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	<title>siccità Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Maltempo. Arriva pioggia salva semine ma Sos grandine</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 16:26:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;arrivo delle precipitazioni è importante per salvare le semine primaverili di mais, girasole, soia e riso ma anche le coltivazioni in campo di circa 300mila aziende agricole messe a rischio dopo un lungo periodo di siccità. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l&#8217;arrivo dell&#8217;ultima perturbazione con pioggia e il ritorno della neve in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/13/maltempo-arriva-pioggia-salva-semine-ma-sos-grandine/">Maltempo. Arriva pioggia salva semine ma Sos grandine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;arrivo delle precipitazioni è importante per salvare le semine primaverili di mais, girasole, soia e riso ma anche le coltivazioni in campo di circa 300mila aziende agricole messe a rischio dopo un lungo periodo di siccità. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l&#8217;arrivo dell&#8217;ultima perturbazione con pioggia e il ritorno della neve in montagna. Un colpo di coda dell&#8217;inverno che dal punto di vista climatologico ha fatto segnare una temperatura superiore di 1,21 gradi la media storica ma l&#8217;anomalia è addirittura di 1,38 gradi in più al nord sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che rileva le temperature in Italia dal 1800. In difficoltà &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; sono anche le colture autunnali come il frumento, l&#8217;orzo, l&#8217;erba medica e le altre foraggere che soffrono la prolungata siccità. Gli effetti della siccità sono evidenti nei grandi laghi del Nord &#8211; continua la Coldiretti &#8211; con il livello del Garda crollato a 46 centimetri sfiorando il minimo storico del periodo registrato 70 anni fa, con un riempimento poco oltre il 36%, mentre il Como è pieno solo al 23%, il lago d&#8217;Iseo al 26% e il Maggiore resiste al 45%. Il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca (Pavia) è a -3,5 metri con le sponde ridotte a spiagge di sabbia come non accadeva da decenni. Se pioggia e neve sono dunque attese per ripristinare le scorte idriche in laghi, fiumi, terreni e montagne, i forti temporali con precipitazioni violente soprattutto se accompagnati da grandine &#8211; aggiunge la Coldiretti &#8211; rischiano di provocare danni irreparabili alle coltivazioni e ai frutteti ma anche frane e smottamenti poiché i terreni secchi non riescono ad assorbire l&#8217;acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento. Un rischio per la produzione agricola nazionale dopo che il brusco abbassamento delle temperature notturne con gelate tardive dei giorni scorsi al centro nord ha colpito duramente le coltivazioni con danni a macchia di leopardo fino al 70% a gemme e piccoli frutti sugli alberi di susine, ciliegie, albicocche, pesche ma anche su meli, peri, kiwi e vigneti già in fase avanzata di vegetazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I raccolti &#8211; spiega Coldiretti &#8211; sono sempre più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici che nell&#8217;ultimo anno hanno causato danni per oltre 6 miliardi all&#8217;agricoltura italiana. L&#8217;eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.</p>
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		<title>Siccità. Sos Cer per il Po: &#8220;Ora asciutto come nel 2021 a giugno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 18:41:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Po continua a soffrire per la siccità. Nell&#8217;impianto idrovoro Palantone di Bondeno (Ferrara) si è in particolare registrata una quota di prelievo di 3,14 metri sul livello del mare, che ha fatto scattare lo stadio di pre-allarme (previsto al di sotto dei 3,25 metri). Lo rileva il Cer, l&#8217;ente del Canale Emiliano-Romagnolo che fornisce [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Po continua a soffrire per la siccità. Nell&#8217;impianto idrovoro Palantone di Bondeno (Ferrara) si è in particolare registrata una quota di prelievo di 3,14 metri sul livello del mare, che ha fatto scattare lo stadio di pre-allarme (previsto al di sotto dei 3,25 metri). Lo rileva il Cer, l&#8217;ente del Canale Emiliano-Romagnolo che fornisce l&#8217;acqua ad usi irrigui per la quasi totalità delle colture tipiche di tutta la Romagna e parte dell&#8217;Emilia orientale. Il dato è tanto più allarmante considerato che lo scorso anno la discesa della quota di prelievo sotto il livello di sicurezza di 