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	<title>Attualita&#039; Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Con l&#8217;AI Act migliaia di aziende a rischio multe milionarie, nasce in Italia Zero to AI formazione contro brutte sorprese</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/con-lai-act-migliaia-di-aziende-a-rischio-multe-milionarie-nasce-in-italia-zero-to-ai-formazione-contro-brutte-sorprese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 03:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 agosto è scattata l&#8217;ora X per l&#8217;Articolo 50 dell&#8217;AI Act: a 24 mesi dall&#8217;entrata in vigore del Regolamento, diventano pienamente applicabili i nuovi stringenti obblighi di trasparenza per qualsiasi azienda sviluppi o utilizzi sistemi di IA che interagiscono con le persone o generano contenuti, compresi deep fake e testo. Così, mentre l&#8217;Italia si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/con-lai-act-migliaia-di-aziende-a-rischio-multe-milionarie-nasce-in-italia-zero-to-ai-formazione-contro-brutte-sorprese/">Con l&#8217;AI Act migliaia di aziende a rischio multe milionarie, nasce in Italia Zero to AI formazione contro brutte sorprese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>2 agosto</strong> è scattata <strong>l&#8217;ora X per l&#8217;Articolo 50 </strong>dell&#8217;<strong>AI Act</strong>: a 24 mesi dall&#8217;entrata in vigore del Regolamento, diventano pienamente applicabili i nuovi stringenti obblighi di trasparenza per qualsiasi azienda sviluppi o utilizzi sistemi di IA che interagiscono con le persone o generano contenuti, compresi deep fake e testo. Così, mentre l&#8217;Italia si prepara a staccare la spina per le consuete ferie estive, il timer dell&#8217;<strong>Unione Europea </strong>sull&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale </strong>continua a scorrere inesorabile. Ci troviamo di fronte a una &#8220;tempesta perfetta&#8221;: da un lato l&#8217;urgenza normativa, dall&#8217;altro una profonda impreparazione ai vertici aziendali. A fotografare questo scenario è il recente <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxM0LHOnDAMwPGnCVuQ8QUOhgxdeI1PJjacVUhoEorap6_uln6T5eVn688e-gnXvhHfPccBpn5yYyMH6f5VTmH9qymKH5algw4CsHFwlG3A9hBWYs5SSqu1eXki6NgRrMAQpkDrMzjXdwHJjRN0a6MeAQcY4QmT693YuifCA0d5LN3aD4Rv-5sq5XzPFNJxXFEDVU3xfWv3r1rPYh4_DM4G5_u-W2IJIW05XWcb0mFwTle2n93g_GENzh_QZtmFihSD87anhXZb6sV_7KqRi72VJWrc7EanXaTeItGSWjoWfX9gKbK9U_65phzEZiHWKKU02Wdh-gQzDvQ4c4qVdvp16U5tylvzv-iXssdx7AbXVN_89vgvAAD___aMhEE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report globale di <strong><em>The Adecco Group</em></strong></a>, che ha evidenziato un allarmante <strong>divario tra le ambizioni aziendali legate all&#8217;IA e la reale preparazione dei dirigenti che dovrebbero guidare il cambiamento</strong>. Mentre il <strong>45%</strong> dei leader aziendali prevede l&#8217;integrazione di agenti di intelligenza artificiale nei flussi di lavoro entro un anno, solo il <strong>22%</strong> crede che le proprie organizzazioni stiano sviluppando le capacità digitali necessarie a tenere il passo con il cambiamento e, ancora, solo il <strong>31%</strong> afferma che la leadership possieda competenze e conoscenze sufficienti in materia di IA per comprenderne i rischi e le opportunità. È esattamente in questo scenario di fragilità formativa che si inserisce lo spartiacque normativo europeo. Il mese di agosto segna infatti un passaggio fondamentale per l&#8217;applicazione dell&#8217;<strong><em>AI Act</em></strong>, il primo quadro normativo globale sull&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera sfida per le imprese oggi in <strong>Italia </strong>non è solo tecnologica, ma legata al capitale umano, all&#8217;assetto legale e alla strategia. A confermare la fragilità di questo quadro sono <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMkDHOpDAMRk9DOpDjCSEUKbbhGiNDzIylkMwmYUfi9Cu22b-xpa94T3rBwzjjPir2enIW5nE2TvFBEp_1w0EuyYm9XVcNGjYInYGjviwOBwehEArXOkhTb0_7ahlnM7qwwq6dHTfY9GQR3GpQsxKPgBYcTDCb0bjBTAgPdPxY9T5awpv9g8r1c_-85eM4k2zUJKfbFf27tU_tHr86XDpcvt_vQLXmmI-VSqBBWofLxqmV3Nd2BulwOZtEua7cB45RUrvvi9NFPZUmu2xCkfvEMXIvx21mVXzhQP8SdAbuNadGkX6fEmnI5aX-N3pK8OictkY1r_54_BsAAP__jwdzqg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i dati diffusi da <strong><em>Assolombarda</em></strong> sulle rilevazioni <strong><em>ISTAT</em></strong></a>: anche se l&#8217;impiego dell&#8217;IA in Italia è in progressiva diffusione, con la percentuale di imprese con più di 10 addetti che l&#8217;adottano passata dall&#8217;<strong>8,2% </strong>nel 2024 al <strong>16,4% </strong>nel 2025, tra le realtà di piccola dimensione (10-49 addetti) che utilizzano l&#8217;IA oltre un&#8217;impresa su quattro (<strong>27,8%</strong>) non specifica un chiaro ambito aziendale di utilizzo, a indicare un&#8217;adozione ancora poco strutturata, iniziale e sperimentale, a cui si sommano gli ostacoli principali evidenziati dalle stesse aziende, tra cui spicca <strong>la mancanza di competenze per il</strong> <strong>58,6% degli intervistati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>L&#8217;AI Act è stato approvato nel 2024 e le prime regole sono diventate applicabili nel 2025: tra queste vi sono i divieti per una serie di pratiche di IA e un nuovo obbligo di formazione in materia di intelligenza artificiale del personale</em> – spiega <strong>Gabriele Franco, avvocato di PANETTA Consulting Group ed esperto di IA </strong>–. <em>Dal 2 agosto si entra in una nuova decisiva fase: al centro ci sono le regole di trasparenza per sistemi interattivi, come chatbot e agenti, IA generativa, deep fake e testi generati o manipolati artificialmente</em>&#8220;. Il paradosso estivo è evidente: mentre molti rimandano le decisioni a settembre, <strong>le scadenze europee e il mercato impongono un&#8217;accelerazione e un<em> upskilling </em>immediato</strong>. Ignorare questi passaggi espone le aziende al grave svantaggio competitivo evidenziato dallo studio Adecco e a sanzioni draconiane legate all&#8217;AI Act<strong>: fino a 35 milioni di euro (o il 7% del fatturato globale) per l&#8217;uso di sistemi vietati, e fino a 15 milioni (o il 3%) per le violazioni delle nuove regole sulla trasparenza</strong>. &#8220;<em>L&#8217;AI Act non è solo una normativa, ma un vero cambio di paradigma nel modo in cui le imprese sviluppano, utilizzano e governano l&#8217;IA</em> &#8211; spiega l&#8217;esperto, l&#8217;Avv. Gabriele Franco, <strong>autore del libro già bestseller di settore &#8220;<em><a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMkL2SpCAUhZ9GsrYuV0QICDbxNboQrvbdFWGFHqvm6aecZCY6J_rOT3QwWlxHQU5ORoMdrTKCkuf9WQtF_uR8kNPLIkFCgNgpSHXT2CeK7GM8qdaem3i5KWprBrKLgjjoFbXX6xjASoqrJGkEOwTUYGACq0ZlejUhDGhoWOQ6ao83-xeVark1h5zS--DgG-fjztrdq7VSu-FPh3OH83Vd_bbna8n5312mw7mc-S-F23l--NAetTBtvuVHpVR2DtThLE53UvTfEzsFnMqZj-Z3___Nu-_zuYmfD54cHRojtRLNiQ-HXwEAAP__bfNmUQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AI Act spiegato semplice</a></em>&#8220;</strong> (Glow Books, 2026) – <em>per questo oggi non si tratta solo di adeguarsi, ma di comprendere come l&#8217;AI Act può diventare una leva strategica, un elemento di fiducia e un motore di competitività per qualunque organizzazione</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi il vero ostacolo è la mancanza di consapevolezza: molti leader aziendali non sanno ancora come valutare la conformità dei propri software né come formare adeguatamente i dipendenti. È proprio per colmare questo divario, trasformando gli obblighi di agosto e il gap di competenze in un trampolino di lancio strategico, che <strong><em>IA Spiegata Semplice</em></strong>, la più grande Community Italiana di Intelligenza Artificiale fondata da <strong>Pasquale Viscanti</strong> e <strong>Giacinto Fiore, ideatori anche del successo internazionale della <em>AI WEEK</em>,</strong> e dedicata a imprenditori e manager che vogliono comprendere e padroneggiare le infinite potenzialità dell&#8217;IA, ha strutturato strumenti operativi e percorsi formativi dedicati. Da un lato <strong><em>AI Play</em></strong>, la prima piattaforma streaming pensata per la formazione continua sull&#8217;IA: un vero e proprio ecosistema on-demand che permette a professionisti e manager di rimanere costantemente aggiornati sulle evoluzioni tecnologiche e normative in modo flessibile, accessibile e intuitivo, persino sotto l&#8217;ombrellone. Dall&#8217;altro <strong><em>ZERO TO AI</em></strong>, il percorso pratico e intensivo progettato per accompagnare le aziende dall&#8217;alfabetizzazione di base fino all&#8217;implementazione concreta, strategica e pienamente conforme delle soluzioni di intelligenza artificiale. <a>&#8220;</a><em>La formazione è un primo passo fondamentale nel percorso di conformità all&#8217;AI Act, anche considerando che oggi tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di IA sono già tenute a formare il proprio personale in materia di intelligenza artificiale: è l&#8217;obbligo di AI literacy introdotto dall&#8217;AI Act, che deve essere rispettato a partire dal 2 febbraio 2025, da oltre un anno quindi </em>– conclude l&#8217;Avv. Gabriele Franco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una piattaforma agile come <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzz1y7CAQBODTQEiNRvwGBC_Za2wNgt2dKiH0BGuVfXqXnNhRZ1935wgm4MPIEifnLQQTtJelEq_3vpfMX9y2Em1KE0ywQBYaan9aVLVkppyP0rviIV8xJ5PcXBY0gfzikCh4rZN25CyARckRAS14cBC00V5phzCjL3OaHsYSXvYftfT9yra0Wt8bLzS4bVfXGl9j7F3M_wTeBN7O81TE-0qfiofAmzziUTL9TBcauO5H2wat9P_NK6l2POXvtzvniN5PVssR5UfE7wAAAP__OFFXUw" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>AI Play</em></strong></a> e un percorso strutturato come <strong><em>ZERO TO AI</em></strong>, vogliamo fornire agli imprenditori la bussola necessaria per navigare questa transizione colmando quel vuoto di competenze che oggi blocca il mercato. L&#8217;intelligenza artificiale ha già cambiato le regole del business: le aziende oggi possono scegliere se subire questa rivoluzione, rischiando sanzioni e obsolescenza, o se diventarne protagoniste assolute, guidando l&#8217;innovazione nel pieno rispetto delle regole europee.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Cristiano Puglisi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/con-lai-act-migliaia-di-aziende-a-rischio-multe-milionarie-nasce-in-italia-zero-to-ai-formazione-contro-brutte-sorprese/">Con l&#8217;AI Act migliaia di aziende a rischio multe milionarie, nasce in Italia Zero to AI formazione contro brutte sorprese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>AIFO, richiesta al Governo di estendere a 24 ore i tempi di consegna delle olive</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/aifo-chiede-al-governo-di-modificare-la-norma-delle-sei-ore-per-la-consegna-delle-olive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 03:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AIFO chiede al Governo di modificare la norma delle sei ore per la consegna delle olive, proponendo un'estensione a 24 ore per evitare criticità logistiche</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/aifo-chiede-al-governo-di-modificare-la-norma-delle-sei-ore-per-la-consegna-delle-olive/">AIFO, richiesta al Governo di estendere a 24 ore i tempi di consegna delle olive</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione Italiana Frantoiani Oleari ha inviato una comunicazione ufficiale al Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e al Sottosegretario con delega all&#8217;olivicoltura, Patrizo La Pietra, sollecitando un intervento normativo urgente. La richiesta verte sulla modifica dell&#8217;articolo 9, comma 1, della legge 27 dicembre 2023, n. 206, che regola le tempistiche di consegna delle olive dai commercianti ai frantoi.</p>
