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	<title>violenza Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Modena, il dibattito sul ruolo del sostegno psichiatrico</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/modena-l-importanza-del-sostegno-psichiatrico-contributo-della-dott-ssa-barbara-fabbroni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 17:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></category>
		<category><![CDATA[centro di salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[modena]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il fatto di sangue a Modena, la psicoterapeuta Barbara Fabbroni riflette sull'importanza del sostegno psichiatrico e sulle responsabilità dei servizi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/modena-l-importanza-del-sostegno-psichiatrico-contributo-della-dott-ssa-barbara-fabbroni/">Modena, il dibattito sul ruolo del sostegno psichiatrico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>A seguito del fatto di sangue verificatosi a Modena, la psicoterapeuta Barbara Fabbroni ha proposto una riflessione pubblica sull&#8217;importanza del sostegno psichiatrico. Il contributo, intitolato &#8220;L&#8217;IMPORTANZA DEL SOSTEGNO PSICHIATRICO&#8221;, affronta il tema con un registro che unisce rigore clinico e linguaggio accessibile, pensato per rivolgersi a un ampio pubblico.</p>
<p>Nel testo Fabbroni riprende una domanda che si ripresenta ogni volta che la cronaca riporta episodi di violenza: come è possibile che nessuno abbia fatto nulla? L&#8217;interrogativo sottolinea la frustrazione collettiva di fronte alla percezione di interventi insufficienti o tardivi.</p>
<p>Sulla vicenda locale, il Prefetto ha riferito che l&#8217;autore dell&#8217;episodio era conosciuto e &#8220;attenzionato&#8221; dal Centro di Salute Mentale: in altri termini, esisteva una cartella clinica e un percorso di segnalazione che però non è riuscito a impedire il dramma. La riflessione di Fabbroni prende le mosse proprio da questo nodo, mettendo al centro la necessità di misure di sostegno efficaci per prevenire il ripetersi di eventi simili.</p>
<p>La psicoterapeuta propone letture di carattere clinico e suggerisce percorsi di comunicazione comprensibili anche ai non addetti ai lavori. Nel testo si segnala inoltre la disponibilità dell&#8217;autrice a un approfondimento diretto con i media per discutere l&#8217;argomento e chiarire i punti emersi dalla sua analisi.</p>
<p>Il dibattito pone nuovamente l&#8217;attenzione sulla relazione tra servizi di salute mentale, responsabilità istituzionali e prevenzione della violenza, indicando la necessità di verifiche e di possibili interventi organizzativi per rafforzare il sostegno ai casi a rischio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/modena-l-importanza-del-sostegno-psichiatrico-contributo-della-dott-ssa-barbara-fabbroni/">Modena, il dibattito sul ruolo del sostegno psichiatrico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Omri Boehm e la Repubblica di Haifa: un universalismo radicale per il futuro di Israele e Palestina</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/18/omri-boehm-e-la-repubblica-di-haifa-un-universalismo-radicale-per-il-futuro-di-israele-e-palestina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 18:18:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
		<category><![CDATA[confitti]]></category>
		<category><![CDATA[futuro di Israele e Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Omri Boehm e la Repubblica di Haifa: un universalismo radicale per il futuro di Israele e Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[universalismo radicale]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nessun essere umano ha il diritto di obbedire.&#8221; — Hannah Arendt In un&#8217;epoca segnata da conflitti duraturi, divisioni etniche e politiche identitarie esasperate, il filosofo israeliano Omri Boehm&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/18/omri-boehm-e-la-repubblica-di-haifa-un-universalismo-radicale-per-il-futuro-di-israele-e-palestina/">Omri Boehm e la Repubblica di Haifa: un universalismo radicale per il futuro di Israele e Palestina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Nessun essere umano ha il diritto di obbedire.