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	<title>povertà Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aumento della percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale è un dato allarmante per le condizioni di vita di migliaia di famiglie e di bambine e bambini. Lo dichiara Save the Children, alla luce dei dati diffusi stamattina dall&#8217;Istat. In Italia, il 23,1% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale[1]. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/">Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>L&#8217;aumento della percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale è un dato allarmante per le condizioni di vita di migliaia di famiglie e di bambine e bambini. Lo dichiara Save the Children, alla luce dei dati diffusi stamattina dall&#8217;Istat.</p>



<p>In Italia, il 23,1% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=4%3dIZIZG%26B%3dH%26E%3dJZOY%263%3dWNTJ%26K%3dyK8F0_Iesg_TO_Hhtd_RW_Iesg_STIrMsJy6q8zCrHvEE.Iy2657FwDA.43C_9rgp_Ig79A67_Hhtd_RWjhacz-QE4L25_9rgp_IgREtL155Kw_Hhtd_RLSN36Er9C079_9rgp_IgQE4L25_9rgp_IgQE4L29t2D96Es_Hhtd_RWns4z2_6qjq_FftJ_6qjq_FUIas_Hhtd_RLSND6Ks_Hhtd_RLSNIA21Fr_Iesg_STRQSI_Hhtd_RWdg_Hhtd_RLSNVH-SNRL_j7JrKf904v96G3L2o1rvI8_Hhtd_RLdG_Hhtd_RLbN_RM-aG-RQSI.464B_Hhtd_RJ_78DH%265%3d1K0MqS.568%2690%3dXNTI%26K7%3dRQSIZJSJQJTKUL%269%3dNRwXo3P7GVw3E1vTGRwZrYvXqUHUtRHYE3wWKQH4K5u7t3NRN5wUN2JVN5H6q5O3&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a>. La percentuale sale al 25,6% per le famiglie in cui è presente almeno un minore (un dato sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno quando era al 25,5%). Preoccupa però – sottolinea l&#8217;Organizzazione &#8211; che il rischio povertà o esclusione sociale aumenti al crescere del numero dei minori presenti in famiglia. Se, infatti, tra le famiglie in cui è presente un solo minore circa due su 10 (22,9%) sono a rischio povertà o esclusione sociale, tra quelle con 3 o più figli minori il rischio povertà o esclusione sociale interessa più di 4 famiglie su 10 (42%), con una crescita di circa 5 punti percentuali rispetto al 2023 (era il 37,1%).</p>



<p>Tra le famiglie con tre o più minori, cresce inoltre, sia la quota di quanti si trovano in grave deprivazione materiale e sociale (10,4% nel 2024 contro il 9,5% nel 2023) che la percentuale di famiglie a bassa intensità lavorativa (8,8% nel 2024 contro 8,3% nel 2023).</p>



<p>&#8220;È urgente prevedere interventi concreti e strategici contro il rischio di povertà ed esclusione sociale tra bambine, bambini e adolescenti, che comprenda un sostegno adeguato alle famiglie e il potenziamento strutturale dell&#8217;offerta educativa, scolastica ed extrascolastica, per evitare che la povertà materiale si trasformi anche in povertà educativa, pregiudicando le possibilità di crescita e di sviluppo dei minori. Occorre intervenire per contrastare una grave ingiustizia generazionale che in Italia colpisce i bambini, le bambine e gli adolescenti: quella dei minori è infatti la più povera rispetto a tutte le altre fasce di età – dichiara Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children &#8211; &nbsp;Tra le misure da mettere in atto vi è l&#8217;attribuzione di adeguate risorse al Fondo per il contrasto della povertà&nbsp;alimentare a scuola, previsto dall&#8217;ultima legge di Bilancio e destinato ai Comuni per l&#8217;erogazione di contributi volti a consentire l&#8217;accesso gratuito al servizio mensa&nbsp;agli studenti della scuola primaria appartenenti a&nbsp;famiglie in condizioni di difficoltà economiche&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/">Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Save the Children, in Italia sempre meno bambini e sempre più poveri. In Abruzzo il 14,9% dei minori di 18 anni vive in povertà relativa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/11/14/save-the-children-in-italia-sempre-meno-bambini-e-sempre-piu-poveri-in-abruzzo-il-149-dei-minori-di-18-anni-vive-in-poverta-relativa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 10:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre meno bambini e sempre più poveri. L&#8217;Italia nel 2023 ha conosciuto un nuovo record negativo per la natalità, con meno di 380mila nuovi nati, mentre la povertà continua a colpire i minori, i più piccoli in particolare: il 13,4% delle bambine e dei bambini tra 0 e 3 anni è in povertà assoluta, e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/14/save-the-children-in-italia-sempre-meno-bambini-e-sempre-piu-poveri-in-abruzzo-il-149-dei-minori-di-18-anni-vive-in-poverta-relativa/">Save the Children, in Italia sempre meno bambini e sempre più poveri. In Abruzzo il 14,9% dei minori di 18 anni vive in povertà relativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p><strong>Sempre meno bambini e sempre più poveri. L&#8217;Italia nel 2023 ha conosciuto un nuovo record negativo per la natalità, con meno di 380mila nuovi nati, mentre la povertà continua a colpire i minori, i più piccoli in particolare: </strong>il <strong>13,4% delle bambine e dei bambini tra 0 e 3 anni è in povertà assoluta</strong>, e <strong>circa 200mila bambini di età compresa tra 0 e 5 anni (8,5% del totale) vivono in povertà alimentare</strong>, ovvero in famiglie che non riescono a garantire almeno un pasto proteico ogni due giorni. Oltre la metà risiede nel Mezzogiorno (Sud e isole), dove la percentuale sale al 12,9%. <strong>Quasi un bambino su dieci (9,7%) della stessa fascia d&#8217;età ha sperimentato la povertà energetica,</strong> cioè ha vissuto in una casa che non era adeguatamente riscaldata in inverno. In Abruzzo nel 2023 sono nati 7.568 bambini. Nella regione il 14,9% dei minori di 18 anni vive in povertà relativa (ben al di sotto della media nazionale del 22,2%).</p>



