<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>paziente Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/paziente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Oct 2020 17:56:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Sanità: studio certifica utilità cure palliative in ospedale</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 17:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cure palliative]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105818</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le cure palliative in ospedale possono migliorare la qualita&#8217; di vita del paziente che si trova in fase avanzata di malattia e aumentare la possibilita&#8217; che il luogo di morte sia quello che preferisce. Lo dimostra un articolo pubblicato nella &#8220;Cochrane Library&#8221; (una raccolta di database di studi dedicati a supportare il processo decisionale nell&#8217;assistenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/">Sanità: studio certifica utilità cure palliative in ospedale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le cure palliative in ospedale possono migliorare la qualita&#8217; di vita del paziente che si trova in fase avanzata di malattia e aumentare la possibilita&#8217; che il luogo di morte sia quello che preferisce. Lo dimostra un articolo pubblicato nella &#8220;Cochrane Library&#8221; (una raccolta di database di studi dedicati a supportare il processo decisionale nell&#8217;assistenza sanitaria), frutto di una collaborazione internazionale guidata dal King&#8217;s College di Londra, cui ha contribuito anche l&#8217;Azienda Usl-Ircss di Reggio Emilia. In particolare i ricercatori hanno esaminato i risultati di 42 studi che hanno coinvolto oltre 6.000 pazienti e mille caregiver e familiari. Anche se i risultati vanno presi con cautela, secondo Massimo Costantini, medico palliativista e Direttore Scientifico dell&#8217;Azienda Usl-Irccs di Reggio Emilia, che ha partecipato allo studio, &#8220;possiamo gia&#8217; dire che le cure palliative ospedaliere possono offrire vantaggi su dimensioni importanti come la qualita&#8217; della vita, il controllo dei sintomi, la depressione e sul livello di soddisfazione per l&#8217;assistenza ricevuta&#8221;. L&#8217;analisi &#8220;ha anche mostrato che coloro che ricevono cure palliative specialistiche in ospedale possono avere maggiori probabilita&#8217; di morire nel loro luogo preferito, che di solito e&#8217; casa propria&#8221;. All&#8217;ospedala Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove l&#8217;Unita&#8217; di cure palliative (Ucp)e&#8217; attiva gia&#8217; dal 2013 &#8220;i risultati di questo articolo suggeriscono di investire maggiormente nelle cure palliative in ospedale, dato che possono portare miglioramenti tangibili per il paziente, a fronte di un investimento contenuto&#8221;. Benefici che, conclude Costantini, &#8220;possono essere particolarmente rilevanti dal punto di vista clinico durante le situazioni di emergenza, come la pandemia che stiamo attraversando&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/">Sanità: studio certifica utilità cure palliative in ospedale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105818</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Coronavirus: in Abruzzo nessun nuovo contagio e nessun decesso</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/07/07/coronavirus-in-abruzzo-nessun-nuovo-contagio-e-nessun-decesso/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/07/07/coronavirus-in-abruzzo-nessun-nuovo-contagio-e-nessun-decesso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 15:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[contagi]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[decesso]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105375</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nessun contagio, zero decessi (464 il totale), 28 pazienti ricoverati (due in meno di ieri), nessun paziente in terapia intensiva, 125 persone (una in meno rispetto a ieri) in isolamento domiciliare e il totale dei dimessi/guariti che con tre persone in piu&#8217; si porta a quota 2.692. Questi i numeri del bollettino regionale del Servizio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/07/coronavirus-in-abruzzo-nessun-nuovo-contagio-e-nessun-decesso/">Coronavirus: in Abruzzo nessun nuovo contagio e nessun decesso</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun contagio, zero decessi (464 il totale), 28 pazienti ricoverati (due in meno di ieri), nessun paziente in terapia intensiva, 125 persone (una in meno rispetto a ieri) in isolamento domiciliare e il totale dei dimessi/guariti che con tre persone in piu&#8217; si porta a quota 2.692. Questi