&#8221;</em> — Hannah Arendt</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;epoca segnata da conflitti duraturi, divisioni etniche e politiche identitarie esasperate, il filosofo israeliano Omri Boehm propone una visione rivoluzionaria per il futuro di Israele e Palestina. La sua idea di una &#8220;Repubblica di Haifa&#8221; si fonda su un universalismo radicale, che rompe con le tradizionali narrazioni nazionali e invita a rifondare lo Stato e la convivenza su basi di uguaglianza e umanità condivisa. Questa prospettiva emerge come un&#8217;alternativa coraggiosa e moralmente ambiziosa rispetto a molte altre interpretazioni contemporanee, incluso il noto pensiero di Yuval Noah Harari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boehm, docente di filosofia alla New School for Social Research di New York, non si limita a proporre un modello politico ma punta a una trasformazione etica profonda. La sua critica non è contro Israele o il sionismo in sé, ma contro le derive che hanno portato a una legittimazione dell&#8217;oppressione palestinese e a un fallimento morale che mette a rischio lo stesso progetto sionista. «La distruzione della Palestina è anche la distruzione di Israele», afferma, sottolineando che la pace non può essere raggiunta mantenendo la supremazia etnica o la negazione dell&#8217;altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo universalismo non è un&#8217;astrazione ideale ma un fondamento concreto dell&#8217;agire politico, che richiama la comune umanità come criterio superiore rispetto alle appartenenze nazionali, etniche o religiose. Per Boehm, le soluzioni basate sulla divisione territoriale in due Stati sono oggi insostenibili e moralmente compromesse, poiché giustificano e perpetuano la violenza e l&#8217;ingiustizia sistematica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento centrale del pensiero di Boehm è l&#8217;interpretazione del racconto biblico del sacrificio di Isacco, tradizionalmente visto come un atto di obbedienza assoluta. Egli lo rilegge come una metafora potente della disobbedienza morale: il limite etico all&#8217;obbedienza cieca, specialmente quando questa impone violenza o ingiustizia. Il divino interviene per fermare il sacrificio, sancendo così il diritto e il dovere di rifiutare ordini disumani. Questo insegnamento si intreccia con il pensiero di Kant e la citazione di Hannah Arendt che invita a non obbedire mai a ogni costo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa visione si contrappone nettamente alla lettura di Yuval Noah Harari, noto storico e divulgatore. Harari offre una visione più pragmatica e realista, concentrandosi sulle dinamiche storiche, tecnologiche e di potere che modellano il conflitto israelo-palestinese. Il suo approccio tende a sottolineare la complessità strutturale, i limiti del cambiamento immediato e la necessità di accettare compromessi difficili come parte della realtà politica. Harari vede le identità collettive e le forze nazionali come elementi fondamentali e inevitabili, spesso più forti degli ideali universali, e mette in guardia contro un eccessivo idealismo che potrebbe risultare fuori dalla portata delle condizioni concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boehm, invece, insiste sul fatto che proprio questa accettazione passiva delle divisioni etniche e nazionali contribuisce a perpetuare l&#8217;ingiustizia e la violenza. La sua proposta di una &#8220;Repubblica di Haifa&#8221; è un invito a rompere con questa logica, a superare i confini identitari per costruire una convivenza reale e paritaria, basata sull&#8217;universalismo radicale dei diritti umani. La sua lettura è più audace e idealista, ma anche più incisiva dal punto di vista morale: non si limita a descrivere la realtà, ma vuole trasformarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, Boehm riprende e rielabora la tradizione filosofica e religiosa per sostenere questa rivoluzione etica. Il sacrificio di Isacco diventa così non solo un simbolo religioso, ma una potente allegoria della disobbedienza necessaria contro ogni ingiustizia, che sfida la cieca fedeltà all&#8217;autorità. Harari, pur apprezzando la profondità storica e culturale, non pone al centro della sua analisi questa dimensione morale di disobbedienza radicale, preferendo un approccio più analitico e pragmatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza tra i due pensatori è dunque anche una differenza di prospettiva: Harari osserva il conflitto da una posizione che valorizza l&#8217;analisi storica e le dinamiche di potere, mentre Boehm propone un cambio di paradigma etico-politico, basato su un universalismo che pretende di andare oltre le contingenze storiche e i particolarismi nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, la visione di Omri Boehm si distingue per la sua carica morale e la sua spinta trasformativa. È una proposta affascinante perché non si accontenta di interpretare il presente, ma propone una nuova immaginazione politica e umana, capace di rigenerare il progetto di pace attraverso la giustizia e l&#8217;uguaglianza. Nel confronto con Harari, emerge con forza l&#8217;urgenza e la profondità di un universalismo radicale che sfida la realtà e invita a costruire un futuro diverso, basato sulla responsabilità etica e sulla disobbedienza morale ai comandi ingiusti. Questa è la sfida più alta e stimolante che la filosofia contemporanea possa lanciare al mondo diviso di oggi.