<p>Attualmente, la disciplina impone un termine massimo di sei ore dall&#8217;acquisizione del prodotto, come definito dal decreto ministeriale del 18 settembre 2024 e dalle istruzioni operative dell&#8217;ICQRF, che stabiliscono come decorra il conteggio del tempo a partire dal primo acquisto senza ripartizione in caso di passaggi successivi tra operatori della filiera. La norma, inizialmente rinviata di un anno a seguito delle segnalazioni di criticità logistiche avanzate dall&#8217;associazione, è entrata in vigore il 1° luglio 2026 senza aver subito le modifiche strutturali richieste. Con l&#8217;imminente avvio della raccolta in diverse aree produttive, AIFO propone di allungare il termine a almeno 24 ore, rimanendo aperta a valutazioni tecniche per una finestra temporale ancora più ampia se necessaria.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;associazione, Alberto Amoroso, ha sottolineato la delicatezza del momento per il comparto, segnalandone la pressione sui prezzi e le rilevanti giacenze in cisterna. Secondo quanto dichiarato da Amoroso, l&#8217;attuale vincolo rischia di ostacolare la movimentazione delle olive su medie e lunghe distanze, penalizzando i frantoi che operano fuori dai principali areali e restringendo le opzioni per gli olivicoltori. L&#8217;associazione ribadisce di non mettere in discussione gli obiettivi di qualità e tracciabilità, ma di chiedere una norma applicabile che tuteli il mercato senza creare ulteriori instabilità prima dell&#8217;inizio della nuova campagna olearia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/aifo-chiede-al-governo-di-modificare-la-norma-delle-sei-ore-per-la-consegna-delle-olive/">AIFO, richiesta al Governo di estendere a 24 ore i tempi di consegna delle olive</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Agroecologia e crisi climatica: alleanza tra FederBio, Legambiente e Slow Food</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/agroecologia-e-crisi-climatica-alleanza-tra-federbio-legambiente-e-slow-food-a-festambient/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 02:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
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		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Festambiente, FederBio, Legambiente e Slow Food Italia rinnovano l'alleanza per affrontare la crisi climatica attraverso agroecologia e agricoltura biolo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/agroecologia-e-crisi-climatica-alleanza-tra-federbio-legambiente-e-slow-food-a-festambient/">Agroecologia e crisi climatica: alleanza tra FederBio, Legambiente e Slow Food</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Si è tenuta presso l’Azienda Agricola La Parrina, nel Comune di Orbetello, nell’ambito di Festambiente, un’incontro dedicato alle strategie per accompagnare la transizione ecologica del settore agricolo. L’evento ha visto la partecipazione di Stefano Ciafani, presidente Legambiente, Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, e Raimondo Boggia, direttore dell’Azienda Agricola La Parrina, per discutere dell’alleanza tra le tre organizzazioni finalizzata ad affrontare la sfida della crisi climatica attraverso i principi dell’agroecologia e dell’agricoltura biologica. Ondate di calore sempre più intense, lunghi periodi di siccità alternati a precipitazioni estreme, perdita di fertilità dei suoli e diminuzione della biodiversità stanno modificando profondamente il modo di produrre cibo.</p>
