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	<title>silvio berlusconi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Politica. Berlusconi è morto</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 17:34:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il senatore Silvio Berlusconi è morto. Il fondatore di Forza Italia aveva 86 anni. Un&#8217;atmosfera quasi solenne, di grande commozione. Sono decine le persone che sono venute, questo pomeriggio, davanti a Villa San Martino, ad Arcore, dove è in corso la camera ardente privata di Silvio Berlusconi, deceduto questa mattina all&#8217;ospedale San Raffaele di Milano. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il senatore Silvio Berlusconi è morto. Il fondatore di Forza Italia aveva 86 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;atmosfera quasi solenne, di grande commozione. Sono decine le persone che sono venute, questo pomeriggio, davanti a Villa San Martino, ad Arcore, dove è in corso la camera ardente privata di Silvio Berlusconi, deceduto questa mattina all&#8217;ospedale San Raffaele di Milano. Tanti arrivano da Milano, ma in molti si definiscono &#8220;il suo popolo&#8221;, residenti di Arcore che avevano avuto contatti, anche fugaci, con Berlusconi. &#8220;Sono venuta a dire una preghiera per un uomo giusto. In vita è stato perseguitato, ma il Signore sa riconoscere i buoni&#8221;, dice una signora prima di deporre un mazzo di fiori con la scritta &#8216;Grazie Silvio&#8217;. E tre fiori azzurri ha portato anche Noelle, la &#8216;pasionaria&#8217; amica dell&#8217;ex premier: &#8220;Tre fiori per dirgli &#8216;riposa in pace&#8217; e &#8216;ti voglio bene&#8217;, azzurri come il cielo dove sta adesso e come il colore del suo partito&#8221;, dice con la voce rotta dalle lacrime. &#8220;Lui- continua Noelle- è stato una grande persona che mi ha trasmesso molte emozioni. C&#8217;è stato un rapporto di amicizia, perché lui amava la sua gente e io, grazie da Dio, ho avuto la fortuna di poter varcare tantissime volte quel cancello, di stare con lui, scherzare, cantare con lui o giocare con Dudù nel campo&#8230;&#8221;. E del lato umano di Berlusconi parla anche Carlo, &#8220;anzi, Carluccio, perché lui mi chiamava così&#8221;. Ed il ritratto è sempre quello di una persona &#8220;molto generosa, che ascoltava tutti, soprattutto la gente normale, e si dava da fare per risolvere i problemi. E questa è una cosa che non è comune. Era una persona che quando ci parlavi ti coinvolgeva, ti faceva sentire come in famiglia&#8221;. Oltre ai fiori, anche tanti simboli sportivi. Sciarpe del Milan, la squadra che Berlusconi ha reso grande, ma anche del Monza, acquistato in serie C e portato, insieme all&#8217;amico di sempre Adriano Galliani, alle porte dell&#8217;Europa. Andrea, 20 anni da compiere e sciarpa del Monza al collo, ricorda quando &#8220;l&#8217;ho incontrato qui che ero ragazzino, avevo 12 anni. Mi ha salutato dal finestrino dell&#8217;auto. Un grande, rimarrà sempre nel cuore. Qualche lacrima l&#8217;ho pianta, sono tifoso del Monza. Lascia una grande forza, ci vuole qualcuno che alimenti quello che ha lasciato&#8221;.</p>
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		<title>Successione Berlusconi, Pasquino (prof. Uni. Bologna): &#8220;Berlusconi è un despota politico e imprenditoriale&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/04/13/successione-berlusconi-pasquino-prof-uni-bologna-berlusconi-e-un-despota-politico-e-imprenditoriale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 16:39:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Successione Berlusconi, Pasquino (prof. Uni. Bologna): “Berlusconi non ha potuto tollerare alcun successore e non ha saputo costruire nulla in questi termini, non c’è una persona che possa succedere perché non è stata designata. Berlusconi è un despota politico e imprenditoriale. Renzi e Calenda? Ego non solo spropositati ma permanentemente in erezione” Gianfranco Pasquino, politologo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Successione Berlusconi, Pasquino (prof. Uni. Bologna): “Berlusconi non ha potuto tollerare alcun successore e non ha