i numeri del bollettino regionale del Servizio tutela e prevenzione della salute della Regione Abruzzo dove di positivi &#8211; tolti dimessi, guariti e deceduti &#8211; se ne trovano attualmente 153, tre in meno rispetto a ieri. Da inizio emergenza in regione i contagi sono 3.309, per un totale di 110.863 test eseguiti. Del totale dei casi positivi, 229 sono residenti o domiciliati in provincia de L&#8217;Aquila, 827 in provincia di Chieti, 1.592 in provincia di Pescara, 632 in provincia di Teramo, 26 fuori regione, mentre per 3 casi non e&#8217; indicata la provenienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/07/coronavirus-in-abruzzo-nessun-nuovo-contagio-e-nessun-decesso/">Coronavirus: in Abruzzo nessun nuovo contagio e nessun decesso</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/07/07/coronavirus-in-abruzzo-nessun-nuovo-contagio-e-nessun-decesso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105375</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanità. Emicrania, 7 mln di italiani soffrono ma patologia sottovalutata</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 18:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[emicrania]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=104050</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 90 milioni nel mondo, almeno 7 milioni solo nel nostro Paese: tante sarebbero, secondo le stime dell&#8217;Oms, le persone che lottano contro l&#8217;emicrania, tra le prime patologie per prevalenza in tutto il genere umano. L&#8217;attacco emicranico, o cefalalgico, e&#8217; una tempesta: quando il dolore arriva, improvviso, profondo e pulsante, e si cronicizza per giorni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/">Sanità. Emicrania, 7 mln di italiani soffrono ma patologia sottovalutata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 90 milioni nel mondo, almeno 7 milioni solo nel nostro Paese: tante sarebbero, secondo le stime dell&#8217;Oms, le persone che lottano contro l&#8217;emicrania, tra le prime patologie per prevalenza in tutto il genere umano. L&#8217;attacco emicranico, o cefalalgico, e&#8217; una tempesta: quando il dolore arriva, improvviso, profondo e pulsante, e si cronicizza per giorni e mesi senza dare tregua. Il mondo esterno scompare e tutto si ferma per il paziente, chiuso nella sua sofferenza e in un vissuto costantemente proiettato sul dolore nell&#8217;attesa angosciante di una nuova crisi. Regna confusione sull&#8217;emicrania, percepita come disturbo o sintomo dagli stessi pazienti, quando e&#8217; una patologia vera e propria: ignorata dall&#8217;opinione pubblica; sottovalutata, sottodiagnosticata e mal curata. La patologia emicranica e&#8217; negletta dagli stessi media che ne scrivono di rado mentre internet lancia notizie negative, diffonde cure inesistenti, peggio, pericolose o inutili per la salute dei pazienti. Chiarire i dubbi, spiegare esattamente cos&#8217;e&#8217; l&#8217;emicrania, quali sono i meccanismi patogenetici che scatenano l&#8217;attacco cefalalgico e quali terapie sono disponibili oggi, ma anche approfondire il punto di vista dei pazienti, a chi si rivolgono, come vivono e come percepiscono la loro malattia, e&#8217; lo scopo del Corso di Formazione Professionale per i giornalisti &#8220;Non e&#8217; solo un mal di testa. Il caso emicrania, tra sottovalutazione e fake news&#8221;, promosso a Milano dal Master Sgp &#8216;La Scienza nella Pratica Giornalistica&#8217; della Sapienza Universita&#8217; di Roma con il contributo non condizionante di Lilly. &#8220;L&#8217;emicrania rimane una malattia misconosciuta e sottotrattata a dispetto di una disabilita&#8217; tanto grave e costi enormi. È una forma di cefalea idiopatica ricorrente, che si manifesta con attacchi della durata di 4-72 ore- afferma Pietro Cortelli, Professore Ordinario di Neurologia, Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna- caratteristiche cliniche di questa patologia sono la localizzazione unilaterale del capo, dolore pulsante, intensita&#8217; media o forte, aggravamento con le attivita&#8217; quotidiane e associazione di nausea, vomito, fastidio al rumore e alla luce. In Italia la prevalenza e&#8217; del 9% tra i maschi, quasi quadrupla nelle femmine. Il costo annuale dell&#8217;emicrania nel nostro Paese e&#8217; di 20 miliardi di euro&#8221;.</p>
