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	<title>inflazione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Confimprenditori, allarme sicurezza per le PMI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 17:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Negli ultimi anni le piccole e medie imprese stanno affrontando una crescente minaccia che ha raggiunto livelli insostenibili: l&#8217;aumento di furti, rapine e danneggiamenti. Negli ultimi due anni si è assistito a una crescita del 20% degli episodi di microcriminalità a danno delle PMI. Non possiamo più tollerare che la sicurezza dei nostri imprenditori sia [&#8230;]</p>
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<p>&#8220;Negli ultimi anni le piccole e medie imprese stanno affrontando una crescente minaccia che ha raggiunto livelli insostenibili: l&#8217;aumento di furti, rapine e danneggiamenti. Negli ultimi due anni si è assistito a una crescita del 20% degli episodi di microcriminalità a danno delle PMI. Non possiamo più tollerare che la sicurezza dei nostri imprenditori sia lasciata al caso. Lo Stato deve fare la sua parte, altrimenti si rischia di fare il gioco delle mafie. Chiediamo un intervento immediato del governo affinché istituisca un fondo per la sicurezza delle PMI e preveda un massiccio incremento della vigilanza territoriale e delle Forze dell&#8217;Ordine. Non è accettabile vedere imprenditori costretti a dormire all&#8217;interno delle proprie attività perché non si sentono tutelati dallo Stato&#8221;.</p>



<p>Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, presentando al Centro Studi il report &#8220;Allarme sicurezza per le PMI&#8221;.</p>



<p>&#8220;I dati parlano chiaro e testimoniano una situazione ormai non più sostenibile. Le PMI rappresentano il 99,9% delle imprese italiane e contribuiscono per il 63% al valore aggiunto complessivo e per il 76% all&#8217;occupazione nazionale. Il 35% delle PMI italiane ha subito almeno un episodio di furto o danneggiamento nell&#8217;ultimo anno, per un danno economico complessivo che supera gli 850 milioni di euro. In alcune regioni, come Veneto, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia, la situazione appare particolarmente critica. Sempre nell&#8217;ultimo anno abbiamo registrato un aumento del 25% degli episodi di microcriminalità al Nord Italia, con Milano, Verona, Torino e Bologna tra le città più colpite. Questa emergenza rischia di avere ripercussioni devastanti sul tessuto imprenditoriale, soprattutto per le micro e piccole imprese già messe a dura prova da crisi economiche, inflazione e burocrazia&#8221;.</p>
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		<title>Manovra 2025, incremento delle pensioni minime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 20:11:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta di legge per il 2025 prevede un aumento delle pensioni minime del 2,7%, portandole a 620,92 euro al mese rispetto agli attuali 614,77 euro. Questo incremento è inteso a riflettere l&#8217;inflazione prevista per il 2024, garantendo che i beneficiari non subiscano una diminuzione del potere d&#8217;acquisto. Circa 1,8 milioni di pensioni saranno interessate [&#8230;]</p>
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<p>La proposta di legge per il 2025 prevede un aumento delle pensioni minime del 2,7%, portandole a 620,92 euro al mese rispetto agli attuali 614,77 euro. Questo incremento è inteso a riflettere l&#8217;inflazione prevista per il 2024, garantendo che i beneficiari non subiscano una diminuzione del potere d&#8217;acquisto. Circa 1,8 milioni di pensioni saranno interessate da questo aggiustamento.</p>



<p>Inoltre, la Manovra dovrebbe confermare le attuali misure di supporto previdenziale, come l&#8217;Ape sociale e Opzione Donna, nonché Quota 103, anche se le richieste per quest&#8217;ultima sono diminuite a causa delle nuove regolamentazioni più restrittive.</p>



<p>Un&#8217;altra novità significativa riguarda l&#8217;utilizzo dei fondi integrativi per raggiungere l&#8217;importo necessario per l&#8217;assegno sociale, permettendo così il pensionamento a 67 anni per chi ha iniziato a versare contributi dal 1996. Tuttavia, questa opzione potrebbe interessare un numero limitato di persone, principalmente a causa della bassa adesione alla previdenza integrativa tra chi ha salari più modesti.</p>



<p>Non andrà invece avanti la proposta di utilizzare il TFR accumulato nei fondi pensione per anticipare la pensione a 64 anni, a causa dell&#8217;opposizione della Ragioneria.</p>



<p>Infine, il ministro dell&#8217;Economia ha annunciato un&#8217;estensione del taglio del cuneo fiscale, che coinvolgerà 1,3 milioni di lavoratori in più, estendendo la misura a chi ha un reddito fino a 40.000 euro, rispetto al limite attuale di 35.000 euro. Queste misure sono progettate per incentivare la permanenza nel mercato del lavoro e aumentare il potere d&#8217;acquisto dei lavoratori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/10/22/manovra-2025-incremento-delle-pensioni-minime/">Manovra 2025, incremento delle pensioni minime</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Commercio. Inflazione, affari in calo solo per il 17% dei negozianti</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 16:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inflazione sta rallentando, ma resta ancora alta e continua a mettere alla prova famiglie e imprese. A preoccupare i commercianti sono soprattutto l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime (61,2%) e il caro energia (59,3%), ma solo il 17% dei piccoli business segnala una riduzione dell&#8217;attività. È quanto emerge dall&#8217;Osservatorio Small Business condotto da SumUp, fintech [&#8230;]</p>
