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	<title>mostre Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>La moka in mostra alla Triennale: il rito del caffè e la sua serialità</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/triennale-milano-serialita-di-un-rituale-il-caffe-con-la-moka-nell-epoca-della-sua-riprodu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 16:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 12 maggio al 28 giugno 2026 Cuore a Triennale ospita documenti dell’Archivio Storico Lavazza sulla moka e la trasformazione del gesto in rito collett</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/triennale-milano-serialita-di-un-rituale-il-caffe-con-la-moka-nell-epoca-della-sua-riprodu/">La moka in mostra alla Triennale: il rito del caffè e la sua serialità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Dal 12 maggio al 28 giugno 2026 lo spazio Cuore di Triennale Milano ospita “Serialità di un rituale. Il caffè con la moka nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, una mostra che presenta una selezione di documenti dell’Archivio Storico Lavazza. I materiali, valorizzati grazie al lavoro di digitalizzazione e ricerca di Promemoria Group, illustrano come la riproducibilità tecnica abbia trasformato un gesto domestico in un’abitudine collettiva.</p>
<p>L’esposizione ricostruisce il ruolo del progetto — tra design, produzione industriale e comunicazione di massa — nel definire un immaginario condiviso attorno alla moka. Attraverso l’analisi degli strumenti e della scomposizione del gesto quotidiano, la mostra mette in luce come la standardizzazione non annulli il rito ma lo codifichi e lo renda patrimonio culturale.</p>
<p>L’iniziativa si inserisce nel programma di valorizzazione di fondi e archivi dedicati al design, all’architettura e alla progettazione avviato da Triennale con l’apertura di Cuore. Nei mesi scorsi nello stesso spazio sono stati presentati archivi come quelli di Gae Aulenti e Roberto Sambonet (23 maggio–11 novembre 2024), della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori (6 novembre 2024–19 gennaio 2025), dell’Archivio Luisa Castiglioni (21 gennaio–9 marzo 2025) e dell’Archivio Giovanni Testori (10 dicembre 2025–28 febbraio 2026).</p>
<p>Nell’ambito del festival Archivissima e in occasione della Notte degli Archivi, venerdì 5 giugno 2026 Triennale propone una visita guidata di Cuore e della mostra, condotta dai mediatori culturali a partire dalle ore 18.00 (prenotazioni su triennale.org). Sempre in relazione al tema della rassegna, è programmata la visione del film Spazio reale o spazio virtuale? (Ugo La Pietra e Davide Mosconi, 1979, 20 minuti), le cui riprese documentano le fasi preparatorie della 16ª Triennale e raccolgono interviste a figure come Gae Aulenti, Andrea Branzi, Gillo Dorfles, Aldo Grasso, Vittorio Gregotti, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Pierluigi Nicolin, Bruno Munari e Nanda Vigo.</p>
<p>Cuore, situato al piano terra del Palazzo dell’Arte, è pensato come uno spazio flessibile dedicato alla ricerca e alla divulgazione del lavoro di progettazione. L’accesso è gratuito negli orari di apertura delle mostre di Triennale (martedì–domenica, 10.30–20.00). All’interno dello spazio, archivisti, bibliotecari e lo staff di mediazione sono a disposizione per informazioni e per la consultazione dei materiali. Per la mostra e le attività correlate Triennale è sostenuta da Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sostenibilità sociale. Dal 13 ottobre ReWriters fest</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/09/22/sostenibilita-sociale-dal-13-ottobre-rewriters-fest/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 05:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre giorni intensi di incontri, dibattiti, interviste d&#8217;autore, mostre, reading teatrali, musica live, fotografia, satira, presentazioni di libri, per esplorare il concetto di sostenibilità sociale e riscrivere insieme&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/09/22/sostenibilita-sociale-dal-13-ottobre-rewriters-fest/">Sostenibilità sociale. Dal 13 ottobre ReWriters fest</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tre giorni intensi di incontri, dibattiti, interviste d&#8217;autore, mostre, reading teatrali, musica live, fotografia, satira, presentazioni di libri, per esplorare il concetto di sostenibilità sociale e riscrivere insieme l&#8217;immaginario contemporaneo. Tutto questo è il ReWriters fest., primo e unico festival italiano dedicato alla sostenibilità sociale, fondato e diretto dalla scrittrice, giornalista e imprenditrice culturale Eugenia Romanelli e &#8220;casa&#8221; dell&#8217;omonimo