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	<title>isis Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Siria. Mogherini(Ue): &#8220;Necessaria un&#8217;alleanza globale anti-Isis&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 20:16:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Massimo impegno verra&#8217; assunto &#8220;nel richiedere l&#8217;immediata convocazione della coalizione globale anti-Isis&#8221;, come conseguenza dell&#8217;offensiva militare turca nel nord-est della Siria, e alla luce della &#8220;seria minaccia che il ritorno dell&#8217;Isis costituisce non solo per l&#8217;Unione europea, ma per l&#8217;intera regione e la comunita&#8217; internazionale&#8221;. Ad affermarlo e&#8217; l&#8217;Alto rappresentante per gli Affari esteri e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo impegno verra&#8217; assunto &#8220;nel richiedere l&#8217;immediata convocazione della coalizione globale anti-Isis&#8221;, come conseguenza dell&#8217;offensiva militare turca nel nord-est della Siria, e alla luce della &#8220;seria minaccia che il ritorno dell&#8217;Isis costituisce non solo per l&#8217;Unione europea, ma per l&#8217;intera regione e la comunita&#8217; internazionale&#8221;. Ad affermarlo e&#8217; l&#8217;Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza europea Federica Mogherini, al termine del Consiglio Ue per gli Affari esteri che si e&#8217; svolto quest&#8217;oggi a Lussemburgo. Tutti i ministri degli esteri, ha detto Mogherini, &#8220;hanno dato il loro importante contributo&#8221; per raggiungere &#8220;una posizione comune&#8221; sulla questione del conflitto siriano, con &#8220;una chiara condanna all&#8217;azione militare turca nel nord-est della Siria&#8221;. L&#8217;Alto rappresentante ha ringraziato tutti i ministri degli esteri Ue per l&#8217;impegno dimostrato &#8220;nel prendere chiare e dure opposizioni nazionali per quanto riguarda la politica delle esportazioni delle armi in Turchia&#8221;. Assicurando che sul tema esiste una &#8220;politica comune&#8221;, Mogherini ha detto che tale politica sara&#8217; &#8220;applicata da ogni Stato membro&#8221;. Impegno immediato e&#8217; stato espresso anche nell&#8217;affrontare la crisi umanitaria in atto, alla luce &#8220;di quanto si e&#8217; potuto accertare in queste ore nella regione nord-est siriana&#8221;. Infine, Mogherini ha concluso: &#8220;Vogliamo che la Commissione costituzionale per la Siria che si e&#8217; appena costituita tramite le Nazioni Unite possa iniziare immediatamente i propri lavori a Ginevra&#8221;, ribadendo il pieno sostegno e supporto delle istituzioni europee al lavoro dell&#8217;Onu. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/siria-mogheriniue-necessaria-unalleanza-globale-anti-isis/">Siria. Mogherini(Ue): &#8220;Necessaria un&#8217;alleanza globale anti-Isis&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Filippine: ancora 237.000 persone sfollate a Marawi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/05/23/filippine-ancora-237-000-persone-sfollate-a-marawi/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 18:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Altre 164.000 persone sono tornate in città, praticamente distrutta dopo cinque mesi di assedio (23 maggio – 23 ottobre 2017), anche se il luogo epicentro della battaglia rimane inaccessibile. Gli sfollati, molti sotto forte stress psicologico, difficilmente ricevono sostegno dalla comunità internazionale. All’interno della città, la rete idrica è stata distrutta al 95%. Una delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Altre 164.000 persone sono tornate in città, praticamente distrutta dopo cinque mesi di assedio (23 maggio – 23 ottobre 2017), anche se il luogo epicentro della battaglia rimane inaccessibile. Gli sfollati, molti sotto forte stress psicologico, difficilmente ricevono sostegno dalla comunità internazionale. All’interno della città, la rete idrica è stata distrutta al 95%. Una delle cinque stazioni di pompaggio è completamente distrutta e le altre quattro necessitano di riparazioni urgenti per essere operative.</p>
