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	<title>Ecologia - Ambiente Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Agroecologia e crisi climatica: alleanza tra FederBio, Legambiente e Slow Food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 02:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
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		<category><![CDATA[Slow Food Italia]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Festambiente, FederBio, Legambiente e Slow Food Italia rinnovano l'alleanza per affrontare la crisi climatica attraverso agroecologia e agricoltura biolo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/agroecologia-e-crisi-climatica-alleanza-tra-federbio-legambiente-e-slow-food-a-festambient/">Agroecologia e crisi climatica: alleanza tra FederBio, Legambiente e Slow Food</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Si è tenuta presso l’Azienda Agricola La Parrina, nel Comune di Orbetello, nell’ambito di Festambiente, un’incontro dedicato alle strategie per accompagnare la transizione ecologica del settore agricolo. L’evento ha visto la partecipazione di Stefano Ciafani, presidente Legambiente, Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, e Raimondo Boggia, direttore dell’Azienda Agricola La Parrina, per discutere dell’alleanza tra le tre organizzazioni finalizzata ad affrontare la sfida della crisi climatica attraverso i principi dell’agroecologia e dell’agricoltura biologica. Ondate di calore sempre più intense, lunghi periodi di siccità alternati a precipitazioni estreme, perdita di fertilità dei suoli e diminuzione della biodiversità stanno modificando profondamente il modo di produrre cibo.</p>
<p>Di fronte a queste sfide, l’agroecologia rappresenta una delle risposte più concrete, perché applica i principi dell’ecologia ai sistemi agricoli, favorendo produzioni in grado di rigenerare le risorse naturali anziché consumarle. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come pratiche agronomiche quali le rotazioni colturali, che interrompono il ciclo naturale di parassiti e malattie e migliorano la fertilità del terreno; i sovesci, attraverso l’interramento di colture erbacee per aumentare la sostanza organica e la capacità del suolo di trattenere acqua e carbonio; la consociazione tra colture, la tutela degli impollinatori e delle infrastrutture verdi, la messa al bando dell’uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi, insieme a modelli di agricoltura estensiva rispettosi dei tempi della natura, rappresentino strumenti fondamentali per rendere le aziende agricole più resilienti ai cambiamenti climatici. L’agroecologia non significa, infatti, soltanto produrre in modo sostenibile, ma costruire filiere capaci di valorizzare la qualità delle produzioni, tutelare il paesaggio, salvaguardare la biodiversità, ridurre le emissioni climalteranti e garantire un giusto reddito agli agricoltori, mettendo in dialogo biologico, innovazione e conoscenze tradizionali.</p>
<p>L’appuntamento è stato anche l’occasione per rinnovare l’alleanza tra FederBio, Legambiente, e Slow Food Italia, una collaborazione fondata sulla convinzione che la transizione ecologica del sistema agroalimentare, necessaria e improrogabile, richieda un impegno condiviso. Un percorso comune volto a promuovere l’agroecologia, sostenere l’agricoltura biologica, rafforzare la sostenibilità delle filiere e accompagnare le aziende agricole verso modelli produttivi più resilienti, capaci di rispondere alle sfide poste dalla crisi climatica. «La crisi climatica è già oggi una delle principali emergenze con cui deve confrontarsi il settore agricolo.</p>
<p>Per questo abbiamo bisogno di accelerare la transizione verso modelli produttivi che sappiano rigenerare i suoli, preservare la biodiversità e utilizzare in modo efficiente le risorse naturali. L’agroecologia e l’agricoltura biologica dimostrano che è possibile coniugare qualità delle produzioni, tutela dell’ambiente e competitività delle imprese agricole. L’alleanza tra Legambiente, FederBio e Slow Food nasce proprio dalla convinzione che solo facendo rete sia possibile accompagnare questa trasformazione e costruire un sistema agroalimentare più giusto, resiliente e capace di affrontare le sfide della crisi climatica.</p>
<p>Occorre altresì riallineare le politiche agricole europee agli obiettivi delle strategie Farm to Fork e Biodiversity 2030, oggi ancora largamente disattese, evitando misure che incentivino l’uso dei pesticidi, come previsto dal pacchetto Omnibus. Allo stesso tempo, è necessario che la nuova Politica Agricola Comune (PAC) torni a sostenere realmente i territori rurali, le piccole e medie aziende agricole e la transizione agroecologica, superando un modello che continua a favorire le grandi imprese e i sistemi di agricoltura e allevamento intensivi», ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. «Lo stato delle cose – ha dichiarato Mariagrazia Mammuccini, presidente di FederBio &#8211; mette in evidenza, purtroppo in maniera sempre più drammatica, che il vero problema degli agricoltori non era il Green Deal, ma gli effetti devastanti del cambiamento climatico, che compromettono le produzioni agricole e, nei casi più gravi, possono distruggere interi raccolti.</p>
<p>A ciò si aggiunge un modello produttivo intensivo che, oltre ad aggravare gli impatti sul clima e sull&#8217;ambiente, contribuisce ad accentuare la crisi economica delle aziende agricole, colpendo in particolare le piccole e medie imprese del settore. Quasi tutti i settori agricoli, dall&#8217;olio ai cereali, dal vino all&#8217;ortofrutta, stanno attraversando una fase di forte difficoltà. I dati parlano chiaro: a fronte di un calo della produzione, i prezzi riconosciuti agli agricoltori sono diminuiti anche a doppia cifra, mentre quelli pagati dai cittadini sullo scaffale continuano ad aumentare.</p>