saputo costruire nulla in questi termini, non c’è una persona che possa succedere perché non è stata designata. Berlusconi è un despota politico e imprenditoriale. Renzi e Calenda? Ego non solo spropositati ma permanentemente in erezione”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gianfranco Pasquino, politologo e professore emerito di scienza politica dell’Università di Bologna, è intervenuto nella trasmissione “Base Luna chiama terra” condotta da Lorenzo Capezzuoli Ranchi in onda su Cusano Radio Campus</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riguardo la sua critica alle critiche pregiudiziali, senza dimenticare che Giorgia Meloni ha fatto queste scelte dicendo di premiare le competenze tra queste anche quella di Giuseppina Di Foggia, il primo vero nome di una donna amministratore delegato nelle partecipate pubbliche.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Molto bene per la prima donna, ce ne potevano essere di più. Probabilmente ce ne saranno molte nel Consiglio d’amministrazione e questo va benissimo. Io credo che quando si forma una maggioranza di governo anche con una coalizione che comprende più partiti si abbia il diritto di scegliere le persone che devono applicare una parte del programma con la quale il governo ha vinto le elezioni e quindi sulla base dell’esperienza di quelli che vengono cooptati. Parlando con riferimento alle euro-competenze, non escludo che possano esserci anche appartenenze politiche, nel senso che è giusto che siano persone affidabili che vengano riconosciute come tali nel governo del suo insieme”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lei nel suo articolo di oggi ha ricordato le radici dello spoil sistem, che riguarda il termine degli spogli dei vinti che vengono spartiti dai vincitori. Questo è utile per capire che non bisogna condannare in via preventiva questi nomi prima che abbiano messo in campo qualsiasi manifestazione alla guida delle loro società.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Condannare no, criticare si potrebbe quando si dimostra di non avere competenze adeguate, o nessuna esperienza pregressa o che non garantiscono che sono coloro che guidano davvero le aziende partecipate e che quindi ricevono imput da luoghi che noi non possiamo controllare. Se il procedimento è trasparente il governo nomina coloro che attuano i programmi. Il parlamento può intervenire in corso d’opera ma alla fine saranno i direttori dicendo di aver scelto delle buone persone, di aver fatto delle politiche efficaci”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sembra che Giorgia Meloni abbia ceduto su qualche nome agli alleati di governo, Lega e FI l’avrebbero spuntata su nomi come quelli di Scaroni e Cattaneo. Il suo parere su quanto sta accadendo in FI, c’è e torna il tema della successione di Silvio Berlusconi, che ne sarà di questo partito secondo lei?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sia FI che Lega hanno ottenuto qualcosa e è giusto che si attribuiscano compiti agli alleati perché fanno parte della coalizione di governo. È colpa di Berlusconi, non ha potuto tollerare alcun successore e non ha saputo costruire nulla in questi termini, non c’è una persona che possa succedere perché non è stata designata. Berlusconi è un despota politico e imprenditoriale. Quello che succederà non lo so, ma è chiaro che alcuni hanno già anticipato la fine di Berlusconi e se ne sono andati, come Gelmini e Carfagna, dipende dall’insieme di FI, se qualcuno è in grado di riconoscere qualche capacità di coordinamento dell’attività, ma mi pare un’operazione difficile perché non hanno risorse economiche e non hanno potuto sviluppare esperienza di organizzazione e coordinamento”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si parlava di una campagna acquisti, tanto da FI che Lega, ma anche una che poteva cominciare dal terzo polo, in particolare non solo da Azione che ha già acquistato Gelmini e Carfagna ma anche Renzi, che alcuni vociferavano cercasse di entrare in una maggioranza. Un progetto del terzo polo che sembra essere naufragato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sì. Qualcuno anticipando