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/18/omri-boehm-e-la-repubblica-di-haifa-un-universalismo-radicale-per-il-futuro-di-israele-e-palestina/">Omri Boehm e la Repubblica di Haifa: un universalismo radicale per il futuro di Israele e Palestina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giornata contro la violenza sulle donne: Save the Children, comportamenti violenti nella coppia a rischio normalizzazione tra i giovani</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-save-the-children-comportamenti-violenti-nella-coppia-a-rischio-normalizzazione-tra-i-giovani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 16:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ben il 29% degli adolescenti è molto o abbastanza d&#8217;accordo con l&#8217;opinione che le ragazze possono contribuire a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-save-the-children-comportamenti-violenti-nella-coppia-a-rischio-normalizzazione-tra-i-giovani/">Giornata contro la violenza sulle donne: Save the Children, comportamenti violenti nella coppia a rischio normalizzazione tra i giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ben il 29% degli adolescenti è molto o abbastanza d&#8217;accordo con l&#8217;opinione che le</strong><strong> ragazze possono contribuire a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire e/o di comportarsi, </strong>mentre il 24% pensa che se una ragazza non dice chiaramente &#8220;no&#8221; significa che è disponibile al rapporto sessuale (26% tra i ragazzi e 21% tra le ragazze). Infine, il 21% (senza alcuna differenza percentuale tra ragazze e ragazzi) è molto o abbastanza d&#8217;accordo con il fatto che una ragazza, seppur sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti o di alcol, sia comunque in grado di acconsentire o meno ad avere un rapporto sessuale. Questi sono alcuni dati di una ricerca di Save the Children, svolta in collaborazione con Ipsos<a href="/Users/cmuzzi/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/1601B40Z/Cs%20Volenza%20sulle%20donne%20DEF%20DEF.docx#_ftn1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a><strong> e pubblicata nel rapporto &#8220;Le ragazze stanno bene?, </strong>rilanciati in occasione della Giornata Internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 43% degli intervistati </strong><strong>si dichiara molto o abbastanza d&#8217;accordo con l&#8217;opinione che se davvero una ragazza non vuole avere un rapporto sessuale con qualcuno/a, il modo di sottrarsi lo trova</strong>. La percentuale di chi lo dichiara è più alta tra i ragazzi (46%), ma è elevata anche tra le ragazze (39%). Particolarmente preoccupante il fatto che queste percentuali crescano quando a rispondere sono adolescenti che hanno o hanno avuto una relazione intima (48% tra i ragazzi e 43% tra le ragazze).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto al consenso ad un rapporto sessuale, <strong>il 90% ritiene necessario chiederlo sempre anche all&#8217;interno di una relazione di coppia stabile</strong>, ma per molti questa convinzione teorica non si traduce facilmente in un comportamento, visto che poi <strong>il 36% ritiene di poter dare sempre per </strong><strong>scontato il consenso della persona con cui si ha una relazione</strong><strong> e il 48% ritiene che in una relazione intima sia difficile dire di no </strong><strong>ad un rapporto sessuale se richiesto dal/la partner</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 17% delle ragazze e dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni pensa possa succedere che in una relazione intima scappi uno schiaffo ogni tanto</strong>. E in effetti, quando si passa dalle opinioni alle esperienze, <strong>quasi uno/a su cinque (19%) </strong><strong>di chi ha o ha avuto una relazione intima dichiara di essere stato spaventato dal/lla partner con atteggiamenti violenti, quali schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children sottolinea come i dati siano un campanello d&#8217;allarme che non può essere ignorato, poiché mettono in luce come, anche tra i più giovani, persistano opinioni e comportamenti legati a ad una cultura patriarcale che ancora influenza fortemente i rapporti tra i generi. Per prevenire la violenza nei confronti delle donne è, tra le altre cose, fondamentale promuovere presso gli e le adolescenti una cultura del rispetto, attivando a scuola, in modo sistematico e continuativo, percorsi di educazione alla affettività e alla sessualità, alla parità di genere e al rispetto delle differenze, che li accompagnino nella loro crescita e scongiurino la &#8220;normalizzazione&#8221; della violenza nelle relazioni tra pari e la pericolosa confusione tra amore e possesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-save-the-children-comportamenti-violenti-nella-coppia-a-rischio-normalizzazione-tra-i-giovani/">Giornata