<p>È ormai evidente che il modello agricolo intensivo non è più sostenibile, né dal punto di vista ambientale né sotto il profilo economico e sociale. Per questo è urgente rilanciare con decisione gli obiettivi del Green Deal europeo, che per i sistemi agricoli e alimentari significano puntare sull&#8217;agricoltura biologica e biodinamica, fondate sui principi dell&#8217;agroecologia. È questa la visione che ispira la nostra alleanza.</p>
<p>Da qui a fine anno si definiranno le scelte che orienteranno il futuro della Politica Agricola Comune. Dopo aver investito per raggiungere l&#8217;obiettivo del 25% di superficie coltivata a biologico, adesso si rischia di rimettere in discussione anche tale scelta. Agroecologia, biologico e biodinamico sono strumenti fondamentali per le politiche pubbliche, indispensabili per guidare la trasformazione versi sistemi agricoli e alimentari sostenibili e resilienti.</p>
<p>È proprio per sostenere questi obiettivi che vogliamo dare ancora più forza alla nostra alleanza». «L’agroecologia, ma anche il regime biologico e la biodinamica, non è un insieme di pratiche agronomiche: si tratta di un vero e proprio approccio politico alternativo – ha sottolineato Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia. Casa nostra sta bruciando, sappiamo quali sono i motivi, ma stiamo cercando risposte all’interno dello stesso modello che ci ha portato al collasso.</p>
<p>È urgente un cambio di paradigma che dal sistema alimentare si estenda ad ogni attività umana: serve preservare la vita, quindi la biodiversità, quindi la fertilità del suolo, prima del profitto. Serve un governo etico del sistema alimentare che garantisca cibo buono pulito e giusto a tutti. Serve uscire dalla dipendenza dal fossile e ripensare le nostre società energivore in chiave sostenibile.</p>
<p>Serve, per iniziare, riallineare le politiche ai principi stabiliti dal Green Deal che è rimasto un documento pieno di buone intenzioni ma ampiamente disatteso. Noi crediamo che da una urgente conversione “agroecologica” passi una reale prospettiva per il futuro che inderogabilmente intreccia le dimensioni ambientali, sociali ed economiche: la nostra Alleanza rappresenta questo». Da Festambiente è emerso con chiarezza un messaggio: la transizione ecologica del sistema agroalimentare non è più rinviabile.</p>
<p>La collaborazione tra associazioni ambientaliste, organizzazioni del biologico, imprese agricole e mondo della ricerca rappresenta una leva strategica per diffondere l’agroecologia, rafforzare la sostenibilità delle produzioni e accompagnare il settore verso un modello capace di adattarsi ai cambiamenti climatici, rigenerare le risorse naturali e creare valore per i territori.</p>
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		<title>Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 03:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[12 agosto]]></category>
		<category><![CDATA[baviera clinica oculistica]]></category>
		<category><![CDATA[dott sergio ares]]></category>
		<category><![CDATA[eclissi solare]]></category>
		<category><![CDATA[iso 12312-2]]></category>
		<category><![CDATA[occhiali omologati]]></category>
		<category><![CDATA[protezione occhi]]></category>
		<category><![CDATA[retinopatia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esperti di Baviera Clinica Oculistica spiegano i rischi per la retina durante l'eclissi del 12 agosto e le regole d'oro per osservarla in sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/">Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il prossimo 12 agosto il cielo sarà teatro di un&#8217;eclissi solare totale, un evento astronomico di grande interesse globale che dall&#8217;Italia potrà essere osservato come fenomeno parziale. La percentuale di Sole coperto dalla Luna varierà a seconda della zona geografica, risultando maggiore al Nord e minore nelle regioni del Sud. Sebbene si tratti di uno spettacolo naturale di grande bellezza, gli esperti di Baviera Clinica Oculistica, uno dei principali gruppi oculistici europei, ricordano che ammirarlo direttamente senza la protezione adeguata può provocare lesioni molto gravi agli occhi.</p>
<p>Durante l&#8217;eclissi, la diminuzione dell&#8217;intensità della luce crea la falsa sensazione di sicurezza, mentre la radiazione ultravioletta, infrarossa e la luce visibile ad alta intensità continuano a raggiungere la retina, con il potenziale di danneggiarla in modo irreversibile. La retina, struttura sensibile posta nella parte posteriore dell&#8217;occhio, trasforma la luce in segnali nervosi interpretati dal cervello; la sua esposizione diretta al Sole può causare la retinopatia solare, una condizione in cui le cellule responsabili della visione centrale vengono colpite permanentemente. Uno degli aspetti più pericolosi di questo danno è che solitamente non produce dolore durante l&#8217;osservazione, poiché la retina non dispone di recettori in grado di avvertire il problema, esponendo la persona a rischi inconsapevoli.</p>
<p>Anche esposizioni brevi possono provocare alterazioni visive importanti, soprattutto se si utilizzano strumenti ottici senza filtri adeguati o metodi di osservazione non omologati. Gli effetti di un&#8217;esposizione inadeguata potrebbero non apparire nell&#8217;immediato, con i primi sintomi che insorgono spesso diverse ore dopo l&#8217;osservazione. Tra i segni più comuni figurano la visione offuscata, la difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, la comparsa di un punto scuro o di una macchia fissa al centro del campo visivo, la distorsione delle linee rette e l&#8217;alterazione nella percezione dei colori.</p>
<p>Questi sintomi indicano un possibile coinvolgimento della macula, la zona centrale della retina. Se uno qualsiasi di questi segnali si manifesta dopo aver osservato l&#8217;eclissi, è fondamentale evitare di sforzare la vista e recarsi il prima possibile da uno specialista per effettuare un esame completo. Sebbene non sia sempre possibile ripristinare completamente il danno, in caso di retinopatia solare una valutazione precoce consente di confermare la diagnosi, escludere altre patologie e stabilire un follow-up adeguato che contribuisca a proteggere la salute visiva a lungo termine.</p>