le debolezze di FI se n’era andato e se ne è andato dove avrebbe trovato seggi sicuri, questo è l’esempio di Lucio Malan, che era a FI, fermamente berlusconiano, quando ha capito che l’aria non era buona è andato a parlare in giro e ora è capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato. Io non parlerei di campagna acquisti o parlamentari in vendita anche se abbiamo visto che qualcuno si è venduto ai soldi notevoli di Berlusconi. C’è stato un piccolo tentativo del terzo polo – che noi chiamiamo impropriamente così ma sarebbe un quinto polo &#8211; di acquisire qualcosa dal centro, come Gelmini e Carfagna, due parlamentari non irrilevanti che hanno accettato di andare con Calenda. Ma Calenda verrebbe dal PD. È un’operazione fatta da due ego spropositati, molto al di sopra delle loro capacità, che sono quello di Calenda e quello di Renzi che non ha prodotto quasi nulla. Perché? Perché in politica ci vuole anche di cultura politica, raccontavano delle storie che non hanno fondamento, che loro sarebbero il partito liberal democratico che vanno a cercare dentro Berlusconi altri liberali ma quello di Berlusconi non è un partito liberale, semmai un partito grossomodo centrista. Questa narrazione non può essere condotta così, è sbagliata, prima finisce meglio è per il sistema politico italiano”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ha parlato di due ego spropositati, quelli di Renzi e Calenda come il più grande ostacolo per la formazione di un progetto centrista, è stata una questione solo di ego che ha causato questa implosione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“No non solo di ego anche se si tratta di ego non solo spropositati ma permanentemente in erezione. Questo complica la vita a loro e a coloro che ci si rapportano. Si tratta di progetti diversi: Renzi vuole fargliela pagare al PD, Calenda invece vuole dimostrare qualcosa al PD, che loro (PD) dovrebbero rivolgersi a lui perché ha grande capacità. Questo non è vero e loro si trovano in difficoltà. Renzi vuole fare molte cose, tra cui guadagnare, Calenda ha altre mire, cercando di attuare qualche politica vera”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esiste questo elettorato di centro oppure è una creatura mitologica? Renzi è ancora affidabile?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sulla seconda domanda mi esibisco con tristezza e cattiveria: Renzi non è mai stato affidabile, ha giocato tutte le carte sulla sua persona, sui suoi rapporti interpersonali, facendo conferenze ben pagate e libri molto brutti, facendo discorsi scintillanti per il tasso di istrionicità che contengono. Quale sia la sua visione politica è ignoto a me e a lui. È inaffidabile: aveva detto che se perdeva il referendum usciva dalla politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla prima domanda c’è un dibattito anche in scienza politica. Molto dipende dalle regole del gioco, se spingono in direzione bipolare oppure no. Se c’è il proporzionale c’è chi si colloca al centro. Ma non basta che ci sia l’elettorato del centro, c’è bisogno di chi organizza quell’elettorato, che fa delle offerte. L’elettorato di centro non saprei definirlo, ma non gradiscono gli eccessi né a destra né a sinistra. Possono essere convinti di volta in volta. C’è un elettorato moderato che può essere raggiunto con determinate proposte: se ci sono collegi elettorali uninominali, la proposta è il candidato. Sarà il candidato a decidere se vuole quei voti e come raggiungerli. Definire un elettorato che non si muove dalla moderazione mi pare un errore”.</p>
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		<title>La Lega molla Bertolaso, l’uomo di Silvio se ne frega</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 21:37:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Lega proprio non se la sente di dare il suo assenso a Guido Bertolaso candidato del centrodestra, proposto da Forza Italia, a sindaco di Roma. Fonti parlamentari vicine a Matteo Salvini raccontano che la decisione e’ presa: “Basta- e’ stato il ragionamento del Carroccio- quel candidato non ci piace. E’ stato scelto uno che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Lega proprio non se la sente di dare il suo assenso a Guido Bertolaso candidato del centrodestra, proposto da Forza Italia, a sindaco di Roma</strong>. Fonti parlamentari vicine a Matteo Salvini raccontano che la decisione e’ presa: “Basta- e’ stato il ragionamento del Carroccio- <strong>quel candidato non ci piace.</strong> E’ stato scelto uno che probabilmente si piazzera’ <strong>quarto</strong>. Era meglio puntare su Marchini che almeno avrebbe avuto la chance di giocarsela al ballottaggio”.</p>
