<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>resistenza Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/resistenza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 Apr 2025 19:08:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>25 Aprile: la Liberazione e le sue ombre</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/04/22/25-aprile-la-liberazione-e-le-sue-ombre/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2025/04/22/25-aprile-la-liberazione-e-le-sue-ombre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 18:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[La Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione nazifascista]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica democratica]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=108658</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Io so. Ma non ho le prove. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca la verità.&#8221; – Pier Paolo Pasolini Il 25 aprile segna, ufficialmente,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/22/25-aprile-la-liberazione-e-le-sue-ombre/">25 Aprile: la Liberazione e le sue ombre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Io so. Ma non ho le prove. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca la verità.&#8221; – Pier Paolo Pasolini</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 aprile segna, ufficialmente, la fine dell&#8217;occupazione nazifascista e l&#8217;avvio della Repubblica democratica. Ma ridurre questa data a una semplice &#8220;festa della libertà&#8221; rischia di appiattirne il significato. La Resistenza è stata un&#8217;impresa grandiosa, ma anche controversa, attraversata da conflitti, tensioni ideologiche, violenze reciproche, omissioni, e verità scomode ancora oggi in parte rimosse.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La Resistenza non unitaria</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come storici come Claudio Pavone hanno chiarito, la Resistenza fu anche una <em>guerra civile</em>. Non solo contro l&#8217;occupante tedesco e i fascisti della Repubblica di Salò, ma anche tra diversi gruppi resistenziali. Le divisioni tra comunisti, cattolici, liberali e anarchici esplosero anche con episodi di sangue. In molte zone d&#8217;Italia, soprattutto nell&#8217;Emilia rossa e nel Piemonte, alcuni partigiani &#8220;bianchi&#8221; furono eliminati da partigiani &#8220;rossi&#8221;. Le motivazioni andavano da sospetti di collaborazione con il nemico, a differenze ideologiche, a vendette personali mascherate da &#8220;giustizia rivoluzionaria&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un episodio emblematico fu <strong>l&#8217;eccidio di Porzûs</strong> (febbraio 1945), in Friuli Venezia Giulia, dove i partigiani comunisti della Brigata Garibaldi uccisero 17 partigiani della Brigata Osoppo (cattolico-azionisti) accusati – falsamente – di collaborazionismo. Tra le vittime, anche <strong>Guido Pasolini</strong>, fratello di Pier Paolo. Un trauma che segnerà profondamente la visione politica del poeta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Via Rasella e le Fosse Ardeatine</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro punto critico riguarda <strong>l&#8217;attentato di via Rasella</strong> del 23 marzo 1944, compiuto da un gruppo dei GAP contro una compagnia di SS tedesche. L&#8217;azione militare fu efficace ma provocò, come rappresaglia, <strong>la strage delle Fosse Ardeatine</strong>: 335 civili e prigionieri politici massacrati dai nazisti. I responsabili dell&#8217;attentato non si consegnarono – una scelta strategica legittima per alcuni, criticabile per altri – e per molti anni non ci fu una riflessione aperta sul rapporto tra azione partigiana e conseguenze civili. Questo silenzio fu vissuto da alcuni come una forma di rimozione collettiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esecuzioni sommarie e il dopoguerra violento</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi giorni della guerra e subito dopo, in molte zone si verificarono <strong>esecuzioni sommarie</strong> di fascisti e collaborazionisti, ma anche di semplici sospettati. Alcuni casi furono vendette personali o &#8220;regolamenti di conti&#8221; coperti dall&#8217;ideologia. Il caso di <strong>Giuseppina Ghersi</strong>, una ragazzina di 13 anni uccisa a Savona da partigiani nel 1945, è uno degli episodi più discussi, strumentalizzato spesso dalla propaganda ma indicativo di una verità storica da non ignorare: non tutta la violenza fu &#8220;giusta&#8221; o necessaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri episodi dimenticati includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La strage di Codevigo</strong> (Padova, 1945): centinaia di fascisti e presunti collaborazionisti fucilati senza processo da reparti partigiani.</li>