<p>Negli ultimi anni le famiglie che vivono in Italia si sono dovute confrontare anche con aumenti rilevanti dei prezzi al consumo di alcuni beni e servizi essenziali per la prima infanzia. Dal 2019 al 2023, infatti, su base nazionale la spesa per prodotti alimentari per la prima infanzia (latte e pappe) è salita del 19,1% (più dell&#8217;aumento dell&#8217;inflazione pari al 16,2%) mentre il costo per la frequenza degli asili nido è aumentato dell&#8217;11,3%, con riferimento in particolare all&#8217;offerta privata (mentre per i posti finanziati dai Comuni l&#8217;aumento è pari all&#8217;1,5%). </p>



<p><strong>Sul fronte dei servizi educativi le famiglie incontrano molte difficoltà. Oggi meno di un bambino su tre dagli zero ai due anni (30%) trova posto in un asilo nido, </strong>un servizio fondamentale per combattere le disuguaglianze, <strong>con forti disparità territoriali.</strong> <strong>In Abruzzo la percentuale della copertura attuale è del 28%. </strong> <strong>Nel 2026</strong>, quando dovrebbero concludersi gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ferma restando l&#8217;incognita sui costi di gestione che dovranno essere sostenuti dai comuni, <strong>si stima che l&#8217;offerta di servizi educativi per la prima infanzia salirà al 41,3% a livello nazionale, non lontano dal target del 45% fissato a livello europeo per il 2030. Tuttavia, questa crescita rischia di non compensare i divari territoriali, tanto che due Regioni, Campania e Sicilia, che attualmente hanno il tasso di copertura più basso in Italia (rispettivamente del 13,2% e del 13,9%), in base alle stime sui progetti in corso, non riuscirebbero a raggiungere neanche il 33%, arrivando la prima al 29,6% e la seconda al 25,6%. Eppure, la Campania e la Sicilia sono la seconda e la terza regione, dopo la Provincia Autonoma di Bolzano, per incidenza dei bambini 0-2 sulla popolazione e presentano alti tassi di povertà minorile e dispersione scolastica. Sempre tra le regioni del Sud, la Puglia è previsto raggiunga il 38,4% della copertura, mentre la Calabria si dovrebbe attestare al 40,3%. In Abruzzo si stima che la percentuale salga al 55,3%.</strong></p>



<p>Sono alcuni dei dati inediti contenuti nella <strong>XV edizione dell&#8217;Atlante dell&#8217;Infanzia a rischio in Italia, dal titolo &#8220;Un due tre&#8230;stella. I primi anni di vita&#8221;,</strong> pubblicato oggi da Save the Children. L&#8217;Atlante restituisce la fotografia della prima infanzia in un Paese fragile, con profonde disuguaglianze sociali e territoriali, in cui <strong>i nuovi nati sono sempre meno </strong>e le opportunità, fin dai primi mille giorni di vita, non sono uguali per tutti, dalla salute all&#8217;ambiente, ai servizi educativi.</p>



<p>&#8220;Abbiamo voluto dedicare questo XV Atlante dell&#8217;Infanzia ai bambini più piccoli, nella consapevolezza che i primi mille giorni di vita sono determinanti per la crescita e lo sviluppo di ciascuno. Troppi genitori oggi in Italia affrontano la nascita di un bambino in solitudine, senza poter contare su adeguate reti di sostegno. Il supporto alla prima infanzia è un obiettivo da mettere al centro di tutte le scelte della politica: nel campo della salute come in quello dei servizi educativi; nel contrasto alla povertà così come nella tutela dell&#8217;ambiente – ha dichiarato <strong>Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children</strong> &#8211; Con Save the Children siamo impegnati da anni sul territorio al fianco dei genitori e dei loro bambini, in rete con i servizi e le associazioni, e ogni giorno tocchiamo con mano l&#8217;importanza di una rete di cura per accompagnare ogni bambino nei suoi primi passi. È necessario salvaguardare e rafforzare questa rete, a partire dai territori più deprivati, con una strategia di lungo periodo, sapendo che quello sulla prima infanzia è l&#8217;investimento fondamentale per il presente e per il futuro del nostro Paese&#8221;.</p>



<p><strong>L&#8217;Atlante verrà presentato martedì 19 novembre a Roma, presso la sede di Save the Children (Piazza San Francesco di Paola, 9), a partire dalle 10. All&#8217;evento, moderato dalla giornalista del Tg3 Giorgia Rombolà, interverranno Luca Bianchi (Svimez), Andrea Brandolini (Banca d&#8217;Italia), Angelica Carnelos (Enel Cuore Onlus), Monica Castagnetti (pedagogista), Matteo Lepore (Sindaco di Bologna, con un contributo video), Stefania Manetti (Associazione Culturale Pediatri).</strong></p>



