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	<title>Kabul Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Afghanistan. Una casa per le ultime, sole a Kabul con i bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 11:32:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Donne e bambini soli. Per giorni agli angoli delle strade, senza più un posto dove andare. E senza nulla: alcune hanno venduto la casa, altre hanno lasciato il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/09/20/afghanistan-una-casa-per-le-ultime-sole-a-kabul-con-i-bambini/">Afghanistan. Una casa per le ultime, sole a Kabul con i bambini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Donne e bambini soli. Per giorni agli angoli delle strade, senza più un posto dove andare. E senza nulla: alcune hanno venduto la casa, altre hanno lasciato il villaggio portandosi dietro solo sacchi, paura e speranza. Sono le ultime di Kabul, quelle che non ce l&#8217;hanno fatta a partire.<br />
Che all&#8217;aeroporto &#8220;Hamid Karzai&#8221; non sono neanche riuscite ad arrivare dopo giorni di viaggio, in giorni di guerra e di attentati.<br />
La notizia, in tanta incertezza, è che alcune di loro troveranno una nuova casa. Ce ne saranno anzi tre, nel perimetro della capitale: la prima è già stata predisposta, le altre due verranno presto. Sarà una sistemazione di emergenza, forse per un anno o più, in attesa che la situazione si chiarisca e magari diventino possibili trasferimenti in sicurezza, di nuovo verso i villaggi d&#8217;origine o se necessario invece all&#8217;estero, attraverso il Pakistan o altre vie.<br />
Come riferisce &#8216;Oltremare&#8217;, magazine dell&#8217;Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), ad allestire le case per le sfollate afgane è in questi giorni la fondazione italiana Pangea.<br />
In Afghanistan dal 2003 con progetti per il microcredito e un&#8217;attenzione particolare per le donne, la formazione e il lavoro, l&#8217;ong promette di restare &#8220;per non tradire le promesse fatte e perché proprio questo è il momento del bisogno&#8221;. Parole del presidente Luca Lo Presti, un impegno di solidarietà che lo ha portato negli anni a far spola tra Milano e Kabul. Ad agosto, gli attivisti e i volontari della fondazione sono stati capofila per il corridoio di emergenza sull&#8217;espatrio dall&#8217;Afghanistan.<br />
Hanno animato una sala operativa al lavoro 24 ore su 24, in rete con i carabinieri del Tuscania e i paracadutisti della Folgore all&#8217;aeroporto di Kabul. Di loro si è letto per la messa in salvo di 270 persone, molte delle quali attiviste e collaboratrici afgane della fondazione con i loro bambini, arrivate all'&#8221;Hamid Karzai&#8221; in piccoli gruppi, con la &#8220;P&#8221; di Pangea disegnata sul palmo di una mano per farsi riconoscere dai militari italiani.<br />
&#8220;È stata una grande responsabilità, dovevamo mettere in sicurezza chi correva rischi nell&#8217;immediato, per se stesso e per i suoi parenti&#8221; ricorda Lo Presti. Lo sguardo, però, è rivolto al futuro. All&#8217;accoglienza delle sfollate di Kabul e ai corridoi umanitari da organizzare lungo la via immaginata dall&#8217;Onu, con la Risoluzione 1325, quella che riguarda nello specifico le donne, più vulnerabili non solo nell&#8217;Afghanistan dei taliban e dei nuovi burqa che in tante sono già state costrette a indossare. Sia chiaro: l&#8217;emergenza precede di molto la caduta di Kabul e il ritiro delle forze Nato.<br />
Secondo stime dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), donne e bambini hanno costituito l&#8217;80 per cento delle circa 400mila persone costrette a lasciare le loro case dal conflitto tra il gennaio e il maggio scorsi. Ad agosto, due giorni prima che i taliban prendessero la capitale, una portavoce dell&#8217;Onu aveva stimato in tre milioni e 300mila il numero degli &#8220;sfollati interni&#8221; in Afghanistan.<br />
A Roma, attraverso la rete dell&#8217;Associazione delle ong italiane (Aoi), Pangea è già impegnata in tavoli istituzionali.<br />
&#8220;Il nostro primo impegno sarà dare un contributo per ricollocare e inserire nella società centinaia di persone che siamo riusciti a portare nel nostro Paese&#8221; dice Lo Presti. &#8220;Con i rappresentanti del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, saremo nel coordinamento nazionale per i corridoi che si potranno aprire&#8221;.<br />
