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	<title>lampedusa Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Migranti. Notte di sbarchi a Lampedusa, in 2.644 all&#8217;hotspot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 09:58:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continua l&#8217;emergenza migranti a Lampedusa, dove nella notte sono giunte circa quattrocento persone a bordo di barchini grandi e piccoli.Guardia costiera e guardia di finanza lavorano senza sosta per intercettare le imbarcazioni e scongiurare il pericolo di nuove tragedie del mare. Una quindicina gli arrivi sulla più grande delle isole Pelagie. Il più consistente si [&#8230;]</p>
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<p>Continua l&#8217;emergenza migranti a Lampedusa, dove nella notte sono giunte circa quattrocento persone a bordo di barchini grandi e piccoli.<br>Guardia costiera e guardia di finanza lavorano senza sosta per intercettare le imbarcazioni e scongiurare il pericolo di nuove tragedie del mare. Una quindicina gli arrivi sulla più grande delle isole Pelagie. Il più consistente si è verificato all&#8217;alba, quando in 115 sono entrati in porto sbarcando al molo Favaloro da un grosso barcone che era stato intercettato da una unità della guardia di finanza.<br>Situazione pesantissima all&#8217;hotspot di contrada Imbriacola: a fronte dei 169 migranti che oggi hanno lasciato la struttura, al momento sono 2.644 le persone ospitate all&#8217;interno del centro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/26/migranti-notte-di-sbarchi-a-lampedusa-in-2-644-allhotspot/">Migranti. Notte di sbarchi a Lampedusa, in 2.644 all&#8217;hotspot</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Unesco, premio ‘Pace’ a sindaco Giuseppina Nicolini di Lampedusa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 10:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giuria del premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace dell’Unesco ha attribuito il prestigioso riconoscimento alla sindaca di Lampedusa Giuseppina Nicolini e all’Ong francese “SOS Méditerrane” per aver salvato la vita a numerosi rifugiati e migranti. “Da quando è stata eletta sindaco nel 2012, Nicolini si è distinta per la sua grande umanità e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/19/unesco-premio-pace-a-sindaco-giuseppina-nicolini-di-lampedusa/">Unesco, premio ‘Pace’ a sindaco Giuseppina Nicolini di Lampedusa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giuria de<strong>l premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace dell’Unesco</strong> ha attribuito il prestigioso riconoscimento alla<strong> sindaca di Lampedusa Giuseppina Nicolini e all’Ong francese “SOS Méditerrane</strong>” per aver salvato la vita a numerosi rifugiati e migranti. “Da quando è stata eletta sindaco nel 2012, Nicolini si è distinta per la sua grande umanità e il suo impegno costante nella gestione della crisi dei rifugiati e della loro integrazione dopo l’arrivo di migliaia di rifugiati sulle coste di Lampedusa e altrove in Italia”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/19/unesco-premio-pace-a-sindaco-giuseppina-nicolini-di-lampedusa/">Unesco, premio ‘Pace’ a sindaco Giuseppina Nicolini di Lampedusa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Greenpeace: si è acceso il sole, chi lo ha acceso sei tu!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 09:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trentamila euro per regalare un impianto fotovoltaico a Lampedusa, un progetto completamente autorizzato da oltre un anno, ma bloccato a causa di lungaggini burocratiche.In sole due settimane grazie alle donazioni di 936 persone &#8211; che credono che un futuro rinnovabile non sia un sogno, ma qualcosa di molto concreto &#8211; abbiamo raggiunto il 100% dell’obiettivo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trentamila euro per regalare un impianto fotovoltaico a <strong>Lampedusa</strong>, un progetto completamente autorizzato da oltre un anno, ma bloccato a causa di lungaggini burocratiche.<br class="kix-line-break" /><br class="kix-line-break" />In sole due settimane grazie alle donazioni di 936 persone &#8211; che credono che un futuro rinnovabile non sia un sogno, ma qualcosa di molto concreto &#8211; abbiamo raggiunto il 100% dell’obiettivo economico che ci eravamo prefissati all’inizio di questa impegnativa raccolta fondi.  Tempi record, che sono un chiaro segnale della voglia di cambiamento dei cittadini italiani.</p>
