche se si pensa a quelli da trasmettere ai discendenti e alle future generazioni: nelle prime cinque posizioni ritroviamo l&#8217;onestà (39%), il rispetto degli altri (36%) e, ancora, la famiglia (30%), seguiti dal rispetto delle regole (22%) e dalla generosità (21%); Una menzione speciale per la gentilezza, che viene riconosciuta come valore ricevuto in eredità dal 14%, scoperto con l&#8217;esperienza dal 17% e da tramandare ai posteri dal 19%, attestandosi così come l&#8217;unico valore in crescita nelle tre domande, segno della percezione di una carenza di questo valore nella società contemporanea. Se si chiede poi agli italiani, quale simbolo del nostro mondo vorrebbero lasciare a chi verrà dopo di noi, mentre 6 su 10 non riescono a indicare un oggetto che rappresenti i valori importanti, tra coloro che rispondono &#8211; il 41% &#8211; è elevato il numero di coloro (108) che fanno riferimento a un valore o a una qualità e non ad un oggetto/prodotto: il rispetto, l&#8217;onestà, la pace, la sincerità, la conoscenza, l&#8217;unità della famiglia, la libertà, l&#8217;amore tra i più citati. Ma c&#8217;è anche chi cita un oggetto &#8216;materiale&#8221;: tra i più gettonati, libri, elementi naturali come alberi e fiori, la casa di famiglia, un simbolo religioso come un crocefisso o un testo sacro, oggetti con un elevato valore simbolico (la bandiera italiana, la Costituzione/il Codice Civile, il fazzoletto scout…) o con un valore affettivo/familiare (un orologio, un bracciale, un quadro).</p>



<p>I PROTAGONISTI DELLA VITA DEL PAESE: UN GRANDE RUOLO PER IL NON PROFIT &#8211; Spostandoci dalla dimensione individuale a quella collettiva, chi potrebbe rendere migliore la nostra società? Gli italiani non hanno dubbi: in primo luogo i cittadini (88%) e il Terzo settore (87%), seguiti da enti locali (84%), Europa (80%), mass media e governo (entrambi al 79%), Pmi (77%) e grandi imprese (76%), Chiesa (73%) e infine banche (67%). Ma passando dal potenziale al reale, chi lo sta concretamente facendo? Qui il Terzo settore torna prepotentemente primo con il 77%, con un profondo distacco da tutti gli altri attori: Chiesa (48%), cittadini (47%), Europa (42%), Pmi (41%), enti locali (39%), mass media (34%), grandi imprese (33%), governo (27%) e infine banche (22%). Nel gap tra aspettative e percezioni, dunque, l&#8217;unico attore che mantiene una coerenza di posizione è il Non Profit. Gli italiani lo considerano un faro per la tenuta sociale e ne riconoscono la grande rilevanza per il contributo che dà alla realizzazione di una società migliore (84%), dal punto di vista culturale per i valori che rappresenta e promuove (82%), dal punto di vista economico per il valore dei servizi che produce (76%). Per l&#8217;83% degli intervistati, il Non profit interpreta e trasmette valori indispensabili per la tenuta e la coesione della nostra società; per l&#8217;82% rappresenta un modello alternativo di società, basata sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione; l&#8217;81% pensa che sopperisca alle istituzioni nel dare risposta ai bisogni più urgenti. </p>