<p>&#8220;L&#8217;Italia è apprezzata nel mondo per i suoi asili nido, ma sconta la drammatica assenza di questi servizi proprio nei territori più svantaggiati – ha dichiarato Raffaela Milano, <strong>Direttrice Ricerca di Save the Children</strong> &#8211; La Legge di Bilancio 2022 ha fissato una soglia minima di copertura del servizio per ogni Comune entro il 2027. Ma ad oggi vi sono molte incertezze sul raggiungimento dell&#8217;obiettivo, soprattutto per i bambini del Sud: sia per la costruzione dei nuovi nidi, che per i costi del loro funzionamento, e non da ultimo per la formazione e la messa in servizio del personale educativo. Il PNRR rappresenta un&#8217;occasione storica per abbattere le disuguaglianze territoriali che penalizzano il presente e il futuro dei bambini nei loro primi anni di vita. Per questo motivo, chiediamo alla Commissione bicamerale infanzia di fare chiarezza sul sistema educativo zero-sei in termini di obiettivi e finanziamenti e di indicare una vera e propria road map condivisa, senza retromarce e senza lasciare nessun territorio indietro<strong>&#8220;.</strong></p>



<p>Per contrastare, in ottica preventiva, la povertà educativa dei bambini e delle bambine, Save the Children, da oltre dieci anni, è impegnata nel promuovere opportunità di tipo educativo, di accompagnamento ai servizi pubblici e di supporto alla cura e alla genitorialità, attraverso i programmi <strong>Fiocchi in Ospedale, Spazio Mamme e Poli Millegiorni</strong>. Si tratta di interventi integrati, destinati a futuri e neogenitori, bambine e bambini, con l&#8217;intento di ottimizzare l&#8217;offerta dei servizi, facilitare l&#8217;accesso delle famiglie, soprattutto quelle più vulnerabili, creando legami di scambio e di fiducia reciproca nelle comunità territoriali.</p>



<p><strong><em>Nuovo record negativo per la natalità. Nel 2023 in Abruzzo sono nati 7.568 bambini.</em></strong></p>



<p>Nel 2023 l&#8217;Italia ha toccato un nuovo record di denatalità, con solo 379.890 nuovi nati. In Abruzzo sono stati 7.568. <strong> Nel 2023 in 340 Comuni italiani (tutti con meno di 5mila abitanti) non è nato nessun bambino e in 72 Comuni non ce ne sono sotto i 3 anni. È il Piemonte la regione con il maggior numero di Comuni in cui non ci sono bambini sotto i 3 anni (34), seguita da Lombardia (10 comuni) e Abruzzo (8). In Abruzzo sono 8 i comuni senza bambini sotto i 3 anni. La Sardegna è la regione con la minore incidenza di bambini da 0 a 2 anni rispetto alla popolazione totale, con l&#8217;1,49%, mentre nella Provincia di Bolzano si registra il tasso più alto, con il 2,76%. In Abruzzo la percentuale è dell&#8217;1,90%.</strong></p>



<p><strong><em>Bambini sempre più poveri</em></strong></p>



<p>Sono 1 milione 295mila i minori in povertà assoluta in Italia, con un&#8217;incidenza pari al 13,8% del totale. Sono loro i più poveri tra le generazioni, a fronte del 6,2% degli anziani over 65, del 9,4% dei 35-64enni, e dell&#8217;11,8% dei 18-34enni. L&#8217;incidenza maggiore si registra nella fascia di età compresa tra 4 e 6 anni (14,8%), mentre è del 13,4% da 0 a 3 anni. In Abruzzo il 14,9% dei minori vive in povertà relativa (un dato più contenuto rispetto alla media nazionale del 22,2%).</p>



<p><strong>Nel 2023, circa 200mila bambine e bambini tra 0 e 5 anni (8,5% del totale) vivevano in povertà alimentare, ovvero in famiglie che non riescono a garantire almeno un pasto proteico ogni due giorni. Una percentuale cresciuta rispetto al 7,7% del 2021.</strong> Oltre la metà risiede al Sud e nelle isole, dove la percentuale sale al 12,9%, contro il 6,7% del Centro e il 6,1% del Nord. <strong>Quasi un bambino su dieci (9,7%) della stessa fascia d&#8217;età ha sperimentato la povertà energetica, cioè ha vissuto in una casa che non era adeguatamente riscaldata in inverno</strong> (16,6% al Sud e nelle isole, 7,3% al Centro e 5,7% al Nord). Anche in questo caso l&#8217;incidenza è cresciuta rispetto al 2021, quando era all&#8217;8,6%. Queste deprivazioni nei primi anni vita costituiscono per i bambini che le vivono fattori nocivi alla salute e al benessere che si protraggono anche nelle fasi successive della vita e divengono fattori di trasmissione della povertà alle generazioni successive.</p>



<p><strong><em>&#8230;mentre le spese per le famiglie con bambini piccoli aumentano</em></strong></p>



<p>Pesano sempre di più sui bilanci familiari le spese da sostenere nei primi anni di vita. Da un&#8217;analisi realizzata con il Centro Studi di Confindustria, emerge che <strong>in 4 anni, dal 2019 al 2023, una spesa indispensabile, come quella per &#8220;latte e pappe&#8221; ha subìto un aumento a livello nazionale del 19,1%, superiore anche al forte aumento dell&#8217;indice generale dei prezzi (16,2%).&nbsp; A seguire, la crescita più marcata si osserva per i costi dei nidi, pari all&#8217;11,3%, </strong>incremento legato alla riorganizzazione imposta dalla pandemia e concentrato nel settore privato: per i posti finanziati dai Comuni l&#8217;aumento risulta pari all&#8217;1,5%.</p>



