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	<title>M.O. Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>M.O. Mills (Peace Now): &#8220;Pace solo con la soluzione dei due Stati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 17:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[M.O.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In Israele non ci sara&#8217; pace finche&#8217; non si porra&#8217; fine all&#8217;occupazione militare nei Territori palestinesi, lavorando a una soluzione politica che permetta la creazione di due Stati&#8221;.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/14/m-o-mills-peace-now-pace-solo-con-la-soluzione-dei-due-stati/">M.O. Mills (Peace Now): &#8220;Pace solo con la soluzione dei due Stati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In Israele non ci sara&#8217; pace finche&#8217; non si porra&#8217; fine all&#8217;occupazione militare nei Territori palestinesi, lavorando a una soluzione politica che permetta la creazione di due Stati&#8221;. Ne e&#8217; convinta Dana Naomy Mills, portavoce di Peace Now, che in Israele lavora da 20 anni per la promozione del dialogo tra israeliani e palestinesi, anche con iniziative alla Knesset, il parlamento israeliano. L&#8217;agenzia Dire la raggiunge nella sua casa a Tel Aviv. &#8220;Negli ultimi giorni il lavoro per Peace Now e&#8217; stato intenso&#8221; la premessa: &#8220;Siamo costantemente in contatto con le organizzazioni della societa&#8217; civile israeliana e palestinese per organizzare iniziative con cui fare pressione affinche&#8217; le violenze si fermino&#8221;. Ieri e mercoledi&#8217;, riferisce Mills, ci sono state manifestazioni in citta&#8217; israeliane come Tel Aviv, Giaffa e Haifa, e anche in tanti villaggi, &#8220;per chiedere la pace&#8221;. Secondo la portavoce, &#8220;la maggior parte delle persone, che si tratti di israeliani o arabo-israeliani, vuole che le violenze si fermino, che l&#8217;occupazione militare cessi e che finalmente si possa convivere in pace&#8221;. Mills sottolinea: &#8220;Siamo stanchi delle sirene, delle notti insonni e di dover correre nei bunker&#8221;. Nelle stesse localita&#8217; da dove giungono appelli al dialogo, pero&#8217;, si sono verificati scontri tra comunita&#8217; di residenti: israeliani &#8211; spesso appartenenti a movimenti della destra estrema &#8211; contro la minoranza araba. &#8220;Purtroppo e&#8217; il risultato di tensioni che negli ultimi due anni non hanno smesso di montare&#8221; riferisce Mills, certa che a incoraggiare i nazionalisti israeliani, accusati in alcuni casi dai media di &#8220;raid punitivi&#8221;, contribuisca &#8220;la profonda spaccatura tra i partiti di destra ed estrema destra ma anche il fatto che in tv, alla radio e sui giornali siano invitati a parlare solo esponenti di questa ala&#8221;. Secondo la portavoce, &#8220;come societa&#8217; dobbiamo riappropriarci con urgenza dello spazio pubblico, dando voce a coloro che condannano le violenze, che in realta&#8217; sono la maggioranza&#8221;.</p>
<p>Mills sottolinea che per &#8220;violenze&#8221; non si intendono solo i raid aerei sulla Striscia di Gaza o il lancio di razzi da parte di Hamas, ma anche &#8220;azioni come la chiusura &#8211; pericolosa e non necessaria &#8211; della spianata della Moschea di Al-Aqsa o gli sgomberi in un quartiere a Gerusalemme est&#8221;. Episodi, questi, che sarebbero stati la miccia che ha acceso la crisi degli ultimi giorni. C&#8217;e&#8217; poi il problema degli insediamenti illegali, che &#8220;da anni Peace Now monitora e denuncia con un dipartimento dedicato, &#8216;Settlement Watch'&#8221; dice Mills. &#8220;C&#8217;e&#8217; profonda disparita&#8217; di trattamento da parte delle autorita&#8217; israeliane verso i cittadini di etnia araba e soprattutto dei palestinesi nei Territori occupati&#8221;. Di queste differenze di trattamento la confisca delle terre, secondo la portavoce, &#8220;e&#8217; un esempio&#8221;. Il mese scorso anche l&#8217;ong americana Human Rights Watch ha accusato Israele. Secondo Mills, &#8220;se non si pone fine all&#8217;occupazione militare, avremo un solo Stato che esercita apartheid&#8221;. Infine la portavoce di Peace Now rivolge un appello alla comunita&#8217; internazionale: &#8220;Mi piacerebbe che i governi non si preoccupassero di schierarsi con l&#8217;una o l&#8217;altra parte ma si schierassero contro la violenza, lavorando per favorire la soluzione dei due Stati, dando ai palestinesi la possibilita&#8217; di provvedere ai propri bisogni in autonomia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/14/m-o-mills-peace-now-pace-solo-con-la-soluzione-dei-due-stati/">M.O. Mills (Peace Now): &#8220;Pace solo con la soluzione dei due Stati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>M.O., Gaza: Israele riapre valico di Erez</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 13:18:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[M.O.]]></category>
		<category><![CDATA[valico Erez]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/27/m-o-gaza-israele-riapre-valico-di-erez/">M.O., Gaza: Israele riapre valico di Erez</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il valico di Erez, punto di passaggio pedonale tra Israele e la Striscia di Gaza, stamani e&#8217; stato riaperto. A stabilirlo, il ministro della difesa Avigdor Liberman, secondo il quale e&#8217; tornata la calma dopo gli scontri che si sono verificati venerdi&#8217; 19 agosto in prossimita&#8217; della frontiera. Le fonti di stampa internazionali riferiscono che le autorita&#8217; israeliane hanno aperto alla possibilita&#8217; di concedere una serie di misure per migliorare la situazione economica e sociale nella Striscia, soggetta dal 2007 a un blocco commerciale che desta le proteste di vari organismi internazionali tra cui Unione europea e Nazioni Unite. Si puntera&#8217; sul rafforzare l&#8217;approvvigionamento di elettricita&#8217; e gas naturale e sulla costruzione di impianti fotovoltaici e per l&#8217;industria. A Gaza vivono circa 2 milioni di persone, molte delle quali vivono grazie agli aiuti internazionali: &#8220;Servono 4,5 milioni di dollari per assicurare un livello minimo di servizi essenziali per quest&#8217;anno&#8221;, l&#8217;appello lanciato la settimana scorsa dal sottosegretario generale a capo del dipartimento per gli Affari politici delle Nazioni Unite, Rosemary DiCarlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/27/m-o-gaza-israele-riapre-valico-di-erez/">M.O., Gaza: Israele riapre valico di Erez</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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