movimento culturale che è andato aggregandosi intorno a un Manifesto ispirato agli Obiettivi dell&#8217;Agenda 2030 e bussola della manifestazione, con l&#8217;omonimo giornale digitale, la collana editoriale, una web art gallery, un premio, tre contest dedicati a fotografia, illustrazione e musica, e alla startup innovativa a vocazione sociale ReWorld. Patrocinato dal Ministero della Cultura, Treccani, Sapienza Università di Roma, Giffoni Film Festival, Institut Franc¸ais, Centro Nazionale Contro il Bullismo, No Women No Panel e Fridays for Future, il ReWriters fest. &#8211; nella scenografia storica dello spazio WeGil a Roma, da venerdì 13 a domenica 15 ottobre 2023 &#8211; è supportato dalle istituzioni del territorio, Comune di Roma &#8211; Assessorato alla Cultura e Regione Lazio &#8211; con alcune organizzazioni partner, e conta sulla partecipazione di nomi importanti del panorama culturale, scientifico, accademico, giornalistico, attivista e artistico italiano, insieme a rappresentanti delle più innovative esperienze imprenditoriali e del terzo settore incentrate sulla sostenibilità sociale. Tra gli ospiti presenti anche Chiara Francini, Francesca Reggiani, Marina Rei, Massimo Wertmüller, Tosca, Sabina Guzzanti, Giancarlo Commare, Giorgia Surina, Giada Biaggi, Andrea Roncato, Massimiliano Loizzi, Maria Grazia Cucinotta, Paolo Genovese, lo scrittore Maurizio De Giovanni, le giornaliste Giovanna Botteri, Francesca Barra, Monica Peruzzi e Barbara Palombelli, la sociologa e afro-femminista francese Maboula Soumahoro, la chef Chloe Facchini, i conduttori radiofonici I ParlaMondo ovvero Diletta Parlangeli e Saverio Raimondo, l&#8217;atleta afro-discendente Danielle Madam, 5 volte vincitrice dei campionati italiani giovanili nel getto del peso, e Valentina Petrillo, atleta transgender e ipovedente, medaglia di bronzo ai recenti Campionati del mondo di atletica leggera paralimpica, Luca Trapanese, assessore del Comune di Napoli, omosessuale e genitore adottivo di una bimba con sindrome di Down, il progetto musicale e astronomico Quantum One.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forti e attuali i temi trattati: dalla prima tavola rotonda italiana tenuta interamente da persone transgender alle donne come driver di sviluppo, dalle nuove frontiere del food e della carne coltivata all&#8217;emergenza clima, fino alle nuove forme di genitorialità, al contrasto al bullismo e alla violenza contro le donne, ai diritti LGBTQIA+, alla salute mentale dei giovani. Il ReWriters fest. offre anche l&#8217;occasione per ascoltare alcune delle voci più interessanti della nuova scena musicale giovane grazie al ReWriters Music Talent curato da Ernesto Assante e presentato da Alex Petroni: il 13 ottobre toccherà a Valentina Polinori, il 14 a Lorenzo Lemme, in arte Lepre e chiude il 15 Wepro. In apertura sarà lanciato l&#8217;S-Assessment di ReWorld, il primo strumento scientifico italiano di valutazione della sostenibilità sociale delle imprese. I criteri su cui è impostata la valutazione sono stati calibrati sul Manifesto ReWriters con il Diag, Dipartimento di Ingegneria informatica, ambientale e gestionale della Sapienza Università di Roma, grazie a un progetto di ricerca finanziato da ReWorld, e con Eikon Strategic Consulting, Società Benefit e leader italiana nella misurazione dei media e delle percezioni sociali. Spazio poi alle realtà imprenditoriali e del terzo settore che stanno già scrivendo pagine innovative per la sostenibilità sociale, l&#8217;equità, l&#8217;inclusione, la parità uomo-donna. Grande attenzione come sempre alle arti visive, con la premiazione dei due Contest ReWriters: Daily Pic, dedicato alla fotografia, a cura di Luisa Briganti, direttrice del Centro Sperimentale di Fotografia Ansel Adams e di Paolo Woods, due volte vincitore del World Press Photo; e La vignetta del giorno, a cura dell&#8217;illustratrice Ginevra Diletta Tonini Masella e di Vauro. Nell&#8217;atrio trova posto anche il live painting di Lucamaleonte, unico italiano insieme a StenLex e OrticaNoodle a essere invitato da Bansky al Can Festival di Londra, e l&#8217;esposizione delle opere create appositamente per il festival da Marco Lodola e dall&#8217;artista iraniano Howtan Re, a cura della ReWriters Web Art Gallery, realizzata in collaborazione con Rory Cappelli, giornalista e gallerista di Crumb Gallery di Firenze, prima galleria d&#8217;arte italiana dedicata esclusivamente alle artiste.</p>
