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	<title>mafia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Mafia. Messina Denaro, Meloni: &#8220;Giornata storica e di festa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 15:18:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È una giornata storica, un giorno di festa per le persone perbene e per le famiglie delle vittime della mafia, perché il sacrificio di tanti eroi non era&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/16/mafia-messina-denaro-meloni-giornata-storica-e-di-festa/">Mafia. Messina Denaro, Meloni: &#8220;Giornata storica e di festa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È una giornata storica, un giorno di festa per le persone perbene e per le famiglie delle vittime della mafia, perché il sacrificio di tanti eroi non era vano&#8221;. Così la premier Giorgia Meloni, incontrando la stampa al palazzo di giustizia di Palermo dopo l&#8217;incontro con il procuratore Maurizio De Lucia nel giorno della cattura del boss Matteo Messina Denaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Oggi possiamo dire ai nostri figli che la mafia si può battere. Non abbiamo vinto la guerra, ma questa era una battaglia fondamentale da vincere ed è un colpo duro per la criminalità organizzata&#8221;. Queste le parole con le quali la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato l&#8217;arresto di Matteo Messina Denaro incontrando i giornalisti al piano terra del Palazzo di Giustizia di Palermo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/16/mafia-messina-denaro-meloni-giornata-storica-e-di-festa/">Mafia. Messina Denaro, Meloni: &#8220;Giornata storica e di festa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Mafie. Roma ricorda Ilaria Alpi e le vittime della verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 15:06:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ilaria Alpi aveva 32 anni quando fu uccisa in Somalia, a Mogadiscio, il 20 marzo 1994, insieme al cineoperatore Miran Hrovatin, mentre svolgeva il suo lavoro di giornalista,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/03/21/mafie-roma-ricorda-ilaria-alpi-e-le-vittime-della-verita/">Mafie. Roma ricorda Ilaria Alpi e le vittime della verità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ilaria Alpi aveva 32 anni quando fu uccisa in Somalia, a Mogadiscio, il 20 marzo 1994, insieme al cineoperatore Miran Hrovatin, mentre svolgeva il suo lavoro di giornalista, mente stava cercando la verità. Oggi, nel giorno in cui si ricordano le vittime della mafia, la città in cui è nata, Roma, l&#8217;ha ricordata con un convegno organizzato dall&#8217;associazione Ossigeno per l&#8217;informazione alla Casa del Jazz, bene confiscato alla mafia, dove è stata deposta una corona davanti alla lapide con i nomi delle 900 vittime innocenti della mafia e i volti dei 30 giornalisti italiani uccisi mentre svolgevano il loro lavoro. Ad aprire il convegno di questa mattina, Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno, e Lorenza Bonaccorsi, presidente del I Municipio di Roma. &#8220;Lavoreremo ancora con Ossigeno per ricordare Ilaria, il suo lavoro e tutti i giornalisti uccisi mentre cercavano la verità- ha detto Bonaccorsi- Grazie a Ossigeno per l&#8217;informazione, che ha un ufficio qui alla Casa del Jazz, abbiamo memoria costante dei giornalisti vittime della mafia e dei giornalisti caduti durante le guerre. Dobbiamo lavorare ancora di più con Ossigeno, da oggi comincia un impegno importante&#8221;.<br>&#8220;Non riuscire a fare giustizia sulle morti dei giornalisti avvenute all&#8217;estero è un filo rosso che accomuna tutte le storie dei nostri colleghi uccisi nei contesti di guerra. Noi ci preoccupiamo di far sapere chi erano queste persone da vive: donne e uomini che hanno avuto passioni, progetti e famiglie e vanno raccontati&#8221;, ha detto il presidente di Ossigeno Spampinato.<br>Per questo, in sala, è intervenuto anche Gaetano Lettieri, docente alla Sapienza ed ex compagno di scuola di Alpi, il liceo &#8216;Lucrezio Caro&#8217;, che ha dedicato la sua aula magna alla memoria della giornalista. &#8220;Ilaria ha onorato il mestiere di comunicare e fare comunicazione, che significa costruire comunità- ha detto Lettieri- era una persona straordinaria, dotata di profondo rigore e allo stesso tempo profonda dolcezza. Ilaria aveva studiato a lungo il mondo arabo. Era attratta da ciò che non era il suo quotidiano&#8221;.<br>Anche Miguel Gotor, assessore alla Cultura del Comune di Roma e professore di storia moderna a Tor Vergata, è intervenuto in video collegamento per ribadire che &#8220;iniziative come questa servono a incontrarci, a vederci per coltivare e annaffiare un fiore, quello del comune sentire civile e politico sul tema della memoria&#8221;. L&#8217;assessore ha ricordato poi l&#8217;istituzione del Forum cittadino sui beni confiscati alle mafie, voluto dal sindaco Roberto Gualtieri per favorire il loro utilizzo a beneficio della comunità. &#8220;È importante che Ossigeno abbia sede nella Casa del Jazz, che era di proprietà di Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana. L&#8217;impegno del Comune di Roma- ha detto- prosegue per restituire ai cittadini beni confiscati alle mafie, per questo stiamo raccogliendo nuove proposte progettual&#8221;. A ricordare Ilaria Alpi, oggi, istituzioni, giornalisti ma anche molti studenti e giovani, seduti in sala o collegati da remoto. Per i ragazzi e le ragazze dell&#8217;Istituto Comprensivo &#8216;Melissa Bassi&#8217; di Roma, &#8220;Ilaria Alpi era una donna coraggiosa.