<p>Mai nessuna distinzione e&#8217; stata fatta in maniera seria e corretta tra il comune mal di testa, che colpisce tutti almeno una volta nella vita e che si risolve spontaneamente con il riposo o un&#8217;ora di sonno, e l&#8217;emicrania che sconvolge la vita di chi ne soffre. L&#8217;emicranico vive male sia per la enorme sofferenza fisica che si accompagna all&#8217;attacco cefalalgico acuto sia per la disabilita&#8217; che ne deriva ma anche per il mancato riconoscimento sociale dell&#8217;emicrania, come malattia vera e propria, grave e invalidante, responsabile di un ulteriore aggravamento del vissuto dei pazienti. Una patologia invisibile, che secondo l&#8217;Oms e&#8217; la seconda malattia piu&#8217; disabilitante del genere umano. &#8220;Il nostro attacco emicranico nell&#8217;immaginario collettivo e&#8217; stato condizionato moltissimo da quello che esce sui giornali, in televisione o sul web- dichiara Lara Merighi di AL. Ce Italia, Alleanza Cefalalgici- noi emicranici siamo considerati persone deboli che non sanno gestire la loro vita mentre siamo individui sensibili, lavoratori instancabili armati di coraggio e ci sentiamo inutili quando il dolore ci paralizza. Abbiamo un cuore che batte nella testa in modo quasi incessante con un dolore che da&#8217; sofferenze talmente enormi da tanto di quel tempo che a volte preferiamo l&#8217;oscurita&#8217; alla luce&#8221;. L&#8217;emicrania e&#8217; donna: il rapporto di prevalenza e&#8217; 3:1 rispetto agli uomini e il vissuto di genere negli emicranici e&#8217; ancora piu&#8217; drammatico. Tuttavia gli stessi pazienti riconoscono di essere poco informati sulla propria malattia, denunciano una sottovalutazione sociale del loro grave problema, manca un diffuso accesso ai servizi specialistici che porta sovente all&#8217;autoprescrizione fino all&#8217;abuso e alla cronicizzazione dell&#8217;emicrania da iper-uso di farmaci da banco, in particolare analgesici. Ma soprattutto e&#8217; la vita quotidiana che viene sconvolta dall&#8217;emicrania. È quanto emerge dalla ricerca del Censis &#8220;Vivere con l&#8217;emicrania&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il dato piu&#8217; rilevante della ricerca e&#8217; la denuncia da parte dei pazienti di una sottovalutazione sociale dell&#8217;emicrania che li spinge a ritirarsi anche dalla vita di relazione- dice Ketty Vaccaro, Responsabile Area Welfare e Salute Censis- esiste una sorta di condizionamento molto forte di tutte le attivita&#8217; del vivere quotidiano che rendono la vita di questi malati veramente difficile. I pazienti diventano riluttanti a parlare del proprio problema all&#8217;esterno, in famiglia con il partner e i figli tutto si complica, salta l&#8217;equilibrio di coppia e l&#8217;intimita&#8217;, si rinuncia e ci si rassegna e si finisce con il convincersi che e&#8217; necessario cambiare vita, che non si e&#8217; capaci di gestire il proprio disturbo ne&#8217; la propria esistenza. Da tutto cio&#8217; derivano diagnosi tardive, spasmodiche ricerche per trovare lo specialista (neurologo) che sappia gestire i trattamenti, grande utilizzo di farmaci da banco e di terapie alternative, l&#8217;isolamento. Inoltre, tutto cio&#8217; ha un impatto economico indicibile&#8221;. Esiste indubbiamente un gap culturale che porta alla sottovalutazione dei sintomi, alla sottodiagnosi e ad una erronea gestione della patologia emicranica. L&#8217;emicrania deve uscire dal cono d&#8217;ombra nel quale e&#8217; relegata, questo richiede l&#8217;impegno dei pazienti, dei clinici, della ricerca, delle istituzioni e dei media. Strano a dirsi ma dell&#8217;emicrania si conosce moltissimo, tanto noti sono i suoi meccanismi patogenetici quanto negletta e&#8217; la malattia nella quotidianita&#8217;. Adesso, dopo quasi venti anni dall&#8217;ingresso dei triptani, una svolta nei trattamenti potrebbe cambiare la storia naturale dell&#8217;emicrania. Da pochi mesi e&#8217; arrivata una nuova classe di farmaci, i primi anticorpi monoclonali anti-Cgrp per la prevenzione dell&#8217;attacco cefalalgico acuto. &#8220;Gli anticorpi monoclonali anti-Cgrp, che vengono somministrati mensilmente per via sottocutanea, si utilizzano nella terapia di profilassi, per prevenire l&#8217;attacco acuto- spiega Elio Clemente Agostoni, Direttore Dipartimento di Neuroscienze e Niguarda Neuro Center, Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano e Presidente Anircef- Si tratta di farmaci che sono diretti contro la proteina Cgrp, un potente vasodilatatore che e&#8217; uno dei responsabili della patologia emicranica. Gli anticorpi monoclonali bloccano il legame del Cgrp sul suo recettore inibendo la dilatazione vasale e l&#8217;infiammazione. Gli studi clinici hanno dimostrato una molto significativa efficacia nel dimezzare o in molti casi azzerare le crisi cefalalgiche, una buona tolleranza e un buon profilo di sicurezza. L&#8217;emicrania e&#8217; una malattia che deve essere curata anche perche&#8217; oltre all&#8217;impatto economico, stravolge la vita delle persone. Questi farmaci per la prima volta potrebbero modificare la storia naturale