<p>“Stiamo parlando di&nbsp;<strong>un assedio senza precedenti nel Paese che è durato cinque mesi e che ha trasformato Marawi in una città fantasma</strong>;” dice Javad Amoozegar, che nel 2017 ha diretto l’Emergency Response Team di Azione contro la Fame in Filippine. Azione contro la Fame è stata la prima organizzazione internazionale ad assistere gli sfollati e ad entrare in città quando è stata dichiarata la fine dell’assedio.</p>
<p>“Anche se la battaglia si è ufficialmente conclusa il 23 ottobre, il livello di distruzione rende quasi impossibile il ritorno sette mesi dopo e&nbsp;<strong>237.000 sfollati [354.000 persone hanno inizialmente lasciato la città] vivono ancora negli insediamenti o nelle comunità di accoglienza</strong>, che coprono a malapena i loro bisogni primari: dipendono dagli aiuti alimentari e dall’acqua acquistata da fornitori privati ​​o fornita da camion cisterna,” spiega Benedetta Lettera, referente regionale di Azione contro la Fame in Filippine. “<strong>A questa situazione delicata si è aggiunto l’impatto della tempesta tropicale Vinta, che il 22 dicembre ha colpito 175.000 persone</strong>“, aggiunge Amoozegar.</p>
<p>“Molti degli sfollati erano agricoltori o vivevano grazie ai loro orti: hanno perso tutti i loro mezzi di sussistenza – spiega Lettera – l’assedio ha completamente interrotto le dinamiche di mercato: Marawi era il principale centro commerciale e fornitore di beni per le comunità costiere del lago Lanao, ma l’impatto economico dell’operazione militare ha distrutto il commercio”.</p>
<p>Amoozegar avverte del rischio di radicalizzazione dei giovani senza via d’uscita o aspettative future: “Trovano nell’affiliazione ai gruppi jihadisti un’opzione di vita facile in un contesto di estrema povertà. Quello che è successo a Marawi potrebbe riaffiorare in qualsiasi momento in qualsiasi altra parte dell’isola di Mindanao”.</p>
<p>VOCI DI MARAWI</p>
<p><strong>Il team di Azione contro la Fame a Marawi, che gestisce l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari nella zona, ha raccolto le testimonianze di alcuni sfollati&nbsp;</strong>nel dossier “Voci di Marawi” per cercare di dare visibilità ad una crisi poco conosciuta.</p>
<p>“<strong>Prima avevamo una grande casa, un panificio e un fast food. Ora viviamo in un container.</strong>&nbsp;È difficile adattarsi a questa vita, soprattutto perché non sappiamo quando possiamo tornare a casa nostra,” dice&nbsp;<strong>Aliyah Pacalundo, 67 anni</strong>, che ancora non può tornare al ground zero di Marawi. Suo marito è sopravvissuto per 16 giorni a base di riso e acqua senza lasciare casa per paura dei cecchini.</p>
<p>“<strong>L’arrivo dell’ISIS ha cambiato tutto</strong>: prima hanno dato fuoco alla scuola di Dansalan, dove studiavano molti dei miei cugini. Poi hanno ucciso diversi cristiani e gli hanno tagliato la testa. Ho visto le teste a terra. Ho visto anche gambe e braccia mutilate,” dice&nbsp;<strong>Jawada Pacalundo, una ragazzina di 12 anni</strong>&nbsp;che è riuscita a superare i checkpoint con i suoi genitori e la sua tata cristiana nascosta nel bagagliaio.</p>
<p><strong>Johairah Macaombao, 27 anni</strong>, è tornata in città: “La guerra si è conclusa in ottobre e il 19 gennaio ci è stato permesso di tornare a casa nostra, ma all’arrivo abbiamo visto che era stata del tutto saccheggiata. E abbiamo perso anche i nostri mezzi di sostentamento, perché prima della guerra eravamo agricoltori, ma Marawi non ha più un mercato per vendere i nostri prodotti. Se andiamo nella città di Illigan, spendiamo di più nel trasporto di quanto guadagniamo con le vendite.&nbsp;<strong>È sempre più difficile sopravvivere senza un reddito: i miei figli chiedono cibo, piangono costantemente perché hanno fame</strong>, ma non abbiamo niente da dargli.”</p>
<p>“Con l’assedio è venuta a mancare anche la spazzatura, della quale vivevamo”, dice&nbsp;<strong>Arma Dulon, 45 anni</strong>, che ricavava i suoi principali mezzi di sussistenza grazie al deposito di scarti di Marawi.</p>