<li><strong>Le violenze contro i vinti</strong>: in alcune zone del Nord Italia si verificarono linciaggi pubblici, processi sommari, donne rasate e umiliate pubblicamente solo per aver intrattenuto relazioni con soldati tedeschi.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cinema oltre la retorica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molti film hanno raccontato la Resistenza nella sua dimensione più umana e meno celebrativa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>&#8220;L&#8217;Agnese va a morire&#8221;</strong> (1976) di Giuliano Montaldo, tratto dal romanzo di Renata Viganò, racconta la scelta di una donna comune che entra nella Resistenza per vendetta e giustizia. Non c&#8217;è eroismo, ma dolore e solitudine.</li>



<li><strong>&#8220;I piccoli maestri&#8221;</strong> (1998) di Daniele Luchetti, tratto dal romanzo di Luigi Meneghello, mostra un gruppo di giovani universitari che scoprono quanto sia difficile, caotica e moralmente ambigua la lotta partigiana.</li>



<li><strong>&#8220;Corbari&#8221;</strong> (1970) di Valentino Orsini, con Giuliano Gemma, narra la storia vera del partigiano Silvio Corbari e della sua compagna Ada, in lotta contro i fascisti e traditi dagli stessi contadini che difendevano.</li>



<li><strong>&#8220;Sanguepazzo&#8221;</strong> (2008) di Marco Tullio Giordana, non parla di partigiani ma degli attori fascisti Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, fucilati dai partigiani a guerra finita: una riflessione cupa sulla giustizia sommaria.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il dovere della memoria inquieta</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pier Paolo Pasolini lo aveva capito: la Resistenza non è un monumento da celebrare, ma un processo irrisolto da interrogare. Il suo sguardo tagliente, profetico, scava sotto la retorica per chiedere: <em>chi ha davvero raccolto l&#8217;eredità di quei morti?</em> La borghesia democristiana, il potere televisivo, il consumismo anni &#8217;60, la sinistra compromissoria?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La liberazione vera, per Pasolini, non è mai avvenuta: «abbiamo perso la guerra due volte», scriveva. Prima col fascismo, poi col fascismo che sopravvive nelle forme nuove del potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 aprile, dunque, non è una favola. È una storia dura, tragica, controversa. Ed è proprio affrontandola senza paura, nella sua verità piena, che possiamo continuare a darle senso. Non per sminuire i partigiani, ma per onorarli davvero — riconoscendoli come uomini, e non come statue.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/22/25-aprile-la-liberazione-e-le-sue-ombre/">25 Aprile: la Liberazione e le sue ombre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2025/04/22/25-aprile-la-liberazione-e-le-sue-ombre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108658</post-id>	</item>
		<item>
		<title>25 Aprile. Mattarella: &#8220;Resistenza e Italia si onorano facendo proprio dovere&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/04/25/25-aprile-mattarella-resistenza-e-italia-si-onorano-facendo-proprio-dovere/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2023/04/25/25-aprile-mattarella-resistenza-e-italia-si-onorano-facendo-proprio-dovere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2023 17:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=107401</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sulla scia di quei &#8216;visionari&#8217; che, nel pieno della tragedia della guerra e tra le macerie, disegnavano la nuova Italia di diritti e della solidarietà, desidero sottolineare che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/25/25-aprile-mattarella-resistenza-e-italia-si-onorano-facendo-proprio-dovere/">25 Aprile. Mattarella: &#8220;Resistenza e Italia si onorano facendo proprio dovere&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sulla scia di quei &#8216;visionari&#8217; che, nel pieno della tragedia della guerra e tra le macerie, disegnavano la nuova Italia di diritti e della solidarietà, desidero sottolineare che onorano la Resistenza, e l&#8217;Italia che da essa è nata, quanti compiono il loro dovere favorendo la coesione sociale su cui si regge la nostra comunità nazionale&#8221;. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo dice nel Teatro Toselli di Cuneo, intervenendo alla cerimonia commemorativa del 78mo anniversario della Liberazione. &#8220;Onorano la Resistenza i medici e gli operatori sanitari che ogni giorno non si risparmiano sforzi e fatica per difendere la salute di tutti. Onorano la Resistenza le donne e gli uomini che con il loro lavoro e il loro spirito di iniziativa rendono competitiva e solida l&#8217;economia italiana. Onorano la Resistenza quanti non si sottraggono a concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva. Il popolo del volontariato che spende parte del proprio tempo per aiutare chi ne ha bisogno. I tanti giovani che, nel rispetto degli altri, si impegnano per la difesa dell&#8217;ambiente. Tutti coloro che adempiono, con coscienza, al proprio dovere pensando al futuro delle nuove generazioni rendono onore alla Resistenza&#8221;, aggiunge Mattarella.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/25/25-aprile-mattarella-resistenza-e-italia-si-onorano-facendo-proprio-dovere/">25 Aprile. Mattarella: &#8220;Resistenza e Italia si onorano facendo proprio dovere&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2023/04/25/25-aprile-mattarella-resistenza-e-italia-si-onorano-facendo-proprio-dovere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107401</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Giornalismo:  resistenza e disobbedienza a Premio Calcata</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/03/giornalismo-resistenza-e-disobbedienza-a-premio-calcata/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/05/03/giornalismo-resistenza-e-disobbedienza-a-premio-calcata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 19:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[disobbedienza]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Calcata]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103367</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8216;Calcata 4.0 &#8211; Una nuova storia di resistenza e disobbedienza / Premio Giornalismo Digitale&#8217; e&#8217; l&#8217;iniziativa ideata e organizzata dalla Rete NoBavaglio, con il patrocino del Comune di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/03/giornalismo-resistenza-e-disobbedienza-a-premio-calcata/">Giornalismo:  resistenza e disobbedienza a Premio Calcata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Calcata 4.0 &#8211; Una nuova storia di resistenza e disobbedienza / Premio Giornalismo Digitale&#8217; e&#8217; l&#8217;iniziativa ideata e organizzata dalla Rete NoBavaglio, con il patrocino del Comune di Calcata, che promuove le inchieste giornalistiche che si sono distinte nell&#8217;affrontare tematiche relative alle nuove forme di resistenza e disobbedienza civile, alla lotta alle diseguaglianze e nuove poverta&#8217;, all&#8217;immigrazione e inclusione sociale, alla difesa dell&#8217;ambiente, alle nuove periferie. Per la selezione dei lavori video giornalistici, curata dalla Rete NoBavaglio in collaborazione con Castelnuovo Fotografia e CiviTonica e GVpress, si e&#8217; costuita una giuria formata da esperti del settore e da personalita&#8217; della cultura, tra cui: Paolo Portoghesi, architetto e urbanista; Enrica Scalfari, direttrice di Agf; Pietro Suber, giornalista Mediaset e responsabile Carta di Roma; Marino Bisso, giornalista La Repubblica e Rete NoBavaglio; Elisabetta Portoghese, direttrice artistica &#8216;Castelnuovo Fotografia&#8217;; Carlo Picozza, Ordine dei Giornalisti del Lazio, giornalista La Repubblica; Valerio Piccioni, giornalista Gazzetta dello Sport e promotore della &#8216;Corsa di Miguel&#8217;; Ugo Baldi, giornalista Il Messaggero; Cristina Pantaleoni, responsabile di &#8216;GVpress &#8211; Associazione italiana dei giornalisti-videomaker&#8217;; Famiano Crucianelli, presidente Bio distretto della Via Amerina; Ivano Maiorella, direttore Giornale Radio Sociale; Roberto Pagano, giornalista Forum Terzo Settore del Lazio; Alessia Marani, giornalista Il Messaggero; Giuseppe De Marzo, responsabile Politiche sociali Libera e Rete dei Numeri Pari; Vincenzo Vita, direttore Archivio Audiovisivo Movimento del Operaio-AAMOD; Leandro Palestini giornalista e critico televisivo; Daniele Macheda giornalista Rai News 24; Vanessa Losurdo responsabile Civitonica.</p>