<p>CONTINUA A CRESCERE LA CONOSCENZA DEL LASCITO SOLIDALE (+12% IN 5 ANNI) &#8211; Guardando alla propensione degli italiani a fare testamento, per 7 su 10 si tratta ancora di un tema lontanissimo: nel 2024 stabile e maggioritaria è la percentuale di chi è decisamente contrario (71% vs 72% nel 2023), così come resiste quel 18% che lo ha già fatto o è intenzionato a farlo (19% nel 2023). Ma continua ad aumentare la conoscenza del lascito solidale, che cresce di ben 12 punti percentuali in 5 anni: nel 2024 l&#8217;84% degli over 50 sa cosa sia un lascito testamentario a sostegno di cause benefiche e ne ha sentito parlare (vs 82% nel 2023, 79% nel 2022, 73% nel 2021, 72% nel 2020). In concreto, sono 6,3 milioni gli italiani (24% degli over 50) che hanno un orientamento positivo verso il lascito solidale: il 2%, più di mezzo milione di individui, ha già previsto un lascito nel proprio testamento, ma soprattutto cresce in modo significativo (dal 19% al 22%, pari a oltre 5,7 milioni di persone) la percentuale di quanti si dichiarano propensi a prenderlo in considerazione. Per il restante campione, il 30% è indeciso (35% nel 2023) e il 46% è sfavorevole (44% nel 2023). Il lascito si conferma un &#8216;affare di famiglia&#8217;: 7 italiani su 10 coinvolgerebbero i parenti più stretti nella scelta (68%) e solo il 18% dichiara che prenderebbe questa decisione da solo. La prima decisione da prendere insieme ai familiari riguarda l&#8217;importo o il bene da destinare al lascito solidale (64%), l&#8217;organizzazione da supportare (42%), Il numero e la tipologia di cause da sostenere (21%). &#8216;I dati ci raccontano come, in uno scenario di crescente incertezza, il Terzo Settore goda di grande fiducia tra gli italiani, che gli riconoscono un ruolo veramente decisivo nella costruzione di una società migliore- dichiara Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e presidente della Lega del Filo d&#8217;Oro- Sono notizie che ci lasciano ben sperare: è indubbio come le organizzazioni del Terzo Settore svolgano un ruolo cruciale in molte aree dove spesso le istituzioni non riescono ad arrivare, offrendo supporto e servizi essenziali a comunità e individui in difficoltà. Il loro impegno quotidiano per il bene comune, la loro capacità di rispondere rapidamente alle emergenze sociali e di innovare nelle soluzioni sono elementi che contribuiscono significativamente alla costruzione di una società più equa e solidale. Siamo consapevoli che il lascito solidale continua ad essere scelto solo da una minoranza di italiani. Tanti italiani in più rispetto al passato, però, ora sanno che esiste questa forma di solidarietà; negli ultimi undici anni, il Comitato ha accompagnato l&#8217;opinione pubblica in un percorso di conoscenza e consapevolezza sul lascito solidale, di cui oggi vediamo i frutti. Il lavoro da compiere è ancora tanto, il nostro impegno continua&#8217;. &#8216;Come Notariato lavoriamo con grande entusiasmo al progetto di diffusione della cultura del lascito solidale e registriamo con orgoglio il crescente interesse degli italiani verso uno strumento così importante per sostenere cause benefiche e per portare una visione positiva ed altruista nella società- dichiara Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale- Negli ultimi cinque anni, la consapevolezza sul tema è cresciuta del 12% tra gli over 50, segno che sempre più persone riconoscono l&#8217;importanza di pianificare tramite testamento la devoluzione del proprio patrimonio, in modo responsabile e consapevole. Ma c&#8217;è ancora molto da fare: il 71% degli italiani considera il testamento un argomento distante e poco rilevante. Questo dimostra quanto sia necessario continuare a informare e sensibilizzare i cittadini sui vantaggi di una buona pianificazione testamentaria. Il nostro impegno, come notai, è quello di continuare a promuovere la cultura del testamento, ed in particolare del testamento solidale, fornendo ai cittadini gli strumenti di conoscenza necessari per far sì che la volontà del testatore sia riportata in modo chiaro nel rispetto della legge e venga pertanto sempre rispettata&#8217;.</p>
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		<title>Pensione: 8 italiani su 10 pessimisti sul proprio futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 06:53:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro pensionistico preoccupa gli italiani. Solo il 13%, infatti, pensa che riceverà un assegno che gli permetterà di mantenere un tenore di vita adeguato una volta uscito dal mondo del lavoro. La maggioranza (80%) si dice invece pessimista sulla possibilità di contare su una pensione di base adeguata e, di questi, il 34% teme [&#8230;]</p>
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<p>Il futuro pensionistico preoccupa gli italiani. Solo il 13%, infatti, pensa che riceverà un assegno che gli permetterà di mantenere un tenore di vita adeguato una volta uscito dal mondo del lavoro. La maggioranza (80%) si dice invece pessimista sulla possibilità di contare su una pensione di base adeguata e, di questi, il 34% teme che non avrà nemmeno una pensione o risparmi sufficienti cui attingere per integrarla. Lo evidenzia l&#8217;ultima ricerca dell&#8217;Osservatorio Sara Assicurazioni. Le principali preoccupazioni legate alla quiescenza sono il rischio di non autosufficienza e l&#8217;impossibilità di sostenere le spese (44%), il dover gravare sulla famiglia (26%) per le proprie necessità economiche e il non riuscire ad aiutarla (25%) per carenza di risparmi. Ben uno su quattro (23%) teme poi di cadere in povertà. Insieme alla visione del domani pensionistico, l&#8217;indagine ha fatto emergere, e confermato, una bassa conoscenza dell&#8217;argomento tra gli italiani. Uno su due (51%), per esempio, non è in grado di definire che cosa sia la previdenza complementare, il 27% non sa che il Tfr può essere versato nelle soluzioni previdenziali e il 32% non è a conoscenza dei vantaggi fiscali che queste offrono. L&#8217;84% poi non si informa sulle novità riguardanti le pensioni e la riforma del sistema previdenziale.</p>