<p>Inoltre, secondo un&#8217;elaborazione del Centro Studi Confindustria e di Save the Children sui dati diffusi da Federconsumatori, tra il 2014 e il 2024, <strong>i costi pre-nascita – visite mediche, ecografie, abbigliamento premaman, ecc. – sono cresciuti del 37%,</strong> passando dai circa 2.000 euro complessivi del 2014 a oltre 2.740 euro nel 2024. Aumenti significativi anche per le spese indispensabili nel primo anno di vita, in particolare per le famiglie con i redditi medio bassi: <strong>dal 2021 al 2024 le spese per i pannolini, ad esempio, sono cresciute dell&#8217;11%</strong> per quanto riguarda i costi minimi, ovvero per i pannolini meno cari (552 euro annui) e le spese per <strong>le creme sono aumentate del 14% per i costi minimi</strong> (50,40 euro annui) .</p>



<p><strong><em>L&#8217;impatto degli investimenti del Pnrr sugli asili nido in un&#8217;analisi condotta insieme a Svimez</em></strong></p>



<p><strong>Oggi soltanto il 30% delle bambine e dei bambini tra 0 e 2 anni trova posto all&#8217;asilo nido, con profondi divari territoriali e variazioni tra regioni che superano i 30 punti percentuali: si va infatti dal 46,5% dell&#8217;Umbria, la regione con la copertura attualmente più alta, al 13,2% della Campania e al 13,9% della Sicilia. In Abruzzo la media della copertura regionale è attualmente del 28%.</strong></p>



<p>Insieme a Svimez, Save the Children ha realizzato un&#8217;analisi dell&#8217;impatto degli investimenti complessivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del nuovo Piano nidi promosso nell&#8217;aprile di quest&#8217;anno dal Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito. Dal report emerge che l&#8217;investimento consentirà di accrescere <strong>la copertura nazionale di oltre dieci punti percentuali, raggiungendo il 41,3%, ma i gap territoriali rimarranno piuttosto ampi. Undici regioni riusciranno a superare il target del 45%, tra cui l&#8217;Abruzzo (55,3% dal 28%) e il Molise, con la migliore copertura nazionale al 66% (dall&#8217;attuale 22,5%), Umbria (57,1% dal 46,5%), Emilia-Romagna (51,1% dal 43,1%), Valle d&#8217;Aosta (50,4% dal 43%), Marche (50,2% dal 33,5%), Sardegna (50% dal 35,2%), Toscana (49,2% dal 40,7%), Lazio (46% dal 37,9%), Liguria (45,2% dal 33,8%) e Friuli-Venezia Giulia (45,1% dal 38,3%). Sette regioni raggiungeranno livelli compresi tra il 38% e il 45% di copertura: Trentino-Alto Adige al 43,6% (dall&#8217;attuale 31,6%), Basilicata al 43,4% (dal 22,4%), Lombardia al 41,8% (dal 36%), Veneto al 41,6% (dal 33,8%), Piemonte al 40,7% (dal 32,7%), Calabria al 40,3% (dal 15,7%) e Puglia al 38,4% (dal 20,6%). Due regioni (Campania e Sicilia), nonostante l&#8217;investimento, non riusciranno a raggiungere neanche la copertura del 33%. La Campania è previsto si attesti al 29,6%, la Sicilia al 25,6%.</strong></p>



<p>Secondo lo studio, le regioni del Sud hanno intercettato il 41% delle risorse stanziate. L&#8217;Abruzzo, in particolare riceverà in totale più di 161 milioni di euro che, se si prende in considerazione il numero di bambini nella fascia 0-2 anni presenti nella regione, corrisponde a poco più di 6mila euro pro capite, dopo il Molise, la somma più alta tra le Regioni.</p>



<p>Nonostante gli investimenti significativi per aumentare l&#8217;offerta, dunque, non ultimo lo stanziamento ulteriore di 40,8 milioni annunciato il 4 novembre, <strong>gli squilibri territoriali permangono.</strong></p>



<p><strong>Dal punto di vista delle diverse province, in Abruzzo la copertura più alta dopo gli investimenti del Pnrr si registrerà a Chieti, con il 64,8% (un incremento di più di 32 punti rispetto alla percentuale attuale del 32,8%), seguita dalla provincia di Pescara (53,5% dall&#8217;attuale 23,7%), Teramo (46,1% dal 29,3%) e L&#8217;Aquila (42,9% dal 34%).</strong></p>