contro la violenza sulle donne: Save the Children, comportamenti violenti nella coppia a rischio normalizzazione tra i giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale. All&#8217;Aquila fiaccolata contro violenza operatori sanitari</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/05/02/sociale-allaquila-fiaccolata-contro-violenza-operatori-sanitari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 18:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 3 maggio si terrà a L&#8217;Aquila una fiaccolata che intende sensibilizzare contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. La manifestazione sarà condotta in analogia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/05/02/sociale-allaquila-fiaccolata-contro-violenza-operatori-sanitari/">Sociale. All&#8217;Aquila fiaccolata contro violenza operatori sanitari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì 3 maggio si terrà a L&#8217;Aquila una fiaccolata che intende sensibilizzare <strong>contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione sarà condotta in analogia a quanto avverrà in molte città italiane, per ricordare la Collega <strong>Barbara Capovani</strong>, psichiatra barbaramente uccisa a Pisa il 21 aprile us a fine del proprio turno di lavoro. La fiaccolata aquilana si svolgerà contemporaneamente a quella di Pisa in segno di vicinanza ai Colleghi ed ai familiari di Barbara e nelle città di Agrigento, Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Catania, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Ragusa, Roma, San Benedetto del Tronto, Siracusa, Teramo, Torino. Nell&#8217;occasione il Centro di Salute Mentale di Campobasso sarà aperto dalle ore 20 alle ore 24.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli organizzatori tutti ed i partecipanti si stringono al dolore dei familiari e dei Colleghi della Dottoressa Capovani, ricordando nel contempo tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari che hanno avuto lo stesso crudele destino. Non ci abitueremo mai a fatti del genere che continuiamo a condannare senza se e senza ma.&nbsp;L&#8217;auspicio condiviso è che non ci siano più esitenze straordinarie spezzate nel corso del loro cammino professionale, personale, familiare e sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione è sostenuta in primo luogo dalla Società Italiana di Psichiatria, SIP, con la sezione abruzzese-molisana della Società Italiana di Psichiatria, SIPSAM, e dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL 1 – Regione Abruzzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hanno aderito:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; l&#8217;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di L&#8217;Aquila;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; l&#8217;Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; l&#8217;Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia L&#8217;Aquila, OPIAQ;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; la Commissione d&#8217;Albo dei Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica e l&#8217;Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM PSTRP) d&#8217;Abruzzo;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; l&#8217;Associazione Italiana Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, A.I.Te.R.P.;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; la Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale, SIRP, con la sua sezione abruzzese;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; il Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica, Università dell&#8217;Aquila;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; il Corso di Laurea in Infermieristica, Università dell&#8217;Aquila.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/05/02/sociale-allaquila-fiaccolata-contro-violenza-operatori-sanitari/">Sociale. All&#8217;Aquila fiaccolata contro violenza operatori sanitari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giovani. Uno studio spiega risse e bullismo, &#8220;Ma non chiamatele gang&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/11/24/giovani-uno-studio-spiega-risse-e-bullismo-ma-non-chiamatele-gang/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 20:51:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;erano una volta &#8216;i ragazzi del muretto&#8217;, le compagnie di giovani che si ritrovano per stare insieme al pomeriggio dopo la scuola. Ci sono ancora, ma capita sempre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/24/giovani-uno-studio-spiega-risse-e-bullismo-ma-non-chiamatele-gang/">Giovani. Uno studio spiega risse e bullismo, &#8220;Ma non chiamatele gang&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;erano una volta &#8216;i ragazzi del muretto&#8217;, le compagnie di giovani che si ritrovano per stare insieme al