<p>A fronte di questo, tuttavia, un italiano su tre (33%) si dice interessato a valutare opzioni per rendere più sicura la condizione economica della propria vecchiaia, e a pensarci, capendo come fare e a chi rivolgersi, sono in particolare i giovani della fascia 25-34 anni, dove la percentuale sale al 45%. Questi dati sono coerenti con la volontà espressa dagli intervistati (61%) di acquisire in futuro un maggior livello di cultura previdenziale e del risparmio e di rivolgersi a consulenti qualificati per le proprie decisioni di investimento. Tra le soluzioni cui guarderebbero per integrare la pensione ci sono i piani individuali pensionistici assicurativi (28%), i conti deposito (23%) e i fondi pensioni aperti o negoziali (22%). Il 17% investirebbe sul mercato finanziario e il 14% in polizze vita. &#8220;Poter disporre di una rendita integrativa alla pensione di base è oggi quanto mai importante, e lo sarà sempre di più in futuro, considerata la ridotta capacità del welfare pubblico di consentire a chi conclude la carriera lavorativa di mantenere un tenore di vita adeguato- dichiara Emiliano De Salazar, direttore Vita di Sara Vita- Le soluzioni assicurative offrono la possibilità di rendere più sicura la condizione economica della propria vecchiaia in modo flessibile, personalizzato e con importanti vantaggi fiscali. È importante prendere queste decisioni di investimento fin da giovani perché l&#8217;orizzonte temporale di più lungo periodo offre l&#8217;opportunità di accumulare un capitale maggiore con cui affrontare in modo sereno il proprio futuro dopo la pensione&#8221;.</p>
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		<title>West Nile, quarta vittima in Italia. Si alza il livello di guardia di allerta</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/08/20/west-nile-quarta-vittima-in-italia-si-alza-il-livello-di-guardia-di-allerta/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 13:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il virus West Nile ha fatto registrare una quarta vittima in Italia, con un aumento dei casi che ha portato l&#8217;Emilia-Romagna a elevare il livello di allerta. Roberto Ronconi, 78 anni, è deceduto a Russi, in provincia di Ravenna, dopo una battaglia di 20 giorni con la malattia. Il numero di casi in Italia è [&#8230;]</p>
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<p>Il virus West Nile ha fatto registrare una quarta vittima in Italia, con un aumento dei casi che ha portato l&#8217;Emilia-Romagna a elevare il livello di allerta. Roberto Ronconi, 78 anni, è deceduto a Russi, in provincia di Ravenna, dopo una battaglia di 20 giorni con la malattia. Il numero di casi in Italia è in crescita, posizionando il Paese al secondo posto in Europa per numero di infezioni, dopo la Grecia.</p>



<p>In risposta, l&#8217;Emilia-Romagna ha implementato misure preventive intensificate, soprattutto nelle zone di pianura di Bologna, Modena e Reggio Emilia, dove la circolazione del virus è particolarmente intensa. Le autorità regionali hanno sottolineato l&#8217;importanza di interventi di disinfestazione e di prevenzione, specialmente in luoghi sensibili come ospedali e case di riposo, e hanno intensificato la comunicazione sui rischi e le precauzioni contro le punture di zanzara.</p>



<p>La malattia, trasmessa principalmente dalle punture di zanzare infette, non si trasmette da persona a persona. La maggior parte delle persone infette non mostra sintomi, ma i casi gravi possono portare a complicazioni neurologiche gravi e potenzialmente letali. La prevenzione rimane cruciale, dato che non esiste un vaccino disponibile per il virus West Nile.</p>
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		<title>Perdonanza Celestiniana. La Croce di Celestino ad Alessandro Palmerini</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 12:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Lions Club L'Aquila]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Lions Club L&#8217;Aquila conferirà il prestigioso premio &#8220;La Croce di Celestino&#8221; a Alessandro Palmerini, riconosciuto tecnico del suono aquilano, celebrato sia a livello nazionale che internazionale per il suo contributo nel mondo del cinema, inclusi due David di Donatello. Questo riconoscimento gli verrà attribuito in occasione della 730esima edizione della Perdonanza Celestiniana, come omaggio [&#8230;]</p>
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<p>Il Lions Club L&#8217;Aquila conferirà il prestigioso premio &#8220;La Croce di Celestino&#8221; a Alessandro Palmerini, riconosciuto tecnico del suono aquilano, celebrato sia a livello nazionale che internazionale per il suo contributo nel mondo del cinema, inclusi due David di Donatello. Questo riconoscimento gli verrà attribuito in occasione della 730esima edizione della Perdonanza Celestiniana, come omaggio al suo ruolo nella rinascita culturale e sociale dell&#8217;Aquila.</p>



<p>La cerimonia di premiazione si terrà domenica 25 agosto, alle ore 17.00, presso l&#8217;Auditorium del Parco. All&#8217;evento parteciperanno figure illustri del cinema e della cultura, tra cui Gabriele Lucci, storico del cinema, e Piercesare Stagni, presidente della Fondazione Abruzzo Film Commission.</p>