<p><strong>Un ulteriore aspetto riguarda il finanziamento della gestione dei nuovi posti negli asili nido</strong>, un tema fondamentale sia per i Comuni che per le famiglie. Per aiutare i Comuni a sostenere i costi di gestione annuali dei nuovi servizi da attivare – con lo scopo di garantire entro il 2027 al 33% dei bambini di frequentare il nido per conseguire il Livello Essenziale delle Prestazioni fissato dalla Legge di Bilancio 2022 &#8211; è stato previsto uno stanziamento ad hoc all&#8217;interno del <strong>Fondo di Solidarietà Comunale (FSC),</strong> con risorse crescenti dal 2022 al 2027, poi confluito nel Fondo Speciale Equità Livello dei Servizi. Il Fondo viene ripartito solo a quei Comuni che hanno un tasso di copertura uguale o inferiore al 28,8%. Nel 2024, su 7904 Comuni, ne sono stati finanziati 5.150, ma di questi ben 1.945 non hanno avviato alcun progetto PNRR per l&#8217;attivazione di nuovi posti a titolarità pubblica. Per il 2025 e negli anni a seguire, per fare in modo che il Fondo Equità aiuti davvero i Comuni che hanno deciso di investire sulla prima infanzia, sarà essenziale prevedere un meccanismo di ripartizione che oltre al criterio di copertura del servizio, tenga conto dei posti attivati tramite PNRR, dando ai Comuni che assicurano servizi a titolarità pubblica priorità nell&#8217;assegnazione delle risorse per la gestione dei servizi stessi. È necessario infine prevedere fin da subito un piano per la formazione e il reclutamento degli educatori necessari al funzionamento degli asili.</p>



<p><strong><em>Salute. L&#8217;Italia divisa</em></strong></p>



<p>La sanità neonatale italiana è un&#8217;eccellenza, eppure anche in questo ambito emergono delle gravi disuguaglianze. Se ospedali o punti nascita &#8220;grandi&#8221; (sopra i 1000 parti l&#8217;anno), sono dotati in gran parte di reparti di neonatologia e di terapia intensiva neonatale (TIN), in quelli più piccoli la presenza di un reparto di neonatologia o di TIN è più sporadica. Dopo la nascita, già dai primi mesi di un bambino, è inoltre importante la disponibilità di posti in terapia intensiva pediatrica. <strong>In Italia i posti letto nelle terapie intensive pediatriche erano solo 273 nel 2023, con una carenza del 44,4% rispetto agli standard europei e una distribuzione disuguale sul territorio</strong>: al centro ce ne sono 90, a fronte di un fabbisogno di 92 e con una carenza del 2,2% rispetto agli standard europei (al Nord sono 128 posti letto per un fabbisogno di 222 e registrando una carenza del 42,3%, mentre al Sud e nelle Isole sono  55 ma ne servirebbero 168, con una carenza del 67,3% <strong>L&#8217;Abruzzo è una delle 7 regioni italiane a non avere posti letto nelle terapie intensive pediatriche.</strong></p>



<p>I pediatri, che rappresentano un punto di riferimento indispensabile per i bambini e le famiglie, sono troppo pochi. <strong>Nel 2022, ultimo anno per il quale il Ministero della Salute fornisce un dato ufficiale, il carico medio potenziale per pediatra </strong>(cioè il numero di bambini e bambine residenti nell&#8217;area in cui opera un medico pediatra) <strong>è a livello nazionale di 993 bambini</strong> – con un&#8217;ampia variabilità territoriale (da un valore di 863 bambini per pediatra in Toscana a 1.281 bambini per pediatra nella Regione Piemonte). In Abruzzo il valore era di 1.046, al di sopra della media nazionale.</p>



<p>Anche i dati relativi alla gravidanza e ai parti mostrano differenze significative tra i territori. A livello nazionale, <strong>l&#8217;89% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati</strong>, il 10,8% nelle case di cura private accreditate, e lo 0,15% altrove (altra struttura di assistenza, domicilio, ecc.). Tuttavia, nelle regioni in cui è rilevante la presenza di strutture private accreditate, le percentuali sono quasi invertite: ad esempio, in Campania solo il 56,4% delle donne partorisce in una struttura pubblica contro il 43,6% che si rivolge al privato accreditato. <strong>In Abruzzo, la totalità delle donne partorisce nelle strutture pubbliche.</strong></p>



<p><strong><em>I luoghi che contano. Città sempre più bollenti: a luglio 349mila bambini colpiti da temperature pari o superiori ai 40°. Pochi spazi verdi e biblioteche dedicate ai più piccoli</em></strong></p>



<p>Non è facile per una bambina o un bambino muovere i primi passi nelle nostre città, in particolare nelle aree più periferiche e svantaggiate, tra aree verdi che scarseggiano mentre le temperature aumentano in maniera esponenziale a causa della crisi climatica e gli spazi pubblici disponibili e fruibili, come le biblioteche, sono pochi. Le aree urbane sono maggiormente colpite dall&#8217;aumento delle temperature cui stiamo assistendo negli ultimi anni, e i bambini sono i più vulnerabili, per via dell&#8217;immaturità del meccanismo di termoregolazione, per la minore superficie corporea e per l&#8217;incapacità di capire quando l&#8217;organismo necessiti di acqua. <strong>A luglio di quest&#8217;anno, 349mila bambini, ovvero il 93,7% delle bambine e dei bambini tra 0 e 5 anni che vivono nei capoluoghi di regione e nelle città metropolitane italiane, sono stati esposti a temperature al suolo medie pari o superiori ai 40 gradi</strong>. In particolare, nella città de L&#8217;Aquila, il 96,2% dei bambini tra 0 e 5 anni è stata esposta a <strong>temperature al suolo medie pari o superiori ai 40 gradi</strong>, pari a 2.395bambini.</p>