pomeriggio dopo la scuola. Ci sono ancora, ma capita sempre più spesso che tra questi gruppi di giovani s&#8217;innalzi il tasso di violenza, che sfocia poi in risse, bullismo, atti di vandalismo. I giornali, in un eccesso di semplificazione, le chiamano &#8216;gang&#8217;, ma non sono &#8216;bande&#8217;, perchè non nascono per compiere crimini in gruppo e non sempre rispecchiano situazioni di disagio socio-economico. La violenza, che si manifesta sempre più di frequente, è &#8220;estemporanea&#8221;, spiega Marco Dugato del Centro universitario di ricerca sulla criminalità transnazionale, che oggi a Bologna, in occasione dell&#8217;incontro &#8220;Responsabilità educative e adolescenza: tra limiti e opportunità. Giornata di riflessione sul rapporto tra città e adolescenti&#8221; promosso da Comune e Alma Mater, ha presentato una ricerca sulle giovanili in Italia. Questi gruppi, secondo l&#8217;identikit tracciato da Dugato, sono composti prevalentemente da maschi, tra i 15 e i 17 anni, per lo più italiani, sono sparsi in tutto il territorio nazionale, con aree più problematiche. &#8220;Non c&#8217;è una spaccatura Nord-Sud né città-piccoli centri&#8221;, evidenzia Dugato, che parla di &#8220;fenomeno in aumento&#8221;. Questi ragazzi &#8220;per lo più sono coinvolti in risse, reati di lesione, bullismo, vandalismo. Più rari, invece, sono i reati di natura economica. Il tratto comune è la violenza&#8221;, spiega il ricercatore. La maggior parte di questi gruppi non è organizzato secondo una struttura gerarchica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non sono vere e proprie gang, sono gruppi fluidi che si fermano non per compiere attività criminali: sono più vicine a quelle che si chiamavano compagnie. Compiono atti di bullismo che sfociano in rapina. Non hanno una caratterizzazione etnica, né sono caratterizzati da situazione di disagio. Anzi, il fenomeno coinvolge anche ragazzi che protrebbero essere definiti di &#8216;buona famiglia&#8217;&#8221;, puntualizza lo studioso, che distingue questi gruppi da altri che hanno più le caratteristiche della &#8216;banda&#8217;, perché si rifanno alla criminalità organizzata e hanno una forte propensione criminale. La verità, è che &#8220;il fenomeno delle gang in Italia è limitato. Abbiamo semmai problema della violenza e della devianza giovanile. Non c&#8217;è stato un cambio di modalità. C&#8217;è più violenza e più esposizione. Tra le ragioni ci sono anche situazioni di disagio e marginalità socio-economica, ma non c&#8217;è solo questo: ci sono la difficoltà tipiche dell&#8217;adolescenza rispetto alla famiglia, alle istituzioni, alla scuola. Si cerca nel gruppo un rafforzamento della propria identità&#8221;, sostiene Dugato, confermando che la pandemia ha accentuato i problemi privando i ragazzi della componente relazionale che è una parte importante dell&#8217;esperienza scolastica. E i social? &#8220;Non vanno demonizzati, ma bisogna capire come questi strumenti impattano sul come i ragazzi vedono realtà. I rischi sono la spersonalizzazione, l&#8217;affermarsi di una cultura consumistica e competitiva, la mercificazione economica del crimine, l&#8217;emulazione&#8221;, conclude.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che in Italia e in Emilia-Romagna non ci sia un&#8217;emergenza &#8216;baby gang&#8221;, lo confermano anche i dati elaborati dall&#8217;Università di Bologna. &#8220;Il numero di chi commette delitti sotto i 25 anni è in calo. Sulla delinquenza giovanile non ci dovrebbe essere nessun allarme&#8221;, conferma Stefania Crocitti del dipartimento di Scienze giuridiche dell&#8217;Alma Mater, evidenziando come il fenomeno sia spesso enfatizzato dai media. Sulla definizione di &#8216;gang&#8217; Crocitti invita a fare attenzione, richiamandosi a studi elaborati a livello europeo, che identificano i gruppi di giovani &#8216;non strutturati&#8217;, poco territoriali con il termine di &#8220;tribù urbane&#8221;.</p>
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		<title>Migranti. A Trieste &#8220;Un ponte di corpi&#8221; contro la violenza</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 18:42:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Costruiamo idealmente con i nostri corpi un ponte simbolico di attraversamento della frontiera, per denunciare le continue violenze e i respingimenti di cui sono vittime le persone che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/03/06/migranti-a-trieste-un-ponte-di-corpi-contro-la-violenza/">Migranti. A Trieste &#8220;Un ponte di corpi&#8221; contro la violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Costruiamo idealmente con i nostri corpi un ponte simbolico di attraversamento della frontiera, per denunciare le continue violenze e i respingimenti di cui sono vittime le persone che tentano di raggiungere via terra o via mare un luogo in cui