<p>Con questo premio, Alessandro Palmerini si aggiunge all’Albo d’oro del Premio, un riconoscimento che negli anni ha onorato personalità di spicco come <strong>Gianni Letta</strong> (2023), <strong>Mario Narducci</strong> (2022), <strong>Leonardo De Amicis</strong> (2021), <strong>Ordine dei Medici L’Aquila</strong> (2020), <strong>Francesco Sabatini</strong> (2019), <strong>Riccardo Cocciante</strong> (2018), <strong>Paolo Fresu</strong> (2017).</p>



<p><strong>***</strong><strong></strong></p>



<p><strong>Alessandro Palmerini</strong>&nbsp;è nato a L’Aquila il 18 febbraio 1977. Nella città capoluogo d’Abruzzo si è formato presso l’Accademia internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine, concludendo nel 2002 il ciclo quinquennale di studi con una tesi sul Suono nel cinema. Nella stessa Accademia dal 2006 ha poi svolto per tre anni un incarico di docenza. Vive a <strong>Roma</strong>, lavora in Italia e all’estero come Tecnico del suono nel cinema e, talvolta, in fiction tv. Nel 2023 ha vinto il&nbsp;<strong>David di Donatello</strong>&nbsp;per il Miglior Suono con il film&nbsp;<em>Le otto montagne</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch</strong>, e con lo stesso film anche il<strong>&nbsp;Nastro d’Argento.&nbsp;</strong>Nel 2013 aveva vinto, insieme a&nbsp;<strong>Remo Ugolinelli</strong>, il suo primo&nbsp;<strong>David di Donatello</strong>&nbsp;per il Miglior suono in presa diretta con il film&nbsp;<em>Diaz&nbsp;</em>di&nbsp;<strong>Daniele Vicari</strong>. Con lo stesso film nel 2012 era stato premiato con il&nbsp;<strong>Ciak d’oro</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Nastro d’Argento</strong>. Nel 2008 aveva vinto il suo primo&nbsp;<strong>Ciak d’oro</strong>&nbsp;con il film&nbsp;<em>La ragazza del lago</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Andrea Molaioli</strong>&nbsp;e nello stesso anno era stato tributato il&nbsp;<strong>Premio AITS</strong>&nbsp;per il film Tv&nbsp;<em>Maria Montessori</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Gianluca Tavarelli</strong>.</p>



<p>Molte le candidature per il Miglior Suono che&nbsp;Alessandro Palmerini&nbsp;ha collezionato negli anni, quali quelle per i film&nbsp;<em>Capri Revolution</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Qui rido io</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Mario Martone</strong>,&nbsp;<em>La Tenerezza</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Gianni Amelio</strong>,&nbsp;<em>Sole cuore amore</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Daniele Vicari</strong>,&nbsp;<em>Io e te</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Bernardo Bertolucci</strong>,&nbsp;<em>L’ultima ruota del carro</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Giovanni Veronesi</strong>,&nbsp;<em>La giusta distanza</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Carlo Mazzacurati</strong>,&nbsp;<em>La prima neve</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Io sono Li</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Andrea Segre</strong>,&nbsp;<em>L’aria salata</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Alessandro Angelini</strong>,&nbsp;<em>Aldo Moro il presidente</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Maria Montessori</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Gianluca Tavarelli</strong>. Ha lavorato, oltre ai già menzionati, con importanti registi tra i quali per brevità si citano&nbsp;<strong>Nanni Moretti,&nbsp;Francesca Archibugi, Terry Gilliam, Francesca Comencini, Carlo Vanzina, Ricky Tognazzi, Giuseppe Piccioni, Kim Rossi Stuart, Pietro Castellitto, Emanuele Scaringi, Massimiliano Bruno</strong>. Vice Presidente dell’AITS, l’Associazione italiana Tecnici del suono, Palmerini è docente al Corso di Ripresa del Suono presso la <strong>Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”</strong> e alla <strong>Scuola Nazionale di Cinema</strong> &#8211; Centro Sperimentale di Cinematografia in <strong>Roma</strong>. Recentemente gli è stato tributato il <strong>Premio Nazionale Pratola 2024</strong> per il Cinema.<strong></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/08/19/perdonanza-celestiniana-la-croce-di-celestino-ad-alessandro-palmerini/">Perdonanza Celestiniana. La Croce di Celestino ad Alessandro Palmerini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Quasi 3mila bambini malnutriti rischiano di morire in Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 19:42:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi 3.000 bambini sono stati tagliati fuori dalle cure per la malnutrizione acuta moderata e grave nel sud della Striscia di Gaza, mettendoli a rischio di morte, mentre le violenze e gli sfollamenti continuano a compromettere l&#8217;accesso alle strutture e ai servizi sanitari per le famiglie disperate. Questo numero, basato sui rapporti dei partner dell&#8217;Unicef [&#8230;]</p>
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<p>Quasi 3.000 bambini sono stati tagliati fuori dalle cure per la malnutrizione acuta moderata e grave nel sud della Striscia di Gaza, mettendoli a rischio di morte, mentre le violenze e gli sfollamenti continuano a compromettere l&#8217;accesso alle strutture e ai servizi sanitari per le famiglie disperate. Questo numero, basato sui rapporti dei partner dell&#8217;Unicef che si occupano di nutrizione, equivale a circa tre quarti dei 3.800 bambini che, secondo le stime, stavano ricevendo cure salvavita nel sud prima dell&#8217;escalation del conflitto a Rafah. Il rischio incombente che un numero maggiore di bambini vulnerabili si ammali a causa della malnutrizione è altrettanto preoccupante. Mentre c&#8217;è stato un leggero miglioramento nella consegna degli aiuti alimentari al nord, l&#8217;accesso umanitario nel sud è diminuito drasticamente. I primi risultati dei recenti controlli sulla malnutrizione nei governatorati centrale e meridionale di Gaza indicano che i casi di malnutrizione moderata e grave sono aumentati dalla seconda settimana di maggio, quando la consegna degli aiuti e l&#8217;accesso umanitario sono stati significativamente limitati dall&#8217;escalation dell&#8217;offensiva di Rafah. &#8220;Da Gaza continuano a emergere immagini raccapriccianti di bambini che muoiono sotto gli occhi delle loro famiglie a causa della continua mancanza di cibo, di forniture nutrizionali e della distruzione dei servizi sanitari- ha dichiarato la Direttrice regionale dell&#8217;Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, Adele Khodr- Se non si riprendono rapidamente le cure per questi 3.000 bambini, corrono il rischio immediato e grave di ammalarsi in modo critico, di contrarre complicazioni potenzialmente letali e di unirsi alla lista crescente di bambini e bambine uccisi da questa insensata privazione causata dall&#8217;uomo&#8221;.</p>



