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	<title>internet Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Blackout in Spagna e Portogallo: migliaia senza corrente e Internet, disagi a trasporti e aeroporti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 14:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un maxi blackout ha lasciato senza corrente e senza connessione Internet migliaia di utenze in Spagna e Portogallo per diverse ore. Secondo quanto riportato dalla Rete Elettrica Spagnola, il sistema sta progressivamente tornando operativo in alcune aree della Spagna. I blackout hanno avuto pesanti ripercussioni sulle comunicazioni, sugli aeroporti e sulle reti di trasporto ad [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/28/blackout-in-spagna-e-portogallo-migliaia-senza-corrente-e-internet-disagi-a-trasporti-e-aeroporti/">Blackout in Spagna e Portogallo: migliaia senza corrente e Internet, disagi a trasporti e aeroporti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un maxi blackout ha lasciato senza corrente e senza connessione Internet migliaia di utenze in Spagna e Portogallo per diverse ore. Secondo quanto riportato dalla Rete Elettrica Spagnola, il sistema sta progressivamente tornando operativo in alcune aree della Spagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I blackout hanno avuto pesanti ripercussioni sulle comunicazioni, sugli aeroporti e sulle reti di trasporto ad alta velocità di entrambi i Paesi, causando il blocco di treni e la sospensione dei voli. Anche semafori e centri commerciali sono stati colpiti. A Madrid, il servizio della metropolitana è stato interrotto e la rete ferroviaria Cercanías della capitale è stata messa fuori uso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scene di panico sono state registrate nella metropolitana di Madrid e Barcellona, con decine di interventi dei vigili del fuoco per liberare persone rimaste intrappolate negli ascensori. Le autorità spagnole hanno invitato i cittadini a rimanere nelle proprie abitazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il blackout ha interessato anche alcune zone della Francia vicine al confine con la Spagna, ma in quel caso i disagi sono durati solo pochi minuti. Al momento, le cause dell’interruzione non sono ancora chiare; tra le ipotesi al vaglio, si considera anche quella di un possibile cyberattacco.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale e lavoro: 9 italiani su 10 aperti alle nuove sfide tecnologiche</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/20/intelligenza-artificiale-e-lavoro-9-italiani-su-10-aperti-alle-nuove-sfide-tecnologiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 10:25:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;evoluzione della tecnologia e l&#8217;affermarsi dell&#8217;intelligenza artificiale cambieranno il mondo del lavoro. Come è già successo con le grandi rivoluzioni nella storia &#8211; dall&#8217;invenzione della stampa, all&#8217;avvento dei personal PC e di Internet &#8211; nessun lavoro da qui a qualche anno sarà più lo stesso. Dalle professioni del marketing, a quelle della logistica; dal customer [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/20/intelligenza-artificiale-e-lavoro-9-italiani-su-10-aperti-alle-nuove-sfide-tecnologiche/">Intelligenza artificiale e lavoro: 9 italiani su 10 aperti alle nuove sfide tecnologiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evoluzione della tecnologia e l&#8217;affermarsi dell&#8217;intelligenza artificiale cambieranno il mondo del lavoro. Come è già successo con le grandi rivoluzioni nella storia &#8211; dall&#8217;invenzione della stampa, all&#8217;avvento dei personal PC e di Internet &#8211; nessun lavoro da qui a qualche anno sarà più lo stesso. Dalle professioni del marketing, a quelle della logistica; dal customer service, alla gestione dell&#8217;ospitalità: è difficile pensare che qualche settore non sarà interessato dal cambiamento o, quantomeno, non adotterà i nuovi strumenti a disposizione. I lavoratori sono preoccupati? Non proprio. Ci sono attesa e una certa dose di entusiasmo. Secondo l&#8217;ultimo studio di Indeed &#8211; il sito n. 1 al mondo per la ricerca di lavoro &#8211; che ha coinvolto 16.671 persone in 11 Paesi, 9 lavoratori su 10 &#8211; over 65 inclusi &#8211; sono fiduciosi di riuscire ad adattarsi all&#8217;evoluzione dei propri ruoli professionali. Anche in Italia (88%). Non solo. L&#8217;81% degli italiani si sente pronto alle trasformazioni che in linea generale interesseranno il mondo del lavoro nei prossimi 18 mesi (e le proporzioni non cambiano granché nemmeno a 5 anni: 78%), con il 56% che si dice ottimista rispetto all&#8217;aumento dell&#8217;uso della tecnologia al lavoro. Aumento della produttività (65%), miglioramento della comunicazione (48%) e del benessere al lavoro (42%) sono i benefici maggiormente attesi a livello globale. Non manca, tuttavia, la consapevolezza che il crescente ricorso all&#8217;AI possa anche portare alla perdita di posti di lavoro, almeno così come li conosciamo oggi. Nonostante l&#8217;ottimismo diffuso e sebbene le persone si sentano pronte al cambiamento, esiste ancora qualche forma di ansia nei confronti dell&#8217;IA. Analisti (9%), scienziati dei dati (10%), referenti del servizio clienti (11%) sono alcune delle professioni ritenute più esposte alla sostituzione da parte della tecnologia. &#8220;Nonostante ci sia entusiasmo da parte dei lavoratori per il sempre crescente ricorso alla tecnologia, i risultati della nostra indagine ci dicono che rimane una comprensibile dose di preoccupazione per i posti di lavoro che potrebbero andare persi. In realtà, il lavoro muterà e anche noi dovremo farlo. Costruirsi una carriera a prova di futuro è tutt&#8217;altro che impossibile. Il cambiamento può spaventare, ma la storia ormai ci ha insegnato che le grandi rivoluzioni portano con sé grandi miglioramenti, se padroneggiate nella giusta maniera&#8221; commenta Gianluca Bonacchi, Senior Talent Strategy Advisor di Indeed Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le raccomandazioni fondamentali di Indeed sono cinque: </p>



<p class="wp-block-paragraph">FAMILIARIZZARE CON L&#8217;IA &#8211; Non aspettiamo di iscriverci a un corso specifico o che il datore di lavoro lo organizzi. Iniziamo a familiarizzare con gli strumenti di intelligenza artificiale generativa e ad apprenderne le basi. Abituiamoci ad usarli. Anche solo per gioco; per capire quali sono le potenzialità e come potremmo sfruttarle per le nostre esigenze professionali. Saranno ben presto parte del nostro quotidiano. Anzi, lo sono già.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> INDIVIDUARE NEL DETTAGLIO QUALI SONO LE COMPETENZE RICHIESTE DAL MERCATO PER IL RUOLO CHE CI INTERESSA &#8211; Per tenere il passo, dobbiamo capire quali sono le competenze che dobbiamo apprendere. Possiamo sfruttare l&#8217;IA generativa, ad esempio, per individuare quali sono le skill richieste per la posizione che ci interessa e renderci conto di quali sono le nuove competenze ricercate dalle aziende o fare un&#8217;analisi accurata degli annunci di lavoro per rendercene conto. Bonacchi di Indeed spiega: &#8220;Le competenze richieste alle figure ricercate dalle aziende non sono le stesse di alcuni anni fa. Abbiamo condotto, ad esempio, un&#8217;analisi degli annunci di lavoro relativi al ruolo di marketing manager ed è emerso che avere esperienza con software di automation come Marketo o Pardot è una specifica sempre più richiesta, che può portare anche a un aumento della retribuzione&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">SVILUPPARE LE PROPRIE SOFT SKILL &#8211; L&#8217;intelligenza generativa può replicare e prevedere. Non sostituisce la capacità di comunicare o di negoziare competenze, la leadership, il pensiero creativo o l&#8217;intelligenza emozionale. &#8220;Investire sullo sviluppo delle proprie soft skills, conta oggi ancor più di ieri. Se le altre abilità potranno essere sostituite dalle macchine, queste competenze potranno ancor più fare la differenza. Vediamo già oggi quanto queste caratteristiche siano diventate centrali per i datori di lavoro nella selezione di un candidato&#8221; spiega Bonacchi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">ESSERE FLESSIBILI &#8211; La flessibilità è fondamentale in un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Partecipare a progetti di formazione trasversale in un dipartimento diverso da quello di appartenenza o collaborare con altri gruppi in azienda potrebbero portare a nuove occasioni. È importante essere aperti agli sviluppi che può prendere la nostra carriera, anche se diversi da quelli che ci si aspettava inizialmente. Le mansioni potrebbero cambiare, i ruoli ridefinirsi. Saper cogliere la trasformazione faciliterà il percorso professionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">COSTRUIRE IL PROPRIO PERSONAL BRANDING E IL PROPRIO NETWORK &#8211; Usare i social network professionali per valorizzare la propria esperienza, aggiornare costantemente il proprio curriculum vitae, mantenere una rete di contatti o, ancora, frequentare gli appuntamenti chiave per il settore. Sono tutte abitudini da coltivare in questi anni in cui tutto succede molto rapidamente. &#8220;L&#8217;intelligenza artificiale cambierà indubbiamente il nostro modo di lavorare. Non importa a che punto siamo nel nostro percorso, dovremo continuare ad adattarci o ad apprendere nuove competenze. Il vero successo risiederà nella capacità di sfruttare la tecnologia per rendere il lavoro sempre più appagante e capace di valorizzare le unicità dell&#8217;essere umano&#8221; conclude Bonacchi.</p>
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		<title>Internet. Cybersicurezza, il 64% delle aziende vittime di attacchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 10:07:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal server della Regione Lazio, all&#8217;azienda San Carlo fino alle grandi catene di elettrodomestici nostrane, per arrivare all&#8217;oleodotto americano e alla super multinazionale della carne: il 2021 si è distinto per un aumento vertiginoso di cyber attacchi. Una minaccia che non giunge nuova ma che negli ultimi anni si è senza dubbio intensificata. Secondo gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/02/11/internet-cybersicurezza-il-64-delle-aziende-vittime-di-attacchi/">Internet. Cybersicurezza, il 64% delle aziende vittime di attacchi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal server della Regione Lazio, all&#8217;azienda San Carlo fino alle grandi catene di elettrodomestici nostrane, per arrivare all&#8217;oleodotto americano e alla super multinazionale della carne: il 2021 si è distinto per un aumento vertiginoso di cyber attacchi. Una minaccia che non giunge nuova ma che negli ultimi anni si è senza dubbio intensificata. Secondo gli esperti di Gyala, startup che produce sistemi di cybersicurezza totalmente Made in Italy, l&#8217;aumento degli attacchi è stato esponenzialmente accelerato da una condizione straordinaria come la pandemia. &#8220;Nel triennio 2018-2020 si è registrato un incremento del 20% di attacchi rispetto al triennio precedente&#8221; racconta Nicola Mugnato, founder di Gyala insieme a Gian Roberto Sfoglietta e Andrea Storico. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA SULLA CYBER SECURITY </strong>&#8211; Una crescita che dipende in parte dall&#8217;indubbia profittabilità degli attacchi: più se ne realizzano e più profitto si ottiene in termini di informazioni o di denaro vero e proprio. Ma in parte anche dal fatto che la pandemia e le relative restrizioni a cui imprese ed enti hanno dovuto fare fronte hanno aumentato la dipendenza dai sistemi informatici. &#8220;Molte aziende sono state costrette a adottare sistemi di telelavoro in modo frettoloso &#8211; prosegue Mugnato &#8211; ponendo poca attenzione agli aspetti di sicurezza dei dati e delle infrastrutture&#8221;. Negli ultimi due anni, infatti, sono stati utilizzati milioni di computer privati per scopi aziendali, anche se privi di ogni sistema di sicurezza, inoltre, sono state aperte innumerevoli connessioni dirette verso i server centrali: &#8220;Così facendo sono state ulteriormente indebolite le già insufficienti difese a disposizione &#8211; fa notare Mugnato &#8211; creando le condizioni perfette per gli hacker&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA CYBERPANDEMIA </strong>&#8211; I numeri non lasciano dubbi: secondo l&#8217;ultimo rapporto Clusit ogni giorno nel mondo vengonohackerati 30 mila siti web e il 64% delle imprese è stata vittima di almeno una forma di attacco informatico durante il 2021. Gli esperti non a caso parlano di cyberpandemia, ma cosa dobbiamo aspettarci per l&#8217;anno appena iniziato? &#8220;Temo che ci sarà