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	<title>tragedia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cordoglio dell&#8217;UDC Abruzzo per la scomparsa di Maria Spinelli</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/31/udc-abruzzo-cordoglio-per-la-scomparsa-di-maria-spinelli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[unione di centro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'UDC Abruzzo esprime cordoglio per la scomparsa di Maria Spinelli, vittima di una sparatoria in Svizzera, e si stringe alla famiglia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/31/udc-abruzzo-cordoglio-per-la-scomparsa-di-maria-spinelli/">Cordoglio dell&#8217;UDC Abruzzo per la scomparsa di Maria Spinelli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;UDC – Unione di Centro Abruzzo ha espresso il proprio profondo cordoglio in seguito alla tragica scomparsa di Maria Spinelli. La giovane donna ha perso la vita a causa di una drammatica sparatoria avvenuta in Svizzera, un evento che ha interrotto prematuramente la sua esistenza e i suoi progetti futuri. La comunità di Città Sant&#8217;Angelo, dove Maria era radicata, si stringe attorno ai familiari in un momento di grande dolore, condividendo la perdita di una persona descritta come portatrice di speranze e possibilità nonostante le difficoltà incontrate.</p>
<p>L&#8217;associazione politica ha rinnovato la propria vicinanza non solo alla famiglia Spinelli, ma anche alle altre persone rimaste ferite durante l&#8217;incidente, augurando loro una pronta guarigione. In questa circostanza, il ricordo di Maria viene evocato come un richiamo al valore della vita, dell&#8217;amore e del rispetto della persona.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/31/udc-abruzzo-cordoglio-per-la-scomparsa-di-maria-spinelli/">Cordoglio dell&#8217;UDC Abruzzo per la scomparsa di Maria Spinelli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fossacesia,  nel ricordo dei tre poliziotti vittime del dovere: intitolata una passeggiata sul mare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/10/fossacesia-nel-ricordo-dei-tre-poliziotti-vittime-del-dovere-intitolata-una-passeggiata-sul-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 16:26:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[all’Assistente Fabrizio Di Giambattista]]></category>
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		<category><![CDATA[’Assistente Valerio Valentini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 11 maggio 2025, Fossacesia renderà omaggio al Commissario Maurizio Formisano, all’Assistente Fabrizio Di Giambattista e all’Assistente Valerio Valentini, Vittime del Dovere appartenenti alla Polizia di Stato, tragicamente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/10/fossacesia-nel-ricordo-dei-tre-poliziotti-vittime-del-dovere-intitolata-una-passeggiata-sul-mare/">Fossacesia,  nel ricordo dei tre poliziotti vittime del dovere: intitolata una passeggiata sul mare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 11 maggio 2025</strong>, <strong>Fossacesia</strong> renderà omaggio al <strong>Commissario Maurizio Formisano</strong>, all’<strong>Assistente Fabrizio Di Giambattista</strong> e all’<strong>Assistente Valerio Valentini</strong>, <strong>Vittime del Dovere</strong> appartenenti alla <strong>Polizia di Stato</strong>, tragicamente deceduti l’11 maggio 2005 in un incidente aereo durante una missione di ricognizione del <strong>11° Reparto Volo di Pescara</strong>, a circa 5 miglia dalla costa fossacesiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione del <strong>ventennale della tragedia</strong>, il <strong>Comune di Fossacesia</strong>, con la collaborazione della <strong>Questura di Chieti</strong>, ha organizzato una <strong>giornata di commemorazione</strong> per ricordare il sacrificio dei tre giovani agenti, con un ricco programma che si articolerà in tre momenti solenni.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il programma della giornata:</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ore 11:00 – Lungomare Gino Bartali</strong><br>Cerimonia ufficiale di <strong>intitolazione della Passeggiata</strong> alla memoria dei tre poliziotti caduti.<br>Sarà scoperta una <strong>targa commemorativa</strong> alla presenza del <strong>Capo della Polizia</strong>, <strong>prefetto Vittorio Pisani</strong>, del <strong>Prefetto di Chieti</strong>, del <strong>Questore di Chieti</strong> e delle principali autorità civili e militari. Seguiranno <strong>interventi commemorativi</strong>.</li>



<li><strong>Ore 12:00 – Chiesa Stella Maris, Lungomare Nord</strong><br><strong>Santa Messa in suffragio</strong> dei tre caduti.</li>



<li><strong>Ore 19:30 – Piazzale dell’Abbazia di San Giovanni in Venere</strong><br><strong>Gran Concerto della Banda Musicale della Polizia di Stato</strong>, diretta dal <strong>Maestro Roberto Granata</strong>, con la partecipazione del <strong>soprano Federica Caseti Balucani</strong>.<br>La serata sarà presentata da <strong>Jennifer Di Vincenzo</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">“Questa giornata – ha dichiarato il sindaco di Fossacesia <strong>Enrico Di Giuseppantonio</strong> – è un segno di riconoscenza che Fossacesia e l’Italia vogliono esprimere a tre uomini della Polizia di Stato che hanno perso la vita nell’adempimento del dovere. Ringrazio la Questura di Chieti, l’11° Reparto Volo di Pescara e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della cerimonia. Un pensiero commosso va alle famiglie di Maurizio, Fabrizio e Valerio, che porteremo sempre nel cuore.”</p>
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		<title>Lago Maggiore, precipita una cabina della funivia Stresa-Mottarone</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/05/23/lago-maggiore-precipita-una-cabina-della-funivia-stresa-mottarone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 May 2021 11:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[funivia]]></category>
		<category><![CDATA[funivia Stresa-Mottarone]]></category>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; precipitata oggi, una cabina della funivia Stresa-Mottarone, sul versante piemontese del Lago Maggiore. Le persone morte sono quattordici, tra loro anche uno dei bambini che era stato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/23/lago-maggiore-precipita-una-cabina-della-funivia-stresa-mottarone/">Lago Maggiore, precipita una cabina della funivia Stresa-Mottarone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; precipitata oggi, una cabina della funivia Stresa-Mottarone, sul versante piemontese del Lago Maggiore. Le persone morte sono quattordici, tra loro anche uno dei bambini che era stato trasportato in elisoccorso a Torino. L’incidente è avvenuto in uno dei punti più alti. La funivia collega, in diciotto minuti, Stresa Lido con la cima del monte Mottarone, ad un’altitudine di 1491 metri. L’inaugurazione della funivia è del 1970.</p>
<p>Il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha istituito una Commissione Ispettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/23/lago-maggiore-precipita-una-cabina-della-funivia-stresa-mottarone/">Lago Maggiore, precipita una cabina della funivia Stresa-Mottarone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rigopiano, parla l&#8217;ultimo sopravvissuto: &#8220;C&#8217;è un&#8217;asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 14:00:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giampaolo Matrone, ultimo sopravvissuto alla tragedia di Rigopiano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/11/rigopiano-parla-lultimo-sopravvissuto-ce-unasta-vera-e-propria-di-oggetti-sporchi-del-sangue-di-29-persone/">Rigopiano, parla l&#8217;ultimo sopravvissuto: &#8220;C&#8217;è un&#8217;asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giampaolo Matrone, ultimo sopravvissuto alla tragedia di Rigopiano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.</p>
<p>Messi all’asta i vini dell’hotel Rigopiano. “Speravamo che la tragedia si fermasse quel 18 gennaio, purtroppo Rigopiano va avanti ancora oggi per noi che siamo rimasti –ha affermato Matrone-. Ogni giorno esce una notizia sconvolgente, è sempre più buio, mi sembra di stare ancora sotto le macerie. C’è un’asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone. Una vasca idromassaggio, un divanetto, il tavolo da biliardo, le bottiglie di vino. E non riesco a immaginare una persona che possa comprarsi una bottiglia di quelle. Si sono presi tutto, anche i segnaposto dei tavoli, anche i telefonini di vittime non si trovano, sono spariti. Non c’è ancora una verità, uno spiraglio di luce e tutti i giorni devono sentire notizie brutte. Vedendo il servizio delle Iene scopro novità che neanche io e gli altri sapevamo. C’è un processo di Rigopiano, c’è il depistaggio e il depistaggio nel depistaggio. Il tenente che doveva indagare ha tenuto nel cassetto una lettera di richiesta d’aiuto. Qua ci vogliono far bere quello che loro vogliono, la verità non uscirà mai. Non vedevamo l’ora di far partire il processo di Rigopiano per conoscere la verità e avere un po’ di giustizia. Qui ancora non siamo partiti e già siamo al 2020. Comincia a uscire molta verità e cominciano ad avere paura, perché sono tutte persone dello Stato. Se i colpevoli fossero stati i cittadini avrebbero pagato già il prezzo. Io sono sempre in prima linea per la lotta di Rigopiano. Per quanto riguarda la mia situazione ho deciso anche di ricominciare un po’ a vivere, non voglio essere la 30esima vittima. Lo devo a mia moglie, a mia figlia e alle 29 vittime. Sto cercando di riprendermi. A livello economico non abbiamo visto un Euro dei soldi stanziati dal governo gialloverde. Io a causa della tragedia di Rigopiano ho perso tutto. Non lavoro in pasticceria. Devo comprarmi la macchina automatica. Che cosa vogliono? Che ci allontaniamo, che non siamo più presenti? Gli avvocati degli indagati ci hanno chiesto un clima di serenità, loro a noi. Poi veniamo a sapere che vendono le bottiglie, questi soldi che fine fanno?”</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/11/rigopiano-parla-lultimo-sopravvissuto-ce-unasta-vera-e-propria-di-oggetti-sporchi-del-sangue-di-29-persone/">Rigopiano, parla l&#8217;ultimo sopravvissuto: &#8220;C&#8217;è un&#8217;asta vera e propria di oggetti sporchi del sangue di 29 persone&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/04/04/6-aprile-2009-il-nostro-grazie-a-10-anni-dal-terremoto-dellaquila/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:37:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Immota manet&#8221;. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/04/6-aprile-2009-il-nostro-grazie-a-10-anni-dal-terremoto-dellaquila/">6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Immota manet&#8221;. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al disastro che la colpisce. Da secoli questa la sua indole, aliena dall’ostentazione del dolore, intima nell’elaborazione dei propri lutti. Invece non sono rimasti fermi palazzi e monumenti, case e chiese, alle scosse del serpe che il 6 aprile si è agitato terribilmente nel suo ventre, che si agita ancora. Quella notte del 6 aprile, nel cuore d’una notte stellata e chiara di luna, L’Aquila ed i meravigliosi borghi del suo circondario sono stati squassati dal terremoto per lunghissimi, interminabili secondi, oltre venti. L’ho vissuta l’esperienza, meglio non descriverla. Mi resta nel profondo la sensazione dei primi minuti, delle prime ore della sopravvivenza. Mi si è impressa nella mente l’atmosfera irreale, sospesa, allucinata, che aleggiava sulle case distrutte nel centro storico della mia Paganica, un bel paese di oltre cinquemila abitanti a 9 km dall’Aquila. Lì sono nato e vivo. L’hanno indicato subito come l’epicentro del sisma. Abito in periferia. La mia casa è stata costruita trent’anni fa, in cemento armato. E’ davvero strano che la tua casa, per antonomasia rifugio che ti dà sicurezza, d’improvviso diventi una minaccia. Ti si sovverte il mondo, la vita. Dopo la scossa delle 3 e 32, la corrente elettrica mancata, guadagnata l’uscita calpestando oggetti e stoviglie rotte, con i miei di famiglia siamo andati subito via da casa, per luoghi più aperti. Abbiamo transitato accanto al centro antico di Paganica. La settecentesca chiesa della Concezione con la facciata in bilico, squarciata, in parte crollata, ha fatto il giro del mondo, in quello stato. Lì vicino la parrocchiale di Santa Maria Assunta, impianto duecentesco riadattato nel Seicento, dall’esterno non sembra aver avuto grossi traumi, ma sarà solo un’impressione. Contrastano con il cielo, d’un colore livido, il profilo delle case e la fuga scomposta dei tetti che s’inerpicano verso il Colle, quartiere alto dove imponente domina la chiesa di Santa Maria del Presepe costruita sul sito del castello distrutto nel 1424 nella guerra dell’Aquila che sconfisse Fortebraccio da Montone. […] »</p>
<p>Fu questo fu l’incipit del lungo racconto che scrissi all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, una testimonianza raccolta da molte testate della stampa italiana all’estero. Dieci anni sono passati da allora. Oggi è il giorno del ricordo di quella notte sconvolgente, quando il terremoto squassò L&#8217;Aquila e 55 altri comuni, sconvolgendo le vite delle popolazioni del cratere sismico. La città capoluogo d&#8217;Abruzzo fu lacerata, paralizzata nei suoi servizi, mutilata e ferita nel suo straordinario patrimonio d&#8217;arte e d&#8217;architetture, uno dei centri storici più preziosi e vasti d’Italia. 309 le vittime. Di loro faremo sempre memoria. A loro va il nostro raccoglimento, la nostra preghiera muta, rispettosa dei familiari rimasti con la lacerazione perenne del cuore.</p>
<p>In questo primo decennale molti saranno i bilanci, le analisi, i giudizi. Sulle condizioni dell’Aquila, sullo stato della ricostruzione materiale e sociale, sugli obiettivi raggiunti, su quelli ancora lontani, sui ritardi, sui problemi, sulle criticità. Com’è comprensibile, molte saranno le voci che giudicheranno questi 10 anni, tanti i servizi giornalistici e gli speciali televisivi, le testimonianze, gli approfondimenti scientifici sui terremoti e sulla prevenzione sismica. Le analisi certamente riferiranno sui risultati finora raggiunti nella ricostruzione dell’Aquila e degli altri centri, sulle innovazioni ardite e sulle tecniche d’avanguardia che stanno restituendo una città sicura &#8211; caso di studio per molte università italiane e straniere -, tra le più sicure d’Europa. E tra le più belle città d’arte, diventata sin da quel 6 aprile di dieci anni fa città patrimonio del mondo, come universale è il messaggio di pace e di perdono che da otto secoli essa custodisce nel dono della Perdonanza, il primo giubileo della cristianità, e nell’eccezionale magistero di papa Celestino V.</p>
<p>Ma l’attenzione dei media si concentrerà soprattutto sugli errori, sui ritardi e sulle occasioni mancate nei dieci anni trascorsi dal quel tragico 6 aprile del 2009. E’ giusto che sia così. Ho grande rispetto e gratitudine per questa attenzione scrupolosa verso la nostra città. Aiuta a tenere accesa sempre una luce su ogni aspetto della nostra rinascita. Molte le analisi già svolte in questi giorni che precedono il 6 aprile, alcune rigorose, altre meno per il retaggio di consumati stereotipi, sovente lontani dalla realtà. Mi asterrò, in questa circostanza, da valutazioni e da personali giudizi nei confronti dei governi che si sono succeduti e delle amministrazioni che hanno guidato la Regione, gli enti locali e in particolare la Città capoluogo. Ho avuto l’onore di servire L’Aquila per quasi un trentennio, nelle funzioni di consigliere, assessore e vicesindaco, fino al 2007. So quanto peso gravi sulle spalle di ogni amministratore civico che con serietà e coscienza si mette al servizio della propria comunità. Figurarsi quale sia la responsabilità e l’immane onere di doverlo fare in situazioni tragiche ed eccezionali, dopo un terremoto come quello del 2009, i cui precedenti similari per gravità, nella storia della città che tanti ne ha subìti, furono quelli del 1703, 1461 e 1349.</p>
<p>Vorrei invece tornare oggi con il pensiero, quantunque nella tristezza degli eventi di cui facciamo memoria &#8211; le cui immagini restano nitide come fossero di qualche giorno fa -, non solo al ricordo del dolore di quei giorni tremendi, ma anche dell’affetto immenso che ci circondò. Non possiamo non rammentare, con profonda gratitudine, l’abnegazione, la solidarietà, l’impegno straordinario e generoso dei Vigili del Fuoco e delle decine di migliaia di Volontari giunti da ogni parte d&#8217;Italia, organizzati nelle associazioni che resteranno per sempre nel nostro cuore (Alpini dell’ANA, Croce Rossa, Protezione Civile delle varie Regioni italiane, Misericordie, Caritas, e tante altre ancora), delle Forze dell&#8217;Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), dell&#8217;Esercito. Una gara di affettuosa premura verso la popolazione dell’Aquila e dei borghi colpiti dal sisma.</p>
<p>Non potremo mai dimenticare questa che è stata una pagina splendida, l’immagine della più bella Italia, quella del Volontariato e della Solidarietà. Come pure non dimenticheremo mai l&#8217;amore e la solidarietà di tutti gli Italiani nel mondo &#8211; in particolare degli Abruzzesi e delle loro associazioni -, espresse con innumerevoli gesti di grande valore morale e di significativa generosità. In questi anni, visitando le nostre comunità all’estero nelle Americhe, in Australia, in Africa e in tutta Europa, il mio primo e preminente pensiero è stato sempre quello di ringraziare tutti i nostri connazionali dal profondo del cuore, come semplice cittadino ma anche a nome dell’intera comunità aquilana (quando si è stati amministratori civici lo si rimane moralmente per sempre). Li ho ringraziati per l’affetto, la vicinanza, la tenerezza profonda dei gesti d’aiuto e di solidarietà nei giorni e nei mesi del dopo terremoto. Tantissimi italiani sono venuti a soccorrerci. Un numero impressionante a trovarci nei mesi e negli anni successivi al sisma. Tanti ci hanno poi accolti ed ospitati, per qualche giorno di serenità, dal Trentino alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia alla Sardegna, dal Friuli alla Calabria. Un’Italia premurosa e materna, fortemente unita nei suoi abitanti dalle Alpi fino a Lampedusa. In ogni dove sempre con il cuore aperto, come aperto e generoso è sempre il cuore dell’Italia in occasione delle calamità che ci colpiscono, esaltando in ciascuno il senso della comunità nazionale e della fratellanza tra italiani. Serve ricordare queste fatti, sono davvero educativi per i tempi complicati che stiamo ora vivendo, quando sembrano affermarsi i messaggi più beceri, egoisti e lontani dalla nostra umanità.</p>
<p>Vorrei anche qui ricordare l&#8217;attenzione di tanti Paesi del mondo di fronte alla nostra tragedia, alcuni dei quali ebbero occasione di verificare direttamente le lacerazioni inferte dal sisma al patrimonio architettonico e artistico dell’Aquila nel luglio del 2009, quando la città ospitò i capi di Stato e di governo nelle riunioni del G8 e G20. Alcuni degli Stati più potenti al mondo s’impegnarono meritoriamente a restaurare dei monumenti, altri hanno generosamente contribuito con donazioni a comuni, università e ospedali, per costruire opere di pubblica utilità o ricostruire importanti emergenze architettoniche. Qualche Stato non ha dato seguito alla promessa solennemente assunta. Orbene, grazie alle risorse assicurate dal governo nel 2013 con un impegno pluriennale, i centri colpiti dal terremoto stanno risorgendo dalle macerie, la ricostruzione sta andando avanti. L’Aquila tornerà più bella di prima.</p>
<p>In questi anni difficili la comunità aquilana ha dato un grande esempio di dignità e di resilienza. Come nei secoli passati, dopo gli altri terremoti che sconvolsero L’Aquila, anche questa volta ce la faremo. Nella tragedia è emersa la parte migliore della nostra gente, l’indole forte e tenace. Ma non possiamo tuttavia nasconderci che ha messo in luce, in una ridotta minoranza, anche i lati peggiori del comportamento umano, piccole e grandi miserie morali. C’è pure da registrare che sul &#8220;cantiere più grande d&#8217;Europa&#8221;, come è stato definito, hanno girato e girano anche altri interessi poco chiari, che tuttavia Magistratura e reparti dedicati della polizia giudiziaria, con un assiduo efficace e penetrante controllo, vanno man mano scoprendo, inquisendo i sospettati, rinviando a giudizio e condannando i responsabili dei reati. Fenomeni contenuti, tuttavia, rispetto alla dimensione economica della ricostruzione. Non aggiungo altre considerazioni su questa parte un po’ squallida delle vicende legate alla gestione dell’emergenza post sismica e alla ricostruzione.</p>
<p>Un pensiero ancora sento di esprimere sulla ricostruzione morale, sulla rinascita d’un nuovo senso della comunità degli aquilani. La ricostruzione materiale è in corso, andrà comunque avanti con tempi più o meno soddisfacenti. Ma la cura che più ci preme riguarda la ricostruzione morale delle lacerazioni interiori delle persone, poco o per nulla apparenti, conseguenti al terremoto. Tralasciamo riferimenti più puntuali a studi scientifici e sociali, che pure in questi anni sono stati prodotti. Mi sembrano illuminanti al caso alcuni spunti che traggo dal messaggio per il decennale dell’arcivescovo dell’Aquila, Cardinale Giuseppe Petrocchi, ieri uscito sulla stampa.</p>
<p>Inizia con queste parole l’intenso messaggio agli aquilani del Cardinale Petrocchi: «Per la decima volta, quest’anno, sentiremo i rintocchi della campana che ricordano i 309 “martiri” del terremoto. Facciamo memoria di tutte le vittime di quella immane tragedia; le stringiamo a noi con un unico abbraccio e, al tempo stesso, le chiamiamo per nome: una ad una. La “notte crocifissa” del sisma ha suscitato lunghi giorni di dolore, ma anche ha acceso la luce di una graduale “risurrezione”, più forte della furia devastante del sisma. Le lacrime versate si sono rivelate feconde, ed hanno generato una abbondante fioritura di fraternità e solidarietà. La ricorrenza – che celebriamo con raccoglimento e volontà di ricostruzione “integrale” – ci obbliga a fare, insieme, una&nbsp;seria revisione. Per questo,&nbsp;non parlerei di “terremoto”, ma di “terremoti”, non solo perché abbiamo avuto nuove repliche telluriche (nel 2016 e 2017), ma anche perché il sisma è un evento complesso e multiforme, difficile da cogliere nella sua distruttiva “globalità”. Quando sono venuto a contatto con gli effetti demolitivi delle scosse, mi sono accorto che, accanto alle macerie “visibili” (materiali), c’erano pure quelle “invisibili” (spirituali);&nbsp;allora ho cominciato a parlare di “terremoto dell’anima”, che costituisce l’altra faccia (quella meno esplorata) della storia del sisma. […]».</p>
<p>Sarà questo l’impegno più arduo cui dover assolvere, pensando alla parte più fragile della nostra gente. E ancora l’altro rilevante impegno di pensare anzitutto al futuro delle nostre giovani generazioni, che nella città ricostruita e nel suo territorio debbono poter trovar modo d’esprimere il loro talento, in opportunità di lavoro e di costruzione di nuove famiglie. L’Aquila ricostruita nelle sue case, nei suoi palazzi, nei suoi monumenti, negli uffici e nelle fabbriche, dovrà riaccogliere la sua gente, che vi torna a vivere con la speranza di un futuro. Nel decimo anniversario del sisma, quindi, oltre alla gratitudine per la vicinanza affettuosa che abbiamo avvertito, vogliamo essere aperti alla speranza di futuro per la nostra comunità. Certo augurandoci una più sollecita ricostruzione materiale, che sconta più d’un ritardo specie nella ricostruzione pubblica, ma soprattutto nella speranza operosa d’una forte ricostruzione sociale e morale della nostra comunità. Una comunità che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme con i valori antichi del Bene comune, quello che nei secoli ha fatto e mantenuto grande L&#8217;Aquila. Fraternità sociale, rispetto, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, creatività, attaccamento alla propria terra, amore per la propria storia e gratuita dedizione al Bene comune sono i riferimenti per disegnare il nostro futuro, il futuro dell&#8217;Aquila nuova, non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima. Questo ricordo, con il forte senso di speranza e di futuro, è il modo migliore per ricordare le 309 vittime del terremoto dell&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: right;">Goffredo Palmerini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/04/6-aprile-2009-il-nostro-grazie-a-10-anni-dal-terremoto-dellaquila/">6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila: gemelli si gettano dal cavalcavia</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2018 16:42:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila&#160;all’altezza del km 12.700 poco dopo l’uscita Tivoli. due uomini gemelli di 56 anni italiani e originari di Roma,&#160;ma residenti a Gallicano nel Lazio,&#160;decidono di gettarsi&#160;da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/26/tragedia-sullautostrada-roma-laquila-gemelli-si-gettano-dal-cavalcavia/">Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila: gemelli si gettano dal cavalcavia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila</strong>&nbsp;all’altezza del km 12.700 poco dopo l’<strong>uscita Tivoli. d</strong><strong>ue uomini gemelli di 56 anni italiani e originari di Roma,&nbsp;</strong>ma residenti a Gallicano nel Lazio,&nbsp;<strong>decidono di gettarsi</strong><strong>&nbsp;da un cavalcavia.</strong>&nbsp;L&#8217;ip<strong>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila</strong>&nbsp;all’altezza del km 12.700 poco dopo l’<strong>uscita Tivoli. d</strong><strong>ue uomini gemelli di 56 anni italiani e originari di Roma</strong>otesi più accreditata sarebbe suicidio. Mistero sui motivi del gesto.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/26/tragedia-sullautostrada-roma-laquila-gemelli-si-gettano-dal-cavalcavia/">Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila: gemelli si gettano dal cavalcavia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Rigopiano, Mattarella: &#8220;Profonda ferita per il Paese&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 16:48:52 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/18/rigopiano-mattarella-profonda-ferita-per-il-paese/">Rigopiano, Mattarella: &#8220;Profonda ferita per il Paese&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: &#8220;Ad un anno dalla tragedia dell&#8217;Hotel&nbsp;<span class="searchKey">Rigopiano</span>, profonda ferita per la comunita&#8217; coinvolta e per il Paese intero, desidero rivolgere un commosso pensiero alle vittime e rinnovare la mia solidale vicinanza ai loro familiari e ai superstiti. Le angosciose immagini diffuse in quei giorni durante le operazioni di salvataggio, scandite dal repentino susseguirsi, con il passare del tempo, di sentimenti ora di speranza e ora di sconforto, sono presenti nel cuore e nella memoria di tutti, cosi&#8217; come la straordinaria generosita&#8217; dei soccorritori, impegnati in attivita&#8217; di particolare complessita&#8217; e in condizioni di estremo pericolo, a testimonianza dell&#8217;autentica solidarieta&#8217; corale che il popolo italiano riesce a offrire nelle prove piu&#8217; drammatiche&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/18/rigopiano-mattarella-profonda-ferita-per-il-paese/">Rigopiano, Mattarella: &#8220;Profonda ferita per il Paese&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Stoccolma, c’è un arresto: “Pensiamo sia l’attentatore”</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 14:58:52 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/08/stoccolma-ce-un-arresto-pensiamo-sia-lattentatore/">Stoccolma, c’è un arresto: “Pensiamo sia l’attentatore”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’uomo fermato dalla polizia svedese per l’attacco che ieri pomeriggio ha sconvolto il centro di Stoccolma è Uzbeko, 39 anni, padre di quattro figli, simpatizzante dello Stato islamico. “Pensiamo che sia l’attentatore. Ci possono essere altre persone associate a lui, ma al momento non lo sappiamo”, hanno riferito le forze dell’ordine.</p>
<p>Intanto, arrivano anche le reazioni delle istituzioni, decise a non chinare il capo davanti l’orrore dell’attacco. “Stoccolma è una città aperta e accogliente, non ci spaventano attentati come questo”, ha affermato la sindaca di Stoccolma Karin Wanngard. Concetto ribadito anche dal primo ministro Stefan Lofven: “I terroristi vogliono che abbiamo paura, che non viviamo le nostre vite in maniera normale, ma questo è ciò che faremo. I terroristi non potranno mai sconfiggere la Svezia”. Lo stesso Lofven ha però già ordinato il rafforzamento dei controlli alle frontiere e all’interno del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/08/stoccolma-ce-un-arresto-pensiamo-sia-lattentatore/">Stoccolma, c’è un arresto: “Pensiamo sia l’attentatore”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Stoccolma: camion contro la folla in centro, morti e feriti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 13:37:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di paura in Svezia: a Stoccolma un camion ha falciato la folla lungo la via pedonale Drottninggatan, nel pieno centro. Ci sarebbero morti e feriti. L&#8217;episodio è avvenuto in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/07/stoccolma-camion-contro-la-folla-in-centro-morti-e-feriti/">Stoccolma: camion contro la folla in centro, morti e feriti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Momenti di paura in Svezia: a<strong> Stoccolma un camion ha falciato la folla lungo la via pedonale Drottninggatan</strong>, nel pieno centro. Ci sarebbero morti e feriti. L&#8217;episodio è avvenuto in una delle principali strade commerciali affollate di Stoccolma, secondo quanto riferisce la polizia citata dai media locali.</p>
<p>La polizia svedese riferisce di avere ricevuto informazioni su possibili spari esplosi a Stoccolma, ma aggiunge che l&#8217;informazione non è confermata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/07/stoccolma-camion-contro-la-folla-in-centro-morti-e-feriti/">Stoccolma: camion contro la folla in centro, morti e feriti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>30 anni dalla tragedia di Chernobyl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 09:43:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>trent&#8217;anni fa la tragedia di Chernobyl: oggi l&#8217;Ucraina ricorda il peggior incidente nucleare del mondo, che uccise migliaia di persone e ha indotto a un ripensamento globale circa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/chernobyl-30-anni-fa-la-tragedia/">30 anni dalla tragedia di Chernobyl</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>trent&#8217;anni fa la tragedia di<strong> Chernobyl</strong>: oggi l&#8217;Ucraina ricorda il peggior incidente nucleare del mondo, che uccise migliaia di persone e ha indotto a un ripensamento globale circa l&#8217;opportunita&#8217; di affidarsi al combustibile atomico, Il <strong>26 aprile 1986</strong> il reattore numero 4 dell&#8217;impianto ucraino esplose e brucio&#8217; per dieci giorni.</p>
<p>Piu&#8217; di 200 tonnellate di uranio rimangono all&#8217;interno del fatiscente rettore, che per giorni riverso&#8217; nubi radioattive su tre quarti d&#8217;Europa, mentre le autorita&#8217; sovietiche tentavano di nascondere la gravita&#8217; dell&#8217;accaduto. Persistenti timori di nuove perdite dalla struttura, ormai invecchiata, in cemento armato che copre i rifiuti tossici hanno indotto a pensare di costruire una nuova copertura per tenere al sicuro il sito per almeno un altro secolo. E i donatori lunedi&#8217; si sono impegnati a versare altri 87,5 milioni di euro per la costruzione di un nuovo impianto di stoccaggio che dovrebbe consentire agli ucraini di vivere al sicuro per ancora varie generazioni a venire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/chernobyl-30-anni-fa-la-tragedia/">30 anni dalla tragedia di Chernobyl</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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