<p>Il rischio di un aumento dei casi di malnutrizione arriva nello stesso momento in cui i servizi di trattamento della malnutrizione sono al collasso. Oggi funzionano solo due dei tre centri di stabilizzazione della Striscia di Gaza che trattano i bambini gravemente malnutriti. Nel frattempo, i piani per l&#8217;apertura di nuovi centri sono stati ritardati a causa delle operazioni militari in corso nella Striscia. Il trattamento di un bambino per la malnutrizione acuta richiede in genere dalle sei alle otto settimane di cure ininterrotte e richiede cibo terapeutico speciale, acqua sicura e altro supporto medico. I bambini malnutriti sono maggiormente esposti al rischio di contrarre malattie e altri problemi di salute a causa dell&#8217;accesso limitato all&#8217;acqua potabile, dello straripamento delle acque reflue, dei danni alle infrastrutture e della mancanza di articoli igienici. La produzione di acqua nella Striscia di Gaza è ora meno di un quarto di quella che veniva prodotta prima dell&#8217;intensificarsi delle ostilità in ottobre. &#8220;I nostri appelli sulla crescente mortalità infantile dovuta a una combinazione evitabile di malnutrizione, disidratazione e malattie avrebbero dovuto mobilitare un&#8217;azione immediata per salvare le vite dei bambini, eppure questa devastazione continua- ha detto Khodr- Con gli ospedali distrutti, le cure interrotte e i rifornimenti scarsi, siamo destinati ad altre sofferenze e morti di bambini&#8221;. Dall&#8217;ottobre 2023, l&#8217;Unicef ha raggiunto decine di migliaia di donne e bambini con servizi di prevenzione e trattamento della malnutrizione, tra cui l&#8217;uso di alimenti terapeutici pronti per l&#8217;uso, biscotti ad alto contenuto energetico e integratori di micronutrienti per le donne in gravidanza contenenti ferro e altri nutrienti essenziali.</p>