un aumento significativo di attacchi sia casuali, quelli a cui sono sottoposti tutti gli utenti che navigano in rete e usano le email, che mirati, cioè quegli attacchi realizzati da hacker più evoluti con precisi obiettivi &#8211; dice ancora Mugnato &#8211; perché sia la criminalità organizzata sia lo spionaggio trovano nel cyber spazio un ambiente che facilita la loro azione e ne garantisce l&#8217;anonimato e, quindi, l&#8217;impunità&#8221;. &#8220;Ad oggi, infatti, è ancora difficile riuscire ad attribuire con certezza la responsabilità di un&#8217;azione compiuta nel mondo virtuale ad una persona nel mondo fisico, specie se questa si trova fuori dal territorio nazionale&#8221; sottolinea l&#8217;esperto. L&#8217;anonimato unito ai grandi profitti generati dai cyber crimini, infatti, rende sempre più &#8220;premiante&#8221; realizzare attacchi sia verso le grandi organizzazioni sia verso le piccole e medie aziende. &#8220;Per questo è necessario che tutti si preparino in modo adeguato &#8211; ricorda Mugnato &#8211; investendo in cyber security dotandosi di prodotti e servizi capaci di identificare e gestire gli incidenti che, purtroppo, sono inevitabili&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UNA NUOVA CULTURA DELLA SICUREZZA DIGITALE IN AZIENDA </strong>&#8211; La cyber sicurezza, quindi, entra di diritto fra le leve su cui un&#8217;azienda deve investire. &#8220;Le imprese devono costruire &#8220;il modello di gestione della sicurezza delle informazioni&#8221; partendo dall&#8217;identificazione degli asset di valore che vogliono proteggere &#8211; dice Mugnato &#8211; non solo per rispettare i requisiti mandatori delle direttive europee sulla protezione dei dati, la GDPR e sulla sicurezza informatica, la NIS, ma principalmente per proteggere il loro business e garantire la continuità aziendale&#8221;. Ma non solo &#8220;Le imprese devono realizzare un&#8217;attenta analisi del rischio valutando ogni possibile minaccia in modo oggettivo seguendo metodologie standard come quella proposta proprio dal Framework Nazionale per la Cybersecurity e la Data Protection&#8221; ricorda ancora l&#8217;esperto. Ma, sempre secondo Mugnato &#8220;senza dimenticare di definire e realizzare tutte le azioni di mitigazioni del rischio che si applicano sia all&#8217;organizzazione, attraverso l&#8217;introduzione di policy,procedure e facendo formazione del personale, sia dotandosi di tecnologie moderne di prevenzione, identificazione e reazione contro gli attacchi cyber&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/02/11/internet-cybersicurezza-il-64-delle-aziende-vittime-di-attacchi/">Internet. Cybersicurezza, il 64% delle aziende vittime di attacchi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Internet. Ecco i 5 trend che influenzeranno strategie marketing 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 10:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi due anni è aumentata notevolmente la presenza online a livello globale, sia pe quanto riguarda il numero di utenti che quotidianamente si connette, sia per il numero di ore trascorse a navigare. Internet è in continua evoluzione, subisce l&#8217;influenza del mondo &#8220;reale&#8221; e dei comportamenti degli utenti che lo compongono. Per questo, chi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi due anni è aumentata notevolmente la presenza online a livello globale, sia pe quanto riguarda il numero di utenti che quotidianamente si connette, sia per il numero di ore trascorse a navigare. Internet è in continua evoluzione, subisce l&#8217;influenza del mondo &#8220;reale&#8221; e dei comportamenti degli utenti che lo compongono. Per questo, chi si occupa di marketing (che certo oggi non può prescindere dall&#8217;essere anche digital) deve tenere conto di ciò che accade, studiarlo e comprenderlo, prevederlo e saperlo gestire in proprio favore. &#8220;Non tutti i fenomeni, però, hanno lo stesso peso- spiega Andrew Warden, Chief Marketing Officer di Semrush- Se qualcosa dura appena un anno, non è un trend ma una moda effimera che non andrà ad incidere sulle strategie a lungo termine, ma potrà influenzare le azioni nel breve periodo. Pensiamo, ad esempio, alla rapida ascesa di Clubhouse, che in poco tempo ha avuto un altrettanto rapido declino. Per costruire, invece, una strategia vincente di digital marketing per il 2022 abbiamo individuato abbiamo le tendenze del marketing digitale che sono qui per rimanere, e che con ogni probabilità avranno un impatto considerevole sul modo di commercializzare i nostri prodotti o i nostri servizi a lungo termine&#8221;. I 5 trend individuati da Semrush che influenzeranno il digital marketing del 2022: </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; MARKETING BASATO SULLA PRIVACY </strong>Sono finiti i giorni in cui la gente pensava che il web fosse gratis e che i siti consultati non chiedessero nulla in cambio. Sempre più utenti sono oggi consapevoli del fatto che spesso &#8220;paghiamo&#8221; con i nostri dati personali. La lunga serie di vicende sulla privacy (dallo scandalo Cambridge Analytica di Facebook del 2018 alla recente controversia sulla condivisione dei metadati di WhatsApp) sta rafforzando queste convinzioni. Recentemente Apple ha cambiato la sua politica in fatto di privacy, imponendo alle app una maggior trasparenza. L&#8217;80% degli utenti ha scelto di non essere tracciato dalle applicazioni mobili, e questo cambio di politica ha avuto importanti effetti sui mercati. Snapchat, ad esempio, ha perso il 30% del valore azionario. Google, invece, ha fatto un passo avanti, introducendo l&#8217;iniziativa FLoC che dovrebbe sostituire i cookie, il modo in cui ora le persone sono tracciate sul web. I commercianti dovrebbero tornare alla raccolta di dati di prima mano, attraverso indagini via e-mail sui clienti, sondaggi sui social media e interviste di persona. Considerate di rivedere i costi di acquisizione dei clienti ai fini del budget leggermente più alti, e fate attenzione ai tassi di conversione. Le strategie organiche diventeranno più importanti che mai, quindi attenetevi alle strategie SEO &#8220;classiche&#8221; che assicurano la crescita organica: eseguire un audit tecnico SEO del sito web; ottimizzare per le parole chiave rilevanti; preparare il sito per Core Web Vitals. I cambiamenti più innovativi nel panorama dei social media hanno a che fare con tre T: &#8211; Tik Tok: il