<p dir="ltr">Accendiamo il Sole è un primo passo concreto verso un futuro più verde per Lampedusa e le piccole isole italiane, che pur essendo famose per il sole e per il vento, producono la quasi totalità della propria energia dal petrolio, una fonte inquinante e molto costosa, pagata da tutti gli italiani in bolletta con oltre 60 milioni di euro l’anno.<br class="kix-line-break" /><br class="kix-line-break" />Grazie a questo impianto Lampedusa risparmierà circa 200 mila euro e si eviterà inoltre l’immissione in atmosfera di quasi 300 tonnellate di CO2. Quasi mille persone hanno risposto con tempestività e generosità al nostro appello, tra le quali anche:</p>
<p dir="ltr">Alessio N.,  Marina B., Franco B., Aurora M.,  Marinella C., Alessandro L., Daniela M., Giuseppe L., Elisa R., Silvia T., Sara A., Alessandra I., Maria Patrizia S., Daniele P., Alberto R., Adele C., Fabio A., L&#8217;Orto Biologico di Franco A.</p>
<p dir="ltr">Cosa succederà ora?</p>
<ul>
<li>a ottobre ci recheremo a Lampedusa per avviare l’installazione dell’impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio comunale dell’isola</li>
</ul>
<ul>
<li>continueremo a chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di rivedere il sistema di rimborsi relativo alla produzione di energia sulle piccole isole italiane, che attualmente incentiva l’uso di petrolio invece che di energie rinnovabili come il sole</li>
<li>rilanceremo la campagna Solarnia in tutta Italia, mobilitando sempre più persone contro i combustibili fossili come petrolio e gas e a favore delle energie pulite come il sole e il vento</li>
<li>continueremo a fare pressione sul governo affinché prenda una posizione chiara e concreta in difesa del clima in vista della Conferenza sul Clima di Marrakech e, anche visti gli accordi internazionali firmati lo scorso anno a Parigi, si pronunci anche in Europa in favore delle energie rinnovabili e contro i combustibili fossili.</li>
</ul>
<p dir="ltr"><br class="kix-line-break" />C’è ancora tanto da fare per dirigersi verso un futuro 100% rinnovabile.</p>
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		<title>Greenpeace Italia compie trent’anni: “Per il nostro compleanno accendiamo il sole a Lampedusa”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 08:38:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È il luglio del 1986 quando David McTaggart, tra i fondatori di Greenpeace International, dà il via alla storia di Greenpeace Italia con la nascita di un ufficio nazionale a Roma. Per l’organizzazione ambientalista si tratta dell’ideale apertura di una porta sul Mediterraneo. A distanza di trent’anni, in occasione del suo compleanno, Greenpeace Italia vuole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/01/94710/">Greenpeace Italia compie trent’anni: “Per il nostro compleanno accendiamo il sole a Lampedusa”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È il luglio del 1986 quando<strong> David McTaggart</strong>, tra i fondatori di <strong>Greenpeace International</strong>, dà il via alla storia di Greenpeace Italia con la nascita di un ufficio nazionale a Roma. Per l’organizzazione ambientalista si tratta dell’ideale apertura di una porta sul Mediterraneo. A distanza di trent’anni, in occasione del suo compleanno, <strong>Greenpeace Italia</strong> vuole continuare a rivolgere il suo sguardo sul Mare Nostrum e per questo lancia oggiAggiungi un appuntamento per oggi <strong>“Accendiamo il sole”</strong>, campagna di crowdfunding per regalare agli abitanti di <strong>Lampedusa</strong> energia pulita e rinnovabile.</p>