<p>Per quanto riguarda il verde negli oltre 100 capoluoghi di provincia, <strong>l&#8217;estensione delle aree verdi urbane copre appena il 2,9% dei territori comunali,</strong> pari a 32,8 m² pro capite, con marcate differenze territoriali e un primato che va al Nord-Est (62,3 m<sup>2</sup> pro-capite), grazie alle elevate dotazioni di Trento e Bolzano. <strong>In Abruzzo, è Pescara il capoluogo con la maggiore estensione di aree verdi (13,60%), seguita ad ampia distanza da Chieti (0,63%), Teramo (0,65%) e L&#8217;Aquila (0,49%). </strong>Ma il verde attrezzato, ovvero i giardinetti e i piccoli parchi con aree giochi, rappresenta solo una fetta piccolissima di tutto il verde urbano, pari al 10,9% nei capoluoghi di provincia esaminati e, anche in questo caso, con evidenti differenze territoriali: più presente nelle città metropolitane (15,4%) e meno negli altri capoluoghi di provincia (8,8%), più al Centro (15,7%) e molto meno nel Mezzogiorno (6,7%).  In Abruzzo, è L&#8217;Aquila la città con la percentuale più elevata di verde attrezzato (66,39%), seguita da Chieti (28,71%), Teramo (19,34%) e infine Pescara con il 14,79%.</p>



<p>Un altro spazio fondamentale per la crescita di bambine e bambini in città sono le <strong>biblioteche con spazi dedicata ai più piccoli</strong>.</p>



<p>Nel 2022, delle 8.131 biblioteche presenti sul territorio nazionale, quasi otto su 10 (77%) sono di pubblica lettura. Di queste ultime, il 58,8% ha uno spazio dedicato ai bambini da 0 a 6 anni. In cima alla classifica svetta Trento, con il 96% delle biblioteche di pubblica lettura che destina spazi attrezzati ai bambini 0-6 anni. Seguono Val d&#8217;Aosta (82,7%), Emilia-Romagna (75%), Veneto (74,9%) e Lombardia (74,1%). <strong>In Abruzzo la percentuale è del 29,4%, una percentuale che rende la regione quartultima rispetto alle altre.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/14/save-the-children-in-italia-sempre-meno-bambini-e-sempre-piu-poveri-in-abruzzo-il-149-dei-minori-di-18-anni-vive-in-poverta-relativa/">Save the Children, in Italia sempre meno bambini e sempre più poveri. In Abruzzo il 14,9% dei minori di 18 anni vive in povertà relativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Pensione: 8 italiani su 10 pessimisti sul proprio futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 06:53:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro pensionistico preoccupa gli italiani. Solo il 13%, infatti, pensa che riceverà un assegno che gli permetterà di mantenere un tenore di vita adeguato una volta uscito dal mondo del lavoro. La maggioranza (80%) si dice invece pessimista sulla possibilità di contare su una pensione di base adeguata e, di questi, il 34% teme [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/12/pensione-8-italiani-su-10-pessimisti-sul-proprio-futuro/">Pensione: 8 italiani su 10 pessimisti sul proprio futuro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Il futuro pensionistico preoccupa gli italiani. Solo il 13%, infatti, pensa che riceverà un assegno che gli permetterà di mantenere un tenore di vita adeguato una volta uscito dal mondo del lavoro. La maggioranza (80%) si dice invece pessimista sulla possibilità di contare su una pensione di base adeguata e, di questi, il 34% teme che non avrà nemmeno una pensione o risparmi sufficienti cui attingere per integrarla. Lo evidenzia l&#8217;ultima ricerca dell&#8217;Osservatorio Sara Assicurazioni. Le principali preoccupazioni legate alla quiescenza sono il rischio di non autosufficienza e l&#8217;impossibilità di sostenere le spese (44%), il dover gravare sulla famiglia (26%) per le proprie necessità economiche e il non riuscire ad aiutarla (25%) per carenza di risparmi. Ben uno su quattro (23%) teme poi di cadere in povertà. Insieme alla visione del domani pensionistico, l&#8217;indagine ha fatto emergere, e confermato, una bassa conoscenza dell&#8217;argomento tra gli italiani. Uno su due (51%), per esempio, non è in grado di definire che cosa sia la previdenza complementare, il 27% non sa che il Tfr può essere versato nelle soluzioni previdenziali e il 32% non è a conoscenza dei vantaggi fiscali che queste offrono. L&#8217;84% poi non si informa sulle novità riguardanti le pensioni e la riforma del sistema previdenziale.</p>