primo ad aver minato il predominio di dominio di Facebook-YouTube-Instagram. Entro la fine del 2022 raggiungerà 1.5 miliardi di utenti. Preparate il vostro business su TikTok se volete puntare a quei ragazzi tra i 10 e i 49 anni, alcune aziende, come Nerf, stanno già assumendo CTTO, ovvero Chief TikTok officers; &#8211; The Goldfish myth (il mito del pesce rosso): fa riferimento alla capacità di attenzione degli utenti, che non è così breve come si pensava. La soluzione, quindi, non è prporre contenuti di breve durata, ma contenuti che catturino l&#8217;attenzione delle persone all&#8217;inizio, e loro rimarranno fino alla fine; &#8211; Twitch: la piattaforma è forse la principale beneficiaria dell&#8217;ascesa del gaming e del live streaming. Con 500 milioni di nuovi concorrenti che sono entrati nel mercato del gioco negli ultimi tre anni e 280 miliardi di dollari in tasca, l&#8217;industria del gioco è assolutamente in crescita. Secondo i calcoli di Semrush Traffic Analytics, oggi Twitch conta oltre 1 miliardo di visitatori mensili. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; ESSERE UMANI, NO, DAVVERO </strong>Siamo nell&#8217;era del superamento delle logiche B2B o B2C. oggi l&#8217;approccio vincente è Human2Human. I brand ora sono definiti da ciò che rappresentano: la cultura e i valori dell&#8217;azienda. Il tono di voce su tutta la comunicazione sta diventando sempre più rilassato. Questo significa parole più disinvolte, spazio per l&#8217;umorismo e un linguaggio a misura d&#8217;uomo. Invece di usare un linguaggio aggressivo e convincente, i marchi stanno attivando la &#8220;modalità suggerimento&#8221;, lasciando trapelare la loro superiorità e rilevanza piuttosto che sbattertela in faccia ai potenziali clienti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; MARKETING CONSAPEVOLE </strong>Questo punto abbraccia diverse sotto tendenze: &#8211; Eco marketing: prodotti sostenibili che promuovono l&#8217;eco-consapevolezza; &#8211; Trasparenza: nessun trucco di marketing che inganna i clienti Diversità, equità e inclusione: cultura intra-aziendale e il suo approccio ai clienti, ai fornitori e al resto. Alcuni suggerimenti per una strategia di marketing consapevole sono: sbarazzarsi di pop-up e design oscuri che abbassano l&#8217;esperienza dell&#8217;utente, prediligendo design reattivi che si adattino a tutti i tipi di schermo/dispositivo; ottimizzare il sito anche per utenti non vedenti o ipovedenti; impiegare ARIA (Accessible Rich Internet Applications) per facilitare la lettura della pagina web tramite script e widget rigorosi; essere attenti all&#8217;ambiente; passare al green computing (informatica ecosostenibile); adotta in tutta l&#8217;azienda misure ecologiche con stazioni di riciclaggio, raccolta differenziata, ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>&#8211; UNISCITI AL METAVERSO </strong>Facebook non scherzava quando ha detto che stava costruendo un metaverso. PWC prevede un aumento di 1,5 trilioni di dollari nel PIL globale entro il 2030, grazie alla realtà virtuale e alla realtà aumentata. Del resto, NFT (non-fungible token) è stata la parola del 2021, battendo crypto e metaverso stesso. Secondo i dati di Semrush, le ricerche su Google per NFT sono cresciute del 5400% da gennaio 2021 a ottobre 2021. Dalla campagna di vaccinazione del Brasile all&#8217;interno del mondo virtuale di GTA (Pfizer Brazil ha raggiunto la comunità di gioco dando delle bende blu al braccio ai personaggi di GTA, che significava che il personaggio ha ricevuto il suo vaccino) alla giacca Meta di Shirleen, i marchi e persino i governi stanno entrando nel mondo virtuale per accelerare i loro sforzi di comunicazione. Il posizionamento del marchio nei mondi virtuali è una parte inevitabile del marketing futuro. E se non conosci il modo di farlo nei prossimi anni, potresti partire da una posizione difficile. Presto la maggior parte dei siti web potrebbero proporre pagine in 3D o implementate con realtà virtuale e realtà aumentata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/21/internet-ecco-i-5-trend-che-influenzeranno-strategie-marketing-2022/">Internet. Ecco i 5 trend che influenzeranno strategie marketing 2022</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Internet: il web compie 50 anni, al Cnr esperti a confronto</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 20:10:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ventinove ottobre 1969, Los Angeles. Per la prima volta due computer si connettono e scambiano file, dando vita a quello che oggi chiamiamo Internet. Seguira&#8217; uno sviluppo incessante, tale da rendere inconcepibile una societa&#8217; offline. Oggi, 50 anni dopo, alcuni tra i principali protagonisti dello sviluppo di Internet in Italia, insieme ai giovanissimi studenti di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/29/internet-il-web-compie-50-anni-al-cnr-esperti-a-confronto/">Internet: il web compie 50 anni, al Cnr esperti a confronto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ventinove ottobre 1969, Los Angeles. Per la prima volta due computer si connettono e scambiano file, dando vita a quello che oggi chiamiamo Internet. Seguira&#8217; uno sviluppo incessante, tale da rendere inconcepibile una societa&#8217; offline. Oggi, 50 anni dopo, alcuni tra i principali protagonisti dello sviluppo di Internet in Italia, insieme ai giovanissimi studenti di alcuni licei romani, riuniti al Cnr di Roma, hanno ripercorso il primo mezzo secolo del mondo online, guardando anche a cio&#8217; che riservera&#8217; il futuro. Piero Angela, l&#8217;ospite piu&#8217; atteso dell&#8217;incontro, e&#8217; partito dagli effetti piu&#8217; negativi della diffusione della rete: &#8220;Le notizie su Internet ormai corrono veloci e sono brevi, non si fa per niente approfondimento. I motori di ricerca fanno vedere le notizie piu&#8217; cliccate, non le piu&#8217; importanti. Io ho preferito dare poche notizie in piu&#8217; giorni piuttosto che tante notizie in poco tempo&#8221;, afferma il famoso divulgatore scientifico che in prima persona ha vissuto la nascita e lo sviluppo di Internet, toccandone con mano l&#8217;applicazione nel proprio lavoro. Inoltre, non solo l&#8217;informazione ma anche la democrazia e&#8217; in pericolo a causa dell&#8217;uso distorto di Internet perche&#8217; da&#8217; &#8220;la parola a persone che non sanno, non conoscono l&#8217;argomento