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		<title>Al via &#8216;Polvere di stelle&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 11:21:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 10 settembre 2016, ore 18 al Museo della Ceramica di Mondovì  verrà inagurata  la seconda edizione di Polvere di stelle, rassegna biennale dedicata allo sguardo degli artisti contemporanei sulla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/09/al-via-polvere-di-stelle/">Al via &#8216;Polvere di stelle&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 10 settembre 2016, ore 18 al Museo della Ceramica di Mondovì  verrà inagurata  la seconda edizione di<em> Polvere di stelle</em>, rassegna biennale dedicata allo sguardo degli artisti contemporanei sulla ceramica. In occasione dell’apertura, <strong>performance musicale</strong> di<strong> Olivia Salvadori</strong> ispirata a una poesia di Omar Khayyām, tratta dalle quartine del <em>Rubʿayyāt</em>.</p>
<p>La seconda edizione sarà incentrata sulla mostra<em><strong> At the Still Point of the Turning World</strong></em> (<em>il punto fermo di un mondo che gira</em>), con opere di <strong>Carla Accardi, Franco Vimercati, Ai Weiwei.</strong></p>
<p>Il titolo – <em>Polvere di Stelle</em> – allude alla materia più basilare di cui è costituita la ceramica: tocchiamo e pensiamo la sua fragile superficie e ci ritroviamo a percorrere una storia di argille, sabbia, quarzo e pigmenti. Tutta polvere, fuoco e acqua. Ma la visione degli artisti riesce a trasformare e portare la polvere in un cammino vicino alle stelle, a fargli fare un volo visionario mai immaginato prima, come una mongolfiera o la traiettoria di una stella.</p>
<p>La mostra resterà aperta fino all’8 gennaio 2017.</p>
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		<title>Ricordo di un frate “rosso”,  fuori dall’ortodossia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 13:01:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ morto il 31 gennaio scorso, a 91 anni, dopo una intera esistenza tutta vissuta per mettere in pratica alti ideali di fratellanza, cercando di riunire il dettato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/ricordo-di-un-frate-%e2%80%9crosso%e2%80%9d-fuori-dall%e2%80%99ortodossia/">Ricordo di un frate “rosso”,  fuori dall’ortodossia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/02/image001.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2291" title="image001" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/02/image001.jpg" alt="" width="175" height="164" /></a>E’ morto il 31 gennaio scorso, a 91 anni, dopo una intera esistenza tutta vissuta per mettere in pratica alti ideali di fratellanza, cercando di riunire il dettato cristiano e le convinzioni comuniste. Camillo De Piaz <strong><strong>è spirato</strong></strong><strong><strong> </strong></strong>come e dove avrebbe voluto: senza soffrire e circondato dai propri amici, nel convento di Madonna di Tirano, all’ombra della Basilica tanto amata. Fino all’ultimo, anche se in molti hanno cercato di “marginalizzarlo”, è stato un punto di riferimento attorno a cui ruotavano molti esponenti della cultura italiana. <span id="more-2290"></span>Nella malattia il suo carattere a volte scontroso aveva saputo abituarsi alle gravi limitazioni che molte patologie, fra cui un menomante cancro alla gola, gli avevano imposto. I suoi amici stavano preparando i festeggiamenti per il suo novantaduesimo compleanno, che sarebbe caduto il 24 febbraio prossimo,  con un libro a cura di Laura Novati. Il libro uscirà, certamente, ma lui non potrà leggerlo e gioirne.   <br />
Frate dei Servi di Maria dal 1934, ordinato sacerdote nel 1941 venne destinato al convento milanese del suo Ordine di San Carlo al Corso, insieme al confratello David Maria Turoldo, in vista della loro iscrizione all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore (De Piaz, Lettere Moderne; Turoldo, Filosofia). Nella condizione di frati e di studenti partecipano attivamente alla Resistenza, esperienza che segnerà profondamente la loro vita e motiverà il loro costante impegno democratico. Nel dopoguerra, con un gruppo d’amici intellettuali, fondarono, presso il convento di San Carlo, la Corsia dei Servi, della quale animeranno per anni l&#8217;attività culturale (conferenze, editoria, cineforum, mostre)m attorno all’omonima libreria che diverrà un punto di riferimento del mondo culturale cattolico e non, soprattutto durante il Concilio Ecumenico Vaticano II.<br />
Per anni padre Camillo ha seguito le attività della Corsia dividendosi fra Madonna di Tirano (al cui convento viene assegnato nel 1957) e Milano. In ambito editoriale ha collaborato nel delicato ruolo di &#8220;lettore&#8221; con le case editrici Mondadori, Il Saggiatore ed altre, ed è autore di numerose traduzioni dal francese fra cui “<em><em>Agonia della Chiesa?”</em></em> lettera pastorale del 1947 dell&#8217;arcivescovo di Parigi cardinale Emanuele Suhard (1948), “<em><em>Il cristo dilacerato”</em></em> di Jean Guitton (1964) e &#8211; a richiesta di Paolo VI &#8211; l&#8217;enciclica “<em><em>Popolorum Progressio” </em></em><em>(</em><em><em>1967</em></em><em><em>)</em></em>. E’ stato membro della giuria del Premio &#8220;Gallarate&#8221;, del Premio di poesia &#8220;Clemente Rebora&#8221; e, fino alla morte, del Concorso Letterario Renzo Sertoli Salis.<br />