<p>Domani, alle 16, e&#8217; in programma la premiazione delle video inchieste alla presenza degli autori e della sindaca di Calcata, Sandra Pandolfi. A seguire, la proiezione no-stop dei lavori scelti: Nonostante Roma di Tiziano Locci; Inshallah Europa. La nuova rotta balcanica di Massimo Veneziani; (Non) Persone di Chiara Ercolani, Alessandra Mancini, Giulia Monaco, Valentina Nardo; Made in Trullo di Bruno Pace; Vite Sospese di Floriana Bulfon e Ivan Corbucci; Dentro le baraccopoli nascoste nel cuore di Roma di Sara Giudice (Piazza Pulita); Non Tacere di Fabio Grimaldi; A scuola anch&#8217;io di Simona Filippini (Rete Scuolemigranti); Dino, il pensionato che sfama i senzatetto di Simona Berterame (Fanpage); Viaggio tra Italia e Tunisia: se non vale il diritto d&#8217;asilo di Angela Nittoli; Bastogi, Franca aspetta una casa popolare da 24 anni di Veronica Altimari (RomaToday); This must be the place di Luigi Narici (Action Aid); Torre Maura: un ragazzo sfida CasaPound di Alessandro Serano&#8217;. Due i lavori provenienti dalla Campania. &#8216;Speciale roghi in Campania&#8217; di Lorenzo Giroffi e Giuseppe Manzo (Radio Televisione Svizzera) si compone di tre parti: &#8220;La guerra dei fuochi&#8221;, &#8220;Brucia tutto&#8221; e &#8220;La strana unita&#8217; dei roghi&#8221;. Si tratta di un unico reportage realizzato tra l&#8217;estate 2017 e l&#8217;autunno 2018. Dall&#8217;incendio del Vesuvio ai roghi tossici in terra dei fuochi fino agli impianti di trattamenti dei rifiuti andati in fiamme fino a novembre scorso. Un viaggio nel disastro ambientale in Campania che parte dal business dello smaltimento dei rifiuti industriali e speciali tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. &#8216;Beni confiscati&#8217; di Stefano Cioni (Lega Coop sociali) e&#8217; un viaggio tra i beni confiscati da Lecco a Casal di Principe. Nella cittadina di terra di lavoro il focus su Casa Lorena che nasce in un bene confiscato al clan Schiavone. Donne vittime di violenza e di tratta vengono ospitate e accompagnate in un percorso di inclusione grazie all&#8217;attivita&#8217; di catering Le ghiottonerie di Casa Lorena. Durante le due giornate si terra&#8217; la mostra fotografica &#8216;Calcata, una storia di disobbedienza&#8217;. Sono previsti, inoltre, spazi-incontro a cura della Cgil Cdlt e Spi Cgil di Roma Nord, Civitavecchia e Viterbo; dell&#8217;Anpi sez. Carla Capponi di Civita Castellana e sez. Matteotti &#8211; Rete Flaminia Tiberina. E inoltre: &#8220;I love Leggere, LibriLiberiTutti&#8221; a cura della Rete NoBavaglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/03/giornalismo-resistenza-e-disobbedienza-a-premio-calcata/">Giornalismo:  resistenza e disobbedienza a Premio Calcata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/05/03/giornalismo-resistenza-e-disobbedienza-a-premio-calcata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103367</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sulla giornata mondiale contro la droga 2012</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/06/sulla-giornata-mondiale-contro-la-droga-2012/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2012/07/06/sulla-giornata-mondiale-contro-la-droga-2012/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 18:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=41796</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sulla giornata mondiale contro la droga, parole, riflessioni, approfondimenti, a tal punto che mettere giù queste righe crea qualche resistenza, come se stessi vivendola come una sorta di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/06/sulla-giornata-mondiale-contro-la-droga-2012/">Sulla giornata mondiale contro la droga 2012</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla giornata mondiale contro la droga, parole, riflessioni, approfondimenti, a tal punto che mettere giù queste righe crea qualche resistenza, come se stessi vivendola come una sorta di compitino, a cui però mi sarebbe piaciuto sottrarmi.<br />
La mia dubitosità nasce dal muro di indifferenza che circonda il disagio sociale e relazionale, adolescenziale e adulto, sull’uso e lo spaccio di droga, sull’abuso della violenza in ogni territorio della diseducazione.<br />
E’ una indifferenza che non fa prigionieri, che non lascia impronte, non teme minimamente i titoli di coda, è un comportamento quotidiano, mascherato di grandi impegni, di rivendicazione dei valori più profondi, del rispetto degli altri, delle regole stesse della civiltà.<br />
Mentre la crisi abbatte la speranza, la politica fa acqua da tutte le parti, la povertà del pane insegue quell’altra della dignità, c’è una sorta di fermo immagine, di tenue preoccupazione per i pericoli derivanti dall’uso e abuso delle sostanze, dallo stile di vita improntato allo scontro fisico e verbale, non solamente all’interno dei recinti giovanili, ma anche e soprattutto nelle aree ben delimitate del mondo adulto.<br />