<br>La sua scelta è stata rinunciare a una vita tranquilla per combattere attraverso l&#8217;arma dell&#8217;inchiesta. Siamo onorati che la nostra scuola media sia intitolata a lei. Per noi è fonte di ispirazione&#8221;. &#8220;Per noi oggi questa è una grande occasione di crescita e di confronto- ha aggiunto il docente Emiliano Sbaraglia- Con Ilaria Alpi abbiamo scoperto la bellezza di approfondire, di indagare, di spaziare fra letteratura, geografia, storia ed educazione civica&#8221;.<br>Tra gli ospiti anche la giornalista somala Shukri Said, presidente dell&#8217;associazione &#8216;Migrare&#8217;, che ha ricordato come la morte di Ilaria sia &#8220;legata agli intrecci tra politica e affari sporchi coperti dal mantello della cooperazione fra Italia e Somalia. Ilaria ha messo il naso in questi affari connessi all&#8217;operazione Ibis e aveva probabilmente scoperto che oltre agli aiuti alimentari nei cargo che facevano la spola fa Italia e Somalia c&#8217;erano anche armi e rifiuti tossici. È ora che Italia e Somalia collaborino per fare finalmente luce sulla tragica fine di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin&#8221;.<br>I giornalisti Attilio Bolzoni e Marilena Natale hanno ricordato invece la necessità di aiutare e sostenere i giornalisti che ancora oggi si impegnano perché emerga la verità delle loro inchieste. &#8220;Anche oggi raccontare è difficile. Vivo sotto scorta da 5 anni- ha raccontato Natale- Giorni fa un mafioso mi ha contattata per dirmi che dovevo smetterla di scrivere. Ma io non la smetterò. Ieri sera il collega Mimmo Rubio è stato accerchiato da un capoclan. I criminali di oggi se ne fregano di noi giornalisti. Per fortuna associazioni come Ossigeno aiutano i giornalisti che non possono farlo, a difendersi legalmente. Spero nei giovani, che diventino vedette di questo territorio&#8221;. Per Attilio Bolzoni, &#8220;molti nostri colleghi sono morti perché sono stati lasciati soli, perché hanno raccontato verità che nessun altro riprendeva. Non raccontavano solo il crimine puro, ma l&#8217;opacità delle relazioni fra criminalità organizzata e apparati dello Stato&#8221;. C&#8217;è un legame diretto, infatti, che collega la vicenda di Ilaria Alpi ai giornalisti che ancora oggi combattono la criminalità organizzata con le inchieste, o svolgono il loro lavoro in un contesto di guerra, come accade oggi in Ucraina.<br>Dove si combatte anche sul fronte delle notizie, e dove i giornalisti rischiano la loro vita per verificare la veridicità dei fatti. &#8220;Anche oggi tanti giornalisti inviati in Ucraina sono senza protezione, senza casco né giubbotto antiproiettile, sono senza assicurazione, sono precari. I grandi network li stanno sfruttando&#8221;, ha commentanto Giuseppe Mennella, segretario di Ossigeno. Mentre Lazzaro Pappagallo, segretario di Stampa Romana, ha proposto di &#8220;assumere tutti i freelance che sono sul campo.<br>Altrimenti quando calerà il sipario della guerra torneranno alla precarietà. Bisogna far sì che non ci sia il solito binomio tra chi è garantito e chi no. Siano garantiti i diritti di tutti i giornalisti&#8221;.</p>
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		<title>Mafie. Coldiretti: &#8220;Si infiltrano tra 4 mln di italiani affamati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 11:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/26/mafie-coldiretti-si-infiltrano-tra-4-mln-di-italiani-affamati/">Mafie. Coldiretti: &#8220;Si infiltrano tra 4 mln di italiani affamati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2021 e&#8217; iniziato con circa 4 milioni di italiani che sono stati costretti a chiedere aiuto per mangiare, un numero praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno, tra i quali la criminalita&#8217; trova terreno fertile per infiltrarsi. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti nel commentare l&#8217;indagine della Dda di Palermo che ha documentato il tentativo dei clan di mafia di organizzare una distribuzione alimentare per i poveri durante il primo lockdown per l&#8217;emergenza Covid. La malavita tenta di approfittare della situazione di difficolta&#8217; in cui si trova una fetta crescente di persone costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto piu&#8217; frequentemente &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ai pacchi alimentari, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia. Fra i nuovi poveri &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attivita&#8217; saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid. Persone e famiglie che mai prima d&#8217;ora &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; avevano sperimentato condizioni di vita cosi&#8217; problematiche.</p>
