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	<title>scosse sismiche Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto: funerali domani a Roma del carabiniere aquilano</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 07:04:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terranno domani a Roma, presso la Chiesa di San Giovanni Crisostomo, in via Emilio De Marchi 60, alle ore 11.00, i funerali del<strong> maresciallo Maggiore Aiutante Giuliano Pace</strong>, rimasto sotto le macerie di un&#8217;abitazione familiare a <strong>San Giovanni di Accumuli</strong>. Il sottufficiale, che stava trascorrendo un periodo di vacanza nel reatino, prestava servizio al<strong> Reparto Operativo dell&#8217;Aquila</strong>.</p>
<p>Il suo corpo senza vita era stato trovato dai colleghi dell&#8217;Aquila impegnati nelle operazioni di soccorso del post-sima. Quarantatre&#8217; anni, originario della frazione aquilana di <strong>Palombaia di Sassa,</strong> il maresciallo aveva prestato servizio anche a Pescara, citta&#8217; nella quale si era fatto molto apprezzare, cosi&#8217; come a L&#8217;Aquila, per le sue doti professionali ed umane.</p>
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		<title>Terremoto, Telefono Azzurro in campo per i bambini</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2016 16:02:12 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Telefono Azzurro al fianco dei più piccoli per dare loro un sostegno nei luoghi del centro Italia colpiti dal sisma. Sul campo- Telefono Azzurro, anche nell’emergenza, è vicina ai più piccoli. L’associazione si sta attivando, in collaborazione con la Protezione Civile, per essere presente nei luoghi colpiti dal sisma attraverso volontari appositamente formati e operatori professionisti, per un sostegno a bambini, adolescenti e adulti, come già fatto durante emergenze passate come quelle in Emilia Romagna, Abruzzo e Molise. <strong>Linee d’ascolto e di emergenza</strong> – Telefono Azzurro mette a disposizione dei bambini e dei loro genitori l’assistenza telefonica attraverso le sue linee di ascolto, il<strong> 114</strong>Emergenza Infanzia e l’<strong>1.96.96</strong>, dedicato a bambini e adolescenti.</p>
<p>Attiva anche la <a href="http://www.azzurro.it/chat"><strong>chat</strong></a>, dove <strong>ogni giorno persone esperte di bisogni di bambini e ragazzi sono pronte a rispondere alle loro richieste</strong>. Un aiuto subito – Per chiunque volesse offrire il proprio sostegno alla popolazione colpita dal sisma, le sedi territoriali di Telefono Azzurro hanno attivato la raccolta di giochi e materiale didattico da distribuire ai bambini del posto. C’è anche l’opportunità di unirsi come volontari al Team di Emergenza e dare il proprio supporto sul campo. Per scoprire la sede più vicina e informazioni su come diventare volontario si può contattare il numero 800.090.335.</p>
<p><a title="" href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bambino_piedini_bimbo.jpg" data-rel="lightbox-1"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-71510 alignright" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bambino_piedini_bimbo-300x200.jpg" sizes="(max-width: 393px) 100vw, 393px" srcset="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bambino_piedini_bimbo-300x200.jpg 300w, http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bambino_piedini_bimbo.jpg 700w" alt="bambino_piedini_bimbo" width="393" height="262" /></a>Dal supporto psicologico agli inviti alla cautela per tutti i media: Conseguenze e supporto psicologico – “<strong>L’impatto sui bambini di un evento traumatico come il terremoto che ha scosso il Centro Italia è particolarmente forte</strong>”, ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, “Molti di loro si trovano a dovere affrontare sensazioni prima sconosciute, come la <strong>paura</strong>, il<strong> lutto</strong>, la <strong>perdita della casa</strong> e delle proprie abitudini, la vista di immagini drammatiche. È normale, in queste situazioni, provare paura intensa, senso di impotenza, di angoscia, di confusione che possono però scomparire in breve tempo, grazie anche al supporto e alla vicinanza di persone affettivamente importanti. Primi fra tutti i genitori”. Ma<strong> a volte basta davvero poco per stare al fianco dei vostri bambini, piccoli gesti</strong> per aiutarli a gestire situazioni traumatiche e ad affrontare, per esempio, la paura di dormire un’altra notte fuori casa.</p>