<p>A fronte di questo, tuttavia, un italiano su tre (33%) si dice interessato a valutare opzioni per rendere più sicura la condizione economica della propria vecchiaia, e a pensarci, capendo come fare e a chi rivolgersi, sono in particolare i giovani della fascia 25-34 anni, dove la percentuale sale al 45%. Questi dati sono coerenti con la volontà espressa dagli intervistati (61%) di acquisire in futuro un maggior livello di cultura previdenziale e del risparmio e di rivolgersi a consulenti qualificati per le proprie decisioni di investimento. Tra le soluzioni cui guarderebbero per integrare la pensione ci sono i piani individuali pensionistici assicurativi (28%), i conti deposito (23%) e i fondi pensioni aperti o negoziali (22%). Il 17% investirebbe sul mercato finanziario e il 14% in polizze vita. &#8220;Poter disporre di una rendita integrativa alla pensione di base è oggi quanto mai importante, e lo sarà sempre di più in futuro, considerata la ridotta capacità del welfare pubblico di consentire a chi conclude la carriera lavorativa di mantenere un tenore di vita adeguato- dichiara Emiliano De Salazar, direttore Vita di Sara Vita- Le soluzioni assicurative offrono la possibilità di rendere più sicura la condizione economica della propria vecchiaia in modo flessibile, personalizzato e con importanti vantaggi fiscali. È importante prendere queste decisioni di investimento fin da giovani perché l&#8217;orizzonte temporale di più lungo periodo offre l&#8217;opportunità di accumulare un capitale maggiore con cui affrontare in modo sereno il proprio futuro dopo la pensione&#8221;.</p>
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		<title>Fame nel Mondo: oltre 733 mln di persone colpite nel 2023</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 20:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un rapporto preoccupante sulla sicurezza alimentare mondiale, pubblicato da cinque agenzie specializzate delle Nazioni Unite, rivela che nel 2023 oltre 733 milioni di persone, equivalenti a un individuo su undici, hanno sofferto la fame. In Africa, la situazione è ancora più grave, con uno su cinque che soffre di insicurezza alimentare. Gli esperti mettono in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/24/fame-nel-mondo-oltre-733-mln-di-persone-colpite-nel-2023/">Fame nel Mondo: oltre 733 mln di persone colpite nel 2023</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Un rapporto preoccupante sulla sicurezza alimentare mondiale, pubblicato da cinque agenzie specializzate delle Nazioni Unite, rivela che nel 2023 oltre 733 milioni di persone, equivalenti a un individuo su undici, hanno sofferto la fame. In Africa, la situazione è ancora più grave, con uno su cinque che soffre di insicurezza alimentare.</p>



<p>Gli esperti mettono in guardia sul rischio che il mondo manchi l&#8217;obiettivo di &#8220;fame zero&#8221; entro il 2030, uno dei traguardi fissati dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. La situazione attuale, infatti, mostra un arretramento ai livelli di malnutrizione del 2008-2009, facendoci tornare indietro di 15 anni.</p>



<p>Questo drammatico scenario chiama a un&#8217;immediata azione internazionale per contrastare la fame nel mondo e garantire la sicurezza alimentare, soprattutto nelle regioni più vulnerabili come l&#8217;Africa. La comunità globale è chiamata a rafforzare gli sforzi per incontrare gli impegni presi e invertire questa tendenza allarmante.</p>
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		<title>Caritas rivela: &#8220;Povertà in Italia ai massimi storici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 18:20:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Report statistico &#8220;Povertà 2024&#8221; di Caritas italiana evidenzia una situazione di povertà strutturale sempre più grave in Italia, con un incremento significativo dei casi di povertà assoluta e delle situazioni di estrema vulnerabilità sociale. Secondo le stime preliminari rilasciate dall&#8217;Istat per il 2023, il 9,8% della popolazione italiana, ovvero circa un residente su dieci, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/06/19/caritas-rivela-poverta-in-italia-ai-massimi-storici/">Caritas rivela: &#8220;Povertà in Italia ai massimi storici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Il Report statistico &#8220;Povertà 2024&#8221; di Caritas italiana evidenzia una situazione di povertà strutturale sempre più grave in Italia, con un incremento significativo dei casi di povertà assoluta e delle situazioni di estrema vulnerabilità sociale. Secondo le stime preliminari rilasciate dall&#8217;Istat per il 2023, il 9,8% della popolazione italiana, ovvero circa un residente su dieci, vive in stato di povertà assoluta.</p>



<p>Il rapporto segnala anche un aumento dell&#8217;utenza anziana nei servizi di Caritas, con 35.875 persone della terza età assistite nel 2023, rappresentando il 13,4% dell&#8217;utenza complessiva. Questo dato mostra un raddoppio rispetto al 2015, quando gli anziani costituivano solo il 7,7% degli utenti.</p>



<p>Inoltre, il numero di persone senza fissa dimora assistite dalle reti Caritas diocesane e parrocchiali è aumentato drasticamente, raggiungendo 34.554 nel 2023, che corrisponde al 19,2% dell&#8217;utenza totale, segnando un incremento significativo rispetto agli anni precedenti.</p>



<p>Il rapporto sottolinea anche un aumento del 5,4% delle persone assistite nei centri di ascolto nel corso dell&#8217;ultimo anno, portando il numero totale a quasi 270.000 individui. Tuttavia, la crescita dell&#8217;assistenza risulta più contenuta rispetto al picco del periodo precedente, indicando una situazione di povertà che, pur migliorando leggermente, resta su livelli allarmanti con un aumento del 40,7% dal 2019.</p>