<p>Lampedusa è oggetto di un paradosso che accomuna molte delle isole minori italiane non collegate alla rete elettrica nazionale. Nonostante siano infatti famose per il sole e il vento, queste isole producono la quasi totalità della propria energia dal petrolio. Una fonte energetica sporca, inquinante e molto costosa, pagata in bolletta da tutti noi con oltre 60 milioni di euro di incentivi ogni anno.</p>
<p>Una situazione che Greenpeace vuole cambiare al più presto, iniziando dai fondi che verranno raccolti con questa campagna di crowdfunding. Grazie ad “Accendiamo il sole” verrà infatti finanziato un impianto fotovoltaico da 40 kWh da installare sul tetto del Comune di Lampedusa.</p>
<p>«Per il nostro trentesimo compleanno vogliamo fare un gesto concreto, e con l’aiuto di tutti metteremo un primo importante mattoncino per un futuro 100 per cento rinnovabile per Lampedusa e per tutti noi», dichiara Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Questo impianto permetterà ai cittadini dell’isola di risparmiare circa 200 mila euro, evitando allo stesso tempo l’immissione in atmosfera di quasi 300 tonnellate di CO2, l’equivalente delle emissioni catturate da oltre 7 mila e 300 alberi in 10 anni».</p>
<p>Il progetto di solarizzazione del tetto del palazzo comunale di Lampedusa è già stato autorizzato lo scorso anno sia dall’amministrazione dell’isola che dalla Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, ma è stato nel frattempo bloccato da un cortocircuito burocratico che ha impedito l’accesso ai fondi di finanziamento. Una situazione non nuova nel nostro Paese, in particolare per il settore delle rinnovabili, in cui l’eccesso di burocrazia è spesso la più grande barriera allo sviluppo delle energie pulite, sia per i cittadini che per i grandi investitori.</p>
<p>«Il nostro è anche un gesto di pace. Lampedusa infatti non è solo un’isola bellissima, ma è anche un simbolo di accoglienza per tante persone che fuggono da povertà e guerre. Guerre in molti casi causate anche da quello stesso petrolio utilizzato per produrre energia vecchia e sporca», continua Iacoboni. «Il sole invece non solo rappresenta energia pulita, ma è anche un segno di speranza. Per i nostri trent’anni non spegneremo nessuna candelina, per i nostri trent’anni vogliamo accendere il sole», conclude.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/01/94710/">Greenpeace Italia compie trent’anni: “Per il nostro compleanno accendiamo il sole a Lampedusa”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 09:32:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte all’immobilismo e alla mancanza di risposta degli stati europei rispetto alla crisi umanitaria dei rifugiati, il Comune di Barcellona ha stretto un accordo di collaborazione con Lesbo (Grecia) e Lampedusa (Italia), le due isole del Mediterraneo dove negli ultimi anni sono arrivati più profughi, offrendo loro tutto il suo appoggio. Ha inoltre destinato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/18/i-sindaci-di-barcellona-lesbo-e-lampedusa-si-accordano-per-aiutare-i-rifugiati/">I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte all’immobilismo e alla mancanza di risposta degli stati europei rispetto alla crisi umanitaria dei rifugiati, il <strong>Comune di Barcellona</strong> ha stretto un accordo di collaborazione con <strong>Lesbo (Grecia) e Lampedusa (Italia)</strong>, le due isole del Mediterraneo dove negli ultimi anni sono arrivati più profughi, offrendo loro tutto il suo appoggio. Ha inoltre destinato un contributo urgente e straordinario di 300.000 euro agli enti e alla ONG che stanno lavorando nel Mediterraneo per assistere i <strong>rifugiati</strong>.</p>
