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	<title>ndrangheta Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>‘ndrangheta calabrese nei meandri della politica australiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 10:12:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il made in Italy spopola nel mondo, ma non si parla solo però di prodotti alimentari,  moda o design. Anche la criminalità organizzata del nostro Paese starebbe prendendo sempre più piede anche in “mercati” apparentemente lontani e per questo, almeno teoricamente al riparo. Un’inchiesta dei media australiani Fairfax e Abc Corners, che verrà trasmessa nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il made in Italy spopola nel mondo, ma non si parla solo però di prodotti alimentari,  moda o design. Anche la criminalità organizzata del nostro Paese starebbe prendendo sempre più piede anche in “mercati” apparentemente lontani e per questo, almeno teoricamente al riparo. Un’inchiesta dei media australiani <strong>Fairfax e Abc Corners</strong>, che verrà trasmessa nella serata australiana, quindi intorno alle 12.30 italiane, rivela come la <strong>‘ndrangheta calabrese sarebbe riuscita a penetrare nella politica dell’Australia</strong>, mediante la <strong>corruzione</strong> di politici a livello federale e statale, sfruttando le falle del sistema di <strong>raccolta fondi</strong> per il foraggiamento dell’attività politica.</p>
<p>Secondo il reporter <strong>Nick McKenzie</strong>, autore dell&#8217;inchiesta recatosi anche in Calabria, alla ricerca dei parenti dei boss australiani e di informazioni da parte dei magistrati, gli affiliati alle ndrine del suo Paese, ricorrono agli stessi strumenti utilizzati dai clan tradizionali italiani: <em>&#8220;Il gruppo opera ricorrendo alle minacce e alla violenza sia in attività economiche lecite, come il commercio di frutta e ortaggi, sia in quello illegale della droga&#8221;.</em> L&#8217;inchiesta ha scoperchiato il calderone su <strong>legami tra &#8220;riconosciuti e sospetti criminali&#8221; appartenenti alla &#8216;ndrangheta e politici di primo piano</strong>. Addirittura un uomo &#8220;direttamente legato alla mafia (calabrese)&#8221; avrebbe incontrato l&#8217;allora primo ministro australiano (1996-2007), <strong>John Howard</strong> ed altri leader di partito ad eventi di raccolta fondi per il <strong>Partito Liberale</strong> nei primi anni 2000.</p>
<p>Nulla, pero&#8217;, lascerebbe credere che l&#8217;allora premier fosse a conoscenza, sottolinea McKenzie, della reale identità del suo interlocutore all’epoca dei fatti. Politici di entrambi i due importanti partiti australiani, laburisti e liberali, sono stati oggetto di pressioni da donatori legati alla &#8216;ndrangheta per favorire i loro affari, legali o illegali che fossero. Secondo un rapporto della polizia del 2013 la mafia calabrese ha usato un numero di finanziatori ben conosciuti di partiti politici <em>&#8220;che hanno offerto la loro immagine pubblica e del tutto legale&#8221;</em> per coprire la reale natura della loro opera.</p>
<p>Gli inquirenti hanno scoperto che <strong>il figlio &#8220;di un sospetto boss mafioso&#8221;,</strong> un religioso, visse un&#8217;esperienza di lavoro all&#8217;ambasciata australiana a Roma, quando capo della legazione era l&#8217;ex esponente Liberale <strong>Amanda Vanstone</strong>. Ciò nonostante le autorità italiane avessero condiviso con l&#8217;ambasciata le informazioni che avevano sul boss. La stessa politica, quando era ministro dell&#8217;Immigrazione nel governo Howard, si adoperò per far <em>&#8220;ottenere un visto per un boss più tardi arrestato per traffico di droga ed implicato in un assassinio. L&#8217;uomo è il fratello di un uomo d&#8217;affari conosciuto di Melbourne, con una storia criminale nota in Italia e nel 2005 ottenne il visto per l&#8217;Australia per ragioni umanitario&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Calcioscommesse, 50 arresti in tutta Italia. Coinvolta L’Aquila / VIDEO</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/05/19/calcioscommesse-50-arresti-in-tutta-italia-coinvolta-laquila/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2015 08:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/19/calcioscommesse-50-arresti-in-tutta-italia-coinvolta-laquila/">Calcioscommesse, 50 arresti in tutta Italia. Coinvolta L’Aquila / VIDEO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ennesimo sistema di truffe sportive, “coordinate” da organizzazioni criminali riferibili alla Ndrangheta, per “pilotare” le partite dell’ultimo campionato di Lega Pro e Serie D. È questo il fosco quadro che emerge dall’indagine della <strong>Direzione Distrettuale Antimafia</strong> di Catanzaro, che questa mattina ha condotto ad una maxi retata in svariate città italiane, con <strong>50 arrestati</strong>, portati a termine dallo Sco della Polizia e oltre<strong> 70 indagati</strong>. Sarebbero più di <strong>30 le squadre coinvolte</strong> e tra queste ci sarebbe anche <strong>L’Aquila Calcio</strong>, protagonista di tre partite sospette. Proprio il presunto coinvolgimento della società rossoblù, ha portato all’arresto del Direttore Sportivo della società del Capoluogo <strong>Ercole Di Nicola</strong>. Il ds aquilano, originario di Atri (TE) è uno degli <strong>otto dirigenti</strong> per i quali è stata disposta la misura cautelare, insieme a <strong>sei presidenti di società</strong>, <strong>15 calciatori</strong> e <strong>10 “finanziatori”</strong> di nazionalità italiana e straniera.</p>
<p>Il pm<strong> Elio Romano</strong>, titolare dell’indagine denominata<em> Dirty Soccer</em>, ha firmato un decreto di fermo lungo più di 1200 pagine, nelle quali è descritto uno spaccato di criminalità dedita a combinare incontri dei campionati minori italiani, ma con alcune intrusioni anche in altre manifestazioni quali la Serie B e Coppa Italia. Ad aggravare la situazione degli indagati, l’accusa di aver agito per <strong>favorire organizzazioni mafiose</strong>, visto che l’inchiesta ha preso il via da un indagine sulla ‘ndrina degli Iannazzo di Lamezia Terme. Uno degli appartenenti a questa cosca, <strong>Pietro Iannazzo</strong>, presidente della squadra del Neapolis, sarebbe il perno attorno al quale ruotava una delle due organizzazioni sgomitate oggi dalla dda di Catanzaro. Il “capo” dell’altra associazione criminale sarebbe invece l’ex calciatore <strong>Fabio di Lauro</strong>, “unico rappresentante in Italia degli interessi dei “signori” delle scommesse dell’Est Europa”, secondo quanto scrive il pm nel suo decreto.</p>
<p>Proprio Di Lauro sembrerebbe particolarmente legato con il direttore sportivo dell’Aquila Calcio Di Nicola, il quale sarebbe stato fermato nelle prime ore della mattinata di oggi a Venezia. Il dirigente rossoblù, secondo quanto emerso dall&#8217;operazione, è uno degli uomini chiave dell’inchiesta, ma per il momento, nell’indagine, non sarebbero coinvolti i proprietari o altri dirigenti della società rossoblù, la quale, <strong>non è in nessun modo coinvolta a livello penale</strong>. Discorso diverso, ma questo si vedrà successivamente, per la <strong>giustizia sportiva</strong>, visto che sarebbero tre le partite dell’Aquila Calcio, finite al centro dell’inchiesta sulle presunte combine:<strong> Santarcangelo – L&#8217;Aquila (0-1); L&#8217;Aquila – Savona (1-0) e L&#8217;Aquila – Tuttocuoio (2-1). </strong></p>
<p>Il vicepresidente della squadra del Capoluogo,<strong> Massimo Mancini</strong>, raggiunto dal cronista de <em>Il Messaggero</em>, Stefano Dascoli, ha dichiarato: <em>&#8220;È una cosa gravissima, se questo è il calcio è uno schifo. Augurandoci che non sia così, la notizia è un incubo per noi e per la società. Non sapevamo nulla, aspettiamo di capire di più, non condanniamo nessuno, però non dovevamo neppure essere sfiorati da questa vicenda per i sacrifici fatti e per la nostra onestà, insomma queste situazioni non ci appartengono, in tal senso, siamo fuori da questo mondo del calcio&#8221;</em>.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Calcioscommesse_arrestato_ds_LAquila_Calcio_/2736">GUARDA IL VIDEO SU tiKotv</a></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/19/calcioscommesse-50-arresti-in-tutta-italia-coinvolta-laquila/">Calcioscommesse, 50 arresti in tutta Italia. Coinvolta L’Aquila / VIDEO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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