<p>“Ora non abbiamo cibo, nemmeno il riso.&nbsp;<strong>Certi giorni non guadagniamo neanche un centesimo perché Marawi non genera più rifiuti e quindi l’attività di riciclaggio è quasi completamente ferma</strong>. La mia figlia più piccola, Alimira, è stato molto male: prima ha avuto il morbillo e poi ha cominciato ad assottigliarsi sempre di più, fino al punto che i suoi occhi hanno perso il loro splendore. Gli anziani della zona hanno detto che era a causa della contaminazione causata dalle bombe, ma penso che sia anche per la spazzatura e per l’acqua che beviamo, che è contaminata.”</p>
<p><strong>Azione contro la Fame lavora nelle Filippine dal 2000 con un team di oltre 80 persone. A Marawi fornisce acqua potabile e servizi igienici di base</strong>, così come supporto nutrizionale e psicosociale alle comunità e alle famiglie sfollate. Sostiene anche un programma per l’attivazione di mezzi di sussistenza alternativi per le famiglie ritornate a Marawi dopo l’assedio.</p>
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		<title>Kenia. Imboscata a Campus Universitario. Diversi morti e feriti</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 09:50:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Almeno due morti e diversi feriti in un&#8217;imboscata che ha preso di mira oggi un pullman di studenti diretti al campus dell&#8217;universita&#8217; di Mombasa, il principale porto del Kenya: a riferirlo l&#8217;edizione online del &#8216;Daily Nation&#8217;, uno dei principali quotidiani del Paese. Stando a questa ricostruzione, a perdere la vita sono state due impiegate dell&#8217;ateneo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Almeno due morti e diversi feriti in un&#8217;imboscata che ha preso di mira oggi un pullman di studenti diretti al campus dell&#8217;universita&#8217; di Mombasa, il principale porto del Kenya: a riferirlo l&#8217;edizione online del &#8216;Daily Nation&#8217;, uno dei principali quotidiani del Paese.<br />
Stando a questa ricostruzione, a perdere la vita sono state due impiegate dell&#8217;ateneo, la Technical University.<br />
Secondo testimoni e responsabili di polizia, l&#8217;imboscata e&#8217; stata condotta da una decina di uomini armati. L&#8217;agguato e&#8217; avvenuto nella contea di Kwale. Gli studenti stavano raggiungendo il campus dai loro ostelli.<br />
Nel riferire dell&#8217;episodio, la stampa di Nairobi ricorda il precedente del 2015, quando l&#8217;irruzione di un commando del gruppo islamista Al Shaabab nell&#8217;universita&#8217; della citta&#8217; di Garissa si era concluso con un bilancio di 148 studenti uccisi. Il Kenya sta vivendo una fase di tensione anche per l&#8217;annullamento, a causa di irregolarita&#8217;, della rielezione del presidente Uhuru Kenyatta.</p>
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		<title>Isis: “Prossimo obiettivo l&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Aug 2017 10:03:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sul social Telegram è stato pubblicato un messaggio in un canale filo Isis. L’Italia sembrerebbe come prossimo obiettivo dei terroristi. Lo riporta Site, l’organizzazione statunitense che si occupa di monitorare l’estremismo islamico sul web.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/08/20/isis-prossimo-obiettivo-litalia/">Isis: “Prossimo obiettivo l&#8217;Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul social Telegram è stato pubblicato un messaggio in un canale filo Isis. L’Italia sembrerebbe come prossimo obiettivo dei terroristi.</p>