<p>Questi accordi, firmati il 16 marzo a Barcellona dal sindaco Ada Colau, dal sindaco di Lampedusa <strong>Giuseppina Nicolini</strong> e da quello di Lesbo<strong> Spyros Galinos</strong>, assicurano l’aiuto del Comune di Barcellona per tutti gli aspetti tecnici, logistici e di appoggio sociale e ambientale che queste città possono richiedere per gestire il  forte impatto sul territorio e la popolazione rappresentato dall’arrivo in massa di persone che cercano rifugio in Europa. Prossimamente i tecnici di questo piano visiteranno Melilla (città spagnola in Marocco, dove una barriera di filo spinato ostacola l’immigrazione, N.d.T.) per analizzare possibili azioni da intraprendere in questo ambito.</p>
<p>Ada Colau ha spiegato che questa iniziativa, inquadrata nel piano <strong>“Barcellona città rifugio”</strong>, nasce dalla necessità delle città di “proteggere i diritti umani. Ci sentiamo direttamente chiamati in causa davanti a un’Unione Europea che sta fallendo, come lo stato spagnolo, impedendo la ricollocazione dei rifugiati e non predisponendo un passaggio sicuro”. Colau ha anticipato che si lavorerà anche per organizzare ricollocazioni dirette tra città.</p>
<p>“Barcellona ha già fatto tutto quello che stava nelle sue mani: abbiamo chiesto allo Stato di agire. Abbiamo aumentato i fondi destinati agli enti che stanno lavorando con i rifugiati e raccolto tutta la solidarietà dei cittadini risvegliata da questa situazione. Adesso però bisogna fare qualcosa di più. Davanti alla lampante inerzia dell’Europa, è ora che le città facciano sentire la loro voce”. Colau ha ringraziato i due sindaci, che stanno gestendo la crisi dei rifugiati nei loro comuni. “Loro sì che ci rappresentano” ha dichiarato.</p>
<p>Il sindaco di Lampedusa, Giuseppina Nicolini, ha espresso la fiducia che l’accordo con Barcellona permetta di gettare le basi per un lavoro comune dei popoli del Mediterraneo coinvolti in questa crisi. “Dobbiamo creare una nuova visione del nostro Mediterraneo e cambiare l’immagine che l’Unione Europea vuole farci vedere, ossia il mare come frontiera.”</p>
<p>Il sindaco di Lesbo Spyiros Galinos ha sottolineato l’importanza di indicare “la vera radice del problema: le bombe che cadono sulla Siria. Le persone che sbarcano sulle nostre coste sono vittime”. Galinos ha rivendicato la necessità che l’Europa fermi il traffico di esseri umani e combatta la xenofobia crescente e ha ricordato che l’isola di Lesbo “non ha perso la sua bellezza, anzi. Continuiamo a conservare la nostra natura e la bellezza della solidarietà della nostra gente”.</p>
<p>Nel settembre scorso Barcellona ha lanciato il piano “Barcellona città rifugio”, davanti alla grave situazione causata dall’arrivo in massa in Europa di persone in fuga da paesi in guerra come la Siria, l’Afghanistan, l’Eritrea e l’Iraq. Molte arrivano via mare e questo sta provocando migliaia di morti nel Mediterraneo e creando una situazione di grave vulnerabilità per chi decide di dirigersi verso nord attraverso i paesi europei.</p>
<p>Nel febbraio di quest’anno il coordinatore del piano Ignasi Calbó e il direttore di Giustizia Globale del Comune di Barcelona David Listar hanno visitato Lesbo e Lampedusa per offrire l’aiuto della città catalana. Questo primo contatto ha portato alla firma dell’accordo attuale, che si andrà sviluppando nei prossimi mesi man mano che si definiranno le necessità dell’isola greca e di quella italiana.</p>
<p>Per quanto riguarda gli aiuti, la richiesta più urgente di Lesbo è una consulenza per smaltire i rifiuti: l’afflusso di masse di persone che arrivano in barca ha portato all’abbandono sulla costa di enormi quantità di materiale in gomma e giubbotti di salvataggio, provocando un forte impatto ambientale in un territorio che non è pronto ad affrontare e risolvere il problema. Si sono già tenute le prime riunioni e prossimamente gli esperti di ambiente del Comune di Barcellona inizieranno la loro attività di consulenza.</p>
<p>L’accordo comprende anche la possibilità di avviare programmi di promozione economica per aiutare i Comuni a generare occasioni di rilancio dell’economia interna, danneggiata dalla situazione e dall’abbandono da parte dell’Unione Europea.</p>