3,25 metri non è avvenuta prima di giugno (quando fu rilevata a 3,02 metri sul livello del mare). Saranno quindi numeri preoccupanti quelli che il Cer porterà domani all&#8217;attenzione dell&#8217;osservatorio sulle crisi idriche coordinato dall&#8217;Autorità di bacino del Po. Che intanto rilancia a sua volta un progetto milionario per affrontare il problema opposto della scarsità d&#8217;acqua, cioè la tenuta degli argini del &#8220;grande fiume&#8221; in caso di piena. Secondo la mappatura realizzata nel 2018 dall&#8217;Autorità, infatti, il 16% delle sponde è a rischio idrogeologico, con le situazioni più critiche nei comprensori di Pavia, Piacenza, Mantova, Ferrara e Rovigo. Gli interventi di ripristino prevedono investimenti per 550 milioni, recuperabili per l&#8217;Adpo dalle risorse eventualmente inutilizzate del Pnrr. &#8220;Rilanciamo in modo convinto l&#8217;utilità di questi lavori idraulici necessari per la sicurezza di tutti e proponiamo che, in caso di mancati investimenti o avanzi di risorse finanziarie del Pnrr, possano essere impiegati su una priorità territoriale così alta come quella che avanziamo e sulla quale siamo pronti a collaborare da subito&#8221;, dice il segretario dell&#8217;autorità di bacino del Po Alessandro Bratti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/12/siccita-sos-cer-per-il-po-ora-asciutto-come-nel-2021-a-giugno/">Siccità. Sos Cer per il Po: &#8220;Ora asciutto come nel 2021 a giugno&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siccita&#8217;: addio a 1 vaso di miele su 4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 16:18:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia ha dovuto dire addio a quasi 1 vasetto di miele su 4 (23%) rispetto a poco più di un decennio fa, con una raccolta che nell&#8217;ultimo anno a livello nazionale è stata di circa 23 milioni di chili condizionata da siccità ed eventi estremi che hanno causato oltre 6 miliardi di euro di danni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/04/siccita-addio-a-1-vaso-di-miele-su-4/">Siccita&#8217;: addio a 1 vaso di miele su 4</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia ha dovuto dire addio a quasi 1 vasetto di miele su 4 (23%) rispetto a poco più di un decennio fa, con una raccolta che nell&#8217;ultimo anno a livello nazionale è stata di circa 23 milioni di chili condizionata da siccità ed eventi estremi che hanno causato oltre 6 miliardi di euro di danni all&#8217;agricoltura italiana. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi della Coldiretti in occasione di APIMELL, la più importante Mostra Mercato Internazionale specializzata nel settore apicoltura, su dati Osservatorio nazionale miele che registrano una produzione 2022 che, seppur migliorata in confronto all&#8217;anno nero precedente, è ancora molto distante dai 30 milioni di chili potenziali raggiunti nell&#8217;ormai lontano 2010. &#8220;Se la carenza di piogge ha consentito voli di raccolta regolari da parte delle api, le alte temperature e la mancanza di acqua con fioriture anticipate- spiega Coldiretti- hanno costretto gli apicoltori a partire prima verso le aree montane e a portare razioni di soccorso e acqua negli alveari già nei primi giorni di agosto. I raccolti della prima parte della primavera e dell&#8217;estate hanno sofferto in particolare per le ondate di calore. Il 2022 è stato l&#8217;anno piu&#8217; caldo mai registrato prima con la temperatura media superiore di quasi un grado (+0,98°) con la caduta del 30% di precipitazioni in meno rispetto alla media storica del periodo 1991-2020, secondo le elaborazioni Coldiretti sulla banca dati Isac Cnr che evidenziano come la stessa anomalia si conferma anche nei primi mesi di quest&#8217;anno&#8221;. &#8220;Ma oltre alla situazione climatica dell&#8217;anno più caldo di sempre- sottolinea Coldiretti- i &#8216;pastori delle api&#8217; hanno dovuto fare fronte anche all&#8217;esplosione dei costi per le tensioni internazionali generate dalla guerra in Ucraina: dai vasetti di vetro alle etichette, dai cartoni al gasolio. In Italia si consuma circa mezzo chilo di miele a testa all&#8217;anno, sotto la media europea che è di 600 grammi ma un terzo rispetto alla Germania&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il Belpaese però- continua Coldiretti- vince in biodiversità con più di 60 varietà da quelli Dop come il Miele della Lunigiana, e il Miele delle Dolomiti Bellunesi e il miele Varesino, fino a quelli speciali in barrique o aromatizzati, dal tiglio agli agrumi, dall&#8217;eucalipto all&#8217;acacia. Un patrimonio messo a rischio dalle importazioni dall&#8217;estero cresciute di quasi il 18% nei primi undici mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 anno in cui il totale delle importazioni è risultato superiore ai 24 milioni di chilogrammi&#8221;. &#8220;Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall&#8217;estero, spesso di bassa qualità, occorre- consiglia la Coldiretti- verificare con attenzione l&#8217;origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina, è riconoscibile attraverso l&#8217;etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere presente per legge sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale (Es. Miele italiano) mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell&#8217;unione Europea, l&#8217;etichetta- continua la Coldiretti- deve riportare l&#8217;indicazione &#8216;miscela di mieli originari della Ue&#8217; indicando il nome dei Paesi (ad esempio, se viene da Italia e Ungheria sul barattolo dovrà esserci scritto Italia, Ungheria); se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta &#8216;miscela di mieli non originari della Ue&#8217; con il nome dei Paesi, mentre se si tratta di un mix va scritto &#8216;miscela di mieli originari e non originari della Ue&#8217;, anche qui con l&#8217;indicazione dei nomi dei Paesi&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/04/siccita-addio-a-1-vaso-di-miele-su-4/">Siccita&#8217;: addio a 1 vaso di miele su 4</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo: Po sale appena 1 cm, resta allarme siccità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 12:22:51 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/27/maltempo-po-sale-appena-1-cm-resta-allarme-siccita/">Maltempo: Po sale appena 1 cm, resta allarme siccità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il maltempo con pioggia e neve hanno fatto salire di appena un centimetro il livello del fiume Po che di appena un centimetro che resta a secco e al Ponte della Becca (Pavia) si trova a -3,2 metri rispetto allo zero idrometrico, con le rive ridotte a spiagge di sabbia come in estate. E&#8217; quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti della perturbazione nel weekend con l&#8217;allerta della protezione di civile in ben 11 regioni, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Sicilia, Umbria a cui si aggiungono Marche, Puglia e Emilia Romagna. Lo stato del piu&#8217; grande fiume italiano è rappresentativo della situazione in cui si trovano i principali corsi d&#8217;acqua e laghi che restano con percentuali molto basse di riempimento per il periodo che vanno dal 36% del lago di Garda al 38% di quello Maggiore fino al 19% di quello di Como ma si registra anche lo scarso potenziale idrico stoccato sotto forma di neve nell&#8217;arco alpino ed appenninico. L&#8217;arrivo delle precipitazioni è importante per aiutare i cereali in campo e consentire le lavorazioni dei terreni per preparare le semine primaverili ma ci vorrebbe oltre un mese di pioggia in una situazione in cui si registra un deficit idrico del 30% che sale addirittura al 40% nel nord Italia, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Isac Cnr. A preoccupare &#8211; continua la Coldiretti &#8211; è anche il brusco e improvviso abbassamento delle temperature ed il vento gelido che danneggiano le fioriture fuori stagione di mandorli, peschi e ciliegi, anticipate da settimane di caldo anomalo, con il rischio concreto della perdita dei raccolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La natura è in tilt con le coltivazioni ingannate dal clima che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; si sono svegliate e predisposte alla ripresa vegetativa ma si registra anche la maturazione in anticipo delle primizie che sono ora particolarmente sensibili al freddo che si è abbattuto sulla Penisola. Si tratta degli effetti del cambiamento climatico che &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; si manifesta proprio con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. L&#8217;agricoltura &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; è l&#8217;attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/27/maltempo-po-sale-appena-1-cm-resta-allarme-siccita/">Maltempo: Po sale appena 1 cm, resta allarme siccità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siccità, nel bacino del Po manca il 45% della neve degli ultimi 10 anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/02/21/siccita-nel-bacino-del-po-manca-il-45-della-neve-degli-ultimi-10-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 15:46:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un &#8220;profondo deficit&#8221; di neve caduta nell&#8217;inverno 2022-2023, con &#8220;circa metà risorsa idrica nivale a scala nazionale oggi rispetto al