Le idi di marzo di questa umanità contemporanea non possono essere ascritte alla sola generazione stanca che conta gli anni di età attraverso lo sbadiglio, forse più prossimità hanno con la truppa adulta, che se non complice dello sfascio, è sicuramente corresponsabile degli errori dimenticati, fino al punto da scambiare il proprio posto a tavola con quello dei figli.<br />
Le droghe, tutte, nessuna esclusa, le prepotenze e le violenze, incluse quelle che non sono mai di casa nostra, piuttosto in quella accanto. In questa pedagogia scombinata e truffaldina, è molto facile perdere di vista la patologia più bisognosa di interventi efficaci e urgenti, è molto semplice sfuggire le proprie responsabilità, diffondendo il verbo che i ragazzi di oggi, come quelli di ieri, nascono così, con una forte propensione a passare gli esami di maledetti per forza. Quando accade di ascoltare affermazioni come queste, c’è la riconferma di un tradimento culturale, una difesa incapace di nascondere tanta inadeguatezza: alcuni di questi ragazzi pervengono all’inciampo perché li abbiamo addestrati così malamente a fronteggiare l’impazienza, preferendo la rinuncia alla lotta.<br />
Si tratta di indifferenza quando l’attenzione è dirottata verso altre aree più opulente e vantaggiose alle nostre esigenze-aspettative, rafforzando una collettività così dissociata da accettare senza troppi mal di pancia le opinioni che “ fanno meno male“.<br />
C’è un gran s-parlare sul nuovo sistema di welfare, con il risultato di non consentire domande e risposte comprensibili per opporci allo sbaraglio di tanti ragazzini, invece si predilige lo spostamento delle problematiche altrove, introducendo di volta in volta ciò che potrebbe essere innocuo, legalizzato, se non addirittura liberalizzato.<br />
Ciò produce un messaggio ambivalente, una toponomastica del disagio manipolato, soprattutto una indifferenza feroce che toglie valore non soltanto ai ragazzi che svendono la propria vita, ma anche al ruolo e alle competenze di chi è preposto ad accogliere e accompagnare, a verificare e curare, dentro un percorso di ri-conquista della propria dignità personale, quindi al rispetto della vita stessa.<br />
Istituire la giornata mondiale contro la droga non è solamente un dovere istituzionale per sottolineare le illegalità dell’uso e dello spaccio delle sostanze stupefacenti, nella violenza delle mafie per mantenere inalterato il più grande business dell’era contemporanea, è anche altro, un’azione preventiva affinchè questa metastasi non abbia a espandersi ulteriormente, una scelta-azione di libertà individuale e collettiva, che mette il più possibile al sicuro il futuro inviolabile dei giovani: ciò sarà possibile con un confronto e un dialogo che si costruisce insieme, però in ogni giorno dell’anno, in ogni agenzia educativa, in ogni comunità di servizio e terapeutica della nostra penisola.</p>
<p style="text-align: right;">Vincenzo Andraous</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/06/sulla-giornata-mondiale-contro-la-droga-2012/">Sulla giornata mondiale contro la droga 2012</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2012/07/06/sulla-giornata-mondiale-contro-la-droga-2012/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">41796</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Arrestati 2 polizionitti, &#8216;fracassata faccia a anziano&#8217;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/06/30/arrestati-2-polizionitti-fracassata-faccia-a-anziano/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2012/06/30/arrestati-2-polizionitti-fracassata-faccia-a-anziano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2012 06:36:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[anziano]]></category>
		<category><![CDATA[arrestati]]></category>
		<category><![CDATA[denunciato]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=41469</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hanno &#8220;fracassato&#8221; la faccia a un anziano, poi lo hanno anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, riempiendo gli atti con un &#8220;castello di menzogne&#8221;. Questa la tesi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/30/arrestati-2-polizionitti-fracassata-faccia-a-anziano/">Arrestati 2 polizionitti, &#8216;fracassata faccia a anziano&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno &#8220;fracassato&#8221; la faccia a un anziano, poi lo hanno anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, riempiendo gli atti con un &#8220;castello