<p>Per evitare queste complicazioni, gli esperti di Baviera Clinica Oculistica hanno fornito alcune raccomandazioni per ammirare il fenomeno in tutta sicurezza. Il primo consiglio, e il più importante, è utilizzare esclusivamente occhiali progettati per l&#8217;osservazione delle eclissi solari che rispettino la norma internazionale ISO 12312-2. Questi occhiali incorporano filtri speciali in grado di bloccare praticamente tutta la radiazione solare dannosa, permettendo di contemplare il fenomeno senza che la retina riceva una quantità pericolosa di energia.</p>
<p>Prima di utilizzarli è opportuno verificare che non siano graffiati, perforati o deteriorati, poiché qualsiasi difetto può ridurne l&#8217;efficacia. Se una persona decide di osservare l&#8217;eclissi senza questo tipo di protezione o utilizza occhiali non omologati, la radiazione può penetrare direttamente all&#8217;interno dell&#8217;occhio e produrre lesioni permanenti alla retina. Gli occhiali da sole convenzionali, indipendentemente da quanto siano scuri, non offrono la protezione necessaria per osservare un&#8217;eclissi solare.</p>
<p>Allo stesso modo, non sono sicuri nemmeno i vetri affumicati, le radiografie, i negativi fotografici, i compact disc, i filtri improvvisati o qualsiasi altro metodo casalingo tradizionalmente utilizzato per tentare di guardare il Sole. Nessuno di questi elementi blocca la radiazione nociva in modo adeguato. Utilizzare uno qualsiasi di questi metodi può generare una falsa sensazione di sicurezza e far sì che la persona mantenga lo sguardo fisso sul Sole per più tempo, aumentando considerevolmente il rischio di subire ustioni alla retina e danni permanenti alla vista, che in alcuni casi possono impedire di recuperare completamente la capacità visiva.</p>
<p>Gli strumenti ottici concentrano un&#8217;enorme quantità di luce ed energia solare su un punto molto piccolo, per cui devono essere utilizzati solo se dotati di filtri solari specificamente progettati a tale scopo e correttamente posizionati nella parte frontale dell&#8217;apparecchio. Anche le macchine fotografiche o i telefoni cellulari possono risultare pericolosi quando vengono utilizzati per guardare direttamente il Sole senza la protezione adeguata. Se si impiegano questi dispositivi senza filtri omologati, la quantità di radiazione che raggiunge la retina aumenta in modo molto significativo e il danno oculare può verificarsi quasi immediatamente.</p>
<p>Inoltre, la stessa apparecchiatura può subire danni a causa dell&#8217;intensa radiazione solare. I bambini provano una grande curiosità per questo tipo di fenomeni astronomici e, in molti casi, non sono pienamente consapevoli del pericolo che comporta guardare direttamente il Sole. Per questo è fondamentale che un adulto supervisioni in ogni momento l&#8217;osservazione dell&#8217;eclissi, spieghi come utilizzare correttamente gli occhiali omologati e impedisca che li tolgano mentre stanno guardando il fenomeno.</p>
<p>Se i minori osservano l&#8217;eclissi senza supervisione, esiste un maggior rischio che rimuovano la protezione per qualche secondo o guardino direttamente il Sole per curiosità. Un&#8217;esposizione molto breve può essere sufficiente a produrre lesioni irreversibili alla retina, compromettendo la loro vista per il resto della vita. Uno dei modi più sicuri per godersi un&#8217;eclissi consiste nell&#8217;utilizzare sistemi di proiezione indiretta, come le camere oscure o i proiettori stenopeici, che permettono di osservare l&#8217;immagine del Sole senza la necessità di guardarlo direttamente.</p>
<p>È inoltre consigliabile, se possibile, recarsi presso osservatori astronomici o partecipare ad attività organizzate da associazioni specializzate, dove sono generalmente disponibili attrezzature omologate e personale qualificato per garantire un&#8217;osservazione completamente sicura. Non seguire questa raccomandazione e optare per guardare direttamente il Sole aumenta considerevolmente le possibilità di subire lesioni oculari. I metodi indiretti eliminano praticamente qualsiasi rischio per la retina e permettono di godersi il fenomeno con totale tranquillità e rappresentano quindi un&#8217;alternativa particolarmente valida per le famiglie e le persone che non dispongono di occhiali omologati.</p>
<p>Il Dott. Sergio Ares, Medico Oculista e Country Manager di Baviera Italia, spiega: «L&#8217;eclissi solare del 12 agosto sarà un fenomeno astronomico di grande interesse che potrà essere visibile come eclissi parziale da tutta l&#8217;Italia, sebbene con diversa intensità a seconda della regione in cui ci si trova. Tuttavia, osservarla senza le adeguate misure di protezione può essere pericoloso: si possono provocare lesioni irreversibili alla retina e una perdita permanente della vista.</p>
<p>Noi da Baviera raccomandiamo quindi di utilizzare sempre occhiali omologati, evitare metodi casalinghi, non impiegare strumenti ottici privi di filtri speciali, sorvegliare i bambini e ricorrere a sistemi di osservazione indiretta per godersi lo spettacolo in totale sicurezza, proteggendo la salute oculare».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/">Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abruzzo, luglio 2026: temperature sopra la media e piogge in netto calo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/02/luglio-2026-in-abruzzo-il-nono-mese-piu-caldo-e-precipitazioni-in-calo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 20:06:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luglio 2026 in Abruzzo: temperatura media +1.7°C sopra la norma e piogge in calo del 28%. Il mese risulta il nono più caldo della serie storica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/02/luglio-2026-in-abruzzo-il-nono-mese-piu-caldo-e-precipitazioni-in-calo/">Abruzzo, luglio 2026: temperature sopra la media e piogge in netto calo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il mese di luglio 2026 si è chiuso in Abruzzo con un quadro climatico caratterizzato da valori termici superiori alla norma e da una significativa riduzione delle precipitazioni. Secondo l&#8217;analisi condotta dal Centro di Eccellenza CETEMPS dell&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila, la regione ha registrato un&#8217;anomalia media regionale di +1.7°C rispetto al riferimento climatologico 1991-2020, senza tuttavia raggiungere nuovi record assoluti. Le temperature massime storiche rimangono quelle del 2015, 2023 e 2024.</p>