e non hanno le competenze per prendere le decisioni che richiedono invece preparazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Internet e&#8217; nato solo come progetto di ricerca e serviva solo per spedire grossi file, dopo e&#8217; nata la consultazione del web&#8221;, ha spiegato Luciano Lenzini, professore ordinario di ingegneria dell&#8217;informazione all&#8217;universita&#8217; di Pisa, colui che porto&#8217;, nel 1986, Internet in Italia e l&#8217;Italia nel mondo. Inizialmente, pero&#8217;, l&#8217;uso non era semplice, tanto che &#8220;l&#8217;accesso alla rete era possibile solo a esperti e scienziati&#8221;, ricorda Lenzini. &#8220;Nessuno aveva previsto l&#8217;impatto che Internet avrebbe avuto nel futuro- afferma Luigi Fratta, che appena ragazzo comincio&#8217; a studiare Internet all&#8217;universita&#8217;, rispondendo alla domanda di un giovane studente &#8211; ma ormai e&#8217; veramente difficile tornare indietro, pensate ad una vita senza Internet, e&#8217; impossibile per voi&#8221;. Ma Internet puo&#8217; creare anche problemi, addirittura guerre e conflitti tra grandi potenze, quali Cina e America, come prospetta Federico Rampini, giornalista de &#8216;La Repubblica&#8217;, corrispondente nella sua carriera da entrambi i Paesi. &#8220;Oggi la Cina e&#8217; un Paese che ha il suo internet, e&#8217; autonomo e non dipende dai grandi colossi della Silicon Valley. Il modello americano sta cominciando a vacillare, la Cina ha gia&#8217; superato l&#8217;America in molti campi tecnologici e in altri lo sta per fare, i segnali sono molti. Stiamo entrando in una nuova guerra fredda&#8221;.</p>
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		<title>FTTH: all&#8217;Aquila 25.000 case cablate entro il 2020</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/03/18/ftth-allaquila-25-000-case-cablate-entro-il-2020/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 17:56:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono i lavori che vedono da un mese Open Fiber, azienda partecipata al 50% da Enel e al 50% da Cassa Depositi e Prestiti, costruire una infrastruttura interamente in fibra ottica in modalita&#8217; FTTH (Fiber To The Home, la fibra fino a casa) nel capoluogo abruzzese. Questa mattina Marco Pasini (Regional Manager Abruzzo e Molise [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono i lavori che vedono da un mese Open Fiber, azienda partecipata al 50% da Enel e al 50% da Cassa Depositi e Prestiti, costruire una infrastruttura interamente in fibra ottica in modalita&#8217; FTTH (Fiber To The Home, la fibra fino a casa) nel capoluogo abruzzese. Questa mattina Marco Pasini (Regional Manager Abruzzo e Molise di Open Fiber) e Dorotea Lo Greco (Affari istituzionali Open Fiber) hanno illustrato alla presenza del vicesindaco il progetto e l&#8217;avanzamento dei lavori. &#8220;L&#8217;infrastruttura che stiamo costruendo all&#8217;Aquila consentira&#8217; il collegamento in banda ultra larga di oltre 25 mila unita&#8217; immobiliari attraverso una nuova rete di 31 km&#8221; ha dichiarato Pasini. &#8220;I lavori, che prevedono un investimento diretto da parte della societa&#8217; di 9 milioni di euro, vanno avanti a pieno ritmo grazie alla straordinaria disponibilita&#8217; del Comune e degli uffici tecnici a cui va il nostro piu&#8217; sincero ringraziamento&#8221;. La fibra di Open Fiber prevede un collegamento diretto all&#8217;interno delle case per garantire la massima velocita&#8217; di connessione (fino a 1 Gigabit al secondo). È dunque &#8220;fondamentale la collaborazione dei cittadini ma soprattutto degli amministratori di condominio per ridurre al minimo eventuali disagi&#8221; sottolinea Lo Greco. &#8220;I nostri tecnici, sempre riconoscibili da appositi tesserini identificativi, sono rapidi e professionali. L&#8217;intervento non richiede lavori in muratura all&#8217;interno dell&#8217;edificio&#8221;. L&#8217;impatto dei lavori in citta&#8217; sara&#8217; ridotto al minimo: su 31 chilometri di nuova rete, piu&#8217; del 30% sara&#8217; realizzata riutilizzando infrastrutture esistenti evitando gli scavi. Nel progetto e&#8217; previsto il cablaggio di scuole, uffici comunali e aziende al fine di migliorare le relazioni con i cittadini e aumentare la produttivita&#8217; e la competitivita&#8217; delle imprese presenti sul territorio, favorendo il recupero del &#8220;Sistema Paese&#8221; e, in particolare, l&#8217;evoluzione verso l'&#8221;Industria 4.0&#8243;. Open Fiber e&#8217; un operatore wholesale only: non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma e&#8217; attivo esclusivamente nel mercato all&#8217;ingrosso, offrendo l&#8217;accesso a tutti gli operatori di mercato interessati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/18/ftth-allaquila-25-000-case-cablate-entro-il-2020/">FTTH: all&#8217;Aquila 25.000 case cablate entro il 2020</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Internet, Europarlamento chiede più tutele per diritto d&#8217;autore</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/20/internet-europarlamento-chiede-piu-tutele-per-diritto-dautore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 18:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione parlamentare Affari legali del Parlamento europeo ha approvato con 14 voti favorevoli, nove contrari e due astensioni i piani per l&#8217;aggiornamento delle norme Ue sul copyright per il mondo online, in modo tale da garantire equa retribuzione per artisti e giornalisti. Adesso la negoziazione passera&#8217; nelle mani del Consiglio, co-legislatore insieme al Europarlamento. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione parlamentare Affari legali del Parlamento europeo ha approvato con 14 voti favorevoli, nove contrari e due astensioni i piani per l&#8217;aggiornamento delle norme Ue sul copyright per il mondo online, in modo tale da garantire equa retribuzione per artisti e giornalisti. Adesso la negoziazione passera&#8217; nelle mani del Consiglio, co-legislatore insieme al Europarlamento. &#8220;Questo voto segna il primo passo della procedura parlamentare per adottare le leggi sul copyright in grado di affrontare le sfide di Internet&#8221; ha dichiarato il relatore tedesco Axel Voss, europarlamentare membro del Partito popolare europeo. &#8220;Le ultime leggi per affrontare il copyright nella societa&#8217; dell&#8217;informazione&#8221; continua Voss &#8220;risalgono a 17 anni fa, e l&#8217;internet di oggi e&#8217; fondamentalmente diverso da quello che era nel 2001&#8221;. Nel mondo della rete &#8220;ci sono opportunita&#8217; ma anche importanti inconvenienti. In particolare, gli editori e gli artisti di notizie, specialmente quelli piu&#8217; piccoli, non vengono pagati a causa delle pratiche di potenti piattaforme di condivisione dei contenuti online e aggregatori di notizie&#8221;. Secondo Voss, &#8220;questo e&#8217; sbagliato e bisogna intervenire&#8221;. &#8220;Il principio di una retribuzione equa per il lavoro svolto &#8211; ha aggiunto &#8211; dovrebbe applicarsi a tutti, ovunque, sia nel mondo reale che in quello virtuale&#8221;. La decisione di avviare i negoziati sara&#8217; annunciata in occasione dell&#8217;apertura della sessione plenaria di luglio il 2 luglio. In questo momento, i parlamentari europei possono contestare questa decisione e chiedere la votazione in plenaria sull&#8217;opportunita&#8217; o meno di avviare negoziati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/20/internet-europarlamento-chiede-piu-tutele-per-diritto-dautore/">Internet, Europarlamento chiede più tutele per diritto d&#8217;autore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>La metà degli utenti di internet crede alle Fake News</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/04/la-meta-degli-utenti-di-internet-crede-alle-fake-news/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 21:57:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I telegiornali sono usati abitualmente per informarsi dal 60,6% degli italiani, ma solo dal 53,9% dei giovani. La seconda fonte d’informazione è Facebook con il 35%, ma nel caso degli under 30 il social network sale al 48,8%. Tra i mezzi utilizzati per informarsi dai giovani seguono i motori di ricerca su internet come Google [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/04/la-meta-degli-utenti-di-internet-crede-alle-fake-news/">La metà degli utenti di internet crede alle Fake News</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I telegiornali sono usati abitualmente per informarsi dal 60,6% degli italiani, ma solo dal 53,9% dei giovani. La seconda fonte d’informazione è Facebook con il 35%, ma nel caso degli under 30 il social network sale al 48,8%.</p>
<p>Tra i mezzi utilizzati per informarsi dai giovani seguono i motori di ricerca su internet come Google (25,7%) e YouTube (20,7%). Le persone più istruite, diplomate o laureate, restano affezionate ai tg generalisti (62,1%), ai giornali radio (25,3%) e alle tv all news (23,7%), ma danno comunque molta importanza a Facebook (41,1%). I quotidiani vengono al sesto posto nella classifica generale: li usa regolarmente per informarsi il 14,2% della popolazione, il 15,1% delle persone più istruite, ma solo il 5,6% dei giovani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A più della metà degli utenti di internet è capitato di dare credito a notizie false circolate in rete: è successo spesso al 7,4%, qualche volta al 45,3%, per un totale pari al 52,7%.</p>
<p>La percentuale scende di poco, rimanendo comunque al di sopra della metà, tra le persone più istruite (51,9%), ma sale fino al 58,8% tra i giovani under 30, che dichiarano di aver creduto spesso alle bufale in rete nel 12,3% dei casi. Quali sono i giudizi espressi sulle fake news? Per tre quarti degli italiani (77,8%) si tratta di un fenomeno pericoloso, soprattutto per i diplomati e laureati (80,8%).</p>
<p>Proprio i più istruiti ritengono, con valori superiori alla media della popolazione, che le bufale sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74,1%) e che favoriscono il populismo (69,4%). I giovani invece danno meno peso a queste valutazioni. Il 44,6% ritiene che l’allarme sulle fake news sia sollevato dalle vecchie élite, come i giornalisti, che a causa del web hanno perso potere.</p>
<p>Nell’epoca della disintermediazione digitale, app e startup stanno rimodellando abitudini e comportamenti quotidiani. Il 39,7% degli utenti di internet controlla il proprio conto corrente grazie all’home banking (circa 15 milioni di persone), il 37,7% fa shopping in rete. Non decollano, però, le prenotazioni sul web delle visite mediche (8%), né i rapporti online con le pubbliche amministrazioni (14,9%).</p>
<p>Cresce invece il fenomeno del self-tracking: oggi il 13,2% degli italiani si avvale di dispositivi digitali per monitorare e archiviare informazioni sul proprio stile di vita (attività fisica e sportiva, dieta alimentare e altro). I servizi delle aziende del capitalismo digitale (da Uber a Airbnb, da Deliveroo a Foodora) sono state utilizzate nell’ultimo anno dal 6,9% degli italiani, con un coinvolgimento maggiore dei giovanissimi under 30 (10,4%) e delle persone più istruite (9,3%).</p>
<p>Questi servizi vengono promossi per il loro carattere innovativo (il 59,1% degli italiani riconosce loro il merito di aprire continuamente nuove strade all’innovazione) e perché fanno risparmiare tempo e denaro (54,1%). La preoccupazione maggiore resta l’impatto reale dell’app economy sui posti di lavoro: per il 44,7% degli italiani non si crea nuova e vera occupazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/04/la-meta-degli-utenti-di-internet-crede-alle-fake-news/">La metà degli utenti di internet crede alle Fake News</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Internet, Ue: ecco il codice contro i contenuti spazzatura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 14:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha dichiarato guerra alla &#8220;spazzatura&#8221; sul web: via tutti quei contenuti illeciti che incitano alla xenofobia e al razzismo, alla violenza e alla diffusione del terrorismo. E lo fa inoltrando alle piattaforme on line un pacchetto di principi e linee guida da seguire, per creare &#8220;un&#8217;autentica ed efficace Unione della sicurezza e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/28/internet-ue-ecco-il-codice-contro-i-contenuti-spazzatura/">Internet, Ue: ecco il codice contro i contenuti spazzatura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Commissione europea ha</strong> <strong>dichiarato guerra alla &#8220;spazzatura&#8221; sul web</strong>: <strong>via tutti quei contenuti illeciti che incitano alla xenofobia e al razzismo, alla violenza e alla diffusione del terrorismo.</strong> E lo fa inoltrando alle piattaforme on line un <strong>pacchetto di principi e linee guida da seguire, per creare &#8220;un&#8217;autentica ed efficace Unione della sicurezza e un mercato unico digitale piu&#8217; forte&#8221;.</strong> Alla Commmissione sta anche a cuore la <strong>fiducia dei cittadini nell&#8217;ambiente digitale, &#8220;che rappresenta un motore fondamentale di innovazione, crescita e occupazione&#8221;</strong>.</p>