<p>Crescono, infatti, gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore del cibo che e&#8217; divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicita&#8217; in tempo di crisi perche&#8217; consente di infiltrarsi in modo capillare nella societa&#8217; civile e condizionare la via quotidiana della persone. Con la crisi le mafie si appropriano &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; di vasti comparti dell&#8217;agroalimentare dai campi agli scaffali, dai tavoli dei ristoranti fino ai banchi di bar e pasticcerie, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l&#8217;imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualita&#8217; e la sicurezza dei prodotti, con l&#8217;effetto indiretto di minare profondamente l&#8217;immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy. Durante l&#8217;emergenza Covid &#8211; ricorda la Coldiretti &#8211; sono stati stanziati 340 milioni di euro per acquisto di prodotti alimentari Made in Italy al 100% da distribuire agli indigenti tra pasta, riso, latte, carne, salumi, formaggi, succhi, frutta, riso e prodotti per l&#8217;infanzia oltre a 400 milioni erogati ai Comuni italiani per aiuti alimentari in buoni spesa ai cittadini in difficolta&#8217;.</p>
<p>Contro la poverta&#8217; &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; cresciuta la solidarieta&#8217; con le molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, ma da segnalare e&#8217; tuttavia il crescente impegno nei confronti degli altri di singoli, famiglie, aziende pubbliche e private, enti ed associazioni non ufficialmente dedicate alla solidarieta&#8217;. Quasi 4 italiani su 10 (39%) hanno infatti dichiarato di partecipare a iniziative di solidarieta&#8217; per aiutare chi ha piu&#8217; bisogno. Sono oltre 5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero distribuiti dagli agricoltori della Coldiretti nel 2020 per garantire un pasto di qualita&#8217; ai piu&#8217; bisognosi di fronte alla crescente emergenza provocata dalla pandemia Covid. Si e&#8217; trattato della piu&#8217; grande iniziativa di solidarieta&#8217; mai realizzata dagli agricoltori italiani resa possibile dalla partecipazione volontaria dei cittadini al programma della &#8220;Spesa sospesa&#8221; e dal contributo determinante del management dei Consorzi Agrari D&#8217;Italia (Cai) e della Coldiretti che ha deciso di rinunciare a propri compensi straordinari. &#8220;Con la spesa sospesa abbiamo voluto dare un segno tangibile della solidarieta&#8217; degli agricoltori verso le fasce piu&#8217; deboli della popolazione piu&#8217; colpite dalle difficolta&#8217; economiche&#8221;, ha spiegato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare tuttavia che &#8220;l&#8217;impego privato non puo&#8217; sostituirsi a quello pubblico ed e&#8217; importante che nonostante la crisi di governo non si fermino le azioni messe in campo con la crisi Covid per fare arrivare agli indigenti beni di prima necessita&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/26/mafie-coldiretti-si-infiltrano-tra-4-mln-di-italiani-affamati/">Mafie. Coldiretti: &#8220;Si infiltrano tra 4 mln di italiani affamati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Mafie: 40 anni morte Impastato, gli appuntamenti per non dimenticare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 18:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 9 maggio saranno 40 anni dalla morte di Peppino Impastato, il giornalista che tanto lotto&#8217; contro la mafia e che per questo fu barbaramente assassinato. Peppino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/30/mafie-40-anni-morte-impastato-gli-appuntamenti-per-non-dimenticare/">Mafie: 40 anni morte Impastato, gli appuntamenti per non dimenticare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 9 maggio saranno 40 anni dalla morte di Peppino Impastato, il giornalista che tanto lotto&#8217; contro la mafia e che per questo fu barbaramente assassinato. Peppino Impastato aveva 30 anni quando mori&#8217; e da allora, grazie all&#8217;incessante lavoro di sensibilizzazione della sua famiglia, del fratello Giovanni e della mamma Felicia, la sua memoria e&#8217; ricordata e onorata continuamente, con incontri, convegni e dibattiti. In arrivo ci sono una una decina di giorni di appuntamenti, tra convegni e dibattiti: si inizia con un convegno alla ex Casa Badalamenti sulle &#8216;Radici dell&#8217;odio&#8217;, si prosegue con incontri all&#8217;Aula Consiliare &#8216;Peppino Impastato&#8217; e a quella Civica. E poi ancora incontri con le scuole, incontri con attori, giornalisti e docenti universitari, quello con il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso. Per finire con il presidio al casolare dove fu ucciso e il successivo corteo da Radio aut (Terrasini) a Casa Memoria Felicia e Peppino impastato (Cinisi). A Casa Memoria, &#8220;dove ha vissuto il nostro nucleo familiare, dove si e&#8217; svolta parte importante nostra storia- racconta all&#8217;agenzia Dire Giovanni Impastato, il fratello di Peppino- oggi c&#8217;e&#8217; questo luogo della memoria e dell&#8217;accoglienza&#8221;. Per l&#8217;anniversario della scomparsa &#8220;organizziamo una serie di iniziative, dal 2 al 9 maggio. C&#8217;e&#8217; tutto in questi giorni: mostre fotografiche, spettacoli teatrali, concerti&#8221;. E poi &#8220;l&#8217;impegno politico di Peppino, convegni sul lavoro. Ci saranno Susanna Camusso, artisti come Ascanio Celestini, Yo Yo Mundi&#8221;. E poi il 9 sara&#8217; &#8220;la giornata piu&#8217; importante. Saremo