<p>Sul versante idrologico, le piogge sono risultate inferiori del 28% alla media, rendendo questo luglio il nono più caldo e il diciannovesimo più secco della serie storica regionale. La causa principale di questa situazione è stata l&#8217;estensione verso l&#8217;Europa centrale di un forte promontorio di alta pressione originario del Nord Africa, fenomeno che ha interessato anche il bacino del Mediterraneo, dove le temperature superficiali del mare hanno mostrato anomalie positive fino a +6°C. Questo scenario ha favorito la formazione di numerose notti tropicali, definite come minime superiori a 20°C, in particolare lungo la costa adriatica.</p>
<p>Le località con le anomalie termiche più marcate sono state Montereale, in provincia di L&#8217;Aquila, con un incremento di +2.6°C, e Montazzoli, in provincia di Chieti, con +0.4°C. Per quanto riguarda le precipitazioni, si sono registrati estremi opposti: Pescocostanzo ha visto un aumento del 56% delle piogge, mentre Vasto ha registrato un calo drastico del 93%. I dati meteorologici sono stati raccolti dall&#8217;Ufficio idrologia, idrografico e mareografico dell&#8217;Agenzia Regionale di Protezione Civile dell&#8217;Abruzzo e elaborati secondo la metodologia scientifica del CETEMPS.</p>
<p>Le proiezioni del Centro Europeo indicano che l&#8217;ondata di calore potrebbe persistere almeno fino a metà agosto, con un graduale spostamento verso est, mentre dopo Ferragosto si prevede un attenuarsi del caldo e un ritorno di precipitazioni più consistenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/02/luglio-2026-in-abruzzo-il-nono-mese-piu-caldo-e-precipitazioni-in-calo/">Abruzzo, luglio 2026: temperature sopra la media e piogge in netto calo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sentieri che Uniscono: trekking e natura a Castiglione di Tornimparte il 2 agosto</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/sentieri-che-uniscono-giornata-di-trekking-e-natura-a-castiglione-di-tornimparte-il-2-agos/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 agosto a Castiglione di Tornimparte «Sentieri che Unisce» unisce trekking, bike e natura con ristoro e musica per promuovere il territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/sentieri-che-uniscono-giornata-di-trekking-e-natura-a-castiglione-di-tornimparte-il-2-agos/">Sentieri che Uniscono: trekking e natura a Castiglione di Tornimparte il 2 agosto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Castiglione di Tornimparte si prepara ad accogliere domenica 2 agosto 2026 una giornata dedicata alla montagna e alla condivisione. L&#8217;iniziativa, intitolata «Sentieri che Uniscono», nasce dalla collaborazione di diverse associazioni locali con l&#8217;obiettivo di valorizzare il patrimonio naturalistico del territorio e promuovere un approccio al turismo più sostenibile. Lo slogan «Percorsi diversi, un unico punto d&#8217;incontro» sintetizza la volontà di creare un momento di aggregazione tra cittadini, appassionati e enti del luogo.</p>
<p>L&#8217;evento propone tre modalità di fruizione del paesaggio: trekking, mountain bike ed escursioni a cavallo. 30, permettendo ai partecipanti di scegliere itinerari di diversa difficoltà che attraversano boschi e zone caratterizzate da alta biodiversità e valore storico. Il rispetto dell&#8217;ambiente e dei ritmi naturali costituisce un principio fondante dell&#8217;organizzazione.</p>
<p>00, l&#8217;attenzione si sposta verso l&#8217;area ristoro, dove saranno allestiti tavoli per il pranzo e previsti momenti musicali e di convivialità. L&#8217;invito è rivolto anche a chi non intende partecipare alle attività sportive: il pubblico è incoraggiato a raggiungere la località per gustare il cibo locale e rilassarsi sul prato, portando con sé coperte per godersi il paesaggio con maggiore comodità. L&#8217;evento si configura come un&#8217;occasione per unire sport, socialità e valorizzazione delle bellezze paesaggistiche abruzzesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/sentieri-che-uniscono-giornata-di-trekking-e-natura-a-castiglione-di-tornimparte-il-2-agos/">Sentieri che Uniscono: trekking e natura a Castiglione di Tornimparte il 2 agosto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Atessa, inaugurati i lavori di rigenerazione del CEA Casanatura</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/atessa-inaugurati-i-lavori-di-rigenerazione-del-cea-casanatura-un-edificio-sostenibile-per/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:20:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurati ad Atessa i lavori di rigenerazione del CEA Casanatura, un centro educativo ambientale sostenuto da fondi PNRR e Regione Abruzzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/atessa-inaugurati-i-lavori-di-rigenerazione-del-cea-casanatura-un-edificio-sostenibile-per/">Atessa, inaugurati i lavori di rigenerazione del CEA Casanatura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Sono stati avviati ufficialmente i lavori di rigenerazione del Centro di Educazione Ambientale (CEA) Casanatura, situato nel territorio di Atessa, in provincia di Chieti. L’intervento, realizzato sulle pendici di monte Pallano, mira a trasformare un edificio rurale storico in un modello di sostenibilità ambientale e accessibilità. Il progetto è stato ideato e gestito da Legambiente Circolo Geo APS, con il finanziamento della Regione Abruzzo tramite fondi PNRR NextGenerationEU, Missione 1, Componente 3, dedicato alla protezione del paesaggio rurale.</p>