<p>&#8220;Lo Stato di diritto si applica tanto online quanto offline. Non possiamo accettare un Far West digitale, dobbiamo agire&#8221;, il parere di<strong> Vera Jourová,</strong> Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parita&#8217; di genere, che ha aggiunto: &#8220;<strong>il codice di condotta concordato con Facebook, Twitter, Google e Microsoft dimostra che un approccio basato sull&#8217;autoregolamentazione puo&#8217; essere un buon esempio e dare risultati</strong>. Tuttavia, se le imprese del settore tecnologico non onoreranno i propri impegni, noi lo faremo&#8221;. D&#8217;altronde, &#8220;le piattaforme online impiegano piu&#8217; di una settimana per rimuovere i contenuti illeciti in oltre il 28 per cento dei casi&#8221;, come ricorda Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l&#8217;Economia e la societa&#8217; digitali.</p>
<p>Nella pratica<strong>, il codice di condotta esorta i colossi del web a collaborare piu&#8217; strettamente con le autorita&#8217; nazionali competenti,</strong> designando punti di contatto a cui ci si possa rivolgere rapidamente per rimuovere i contenuti illeciti. Inoltre, dovrebbero istituire meccanismi facilmente accessibili per consentire agli utenti di segnalare i contenuti illeciti e di investire in tecnologie di rilevazione automatica. Secondo punto urgente e&#8217; la rimozione dei contenuti illeciti, che dovrebbe avvenire il piu&#8217; rapidamente possibile, ed essere eventualmente soggetta a tempi specifici. Altrettanti meccanismo sono richiesti per prevenire il rischio di rimozione di contenuti leciti. Infine, la Commissione incoraggia vivamente l&#8217;ulteriore utilizzo e sviluppo di strumenti automatici per prevenire la ricomparsa di contenuti gia&#8217; rimossi. <strong>Le misure proposte fanno seguito alle conclusioni del Consiglio europeo del giugno 2017, ribadite dai leader del G7 e del G20, e costituiscono un primo elemento del pacchetto antiterrorismo annunciato dal Presidente Juncker</strong>. Al momento sono gia&#8217; stati adottati degli strumenti per rendere piu&#8217; sicuro il web, come la direttiva sulla Lotta contro l&#8217;abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, la direttiva sul Terrorismo, le proposte di riforma della Normativa Ue sul diritto d&#8217;autore e la direttiva sui Servizi di media audiovisivi, che rientrano anche nella strategia per il mercato unico digitale.</p>
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		<title>Minori migranti e internet: Save the Children, esperienze negative online per il 20% dei minori arrivati in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 10:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi un minore straniero su cinque ha rafforzato la propria decisione di partire in base alle immagini di amici e parenti viste sui social network, ma altrettanti hanno vissuto esperienze negative sulla Rete una volta arrivati in Italia. Il web è un fondamentale strumento di comunicazione con la famiglia e gli amici. Queste alcune delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/08/minori-migranti-e-internet-save-the-children-il-20-dei-minori-arrivati-in-italia-ha-vissuto-esperienze-negative-online/">Minori migranti e internet: Save the Children, esperienze negative online per il 20% dei minori arrivati in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi un minore straniero su cinque ha rafforzato la propria decisione di partire in base alle immagini di amici e parenti viste sui social network, ma altrettanti hanno vissuto esperienze negative sulla Rete una volta arrivati in Italia. Il web è un fondamentale strumento di comunicazione con la famiglia e gli amici.</p>
<p>Queste alcune delle evidenze dell’indagine qualitativa sull’utilizzo delle tecnologie digitali da parte dei minori migranti non accompagnati, arrivati in Italia cioè senza un adulto di riferimento e quindi particolarmente vulnerabili: oltre 12.000 giunti in Italia nel 2015, circa l’8% del totale degli arrivi e il fenomeno si profila in aumento, visto che nel solo mese di gennaio del 2016 ne sono arrivati 645, pari ad oltre il 12% degli arrivi. La ricerca, la prima realizzata su questa tematica, è stata realizzata e lanciata oggi da Save the Children, l’organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e tutelarne i diritti, alla vigilia del Safer Internet Day, la giornata dedicata alla promozione di un utilizzo positivo e consapevole delle tecnologie digitali che si celebra quest’anno il 9 febbraio.</p>
<p>La consultazione ha coinvolto 165 minori di età compresa tra i 15 e i 17 anni in alcune strutture di accoglienza attraverso l’Italia, da Lampedusa a Torino. La ricerca analizza come i ragazzi impieghino internet, smartphone e social network in tutte le fasi del loro viaggio, dal concepimento dell’idea di partire, sino all’attuale permanenza in Italia. I partecipanti provenivano in maggioranza dall’Egitto e dall’Africa sub-sahariana, ma anche da Pakistan, Bangladesh, Afghanistan e Albania.</p>
<p><strong><em>Accesso alla Rete. Quando internet ti spinge a partire</em></strong></p>
<p>L’accesso alla Rete nel Paese d’origine varia fortemente in base alla nazionalità dei partecipanti – i ragazzi egiziani erano i più “connessi” mentre quelli provenienti da contesti sub-sahariani avevano possibilità di accesso scarse o nulle – ma l’uso di internet aumentava notevolmente per tutti una volta giunti in Italia. La maggior parte di loro ha detto di avere a diposizione uno smartphone e utilizzare internet tramite wi-fi o dalle postazioni fisse nelle strutture che li ospitano o che frequentano.</p>
<p>Per quasi un minore su cinque (18,78%) di coloro che avevano accesso a internet nel Paese di origine (per la maggior parte minori egiziani), la Rete ha contribuito a rafforzare l’idea della partenza, insieme ai racconti di amici e parenti residenti all’estero. Vedere sui social network belle foto della vita in Italia postate da amici e conoscenti connazionali, rappresentazione vera o costruita ma per loro promessa di un sogno realizzato, ha alimentato il desiderio di partire e creato aspettative che, in diversi casi, si sono poi scontrate con una realtà diversa.</p>