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<p>L&#8217;inflazione sta rallentando, ma resta ancora alta e continua a mettere alla prova famiglie e imprese. A preoccupare i commercianti sono soprattutto l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime (61,2%) e il caro energia (59,3%), ma solo il 17% dei piccoli business segnala una riduzione dell&#8217;attività. È quanto emerge dall&#8217;Osservatorio Small Business condotto da SumUp, fintech attiva nel settore dei pagamenti digitali con soluzioni innovative per business di ogni dimensione. Tra i circa 1.600 esercenti italiani intervistati in merito all&#8217;impatto dell&#8217;inflazione sul proprio esercizio, la maggioranza si mostra ottimista e 6 merchant su 10, in vista della stagione natalizia, prevedono vendite stabili o in crescita. Per metà dei commercianti, la crisi legata al carovita ha dato una forte spinta verso la digitalizzazione del business: in particolare, il 47,7% degli intervistati considera i pagamenti digitali lo strumento più utile per gestire la crisi, e, in prospettiva, il 36,5% considera l&#8217;Intelligenza Artificiale un&#8217;opportunità per attrarre nuovi clienti. &#8220;L&#8217;aumento dei costi delle materie prime e delle forniture energetiche resta nel 2023 il principale elemento di preoccupazione dei commercianti: tuttavia, la percentuale bassa di coloro che segnalano una riduzione delle attività e l&#8217;ottimismo diffuso nei confronti della stagione dello shopping invernale confermano come i commercianti italiani abbiano le risorse per reagire alla crisi economica&#8221;, commenta Umberto Zola, Growth Marketing Lead di SumUp. &#8220;Un supporto arriva anche dalla tecnologia, intesa soprattutto come pagamenti digitali, giudicati da circa metà degli intervistati un ottimo motore per contrastare la crisi, perché consente di intercettare un bisogno sempre più comune della clientela e ottimizzare gli aspetti del proprio business legati alla gestione dei pagamenti. In prospettiva, una buona parte dei merchant guarda con interesse all&#8217;Intelligenza Artificiale per coltivare la relazione con i clienti. Segno di una crescente apertura al digitale e maturità nel modo di analizzare e gestire la propria attività&#8221;.</p>



<p><strong>L&#8217;EFFETTO DELL&#8217;INFLAZIONE SUI COMMERCIANTI &#8211;</strong> La crisi economica non spaventa i merchant italiani: il 77,3% giudica la propria attività stabile oppure migliorata nel corso degli ultimi dodici mesi. La maggioranza non teme neppure ricadute sulla stagione dello shopping natalizio: il 40,3% si aspetta gli stessi ricavi dell&#8217;anno scorso, mentre il 22,1% prevede di guadagnare di più. Tra gli elementi che nel 2023 hanno impattato di più sul business, dopo il costo di materie prime ed energia, gli esercenti italiani citano la mancanza di supporto dal Governo (32,1%) e l&#8217;aumento dei costi di logistica e trasporto (26,6%). A queste sfide si aggiunge, secondo i commercianti, la tendenza dei clienti a ridurre i consumi (55,5%), cercare sconti (36,9%), recarsi in negozio più raramente (33,4%). </p>



<p><strong>GLI STRUMENTI PER CONTRASTARE LA CRISI &#8211; </strong>Per far fronte all&#8217;aumento dei costi c&#8217;è chi pensa, entro la fine dell&#8217;anno, di ridurre le spese per l&#8217;energia (31,7%) o modificare l&#8217;offerta o il prodotto (22,7%); mentre il 20,1% degli imprenditori sarebbe disposto a ridurre i propri margini e il 12,4% ad abbassarsi lo stipendio. Tra le azioni che i commercianti intendono intraprendere per fidelizzare e ampliare la base di clienti, il 30,4% mira a rafforzare la propria comunicazione digitale, il 26% si affida a sconti e offerte stagionali, il 23,7% vuole sperimentare canali di vendita alternativi come l&#8217;e-commerce. </p>



<p><strong>DAI PAGAMENTI DIGITALI ALL&#8217;AI: LA CRISI SPINGE A INNOVARE LA PROPRIA ATTIVITÀ &#8211;</strong> Circa 1 commerciante italiano su 2 è convinto che l&#8217;attuale contesto economico sia stato una forza trainante nell&#8217;accelerare la trasformazione digitale della propria azienda. Tra i principali vantaggi della digitalizzazione, i merchant citano il risparmio di tempo (36,2%), il miglioramento della customer experience (31,2%), la maggiore efficienza dei processi (24,7%). In testa alle tecnologie più usate, dopo i pagamenti digitali (47,7%), ci sono le app (32,8%), i software gestionali (24%), i tool per la gestione della relazione con i clienti (18,3%) e gli strumenti per l&#8217;e-commerce (14,8%). L&#8217;Intelligenza Artificiale fa la sua comparsa tra gli strumenti innovativi: il 7% dei piccoli business intervistati la sta già applicando e, in prospettiva, più di un terzo la considera un&#8217;opportunità per fidelizzare l&#8217;utenza e attrarre nuovi clienti (36,5%), mentre oltre uno su cinque la reputa utile per personalizzare l&#8217;esperienza di acquisto (23,7%), costruire campagne di marketing ad hoc (23,5%), rafforzare l&#8217;innovazione del proprio business (23,2%) e aumentare l&#8217;efficienza operativa (20%).</p>
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		<title>Esodo. Coldiretti/Ixe&#8217;: 37,5 mln di italiani in vacanza questa estate</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/08/05/esodo-coldiretti-ixe-375-mln-di-italiani-in-vacanza-questa-estate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2023 15:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 37,5 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell&#8217;estate 2023, in aumento del 7% rispetto allo scorso anno nonostante i rincari scatenati dall&#8217;inflazione, il caro benzina il maltempo e la preoccupazione per le tensioni internazionali. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe&#8217; divulgata nel weekend di grande [&#8230;]</p>