dell&#8217;emicrania&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/">Sanità. Emicrania, 7 mln di italiani soffrono ma patologia sottovalutata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/11/26/sanita-emicrania-7-mln-di-italiani-soffrono-ma-patologia-sottovalutata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104050</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Meningococco, l&#8217;esperta: &#8220;In Italia circa 300 casi di malattia&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/14/meningococco-lesperta-in-italia-circa-300-casi-di-malattia/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2018/06/14/meningococco-lesperta-in-italia-circa-300-casi-di-malattia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 17:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[meningococco]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=101758</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;Il meningococco e&#8217; un agente infettivo che causa a livello nazionale &#8220;circa 150 casi di malattia, ma probabilmente si tratta di una sottonotifica e in realta&#8217; i casi sono circa 300: di questi va considerato che il 10% si associa a morte del paziente mentre si verificano disabilita&#8217; permanenti dal 20 al 30%. Si tratta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/14/meningococco-lesperta-in-italia-circa-300-casi-di-malattia/">Meningococco, l&#8217;esperta: &#8220;In Italia circa 300 casi di malattia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il meningococco e&#8217; un agente infettivo che causa a livello nazionale &#8220;circa 150 casi di malattia, ma probabilmente si tratta di una sottonotifica e in realta&#8217; i casi sono circa 300: di questi va considerato che il 10% si associa a morte del paziente mentre si verificano disabilita&#8217; permanenti dal 20 al 30%. Si tratta quindi di una patologia fortunatamente non frequentissima, che pero&#8217; ha ancora un impatto importante&#8221;. A disegnare un quadro della diffusione del meningococco in Italia e&#8217; Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Perugia e membro della commissione vaccini della Sip. L&#8217;occasione e&#8217; la campagna &#8216;Io mi vaccino&#8230; tu ti vaccini? &#8211; La vaccinazione negli operatori sanitari&#8217;, pensata per il 74esimo Congresso nazionale di pediatria organizzato dalla Sip a Roma: in questa seconda edizione 300 pediatri si sono vaccinati, per dare il buon esempio, proprio contro le forme di meningococco. &#8220;Abbiamo la possibilita&#8217; di agire in anticipo- sottolinea Esposito- Nel nuovo piano per la prevenzione vaccinale e&#8217; stato introdotto per i nuovi nati il vaccino contro il meningococco B, che nel nostro Paese rappresenta circa il 60% delle forme meningococciche e che ha una importanza soprattutto nel primo anno di vita, cui si aggiunge il vaccino contro il meningococco C, che invece viene effettuato durante il secondo anno di vita di un bambino&#8221;. In quest&#8217;ultimo caso &#8220;l&#8217;attivita&#8217; di prevenzione ha gia&#8217; permesso un calo importante della patologia ma e&#8217; necessario mantenere l&#8217;attenzione anche in considerazione della possibilita&#8217; di importazione di ceppi o della loro circolazione&#8221;. Non va poi dimenticata la prevenzione per il meningococco Acwy, &#8220;un vaccino raccomandato per tutti i ragazzi che fanno vacanza studio all&#8217;estero, agli adolescenti e agli adulti che svolgono lavori cosiddetti a rischio, come operatori sanitari e pediatri specialmente, tecnici di laboratorio e addetti del pronto soccorso&#8221;. Tirando le somme possiamo dire che &#8220;solo con la vaccinazione possiamo evitare le patologie meningococciche causa di decessi e complicanze&#8221;. In questo caso la prevenzione ha dunque un ruolo duplice: &#8220;L&#8217;operatore sanitario e&#8217; sempre il primo soggetto esposto: e&#8217; vero che esiste la profilassi, ma a volte puo&#8217; essere tardiva. Infatti in una serie di linee guida internazionali la vaccinazione e&#8217; strettamente raccomandata, e non dimentichiamoci che lo scorso anno proprio durante l&#8217;estate abbiamo osservato alcuni focolai epidemici in svariate regioni italiane- conclude Esposito- che hanno portato a una estensione del vaccino anche nella popolazione adulta in generale&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/14/meningococco-lesperta-in-italia-circa-300-casi-di-malattia/">Meningococco, l&#8217;esperta: &#8220;In Italia circa 300 casi di malattia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2018/06/14/meningococco-lesperta-in-italia-circa-300-casi-di-malattia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">101758</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