<p>&#8220;L&#8217;Unicef ha preposizionato altre forniture nutrizionali che arriveranno nella Striscia di Gaza, se l&#8217;accesso lo consentirà- ha dichiarato Khodr- Le agenzie delle Nazioni Unite stanno cercando di ottenere garanzie che le operazioni umanitarie possano raccogliere e distribuire in sicurezza gli aiuti ai bambini e alle loro famiglie senza interruzioni. Abbiamo bisogno di migliori condizioni operative sul campo, con più sicurezza e meno restrizioni. Ma in definitiva, è di un cessate il fuoco che i bambini hanno più bisogno&#8221;.</p>
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		<title>Italiani e malessere psicologico, ecco regioni dove più a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 18:01:17 +0000</pubDate>
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<p>Aumentano in Italia le persone che dichiarano di avere sofferenze psicologiche correlate all&#8217;ambito lavorativo: secondo l&#8217;Inail, infatti, nel primo trimestre 2024 sono state oltre 22.000 le denunce di malattie professionali legate a disturbi psichici e comportamentali, con una crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. Dalla fatica a bilanciare vita personale e lavorativa fino alla frustrazione per una mancata crescita professionale, il disagio psicologico connesso al lavoro si manifesta in diverse forme e settori, colpendo una larga fetta dei lavoratori italiani che arrivano a manifestare sindrome di burnout, stress, frustrazione, disturbi psicologici. A confermarlo anche i dati raccolti dal servizio di psicologia online Unobravo nell&#8217;ambito dell&#8217;analisi condotta sul disagio psicologico legato al lavoro in Italia: nel primo quadrimestre del 2024, le persone che manifestano disagio sul fronte lavorativo sono infatti aumentate del 109,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. In particolare, il 28,3% di coloro che si sono rivolti a Unobravo in cerca di supporto dichiara di avere delle difficoltà proprio sul fronte professionale. Di questi, più della metà (57,3%) manifesta una sofferenza generata dal lavoro e il 10% attribuisce all&#8217;ambito lavorativo le principali complicazioni che si trova ad affrontare nella quotidianità. Il malessere psicologico derivato dal lavoro, infatti, può avere un forte impatto sulla vita personale, portando anche a sintomi fisici che, se non trattati, possono sfociare in una condizione di forte stress e nella sindrome di burnout. Per questo è importante intervenire tempestivamente, anche chiedendo il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta.</p>



<p> <strong>STRESS LAVORATIVO IN ITALIA: LE DONNE PIÙ ESPOSTE AL RISCHIO &#8211;</strong> Dall&#8217;analisi condotta da Unobravo, a livello nazionale, sono soprattutto le donne a cercare supporto psicologico per problematiche connesse al lavoro (66,3%, contro il 33,7% di uomini) e le persone che probabilmente si trovano nella prima fase della loro carriera professionale: il 62,9% ha tra i 25 e i 34 anni, mentre il 22,8% è compreso nella fascia che va dai 35 ai 44 anni. </p>



<p><strong>SINDROME DI BURNOUT: A RISCHIO 8 PERSONE SU 10 &#8211;</strong> Quando lo stress lavoro-correlato si protrae nel tempo, si può incorrere nella sindrome di burnout, una condizione che presenta sintomi psicologici, fisici e aspecifici e che coinvolge un numero sempre maggiore di lavoratori. Per esempio, tra coloro che temono di soffrire di sindrome da burnout in Italia e che si sono sottoposte al test di screening gratuito, l&#8217;82,9% potrebbe essere a rischio, di cui il 61,6% a rischio elevato, mentre il 21,3% moderato. </p>



<p><strong>LOMBARDIA E LAZIO LE REGIONI PIÙ &#8216;CRITICHE&#8217; IN QUANTO A BENESSERE LAVORATIVO &#8211;</strong> I problemi legati al benessere lavorativo sono avvertiti soprattutto in Lombardia (27%) e Lazio (10,6%), ovvero le due regioni più popolose d&#8217;Italia, nonché poli lavorativi per eccellenza per la presenza di Milano e Roma. Seguono, secondo l&#8217;analisi Unobravo, Emilia-Romagna (9,4%), Veneto (8,9%) e Piemonte (8,6%). Il Piemonte, in particolare, è la regione che, paragonando i dati relativi allo stesso periodo del 2023, mostra il maggiore incremento (+146,7%) rispetto alla media italiana, attestata al 109,7%. I problemi sembrano attenuarsi nelle regioni del Sud, e le regioni con le percentuali più alte in questo caso risultano essere Campania (5,6%), Sicilia (4,3%) e Puglia (4,2%).Infine: </p>



