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	<title>pranzo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Caldo record, i nutrizionisti consigliano il gelato anche come sostituto di un pranzo, ma attenzione alla qualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 17:03:23 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Un gelato, se di buona qualità e inserito nel contesto di una dieta equilibrata, può sostituire un pasto. Questo, in sintesi, uno dei messaggi lanciati dalla Società Italiana di Scienze dell&#8217;Alimentazione – SISA. Una notizia che farà sicuramente piacere a italiani e turisti che in questi giorni di grande caldo sono alla ricerca di piaceri rinfrescanti. Ma tra i requisiti necessari vi sono ingredienti di qualità e materie prime del territorio, come avviene con alcuni artigiani gelatieri che con le loro microimprese e la valorizzazione del proprio territorio conservano il loro mestiere in piccoli centri.<strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DIMAGRIRE CON GUSTO: LA DIETA DEL GELATO</strong> –  &#8220;Il gelato offre un buon apporto nutritivo ed è gratificante &#8211; sottolinea la Prof.ssa <strong>Silvia Migliaccio</strong>, Presidente della Società Italiana di Alimentazione, SISA – Con una dieta adeguata, è possibile perdere due o tre chili in pochi giorni, concedendosi il piacere di uno, talvolta anche due, gelati al giorno. Il gelato, infatti, è un alimento con molte qualità e che, anche psicologicamente, aiuta ad affrontare meglio una dieta ipocalorica. L&#8217;importante è mangiarlo come alternativa ad un pasto e non aggiungerlo a primo e secondo come dessert. È prodotto con latte, uova, zucchero, più caffè, cacao o frutta, tutti alimenti con buon valore nutrizionale. Mangiando, per esempio, un gelato alla crema introduciamo proteine di alto valore biologico, grassi di qualità, glucidi a rapido assorbimento e a pronta disponibilità energetica come lattosio e saccarosio. Ma apporta anche  vitamine A e B2, oltre che sali minerali, come calcio e fosforo. Se poi aggiungiamo un paio di cialde o un biscotto, che sono a base di cereali, la composizione nutrizionale del pasto si arricchisce di amido&#8221;. Il programma di dieta settimanale, modificabile a seconda delle specifiche esigenze, prevede un massimo di una porzione al giorno e l&#8217;assenza di altri dolci; può essere applicata a uomini e donne di diverse età, ma è sconsigliata ai diabetici. &#8220;Voglio suggerire un piccolo segreto – conclude la Prof.ssa <strong>Migliaccio</strong> – Se non ci si ferma qualche secondo tra una leccata e un morso, si rischia di anestetizzare le papille gustative! Meglio aspettare qualche secondo, per gustare meglio, alternando morsi piccoli e morsi grandi. Così diventerà possibile fruire di un momento speciale di relax e piacere&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA STORIA DI ROBERTO TROIANI, DALLA PROVINCIA DI ROMA A INSEGNARE L&#8217;ARTE DEL GELATO NEL MONDO</strong> – A conservare i valori più autentici del made in Italy nel rispetto di un gelato di qualità restano alcuni maestri artigiani come Roberto Troiani, gelatiere di Cocciano (Frascati), nei pressi di Roma, punto di riferimento nei Castelli romani. Della fedeltà alla natura, alla disciplina e alla ricerca della materia prima di qualità Troiani ne ha fatto ragione e orgoglio della sua professione, fino a diventare tra i principali fautori di un importante progetto di riqualificazione urbana avvenuta a Cocciano. &#8220;Ho deciso di puntare tutto sulla gelateria, dopo aver gestito per tanti anni un bar – racconta Troiani – Ho creato il format di una gelateria che potesse far vivere una piazza in un luogo magico, sano e caratterizzato dalle eccellenze di un territorio come i Castelli con i suoi frutti genuini. Da queste materie prime è partita la voglia di sperimentazione e ricerca che ci ha portato nel 2005 a proporre i primi gelati fatti con il mosto del vino e volti a valorizzare il nostro amato territorio, puntando sugli uvaggi locali come Cannellino, Malvasia e Cesanese. Questa capacità innovativa è stata apprezzata in Italia e all&#8217;estero: sono stato insegnante sul tema in estremo oriente, ho portato la mia proposta a ristoratori e catering, ho formato nuovi artigiani nelle scuole e nelle accademie, ho portato le mie sperimentazioni anche al Vinitaly&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>GUSTI DEL TERRITORIO PER GELATI DI&#8230;VINI</strong> &#8211; Tra dolce e salato, tra pecorini e pere, vini e creme, sorbetti e frutti del territorio, il lavoro di Troiani è consacrato alla qualità e al gusto. &#8220;Amo lavorare sulle nicchie di mercato – spiega Roberto Troiani – Utilizzo solo prodotti certificati e ingredienti naturali, di primissima scelta, freschi e di ottima qualità, provenienti dal territorio e dalle vicine campagne dei Castelli Romani, senza aggiungere alcun conservante o colorante. Un beneficio tanto per il palato quanto per l&#8217;organismo: nel tempo ho collaborato con medici e nutrizionisti che hanno preso a cuore il nostro gelato, apprezzandolo per le sue qualità e consigliandolo nell&#8217;alimentazione anche come sostituto di un pasto, sdoganandolo dai canoni che prevedevano un consumo esclusivamente estivo. Nel nostro laboratorio siamo sempre alla ricerca di innovazione e gusti nuovi da proporre. In questa estate 2023, vi saranno nuove creazioni tra cui sorbetto di more e cesanese; sorbetto di pesche e sciroppo di fiori di sambuco; lampone, menta e merlot; prosecco, arancia e zenzero; poi naturalmente le nostre inossidabili hit come prosecco e pesca; Antica Roma; Chardonnay, mele e pistacchi, tutti ormai gusti abituali&#8221;.</p>