<p>Il fenomeno della povertà non si limita a una singola categoria demografica. Nonostante un leggero calo dell&#8217;incidenza di persone straniere tra gli assistiti, che ora si attesta al 57%, la relazione evidenzia come la povertà influenzi diversi strati della popolazione, con una forte presenza di povertà intermittente e cronica. Questo scenario dimostra la presenza di un &#8220;zoccolo duro&#8221; di povertà che persiste nel tempo, evidenziando la necessità di interventi più incisivi e strutturati per affrontare le radici profonde del problema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/06/19/caritas-rivela-poverta-in-italia-ai-massimi-storici/">Caritas rivela: &#8220;Povertà in Italia ai massimi storici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale: 1 italiano su 3 rischia esclusione, povertà non è solo economica</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/04/28/sociale-1-italiano-su-3-rischia-esclusione-poverta-non-e-solo-economica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 15:33:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[esclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, ma anche povertà minorile, abbandono scolastico, mancanza di aiuto in caso di malattie croniche, disabilità che impediscono una vita normale, emarginazione a causa del proprio orientamento sessuale. Ai 5,6 milioni di adulti in povertà assoluta, &#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/28/sociale-1-italiano-su-3-rischia-esclusione-poverta-non-e-solo-economica/">Sociale: 1 italiano su 3 rischia esclusione, povertà non è solo economica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>&#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, ma anche povertà minorile, abbandono scolastico, mancanza di aiuto in caso di malattie croniche, disabilità che impediscono una vita normale, emarginazione a causa del proprio orientamento sessuale. Ai 5,6 milioni di adulti in povertà assoluta, &#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, ma anche povertà minorile, abbandono scolastico, mancanza di aiuto in caso di malattie croniche, disabilità che impediscono una vita normale, emarginazione a causa del proprio orientamento sessuale. Ai 5,6 milioni di adulti in povertà assolutasi aggiungono 1 milione 380mila under 18. Tra loro ci sono quell&#8217;italiano su 10 che nel 2020 ha rinunciato a curarsi, quell&#8217;anziano su 10 che ha limitazioni nell&#8217;autonomia ed è spesso solo, quei 2,3 milioni di famiglie che hanno un componente con limitazioni gravi… La povertà, dunque, non è soltanto una questione di soldi&#8221;. A sostenerlo con forza è Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale dell&#8217;ordine degli assistenti sociali (Cnoas), che questa mattina ha dato il via ai lavori della prima conferenza nazionale dell&#8217;ordine dedicata al tema &#8216;Povertà ed esclusione&#8217;. Nel 2021, è stato ricordato durante l&#8217;incontro, l&#8217;Istat certificava che 15 milioni e 390 mila persone, cioè il 25,6% della popolazione, erano a rischio povertà ed esclusione. Ma la pandemia non debellata e la guerra in corso, ha sottolineato Gazzi, &#8220;porteranno a un peggioramento che rileviamo già nei nostri uffici e nei servizi dove arriva chi non era mai entrato e dove torna chi era riuscito a risollevarsi. Se non si metteranno immediatamente in campo delle politiche strutturali di contrasto, arriveremo al 33%. Speriamo di sbagliarci, certo, ma il solo Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non potrà bastare&#8221;. Nel corso del suo intervento, il presidente del Cnoas ha individuato cinque priorità e suggerito altrettante proposte di intervento e miglioramento dell&#8217;assistenza sociale e del sistema di welfare in generale. Le cinque priorità sono: dalla protezione al riconoscimento di diritti e opportunità; accesso alle cure e ai servizi senza differenze territoriali; formazione-interdisciplinarietà-lavoro di rete-corresponsabilità; prima le persone: ascoltare e poi portare la voce; sostenere le famiglie e le reti informali; contrastare, fin dalla scuola, ogni stigma e pregiudizio. Sul fronte delle proposte, secondo il Cnoas è necessario agire per potenziare i servizi territoriali a partire dalle risorse umane prima che economiche; sostenere i caregiver e costruire percorsi di sollievo mirati per loro; garantire la continuità dei servizi e delle cure anche territoriali; prevedere orari lavorativi più elastici per i genitori separati; semplificare le procedure per ottenere aiuti; cambiare la formazione di professionisti e operatori per stare al passo con i tempi.</p>



<p>All&#8217;incontro di oggi erano presenti la ministra del Sud e della Coesione sociale, Mara Carfagna; l&#8217;assessora alle Politiche sociali e alla Salute del Comune di Roma, Barbara Funari; la coordinatrice nazionale del Piano per la Child Guarantee, Anna Maria Serafini; Miriam Totis, direttore del Servizio programmazione e sviluppo dei servizi sociali Friuli Venezia Giulia; le onorevoli Maria Teresa Bellucci e Lisa Noja, deputate e membri della commissione Affari sociali della Camera dei deputati; il portavoce dell&#8217;Alleanza contro la Povertà, Roberto Rossini. &#8220;Abbiamo sentito la ministra Carfagna, gli amministratori, i legislatori prendere degli impegni- Barbara Rosina, vicepresidente dell&#8217;Ordine- Non tutto è nelle nostre mani, come abbiamo imparato dalla crisi pandemica e oggi da questa guerra che impoverisce i poveri, non soltanto quelli di casa nostra, ma quelli che a casa nostra arrivano sperando in una vita migliore. Guardare senza agire o agire per proprio tornaconto politico, sarebbe un disastro. Che tutte e tutti dobbiamo scongiurare. Siamo in un periodo storico fortunato per le risorse che abbiamo a disposizione e che dobbiamo investire in modo responsabile, senza sciuparle&#8221;, ha concluso. Dopo il focus su &#8216;Povertà ed esclusione&#8217;, sono in programma altri tre appuntamenti: il 17 giugno a Torino per parlare di &#8216;Lavoro e dignità&#8217;; ottobre a Bari per discutere di &#8216;Periferie umane e materiali&#8217;; gennaio 2023 a Firenze per fare il punto sulla &#8216;Violenza istituzionale&#8217;. Il ciclo di conferenze nazionali si concluderà a marzo 2023 con le celebrazioni del trentennale dell&#8217;Ordine degli Assistenti sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/28/sociale-1-italiano-su-3-rischia-esclusione-poverta-non-e-solo-economica/">Sociale: 1 italiano su 3 rischia esclusione, povertà non è solo economica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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