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<p>Sono 37,5 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell&#8217;estate 2023, in aumento del 7% rispetto allo scorso anno nonostante i rincari scatenati dall&#8217;inflazione, il caro benzina il maltempo e la preoccupazione per le tensioni internazionali. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe&#8217; divulgata nel weekend di grande esodo dell&#8217;estate verso le località di villeggiatura con il bollino nero per il rischio di lunghe code e disagi per gli automobilisti. Proprio il mese di agosto è scelto da oltre un italiano su due (53%) tra coloro che hanno deciso di andare in vacanza quest&#8217;estate e si conferma quindi come il periodo di gran lunga più gettonato nonostante &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; i listini più elevati, gli affollamenti e il traffico. Per la maggioranza degli italiani in viaggio (50%) la durata della vacanza è inferiore alla settimana mentre per quasi un italiano su tre (25%) &#8211; continua la Coldiretti &#8211; è compresa tra 1 e 2 settimane, ma c&#8217;è un fortunatissimo 4% che starà fuori addirittura oltre un mese. In piena estate è il mare a fare la parte del leone con agosto che &#8211; spiega Coldiretti &#8211; fa segnare tradizionalmente i listini più cari per alloggio, vitto e anche ombrelloni e lettini ma che quest&#8217;anno risentono del balzo dell&#8217;inflazione con aumenti dei prezzi che riguardano tutti gli aspetti della vacanza, a partire dal viaggio. Le vacanze 2023 registrano una netta preferenza sulle mete nazionali &#8211; continua la Coldiretti &#8211; spinta da una maggiore prossimità ai luoghi di residenza, dal desiderio di riscoprire le bellezze d&#8217;Italia o dalla voglia di ritornare in posti già conosciuti dove ci si è trovati bene negli anni precedenti e si è più tranquilli rispetto ad ambiente, servizi e persone. Ma &#8211; spiega Coldiretti &#8211; c&#8217;è anche una quota del 28% di italiani, oltre 1 su 4 tra coloro che viaggiano, che ha deciso di trascorrere una vacanza all&#8217;estero nonostante i timori legati alla difficile situazione internazionale, ai costi e ai disagi nel trasporto aereo.</p>



<p>La maggioranza degli italiani in viaggio &#8211; riferisce la Coldiretti &#8211; ha scelto di alloggiare nelle case di proprietà, di parenti e amici o negli appartamenti in affitto, in ripresa l&#8217;albergo, che si piazza davanti ai bed and breakfast ma nella classifica delle preferenze molto gettonati sono anche i 25mila agriturismi presenti in Italia spinti secondo Terranostra e Campagna Amica dalla ricerca di un turismo più sostenibile che ha portato le strutture ad incrementare anche l&#8217;offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness. Se il mare con il caldo si conferma in testa alla classifica delle mete preferite, campagna e parchi naturali contendono alla montagna il secondo posto ma &#8211; nota Coldiretti &#8211; recuperano terreno anche le città d&#8217;arte, prese d&#8217;assalto soprattutto dagli stranieri. Particolarmente apprezzate sono anche le scelte alternative per conoscere &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; una Italia cosiddetta &#8220;minore&#8221; con ben il 72% degli italiani in vacanza che dichiara di visitare i piccoli borghi magari anche solo con una gita in giornata. Tra gli svaghi preferiti dei turisti italiani questa estate accanto ad arte, tradizione, relax e puro divertimento, c&#8217;è la ricerca del cibo e del vino locali è diventata la prima voce del budget delle vacanze Made in Italy nel 2023 con circa 1/3 della spesa per consumi al ristorante, street food o per l&#8217;acquisto di souvenir. &#8220;L&#8217;Italia è il solo Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di una bellezza unica&#8221;, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;la difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole nazionali e un motore trainante della vacanza Made in Italy&#8221;.</p>
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		<title>Casa. Inflazione e cara energia, in Italia aumento affitti oltre 20%</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/10/08/casa-inflazione-e-cara-energia-in-italia-aumento-affitti-oltre-20/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2022 07:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>HousingAnywhere, piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti, presenta i risultati del suo International Rent Index per il terzo trimestre del 2022. Il report mostra come i prezzi degli affitti europei siano aumentati del 16,5% nell&#8217;ultimo anno. Se nel trimestre precedente il rilancio della mobilità internazionale era stato considerato il principale motore dell&#8217;aumento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/08/casa-inflazione-e-cara-energia-in-italia-aumento-affitti-oltre-20/">Casa. Inflazione e cara energia, in Italia aumento affitti oltre 20%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>HousingAnywhere, piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti, presenta i risultati del suo International Rent Index per il terzo trimestre del 2022. Il report mostra come i prezzi degli affitti europei siano aumentati del 16,5% nell&#8217;ultimo anno. Se nel trimestre precedente il rilancio della mobilità internazionale era stato considerato il principale motore dell&#8217;aumento dei costi di locazione, che avevano toccato uno sbalorditivo 19,3%, nel periodo attuale il motivo va ricercato nell&#8217;aumento dei costi dell&#8217;energia e nell&#8217;impennata dell&#8217;inflazione annuale del 9,1%, che stanno mettendo duramente sotto pressione gli affitti e il potere d&#8217;acquisto degli inquilini. </p>