<p>Il Comune di Barcellona ha anche avviato colloqui per mettere in contatto questi due piccoli municipi europei con altri attori della città che hanno espresso la volontà di collaborare davanti alla crisi dei rifugiati, come il Futbol Club Barcelona, l’Area Metropolitana e la Deputazione (il Consiglio Provinciale, N.d.T.), un contatto che potrà contribuire ad ampliare la gamma di possibili aiuti.</p>
<p>Oltre ad impegnarsi a fornire questi aiuti tecnici, il Comune di Barcellona ha espresso la volontà di far sentire la sua voce alle istituzioni europee e internazionali di cui fa parte, o nelle occasioni in cui viene invitato, perché le richieste di Lesbo e Lampedusa siano ascoltate. Concretamente Barcellona è stata invitata a partecipare in aprile a un gruppo di lavoro della Commissione Europea su migranti e rifugiati insieme alle città di Atene, Helsinki, Amsterdam e Berlino.</p>
<p><strong>Aiuto diretto per la crisi umanitaria in Europa</strong></p>
<p>Oltre agli aiuti e alla collaborazione concordati con Lesbo e Lampedusa e davanti alla crisi umanitaria che si sta vivendo in questi giorni in Grecia per la chiusura della rotta balcanica, con migliaia di persone bloccate a Idomeni, alla frontiera con la Macedonia, il Comune di Barcellona ha deciso di aumentare con altri 200.000 euro il fondo di 100.000 euro destinato alle ONG che stanno assistendo i rifugiati all’interno dell’Unione Europea. Questi stanziamenti si aggiungono ai 390.000 euro già destinati a vari progetti di assistenza ai rifugiati all’origine o in viaggio.</p>
<p>Con questa decisione si punta a rafforzare la capacità di azione umanitaria degli enti che lavorano nel contesto della crisi dei rifugiati nel Mediterraneo, per migliorare le condizioni di vita dei richiedenti asilo in transito verso l’Europa. Gli interventi nel territorio dell’UE dovranno puntare a soddisfare le necessità di cibo e riparo delle persone in transito.</p>
<p>Il Comune inizierà anche a definire una possibile collaborazione con l’aiuto diretto dei cittadini e del volontariato, per canalizzare gli aiuti umanitari per le persone in transito attraverso le realtà che agiscono sul campo e in base alle necessità da esse rilevate.</p>
<p>Il Comune ha aumentato anche i fondi per la prima accoglienza dei rifugiati presenti in città, gestiti da un servizio che si occupa di alloggi, assistenza legale, lavoro sociale e sostegno psicologico e offre un servizio di traduttori e interpreti.</p>
<p>Attraverso gli enti che lavorano con l’accoglienza dei rifugiati, il Comune di Barcellona ha infine raddoppiato i posti per ospitarli in città e ha messo in moto un programma di assistenza per chi è rimasto escluso dagli aiuti statali, finanziandolo con 300.000 euro.</p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: right;">Traduzione dell&#8217;articolo a cura di Anna Polo</p>
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		<title>LA VENDITA DEI VISTI PER SCONFIGGERE GLI SCAFISTI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 09:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[City University London]]></category>
		<category><![CDATA[Clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La piaga della tratta degli esseri umani e la tragiche conseguenze da essa derivanti, è una delle emergenze più gravi degli ultimi giorni, con i drammatici naufragi avvenuti nel mar Mediterraneo, che soltanto nell’ultima settimana hanno causato la morte di più di un migliaio di disperati, scappati dal loro Paese di origine, con la speranza, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La piaga della tratta degli esseri umani e la tragiche conseguenze da essa derivanti, è una delle emergenze più gravi degli ultimi giorni, con i drammatici naufragi avvenuti nel mar Mediterraneo, che soltanto nell’ultima settimana hanno causato la <strong>morte di più di un migliaio di disperati</strong>, scappati dal loro Paese di origine, con la speranza, vana, di trovare, oltre l’orizzonte, un futuro migliore. I governi degli Stati europei e anche l’establishment dell’Unione stanno vivendo giornate di grandissima difficoltà, nel tentativo, spesso non troppo convinto, di trovare una soluzione ad una situazione ormai drammatica ed insostenibile dal punto di vista umano.</p>