periodo 2011-2021 (-45%)&#8221;. I problemi sono sopratuttto sulle Alpi, con il bacino del Po che ha &#8220;un terzo di neve rispetto all&#8217;ultimo decennio e circa la stessa quantità rispetto all&#8217;anno scorso&#8221;. Il bacino del Po [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/21/siccita-nel-bacino-del-po-manca-il-45-della-neve-degli-ultimi-10-anni/">Siccità, nel bacino del Po manca il 45% della neve degli ultimi 10 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un &#8220;profondo deficit&#8221; di neve caduta nell&#8217;inverno 2022-2023, con &#8220;circa metà risorsa idrica nivale a scala nazionale oggi rispetto al periodo 2011-2021 (-45%)&#8221;. I problemi sono sopratuttto sulle Alpi, con il bacino del Po che ha &#8220;un terzo di neve rispetto all&#8217;ultimo decennio e circa la stessa quantità rispetto all&#8217;anno scorso&#8221;. Il bacino del Po ospita la metà della risorsa idrica nivale nazionale, e qui il volume di picco della neve può essere anche pari o superiore al 60% della portata annuale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo deficit di neve è l&#8217;acqua che avremo (o non avremo) in estate&#8221;, spiega l&#8217;Arpa Valle d&#8217;Aosta, l&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente. &#8220;Lo scorso 8 febbraio è stata pubblicata, sulla rivista scientifica Earth system science data, la prima analisi a livello nazionale sulla risorsa idrica nivale italiana e sulla sua evoluzione nel corso degli ultimi 12 anni, It-Snow&#8221;, evidenzia l&#8217;Arpa in una nota rimarcando che &#8220;conoscere la quantità d&#8217;acqua contenuta nella neve ha profonde implicazioni per la gestione della risorsa idrica, specialmente alla luce degli impatti che la crisi climatica ha sulla disponibilità d&#8217;acqua e i suoi molteplici usi: umano, agricolo ed energetico&#8221;. Spiegando appunto: &#8220;La neve che si accumula in inverno è acqua che useremo in estate&#8221;. Francesco Avanzi della Fondazione Cima ha coordinato lo studio e spiega che &#8220;l&#8217;analisi è basata sull&#8217;integrazione tra dati raccolti a terra dai molteplici soggetti ed enti che si occupano di neve a livello nazionale, immagini satellitari e modelli fisici che consentono di stimare non solo la presenza di neve a terra, ma anche il suo spessore e quindi la quantità d&#8217;acqua contenuta, producendo mappe giornaliere a scala nazionale&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la prima volta &#8220;disponiamo di un&#8217;informazione, prodotta in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, che ci consente di conoscere in tempo reale l&#8217;evoluzione di una delle risorse strategiche più importanti per il nostro Paese, in un contesto di crisi idriche sempre più frequenti indotte dalla crisi climatica&#8221;, dice Arpa. Un importante contributo allo sviluppo del modello deriva anche dall&#8217;esperienza maturata in Valle. &#8220;La Valle d&#8217;Aosta è stata una delle palestre dove è stata sviluppata l&#8217;esperienza che ci ha portato a questo grande risultato. Questo lavoro sulla modellazione della risorsa idrica nivale è infatti iniziato qui più di 10 anni fa&#8221; spiega ancora l&#8217;Arpa. Il gruppo di lavoro comprende la Fondazione Cima, Arpa Valle d&#8217;Aosta, Cva e Centro funzionale della Regione Valle d&#8217;Aosta e &#8220;ha consentito di sviluppare competenze innovative e testare metodi accurati per arrivare a quantificare nel modo più preciso possibile lo stato dei nostri serbatoi d&#8217;acqua in quota&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/21/siccita-nel-bacino-del-po-manca-il-45-della-neve-degli-ultimi-10-anni/">Siccità, nel bacino del Po manca il 45% della neve degli ultimi 10 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clima: 6 mld di danni da peggiore siccità da 500 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 19:36:47 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/06/clima-6-mld-di-danni-da-peggiore-siccita-da-500-anni/">Clima: 6 mld di danni da peggiore siccità da 500 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La peggiore siccità in Europa da 500 anni è costata all&#8217;agricoltura italiana 6 miliardi di danni pari al 10% della produzione agroalimentare nazionale, a cui vanno aggiunti gli effetti catastrofici legata alla mancanza d&#8217;acqua, dal dilagare degli incendi allo scioglimento dei ghiacciai&#8221;. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi della Coldiretti in occasione della diffusione delle immagini del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus, gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa) secondo le quali l&#8217;estate 2022 nel Vecchio Continente è stata la più siccitosa dal 1540. &#8220;Un&#8217;anomalia che in Italia ha avuto effetti devastanti- sottolinea Coldiretti- a causa delle precipitazioni dimezzate ma anche del caldo record con il mese di giugno che ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003 mentre nel mese di luglio la colonnina è stata più alta di +2,26 gradi la media, inferiore solo al 2005&#8221;. &#8220;Il risultato è stato che le campagne italiane sono allo stremo con cali produttivi del 45% per il mais e i foraggi che servono all&#8217;alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta di oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, del 30% del riso, meno 15% frutta ustionata da temperature di 40 gradi, meno 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove- evidenzia la Coldiretti- si allargano le zone di &#8216;acqua morta&#8217;, assalti di insetti e cavallette con decine di migliaia di ettari devastati. Preoccupa anche la vendemmia con una prospettiva di un calo del 10% delle uve mentre è allarme negli uliveti con il caldo che rischia di far crollare le rese produttive&#8221;. &#8220;Oltre che in pianura gli effetti del cambiamento climatico si fanno dunque sentire anche in montagna- sottolinea Coldiretti- con un profondo cambiamento del paesaggio con i pascoli che sono sempre più secchi e le pozze per abbeverare gli animali asciutte a causa della mancanza di pioggia e delle alte temperature che stanno prosciugando pure i ghiacciai alle quote più alte. La siccità è diventata dunque la calamità più rilevante per l&#8217;agricoltura italiana con danni per le quantità e la qualità dei raccolti. Ma a preoccupare sono stati anche gli incendi favoriti dal mix esplosivo caldo e siccità con danni incalcolabili dal punto di vista economico ed ambientale tanto che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire l&#8217;habitat nei boschi andati distrutti dalle fiamme&#8221;. &#8220;Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che- continua la Coldiretti- si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per garantire la disponibilità della risorsa idrica anche nei momenti di difficoltà. Per questo Coldiretti ha elaborato assieme all&#8217;Anbi un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti) per arrivare a raccogliere il 50% dell&#8217;acqua dalla pioggia&#8221;.</p>
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		<title>Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 15:27:34 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quello che stiamo vivendo nella valle del Po non è un episodio isolato, è parte di una tendenza irreversibile alla modificazione dei sistemi idrici, legata al cambiamento climatico, rispetto alla quale dobbiamo urgentemente adattarci in una maniera stutturale e questo non può che passare da un ripensamento degli usi delle acque&#8221;. Il monito porta la firma di Giacomo Parrinello, storico dell&#8217;ambiente e assistant professor al Centro di storia di Sciences Po, l&#8217;istituto di studi politici di Parigi. Questo ripensamento &#8220;implica un confronto sui modelli economici ma anche su chi e come prenderà le decisioni per la riorganizzazione degli usi delle acqua, necessaria per via della crescente scarsità, così da assicurarsi che sia una riorganizzazione giusta e non ingiusta. Che tenga cioè conto nella maniera migliore possibile degli interessi dei più e non dei pochi&#8221;, sottolinea il docente, intervistato dalla &#8216;Dire&#8217;. Ma intanto che effetto fa, per uno storico, vedere le immagini del Po talmente a secco da far affiorare i mezzi militari della seconda Guerra mondiale o un ponte medievale? &#8220;Questa siccità non potrebbe arrivare per me in un momento migliore, o peggiore- risponde il docente- perchè sto scrivendo, ormai da molti anni, una storia del bacino del Po nella quale mi interesso al modo in cui lo sviluppo economico nella regione padana, che come sappiamo è quelle più ricche d&#8217;Italia, è dipeso storicamente dall&#8217;abbondanza di acqua e il punto di arrivo della mia storia, che abbraccia circa due secoli, è per l&#8217;appunto una siccità e cioè quella del 2003&#8242;: fu un evento &#8216;di portata epocale- continua Parrinello- perchè rappresenta la prima delle grandi siccità contemporanee&#8221;. La prima, cioè, delle siccità &#8220;che hanno messo e stanno mettendo a durissima prova il settore agricolo, la fornitura di acqua potabile e la produzione energetica. Proprio in queste settimane- racconta il docente- sto scrivendo la conclusione&#8221; del volume e &#8220;fa molto strano scrivere del 2003 e contemporaneamente leggere degli eventi del 2022, perchè la dinamica è molto, molto