nel luogo dove e&#8217; stato ucciso. Verranno scuole da tutta Italia, con loro abbiamo realizzato un progetto, verranno e presenteremo i loro elaborati. Nel pomeriggio ci sara&#8217; il corteo da Radio Aut, a Terrasini, per arrivare a Casa Memoria, a Cinisi&#8221;. Tra la casa della famiglia Impastato e quella di Badalamenti &#8220;ci sono 100 passi. Questo percorso lo abbiamo riempito di contenuti con delle pietre di inciampo, con delle frasi di vittime di mafia. . A Cinisi cerchiamo di portare la meglio gioventu'&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/30/mafie-40-anni-morte-impastato-gli-appuntamenti-per-non-dimenticare/">Mafie: 40 anni morte Impastato, gli appuntamenti per non dimenticare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>3 settembre del 1982 la mafia uccise Dalla Chiesa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/3-settembre-del-1982-la-mafia-uccise-dalla-chiesa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 14:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazione]]></category>
		<category><![CDATA[generale Carlo Alberto Dalla Chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;35 anni fa veniva ucciso a Palermo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Per commemorare l’anniversario della morte oggi le istituzioni dello Stato sono&#160;in via Isidoro Carini.&#160;Il presidente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/3-settembre-del-1982-la-mafia-uccise-dalla-chiesa/">3 settembre del 1982 la mafia uccise Dalla Chiesa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;35 anni fa veniva ucciso a Palermo il generale <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>. Per commemorare l’anniversario della morte oggi le istituzioni dello Stato sono&nbsp;<strong>in via Isidoro Carini.</strong>&nbsp;Il presidente della Repubblica,<strong>&nbsp;Sergio Mattarella</strong>, ha deposto una corona di alloro sotto la<strong>&nbsp;lapide che ricorda l’eccidio</strong>&nbsp;in cui persero la vita anche la moglie del generale, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di polizia Domenico Russo.</p>
<p>“Quando fu nominato&nbsp;<strong>‘super prefetto’</strong>&nbsp;a Palermo in molte persone si accese la speranza. Del resto il carisma,&nbsp;<strong>i successi nella lotta al terrorismo</strong>, l’assoluta fedeltà allo Stato e l’autorevolezza di&nbsp;<strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa&nbsp;</strong>giustificavano quella rinnovata fiducia in una svolta al contrasto alla mafia”. Lo scrive su Facebook il presidente del Senato,&nbsp;<strong>Pietro Grasso</strong>.</p>
<p>“<strong>Anche gli uomini migliori-</strong>&nbsp;sottolinea Grasso &#8211; quelli capaci di cose straordinarie,<strong>&nbsp;non possono però fare tutto da soli</strong>: Dalla Chiesa ne era consapevole e&nbsp;<strong>chiedeva a gran voce gli strumenti necessari</strong>&nbsp;per affrontare Cosa nostra. Nonostante le difficili condizioni, il Generale non si rassegnò. Dopo appena 100 giorni<strong>&nbsp;lo uccise un commando mafioso</strong>&nbsp;con 30 colpi di ak-47, il 3 settembre 1982. Con lui&nbsp;<strong>morirono anche sua moglie Emanuela e l’agente di polizia Domenico Russo</strong>. Una strage”.</p>
<p>Il presidente del Senato osserva che “ricordare Carlo Alberto Dalla Chiesa&nbsp;<strong>a 35 anni dalla sua morte</strong>&nbsp;non significa solo tributare il giusto onore ad uno straordinario esempio di competenza professionale e dedizione alle Istituzioni. Serve, soprattutto, a rafforzare la consapevolezza che<strong>&nbsp;la lotta alla criminalità organizzata può avere successo solo se si uniscono</strong>&nbsp;e collaborano le migliori forze di tutto il Paese”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Borsellino, Mattarella: onorarlo significa continuare la sua battaglia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/07/19/95253/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 08:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Nell’anniversario della strage di via D’Amelio – che la mafia concepì e realizzò con la medesima, disumana ferocia dell’azione terroristica di pochi mesi prima a Capaci – desidero rinnovare il mio commosso omaggio a<strong> Paolo Borsellino</strong> e agli agenti caduti, <strong>Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina</strong>. La memoria del loro sacrificio è incancellabile nella coscienza degli italiani e costituisce parte intangibile della riscossa dei cittadini onesti contro la sopraffazione, contro il giogo liberticida delle organizzazioni criminali e contro le loro reti di complicità.</p>
<p>Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sono stati magistrati di straordinario valore, uniti dal medesimo impegno e drammatico destino. Uomini coraggiosi, che hanno ottenuto successi storici contro il cancro mafioso. Servitori della Repubblica, hanno cercato la verità con tenacia, rigore, intelligenza e, nel contempo, hanno promosso la legalità in un fecondo rapporto con la società e le istituzioni.</p>
<p>L’assassinio di Borsellino, delle donne e degli uomini della scorta, costituisce una ferita grave inferta nel corpo della democrazia italiana. L’azione e l’esempio di queste personalità costituiscono un’eredità ricca e positiva, a cui hanno potuto attingere tanti altri servitori dello Stato, e, insieme a loro, numerosi cittadini e tanti giovani. Dobbiamo essere consapevoli di questo patrimonio e impiegarlo perché la vittoria sulla criminalità sia piena.</p>