L’allontanamento da milano, nel 1957, fu dovuto ai suoi contatti con il Fronte della gioventù e con i Comunisti Cattolici e disposto  dal Sant&#8217;Uffizio, che lo considerava uyn pericoloso rivoluzionario. Contro di lui anche l&#8217;accusa di aver accettato l&#8217;incarico di consigliere della Casa della Cultura di Milano,  diretta dalla comunista Rossana Rossanda. Cambiati i tempi nella Chiesa, e vista ormai l&#8217;attività di padre De Piaz non più come sospetta, ma fortemente antipatrice dello spirito conciliare, padre Camillo visse una nuova stagione di impegno dopo il 1968.<br />
Ma nuovi motivi di contrasto con la gerarchia cattolica si registrarono anche negli anni successivi. Nel 1973 padre Camillo ricevette dalle mani del segretario del Pci Enrico Berlinguer al Palalido di Milano il “Premio Eugenio Curiel” che gli viene assegnato con la seguente motivazione: “Sacerdote, militante antifascista, compagno di lotta di Curiel, ha saputo unire nel fuoco della Resistenza e nell&#8217;impegno civile dalla Liberazione ad oggi le aspirazioni convergenti di libertà e di progresso del popolo italiano espresse da componenti ideali diverse”. Figura problematica per la chiesa, cattocominista e frate incline al sociale, scomodo come lo sono stati Turoldo o, ad esempio, Silone e Pasolini. Non è un caso che fra i “principi della chiesda”, l’unico ad aver espresso il suo personale cordoglio sia stato un altro cattolico “difficile”, quel Carlo Maria Martini così fuori dai canoni dell’ortodossia vaticana. E’ scritto nei Lei Jing, antico testo cinese la cui origine si perde nella notte dei tempi: “Ci sono morti più leggere di una piuma e morti più pesanti del Monte Tai”.<br />
La morte di Camillo De Piaz è di quelle più pesanti del Monte Tai, soprattutto per chi, della mia generazione, ha cercato di coniugare cattolicesimo e politica di sinistra, ribellione e scambio dialettico, rinuncia ai favori derivanti da uno status, ma anche della lotta armata. Come David Maria Turoldo, il frate-poeta dalla voce tonante, ha insegnato a ciascuno ad assumersi oneri e responsabilità, a misurarsi con la propria coscienza, sapendo coniugare le aspirazioni convergenti di libertà e di progresso di un popolo con tante diverse componenti. Insieme a padre Turoldo,  seppe rfaccogliere il meglio della nostra borghesia progressista e intellettuale, conquistandola ad  iniziative coraggiose, come Nomadelfia di don Zeno Saltini, che poi continuarono, attraverso la Corsia dei Servi,  nella direzione di un dialogo con culture anche lontane. Nell&#8217;ambito di questa attività, a fianco degli ambienti “più aperti” del mondo cattolico, padre Piaz ha curato (per conto dei più importanti editori come Mondadori o Il Saggiatore) numerosi testi che restano ancora scomodi ed acutissimi. “Resistete, resistete, ripeteva in continuazione, perché il drago dalle sette teste e dalle dieci corna sia sconfitto”.<br />
Ancora di recente,  fu implacabile nello stigmatizzare le connivenze e le responsabilità di  politici,  sindacalisti,  scienziati; di capi di stato, di responsabili delle grandi istituzioni internazionali quali il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale, nonché parte della gerarchia ecclesiale (internazionale e nostrana) quando, pur vedendo e sapendo, <em>tacque  e</em>, &#8211; come i leviti e i sacerdoti nella parabola Evangelica del Buon Samaritano, &#8211; “passò oltre senza voler vedere” gli orrori che venivano commessi, spesso nel nome della libertà, della democrazia e del  progresso scientifico.<br />
Ancora una estrema, attuale e grande lezione, sul nostro presente, sui drammi che l’umanità sta vivendo in questi giorni, sulla confusione e sull’incertezza del domani, sui rischi che stiamo correndo tutti di vederci crollare addosso l’impalcatura del nostro effimero benessere, se non corriamo ai ripari in tempo e scopriamo un afflato cristiano autentico, altruista e puro.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">Riproduzione Riservata</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/ricordo-di-un-frate-%e2%80%9crosso%e2%80%9d-fuori-dall%e2%80%99ortodossia/">Ricordo di un frate “rosso”,  fuori dall’ortodossia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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