<p>Lo riporta Site, l’organizzazione statunitense che si occupa di monitorare l’estremismo islamico sul web.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/08/20/isis-prossimo-obiettivo-litalia/">Isis: “Prossimo obiettivo l&#8217;Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Teheran: attacco terroristico, almeno 12 morti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/06/07/teheran-attacco-terroristico-almeno-12-morti/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 15:51:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Teheran, capitale della Repubblica Islamica d’Iran, è stata colpita questa mattina da un triplice attacco terroristico: il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 12 vittime. Obiettivi dell’azione militare, immediatamente rivendicata dallo Stato Islamico, sono stati il parlamento e il mausoleo dell’Ayatollah Khomeini. Stando alle notizie confermate dal ministro dell’Intelligence iraniano, la situazione al parlamento sarebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Teheran, capitale della Repubblica Islamica d’Iran, è stata colpita questa mattina da un triplice attacco terroristico</strong>: il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 12 vittime. Obiettivi dell’azione militare, immediatamente rivendicata dallo Stato Islamico, sono stati il parlamento e il mausoleo dell’Ayatollah Khomeini.</p>
<p>Stando alle notizie confermate dal ministro dell’Intelligence iraniano, <strong>la situazione al parlamento sarebbe rimasta a lungo&nbsp; critica</strong>, con gli attentatori asserragliati all’interno dell’edificio insieme a un numero non precisato di ostaggi. Secondo l’agenzia iraniana Fars, la situazione sarebbe adesso sotto controllo e il commando composto da 4 attentatori neutralizzato.</p>
<p>Sarebbero quattro gli attentatori che, indossando abiti da donna, hanno fatto irruzione questa mattina all’interno del parlamento. I terroristi avrebbero trasportato le armi sotto le lunghe tuniche ed interrotto una seduta dell’aula. Secondo alcune fonti di stampa, <strong>nell’assalto al parlamento sarebbero rimaste uccise almeno cinque persone</strong>.</p>
<p>Dopo una giornata di terrore, con il commando che avrebbe preso anche un numero non confermato di ostaggi, l<strong>‘agenzia di stampa iraniana ‘Fars’ ha riferito che tutti e quattro gli attentatori del parlamento di Teheran sono stati uccisi dalle forze di sicurezza</strong>.</p>
<p><strong>L’altro obiettivo dell’attacco è stato il mausoleo dell’Ayatollah Khomeini</strong>, padre fondatore della Repubblica Islamica d’Iran. Stando a quanto riferito da fonti di stampa locale, un attentatore sarebbe riuscito a farsi esplodere mentre l’altro sarebbe stato neutralizzato dalle forze di sicurezza. Ancora poco chiaro il bilancio dell’esplosione, con ricostruzioni che parlano di “diversi feriti”.</p>
<p><strong>Gli attacchi sono stati immediatamente rivendicati online dallo Stato Islamico</strong>. L’Iran è infatti uno dei paesi più impegnati nella guerra contro il califfato di Al Baghdadi, presente con organizzazioni militari e paramilitari sia in Siria che in Iraq. Nonostante questo impegno in prima linea, però, gli estremisti sunniti non avevano ancora preso di mira il più grande paese sciita della regione. Un’escalation preoccupante, anche alla luce del precipitare della situazione nel golfo persico dopo la<a href="http://www.dire.it/05-06-2017/125705-golfo-persico-4-paesi-dicono-addio-al-qatar-rotte-le-relazioni/"> crisi nelle relazioni tra il ‘filo-iraniano’ Qatar e i paesi della penisola arabica</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/06/07/teheran-attacco-terroristico-almeno-12-morti/">Teheran: attacco terroristico, almeno 12 morti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Attentato Manchester, fratello kamikaze: &#8220;Noi fedeli all&#8217;Isis&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/05/24/attentato-manchester-fratello-kamikaze-noi-fedeli-allisis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 20:23:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Salman El Abedi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un comunicato della Rada, le forze anti-terrorismo libiche citate dal Newsweek si apprende che Hashem Abedi &#8220;ha confessato di aver aderito all&#8217;Isis con suo fratello Salman El Abedi&#8220;, autore dell&#8217;attentato di Manchester e ha ammesso di essere &#8220;totalmente al corrente di tutti i dettagli