di menzogne&#8221;. Questa la tesi del gip che ha firmato l&#8217;arresto dei due poliziotti, traditi da una telecamera, che un mese fa a Milano avrebbero pestato fino a sfigurargli il volto un 63enne reo di ubriachezza molesta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/30/arrestati-2-polizionitti-fracassata-faccia-a-anziano/">Arrestati 2 polizionitti, &#8216;fracassata faccia a anziano&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2012/06/30/arrestati-2-polizionitti-fracassata-faccia-a-anziano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">41469</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ricordo di un frate “rosso”,  fuori dall’ortodossia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/ricordo-di-un-frate-%e2%80%9crosso%e2%80%9d-fuori-dall%e2%80%99ortodossia/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/ricordo-di-un-frate-%e2%80%9crosso%e2%80%9d-fuori-dall%e2%80%99ortodossia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 13:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[ombra]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[sacerdote]]></category>
		<category><![CDATA[san carlo]]></category>
		<category><![CDATA[saputo]]></category>
		<category><![CDATA[servi di maria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=2290</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ morto il 31 gennaio scorso, a 91 anni, dopo una intera esistenza tutta vissuta per mettere in pratica alti ideali di fratellanza, cercando di riunire il dettato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/ricordo-di-un-frate-%e2%80%9crosso%e2%80%9d-fuori-dall%e2%80%99ortodossia/">Ricordo di un frate “rosso”,  fuori dall’ortodossia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/02/image001.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2291" title="image001" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/02/image001.jpg" alt="" width="175" height="164" /></a>E’ morto il 31 gennaio scorso, a 91 anni, dopo una intera esistenza tutta vissuta per mettere in pratica alti ideali di fratellanza, cercando di riunire il dettato cristiano e le convinzioni comuniste. Camillo De Piaz <strong><strong>è spirato</strong></strong><strong><strong> </strong></strong>come e dove avrebbe voluto: senza soffrire e circondato dai propri amici, nel convento di Madonna di Tirano, all’ombra della Basilica tanto amata. Fino all’ultimo, anche se in molti hanno cercato di “marginalizzarlo”, è stato un punto di riferimento attorno a cui ruotavano molti esponenti della cultura italiana. <span id="more-2290"></span>Nella malattia il suo carattere a volte scontroso aveva saputo abituarsi alle gravi limitazioni che molte patologie, fra cui un menomante cancro alla gola, gli avevano imposto. I suoi amici stavano preparando i festeggiamenti per il suo novantaduesimo compleanno, che sarebbe caduto il 24 febbraio prossimo,  con un libro a cura di Laura Novati. Il libro uscirà, certamente, ma lui non potrà leggerlo e gioirne.   <br />
Frate dei Servi di Maria dal 1934, ordinato sacerdote nel 1941 venne destinato al convento milanese del suo Ordine di San Carlo al Corso, insieme al confratello David Maria Turoldo, in vista della loro iscrizione all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore (De Piaz, Lettere Moderne; Turoldo, Filosofia). Nella condizione di frati e di studenti partecipano attivamente alla Resistenza, esperienza che segnerà profondamente la loro vita e motiverà il loro costante impegno democratico. Nel dopoguerra, con un gruppo d’amici intellettuali, fondarono, presso il convento di San Carlo, la Corsia dei Servi, della quale animeranno per anni l&#8217;attività culturale (conferenze, editoria, cineforum, mostre)m attorno all’omonima libreria che diverrà un punto di riferimento del mondo culturale cattolico e non, soprattutto durante il Concilio Ecumenico Vaticano II.<br />
Per anni padre Camillo ha seguito le attività della Corsia dividendosi fra Madonna di Tirano (al cui convento viene assegnato nel 1957) e Milano. In ambito editoriale ha collaborato nel delicato ruolo di &#8220;lettore&#8221; con le case editrici Mondadori, Il Saggiatore ed altre, ed è autore di numerose traduzioni dal francese fra cui “<em><em>Agonia della Chiesa?”</em></em> lettera pastorale del 1947 dell&#8217;arcivescovo di Parigi cardinale Emanuele Suhard (1948), “<em><em>Il cristo dilacerato”</em></em> di Jean Guitton (1964) e &#8211; a richiesta di Paolo VI &#8211; l&#8217;enciclica “<em><em>Popolorum Progressio” </em></em><em>(</em><em><em>1967</em></em><em><em>)</em></em>. E’ stato membro della giuria del Premio &#8220;Gallarate&#8221;, del Premio di poesia &#8220;Clemente Rebora&#8221; e, fino alla morte, del Concorso Letterario Renzo Sertoli Salis.<br />