poter vivere con dignita&#8217;&#8221;. Recita cosi&#8217; il manifesto di &#8220;Un ponte di corpi&#8221; scritto da Lorena Fornasir, presidente di Linea d&#8217;Ombra, associazione che presta le prime cure mediche ai migranti dalla rotta balcanica appena arrivati a Trieste. Il manifesto e&#8217; stato letto oggi in occasione di una presidio in piazza Liberta&#8217; in solidarieta&#8217; proprio a Linea d&#8217;Ombra, perquisita in un&#8217;indagine anti-terrorismo, e per dire no al razzismo e ai respingimenti a catena che partono da Trieste per concludersi in Bosnia. &#8220;Indossiamo dei sacchi neri della spazzatura, perche&#8217; spazzatura sono considerati i corpi dei migranti che in terra di Croazia, vengono picchiati, umiliati e violentati prima di essere respinti&#8221;, sottolineano gli organizzatori. E proseguono: &#8220;Il nostro e&#8217; un grido muto, ma di grande di solidarieta&#8217; nei confronti delle persone bloccate nella pattumiera umana della Bosnia&#8221;. Tra poesie, preghiere, racconti e canzoni, in piazza si sono radunati circa duecento triestini nonostante la bora abbia fatto sentire il freddo. Ad accompagnare l&#8217;evento, a debita distanza, un nutrito raggruppamento di Forze dell&#8217;ordine presente poiche&#8217; proprio piazza Liberta&#8217;, teatro dell&#8217;attivita&#8217; solidale di Linea d&#8217;Ombra, e&#8217; stata &#8216;contesa&#8217; mesi fa anche da manifestanti di estrema destra.</p>
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		<title>Usa. Papa: &#8220;Violenza autodistruttiva, autorità rasserenino&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 18:13:42 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/10/usa-papa-violenza-autodistruttiva-autorita-rasserenino/">Usa. Papa: &#8220;Violenza autodistruttiva, autorità rasserenino&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Rivolgo un saluto affettuoso al popolo degli Stati uniti d&#8217;America, scosso dal recente assedio al Congresso, prego per coloro che hanno perso la vita, cinque, in quei drammatici momenti. Ribadisco che la violenza e&#8217; autodistruttiva sempre. Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde. Esorto le autorita&#8217; dello Stato e l&#8217;intera popolazione a mantenere un alto senso di responsabilita&#8217; al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella societa&#8217; americana&#8221;. Cosi&#8217; Papa Francesco dopo l&#8217;Angelus. &#8220;La Vergine immacolata patrona degli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; aggiunge il Papa &#8211; aiuti a tenere viva la cultura dell&#8217;incontro, la cultura della cura come via maestra per costruire insieme il bene comune. Lo faccia con tutti coloro che abitano in quella terra&#8221;.</p>
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		<title>Children&#8217;s Day. Unicef: ogni 5 minuti muore un bambino per violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 08:11:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, l&#8217;Unicef ricorda che: ogni 5 minuti, da qualche parte del mondo, una bambina o una ragazza muore&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/11/childrens-day-unicef-ogni-5-minuti-muore-un-bambino-per-violenza/">Children&#8217;s Day. Unicef: ogni 5 minuti muore un bambino per violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, l&#8217;Unicef ricorda che: ogni 5 minuti, da qualche parte del mondo, una bambina o una ragazza muore a causa di violenze; una bambina o una ragazza su quattro contrae matrimonio prima di aver compiuto 18 anni; 63 milioni di ragazze hanno subito mutilazioni genitali; in alcune zone dell&#8217;Etiopia e della Repubblica Democratica del Congo colpite dal conflitto, il 52% delle ragazze adolescenti ha riportato di essere stata vittima di almeno una forma di violenza nei 12 mesi precedenti; 130 milioni di ragazze non vanno a scuola (dati Unesco); durante i conflitti, le ragazze hanno una probabilita&#8217; 2,5 volte maggiore di non frequentare la scuola rispetto ai ragazzi. In occasione della Giornata, l&#8217;Unicef vuole stimolare l&#8217;attenzione e l&#8217;azione internazionale verso le sfide che le ragazze affrontano prima, durante e in seguito alle crisi attraverso il tema di quest&#8217;anno, <em>EmPOWER Girls: Prima, Durante e Dopo le Emergenze&#8221;.</em> 1,1 miliardi di ragazze nel mondo rappresentano una risorsa di potere, energia e creativita&#8217; ma, durante i conflitti, le ragazze hanno una probabilita&#8217; 2,5 volte maggiore di non frequentare la scuola rispetto ai ragazzi, compromettendo le loro future prospettive di lavoro e l&#8217;indipendenza finanziaria da adulte. La violenza di genere spesso raggiunge il suo picco massimo durante le emergenze umanitarie e gli sfollamenti, esponendo le ragazze a violenza fisica e sessuale, matrimoni precoci, sfruttamento e tratta. In tempi di crisi- causati da catastrofi, conflitti o dagli effetti del cambiamento climatico- le bambine e le ragazze affrontano infatti rischi, violenze e sono particolarmente vulnerabili, solo per il loro essere donne. La violenza- inclusa la violenza sessuale, quella di genere a scuola e i matrimoni precoci- e&#8217; un problema che coinvolge la salute, i diritti umani e la protezione in ogni fase di un conflitto, e puo&#8217; aggravarsi in seguito a una calamita&#8217;.&nbsp;<br />