dell&#8217;operazione terroristica&#8221;. Il ventenne è stato arrestato ieri sera a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/24/attentato-manchester-fratello-kamikaze-noi-fedeli-allisis/">Attentato Manchester, fratello kamikaze: &#8220;Noi fedeli all&#8217;Isis&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un comunicato della Rada, le forze anti-terrorismo libiche citate dal Newsweek si apprende che <strong>Hashem Abedi</strong> &#8220;ha confessato di aver aderito all&#8217;<strong>Isis</strong> con suo fratello <strong>Salman El Abedi</strong>&#8220;, autore dell&#8217;<strong>attentato di Manchester</strong> e ha ammesso di essere &#8220;totalmente al corrente di tutti i dettagli dell&#8217;operazione terroristica&#8221;. Il ventenne è stato arrestato ieri sera a Tripoli insieme al padre, <strong>Ramadan Abedi</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/05/24/attentato-manchester-fratello-kamikaze-noi-fedeli-allisis/">Attentato Manchester, fratello kamikaze: &#8220;Noi fedeli all&#8217;Isis&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Afghanistan, gli Usa sganciano superbomba contro l’Isis. Trump: &#8220;Grande successo militare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 20:24:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le forze statunitensi hanno sganciato la più potente bomba ‘non nucleare’ in Afghanistan, nella provincia di Nangarhar, al confine con il Pakistan. La notizia è stata diffusa dal portavoce del Pentagono Adam Stump. L’ordigno impiegato è la bomba Gbu-43 Moab – massive ordnance air blast bomb. Si tratta della prima volta che l’esercito statunitense impiega [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/13/afghanistan-gli-usa-sganciano-superbomba-contro-lisis-trump-altro-grande-successo-militare/">Afghanistan, gli Usa sganciano superbomba contro l’Isis. Trump: &#8220;Grande successo militare&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le forze statunitensi hanno sganciato la più potente bomba ‘non nucleare’ in Afghanistan</strong>, nella provincia di Nangarhar, al confine con il Pakistan. La notizia è stata diffusa dal portavoce del Pentagono Adam Stump.</p>
<p>L’ordigno impiegato è la bomba Gbu-43 Moab – massive ordnance air blast bomb. <strong>Si tratta della prima volta che l’esercito statunitense impiega questa bomba</strong>, contenente oltre 10 tonnellate di esplosivo e capace di distrusuggere tutto quello che incontra nel raggio di centinaia di metri. Ed è la sua enorme forza distruttrice, insieme all’acronimo Moab, ad averle fatto guadagnare il soprannome di<strong> “mother of all bombs”, madre di tutte le bombe</strong>.</p>
<p>Il Pentagono ha riferito che un bombardiere MC-130 ha sganciato la bomba nella provincia di Nangarhar con<strong>l’obiettivo di distruggere una rete di tunnel dell’Isis</strong> e dei miliziani nel distretto di Achin. Nella stessa zona, un militare statunitense era rimasto ucciso in uno scontro a fuoco durante un’operazione contro i jihadisti.</p>
<p><span style="line-height: 1.5;">&#8220;Un altro grande successo delle nostre forze armate. Noi abbiamo i migliori militari ne mondo e hanno fatto un grande lavoro come sempre. Hanno avuto la totale autorizzazione&#8221;. Così il<strong> presidente Usa Donald Trump,</strong> parlando della &#8216;<strong>madre di tutte le bombe&#8217; sganciata dagli Usa sull&#8217;Afghanistan</strong>. &#8220;Guardando cosa è successo negli ultimi otto anni rispetto a quello che abbiamo fatto nelle ultime otto settimane, si vede una grossa differenza&#8221;, ha aggiunto, come riporta Cnbc.