<p>Il Comune di Atessa ha inoltre cofinanziato l’iniziativa. Durante la cerimonia di inaugurazione erano presenti rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore Ilenia Tumini, e esponenti di Legambiente, tra cui la presidente Rebecca Virtù e il responsabile nazionale Aree Protette Antonio Nicoletti. Erano inoltre presenti il sindaco di Tornareccio Nicola Iannone, il direttore generale della BCC Abruzzi e Molise Fabrizio Di Marco e l’architetto Davide Stefàno, direttore tecnico del progetto.</p>
<p>Il CEA Casanatura occupa un edificio in pietra locale, documentato catastalmente tra il 1948 e il 1953, che in passato fungeva da presidio del guardiaboschi. Dal 1990 è sede del centro educativo, riconosciuto dalla Regione Abruzzo e parte della rete nazionale di Legambiente. La struttura sorge in una zona di elevato valore naturalistico, inclusa nel SIC Monte Pallano e Lecceta d’Isca d’Archi, e vicina a reperti archeologici come le Mura Paladine e i resti dell’antica città di Pallanum.</p>
<p>Gli interventi eseguiti hanno garantito la messa in sicurezza sismica dell’edificio e l’abbattimento delle barriere architettoniche, rendendo la struttura accessibile a tutti. Sono stati installati un impianto fotovoltaico per l’energia rinnovabile, pompe di calore e un sistema di recupero delle acque piovane. Questi interventi rispondono a cinque obiettivi principali: transizione energetica verso l’autosufficienza, sostenibilità idrica, inclusività, sicurezza strutturale e potenziamento didattico con nuovi pannelli su biodiversità e paesaggio.</p>
<p>Rebecca Virtù ha sottolineato come il centro, attivo da oltre trent’anni, ora garantisca autosufficienza energetica e gestione dell’acqua in un’area soggetta a siccità estiva. L’assessore Tumini ha evidenziato l’impegno del Comune nella tutela del patrimonio, definendo Casanatura un presidio vivo del territorio. Antonio Nicoletti ha auspicato il proseguimento della collaborazione per la valorizzazione dell’ecomuseo Monte Pallano e la tutela del Lago di Bomba.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/27/atessa-inaugurati-i-lavori-di-rigenerazione-del-cea-casanatura-un-edificio-sostenibile-per/">Atessa, inaugurati i lavori di rigenerazione del CEA Casanatura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Di Marco, Regione Abruzzo: &#8220;Ruolo di notaio sul declino delle Terme di Caramanico&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/25/di-marco-consigliere-regionale-urgente-riprendere-le-audizioni-in-commissione-sulle-terme-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 19:56:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Di Marco critica l'inazione della Regione sulle Terme di Caramanico, chiedendo audizioni urgenti in Commissione per salvare il patrimonio termale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/25/di-marco-consigliere-regionale-urgente-riprendere-le-audizioni-in-commissione-sulle-terme-2/">Di Marco, Regione Abruzzo: &#8220;Ruolo di notaio sul declino delle Terme di Caramanico&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="v1m_-1096599089829627568gmail-p-rc_a8b1ae8e5fdc7227-163">&#8220;Sul futuro delle Terme di Caramanico il tempo perso dalla Regione fra procedure e percorsi impossibili sta facendo un vero e proprio lavoro da &#8220;killer&#8221;, consumando giorno dopo giorno le speranze di rilancio di un giacimento sanitario, culturale e turistico fondamentale, che per oltre un secolo ha rappresentato il motore economico e sociale di un intero comprensorio. Urge riprendere i lavori in Commissione Ambiente e territorio rimasti sospesi la primavera scorsa. L&#8217;ennesimo stallo a cui assistiamo è inaccettabile ed è doppiamente grave alla luce delle risposte giunte da AreaCom alle mie formali richieste di chiarimento&#8221;, dichiara il consigliere regionale e vicepresidente della II Commissione, <b>Antonio Di Marco</b>, che stigmatizza la gestione della vicenda termale alla luce degli ultimi riscontri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p id="v1m_-1096599089829627568gmail-p-rc_a8b1ae8e5fdc7227-164">&#8220;Dalle carte e dalla replica ufficiale del Direttore Generale di AreaCom alla mia richiesta di informazioni, emerge un quadro sconcertante: l&#8217;Agenzia regionale conferma infatti che dalla Regione Abruzzo non sono mai giunte direttive, soluzioni alternative o una diversa pianificazione formale. In sostanza, l&#8217;Ente regionale sta svolgendo il ruolo di mero spettatore, limitandosi a constatare una presunta impossibilità di azione invece di esercitare quella regia attiva che la legge e la tutela del territorio gli imporrebbero e che si era impegnato ad assolvere di fronte al Consiglio, trasformando in confronto la mia richiesta di interventi contenuta nella risoluzione dell&#8217;inverno scorso. Si continua a lasciare separata la procedura di concessione delle acque minerarie da quella di alienazione degli immobili, alimentando il rischio concreto di uno spezzettamento tra la titolarità delle sorgenti e la disponibilità delle strutture, con danni incalcolabili sulla funzionalità del complesso.</p>
<p id="v1m_-1096599089829627568gmail-p-rc_a8b1ae8e5fdc7227-165">Le manovre e le strade per agire ci sono sempre state. L&#8217;ho dimostrato con la risoluzione che ho presentato in Consiglio Regionale, grazie alla quale si era aperto un importante spiraglio di lavoro in Commissione Ambiente e Territorio, dove il caso Caramanico è stato analizzato nelle sedute del 24 febbraio e del 10 marzo scorsi. Inoltre, nonostante le procedure in atto e la presenza accertata di soggetti privati interessati che hanno effettuato sopralluoghi e manifestato attenzione per l&#8217;acquisizione e la riapertura del polo termale, tutto è rimasto sospeso e paralizzato in attesa di un groviglio di rinvii e scadenze. Tutto questo, però, torna a essere inerzia, una posizione ingiustificabile e inopportuna visto il valore dell&#8217;impianto. Per questo motivo ho inviato un sollecito formale, facendo seguito alle mie precedenti note, per chiedere con assoluta urgenza la convocazione di un&#8217;ulteriore seduta della Commissione con le audizioni dei soggetti chiave del territorio, per la ripresa del dibattimento. È indispensabile e indifferibile ascoltare i vertici di A.C.A. S.p.A., Terme Inn Popoli S.r.l., Terme di Torre Canne S.r.l., unitamente ai Sindaci dei Comuni di Caramanico Terme e Popoli Terme. Alla luce dei recenti sviluppi legati alla procedura di AreaCom per la concessione delle acque, occorre un confronto istituzionale immediato che permetta di acquisire tutti gli elementi conoscitivi, valutare le prospettive future e salvaguardare il tessuto economico e occupazionale della Valle dell&#8217;Orta e dell&#8217;intera area interna.</p>