<p><strong>UNO SGUARDO INTERNAZIONALE </strong>&#8211; L&#8217;incertezza globale muove uno scenario complesso in Europa, fatto di contrasti e variazioni considerevoli sui prezzi di affitto nelle diverse città. Rispetto al trimestre precedente, schizzano alle stelle i canoni sui bilocali ed i monolocali ad Amsterdam (+18,3% e +17,5%), Lisbona (+10% e +35,8%) e Atene (+14,3% e +15,8%), crollano invece quelli di Helsinki (-6,5% e -19,8%), Bruxelles (-4,4% e -3,2%) e Parigi (-5,6% e -6,6%). Sono le stanze private a sorprendere in questo trimestre e concentrare i riflettori su di sè: i loro prezzi sono aumentati in quasi tutte le città &#8211; Milano, Berlino e Utrecht addirittura di oltre il 10% rispetto al trimestre precedente. L&#8217;aumento relativo dei prezzi delle stanze private in tutta Europa può in parte indicare che le stanze private sono tornate ad essere popolari dopo una consistente diminuzione dei prezzi durante e subito dopo la pandemia. Inoltre, la minor disponibilità di appartamenti e monolocali a prezzi accessibili può aver spinto le persone a preferire questa soluzione abitativa. Va considerato che l&#8217;Europa ha acquisito sempre più popolarità come meta di studio e di turismo: l&#8217;indebolimento dell&#8217;euro la rende una meta più conveniente per i cittadini stranieri, favorendo la mobilità internazionale e spingendola oltre i livelli del pre-pandemia. La previsione è quella di un picco ancora più alto durante il prossimo anno, che metterà ulteriormente sotto pressione il mercato europeo degli affitti.</p>



<p><strong>LA SITUAZIONE IN ITALIA</strong> &#8211; Il trend di crescita dei canoni d&#8217;affitto continua anche nella Penisola, pur con importanti differenze: se rispetto allo scorso trimestre, a Milano i prezzi dei bilocali e dei monolocali si sono in qualche modo stabilizzati ai prezzi record di 1800 e 1160 euro (+20% e +22,5% rispetto al 2021), sono le stanze private a salire sul podio dei rincari, arrivando a toccare la soglia del +27,6% dallo scorso anno e la cifra sbalorditiva di 727 euro medi rispetto ai 570 del 2021. Nel resto d&#8217;Italia invece, la situazione varia ancora: il mercato dei monolocali è esploso a Roma e Firenze, dove questi ultimi hanno toccato rialzi rispettivi del 25% e 31,4% rispetto allo scorso anno, con cifre attuali di 900 e 920 euro rispetto ai poco più di 700 dell&#8217;anno scorso. I bilocali si stanno invece avvicinando alla media europea, registrando variazioni minime o addirittura negative rispetto allo scorso trimestre (-5% sui prezzi degli appartamenti a Roma, con cifra tonda di 1575 invece che 1750). Lo stesso è successo per le stanze private, i cui costi di 500 a Roma e Firenze rimangono invariati rispetto alla prima metà del 2022 e salgono di &#8220;solo&#8221; 30 e 50 euro rispetto al 2021.</p>



<p><strong>LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE IN EUROPA</strong> &#8211; La crisi abitativa europea non è più causata solo dalla carenza di offerta, ma è esasperata dagli eventi in corso nel mondo. La guerra Ucraina-Russia ha causato una grave crisi energetica, mentre l&#8217;inflazione persistente e l&#8217;aumento dei tassi di interesse stanno iniziando ad avere un effetto tangibile sui prezzi degli immobili. Non solo l&#8217;affitto sta diventando sempre più costoso. L&#8217;acquisto di una casa è da anni fuori portata, soprattutto per i più giovani: dal 2010 il costo dell&#8217;acquisto di una casa è aumentato in media del 45% in tutta Europa. L&#8217;aumento dei tassi di interesse e l&#8217;arresto dello sviluppo immobiliare hanno reso la proprietà di una casa più costosa che mai. Sebbene i governi stiano intervenendo per proteggere i consumatori dall&#8217;aumento dei costi energetici, queste misure non forniscono una soluzione a lungo termine alla crisi degli alloggi. &#8220;Le bollette energetiche senza precedenti, l&#8217;aumento del costo della vita e i continui aumenti dei prezzi degli affitti stanno mettendo a dura prova i bilanci delle famiglie- afferma Djordy Seelmann, ceo di HousingAnywhere- I governi stanno adottando misure come il tetto massimo dei prezzi dell&#8217;energia e la sovvenzione delle bollette energetiche. Ma è importante che queste misure non distraggano la classe politica dal risolvere il problema della mancanza strutturale nell&#8217;offerta degli alloggi, che incide sui costi dei canoni d&#8217;affitto in molti mercati europei. Per affrontare le sfide attuali in modo sostenibile, i principali attori dell&#8217;ecosistema abitativo devono cercare un approccio collaborativo e rimanere concentrati sulla disponibilità degli alloggi per raggiungere l&#8217;accessibilità economica in questo periodo di difficoltà, anche se risulta più facile appoggiarsi a soluzioni a breve termine&#8221;.</p>