<p>La Lega ha cosi’ deciso di interpellare autonomamente i romani. <strong>Sabato e domenica saranno allestiti gazebo in alcune piazze della Capitale,</strong> ai quali ci saranno parlamentari del Carroccio sul territorio come Barbara Saltamartini e i rappresentati dei Municipi di ‘Noi con Salvini’. Ai cittadini sara’ chiesto di esprimersi su quello che dovra’ essere il candidato: le opzioni sono Alfio Marchini, Guido Bertolaso, Francesco Storace, Fabio Rampelli, Irene Pivetti. I leghisti sperano proprio che i romani dicano un chiaro ‘no’ a Bertolaso per poter esprimere un candidato alternativo.</p>
<p><strong>I ‘maldipancia’ con Fdi sono al limite della rottura</strong>. I leghisti precisano che non puo’ essere il partito di Giorgia Meloni a dettare le condizioni sul candidato a Roma, perche’ non c’e’ piu’ la visione di un centrodestra tripartito tra Nord, Centro e Sud. Fratelli d’Italia, viene sottolineato, non puo’ imporre condizioni visto che anche se a Milano si sfilasse su Stefano Parisi sarebbe irrilevante.</p>
<p>“E’ chiarissimo che<strong> io sono il candidato di centrodestra.</strong>Sono stato un’ora fa con Giorgia Meloni a visitare i mercatini illegali all’Eur. Mi pare che anche lei abbia confermato che loro, anche Silvio Berlusconi, sono convinti della mia candidatura”. Così il candidato sindaco del centrodestra a Roma, Guido Bertolaso, in diretta su Radio 2 alla trasmissione ‘Un giorno da pecora’.</p>
<p>“Se vincono altri alle <strong>consultazioni volute da Salvini</strong>” in programma sabato e domenica a Roma “<strong>io non mi ritirero’ dalla candidatura</strong>– aggiunge-. Si parla sempre di una delle tre forze. Voteranno contro di me molti di quelli di Storace e Marchini, questo mi pare ovvio”.(Dire)</p>
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		<title>Il pifferaio e la magistratura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2013 13:57:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’atmosfera è quella di una tempesta perfetta, con segnali cognitivi di una fine prematura ed ingloriosa per il governo delle larghe intese. L’unico non sorpreso è Berlusconi che, come nota sul Messaggero Marco Conti, in vent’anni di politica ne ha visti di tentativi tesi alla sua eliminazione, con una sinistra ottusa al punto di attendere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/07/11/il-pifferaio-e-la-magistratura/">Il pifferaio e la magistratura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’atmosfera è quella di una tempesta perfetta, con segnali cognitivi di una fine prematura ed ingloriosa per il governo delle larghe intese.<br />
L’unico non sorpreso è Berlusconi che, come nota sul Messaggero Marco Conti, in vent’anni di politica ne ha visti di tentativi tesi alla sua eliminazione, con una sinistra ottusa al punto di attendere che sia la magistratura a farlo fuori.<br />
E adesso, con l’udienza per Mediaset fissata in tutto fretta (fretta a dir poco sospetta dati i tempi usuali) al 30 luglio, anche il progetto di traghettare la squadra di governo, postdemocristiana e non, degli Alfano, Lupi, Quagliariello e Schifani, ma anche dei Letta e Franceschini, dei montiani di Scelta Civica e dell’Udc, in un contenitore alternativo a quello di una sinistra risorta e distorta; naufraga miseramente, dopo che, poco prima delle ultime elezioni, quando nel Pdl c’era chi pensava di trasformare Italia Popolare in una costola montiana e dopo il ritorno in auge con il governo Letta, si pensava ad un raggruppamento moderato alternativo alla sinistra estrema e alla destra più reazionaria e conservatrice.<br />