<p>Onorare Borsellino significa continuare la sua battaglia. Lo Stato e la società hanno gli anticorpi per colpire e sconfiggere tutte le mafie. Il diritto e l’ordinamento democratico costituiscono garanzie, oltre che irrinunciabili presidi di civiltà. Sta alla responsabilità di tutti procedere con coerenza e determinazione. Lo spirito di unità tra le forze migliori della comunità è indispensabile in questo impegno prioritario.</p>
<p>Con questo spirito, desidero esprimere la mia vicinanza ai familiari e la mia partecipazione al dolore che si rinnova. Tutta l’Italia che ama la libertà e la giustizia è con loro».</p>
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		<title>Mafia nella Fiera di Milano e in Expo, 11 arresti e sequestri</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/07/06/94883/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 09:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le mani di ‘<strong>Cosa Nostra</strong>‘ sull’Expo di Milano. Il <strong>Gico della Guardia di finanza di Milano</strong>, ha eseguito<strong> 11 misure cautelari</strong> nei confronti di persone che avrebbero ottenuto, in tre anni, <strong>20 milioni di appalti</strong> per l’ente Fiera di Milano attraverso la Nolostand, società totalmente controllata dall’ente Fiera, ora commissariata su richiesta della Dda. Tra le commesse ottenute illecitamente ci sarebbero anche alcuni <strong>padiglioni realizzati per Expo 2015</strong> tra cui quello di Francia, Qatar, Guinea Equatoriale e quello dello sponsor Birra Poretti .</p>
<p>L’accusa è di <strong>associazione per delinquere</strong> finalizzata a favorire gli interessi della mafia, ma tra i reati contestati a vario titolo agli arrestati ci sono anche il riciclaggio, la frode fiscale, l’appropriazione indebita e altri reati tributari. Gli arrestati sarebbero legati alla mafia e in particolare alla famiglia <strong>Pietraperzia di Enna</strong>. L’ordinanza di arresto è firmata dal gip Maria Cristina Mannocci su richiesta della Procura di Milano. L’indagine è dei pm Sara Ombra e Paolo Storar, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini: l’operazione della Gdf è stata ribattezzata “Giotto”. Oltre agli arresti, sono scattati anche sequestri preventivi per diversi milioni di euro.</p>
<p>I dettagli dell’operazione, in cui sono impegnati oltre 150 finanzieri, saranno illustrati in una conferenza stampa indetta dalla Procura di Milano per le 11.30.</p>
<p><strong>LAUDIO FAVA: “CONFERMA FORZA CORRUTTIVA MAFIA”</strong> – “L’inchiesta della Procura di Milano sull’Expo conferma conferma tutte le nostre preoccupazioni sulla forza corruttiva della mafia e sulla rete di insospettabili complicità che fiancheggiano e proteggono le cosche. Non esiste una zona grigia: la terra di confine tra mafie, professionisti e istituzioni è ormai una zona nera, collusa, impunita. Su quel confine e su quelle complicità occorre concentrare risorse, indagini e una nuova tensione morale che troppo spesso viene delegata solo ai magistrati e ai loro processi”. Così<strong> Claudio Fava</strong>,<strong>vicepresidente della Commissione antimafia</strong>, sugli arresti disposti dalla Procura di Milano nell’indagine sull’Expo. (Dire)</p>
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		<title>Mattarella: &#8220;Gen. Dalla Chiesa esempio per i giovani&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 12:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il sacrificio di uomini e donne impegnati nella lotta alla violenza mafiosa e nella strenua difesa dei principi democratici costituisce un costante e severo richiamo, per le istituzioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/09/03/mattarella-gen-dalla-chiesa-esempio-per-i-giovani/">Mattarella: &#8220;Gen. Dalla Chiesa esempio per i giovani&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il sacrificio di uomini e donne impegnati nella lotta alla violenza mafiosa e nella strenua difesa dei principi democratici costituisce un costante e severo richiamo, per le istituzioni e i cittadini, a una comune offensiva contro ogni forma di criminalita&#8217; organizzata e le sue ramificazioni nel tessuto sociale&#8221;</em>. Lo afferma il Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, in una dichiarazione nella ricorrenza del <strong>33esimo anniversario</strong> del vile attentato in cui persero la vita il Generale <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>, la moglie <strong>Emanuela Setti Carraro</strong> e l&#8217;agente di scorta <strong>Domenico Russo</strong>. <em>&#8220;Desidero</em> &#8211; riprende &#8211; <em>rendere il partecipe e commosso omaggio del popolo italiano e mio personale alla loro memoria. Il Prefetto Dalla Chiesa, con la sua inflessibile battaglia contro l&#8217;insidiosa opera di organizzazioni terroristiche e criminali e la sua azione intelligente e tenace, rappresenta particolarmente per le nuove generazioni un grande esempio&#8221;</em>.</p>