<p><strong>MILANO AL PRIMO POSTO TRA LE PROVINCE CON LA PERCENTUALE PIÙ ALTA DI STRESS LAVORATIVO &#8211; </strong>Andando ancora più nel dettaglio a livello geografico, i dati raccolti da Unobravo mostrano come a livello provinciale la percentuale più elevata di coloro che dichiarano di avere problemi di natura psicologica legati alla sfera lavorativa si registri a Milano (13,2%). Al secondo posto si posiziona la Città Metropolitana di Roma (8,2%), mentre al terzo si trova Torino (4,9%). Seguono Bologna (3,4%), Napoli (2,9%), Monza e Brianza (2,4%), Varese (2,1%), Bergamo (2%), Padova e Brescia (entrambe 1,9%). &#8220;Se non trattato, il malessere psicologico legato al lavoro può portare a sintomi fisici e a condizioni gravi che impattano e interferiscono negativamente sulla vita delle persone, come la sindrome di burnout- spiega la dottoressa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e clinical director di Unobravo- La sindrome si sviluppa in quattro fasi: entusiasmo e aspettative irrealistiche, stagnazione, frustrazione e apatia. Riconoscerle quanto prima è fondamentale per richiedere, per tempo e prima che la sindrome abbia un grave impatto sulla propria vita, l&#8217;intervento e il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, figure che possono aiutare a ristabilire un equilibrio tra la vita privata e quella professionale&#8221;.</p>
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		<title>2 giugno, musei aperti per celebrare Festa della Repubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2024 14:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Ministro della Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha annunciato che i musei e i parchi archeologici statali in Italia saranno aperti gratuitamente il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica. Questa decisione mira a celebrare i valori di coesione nazionale e a valorizzare il patrimonio culturale del paese, considerato uno dei tratti distintivi dell&#8217;Italia. Il [&#8230;]</p>
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<p>Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha annunciato che i musei e i parchi archeologici statali in Italia saranno aperti gratuitamente il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica. Questa decisione mira a celebrare i valori di coesione nazionale e a valorizzare il patrimonio culturale del paese, considerato uno dei tratti distintivi dell&#8217;Italia. Il Ministro ha sottolineato che l&#8217;iniziativa di aprire gratuitamente i siti museali durante giornate di alto valore simbolico, come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, è stata ben accolta dal pubblico, come dimostrano i dati di affluenza. Inoltre, il 2 giugno di quest&#8217;anno coincide con la promozione #domenicalmuseo del Ministero della Cultura, che offre ingresso gratuito ogni prima domenica del mese. Le visite si terranno negli orari normali di apertura e, dove necessario, sarà richiesta la prenotazione. Questa politica ha già ottenuto un grande successo, come evidenziato dall&#8217;affluenza di 382.775 persone registrata il 5 maggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/30/2-giugno-musei-aperti-per-celebrare-festa-della-repubblica/">2 giugno, musei aperti per celebrare Festa della Repubblica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Campi Flegrei potenziato monitoraggio sottomarino caldera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 14:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La caldera dei Campi Flegrei si estende anche nell&#8217;area marina nel Golfo di Pozzuoli, dove è già presente la rete di monitoraggio geofisico multiparametrico &#8216;Medusa&#8217;. Allo scopo di potenziare l&#8217;infrastruttura di ricerca e monitoraggio geochimico multiparametrico dell&#8217;Osservatorio Vesuviano dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia proprio nel settore sommerso della caldera flegrea è stato recentemente installato [&#8230;]</p>
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<p>La caldera dei Campi Flegrei si estende anche nell&#8217;area marina nel Golfo di Pozzuoli, dove è già presente la rete di monitoraggio geofisico multiparametrico &#8216;Medusa&#8217;. Allo scopo di potenziare l&#8217;infrastruttura di ricerca e monitoraggio geochimico multiparametrico dell&#8217;Osservatorio Vesuviano dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia proprio nel settore sommerso della caldera flegrea è stato recentemente installato un nuovo osservatorio multiparametrico per lo studio del processo di degassamento idrotermale sottomarino. &#8220;Questa installazione, realizzata anche grazie al contributo del dipartimento della Protezione Civile, rientra &#8211; così una nota dell&#8217;Ingv &#8211; tra le numerose attività di implementazione e potenziamento delle reti e di indagini generali su questo settore della caldera&#8221;. L&#8217;installazione è stata resa possibile grazie al gruppo subacquei dell&#8217;Ingv, coordinati dall&#8217;unità funzionale di Geochimica dei Fluidi dell&#8217;Ingv-Osservatorio Vesuviano, in coordinamento con il parco archeologico dei Campi Flegrei e le altre autorità preposte. L&#8217;area interessata è stata individuata in un particolare settore del Golfo di Pozzuoli noto come Secca delle Fumose, già oggetto di studi e monitoraggio, dove è prevista l&#8217;installazione di altre strumentazioni scientifiche marine. Il nuovo osservatorio marino consente di monitorare in continuo la temperatura delle emissioni idrotermali nel fondo, la concentrazione di anidride carbonica di origine vulcanica disciolta nell&#8217;acqua di mare e la corrente marina: tutti parametri utili per la stima dell&#8217;energia associata al processo di degassamento sottomarino e il monitoraggio delle eventuali variazioni. &#8220;Questa nuova strumentazione &#8211; comunica l&#8217;Ingv &#8211; potenzia nel settore sommerso della caldera, che presenta oggettive difficoltà logistiche, l&#8217;infrastruttura di reti multiparametriche già esistente nella caldera dei Campi Flegrei&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/24/campi-flegrei-potenziato-monitoraggio-sottomarino-caldera/">Campi Flegrei potenziato monitoraggio sottomarino caldera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cibo. Da carne finta a semaforo cibi, follie in arrivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 11:30:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;arrivo delle prime richieste di autorizzazione alla messa in commercio di carne, pesce e latte sintetici alla minaccia delle etichette allarmistiche sul vino, dal semaforo ingannevole del Nutriscore che boccia le eccellenze Made in Italy agli attacchi alla produzione di carne, salumi e vino fino alla difesa delle denominazioni più tipiche con l&#8217;attesa sentenza sul [&#8230;]</p>
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<p>Dall&#8217;arrivo delle prime richieste di autorizzazione alla messa in commercio di carne, pesce e latte sintetici alla minaccia delle etichette allarmistiche sul vino, dal semaforo ingannevole del Nutriscore che boccia le eccellenze Made in Italy agli attacchi alla produzione di carne, salumi e vino fino alla difesa delle denominazioni più tipiche con l&#8217;attesa sentenza sul Prosek, una palese imitazione del Prosecco che è il vino più venduto a livello mondiale. Sono queste secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini alcune delle battaglie che nel 2023 attendono il cibo ed i vini Made in Itay nell&#8217;Unione Europea, secondo quanto emerso dall&#8217;incontro svoltosi a Lonato del Garda (Brescia) alla presenza del ministro dell&#8217;Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. Nel 2023 potrebbero essere già presentate le prime richieste di via libera &#8211; spiega Coldiretti &#8211; all&#8217;arrivo sulle tavole in Europa per la carne prodotta in laboratorio come novel food dopo il via libera della Fda negli Stati Uniti. Si tratta di una minaccia letale per l&#8217;agricoltura italiana, la salute dei consumatori e la biodiversità del pianeta contro la quale sono state già raccolte quasi 400mila firme nella mobilitazione della Coldiretti per promuovere la legge che vieti la produzione, l&#8217;uso e la commercializzazione in Italia del cibo sintetico. Una contrarietà trasversale come dimostrano le firme raccolte nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa di Coldiretti, Campagna Amica, World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe e Filiera Italia. Insieme al premier Giorgia Meloni e al Ministro dell&#8217;Agricoltura e della Sovranità alimentare hanno firmato Ministri e Sottosegretari, Parlamentari nazionali ed europei, Sindaci, personalità della cultura dello sport e dello spettacolo, rappresentanti istituzionali di Regioni e Province, imprenditori e numerosi Vescovi. La verità &#8211; denuncia Coldiretti &#8211; è che non si tratta di carne ma di un prodotto sintetico e ingegnerizzato, che non salva l&#8217;ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c&#8217;è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare e, inoltre, non è accessibile a tutti poiché è nelle mani di grandi multinazionali.</p>