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/13/afghanistan-gli-usa-sganciano-superbomba-contro-lisis-trump-altro-grande-successo-militare/">Afghanistan, gli Usa sganciano superbomba contro l’Isis. Trump: &#8220;Grande successo militare&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Egitto, attacchi a chiese:  Isis rivendica responsabilità</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/04/09/egitto-attacchi-a-chiese-isis-rivendica-responsabilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Apr 2017 13:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[attacchi a chiese]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità degli attacchi a due chiese cristiane in Egitto. Lo ha riferito l&#8217;agenzia Amaq, vicina al gruppo terrorista. I due attentati, secondo testimoni e forze di sicurezza, sarebbero stati condotti da attentatori suicidi. Il bilancio totale delle vittime è per ora di almeno 36 morti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/09/egitto-attacchi-a-chiese-isis-rivendica-responsabilita/">Egitto, attacchi a chiese:  Isis rivendica responsabilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità degli attacchi a due chiese cristiane in Egitto.</strong> Lo ha riferito l&#8217;agenzia Amaq, vicina al gruppo terrorista. I due attentati, secondo testimoni e forze di sicurezza, sarebbero stati condotti da attentatori suicidi. Il bilancio totale delle vittime è per ora di almeno 36 morti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/09/egitto-attacchi-a-chiese-isis-rivendica-responsabilita/">Egitto, attacchi a chiese:  Isis rivendica responsabilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Strage di Istanbul, l&#8217;Isis rivendica l&#8217;attentato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 20:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è la mano del Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi dietro l’attentato che ha sconvolto la Turchia nella notte di Capodanno. Dopo oltre 30 ore, l’Isis ha infatti rivendicato l’azione terroristica nel locale di Istanbul, che ha causato 39 vittime ed oltre 70 feriti. Nella rivendicazione, i seguaci di al-Baghdadi attaccano la Turchia “serva dei crociati” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/02/strage-di-istanbul-lisis-rivendica-lattentato/">Strage di Istanbul, l&#8217;Isis rivendica l&#8217;attentato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è la mano del Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi dietro l’attentato che ha sconvolto la Turchia nella notte di Capodanno. Dopo oltre 30 ore, l’Isis ha infatti rivendicato l’azione terroristica nel locale di Istanbul, che ha causato 39 vittime ed oltre 70 feriti.</p>
<p>Nella rivendicazione, i seguaci di al-Baghdadi attaccano la Turchia “serva dei crociati” e celebrano l’attentatore, “un eroico soldato del califfato”, che ha colpito “il più famoso nightclub dove i cristiani stavano celebrando la loro festa apostatica”.</p>
<p>L’attentatore sarebbe originario dell’Asia centrale, Uzbekistan o Kirgizistan, ex repubbliche sovietiche a maggioranza turcofona. Stando alle ultime ricostruzioni, l’attentato al Reina Club è durato circa sette minuti. L’attentatore, ripreso in un filmato della videosorveglianza, sarebbe entrato nel locale gremito di folla con indosso un cappuccio bianco. Ha poi aperto il fuoco con un fucile automatico. Almeno 39 i morti, 28 dei quali stranieri. Secondo il ministro degli Interni turco, Suleyman Soylu, l’uomo “sarà catturato presto”.(Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/02/strage-di-istanbul-lisis-rivendica-lattentato/">Strage di Istanbul, l&#8217;Isis rivendica l&#8217;attentato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Monaco: più interrogativi che risposte</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/07/26/95483/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 10:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[interrogativi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stato di emergenza a Monaco di Baviera nella sera di venerdì scorso: dalle prime notizie sulla sparatoria nel centro commerciale Olympia a nord della città si è subito pensato a un attacco terroristico. Il centro commerciale e la stazione sono stati evacuati, i treni e il traffico locale bloccati, così come strade ed autostrade. La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/26/95483/">Monaco: più interrogativi che risposte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stato