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		<title>Natale: menù a domicilio per 1 italiano su 10</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/12/26/natale-menu-a-domicilio-per-1-italiano-su-10/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 19:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi un italiano su dieci (9%) per il menu&#8217; della vigilia o di Natale ha fatto ricorso all&#8217;asporto o alla consegna a domicilio che registra un record storico, mai avvenuto prima. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; sugli effetti del primo Natale blindato che ha precluso a quasi 5 milioni di italiani la possibilita&#8217; di andare a mangiare nei 360mila locali della ristorazione presenti in Italia tra ristoranti, in trattorie o agriturismi. In molti quindi- sottolinea la Coldiretti- non hanno voluto rinunciare alla tradizione ed hanno scelto di cogliere l&#8217;opportunita&#8217; offerta dalla ristorazione anche in zona rossa dove l&#8217;asporto e la consegna a domicilio sono consentite fino al coprifuoco delle 22. Una boccata di ossigeno per molte realta&#8217; della ristorazione stremate dalle difficolta&#8217; provocate dalla chiusura forzata in un periodo in cui si realizza quasi 1/5 del fatturato dell&#8217;anno. Numerose e diversificate le iniziative adottate per mantenere il legame con i propri clienti durante le feste, dal menu a sorpresa a quello scontato fino al kit fai da te. Ad esempio gli agriturismi di Terranostra e Campagna Amica lungo la Penisola si sono attrezzati per direttamente a casa menu completi preparati secondo la tradizione ma anche solo gli ingredienti base con un tutorial per la preparazione di ricette contadine per quanti hanno deciso di cimentarsi personalmente in cucina. La chiusura degli agriturismi e&#8217; peraltro un vero paradosso &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; se si considera che sono spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all&#8217;aperto, sono forse i luoghi piu&#8217; sicuri perche&#8217; e&#8217; piu&#8217; facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Le perdite subite a fine anno rischiano di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nel 2020 scendono al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per un calo complessivo di quasi 41 miliardi di euro nel 2020. Gli effetti della chiusura delle attivita&#8217; di ristorazione &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si fanno sentire a cascata sull&#8217;intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all&#8217;olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualita&#8217; che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione- precisa la Coldiretti- rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attivita&#8217; di impresa &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l&#8217;economia e l&#8217;occupazione.</p>
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		<title>Natale: gli italiani preferiscono il pranzo al cenone</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2018 18:17:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un grande pranzo di Natale con le persone piu&#8217; care. E&#8217; l&#8217;occasione conviviale preferita dagli italiani, e soprattutto dalle italiane, nella prima parte dell&#8217;abbuffata festiva a cavallo di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/22/natale-gli-italiani-preferiscono-il-pranzo-al-cenone/">Natale: gli italiani preferiscono il pranzo al cenone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande pranzo di Natale con le persone piu&#8217; care. E&#8217; l&#8217;occasione conviviale preferita dagli italiani, e soprattutto dalle italiane, nella prima parte dell&#8217;abbuffata festiva a cavallo di fine anno. A soccombere nel grande dilemma culinario, insomma, e&#8217; il cenone della Vigilia. Lo sancisce un sondaggio su un campione rappresentativo di italiani maggiorenni condotto da Swg per CNA sulla sfida culinaria per eccellenza del Natale. Il 52% degli italiani maggiorenni opta per un grande pranzo con le persone piu&#8217; care il giorno di Natale. Il 38% sceglie il cenone della Vigilia. E un italiano su dieci non festeggia per nulla. Le donne preferiscono il pranzo piu&#8217; degli uomini (53% contro 51%). Cosi&#8217; come per eta&#8217; a privilegiarlo sono i piu&#8217; giovani, vale a dire la fascia tra i 18 e i 34 anni, e i residenti nel Nord-Est (66%) e nel Nord-Ovest (57%).</p>
<p>Il cenone la sera della Vigilia di Natale e&#8217; gradito maggiormente dagli uomini rispetto alle donne (40% a fronte del 35%), dalla fascia intermedia di eta&#8217; tra i 35 e i 54 anni (41%) e dai residenti al Sud (52%), in Sicilia e Sardegna (47%) e nel Centro (44%). Un risultato da cui emerge anche il favore per la cucina di carne, tipica del pranzo di Natale, nelle regioni settentrionali rispetto alla predilezione per le pietanze di pesce, clou della cena di magro della Vigilia, piu&#8217; spiccata al Centro-Sud. Quanto agli italiani che non festeggiano, si spera per volonta&#8217; e non per costrizione, le donne sono piu&#8217; degli uomini (12% contro 9%), gli ultra 54enni predominano (15%) e nel Nord-Ovest raggiungono il picco (15%) mentre nel Sud si registra la percentuale piu&#8217; bassa (6%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/22/natale-gli-italiani-preferiscono-il-pranzo-al-cenone/">Natale: gli italiani preferiscono il pranzo al cenone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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