<p>Oggi, uno studio condotto presso la <strong>City University London</strong>, potrebbe arrivare in soccorso dei Governi europei. Secondo le due economiste <strong>Alice Messnard</strong> ed <strong>Emmanuelle Auriol</strong>, l’applicazione di <strong>un nuovo modello economico di vendita dei visti</strong> potrebbe contribuire all’eliminazione della piaga del traffico di esseri umani. Un ripensamento totale degli schemi esistenti in materia di controllo dell’immigrazione, per tagliar fuori dal mercato i trafficanti di uomini, organizzatori dei viaggi della speranza, che spesso, per i migranti, di speranza sono privi. <em>“È evidente che i metodi tradizionali di repressione non siano in grado di arrestare il flusso di migranti che entrano illegalmente in altri paesi, tra cui il Regno Unito e l&#8217;Europa”</em>, dichiara la Dottoressa Mesnard, coautrice dello studio. <em>“La nostra ricerca osserva il problema alla radice e, tenendo conto delle altre opzioni disponibili, riteniamo che la nuova e insolita politica che proponiamo sia l&#8217;unica soluzione sostenibile. Il traffico di esseri umani costituisce un rischio enorme per i migranti, permette alle organizzazioni criminali di guadagnare denaro e ostacola i governi nelle attività di regolamentazione dei flussi di persone che attraversano le loro frontiere. Se lo scopo è controllare i flussi migratori ed eliminare i trafficanti, un&#8217;idea migliore è quella di abbinare le politiche di repressione alla vendita di visti a prezzi che taglino fuori dal mercato i trafficanti&#8221;. </em></p>
<p>Le ricercatrici dell’Università londinese propongono di <strong>mettere in vendita i visti allo stesso prezzo richiesto dai trafficanti</strong>. Un espediente che spingerebbe i trafficanti a <strong>diminuire le richieste economiche</strong> nei confronti dei disperati, per fare concorrenza alle autorità. Questo potrebbe comportare il rischio di aumento del numero dei migranti illegali, soprattutto di quelli più poveri, “attratti” dai prezzi più bassi offerti dagli scafisti senza scrupoli. Tuttavia, secondo le ricercatrici, questo pericolo sussisterebbe soltanto fino al momento in cui i prezzi dei visti non raggiungesse livelli così bassi (in seguito al continuo adattamento all’”offerta” dei trafficanti), da <strong>tagliar fuori dal mercato gli scafisti</strong>. Le entrate derivanti dalla vendita dei visti poi, potrebbero contribuire anche alla lotta contro gli sbarchi illegali, migliorando i <strong>controlli interni e alle frontiere</strong>, con i conseguenti aumenti dei costi per i trafficanti. Secondo la Dottoressa Messnard questo sarebbe l&#8217;unico modo per consentire alle autorità di rendere antieconomica per i trafficanti l’organizzazione dei viaggi della speranza, senza far scendere troppo il prezzo dei visti. <em>“I costi operativi dei trafficanti aumentano con l&#8217;applicazione dei controlli alle frontiere”</em>, continua la ricercatrice londinese. “<em>Un modo per limitare l&#8217;aumento dei flussi migratori che risulterebbe dalla nuova politica sarebbe quello di far aumentare questi costi contemporaneamente all&#8217;applicazione di un prezzo per i visti&#8221;</em>. Una proposta potenzialmente rivoluzionaria, che unita ad un’adeguata repressione interna dell’immigrazione illegale, potrebbe infliggere un serissimo colpo a questi moderni Caronte senza umanità, che trasportano persone disperate da una parte all’altra dello stesso inferno, spesso senza giungere nemmeno a destinazione.</p>