<p>Di fronte a queste sfide, l’agroecologia rappresenta una delle risposte più concrete, perché applica i principi dell’ecologia ai sistemi agricoli, favorendo produzioni in grado di rigenerare le risorse naturali anziché consumarle. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come pratiche agronomiche quali le rotazioni colturali, che interrompono il ciclo naturale di parassiti e malattie e migliorano la fertilità del terreno; i sovesci, attraverso l’interramento di colture erbacee per aumentare la sostanza organica e la capacità del suolo di trattenere acqua e carbonio; la consociazione tra colture, la tutela degli impollinatori e delle infrastrutture verdi, la messa al bando dell’uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi, insieme a modelli di agricoltura estensiva rispettosi dei tempi della natura, rappresentino strumenti fondamentali per rendere le aziende agricole più resilienti ai cambiamenti climatici. L’agroecologia non significa, infatti, soltanto produrre in modo sostenibile, ma costruire filiere capaci di valorizzare la qualità delle produzioni, tutelare il paesaggio, salvaguardare la biodiversità, ridurre le emissioni climalteranti e garantire un giusto reddito agli agricoltori, mettendo in dialogo biologico, innovazione e conoscenze tradizionali.</p>
<p>L’appuntamento è stato anche l’occasione per rinnovare l’alleanza tra FederBio, Legambiente, e Slow Food Italia, una collaborazione fondata sulla convinzione che la transizione ecologica del sistema agroalimentare, necessaria e improrogabile, richieda un impegno condiviso. Un percorso comune volto a promuovere l’agroecologia, sostenere l’agricoltura biologica, rafforzare la sostenibilità delle filiere e accompagnare le aziende agricole verso modelli produttivi più resilienti, capaci di rispondere alle sfide poste dalla crisi climatica. «La crisi climatica è già oggi una delle principali emergenze con cui deve confrontarsi il settore agricolo.</p>
<p>Per questo abbiamo bisogno di accelerare la transizione verso modelli produttivi che sappiano rigenerare i suoli, preservare la biodiversità e utilizzare in modo efficiente le risorse naturali. L’agroecologia e l’agricoltura biologica dimostrano che è possibile coniugare qualità delle produzioni, tutela dell’ambiente e competitività delle imprese agricole. L’alleanza tra Legambiente, FederBio e Slow Food nasce proprio dalla convinzione che solo facendo rete sia possibile accompagnare questa trasformazione e costruire un sistema agroalimentare più giusto, resiliente e capace di affrontare le sfide della crisi climatica.</p>
<p>Occorre altresì riallineare le politiche agricole europee agli obiettivi delle strategie Farm to Fork e Biodiversity 2030, oggi ancora largamente disattese, evitando misure che incentivino l’uso dei pesticidi, come previsto dal pacchetto Omnibus. Allo stesso tempo, è necessario che la nuova Politica Agricola Comune (PAC) torni a sostenere realmente i territori rurali, le piccole e medie aziende agricole e la transizione agroecologica, superando un modello che continua a favorire le grandi imprese e i sistemi di agricoltura e allevamento intensivi», ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. «Lo stato delle cose – ha dichiarato Mariagrazia Mammuccini, presidente di FederBio &#8211; mette in evidenza, purtroppo in maniera sempre più drammatica, che il vero problema degli agricoltori non era il Green Deal, ma gli effetti devastanti del cambiamento climatico, che compromettono le produzioni agricole e, nei casi più gravi, possono distruggere interi raccolti.</p>
<p>A ciò si aggiunge un modello produttivo intensivo che, oltre ad aggravare gli impatti sul clima e sull&#8217;ambiente, contribuisce ad accentuare la crisi economica delle aziende agricole, colpendo in particolare le piccole e medie imprese del settore. Quasi tutti i settori agricoli, dall&#8217;olio ai cereali, dal vino all&#8217;ortofrutta, stanno attraversando una fase di forte difficoltà. I dati parlano chiaro: a fronte di un calo della produzione, i prezzi riconosciuti agli agricoltori sono diminuiti anche a doppia cifra, mentre quelli pagati dai cittadini sullo scaffale continuano ad aumentare.</p>