Ma l’accellerata della Cassazione ha spazzato via tutto, facendo riemergere ciò che al Cavaliere, ormai bolso, è sempre piaciuto: l’assioma del “o con me o contro di me”, che lo ha costantemente ringalluzzito e tenuto fuori dalle aree rianimatorie a cui invece sarebbe destinato.<br />
E, naturalmente, ridando vigore ad un grillismo impantanato, sollecitando un populismo da palingesi totale e comunque.<br />
Dopo il colpo d’ingegno della magistratura, sono stati spazzati via i tentativi di uno schieramento moderato e progressista e le opwerazioni per costingere il candidato premier Renzi ad uno scontro elettorale con Berlusconi, tornano ad essere erroneamente giocate non sulle emergenze del Paese, ma tra garantisti e forcaioli, tra coloro che vogliono vincere per mandare in galera il leader-Caimano e coloro che intendono “difendere la democrazia dal colpo di Stato delle toghe”.<br />
Gli argomenti per convincere gli italiani che Berlusconi non è la risposta giusta sono da tempo a disposizione della sinistra, ma questa, persa dietro una identità sempre più vaga, ha preferito affidarsi alla magistratura, invece che dimostrare (come ha invece Valeri Magrelli nel suo bel saggio Einaudi “Il Sessantotto realizzato da Mediaset”), che si scrive Berlusconi ma si pronuncia Bourdieu, a causa della riuscita affermazione del paradosso in base al quale l&#8217;uomo piú ricco del paese, ha convinto i suoi elettori che i soldi vanno sacrificati sull&#8217;altare dei desideri, come hanno fatto milioni di indigenti votandolo a proprie spese e rinunciando ai diritti acquisiti in decenni di lotte.<br />
Invece che impegnarsi per far notare che Berlusconi è l’officiante di un rito che è la vittoria della carne sullo spirito, del denaro sulla psiche, del discorso economico su quello libidinale; il Pifferaio di Hamelin che ha compiuto il miracolo della strepitosa macchina del consenso offerta a Forza Italia, la sinistra si è resa incapace di dimostrare con argomenti validi (e valida condotta), che Berlusconi vince perché la maggioranza degli italiani preferisce proteggere i propri interessi immaginari a scapito di quelli reali.<br />
Insomma, se il Sessantotto invocava l&#8217;immaginazione al potere, Mediaset ha trasformato questo slogan in realtà e Berlusconi ne ha approfittato, realizzando l’autentica rivoluzione post-marxista in cui si è passati dai sogni del materialismo storico, agli incubi dell&#8217;illusionismo catodico o, meglio ancora, dalle pie illusioni del Materialismo, alla cruda materialità dell&#8217;Illusionismo.<br />
Un illusionista, Berlusconi, un fantasista, che è riuscito a illudere il suo elettorato, come Don Giovanni faceva con le sue donne. Seduttori entrambi perché promettono ciò che non vogliono mantenere. Don Giovanni diceva di sposarle tutte, Berlusconi promette un salto di ceto sociale ampiamente agognato.<br />
E lo promette proprio a coloro che sono i figli delle nuove classi sociali che avevano come unica arma il riconoscimento dei meriti, facendo credere che finalmente si andrà avanti non per nascita o per censo, ma per meritocrazia.<br />
Naturalmente non è così, ma neanche quando hanno governato quelli della sinistra sono riusciti a smentirlo o sbugiardarlo.<br />
Il re è rimasto vestito a causa di una sinistra colpevole in molti modi, a cominciare da quella rivoluzione in basso della cultura da lei voluta, che ha portato alla svolta “pop” delle università italiane, con lauree honoris causa a motociclisti e cantanti rock e al disprezzo per la cultura degli stessi intellettuali.<br />
Così il pifferaio può incantare topi sempre più tonti e più facili ipnotizzare e siccome per fermarlo si fa intervenire il gendarme, passa anche per una vittima osteggiata ed incompresa.<br />
Il capogruppo del Pdl Renato Brunetta annuncia che alle 16 di oggi, alla Camera “si riunirà l&#8217;ufficio di presidenza del Pdl” e siamo certi che Berlusconi imporrà ai suoi (anche se recitano fa falchi) un atteggiamento soft.<br />