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		<title>Inflazione: da +6% pasta a +8% frutta con clima pazzo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/09/14/inflazione-da-6-pasta-a-8-frutta-con-clima-pazzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 15:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[carrello della spesa]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A spingere l&#8217;accelerazione del carrello della spesa sono anche gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dal vino (+6,9%) alla pasta (+6%), dalla frutta (+8%) alla verdura (+2,9%) anche per effetto del clima impazzito che ha fatto sparire quest&#8217;anno dagli alberi un frutto su quattro. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A spingere l&#8217;accelerazione del carrello della spesa sono anche gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dal vino (+6,9%) alla pasta (+6%), dalla frutta (+8%) alla verdura (+2,9%) anche per effetto del clima impazzito che ha fatto sparire quest&#8217;anno dagli alberi un frutto su quattro. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull&#8217;andamento dei prezzi ad agosto in un 2018 in cui si contano oltre mezzo miliardo di danni in agricoltura dall&#8217;inizio dell&#8217;anno per le anomalie climatiche che hanno decimato i raccolti, distrutto coltivazioni, abbattuto alberi abbattuti e allagato le aziende ma anche provocato frane, smottamenti e alluvioni in un 2018 che si e&#8217; classificato fino ad ora come l&#8217;anno piu&#8217; bollente dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,46 gradi rispetto alla media storica nei primi sette mesi dell&#8217;anno. Nonostante l&#8217;aumento dei pezzi della pasta le quotazioni del grano sono ancora insoddisfacenti per gli agricoltori italiani che per il maltempo hanno subito una riduzione della produzione di grano di circa il 10% rispetto allo scorso anno anche se la qualita&#8217; e&#8217; salva grazie a un buon contenuto proteico, secondo la Coldiretti. In calo anche il raccolto in Europa dove la siccita&#8217; ed il caldo hanno &#8220;bruciato&#8221; la produzione di grano tenero per pane e biscotti del 10% rispetto allo scorso anno mentre per il grano duro destinato alla pasta la riduzione e&#8217; contenuta al 4%. A livello internazionale la produzione peraltro e&#8217; in sofferenza dalla Russia all&#8217;Ucraina, dagli Stati Uniti al Canada, dall&#8217; Australia alla Turchia. Il crollo della produzione ha effetti sugli acquisti con il rischio di speculazioni nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola, a danno dei consumatori e dei produttori.</p>
<p>Per la frutta estiva quest&#8217;anno c&#8217;e&#8217; stato il crollo dei raccolti in tutta Europa a causa dell&#8217;andamento stagionale anomalo con gelate e grandine, dalle albicocche alle susine, dalle pesche alle nettarine fino alle susine. Una situazione difficile per i coltivatori in Italia dove la Coldiretti stima un raccolto di pesche in calo di oltre il 20% nel mezzogiorno e del 15% al nord e una ridotta disponibilita&#8217; anche per le susine e si stimano circa il 20% di albicocche in meno nei frutteti in Emilia-Romagna, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Piemonte e Calabria. In queste condizioni per ottimizzare la spesa e non cadere negli inganni il consiglio della Coldiretti e&#8217; quello di verificare l&#8217;origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il frutto perfetto perche&#8217; piccoli problemi estetici non alternano le qualita&#8217; organolettiche e nutrizionali. Per il vino invece e&#8217; iniziata ad agosto la vendemmia che si prevede nel 2018 con una produzione complessivamente in aumento tra 10% e il 20% con circa 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni dello scorso anno, che per la grave siccita&#8217; e&#8217; stata tra le piu&#8217; scarse dal dopoguerra con effetti anche sugli attuali andamenti di mercato. L&#8217;andamento anomalo di quest&#8217;anno con fino conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la piu&#8217; elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo. Una situazione che colpisce direttamente le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli stagionali che impatta sull&#8217;economia e rappresenta anche una sfida anche per i consumatori che sono costretti a fare i conti con le fluttuazioni anomale nei prezzi dei prodotti che mettono nel carrello della spesa, conclude la Coldiretti.</p>
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		<title>Inflazione stabile per le vendite al dettaglio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/31/inflazione-stabile-per-le-vendite-al-dettaglio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 10:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inflazione si attesta allo 0,2% sia su base mensile che su base annua ad agosto. L&#8217;andamento tendenziale e&#8217; lo stesso di luglio. L&#8217;indice calcolato dall&#8217;Istat e&#8217; stabile per la maggior parte delle tipologie di prodotto e i pochi movimenti che si registrano tendono a compensarsi. Tra questi, si segnalano l&#8217;ulteriore caduta dei prezzi degli Energetici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;inflazione</strong> si attesta allo <strong>0,2%</strong> sia su base mensile che su base annua ad agosto. L&#8217;andamento tendenziale e&#8217; lo stesso di luglio. L&#8217;indice calcolato dall&#8217;Istat e&#8217; stabile per la maggior parte delle tipologie di prodotto e i pochi movimenti che si registrano tendono a compensarsi. Tra questi, si segnalano l&#8217;ulteriore caduta dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-10,4%, da -8,7% di luglio), la flessione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,1%, da +0,7% del mese precedente) e la ripresa di quelli dei Servizi relativi alle comunicazioni (+1,4%, da -0,3% di luglio).</p>