<p>Telefono Azzurro, inoltre, invita tutti gli organi di informazione ad una<strong> maggior cautela nella pubblicazione e nella messa in onda di immagini drammatiche</strong> dei posti tragicamente colpiti dal sisma e delle vittime. Occorre che venga messo in atto un bilanciamento più adeguato tra diritto di cronaca e tutela dell’infanzia, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Carta di Treviso. Quindi una maggiore attenzione, non solo verso bambini e adolescenti coinvolti nel tragico evento, ma anche verso coloro che siedono di fronte ad uno schermo televisivo, ai bambini che guardano, che ascoltano e leggono. <strong>Un’esposizione indiretta</strong> – attraverso i media – <strong>ad un evento traumatico può, infatti, incidere sul benessere psichico di adulti e bambini</strong>, arrivando a costituire un fattore di rischio per lo sviluppo di una sintomatologia, come il Disturbo Post-Traumatico da Stress. E’ infatti indispensabile che, soprattutto in fascia protetta, telegiornali e programmi di infotainment gestiscano con particolare misura la scelta di immagini e parole.</p>
<p><strong>Consigli per aiutare gestire il trauma di bambini e adolescenti</strong>: -trovate il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai vostri figli e parlare con loro; –<strong>ascoltate le loro domande</strong>, anche se ripetitive e insistenti, e rispondete loro con sincerità; -evitate il più possibile di mostrare la vostra ansia e le vostre preoccupazioni; -scegliete <strong>parole semplici</strong> e utilizzate <strong>esempi concreti</strong> e comprensibili per i bambini per spiegare quello che sta succedendo; -rispettate le emozioni e le paure dei bambini, anche se possono sembrare eccessive o irrazionali; -evitate che i bambini siano esposti a situazioni che ricordano l’evento traumatico vissuto: ne è un esempio essere ripetutamente esposti a dolorose immagini televisive; –<strong>prestate attenzione alla maniera in cui l’ansia può esprimersi nei bambini</strong>: mal di testa o mal di pancia ricorrenti, senza che sia identificata alcuna causa organica, posso essere sintomi del trauma.</p>
<p><a title="" href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bimbo_mamma_bambino_abbraccio.jpg" data-rel="lightbox-2"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-71513" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bimbo_mamma_bambino_abbraccio-300x199.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bimbo_mamma_bambino_abbraccio-300x199.jpg 300w, http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/08/bimbo_mamma_bambino_abbraccio.jpg 700w" alt="bimbo_mamma_bambino_abbraccio" width="300" height="199" /></a>In particolare, <strong>per genitori di piccoli fino a 6 anni</strong>: -state loro molto vicini, evitando separazioni a meno che non sia strettamente necessario; –<strong>rassicurateli e fateli sentire protetti, mostrandovi il più possibile tranquilli</strong>; -dedicatevi insieme a loro ad attività rilassanti, come leggere una fiaba, passeggiare, giocare, ascoltare la musica. Per i bambini delle scuole primarie: -aiutate i bambini a dare un nome alle emozioni, per riuscire a definirle e quindi a gestirle; -ascoltate i bambini quando desiderano parlare, accogliendo le loro domande e fornendo risposte chiare e semplici; –<strong>rassicurateli sul fatto che è del tutto normale sentirsi tristi e arrabbiati</strong> e che non si devono sentire “cattivi” o “sbagliati” se sperimentano queste emozioni. Per preadolescenti e adolescenti: -date loro supporto e rispettate sempre il loro punto di vista e le loro emozioni; -fateli sentire importanti nella gestione delle prime ore dopo il sisma e nel processo di ritorno alla normalità, valorizzando il loro aiuto e le loro capacità; -prestate attenzione a eventuali comportamenti aggressivi o autodistruttivi e, qualora tali atteggiamenti persistano, fatevi aiutare da un esperto. Dire</p>
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		<title>Sisma: geologi, 24 mln italiani in aree ad alto rischio</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2016 20:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico. La zona dell&#8217;Italia centrale colpita e&#8217; riconosciuta come ad alto rischio sismico del resto come la quasi totalita&#8217; della catena appenninica da nord a sud. Questa notte si e&#8217; mossa una faglia appenninica di tipo distensivo. Ma l&#8217;Italia intera, come e&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico. La zona dell&#8217;Italia centrale colpita e&#8217; riconosciuta come ad alto rischio sismico del resto come la quasi totalita&#8217; della catena appenninica da nord a sud. Questa notte si e&#8217; mossa una faglia appenninica di tipo distensivo. Ma l&#8217;Italia intera, come e&#8217; noto, e&#8217; ad alto rischio, proprio perche&#8217; e&#8217; un paese geologicamente giovane e di frontiera&#8221;. Lo dichiara in una nota Francesco Peduto, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, comunicando che &#8220;sono gia&#8217; allertati e pronti ad intervenire sui luoghi colpiti dal sisma i primi 30 geologi con abilitazione di primo e secondo livello, per fornire un supporto tecnico al Dipartimento di Protezione civile e ai servizi regionali di protezione civile, qualora dovesse essere richiesto il nostro intervento. Altri geologi stanno offrendo disponibilita&#8217; anche da Regioni limitrofe&#8221;.</p>
