Natale: menù a domicilio per 1 italiano su 10

Quasi un italiano su dieci (9%) per il menu’ della vigilia o di Natale ha fatto ricorso all’asporto o alla consegna a domicilio che registra un record storico, mai avvenuto prima. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sugli effetti del primo Natale blindato che ha precluso a quasi 5 milioni di italiani la possibilita’ di andare […]

Quasi un italiano su dieci (9%) per il menu’ della vigilia o di Natale ha fatto ricorso all’asporto o alla consegna a domicilio che registra un record storico, mai avvenuto prima. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sugli effetti del primo Natale blindato che ha precluso a quasi 5 milioni di italiani la possibilita’ di andare a mangiare nei 360mila locali della ristorazione presenti in Italia tra ristoranti, in trattorie o agriturismi. In molti quindi- sottolinea la Coldiretti- non hanno voluto rinunciare alla tradizione ed hanno scelto di cogliere l’opportunita’ offerta dalla ristorazione anche in zona rossa dove l’asporto e la consegna a domicilio sono consentite fino al coprifuoco delle 22. Una boccata di ossigeno per molte realta’ della ristorazione stremate dalle difficolta’ provocate dalla chiusura forzata in un periodo in cui si realizza quasi 1/5 del fatturato dell’anno. Numerose e diversificate le iniziative adottate per mantenere il legame con i propri clienti durante le feste, dal menu a sorpresa a quello scontato fino al kit fai da te. Ad esempio gli agriturismi di Terranostra e Campagna Amica lungo la Penisola si sono attrezzati per direttamente a casa menu completi preparati secondo la tradizione ma anche solo gli ingredienti base con un tutorial per la preparazione di ricette contadine per quanti hanno deciso di cimentarsi personalmente in cucina. La chiusura degli agriturismi e’ peraltro un vero paradosso – denuncia la Coldiretti – se si considera che sono spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi piu’ sicuri perche’ e’ piu’ facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Le perdite subite a fine anno rischiano di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nel 2020 scendono al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per un calo complessivo di quasi 41 miliardi di euro nel 2020. Gli effetti della chiusura delle attivita’ di ristorazione – continua la Coldiretti – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualita’ che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione- precisa la Coldiretti- rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attivita’ di impresa – conclude la Coldiretti – devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione.