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	<title>superiori Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Scuola. Sos caro libri, punte del +12% per medie e superiori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 11:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scuola, in arrivo una nuova stangata per le famiglie. Per i libri di testo di medie e superiori si registra un incremento medio dell&#8217;8% dei prezzi di copertina&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/14/scuola-sos-caro-libri-punte-del-12-per-medie-e-superiori/">Scuola. Sos caro libri, punte del +12% per medie e superiori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Scuola, in arrivo una nuova stangata per le famiglie. Per i libri di testo di medie e superiori si registra un incremento medio dell&#8217;8% dei prezzi di copertina imposti dagli editori, con punte del +12% per alcuni titoli. Un&#8217;ondata di aumenti che peserà sui bilanci delle famiglie, e che certamente non va a vantaggio di librerie e cartolibrerie che, anzi, vedono paradossalmente ridursi i margini di guadagno, passati dal 15% lordo di due anni fa al 10% circa di oggi. A lanciare l&#8217;allarme è Sil, il Sindacato italiano librai di Confesercenti. I testi costano di più, ma i librai guadagnano di meno. E perdono quote di mercato: i margini attuali, al netto dei costi sostenuti, sono infatti uno spazio di manovra troppo stretto, che non consente agli imprenditori di praticare sconti ai clienti finali. Cosa che invece possono fare le grandi piattaforme online e la grande distribuzione, che hanno volumi di vendita molto diversi e che, quindi, riescono ad applicare sconti fino al massimo previsto per legge del 15%, anche perché vendendo molti tipi di merce possono bilanciare le offerte tra i vari prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una situazione insostenibile, siega il Sil: se non si troverà una soluzione, molte librerie e cartolibrerie si vedranno costrette a rinunciare alla vendita dei libri di testo, privando le famiglie di un servizio essenziale e rischiando gravi ripercussioni sull&#8217;attività economica. È essenziale dunque aprire un confronto, anche in considerazione del fatto che molti dei testi ai quali facciamo riferimento sono libri di scuola dell&#8217;obbligo. Anche per la scuola primaria, dove il costo dei testi è a carico dei comuni, si profila l&#8217;impossibilità per i librai di anticipare agli editori il pagamento degli stessi, con esposizioni finanziarie che a volte durano mesi. Per questo, il sindacato torna a chiedere la convocazione urgente di un tavolo di filiera al ministero dell&#8217;Istruzione con editori, scuole, distributori, librai e cartolibrai per capire come creare un sistema virtuoso che tuteli le famiglie, ma anche librerie e cartolibrerie del territorio, un punto di riferimento per gli studenti e una ricchezza per città e piccoli centri.</p>
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		<title>Scuola. Dpcm, Ministero: &#8220;Per superiori interventi mirati su criticità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 19:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[criticità]]></category>
		<category><![CDATA[Dpcm]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I nuovi interventi sull&#8217;organizzazione scolastica per le scuole superiori avverranno solo in caso di situazioni critiche o di particolare rischio comunicate dalle autorita&#8217; sanitarie o dagli Enti locali,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/19/scuola-dpcm-ministero-per-superiori-interventi-mirati-su-criticita/">Scuola. Dpcm, Ministero: &#8220;Per superiori interventi mirati su criticità&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I nuovi interventi sull&#8217;organizzazione scolastica per le scuole superiori avverranno solo in caso di situazioni critiche o di particolare rischio comunicate dalle autorita&#8217; sanitarie o dagli Enti locali, e attraverso la regia dei Tavoli regionali e locali con gli Uffici scolastici. Lo precisa il ministero dell&#8217;Istruzione in una nota inviata oggi ai dirigenti scolastici per accompagnare l&#8217;attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri approvato ieri. La nota, elaborata anche con l&#8217;accordo dei sindacati di settore, precisa quindi che non ci sara&#8217; nessun automatismo nell&#8217;attuazione delle misure proposte dal Dpcm. &#8220;La normativa e&#8217; di carattere generale e fa espresso riferimento agli specifici contesti territoriali; pertanto, non dispone in maniera perentoria di modificare l&#8217;esistente in assenza di dichiarati stati di criticita&#8217; o di pericolo- si legge nella nota- Dove le situazioni territoriali, anche grazie al lavoro concertato durante i mesi estivi, hanno mostrato di funzionare, nulla ha la necessita&#8217; di essere al momento cambiato, fatte salve eventuali situazioni di criticita&#8217; da esporre e affrontare ai tavoli regionali&#8221;. Il ministero ha spiegato quindi che per la scuola dell&#8217;infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado non cambia nulla. Le scuole secondarie di secondo grado potranno invece adottare, in caso di situazioni critiche o di particolare rischio comunicate dalle autorita&#8217; sanitarie o dagli Enti locali, ulteriori forme di flessibilita&#8217; della loro organizzazione, incrementando, ad esempio, il ricorso alla Didattica Digitale Integrata. Oppure modulando ulteriormente (rispetto a quanto gia&#8217; disposto da settembre) orari di ingresso e uscita delle alunne e degli alunni, anche attraverso l&#8217;eventuale utilizzo di turni pomeridiani. Nell&#8217;ambito di questa possibile ulteriore modulazione, le scuole predisporranno che l&#8217;ingresso avvenga non prima delle ore 9, come previsto dal Dpcm di ieri.</p>
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		<title>Il 97% dei ragazzi alle scuole media ha un cellulare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2011/10/17/il-97-alle-scuole-media-ha-un-cellulare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 14:41:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[superiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 97,1% degli studenti delle scuole medie possiede un cellulare, mentre nelle scuole superiori la percentuale cresce al 99,4%. L’età media in cui si entra in possesso di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/17/il-97-alle-scuole-media-ha-un-cellulare/">Il 97% dei ragazzi alle scuole media ha un cellulare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 97,1% degli studenti delle scuole medie possiede un cellulare, mentre nelle scuole superiori la percentuale cresce al 99,4%. L’età media in cui si entra in possesso di un cellulare è 10 anni. Sono i dati principali emersi dalla ricerca “Dagli Sms ai Social Networks: digital natives e cellulari” condotta dal Communication Strategies Lab dell’Università degli studi di Firenze e dal Corecom della regione Toscana su un campione 618 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni cui è stato somministrato un questionario strutturato composto da 31 domande, di cui 2 a risposta aperta per le quali è stata prevista una codifica a posteriori e 29 a risposta chiusa. Secondo i curatori della ricerca, la bassa età media di accesso al cellulare (vi è anche una significativa minoranza di bambini, il 7,7%, che possiede un cellulare già a sette anni, mentre il 10% lo possiede a 8 anni), suggerisce che il primo cellulare non è regalato dai genitori per soddisfare le richieste dei figli, ma sono gli stessi genitori che appena i figli acquistano i primi spazi di autonomia e di indipendenza regalano loro il telefonino per potere avere un canale di contatto continuo, in maniera di non avere mai la sensazione di essere realmente sconnessi dai figli.</p>
<p>Per quanto riguarda l’utilizzo che i giovani fanno del cellulare, la grande maggioranza dei ragazzi trascorre meno di un quarto d’ora al giorno conversando al telefonino e solo il 5,5% effettua più di 30 minuti di conversazioni al giorno. Il 51,4% degli interpellati passa oltre un quarto d’ora al giorno usando il telefono per scopi di versi dalla conversazione. Con l’aumentare degli anni, tuttavia, tale tendenza risulta progressivamente attenuata, fino a ribaltarsi nei ragazzi più grandi per i quali il cellulare continua a essere un oggetto plurifunzionale, ma la dimensione della comunicazione torna protagonista. I dati della ricerca non smentiscono, sotto questo aspetto, la particolare predisposizione dei giovani all’utilizzo degli sms. Solo una quota esigua (uno su dieci) dichiara di non utilizzare di norma Sms, mentre il 36,5% ne invia di media da uno a tre al giorno e ben il 23,8% ne invia tra quattro e sette e l’11,3% tra otto e dieci. Decisamente rilevante è, infine, il dato relativo a chi supera la media di dieci sms al giorno, che rappresenta ben il 17,6% del campione.</p>
<p>Ciò che emerge con chiarezza dalla ricerca è che le diverse modalità di conversazione vengono utilizzate per comunicare con persone diverse: la telefonata continua ad essere prevalente con i genitori, mentre gli sms rappresentano lo strumento principe di comunicazione tra pari, integrandosi con le chiamate vocali. La maggioranza degli intervistati dichiara di spendere meno di 10 euro al mese (47,3%), mentre una quota consistente spende tra 11 e 20 euro (35,2%), mentre una quota minore, seppure altamente significativa, spende tra 21 e 30 euro (11,2%), o addirittura più di 30 euro (6,4%).</p>
<p>La navigazione su internet attraverso il cellulare appare una pratica relativamente poco diffusa: il 60% non lo fa mai, il 19,1% raramente. Tuttavia, ribaltando la prospettiva, il 10,7% e il 10,2% di coloro che navigano, rispettivamente, molto e abbastanza (con una sovrarappresentazione di maschi), totalizzando insieme oltre un quinto degli intervistati, costituisce un dato non trascurabile, se si considera che l’età media del campione è molto bassa, la diffusione di smartphone è ridotta, e la navigazione avviene ancora prevalentemente tramite il pc.<br />
I giovani associano al cellulare termini positivi, ma al tempo stesso “neutri” sul piano delle implicazioni sociali: il cellulare evoca “comodità” (77,5%), “connessione”, “comunicazione” (75,5%). Solo una minoranza associa il cellulare ad una percezione di maggiore “sicurezza” (28,9%), e ancor minore è la percentuale di coloro cui il cellulare evoca una percezione di libertà (26,8%), comunque superiore a chi ritiene che il cellulare significhi anche “controllo” (15,9%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/17/il-97-alle-scuole-media-ha-un-cellulare/">Il 97% dei ragazzi alle scuole media ha un cellulare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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