<p>“<em>Ho deciso di venire in Italia perché ho visto delle foto di alcuni amici su Facebook, erano belle&#8230; quando erano in Egitto le loro facce erano stanche mentre in quelle foto erano belli, riposati, con il sorriso. (…) per convincere mio padre a pagarmi il viaggio, gli mostravo le foto (…) Quando sono arrivato in Sicilia, ho telefonato al mio amico al numero italiano che avevo trovato sulla sua pagina Facebook. (…) Il mio amico ha iniziato a raccontarmi le sue difficoltà e mi ha consigliato di rimanere nella struttura fino a quando non avrò il permesso di soggiorno. Solo ora mi sono reso conto delle bugie del web. ” (</em>M., 17 anni egiziano).</p>
<p>C’è anche chi dice che i trafficanti volevano che lui usasse Facebook per comunicare quando fosse arrivato in Italia, per farsi poi inviare la parte rimanente dei soldi per il viaggio; o ancora chi lo ha utilizzato per identificare le rotte da seguire durante il percorso.</p>
<p><strong><em>Un viaggio troppo difficile da fotografare</em></strong></p>
<p>La maggior parte dei ragazzi ha dichiarato di non aver scattato né foto né video durante il viaggio, sia per indisponibilità di un telefono con dette funzioni, sia perché non avevano modo di caricarlo o temevano gli venisse sottratto.</p>
<p>“<em>Non c’era nulla da fotografare. Eravamo stretti dentro la barca: come avremmo potuto fare delle foto? Quello che abbiamo vissuto in questo viaggio non lo scorderemo mai finché vivremo…anche se vivessimo cent’anni”</em>. S., egiziano, 18 anni.</p>
<p><strong><em>Più vicini a casa con internet</em></strong></p>
<p>Per quelli che sono dotati di dispositivi più moderni, i telefonini hanno più che altro la funzione di portare con sé un pezzo di casa: le foto del proprio Paese, ma soprattutto dei propri familiari.</p>
<p>Ora che vivono nel nostro Paese, la Rete consente loro di mantenersi in contatto con famiglia e amici, fare nuove conoscenze e anche svagarsi, svolgendo quindi un’importante funzione di decompressione da esperienze estremamente pesanti, o ancora per cercare lavoro o imparare la lingua.</p>
<p>H., 17 anni, pakistano, <em>“Io ho scaricato una app per studiare che mi aiuta a tradurre e poi per chiamare la famiglia e gli amici”.</em></p>
<p><strong><em>I rischi: non cadiamo nella Rete</em></strong></p>
<p>I minori stranieri non accompagnati sono particolarmente esposti ai rischi associati a un utilizzo non consapevole della Rete, poiché sono soli, non supportati dalla presenza di riferimenti adulti e spesso senza una rete di relazioni sul territorio, hanno una scarsa o assente conoscenza della lingua e sono privi di quelle competenze digitali in grado di guidarli nelle loro scelte online.</p>
<p>I risultati emersi evidenziano come il rischio di adescamento (ad esempio attraverso la richiesta di materiale fotografico in cambio di denaro) e/o di sfruttamento sia particolarmente alto tra questi ragazzi. Il 19,4% di loro ha raccontato di aver avuto brutte esperienze su internet, principalmente in relazione a virus e a tentativi di approccio da parte di sconosciuti.</p>
<p><em>“Mi è capitato di comunicare con delle persone che avevano profili falsi. Mi chiedevano di pubblicare e condividere delle foto in cambio di soldi (…) All’inizio ci ho creduto e l’ho fatto ma poi quando ho scoperto che era tutto falso non l’ho più fatto”, </em>dice M., 18 anni del Gambia.</p>
<p><strong>Azioni concrete per un uso consapevole della Rete</strong></p>
<p>“L’indagine rivela che internet ha un ruolo molto importante nella vita dei minori migranti, sia in senso positivo, come opportunità, sia come rischio”. “Fornire ai ragazzi e alle ragazze migranti le conoscenze necessarie per utilizzare in modo positivo e consapevole la Rete è fondamentale. Per molti, soprattutto quelli in arrivo dai Paesi più deprivati, il mondo di internet è una vera scoperta, ma questo li espone ancora di più ai rischi rispetto ai coetanei. L’accesso a internet e l’educazione a farne un uso sicuro devono essere garantiti in ogni struttura di accoglienza, con un’adeguata formazione degli operatori, affinché possano svolgere questo ruolo guida”, ha commentato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia Europa di Save the Children. “È importante che questo messaggio sia accolto non solo dall’Italia ma da tutta l’Europa e che questo gruppo di minori particolarmente vulnerabile non sia dimenticato quando le istituzioni intervengono per rendere la Rete un luogo più sicuro per i bambini e gli adolescenti”.</p>
<p>In linea con il messaggio che guida le iniziative del Safer Internet Day di quest’anno, <strong><em>“Play your part”</em></strong>, fai la tua parte, l’Organizzazione sottolinea come sia essenziale sensibilizzare i ragazzi sul ruolo attivo che possono svolgere nella creazione di messaggi chiari e non distorti riguardo all’esperienza del viaggio e della vita in Italia.</p>
<p>“È infatti consuetudine postare sui social network solo la rappresentazione del lato positivo delle cose o di noi stessi e a questa dinamica non sfuggono nemmeno coloro che sono arrivati da poco nel nostro Paese. Le conseguenze sono però spesso nefaste per coloro che, rimasti in patria, si lasciano abbagliare dalle promesse di questa realtà distorta e da esse vengono spinti a mettersi nelle mani dei trafficanti senza piena consapevolezza dei rischi ai quali vanno incontro”.</p>
<p>È essenziale inoltre promuovere azioni di informazione e di sensibilizzazione, anche nelle diverse lingue di origine, per mettere in guardia i minori stranieri non accompagnati sui rischi che corrono sul web, così  come rafforzare i canali di ascolto e di raccolta di segnalazioni da parte dei minori migranti circa i rischi di adescamento sessuale o di sfruttamento che incontrano su Internet e anche gli interventi di contrasto a questi fenomeni, anche mediante la collaborazione tra le forze di polizia deputate nei diversi Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/08/minori-migranti-e-internet-save-the-children-il-20-dei-minori-arrivati-in-italia-ha-vissuto-esperienze-negative-online/">Minori migranti e internet: Save the Children, esperienze negative online per il 20% dei minori arrivati in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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