<p>Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l<em>&#8216;</em><strong>&#8220;inflazione di fondo&#8221;</strong> scende allo <strong>0,7%</strong> (era +0,8% a luglio), mentre rimane stabile l&#8217;inflazione al netto dei soli beni energetici (+0,8%). L&#8217;incremento su base mensile dell&#8217;indice generale e&#8217; da ascrivere principalmente all&#8217;aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,9%) &#8211; su cui incidono fattori di natura stagionale &#8211; e dei Servizi relativi alle comunicazioni (+1,8%); a contenere l&#8217;aumento e&#8217; il ribasso dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-2,5%).</p>
<p><strong> L&#8217;inflazione</strong> acquisita per il 2015 sale a <strong>+0,2%</strong> (era +0,1% a luglio). Rispetto ad agosto 2014, i prezzi dei beni fanno registrare una flessione pari allo 0,5% (era -0,3% a luglio), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi scende allo 0,7% (da +0,8% di luglio). Di conseguenza, rispetto a luglio 2015, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di un decimo di punto percentuale.<br />
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono dello 0,1% su base mensile e sono stabili a +0,7% su base annua. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,2% in termini congiunturali e dello 0,3% nei confronti di agosto 2014 (da -0,1% di luglio).<br />
Secondo le stime preliminari, l&#8217;indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) non varia su base mensile e aumenta dello 0,5% su base annua, in accelerazione dal +0,3% di luglio. Resta stabile in agosto anche il dato europeo sull&#8217;inflazione: la crescita annuale dei prezzi si conferma infatti allo 0,2% nell&#8217;Eurozona, secondo la prima stima &#8220;flash&#8221; di Eurostat. A frenare l&#8217;aumento dei prezzi e&#8217; ancora una volta l&#8217;andamento in calo di quelli dei prodotti energetici, che in agosto hanno registrato una flessione su base annuale del 7,1%, dopo un calo del 5,6% in luglio. In aumento i prezzi del comparto &#8220;alimentazione, bevande alcoliche e tabacchi&#8221;, +1,2% contro +0,9% in luglio, e quelli dei servizi (+1,2% come nel mese precedente) mentre i beni industriali sono saliti dello 0,6% (+0,4% in luglio). .</p>
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		<title>Istat: a luglio inflazione a -0,2% su base annua</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/11/istat-a-luglio-inflazione-a-02-su-base-annua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2015 08:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A luglio scorso, l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettivita&#8217;, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile mentre, come a giugno, aumenta dello 0,2% in termini tendenziali, confermando la stima preliminare. Lo rileva l&#8217;Istat. La stabilita&#8217; dell&#8217;inflazione &#8211; osserva l&#8217;Istat &#8211; e&#8217; la sintesi di dinamiche differenziate per le diverse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/11/istat-a-luglio-inflazione-a-02-su-base-annua/">Istat: a luglio inflazione a -0,2% su base annua</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A luglio scorso, l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettivita&#8217;, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello <strong>0,1% su base mensile</strong> mentre, come a giugno, <strong>aumenta dello 0,2% in termini tendenziali</strong>, confermando la stima preliminare. Lo rileva l&#8217;Istat.</p>
<p>La stabilita&#8217; dell&#8217;inflazione &#8211; osserva l&#8217;Istat &#8211; e&#8217; la <strong>sintesi di dinamiche differenziate per le diverse tipologie di prodotto</strong>: l&#8217;attenuazione del calo tendenziale dei prezzi degli Energetici regolamentati (-1,1%, da -3,6% di giugno) e l&#8217;accelerazione della crescita su base annua di quelli di alcune tipologie di servizi bilanciano le spinte al ribasso dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-8,7%, da -7,2% del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+1,7%, da +2,1% di giugno).</p>
<p>Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'&#8221;inflazione di fondo&#8221; sale allo 0,8% (era +0,6% a giugno); stabile l&#8217;inflazione al netto dei soli beni energetici (+0,8%).  Il calo mensile dell&#8217;indice generale e&#8217; da ascrivere principalmente ai ribassi dei prezzi della Frutta fresca (-8,1%) e dei Vegetali freschi (-7,2%) &#8211; su cui incidono fattori di natura stagionale &#8211; e degli Energetici regolamentati (-0,5%) e non regolamentati (-0,8%); a contenere la contrazione e&#8217; il rialzo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,9%), anch&#8217;essi influenzati da fattori stagionali.</p>
<p>L&#8217;inflazione acquisita per il 2015 e&#8217; pari a +0,1% (era +0,2% a giugno). Rispetto a luglio 2014, i prezzi dei beni fanno registrare una flessione pari a quella rilevata a maggio e a giugno (-0,3%), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi sale allo 0,8% (da +0,7% di giugno). Di conseguenza il differenziale inflazionistico tra servizi e beni aumenta di un decimo di punto percentuale. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,9% su base mensile e crescono dello 0,7% su base annua (da +0,8% di giugno). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,5% in termini congiunturali e dello 0,1% nei confronti di luglio 2014 (dal +0,2% di giugno).