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		<title>Continuano gli sbarchi: muoiono 7 immigrati aggrappati alla gabbie da tonno / video</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/06/17/continuano-gli-sbarchi-muoiono-7-immigrati-aggrappati-alla-gabbie-da-tonno-video/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 10:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[canale di sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[guardia costiera]]></category>
		<category><![CDATA[imbarcazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fuga dai paesi poveri del Nord Africa non ha fine. Quello appena trascorso è stato un fine settimana tra la vita e la morte per più di mille migranti che sono stati soccorsi o sono morti nelle acque del Mediterraneo. Come è successo la notte tra sabato e domenica, quando sette migranti sarebbero annegati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/17/continuano-gli-sbarchi-muoiono-7-immigrati-aggrappati-alla-gabbie-da-tonno-video/">Continuano gli sbarchi: muoiono 7 immigrati aggrappati alla gabbie da tonno / video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fuga dai paesi poveri del Nord Africa non ha fine. Quello appena trascorso è stato un fine settimana tra la vita e la morte per più di mille migranti che sono stati soccorsi o sono morti nelle acque del Mediterraneo.</p>
<p>Come è successo la notte tra sabato e domenica, quando sette migranti sarebbero annegati nel Canale di Sicilia mentre tentavano di aggrapparsi a una gabbia per l&#8217;allevamento di tonni trainata da un motopesca tunisino. Lo hanno riferito i 95 superstiti, che erano a bordo di un gommone, una volta giunti a Lampedusa. Persone come tonni, o forse meno fortunate, come quei 27 migranti somali che disperati cinque anni fa rimasero aggrappati alle gabbie galleggianti per tre giorni prima che la Marina Militare Italiana riuscisse a soccorrerli, perché l’armatore non voleva farli salire a bordo temendo di perdere il carico di tonno. Persone meno importanti dei pesci, oggi come ieri tornano a rischiare tutto per sperare in un futuro migliore.</p>
<p>Dopo i 921 migranti salvati tra sabato e domenica pomeriggio, altri due interventi hanno visto impegnati uomini e mezzi della Guardia costiera e della Marina militare. Il primo ha riguardato 33 migranti, tutti uomini, avvistati dal peschereccio tunisino Mohamed Haitel e soccorsi dalla motovedetta 301 di Lampedusa. Il secondo intervento ha coinvolto 128 migranti, tra cui 6 donne, soccorsi dalla Guardia Costiera con la collaborazione della Marina Militare.</p>
<p>I numeri continuano a ripetersi in questi giorni, in cui imbarcazioni spesso instabili ed insicure provenienti per lo più dal Nord Africa cercano di approdare sulle coste italiane. Sono oltre mille i migranti soccorsi dalla Guardia Costiera Italiana, spesso in condizioni di disidratazione e ipotermia, uomini, ma anche donne e bambini. Complessivamente sono 259 le persone tratte in salvo nel Canale di Sicilia in tre distinti interventi durante un fine settimana tra la vita e la morte, dopo che sabato erano approdati sulle coste siciliane oltre 600 migranti. Anche durante la notte appena trascorsa ci sono stati altri arrivi a Lampedusa, grazie alle favorevoli condizioni meteo. Intanto nel centro di accoglienza di Lampedusa l’emergenza non è finita, non bastano i 500 posti presenti per ospitare tutti i migranti giunti sull’isola. Attualmente nella struttura sono presenti 855 migranti.</p>
<p>Guarda anche il video sulle operazioni di soccorso dei migranti a Lampedusa <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Sbarchi_fine_settimana_tra_la_vita_e_la_morte_per_oltre_mille_migranti/1506">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/17/continuano-gli-sbarchi-muoiono-7-immigrati-aggrappati-alla-gabbie-da-tonno-video/">Continuano gli sbarchi: muoiono 7 immigrati aggrappati alla gabbie da tonno / video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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