<p id="v1m_-1096599089829627568gmail-p-rc_a8b1ae8e5fdc7227-167">Vogliamo risposte chiare sugli indirizzi che la Giunta intende adottare ora che si sono concluse le ultime fasi di gara e di asta, e pretendiamo di sapere se si ritenga davvero compatibile con il buon andamento amministrativo affidare le acque a un soggetto terzo svincolato dalle strutture ricettive. Non resteremo a guardare mentre si lascia morire un patrimonio pubblico e un&#8217;economia d&#8217;area che da sei anni è in ginocchio. La Regione Abruzzo deve tornare ad essere un attore protagonista e propositivo, non un freddo registratore di fallimenti&#8221;, conclude red.ab Di Marco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/25/di-marco-consigliere-regionale-urgente-riprendere-le-audizioni-in-commissione-sulle-terme-2/">Di Marco, Regione Abruzzo: &#8220;Ruolo di notaio sul declino delle Terme di Caramanico&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Adriatico, mistero sui dischetti di plastica: da Veneto a Puglia la dispersione continua</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/24/ambiente-prosegue-il-mistero-sui-dischetti-di-plastica-ritrovati-sulle-spiagge-dell-adriat/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 08:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente veneto]]></category>
		<category><![CDATA[depurazione acque reflue]]></category>
		<category><![CDATA[dischetti plastica nera]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[malfunzionamento depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[plastic free onlus]]></category>
		<category><![CDATA[rosolina mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mistero sui dischetti di plastica nera spiaggiati dall'Adige alla Puglia. Plastic Free Onlus chiede di individuare la fonte del malfunzionamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/24/ambiente-prosegue-il-mistero-sui-dischetti-di-plastica-ritrovati-sulle-spiagge-dell-adriat/">Adriatico, mistero sui dischetti di plastica: da Veneto a Puglia la dispersione continua</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il mistero dei piccoli <strong>dischetti di plastica nera ritrovati da oltre un anno sulle spiagge dell&#8217;Adriatico</strong>. Le recenti segnalazioni arrivate dalla <strong>costa romagnola</strong> e nuovamente dalla <strong>Puglia</strong> confermano che il fenomeno non è ancora risolto e continua a estendersi ben oltre il litorale veneto interessato dai primi ritrovamenti. A denunciarlo è <strong>Plastic Free Onlus</strong>, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all&#8217;inquinamento da plastica, che <strong>chiede alle autorità competenti di individuare con urgenza l&#8217;origine della dispersione</strong> e <strong>fermare l&#8217;arrivo di questi materiali in mare</strong>.</p>
<p>Le <strong>prime segnalazioni risalgono a gennaio 2025</strong>, quando migliaia di piccoli dischetti neri, sottili e leggermente concavi, iniziarono a <strong>comparire sulle spiagge di Rosolina Mare</strong>, in provincia di Rovigo, <strong>a ridosso della foce dell&#8217;Adige</strong>. Insieme a questi elementi, i volontari hanno rinvenuto anche <strong>spezzoni di guaine plastiche e frammenti di piccoli tubi corrugati</strong>.</p>
<p>Non si tratta di comuni rifiuti, ma di <strong>supporti plastici per film biologico utilizzati nel trattamento delle acque reflue</strong>. Questi carrier vengono impiegati nei sistemi biologici di depurazione per offrire una superficie sulla quale si sviluppano i microrganismi necessari ai processi di trattamento delle acque.</p>
<p><strong>La provenienza dei dischetti non è stata ancora accertata</strong>. Tra le ipotesi più accreditate vi è il malfunzionamento di un <strong>impianto di depurazione</strong> situato nel <strong>bacino dell&#8217;Adige, probabilmente in Veneto o in Trentino-Alto Adige</strong>. Un guasto o un sistema di contenimento non adeguato potrebbero aver disperso i carrier nel corso d&#8217;acqua, trasportandoli poi fino alla foce e lungo le coste adriatiche.</p>
<p>A sostenere questa ipotesi è la distribuzione dei ritrovamenti: <strong>le concentrazioni maggiori sono state segnalate a Rosolina Mare e in prossimità della foce dell&#8217;Adige</strong>, ma dischetti sono stati rinvenuti anche a Chioggia, Sottomarina, Isola Verde, lungo il corso dell&#8217;Adige nel territorio di Verona, sulla costa romagnola e in Puglia. Il dato emerso lo scorso maggio nel &#8220;Weekend del Mare&#8221; di Plastic Free conferma la portata del fenomeno: durante il monitoraggio condotto secondo il protocollo ISPRA e le indicazioni comunitarie, <strong>su tratti campione di 100 metri sono stati conteggiati 87 dischetti tra Chioggia, Rosolina Mare, Porto Viro e Porto Tolle</strong>. Le successive raccolte lungo il litorale di Rosolina Mare hanno <strong>confermato che la dispersione è ancora in corso</strong>, con la presenza di nuovi materiali plastici sull&#8217;arenile.</p>