<p>Il Capo dello Stato richiama alla offensiva <em>&#8220;contro ogni forma di criminalita&#8217; organizzata e le sue ramificazioni nel tessuto sociale&#8221;</em> e ricorda che <em>&#8220;con la ferma convinzione che la salvaguardia dei valori della democrazia e della liberta&#8217; vada garantita con la mobilitazione e il contributo di tutti i soggetti istituzionali e delle forze politiche e sociali, rinnovo le espressioni di vicinanza alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo&#8221;.</em></p>
<p>Il prefetto e&#8217; stato ricordato a Palermo. Corone di fiori sono state poste nel luogo dell&#8217;eccidio, in via Isidoro Carini.<br />
Tra i presenti la figlia Rita Dalla Chiesa, il ministro dell&#8217;Interno Angelino Alfano, il sindaco Leoluca Orlando, alcuni assessori regionali, ma <strong>non il presidente Rosario Crocetta.</strong> Poi la cerimonia presso la caserma intitolata al generale, sede del comando regionale dei carabinieri. Dalla Chiesa era gia&#8217; stato in Sicilia come ufficiale dei carabinieri dal 1949 ai primi anni &#8217;50 e successivamente dal 1966 al 1973. Da generale aveva coordinato la lotta al terrorismo ed era stato nominato prefetto di Palermo dopo l&#8217;omicidio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, per fermare la mattanza mafiosa. Aveva chiesto piu&#8217; volte, ma senza ottenerli, poteri effettivi di coordinamento della lotta a Cosa nostra. Cento giorni di impegno determinato, oltre ogni ostacolo, e di solitudine. Fino al tragico epilogo. Quel venerdi&#8217; sembro&#8217; davvero che fosse per sempre<strong><em> &#8220;morta la speranza dei palermitani onesti&#8221;</em></strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/09/03/mattarella-gen-dalla-chiesa-esempio-per-i-giovani/">Mattarella: &#8220;Gen. Dalla Chiesa esempio per i giovani&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Mattarella per vittime mafia: “Si combatte con la denuncia”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/06/mattarella-per-vittime-mafia-si-combatte-con-la-denuncia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2015 09:48:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[antiochia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato oggi l&#8217;uccisione da parte della mafia del giudice Costa, del vicequestore Cassara&#8217; e dell&#8217;agente Antiochia sottolineando come la lotta alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/06/mattarella-per-vittime-mafia-si-combatte-con-la-denuncia/">Mattarella per vittime mafia: “Si combatte con la denuncia”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> ha ricordato oggi l&#8217;uccisione da parte della mafia del <strong>giudice Costa</strong>, del vicequestore <strong>Cassara&#8217; </strong>e dell&#8217;agente <strong>Antiochia </strong>sottolineando come la lotta alla mafia passi per la denuncia delle infiltrazioni e dei ricatti. <em>&#8220;Il 6 agosto richiama alla memoria gli attentati mafiosi in cui persero la vita trentacinque anni fa il procuratore Gaetano Costa e trent&#8217;anni or sono il vice questore Antonino Cassara&#8217; e l&#8217;agente della Polizia di Stato Roberto Antiochia. E&#8217; un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile&#8221;,</em> ha ricordato Mattarella in una dichiarazione, <em>&#8220;Il procuratore Costa era un magistrato di alta preparazione professionale, di riconosciuta indipendenza e di grande equilibrio, tenacemente impegnato nella sfida contro il sistema mafioso, contro i suoi metodi di intimidazione e di condizionamento ed i suoi pervasivi interessi economico-finanziari&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Con la medesima determinazione e tensione morale, e lo stesso coraggio, si opponeva alla violenza mafiosa il vice questore Antonino Cassara&#8217;, investigatore di eccezionali capacita&#8217;, e con lui l&#8217;agente Roberto Antiochia, entrambi barbaramente uccisi qualche giorno dopo il vile assassinio del commissario Giuseppe Montana&#8221;, </em>ha aggiunto il Capo dello Stato,<em> &#8220;Servitori dello Stato che, consapevoli dell&#8217;altissimo rischio cui si esponevano, hanno tuttavia compiuto fino in fondo il loro dovere portando avanti un&#8217;intensa azione investigativa contro le cosche&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Onorare nel modo piu&#8217; concreto la memoria loro e dei tanti magistrati, appartenenti alle forze dell&#8217;ordine e singoli cittadini che hanno perso la vita per assicurare l&#8217;affermazione dei diritti e il rispetto delle regole, richiede l&#8217;impegno di tutti nel contrastare, rifiutare e denunciare ogni forma di infiltrazione e di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione&#8221;</em>, ha sottolineato Mattarella, <em>&#8220;Nell&#8217;agire quotidiano ciascuno deve saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalita&#8217;, quale condizione essenziale per garantire la vita della nostra comunita&#8217; e costruire un avvenire di liberta&#8217; e di progresso. Con questo spirito, desidero far giungere ai familiari delle vittime la mia partecipe vicinanza e il mio affettuoso saluto&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/06/mattarella-per-vittime-mafia-si-combatte-con-la-denuncia/">Mattarella per vittime mafia: “Si combatte con la denuncia”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Peppino Impastato, l’Italia lo ricorda così 37 anni dopo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2015 18:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[Radio Aut]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Mafia ‘è una montagna di merda’. Peppino Impastato, nella sua breve vita, non si è mai nascosto. Dai microfoni di Radio Aut, un’emittente radiofonica autofinanziata di ‘controinformazione’,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/08/peppino-impastato-litalia-lo-ricorda-cosi-37-anni-dopo/">Peppino Impastato, l’Italia lo ricorda così 37 anni dopo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Mafia ‘è una montagna di merda’.