<p>È ormai evidente che il modello agricolo intensivo non è più sostenibile, né dal punto di vista ambientale né sotto il profilo economico e sociale. Per questo è urgente rilanciare con decisione gli obiettivi del Green Deal europeo, che per i sistemi agricoli e alimentari significano puntare sull&#8217;agricoltura biologica e biodinamica, fondate sui principi dell&#8217;agroecologia. È questa la visione che ispira la nostra alleanza.</p>
<p>Da qui a fine anno si definiranno le scelte che orienteranno il futuro della Politica Agricola Comune. Dopo aver investito per raggiungere l&#8217;obiettivo del 25% di superficie coltivata a biologico, adesso si rischia di rimettere in discussione anche tale scelta. Agroecologia, biologico e biodinamico sono strumenti fondamentali per le politiche pubbliche, indispensabili per guidare la trasformazione versi sistemi agricoli e alimentari sostenibili e resilienti.</p>
<p>È proprio per sostenere questi obiettivi che vogliamo dare ancora più forza alla nostra alleanza». «L’agroecologia, ma anche il regime biologico e la biodinamica, non è un insieme di pratiche agronomiche: si tratta di un vero e proprio approccio politico alternativo – ha sottolineato Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia. Casa nostra sta bruciando, sappiamo quali sono i motivi, ma stiamo cercando risposte all’interno dello stesso modello che ci ha portato al collasso.</p>
<p>È urgente un cambio di paradigma che dal sistema alimentare si estenda ad ogni attività umana: serve preservare la vita, quindi la biodiversità, quindi la fertilità del suolo, prima del profitto. Serve un governo etico del sistema alimentare che garantisca cibo buono pulito e giusto a tutti. Serve uscire dalla dipendenza dal fossile e ripensare le nostre società energivore in chiave sostenibile.</p>
<p>Serve, per iniziare, riallineare le politiche ai principi stabiliti dal Green Deal che è rimasto un documento pieno di buone intenzioni ma ampiamente disatteso. Noi crediamo che da una urgente conversione “agroecologica” passi una reale prospettiva per il futuro che inderogabilmente intreccia le dimensioni ambientali, sociali ed economiche: la nostra Alleanza rappresenta questo». Da Festambiente è emerso con chiarezza un messaggio: la transizione ecologica del sistema agroalimentare non è più rinviabile.</p>
<p>La collaborazione tra associazioni ambientaliste, organizzazioni del biologico, imprese agricole e mondo della ricerca rappresenta una leva strategica per diffondere l’agroecologia, rafforzare la sostenibilità delle produzioni e accompagnare il settore verso un modello capace di adattarsi ai cambiamenti climatici, rigenerare le risorse naturali e creare valore per i territori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/agroecologia-e-crisi-climatica-alleanza-tra-federbio-legambiente-e-slow-food-a-festambient/">Agroecologia e crisi climatica: alleanza tra FederBio, Legambiente e Slow Food</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Slow Food e associazioni, preoccupazione per la gestione della Peste Suina Africana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 02:56:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti estensivi]]></category>
		<category><![CDATA[cinta senese dop]]></category>
		<category><![CDATA[FederBio]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni filippini]]></category>
		<category><![CDATA[ordinanza 4 2026]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina africana]]></category>
		<category><![CDATA[razze autoctone]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Slow Food e 14 associazioni contestano l'Ordinanza 4/2026 sulla Peste Suina Africana, giudicata ingiusta per gli allevamenti estensivi e priva di basi dati</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/slow-food-e-associazioni-grave-preoccupazione-per-la-gestione-della-peste-suina-africana-e/">Slow Food e associazioni, preoccupazione per la gestione della Peste Suina Africana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Grave preoccupazione per la gestione dell&#8217;emergenza sanitaria da Peste Suina Africana (PSA) espressa da un&#8217;ampia coalizione di associazioni e da Slow Food Italia. Il nodo centrale del dissenso riguarda le nuove ordinanze commissariali, giudicate sproporzionate e non supportate da evidenze scientifiche adeguate, con impatti negativi diretti sugli allevamenti estensivi, biologici e di piccola scala. La mobilitazione si è intensificata dopo l&#8217;incontro svoltosi nei giorni scorsi tra i rappresentanti delle quindici organizzazioni e il Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini.</p>