<p>E&#8217; stata invece rinviata almeno all&#8217;autunno 2023 la presentazione della proposta di regolamento a conferma le perplessità sull&#8217;etichetta a colori manifestate dall&#8217;Italia e da altri Paesi. Il Nutriscore è infatti un sistema di etichettatura fuorviante, discriminatorio ed incompleto che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. I sistemi allarmistici di etichettatura a semaforo &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si concentrano esclusivamente su un numero molto limitato di sostanze nutritive (ad esempio zucchero, grassi e sale) e sull&#8217;assunzione di energia senza tenere conto delle porzioni, escludendo paradossalmente dalla dieta ben l&#8217;85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine. Intanto, dopo aver fermato il tentativo di escludere dai prossimi finanziamenti europei della promozione carne, salumi, vino e birra è allarme per l&#8217;autorizzazione Ue &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; concessa all&#8217;Irlanda che potrà adottare un&#8217;etichetta per gli stessi vino e birra, oltre che liquori, con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come &#8220;il consumo di alcol provoca malattie del fegato&#8221; e &#8220;alcol e tumori mortali sono direttamente collegati&#8221; nonostante i pareri contrari di Italia. Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l&#8217;annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull&#8217;etichettatura degli alcolici.</p>



<p>Ma le battaglie interessano anche l&#8217;innovazione che va davvero nella direzione degli interessi dei cittadini e delle imprese a partire dall&#8217;atteso via libera alla nuova genetica &#8220;green&#8221; capace di sostenere l&#8217;obiettivo della sovranità alimentare, difendere il patrimonio di biodiversità agraria presente in Italia dai cambiamenti climatici e far tornare la ricerca italiana protagonista. Nell&#8217;agenda 2023 del presidente Ursula Von der Leyen nell&#8217;ambito del Green Deal c&#8217;è anche la legislazione per nuove tecnologie di miglioramento genetico che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; permettono di riprodurre in maniera precisa e mirata i risultati dei meccanismi alla base dell&#8217;evoluzione biologica naturale, raggruppate sotto la denominazione Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita). Innovazioni che non implicano l&#8217;inserimento di Dna estraneo alla pianta e dunque non hanno nulla a che vedere con gli Ogm come dimostrano gli accordi siglati dalla Coldiretti con la Siga (Società Italiana di Genetica Agraria) e con il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura).</p>
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