Le vittime sono di solito donne e adolescenti, la cui vulnerabilita&#8217; diventa maggiore nel caos generato da una crisi. Spesso le donne e le ragazze hanno minori risorse, minore possibilita&#8217; di spostarsi e maggiore difficolta&#8217; ad accedere a reti e informazioni salvavita. I servizi sanitari fondamentali per il benessere delle ragazze, fra cui l&#8217;assistenza materna e i kit per l&#8217;igiene personale, sono spesso scarsi o insufficienti in situazioni di crisi. A causa del protrarsi delle attuali crisi, milioni di ragazze nate in contesti di emergenza potrebbero trascorrere i primi anni, se non decenni, della loro vita in contesti di emergenza. Ma le ragazze sono anche resilienti. Le soluzioni a lungo termine progettate con e per le ragazze possono rafforzare questa resilienza e rappresentare una via verso opportunita&#8217; per loro stesse, che producano una trasformazione e che siano permanenti. Le strategie di ripresa e le risposte alle crisi umanitarie che tengono conto del genere sessuale sono una grandissima opportunita&#8217; per prevenire, mitigare e rispondere alle estreme vulnerabilita&#8217; che le ragazze affrontano prima, durante e in seguito a periodi di fragilita&#8217;, conflitti, disastri e sfollamento. Le ragazze, soprattutto le adolescenti, hanno bisogno di piattaforme che diano voce alle sfide che affrontano nella loro vita quotidiana e per scoprire delle soluzioni adatte alle loro esigenze, in modo da poter costruire un futuro migliore per loro e per le loro comunita&#8217;.</p>
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		<title>Migranti: per il manifesto fascista di Forza nuova 11mila condivisioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/migranti-per-il-manifesto-fascista-di-forza-nuova-11mila-condivisioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 05:43:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il caso dello stupro di Rimini di dieci giorni fa , dove una donna polacca è stata violentata, sulla spiaggia, da quattro uomini probabilmente magrebini, non si&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/migranti-per-il-manifesto-fascista-di-forza-nuova-11mila-condivisioni/">Migranti: per il manifesto fascista di Forza nuova 11mila condivisioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il caso dello <strong>stupro di Rimini</strong> di dieci giorni fa , dove una donna polacca è stata violentata, sulla spiaggia, da quattro uomini probabilmente magrebini, non si placano le polemiche a stampo razzista. Su <strong>Facebook</strong> gira da qualche giorno un<strong> post choc di Forza Nuova</strong>: un manifesto che ritrae un uomo di colore che cerca di violentare una donna bianca con la scritta “<strong>Difendila dai nuovi invasori</strong>. <strong>Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia</strong>”. L’iniziativa ha già ricevuto 11 mila condivisioni e quasi 10 mila ‘Mi piace’.</p>
<p><strong>Il manifesto utilizza un’immagine risalente alla Repubblica sociale italiana, realizzata dal grafico che celebrò l’Italia del Ventennio Gino Boccasile, contro le truppe alleate fautrici della Liberazione nazi-fascista.</strong> E’ stato postato il 29 agosto con il seguente commento: “Gli stupri, si sa, sono il barbaro e infame corollario di ogni guerra di conquista. Le violenze contro le donne dell’epoca del manifesto a cui ci siamo ispirati furono contestualizzate all’interno della sconfitta che chiamarono ‘liberazione’, quelle di questi anni e di questi giorni le occultano spudoratamente, tacendo il fatto che sono attuate da nuovi invasori a cui paghiamo vitto, alloggio, bollette, schede telefoniche, cellulari e sigarette. I nuovi barbari sono peggiori di quelli del ’43/’45, oggi come allora fiancheggiati dai traditori della Patria”.</p>
<p>“Di fronte alla pubblicazione del manifesto fascista da parte di Forza Nuova non possiamo restare in silenzio. Abbiamo quindi deciso di presentare un esposto per la violazione della Legge Mancino. Nel vergognoso caso in questione c’è uno specifico richiamo alla Repubblica di Salò“. È quanto annunciano il deputato e segretario di Possibile, <strong>Pippo Civati,</strong> e il parlamentare dello stesso partito, <strong>Andrea Maestri</strong>.</p>
<p>“L’escalation di razzismo e di apologia del fascismo – aggiungono i due deputati – richiede una risposta intransigente attraverso gli strumenti offerti dalla legge. Ma il nostro impegno prosegue anche sul versante culturale: la demonizzazione dello ‘straniero’ e la raffigurazione del migrante ‘cattivo’ sono operazioni che vanno avanti da mesi, offrendo l’humus su cui lievitano certe esalazioni xenofobe. Tutto questo è inaccettabile“.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/migranti-per-il-manifesto-fascista-di-forza-nuova-11mila-condivisioni/">Migranti: per il manifesto fascista di Forza nuova 11mila condivisioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sudan: nuove ondate di violenza causano 138.000 profughi in Darfur</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/04/08/sudan-nuove-ondate-di-violenza-causano-138-000-profughi-in-darfur/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 08:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Darfur]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa l’Unione Europea di corteggiare il Sudan nonostante le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel paese africano. Mentre il Commissario&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/08/sudan-nuove-ondate-di-violenza-causano-138-000-profughi-in-darfur/">Sudan: nuove ondate di violenza causano 138.000 profughi in Darfur</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Associazione per i Popoli Minacciati (APM)</strong> accusa l’<strong>Unione Europea</strong> di corteggiare il Sudan nonostante le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel paese africano. Mentre il Commissario europeo per lo sviluppo Neven Mimica promette l’ampliamento della cooperazione con il governo del Sudan, nel paese sono riscoppiati gli scontri armati in Darfur e nelle montagne Nuba, aumentano gli attacchi alle truppe di pace dell’ONU e gli attivisti per i diritti umani sudanesi fanno sempre più fatica a lavorare. Secondo i dati forniti dalle organizzazioni di aiuto e per i diritti umani sudanesi, da metà gennaio 2016 ad oggi almeno 138.000 persone sono fuggite da nuovi attacchi militari nelle montagne Jebel Marra nella provincia del nord Darfur dove sono stati distrutti 150 villaggi.</p>
<p>Lo scorso 4 e 5 aprile il commissario Mimica ha discusso in Sudan i particolari dell’utilizzo di 155 milioni di Euro che l’Europa intende mettere a disposizione del paese africano per la gestione dei profughi provenienti dall’Africa Orientale e per i quali si vuole evitare che arrivino in Europa.</p>
<p>Per i dittatori africani la crisi dei profughi si sta trasformando in un affare lucrativo. Se per il Sudan i flussi migratori erano inizialmente una specie di apriporta che ha permesso al paese di tornare sulla scena internazionale dopo anni di isolamento dovuti ai gravi crimini contro l’umanità commessi nel paese, ora la questione dei profughi si sta addirittura trasformando in una ghiotta occasione di guadagno grazie al programma europeo del cosiddetto Processo di Khartoum. Questo programma prevede una stretta collaborazione con i paesi dell’Africa orientale per la gestione dei flussi migratori. Mentre nel 2015 il budget europeo per il Processo di Khartoum era di 18,5 milioni di Euro, ora le somme messe a disposizione sono cresciute in modo astronomico. Nonostante il presidente del Sudan Omar al-Bashir sia ricercato da un ordine di cattura internazionale per genocidio e crimini contro l’umanità, il commissario europeo Mimica ha discusso con il governo sudanese un programma di sviluppo del valore di 100 milioni di Euro. I soldi dovrebbero servire per combattere le cause della migrazione e “l’instabilità”. Altri 40 milioni di Euro sono stati previsti per il miglioramento del “management migratorio” e qualcosa più di 15 milioni sono stati previsti per programmi di aiuto per i profughi provenienti dall’Eritrea.</p>
<p>Così, mentre l’Europa promette al Sudan ingenti somme di denaro per fermare i profughi africani sembra essersi completamente dimenticata non solo del fatto che il suo interlocutore al-Bashir è ricercato da un ordine di cattura internazionale ma anche del fatto che è proprio il governo sudanese a armare milizie e militari che a loro volta mettono in fuga centinaia di migliaia di persone. Secondo l’APM, l’Europa intende finanziare proprio coloro che sono tra i responsabili della grave crisi di profughi provenienti dall’Africa orientale.</p>
<p>L’Europa ignora anche le azioni di guerra del governo di al-Bashir contro la popolazione civile. Solamente nel mese di febbraio 2016 l’aviazione sudanese ha lanciato almeno 37 bombe barile più altri tipi di bombe sulla popolazione civile delle montagne Nuba (Kordofan del Sud). In marzo 2016 le autorità sudanesi hanno impedito a quattro attivisti per i diritti umani sudanesi che intendevano recarsi alle Nazioni Unite a Ginevra per denunciare il perdurare delle violenze nel loro paese, di uscire dal paese.</p>
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