Ma è altrettanto certo che ora il grande incantatore sfodererà tutto il suo repertorio, sapendo che ha campo libero dopo che anche Epifani è caduto nella trappola e dichiara: “o c&#8217;è un chiarimento serio o il Pdl dimostra di essere interessato ai problemi del Paese e non alle vicende di Berlusconi oppure, con la stessa forza con cui abbiamo fatto nascere questo governo, diciamo che così non si può andare avanti”; passando per chi è la causa della ingovernabilità e dello sfacelo poiché chiede ad altri, ma non sa arrangiare alcuna soluzione.<br />
Dice la Leibs nei suoi commenti alla storia del Pifferaio Magico, che la favolistica riporta un sacco di storielle di magici disinfestatori (vedi ad esempio l&#8217;aneddoto per cui il filosofo Avicenna avrebbe tentato di liberare la città di Aleppo, o quella del mago cinese Ma Hsieng che liberò dai topi Hangchow) ed in tutti i casi il racconto rappresenta la sublimazione di un desiderio represso: sbarazzarsi dei propri figli, liberarsi dal peso che, in circostanze critiche, essi rappresentano.<br />
In questo modo Berlusconi è per l’elettorato l’eroe che libera la città da tutte le bocche da sfamare, promettendo in più un futuro salvifico senza ambascie e senza fame.<br />
Ed invece di smascherarlo, coloro che ne hanno compreso gli intenti, si limitano a demonizzarlo, in modo da farne ancor più un eroe.<br />
Invece che commentare i fatti concreti relativi ai progetti per uscire dalla crisi e far capire che, fra Monti e Letta, qualcosa di buono è stato fatto dopo il disastro del berlusconismo e che quello lanciato martedì dall’agenzia di rating Standard &amp; Poor’s è un declassamento privo di senso, tanto che ieri i Bot sono stati collocati senza problemi, registrando una buona domanda e tassi in lieve aumento; ed invece che commentare e sostenere le parole di Saccommanni che al’Abi, sempre ieri, dice: ”la ripresa in Italia è attesa a partire dal quarto trimestre di quest’anno e prenderà vigore nel 2014”; la sinistra continua ad insistere sulle condanne a Berlusconi, sulla ineleggibilità, facendone quasi un martire cristiano da difendere ad ogni costo da uno strapotere dei magistrati che pare dilagare da ogni parte.<br />
Invece che dare respiro e sospingere Letta per tentare modi per incrementare il lavoro (soprattutto giovanile), sono i processi dell’ex premier a tenere banco e far si che rispunti l’ipotesi di dimissioni di blocco di tutti i parlamentari Pdl, di un’Aventino per bloccare il lavoro delle Camere, che già procedono con eccessiva prudenza e fra difficoltà farraginose e paralizzanti.<br />
Grillo e Casaleggio hanno chiesto al Capo dello Stato di “difendere le Camere” e far lavorare il Parlamento, ma poi, sui loro blog, scrivono che occorre rifare un governo perché gli italiani stanno per imbracciare il fucile.<br />
Generalmente uno tsunami è originato da un forte terremoto con epicentro in mare. Ma nel caso dello tsumani politico attuale l’epicentro è per terra e nella terra desolata di una politica inconcludente e populista più in particolare.<br />
Esistono diverse teorie attraverso cui si è tentato di ricostruire il fatto di cronaca alla base della fiaba dei fratelli Grimm. Teorie secondo le quali i bimbi sono spariti a causa di un incidente (una frana o un&#8217;alluvione), oppure a causa di un&#8217;epidemia (peste, ballo di San Vito, morbo di Huntington), oppure reclutati per un pellegrinaggio, per colonizzare le zone vicine fondando nuove città, per una campagna militare o per una nuova Crociata dei Bambini.<br />
Esiste invece un solo modo per capire l’evento Berlusconi: la mitizzazione di un sogno negativo basato sull’egoismo, perseguito legalmente invece di essere smascherato.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Abruzzo dall&#8217;emergenza alla ricostruzione: il passaggio di consegne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 18:26:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/img_2372r.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2194" title="img_2372r" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/img_2372r-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/img_2372r-300x199.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/img_2372r.jpg 560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Passaggio di consegne ufficiale tra il Commissario delegato per l&#8217;emergenza terremoto, Guido Bertolaso, e il Commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi. Questa mattina nella sala briefing della caserma della Guardia di Finanza di Coppito, quartier generale della Protezione Civile nei nove mesi dell’emergenza, si è svolto l’incontro con la firma ufficiale.<span id="more-2193"></span> Presenti tra gli altri, anche i Vicecommissari, la Presidente della Provincia Stefania Pezzopane, e il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a cui spetterà il ruolo di Vicecommissario.</p>