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/11/istat-a-luglio-inflazione-a-02-su-base-annua/">Istat: a luglio inflazione a -0,2% su base annua</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Lenta ripresa economica, ma manca quella occupazionale</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/06/lenta-ripresa-economica-ma-manca-quella-occupazionale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2015 08:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa economica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;economia italiana cresce a ritmo moderato, in parte influenzata dal rallentamento del commercio internazionale. Lo rileva l&#8217;Istat nella Nota mensile sull&#8217;andamento dell&#8217;economia italiana a luglio. Ai segnali positivi provenienti dall&#8217;industria manifatturiera e dalla domanda interna si contrappongono i risultati negativi delle costruzioni e la mancata ripresa dell&#8217;occupazione. L&#8217;evoluzione dei prezzi rimane caratterizzata da una generale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/06/lenta-ripresa-economica-ma-manca-quella-occupazionale/">Lenta ripresa economica, ma manca quella occupazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;economia italiana cresce a ritmo moderato</strong>, in parte influenzata dal rallentamento del commercio internazionale. Lo rileva l&#8217;Istat nella <strong>Nota mensile sull&#8217;andamento dell&#8217;economia italiana a luglio.</strong> Ai segnali positivi provenienti dall&#8217;industria manifatturiera e dalla domanda interna si contrappongono i risultati negativi delle costruzioni e la <strong>mancata ripresa dell&#8217;occupazione</strong>. L&#8217;evoluzione dei prezzi rimane caratterizzata da una generale moderazione. La riduzione della produttivita&#8217; e del contributo del capitale per ora lavorata potranno costituire degli ostacoli alla ripresa.</p>
<p>Nel secondo trimestre &#8211; rileva l&#8217;Istat &#8211; <strong>il settore industriale</strong> (al netto delle costruzioni) ha registrato un <strong>ulteriore impulso positivo</strong> (+0,4%, la stessa variazione del primo), nonostante la riduzione di giugno (-1,1% rispetto a maggio) verosimilmente influenzata da un giorno lavorativo in meno, legato all&#8217;effetto ponte. La crescita dell&#8217;indice nel secondo trimestre e&#8217; legata allo sviluppo della produzione nei beni strumentali (+1,9%) quest&#8217;ultima sostenuta dalla fabbricazione di autoveicoli e dal trend positivo dei macchinari, in particolare di quelli per impieghi speciali.</p>
<p>A maggio il valore delle esportazioni e&#8217; risultato in crescita (+1,5% sul mese precedente), grazie soprattutto al contributo delle vendite verso i mercati Ue (+2,5%). Dopo la flessione temporanea delle importazioni totali a maggio (-0,3%, ma nel periodo marzo-maggio la crescita e&#8217; del 5,1%), in giugno sono aumentati gli acquisti dai paesi extra-Ue (+5,4%) in particolare di beni strumentali (+13,5%).</p>
<p><strong>Segnali positivi provengono anche dal mercato interno.</strong> Dopo la flessione di aprile, il fatturato dell&#8217;industria ha registrato a maggio un incremento su base congiunturale dell&#8217;1,2%. Sia le vendite sul mercato interno (+1,1%) sia quelle sull&#8217;estero (+1,3%) hanno contribuito all&#8217;espansione.</p>
<p><strong>L&#8217;andamento negativo del settore delle costruzioni e&#8217; proseguito anche a maggio</strong>: l&#8217;indice di produzione ha segnato una riduzione congiunturale dello 0,6%. Tuttavia i dati sui permessi di costruire, che solitamente anticipano la produzione, indicano nell&#8217;ultimo trimestre del 2014 una possibile inversione di tendenza.</p>
<p>Dopo il temporaneo recupero avvenuto nel mese di giugno, successivo a due mesi consecutivi di contrazione, <strong>il clima di fiducia dei consumatori e&#8217; di nuovo sceso in luglio di circa 3 punti</strong>. Tutte le componenti sono diminuite, ma particolarmente marcata e&#8217; stata la caduta relativa al clima economico (circa 10 punti). Si registrano miglioramenti marginali unicamente sulle <strong>possibilita&#8217;, attuale e futura, di risparmio e relativamente al giudizio sul bilancio familiare</strong>, il cui incremento e&#8217; dovuto alla riduzione della quota di individui che dichiarano di dover ricorrere all&#8217;uso dei risparmi per affrontare le spese correnti. Questi elementi risultano compatibili con una graduale evoluzione positiva dei consumi, successiva alla fase di ricostituzione dei livelli desiderati di risparmio.</p>
<p><strong> A giugno i dati delle forze di lavoro hanno mostrato un lieve calo degli occupati (-0,1%) rispetto al mese di maggio. </strong>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, i livelli occupazionali sono rimasti sostanzialmente stazionari. Il segnale positivo, registrato nel primo trimestre, rappresentato dall&#8217;incremento del tasso dei posti vacanti non si e&#8217; ancora concretizzato in una crescita dell&#8217;occupazione. <strong>Il tasso di disoccupazione</strong>, cresciuto di due decimi rispetto al mese precedente, <strong>e&#8217; salito al 12,7%.</strong> In assenza di variazioni significative degli occupati, le oscillazioni del tasso di disoccupazione sono attribuibili, fra l&#8217;altro, a <strong>variazioni dell&#8217;intensita&#8217; dell&#8217;attivita&#8217; di ricerca di lavoro da parte di chi e&#8217; privo di occupazione.</strong> In base al numero delle azioni di ricerca effettuate il mese antecedente all&#8217;intervista, infatti, gli inoccupati vengono classificati alternativamente tra i disoccupati o tra gli inattivi (e questi ultimi sono esclusi dal computo del tasso di disoccupazione).</p>
<p>Dall&#8217;indagine sul clima di fiducia delle imprese emerge che le aspettative degli imprenditori sull&#8217;evoluzione dell&#8217;occupazione sono tornate a peggiorare nel mese di luglio nei principali settori, ad eccezione del commercio.</p>