C&#8217;è poi la determinazione a restare in Afghanistan. Puntando su quei progetti che, in prospettiva, possono portare diritti e sviluppo in un Paese con un&#8217;economia al collasso, con banche e negozi ancora chiusi, in difficoltà per la mancanza d&#8217;acqua e di cibo e con un sistema sanitario che dipendeva all&#8217;80 per cento da donatori internazionali.<br />
&#8220;Stiamo contattando un centinaio di nostre persone in Afghanistan per ricucire la rete e far ripartire il progetto del microcredito&#8221; dice Lo Presti. &#8220;Con il ritiro americano c&#8217;è stato un momento di panico e di caos, nella ressa e negli attentati nella zona dell&#8217;aeroporto tante donne sono state picchiate, calpestate o uccise; è probabile ci sia però una fase di stabilizzazione e a quel punto bisognerà mantenere 20 anni di promesse: gli afgani si aspettano continuità e il momento di esserci è proprio questo&#8221;. (Vig/Dire)</p>
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		<title>Afghanistan: attentato a Kabul, un italiano tra i 14 morti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2015 08:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[farnesina]]></category>
		<category><![CDATA[impronta l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[luca marrelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La minaccia talebana torna a scuotere l’Afghanistan. Ieri sera, nella capitale Kabul, è stato attaccato un residence,  frequentato principalmente da stranieri. L’assalto ha provocato 14 morti, uno dei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/14/afghanistan-attentato-a-kabul-un-italiano-tra-i-14-morti/">Afghanistan: attentato a Kabul, un italiano tra i 14 morti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La minaccia talebana torna a scuotere l’Afghanistan. Ieri sera, nella capitale <strong>Kabul</strong>, è stato attaccato un residence,  frequentato principalmente da stranieri. <strong>L’assalto ha provocato 14 morti, uno dei quali di nazionalità italiana</strong>, come ha già avuto modo di confermare la Farnesina. Secondo alcuni giornalisti locali invece, gli italiani morti sarebbero due, ma per il momento il nostro Ministero degli Esteri non ha confermato. Tra le vittime (nove sono straniere) ci sarebbero anche <strong>un cittadino americano e quattro indiani</strong>, come hanno comunicato la polizia afghana e l’ambasciatore indiano.</p>
<p>A rivendicare la paternità dell’attentato al <strong>Guesthouse Park Palace</strong>, situata nel quartiere  di Shahr-e-Na, sono stati gli stessi talebani, che tramite una email inviata dal loro portavoce <strong>Zabihullah Mujahid</strong>, hanno comunicato di aver scelto quello specifico residence, perché molto frequentato da stranieri, americani in particolare. In particolare, nel testo della email, si legge che <em>“un attentatore suicida della provincia di Logar ha attaccato la guesthouse”</em>. Sono state rese note anche le generalità dell’attentatore, che risponderebbe al nome di <strong>Muhammad Idrees</strong>, il quale  <em>“armato di una pistola, un fucile e materiale esplosivo ha attaccato il luogo dove si trovavano oltre 100 persone&#8221;.</em></p>
<p>Fonti della polizia invece, si sono limitate a rendere noto che gli esecutori materiali sono rimasti uccisi, durante e dopo l’assalto, senza però precisare il numero degli stessi e confermare quindi la versione dei talebani. Le stesse forze dell’ordine hanno comunicato di aver evacuato ieri una ventina di persone dal residence, una delle quali ferita. Al Park Palace, residenza scelta molto spesso dai visitatori stranieri per la sua vicinanza con le strutture delle Nazioni Unite, sarebbero state presenti, al momento dell’assalto, <strong>tra le 80 e le 100 persone</strong>, che stavano assistendo ad uno spettacolo in onore di un ospite canadese. Nella struttura, si sarebbe dovuta svolgere un’esibizione di artisti turchi ed indiani.</p>
<p>L’attentato al Park Palace non è il primo in un residence che ospita cittadini stranieri in Afghanistan, che anzi sono un bersaglio preso di mira piuttosto di frequente dai talebani. Quello di Kabul non è stato l’unico attentato della giornata. Nella giornata di ieri infatti, dei miliziani, presumibilmente integralisti islamici, hanno attaccato un palazzo governativo a <strong>Lashkar Gah</strong>, capoluogo della provincia di Helmand, provocando <strong>la morte di almeno 12 persone</strong>.</p>
<p style="text-align: right">Luca Marrelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/14/afghanistan-attentato-a-kabul-un-italiano-tra-i-14-morti/">Afghanistan: attentato a Kabul, un italiano tra i 14 morti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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