<p>Nel pomeriggio, nell’Auditorium della Caserma, la cerimonia ufficiale che ha sancito il passaggio di consegne, alla presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Presenti anche oltre cento sindaci dei Comuni del cratere e circa 80 ragazzi abruzzesi delle scuole elementari, medie e superiori.</p>
<p>A simboleggiare il momento, la “fiaccola ardente” che Guido Bertolaso ha idealmente consegnato al nuovo Commissario Chiodi, con un augurio di buon lavoro. Il Capo della Protezione Civile ha voluto ricordare dal palco dell’Auditorium i momenti più significativi della sua esperienza aquilana, dalla concitata notte del terremoto alla nascita della squadra di lavoro che avrebbe gestito al suo fianco nove mesi di emergenza, fino alla grande soddisfazione per la consegna degli alloggi alla popolazione colpita dal terremoto e alla riapertura delle scuole. La risposta data del Sistema Nazionale della Protezione Civile è stata “forte e chiara”, ha sottolineato Bertolaso, ricordando come a 48 ore dal sisma fossero già sul campo oltre 10mila soccorritori. Nelle parole del Capo Dipartimento non manca un richiamo ad impegnarsi nella prevenzione, con l’obiettivo di avere “un paese più sicuro e più determinato nel salvaguardare i propri figli e le nuove generazioni”.</p>
<p><a href="http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/img_2384r.jpg" target="_blank"></a>Ricevendo il testimone da Bertolaso, il Presidente della Regione Gianni Chiodi ha ricordato l’importanza del “fare squadra”, il vero motore che ha permesso di realizzare quanto è stato fatto fino ad ora. Secondo il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “si chiude oggi una pagina di cui possiamo essere orgogliosi: adesso abbiamo la grande responsabilità di scrivere con altrettanto impegno gli altri capitoli”, con la rinascita delle attività produttive e una maggior sicurezza nel futuro.<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/img_2384r.jpg"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-2195" title="img_2384r" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/img_2384r-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/img_2384r-300x199.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2010/01/img_2384r.jpg 560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>A chiudere gli interventi delle autorità le parole del Presidente del Consiglio, ad evidenziare come in questi mesi si sia sempre lavorato “nell’assoluta unità di intenti”. L’impegno di oggi e degli anni a venire, ha sottolineato Berlusconi, è rappresentato dal rilancio dell’economia e dalla ricostruzione, la fase più difficile.</p>
<p>La cerimonia si è conclusa sulle note di “Domani” la canzone scritta dai diversi cantanti italiani pochi giorni dopo il terremoto e interpretata per l’occasione da Claudio Baglioni, accompagnato dai ragazzi abruzzesi e da tutti i protagonisti dell’emergenza e della ricostruzione: il Presidente del Consiglio, Guido Bertolaso, le autorità locali, i sindaci del cratere con la fascia tricolore, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, le Forze Armate.</p>
<p>Nonostante il passaggio di consegne, la Protezione Civile non lascia definitivamente l’Abruzzo: uno staff del Dipartimento affiancherà infatti per qualche settimana la nuova struttura di coordinamento istituita del neo commissario Chiodi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/01/29/abruzzo-dallemergenza-alla-ricostruzione-il-passaggio-di-consegne/">Abruzzo dall&#8217;emergenza alla ricostruzione: il passaggio di consegne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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