<p>In generale, secondo Peduto, &#8220;il rischio e&#8217; piu&#8217; spinto lungo l&#8217;Appennino e poi meno eclatante man mano che ci si allontana da esso. Ma non ci sono territori totalmente esenti. Noi geologi da anni diciamo che in Italia siamo ben lontani da una cultura di prevenzione. Innanzitutto sarebbe necessaria una normativa piu&#8217; confacente alla situazione del territorio italiano. Noi proponiamo un fascicolo del fabbricato con una classificazione sismica degli edifici. Fondamentale anche un piano del Governo per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici. Perche&#8217; cresca la coscienza civica dei cittadini nell&#8217;ambito della prevenzione sismica bisognerebbe cominciare a fare anche una seria opera di educazione scolastica &#8211; ha concluso il presidente del Consiglio nazionale dei geologi &#8211; che renda la popolazione piu&#8217; cosciente dei rischi che pervadono il territorio che abitano. Non dimentichiamo che, secondo alcuni studi, una percentuale tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, e&#8217; causata da comportamenti sbagliati dei cittadini durante l&#8217;evento sismico&#8221;</p>
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		<title>24 agosto: terremoto 6.0 devasta il centro Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2016 20:29:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non mi sono mai sentito così fuori luogo nel camminare nel centro di Roma, tra le cupole e i marmi, tra le statue. Sento lontane le montagne, le mie. Sento lontane le case con le pietre tutte diverse e incastrate da secoli le une con le altre: materiali poveri, materiali di chi lavorava nei boschi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/24/24-agosto-terremoto-6-0-devasta-il-centro-italia/">24 agosto: terremoto 6.0 devasta il centro Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sono mai sentito così<strong> fuori luogo nel camminare nel centro di Roma</strong>, tra le cupole e i marmi, tra le statue. <strong>Sento lontane le montagne, le mie.</strong> Sento lontane le case con le pietre tutte diverse e incastrate da secoli le une con le altre: materiali poveri, materiali di chi lavorava nei boschi e nei pascoli, con le mane sporche e le unghie spezzate.</p>
<p><strong>Ieri una scossa di terremoto mi ha svegliato</strong>: ero solo a casa, come nel 2009 quando si è aperta la terra sotto L’Aquila. Ma ci sono abituato, mi ha tremato il letto quando avevo sette anni e le Marche e l’Umbria furono devastate da un terremoto che buttò giù paesi di cui faccio fatica a ricordare i nomi: Muccia, Colfiorito. Chissà che fine hanno fatto. <strong>Tremavano anche i banchi e ci ritrovavamo tutti in cortile con i grembiuli blu e bianchi</strong>.</p>
<p><strong><br />
Dopo la scossa mi ha chiamato mia madre, dal paese dei miei nonni e dei miei bisnonni:</strong> un paese che si aggrappa all’Appenino, da sempre. Dove il tempo rimane statico e il telefono non prende, un paese che negli anni si è svuotato, come quasi tutti i borghi che si arroccano tra i monti e le valli nel centro dell’Italia; è diventato un grande villaggio turistico che <strong>si anima a comando con le ferie di Ferragosto</strong> e con qualche Capodanno innevato. Un paese in cui non sei nessuno se non un segmento della tua famiglia, in una retta che buca il tempo e viaggia parallela a quella dei vicini di casa, dei ragazzini che giocano in piazza, agli anziani che chiacchierano vicino alla fontana, agli adolescenti ubriachi intorno ai falò nei prati che si aprono ai confini dei boschi. Un paese in cui le famiglie crescono <strong>ma le case sono sempre quelle. Quelle case che sono lì da sempre</strong>; dietro cui mi sono nascosto per anni giocando a nascondino, a cui ho bussato quando volevo vedere un amico e non avevo altro modo per sentirlo, dentro cui ho cucinato carbonare insipide alle quattro del mattino.<br />