<p><strong>L&#8217;inflazione al consumo, ricorda ancora l&#8217;Istat, evolve positivamente ma con bassa intensita&#8217;</strong>. La stima provvisoria di luglio segnala un tasso tendenziale dell&#8217;indice dei prezzi per l&#8217;intera collettivita&#8217; pari a +0,2%, la stessa variazione registrata a giugno. L&#8217;andamento riflette il minor contributo deflativo dei beni energetici in presenza di una lieve ripresa dei prezzi dei servizi, per effetto di rincari di natura stagionale. Al netto di energia, alimentari e tabacchi, l&#8217;inflazione, pur avendo superato il punto di minimo toccato nei primi mesi dell&#8217;anno, si colloca su un livello contenuto, pari allo 0,7%.</p>
<p>Sebbene la fase deflativa appaia al momento superata, si legge nella Nota mensile<strong>, la dinamica dei prezzi rimane caratterizzata da una generale moderazione in particolare nelle fasi a monte della distribuzione finale.</strong> Per i prodotti industriali, in maggio i prezzi all&#8217;importazione dei beni di consumo sono stati appena superiori a quelli di dodici mesi prima mentre quelli per il mercato interno hanno registrato in giugno ancora una tendenza negativa (-0,3% la variazione annua). In entrambi i casi, un relativo maggior dinamismo ha caratterizzato i prezzi dei beni durevoli (3,1% e 0,8% l&#8217;aumento tendenziale all&#8217;importazione e alla produzione).</p>
<p><strong>Le aspettative degli operatori economici prefigurano sviluppi ancora deboli dell&#8217;inflazione. </strong>Tra i consumatori, in luglio e&#8217; diminuita la quota di chi si aspetta prezzi in aumento, in un quadro in cui prevalgono attese di stabilita&#8217;. Nel settore manifatturiero si registra un cauto recupero: tra le imprese produttrici di beni di consumo, e&#8217; aumentata leggermente la quota di quelle che prevedono rialzi dei listini nei prossimi mesi. Nell&#8217;ipotesi di uno scenario internazionale invariato, l&#8217;inflazione al consumo si muovera&#8217; a ritmi non troppo distanti dagli attuali fino all&#8217;autunno. Negli ultimi mesi dell&#8217;anno la risalita si fara&#8217; relativamente piu&#8217; evidente anche perche&#8217; il confronto tendenziale terra&#8217; conto dalla riduzione dei prezzi delle materie prime.</p>
<p>Per quanto riguarda le prospettive di breve termine, nel secondo trimestre la quota dei settori manifatturieri in espansione, elaborata a partire dalle serie destagionalizzate per gruppo di attivita&#8217; economica, e&#8217; risultata in ulteriore aumento. Tuttavia le difficolta&#8217; di ripresa delle costruzioni e del mercato del lavoro contribuiscono a moderare gli impulsi positivi. Gli ultimi dati sulla fiducia delle imprese, inoltre, non mostrano segnali di particolare vivacita&#8217; in nessun settore economico. L&#8217;indicatore composito anticipatore dell&#8217;economia italiana segna a maggio una modesta diminuzione confermando &#8211; conclude l&#8217;Istat &#8211; il rallentamento degli ultimi mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/06/lenta-ripresa-economica-ma-manca-quella-occupazionale/">Lenta ripresa economica, ma manca quella occupazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Istat: lieve aumento delle retribuzioni a giugno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[retribuzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate a giugno dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell&#8217;1,1% su base annua. L&#8217;inflazione nello steso mese è risultata pari allo 0,2% sia su base mensile che su base tendenziale. Complessivamente, informa l&#8217;Istat, nei primi sei mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell&#8217;1,1% rispetto al corrispondente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/24/istat-lieve-aumento-delle-retribuzioni-a-giugno/">Istat: lieve aumento delle retribuzioni a giugno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate a giugno dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell&#8217;1,1% su base annua.</strong> L&#8217;inflazione nello steso mese è risultata pari allo 0,2% sia su base mensile che su base tendenziale. Complessivamente, informa l&#8217;Istat, <strong>nei primi sei mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell&#8217;1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014.</strong></p>
<p>Con riferimento ai principali macro-settori, a giugno le retribuzioni contrattuali orarie registrano un <strong>incremento tendenziale dell&#8217;1,5% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. </strong>I settori che presentano gli <strong>incrementi tendenziali maggiori</strong> sono: agricoltura (3,9%); energia e petroli, estrazione minerali, gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,0%); metalmeccanica (2,7%). Si registrano variazioni nulle nei settori del credito e assicurazioni, degli alimentari, bevande e tabacco e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.</p>
<p>Tra i contratti monitorati dall&#8217;indagine, nel mese di giugno non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di <strong>giugno la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 40,3% nel totale dell&#8217;economia e del 22,9% nel settore privato.</strong> L&#8217;attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 52,2 mesi per l&#8217;insieme dei settori e di 34,7 mesi per quelli del settore privato. I contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 59,7% degli occupati dipendenti e corrispondono al 55,3% del monte retributivo osservato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/24/istat-lieve-aumento-delle-retribuzioni-a-giugno/">Istat: lieve aumento delle retribuzioni a giugno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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