simile&#8221;. Infatti &#8220;siamo di fronte- spiega Parrinello- ad un accumulo di fattori legati al cambiamento climatico, come nel 2003: riduzione della precipitazione di neve nell&#8217;inverno, assenza di precipitazioni di pioggia in primavera e ancora di più in estate, temperature altissime che quindi aumentano i bisogni irrigui dell&#8217;agricoltura, l&#8217;evaporazione dell&#8217;acqua e il bisogno di energia&#8221;. Eppure, dal 2003 al 2022 va rilevata &#8220;una quasi completa assenza di interventi strutturali e per me è davvero vertiginoso- afferma Parrinello- pensare a questi 20 anni passati senza che si sia mosso nulla, pur sapendo che andiamo incontro ad un futuro in cui questi eventi non faranno che ripetersi e in forme sempre più gravi&#8221;. Si parla dell&#8217;Emilia-Romagna come &#8216;Food valley&#8217;, &#8216;Motor valley&#8217; e &#8216;Data valley&#8217;, però forse non si è parlato abbastanza di &#8216;Water valley&#8217;, allora: c&#8217;è stata sottovalutazione? &#8220;E&#8217; stata sottovalutata l&#8217;idea che esistono dei limiti. Leggendo, come mi è capitato di fare per il mio lavoro, documenti programmatici, rapporti ministeriali e studi economici- risponde Parrinello- negli ultimi due secoli l&#8217;idea del bisogno di acqua è sempre stata presente&#8221;: un esempio è la centralità dell&#8217;irrigazione nell&#8217;agricoltura regionale e il ruolo giocato in questo dall&#8217;acqua del Po tramite il grande Canale emiliano-romagnolo. Il Canale, infatti, &#8220;fu costruito a partire dagli anni &#8217;50 ma in realtà- spiega il docente- fu progettato già nell&#8217;800&#8242; e poi è rimasto al centro del dibattito anche negli agli anni &#8217;70 e &#8217;80, &#8216;in cui si parlava del Mercato comune europeo e del ruolo che l&#8217;acqua del Po, attraverso il Canale, avrebbe avuto per favorire la specializzazione ortofrutticola nel comparto emiliano&#8221;. Quello che però &#8220;è sempre mancato e che in parte manca ancora adesso- sottolinea Parrinello- è l&#8217;idea che nella valle padana si possa far fronte in maniera strutturale alla penuria d&#8217;acqua. Si è sempre operato con l&#8217;idea di una risorsa abbondante, si trattava semplicemente di trovare le forme e i modi per poterla distribuire, ma pensando che fosse disponibile ed abbondante. In parte questa non è un&#8217;idea falsa, perchè nel clima dell&#8217;Olocene, cioè degli ultimi 6.000-10.000 anni, nella valle del Po l&#8217;acqua è stata effettivamente abbondante. Il problema è che adesso una delle conseguenze maggiori del cambiamento climatico è che la quantità di acqua disponibile nel bacino del Po non è più la stessa di un secolo fa e questo è il vero impensato. E&#8217; l&#8217;elemento su cui ancora non ci si confronta in maniera adeguata&#8221;, perchè significhrebbe &#8220;ripensare completamente il modello economico e non mi sembra di vedere ancora segnali che vadano in questa direzione&#8221;. Parlare di emergenza, quindi, non è il modo migliore per affrontare la questione? &#8220;Non se per emergenza si considera un episodio singolo e concluso. Se questa è l&#8217;idea di emergenza, si sbaglia. Il problema è strutturale&#8221;, ribadisce lo storico: &#8220;Pensare di poter continuare con gli usi delle acque che esistono oggi è impossibile, si va dritti contro un muro&#8221;. Ma ci sono altre parti del mondo dalle quali si possono mutuare buone pratiche? &#8220;C&#8217;è molto da imparare dai Paesi che fanno i conti con la scarsità d&#8217;acqua da prima di noi. Penso all&#8217;Africa del nord, all&#8217;India, ai cosiddetti Paesi del sud del mondo che abbiamo sempre guardato con una certa supponenza e senso di superiorità- sottolinea Parrinello- ma che, invece, hanno sviluppato tecniche, tecnologie, sistemi e colture pensate proprio per fare i conti con la scarsità e tirare fuori il massimo profitto possibile da condizioni ambientali molto dure&#8221;. Il docente cita ad esempio il Sahel, &#8220;una banda semidesertica a sud del Sahara, in cui tradizionalmente le popolazioni locali hanno sviluppato forme di policoltura e cioè coltivazione di tipi diversi di prodotto nella stessa parcella, capaci di adattarsi a condizioni climatiche diverse. E&#8217; una forma di assicurazione: nel caso in cui un tipo di pianta dovesse fallire a causa di condizioni avverse, ce n&#8217;è sempre un&#8217;altra che invece prospera in quelle condizioni assicurando il raccolto. Queste forme di policoltura sono state praticate anche in California dalle popolazioni degli indigeni americani che, prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;agricoltura capitalista, avevano sviluppato forme di policoltura adatte per l&#8217;appunto alla siccità&#8221;. Conclude Parrinello: &#8220;Non mi permetto di dire che questa è la soluzione per l&#8217;agricoltura industriale e l&#8217;economia della valle padana, ma se vogliamo cercare delle idee e soluzioni è in quella direzione lì che bisogna cercarle. La mia impressione è che europei ed americani, complessivamente, non siano meglio preparati di noi a far fronte al tempo presente&#8221;.</p>