Mi ha chiamato mia madre e<strong> mi ha detto che tutti erano nel piazzale davanti alla chiesa</strong>, quel piazzale che a metà agosto è pieno di auto targate Roma. Erano rimasti in pochi ché lunedì in molti sono tornati a lavoro. Mia madre mi ha chiamato e mi ha detto che nonna stava bene e la casa anche, che la vetrinetta con gli alcolici aveva tremato così forte che si era aperta e le bottiglie erano a terra frantumate, nel salotto che puzzava di alcool. Mi ha detto che se l’epicentro non fosse stato nelle vicinanze, avremmo ricordato parecchi morti. Nel frattempo refreshavo Twitter con la storia che iniziava a dipanarsi: i dati, non ancora il racconto. I numeri, scarni, asettici: 6 punto 0. I luoghi,<strong>senza le immagini: Accumoli.</strong> La terra aveva tremato lì. Sotto la cantina, sotto la discesa che da casa porta al paese, sotto la fonte in cui ho bevuto milioni di volte, in cui ho riempito centinaia di bottiglie di plastica e taniche, da cinque litri, in vetro.</p>
<p>Stavano tutti bene, li vedevo nel piazzale davanti alla chiesa: Dante, Piera, Andrea, Matteo. L’ho anche twittato, pensando che nonostante tutto, fosse andato tutto bene; per riempire quel vuoto assordante del silenzio dei giornali e delle agenzie che mi metteva paura.</p>
<p>Sono andato a dormire sapendo di gravi crolli e forse due feriti ad Arquata. Perché la terra ha tremato espandendo la sua forza, contando le vertebre della Salaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Salaria è una strada consolare: collega Porto d’Ascoli a Roma, attraversando le montagne dell’Appenino e le valli scavate dal Tronto. Ci si trascinava il sale, dalla costa alla capitale del mondo. <strong>È una strada che conosco a memoria,</strong> è un cordone ombelicale che unisce la mia infanzia e la mia adolescenza alla vita in cui da 9 anni provo a diventare un adulto. I bagni al mare, i castelli di sabbia, le albe fredde sulla riva, le prime sbornie, il sesso sudato nella casa al mare dei miei nonni, i bagni al fiume – quello stesso fiume che ho visto nascere tra i monti e morire nella foce – il tempo bruciato in scooter, le mattine gelate a inseguire la campanella, le sessioni d’esame preparate sull’autobus, gli amici conosciuti a Roma portati in provincia e quelli di sempre ospitati in case con tanti letti e poche comodità.<br />
Ora la Salaria si frantuma tra i monti che l’hanno sempre accolta. <strong>Dicono di non passarci perché è difficile portare i soccorsi,</strong> perché le case sono isolate e i ponti crollano. Perché la gente urla da sotto le macerie e il numero dei morti sale. Perché la polvere è sporca di sangue e il sangue di polvere. Perché quelle case che sono sempre state lì, sono venute giù, sotto la potenza della terra. Perché Poggio d’Api, il mio Poggio d’Api, si è in parte salvato, ma Amatrice è crollata e io ci sarei dovuto andare il 16 agosto, ma poi siamo andati a mangiare la pizza a Trisungo. Ed è crollata anche Accumoli, dove mio zio è andato a prendere i documenti dopo la morte di nonno; <strong>ed è crollata Illica e mi ricordo di quando ci giocammo contro a calcio, su un campo scosceso con le porte in pvc e feci anche un gol</strong>. Non so i nomi dei ragazzi contro cui giocai, chissà che fine hanno fatto. È crollata Arquata e penso ai miei amici che vivono lì, al grande castello che domina la valle e sembra sfidare quelle montagne che hanno dimostrato tutta la loro onnipotenza. È crollata Pescara del Tronto che è il paese che guarda dall’alto quello più in basso della nonna della ragazza di cui ero innamorato ai tempi del liceo. <strong>Erano paesi bellissimi, sono paesi bellissimi.</strong> Silenziosi, immersi in una terra rigogliosa, con i boschi che arrivano fino in bocca al fiume. Austeri ma accoglienti. Uterini. In quelle case c’era l’eternità e spero ci sia ancora.</p>
<p>Butto giù queste parole inutili in un bar nel centro di Roma, tra le viuzze su cui si affacciano le chiese e i palazzi signorili. Penso siano inutili, ma servono a me per non scoppiare. Sento le voci dal telegiornale, con quel dialetto che so a memoria e mi fa sentire sempre a casa. E ho gli occhi gonfi di lacrime e lo stomaco che pesa, le mani sudate.</p>
<p><strong>Il 24 agosto è il compleanno di mio nonno</strong> e questo è il primo anno in cui non lo festeggiamo, è morto a novembre: ho inseguito questa data per anni, cercando di piegare vacanze e sessioni d’esame, per stare vicino a quel nonno che ha tirato su la casa che questa notte ha tenuto botta e non è venuta giù.<strong> Da oggi, questa data si lega ancora di più alla mia vita e alla mia storia, al mio paese, alle mie pietre, alle mie montagne;</strong> e pretendo che continuino a essere le mie e le nostre, come è sempre stato, immortali, per sempre.(Dire)</p>
<p>Gian Mario Bachetti https://gianmariobh.wordpress.com/2016/08/24/24-agosto/</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/24/24-agosto-terremoto-6-0-devasta-il-centro-italia/">24 agosto: terremoto 6.0 devasta il centro Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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