L’allontanamento da milano, nel 1957, fu dovuto ai suoi contatti con il Fronte della gioventù e con i Comunisti Cattolici e disposto  dal Sant&#8217;Uffizio, che lo considerava uyn pericoloso rivoluzionario. Contro di lui anche l&#8217;accusa di aver accettato l&#8217;incarico di consigliere della Casa della Cultura di Milano,  diretta dalla comunista Rossana Rossanda. Cambiati i tempi nella Chiesa, e vista ormai l&#8217;attività di padre De Piaz non più come sospetta, ma fortemente antipatrice dello spirito conciliare, padre Camillo visse una nuova stagione di impegno dopo il 1968.<br />
Ma nuovi motivi di contrasto con la gerarchia cattolica si registrarono anche negli anni successivi. Nel 1973 padre Camillo ricevette dalle mani del segretario del Pci Enrico Berlinguer al Palalido di Milano il “Premio Eugenio Curiel” che gli viene assegnato con la seguente motivazione: “Sacerdote, militante antifascista, compagno di lotta di Curiel, ha saputo unire nel fuoco della Resistenza e nell&#8217;impegno civile dalla Liberazione ad oggi le aspirazioni convergenti di libertà e di progresso del popolo italiano espresse da componenti ideali diverse”. Figura problematica per la chiesa, cattocominista e frate incline al sociale, scomodo come lo sono stati Turoldo o, ad esempio, Silone e Pasolini. Non è un caso che fra i “principi della chiesda”, l’unico ad aver espresso il suo personale cordoglio sia stato un altro cattolico “difficile”, quel Carlo Maria Martini così fuori dai canoni dell’ortodossia vaticana. E’ scritto nei Lei Jing, antico testo cinese la cui origine si perde nella notte dei tempi: “Ci sono morti più leggere di una piuma e morti più pesanti del Monte Tai”.<br />
La morte di Camillo De Piaz è di quelle più pesanti del Monte Tai, soprattutto per chi, della mia generazione, ha cercato di coniugare cattolicesimo e politica di sinistra, ribellione e scambio dialettico, rinuncia ai favori derivanti da uno status, ma anche della lotta armata. Come David Maria Turoldo, il frate-poeta dalla voce tonante, ha insegnato a ciascuno ad assumersi oneri e responsabilità, a misurarsi con la propria coscienza, sapendo coniugare le aspirazioni convergenti di libertà e di progresso di un popolo con tante diverse componenti. Insieme a padre Turoldo,  seppe rfaccogliere il meglio della nostra borghesia progressista e intellettuale, conquistandola ad  iniziative coraggiose, come Nomadelfia di don Zeno Saltini, che poi continuarono, attraverso la Corsia dei Servi,  nella direzione di un dialogo con culture anche lontane. Nell&#8217;ambito di questa attività, a fianco degli ambienti “più aperti” del mondo cattolico, padre Piaz ha curato (per conto dei più importanti editori come Mondadori o Il Saggiatore) numerosi testi che restano ancora scomodi ed acutissimi. “Resistete, resistete, ripeteva in continuazione, perché il drago dalle sette teste e dalle dieci corna sia sconfitto”.<br />
Ancora di recente,  fu implacabile nello stigmatizzare le connivenze e le responsabilità di  politici,  sindacalisti,  scienziati; di capi di stato, di responsabili delle grandi istituzioni internazionali quali il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale, nonché parte della gerarchia ecclesiale (internazionale e nostrana) quando, pur vedendo e sapendo, <em>tacque  e</em>, &#8211; come i leviti e i sacerdoti nella parabola Evangelica del Buon Samaritano, &#8211; “passò oltre senza voler vedere” gli orrori che venivano commessi, spesso nel nome della libertà, della democrazia e del  progresso scientifico.<br />
Ancora una estrema, attuale e grande lezione, sul nostro presente, sui drammi che l’umanità sta vivendo in questi giorni, sulla confusione e sull’incertezza del domani, sui rischi che stiamo correndo tutti di vederci crollare addosso l’impalcatura del nostro effimero benessere, se non corriamo ai ripari in tempo e scopriamo un afflato cristiano autentico, altruista e puro.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">Riproduzione Riservata</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/ricordo-di-un-frate-%e2%80%9crosso%e2%80%9d-fuori-dall%e2%80%99ortodossia/">Ricordo di un frate “rosso”,  fuori dall’ortodossia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2010/02/02/ricordo-di-un-frate-%e2%80%9crosso%e2%80%9d-fuori-dall%e2%80%99ortodossia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2290</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