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		<title>Siccità: 2022 anno più caldo di sempre, pioggia -45%</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 20:48:07 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 2022 si classifica nel primo semestre in Italia come l&#8217;anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica, e si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%. E&#8217; quanto emerge dallo studio presentato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini all&#8217;Assemblea Nazionale dell&#8217;Anbi con la presentazione del piano invasi contro la siccità elaborato congiuntamente dalle due organizzazioni.<br>L&#8217;anomalia climatica più evidente quest&#8217;anno si è avuta a giugno che ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che effettua rilevazioni in Italia dal 1800. Uno stravolgimento che pesa sulle coltivazioni, con una siccità che ha causato già danni per oltre tre miliardi nelle campagne &#8211; rileva Coldiretti &#8211; , ma anche sull&#8217;ambiente, dagli incendi triplicati allo scioglimento dei ghiacciai, di cui la tragedia della Marmolada è il più drammatico esempio. Il caldo impatta anche sulle rese agricole con cali medi del 30% nel 2022 per il mais e per il grano, minacciando di condizionare la produzione anche in futuro.<br>Proprio la resa del grano potrebbe addirittura diminuire a livello mondiale del 7% per ogni grado Celsius di riscaldamento globale secondo uno studio della Wheat Initiative, un gruppo di enti pubblici e privati impegnati nella ricerca sui cereali. &#8220;Gli agricoltori sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l&#8217;uso razionale dell&#8217;acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l&#8217;innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non deve essere dimenticato che l&#8217;acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell&#8217;intero settore alimentare&#8221; ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare la strategicità in questo momento storico del progetto invasi elaborato da Anbi e Coldiretti. &#8220;L&#8217;agricoltura- ha concluso Prandini- è infatti l&#8217;attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli&#8221;.<br>La tendenza al surriscaldamento è dunque evidente in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell&#8217;ultimo decennio e comprende nell&#8217;ordine- precisa la Coldiretti- il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020. Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi.<br>A cambiare significativamente in Italia è la distribuzione temporale e geografica delle precipitazioni tanto che la siccità che è diventata la calamità più rilevante per l&#8217;agricoltura italiana con danni per le quantità e la qualità dei raccolti, secondo l&#8217;analisi Coldiretti. L&#8217;Italia resta comunque un paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d&#8217;acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali &#8211; denuncia Coldiretti &#8211; se ne trattengono solo l&#8217;11%. Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per raccogliere l&#8217;acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di difficoltà. Per questo servono &#8211; continua Coldiretti &#8211; interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l&#8217;acqua piovana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/06/siccita-2022-anno-piu-caldo-di-sempre-pioggia-45/">Siccità: 2022 anno più caldo di sempre, pioggia -45%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Siccita&#8217;. Po senz&#8217;acqua, sconsigliata la navigazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 19:43:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La perdurante siccità che investe l&#8217;intero bacino idrografico del fiume Po sta provocando condizioni molto critiche per la navigazione fluviale&#8221;. Lo afferma l&#8217;AiPo (l&#8217;Agenzia interregionale per il fiume Po) che pertanto sconsiglia la navigazione a motore lungo il &#8220;grande fiume&#8221;. Nello specifico l&#8217;agenzia avvisa che &#8220;i livelli sono così bassi da far registrare fondali minori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/22/siccita-po-senzacqua-sconsigliata-la-navigazione/">Siccita&#8217;. Po