</strong> <strong>Peppino Impastato, nella sua breve vita, non si è mai nascosto.</strong> Dai microfoni di Radio Aut, un’emittente radiofonica autofinanziata di ‘controinformazione’, con al centro la satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale, ha preso le distanze da quella mafia in cui anche la sua stessa famiglia era comunque ben inserita. Come raccontavano i Modena City Ramblers nella canzone ‘Cento Passi’, ‘aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato’. Peppino viene ucciso in un casolare, di proprietà di un privato. Un anno fa la Giunta regionale siciliana aveva firmato l’atto di avvio del procedimento per far diventare il casolare dove fu ucciso Peppino Impastato ‘luogo di interesse culturale’ e ‘monumento della legalità’.</p>
<p><strong>Ma ad oggi nulla è cambiato</strong> e il casolare, in occasione della ricorrenza della morte resterà chiuso e non sarà possibile visitarlo. Peppino Impastato nacque il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo. Oltre all’attività di informazione con la la radio autofinanziata, aveva deciso di scendere in politica per partecipare con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Viene ucciso dalla mafia <strong>il 9 maggio del 1978,</strong> giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani a Roma, pochi giorni prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica ‘sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi’. Il suo corpo è letteralmente dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani, le prime indagini addirittura portavano alla pista del suicidio.</p>
<p>Iniziative in tutta Italia, in occasione del ricordo della sua morte, avvenuta 37 anni fa: da un festival a suo nome organizzato a Bologna alla visione di film a tema (su tutto il celebre ‘Cento Passi’ di Marco Tullio Giordana), fino all’intitolazione di una strada a Siracusa. Queste alcune delle celebrazioni in programma: PISA: Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo Borsellino, sarà l’ospite ‘speciale’ della ‘Giornata dedicata alla memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi’. L’iniziativa, come ogni anno dal 2007, si svolgerà il 9 maggio; quel giorno del 1978 furono assassinati Aldo Moro e Peppino Impastato. La cerimonia ufficiale comincerà alle 10 sul Viale delle Piagge nei pressi del monumento ‘Pensieri e Presenze di Pace’ dell’artista Dolfo (all’altezza del civico 14).</p>
<p><strong>ROMA</strong>: Due giorni di iniziative, 8 e 9 maggio presso il Parco Collina della Pace (via Casilina km. 18,00 – Finocchio RM), organizzata da Libera. Si terrà la manifestazione intitolata “Peppino Vive nel Parco, Commemorazione dell’assassinio di mafia di Peppino Impastato – Festa della Legalità”. Dopo la giornata riservata agli studenti delle scuole della zona, domani pomeriggio, ore 16, la presentazione della giornata e saluti della compagnia Teatrodanza Fuo.Ri.Terr.A.: “A chi baciamo le mani”(teatro), Flavia Famà – Libera memoria – Figlia di vittima di mafia Serafino Famà. L’Ass. Culturale Ottavo Atto proporrà “Donne di mafia” (teatro). Ancora spettacolo teatrale, “Orazione per G. Falcone e P. Borsellino”. Prevista la presenza di molte altre associazioni: Ass. Culturale D.O.C. (in direzione ostinata e contraria); Link Tor Vergata sull’università; Comunità di S. Egidio campo nomadi di salone; Il Muretto centro di aggregazione giovanile cooperativa S. S. Pietro e Paolo. <strong>VITERBO</strong>: Sempre domani, ore 10, Viterbo ricorderà Peppino Impastato con una cerimonia al parco intitolato alla sua memoria. La cerimonia avverrà all’ingresso del parco su via A. Volta (quartiere Pilastro), davanti alla targa fatta apporre nell’ottobre 2013 dall’amministrazione comunale. <strong>CINISI</strong>: Nella cittadina di Peppino tante saranno le iniziative. Ad aprire la serie di celebrazioni ci hanno pensato nei giorni scorsi quelli del Clan “Croce del Sud” del Gruppo Scout Cinisi con lo spettacolo teatrale “ Illegalità, Mafia, Corruzione…e la Politica?”. Domani dalle 21.30 sul palcoscenico di piazza Vittorio Emanuele Orlando il concerto “Voci al femminile per ricordare Peppino”, in occasione del 37esimo anniversario dalla morte di Impastato. Torna inoltre il Premio fotografico Peppino Impastato – Musica e Cultura, giunto alla seconda edizione e promosso da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. <strong>SAMBUCETO</strong>: Giornata di incontri, quella organizzata dall’associazione culturale Kimera a Sambuceto, in provincia di Chieti. Domani, ore 18, pomeriggio dedicato alla memoria di Peppino. Dopo la proiezione del film “I Cento Passi”, seguirà un intervento a cura dell’associazione Espressione Libre di Pescara. All’esterno performance artistica dei Writers Christian Serafini e Mirko Trifone.  <strong>ERCOLANO</strong>: Iniziativa della web radio Radio Siani, la radio della legalità dedicata al giornalista Giancarlo Siani. L’emittente prenderà parte a quella organizzata dal presidio di Libera Vomero-Arenella e dalla Fondazione Polis, nell’ambito del più ampio progetto “Gusto e parole della legalità”, che avrà luogo sabato 9 maggio alle 10 presso la libreria di azionariato popolare Iocisto (via Cimarosa 20, Napoli). Nell’ambito dell’iniziativa sarà presentato, a conclusione di un progetto con gli studenti del Liceo classico Pansini di Napoli, il fumetto “Peppino Impastato un giullare contro la mafia (di Marco Rizzo, disegnato da Lelio Bonoaccorso, edito da Beccogiallo). A seguire ci sarà una degustazione dei prodotti coltivati sui terreni confiscati alla mafia. Sabato andrà in onda su Radio Siani una puntata speciale in ricordo di Peppino Impastato. <strong>CALTANISSETTA</strong>: Il consigliere comunale Valeria Alaimo M5S ha presentato una richiesta alla presidenza del consiglio, indirizzata al Sindaco Ruvolo, per l’intitolazione del Foyer del Teatro Margherita a Peppino Impastato. <strong>SAN GIOVANNI IN PERSICETO</strong>: Tre giorni di dibattiti, concerti, mostre dedicati all’antimafia alla quinta edizione del Peppino Festival di San Giovanni in Persiceto, Comune di Bologna. Sarà tutto all’insegna, a partire da oggi fino a domenica, di musica, pensieri, parole e passi.<br />
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<p><strong>CISCO RACCONTA COME NACQUE ‘CENTO PASSI’ –</strong> “Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi”. Una strofa semplice. Eppure capace di entrare nella storia della musica, di ‘dire’ la sua in un contesto così difficile com’è quello della lotta alla mafia, di fare da ‘colonna sonora’ alle piazze che si riempiono di tutti quelli che hanno qualcosa da dire per provare a migliorare la vita, la loro, di tutti. “Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi” è il ritornello di ‘Cento Passi’, la canzone scritta dai Modena City Ramblers di Stefano ‘Cisco’ Bellotti (oggi non è più il cantante della band). Una canzone “che è già dentro il film”, su una storia “che non conoscevo” ma che per forza ha imparato ad amare. A 37 anni dalla morte di Peppino Impastato, a questo si ispirano l’omonimo film e la canzone, Cisco racconta la ‘sua’ Cento Passi all’agenzia DIRE. Un racconto appassionato, quasi commosso. “Non conoscevo la storia di Peppino- ricorda- Sono andato al cinema a vedere il film, e ne sono rimasto colpito, anche dalla storia di Peppino. E poi questi fili che si collegano, la morte di Peppino e il ritrovamento del corpo di Aldo Moro… Ricordo che uscito dal cinema, avevo questa voglia di scrivere la canzone. In testa mi girava la frase dei passi- dice ancora all’agenzia DIRE- E sono partito con quella frase, quella che Lo Cascio dice nel film. Ho preso spunto a piene mani dal film, noi ci abbiamo messo la musica”. La canzone, sottolinea Cisco, “è uno dei pezzi che mi soddisfa fare dal vivo” ed è diventata “un patrimonio culturale comune, i ragazzi la cantano nelle manifestazioni, è andata oltre a chi l’ha fatta e chi l’ha scritta. Cosa c’è di più bello che scrivere canzoni che restano alla gente?”.</p>
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<p>In passato Cisco è stato proprio a <strong>Cinisi</strong>, la città di Peppino: “Ho avuto la fortuna di andarci, c’erano i protagonisti del film, c’erano Lo Cascio e il regista Marco Tullio Giordana. Ricordo che sul momento non mi avevano ‘inquadrato’, poi quando sono salito sul palco e intonato la canzone, da solo con un tamburo, mi hanno riconosciuto. Giordana mi disse che la canzone aveva contribuito a fare la fortuna del film e molti pensano che è la colonna sonora. Ma non è così, il film è uscito prima”. La storia di Peppino “per me è una storia di vittoria, ha avuto una fine tragica, è vero, ma i mandanti sono stati catturati, la casa di Badalamenti è diventata un museo sulla lotta alla mafia. Oggi la gente ricorda la sua storia, il suo sacrificio è stato esemplare. Possiamo raccontarla come una storia di vittoria soprattutto ai giovani, che in modo disinteressato pensano che nella vita ci si debba occupare di altro”. Cisco, oggi, vorrebbe vivere “in un paese civile, dove la gente normale prende di petto certe situazioni. Ma anche se l’Italia non è così, ogni giorno ci sono però tanti piccoli ‘Peppino Impastato’, che lottando non si piegano davanti alla ingiustizie, anche più piccole, davanti ai soprusi. L’Italia è piena di queste storie. Prendiamo la storia del giornalista Sandro Ruotolo, assurdo”. E poi l’esempio di Ercolano, quella Radio Siani, la web radio della legalità “che è una realtà molto bella, dovremmo sempre avere a che fare con queste storie, non bisogna voltarsi dall’altra parte”. Anni fa l’ex cantante dei MCR ha incontrato Felicia, la mamma di Peppino, morta nel 2004: “Ero emozionatissimo, lei era una donna di grande dignità. Fu un incontro speciale, una volta saputo chi eravamo ci volle ringraziare. La lotta e la memoria di Peppino Impastato vanno avanti anche grazie alla mamma”.(Dire)</p>
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