di emergenza a <strong>Monaco di Baviera</strong> nella sera di venerdì scorso: dalle prime notizie sulla sparatoria nel centro commerciale Olympia a nord della città si è subito pensato a un attacco terroristico. Il centro commerciale e la stazione sono stati evacuati, i treni e il traffico locale bloccati, così come strade ed autostrade. La polizia ha twittato in sette lingue richiamando la popolazione a rimanere in casa. E’ stato richiesto l’intervento dell’unità antiterrorismo della polizia federale, gli ospedali di Monaco hanno lanciato l’”allarme catastrofe”. Il Ministro dell’Interno ha annullato il programmato viaggio in America, mentre i media diffondevano il panico e alcuni raccontavano che l’ISIS stesse già festeggiando vittoria.</p>
<p>Nel corso della serata le cose si sono fatte più chiare: non si trattava di un attentato dell’ISIS, né di un gruppo organizzato, ma di un singolo. I primi testimoni e video amatoriali facevano pensare a un background di estrema destra, dal momento che l’omicida avrebbe urlato “Fuori gli stranieri!” e “Sono tedesco, sono cresciuto qui”.</p>
<p>Nel frattempo si è definito l’autore del massacro: uno studente diciottenne, figlio di genitori iraniani, nato e cresciuto a Monaco. Come sia giunto in possesso delle armi è ancora da chiarire. Il bilancio è di dieci morti, tra cui il giovane stesso, suicida, 26 feriti, alcune persone in stato di shock e controlli di sicurezza aumentati di molto, situazione che presumibilmente non cambierà presto.</p>
<p>Secondo un rapporto di “Süddeutsche Zeitung” lo studente avrebbe pianificato l’attentato a lungo e scelto dei giovani di origine straniera, tramite falso profilo Facebook, per attrarli all’interno del centro commerciale. “A causa vostra sono stato deriso per sette anni. Adesso devo armarmi per ammazzarvi tutti!”, lo si sente dire in un video girato con il cellulare. Le vittime sono effettivamente giovani provenienti da Kosovo, Turchia e Grecia, tutti residenti a Monaco e dintorni. Da una perquisizione a casa del killer è risultato che si interessava già da tempo di episodi stragisti.</p>
<p>Cosa abbia mosso un giovane descritto dai vicini come “tranquillo e gentile” a commettere un tale massacro non potrà mai definitivamente essere chiarito. Sembra certo che era in trattamento psichiatrico a causa di depressione. All’accertarsi graduale dei fatti sorgono via via nuove inquietanti domande, a cui non è facile dare risposta. Come evitare queste stragi? Da dove provengono tale violenza e tanto cieco odio?</p>
<p>La politica sembra non fornirci al momento risposte soddisfacenti. La dichiarazione del Ministro dell’Interno De Maizière, secondo cui i “video su Internet” sarebbero responsabili, non convince. Anche il commento del capo del governo bavarese Horst Seehofer: “Senza sicurezza non c’è libertà” dà molti spunti su cui riflettere. Voler condurre fino in fondo questo ragionamento significherebbe il totale controllo su ogni cittadino. Naturalmente non può essere questa la risposta…</p>
<p>Monaco è un ulteriore anello di una triste catena. Dopo le stragi di giovani negli USA e in Norvegia, anche di questa tragedia sentiremo a lungo gli effetti. Resta la speranza di poter finalmente cominciare a porsi le domande giuste. Queste conseguenze di violenza sono solo il riflesso di qualcosa di profondo e radicato nella nostra società. Abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma e di una società fondata davvero sui valori umani. Una società priva di oppressione e in cui la violenza e la sua emulazione non trovino spazio, aperta a tutti e in cui la cooperazione, la solidarietà e il calore umano siano più importanti dei valori materiali, del paese di provenienza o del reddito.</p>
<p style="text-align: right"><strong> Monaco </strong>&#8211; Pressenza Muenchen</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/26/95483/">Monaco: più interrogativi che risposte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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