senz&#8217;acqua, sconsigliata la navigazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La perdurante siccità che investe l&#8217;intero bacino idrografico del fiume Po sta provocando condizioni molto critiche per la navigazione fluviale&#8221;. Lo afferma l&#8217;AiPo (l&#8217;Agenzia interregionale per il fiume Po) che pertanto sconsiglia la navigazione a motore lungo il &#8220;grande fiume&#8221;. Nello specifico l&#8217;agenzia avvisa che &#8220;i livelli sono così bassi da far registrare fondali minori di 50 centimetri anche in punti situati all&#8217;interno del canale navigabile&#8221; e dunque &#8220;la segnaletica di sponda e quella posta in alveo non sono più sufficienti a garantire i normali livelli di sicurezza per la navigazione&#8221;. Inoltre &#8220;ci possono essere ulteriori criticità in corrispondenza dei passaggi sotto i ponti, dove può rendersi necessario utilizzare un tracciato diverso rispetto a quello di norma utilizzato e segnalato&#8221;. Aipo ricorda che ulteriore informazioni sulla navigabilità del Po sono consultabili, oltre che sul proprio sito web, sulla nuova App &#8220;Portolano del Po&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Photo: NurPhoto.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/22/siccita-po-senzacqua-sconsigliata-la-navigazione/">Siccita&#8217;. Po senz&#8217;acqua, sconsigliata la navigazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Caldo. Incendi triplicati nel 2022, allerta siccità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 15:01:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/20/caldo-incendi-triplicati-nel-2022-allerta-siccita/">Caldo. Incendi triplicati nel 2022, allerta siccità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia brucia con gli incendi triplicati nell&#8217;ultimo anno rispetto alla media storica con più di un rogo ogni due giorni dall&#8217;inizio del 2022 in un&#8217;estate che arriva dopo una primavera che si è classificata come la sesta più calda di sempre sul pianeta. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti su dati Effis in riferimento all&#8217;ultima ondata di caldo con temperature oltre i 40 gradi portate dall&#8217;anticiclone Caronte sull&#8217;Italia dove si moltiplicano i roghi dalla Liguria alla Sardegna, dalla Toscana alla Puglia. Le alte temperature e l&#8217;assenza di precipitazioni, sottolinea Coldiretti, hanno inaridito i terreni nelle aree più esposte al divampare delle fiamme. Una situazione drammatica spinta dal cambiamento climatico che favorisce incendi più frequenti e intensi, con un aumento globale di quelli estremi fino al 14% entro il 2030 e del 50% entro la fine del secolo secondo l&#8217;Onu. Una situazione devastante con un 2021 che in Italia ha visto, spiega Coldiretti, ben 150mila ettari di territorio da nord a sud del Paese inceneriti da 659 tempeste di fuoco. Una situazione che aggrava il conto dei danni causati dalla siccità con la mancanza di precipitazioni che, evidenzia la Coldiretti, in Italia sono risultate in media addirittura dimezzate rispetto allo scorso anno ma con riduzioni percentuali ancora più altre nelle regioni del Nord. Siamo di fronte, continua Coldiretti, a una vera e propria emergenza nazionale per coltivazioni ed allevamenti travolti da una catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia dove l&#8217;eccezionalità degli eventi atmosferici, ricorda la Coldiretti, è ormai la norma. La tendenza al surriscaldamento è accompagnata da una più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa. &#8220;A fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, chiediamo che venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati, tenuto conto del grave pregiudizio degli interessi nazionali&#8221;. È quanto chiede il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nella lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi in merito alla grave siccità che interessa la Penisola nel chiedere &#8220;l&#8217;intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico&#8221;. Accanto a misure immediate per garantire l&#8217;approvvigionamento alimentare della popolazione, per Prandini &#8220;appare evidente l&#8217;urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo. Raccogliamo- denuncia il presidente della Coldiretti- solo l&#8217;11% dell&#8217;acqua piovana e potremmo arrivare al 50% evitando così situazioni di crisi come quella che stiamo soffrendo anche quest&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/20/caldo-incendi-triplicati-nel-2022-allerta-siccita/">Caldo. Incendi triplicati nel 2022, allerta siccità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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