<p>&#8220;<em>Siamo stati i primi a segnalare la presenza dei dischetti spiaggiati a Rosolina nel gennaio 2025</em> – <strong>ricorda Riccardo Mancin, referente Plastic Free</strong> –. <em>L&#8217;auspicio era che si arrivasse in tempi rapidi a capire cosa fossero, da dove arrivassero e a intervenire urgentemente per risolvere la problematica</em>. <em>Siamo davvero amareggiati nel constatare che se ne ritrovino ancora tantissimi</em> – <strong>aggiunge Mancin</strong> –. <em>Ci preoccupa non poco l&#8217;impatto ambientale di questi dischetti, a cui si sommano ingenti quantità di pezzi di piccoli tubi corrugati, e ancor più preoccupante è vedere che non si riesca ad arrivare in fondo alla risoluzione del problema</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Plastic Free rinnova quindi l&#8217;appello alle autorità e agli enti competenti </strong>affinché venga individuata la fonte della dispersione e interrotto il flusso di materiali plastici verso il fiume e il mare.</p>
<p>&#8220;<em>Chiediamo</em> – <strong>conclude Mancin</strong> – <em>a gran voce un maggiore impegno sulla questione, nell&#8217;interesse del territorio, della sua immagine ma, principalmente, per salvaguardare l&#8217;ambiente e chi lo vive</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/24/ambiente-prosegue-il-mistero-sui-dischetti-di-plastica-ritrovati-sulle-spiagge-dell-adriat/">Adriatico, mistero sui dischetti di plastica: da Veneto a Puglia la dispersione continua</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Grandine in provincia di Teramo, Coldiretti chiede lo stato di calamità</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/grandine-in-provincia-di-teramo-coldiretti-segnala-danni-alle-colture-e-chiede-lo-stato-di/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 13:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[maltempo provincia teramo]]></category>
		<category><![CDATA[stato di calamita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grandine devastante in provincia di Teramo: danni estesi a colture e infrastrutture. Coldiretti chiede alla Regione lo stato di calamità per sostenere le</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/grandine-in-provincia-di-teramo-coldiretti-segnala-danni-alle-colture-e-chiede-lo-stato-di/">Grandine in provincia di Teramo, Coldiretti chiede lo stato di calamità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una violenta grandinata si è abbattuta nel pomeriggio di ieri su un&#8217;ampia porzione della provincia di Teramo, causando gravi danni al settore agricolo. L&#8217;evento meteorologico ha colpito le campagne proprio nel pieno della stagione produttiva, mettendo a rischio i raccolti di numerosi comuni del territorio. Secondo il primo monitoraggio di Coldiretti Teramo, le aree più colpite si estendono tra Bellante, Notaresco e la Val Tordino, con situazioni critiche che interessano anche Ripattoni, San Nicolò, Campli, Sant&#8217;Onofrio, Mosciano Sant&#8217;Angelo, Castellalto, Morro d&#8217;Oro, Pineto e Roseto degli Abruzzi.</p>
<p>La grandine, accompagnata da forti raffiche di vento e precipitazioni intense, ha provocato perdite pressoché totali in diversi appezzamenti. Tra le colture colpite figurano pomodori, peperoni, fagiolini, zucchine, borlotti, mais, girasoli, sorgo, erba medica da seme, oliveti e vigneti, con frutti e piante pesantemente lesionati. Non sono mancati danni anche a capannoni, impianti fotovoltaici e mezzi agricoli.</p>
<p>Emanuela Ripani, presidente di Coldiretti Teramo, ha sottolineato la gravità della situazione: «Da una prima valutazione emerge un quadro molto preoccupante, con aziende che hanno visto andare distrutto in pochi minuti il lavoro di un&#8217;intera stagione». La federazione ha chiesto alla Regione Abruzzo di attivare immediatamente le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, al fine di mettere a disposizione gli strumenti di sostegno alle imprese agricole. Daniele di Venanzio, direttore provinciale di Coldiretti, ha inoltre evidenziato come l&#8217;episodio confermi gli effetti evidenti dei cambiamenti climatici, definendo necessari interventi di prevenzione e gestione del rischio per affrontare fenomeni sempre più estremi e imprevedibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/22/grandine-in-provincia-di-teramo-coldiretti-segnala-danni-alle-colture-e-chiede-lo-stato-di/">Grandine in provincia di Teramo, Coldiretti chiede lo stato di calamità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coldiretti Abruzzo: sentenza Consulta a tutela del suolo agricolo, urgente accelerare sul fotovoltaico senza consumo di suolo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/21/coldiretti-abruzzo-la-consulta-tutela-il-suolo-agricolo-necessario-accelerare-sulle-aree-i/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 15:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[agrivoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[Transizione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[tutela suolo agricolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coldiretti Abruzzo celebra la sentenza della Consulta sul divieto di fotovoltaico a terra in agricoltura e chiede alla Regione di accelerare su aree disuse</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/21/coldiretti-abruzzo-la-consulta-tutela-il-suolo-agricolo-necessario-accelerare-sulle-aree-i/">Coldiretti Abruzzo: sentenza Consulta a tutela del suolo agricolo, urgente accelerare sul fotovoltaico senza consumo di suolo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli a terra nelle aree agricole, una decisione che Coldiretti Abruzzo definisce cruciale per la protezione del territorio e del patrimonio produttivo nazionale. L&#8217;organizzazione sottolinea come questa pronuncia rafforzi il principio secondo cui la transizione energetica non deve tradursi nella sottrazione di terreno fertile all&#8217;agricoltura. Pietropaolo Martinelli, presidente di Coldiretti Abruzzo, ha dichiarato che il suolo agricolo rappresenta una risorsa strategica e limitata, la cui preservazione è essenziale per garantire la sicurezza alimentare in un contesto di cambiamenti climatici e tensioni internazionali.</p>
<p>La sentenza della Consulta, tuttavia, lascia spazio allo sviluppo di modelli energetici compatibili con l&#8217;attività agricola, come gli impianti agrivoltaici, che permettono di continuare le coltivazioni e il pascolo, oltre a confermare la possibilità di realizzare impianti nelle aree già individuate dal legislatore. Alla luce di quanto stabilito, Coldiretti Abruzzo ha richiesto alla Regione di imprimere un&#8217;accelerazione alle politiche energetiche attraverso tre priorità operative. La prima consiste nell&#8217;individuare rapidamente le aree realmente idonee agli impianti, privilegiando superfici già compromesse o impermeabilizzate, come aree industriali dismesse, parcheggi e cave esaurite, evitando così un ulteriore consumo di suolo produttivo.</p>
<p>La seconda priorità riguarda il sostegno alla diffusione del fotovoltaico sui tetti di stalle, fienili, magazzini e altri fabbricati agricoli, sfruttando le tecnologie esistenti e gli incentivi disponibili per aumentare la produzione di energia rinnovabile senza sottrarre spazio alle coltivazioni. La terza priorità è la definizione di criteri rigorosi per l&#8217;agrivoltaico, al fine di garantire una reale continuità dell&#8217;attività agricola e zootecnica, impedendo che gli impianti diventino semplici coperture fotovoltaiche senza funzione agricola sostanziale. Marino Pilati, direttore di Coldiretti Abruzzo, ha ribadito la disponibilità dell&#8217;organizzazione a collaborare con la Regione per costruire un modello di sviluppo che coniughi tutela ambientale, produzione di energia e sicurezza alimentare, senza compromettere la vocazione agricola della regione.</p>
<p>In precedenza, lo scorso maggio, la federazione regionale aveva proposto un emendamento alla legge regionale per fissare allo 0,8 per cento il limite massimo della superficie agricola utilizzabile destinabile all&#8217;installazione di impianti da fonti rinnovabili, al fine di preservare la destinazione agricola dei suoli.</p>
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		<title>Presentato a Caramanico il documentario LIFE WILD WOLF sulla convivenza tra lupi e aree urbane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione della natura]]></category>
		<category><![CDATA[convivenza lupi e uomini]]></category>
		<category><![CDATA[documentario natura]]></category>
		<category><![CDATA[fauna selvatica urbana]]></category>
		<category><![CDATA[life wild wolf]]></category>
		<category><![CDATA[lupi in citta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Nazionale della Maiella]]></category>
		<category><![CDATA[progetto life]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato al Parco della Maiella il documentario LIFE WILD WOLF che analizza la convivenza tra lupi e aree urbane, tra dati scientifici e raccomandazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/20/lupi-in-citta-presentato-il-documentario-life-wild-wolf-sulla-convivenza-tra-lupi-e-aree-u/">Presentato a Caramanico il documentario LIFE WILD WOLF sulla convivenza tra lupi e aree urbane</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>È stato presentato in anteprima al Wildlife Research Center del Parco Nazionale della Maiella il documentario intitolato «Lupi in città», realizzato nell&#8217;ambito del progetto europeo LIFE WILD WOLF. , analizza la crescente interazione tra la specie canina e gli insediamenti umani, un fenomeno reso più frequente dall&#8217;espansione del bosco e dall&#8217;abbandono delle terre agricole. 500 esemplari lungo la penisola, il ritorno del lupo richiede nuove strategie di gestione basate sulla ricerca scientifica e sul monitoraggio costante.</p>
<p>Il documentario esplora come la disponibilità di rifiuti organici e la presenza di cani non sorvegliati possano favorire l&#8217;avvicinamento della specie ai centri abitati, distinguendo tra abituazione e comportamento audace. Un report tecnico del progetto, in collaborazione con la Large Carnivore Initiative for Europe, ha censito tra il 2012 e il 2022 solo 19 casi di comportamento audace in Europa, di cui l&#8217;87% riguardava giovani lupi spesso attratti da cibo di origine antropica. In Italia, il Protocollo sperimentale per la gestione dei lupi urbani ha registrato tra il 2020 e il 2024 sei individui responsabili di 18 aggressioni verso l&#8217;uomo, senza conseguenze gravi, sottolineando la necessità di protocolli condivisi per la rimozione degli attrattivi e l&#8217;informazione ai cittadini.</p>
<p>Il progetto LIFE WILD WOLF coinvolge 18 partner in otto Paesi, tra cui Italia, Portogallo, Svezia e Repubblica Ceca, con l&#8217;obiettivo di tutelare il patrimonio genetico della specie migliorando le condizioni di convivenza nei paesaggi dominati dall&#8217;uomo. I dati mostrano scenari diversi: mentre in Italia la densità del lupo è tra le più alte del continente, in Portogallo la popolazione risulta fragile con un calo dell&#8217;areale, e nella Repubblica Ceca si registra un&#8217;espansione recente. Il racconto del film arriva fino al Lazio, documentando la presenza di almeno due branchi stabili nel Parco di Veio, a meno di 15 chilometri da Roma, con esemplari che hanno superato il Grande Raccordo Anulare.</p>
<p>Accanto agli strumenti operativi per le istituzioni, LIFE WILD WOLF ha diffuso dieci raccomandazioni pratiche per i cittadini, tra cui non lasciare cibo accessibile, non alimentare mai la fauna selvatica e mantenere i cani al guinzaglio. La proiezione si è inserita nell&#8217;incontro «Animali selvatici e Uomini: la ricerca che prepara ad un tempo nuovo», organizzato dal Parco Nazionale della Maiella con la partecipazione del Presidente Lucio Zazzara e del Direttore Luciano Di Martino. Il documentario propone una lettura del fenomeno costruita su dati scientifici, competenze veterinarie e risposte adattate alle specificità di ogni territorio, evidenziando la necessità di un nuovo assetto istituzionale per affrontare il fenomeno dei lupi urbani con squadre di intervento formate e reperibili.</p>
<p>com.</p>
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