<p>Alla riunione erano presenti dirigenti dei ministeri competenti, funzionari degli Istituti zooprofilattici e assessorati regionali, ma non sono emersi riscontri tecnici chiari sui rilievi sottoposti all&#8217;autorità governativa. Tra i partecipanti figurano FederBio, Legambiente, AssoBio, AIAB e le sue sezioni regionali, Veterinari Senza Frontiere Italia, ARI, RARE, ONAS, UCI e il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP. Durante l&#8217;audizione, il commissario ha illustrato la strategia nazionale, sottolineando la necessità di tutelare l&#8217;area di produzione industriale di salumi per il suo valore economico.</p>
<p>Le associazioni, tuttavia, hanno contestato l&#8217;Ordinanza commissariale 4/2026, ritenendo che essa penalizzi ingiustamente le aziende estensive attribuendo loro un rischio di diffusione del virus superiore a quello degli allevamenti industriali con animali stabulati. Secondo i dati dell&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), l&#8217;80% dei focolai in suini domestici in Italia ha interessato allevamenti con oltre cento capi e in regime di stabulazione. Nel Nord Ovest, su 44 focolai censiti, solo due riguardano allevamenti semibradi e altrettanti quelli sotto i 50 capi.</p>
<p>Le organizzazioni ritengono che l&#8217;attuale approccio, basato su strumenti pensati per le aziende intensive, non giustifichi misure drastiche che rischiano di causare marginalizzazione e abbandono nelle aree interne, con conseguenze irreversibili per il patrimonio di razze suine autoctone come la Cinta Senese, il Nero di Parma e la Mora Romagnola. È stata inoltre manifestata seria preoccupazione per la fretta con cui vengono imposti abbattimenti preventivi in allevamenti privi di focolai, ma gestiti da allevatori già coinvolti in casi positivi, come accaduto recentemente in Toscana con i riproduttori di Cinta Senese. Le associazioni chiedono l&#8217;adozione di misure alternative quali isolamento, sorveglianza rafforzata o quarantena, nonché piani preventivi per la salvaguardia delle razze a rischio.</p>
<p>Un altro punto critico riguarda le norme sulla pastorizia nelle zone di restrizione, che si estendono dall&#8217;Appennino Cuneese e Savonese al Parmense, alla Lunigiana, alla Garfagnana e fino alle porte di Firenze. I pastori sono tenuti a tosare gli ovini e disinfettare mezzi e animali con prodotti non registrati per uso zootecnico, ma idonei solo ad automezzi e superfici. In attesa della convocazione della task force dedicata all&#8217;allevamento estensivo, le associazioni trasmetteranno un documento con proposte di modifica dell&#8217;Ordinanza n.4/2026 e un aggiornamento delle checklist per la valutazione del rischio, già inviate oltre un anno fa senza riscontro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/08/slow-food-e-associazioni-grave-preoccupazione-per-la-gestione-della-peste-suina-africana-e/">Slow Food e associazioni, preoccupazione per la gestione della Peste Suina Africana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 03:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[12 agosto]]></category>
		<category><![CDATA[baviera clinica oculistica]]></category>
		<category><![CDATA[dott sergio ares]]></category>
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		<category><![CDATA[iso 12312-2]]></category>
		<category><![CDATA[occhiali omologati]]></category>
		<category><![CDATA[protezione occhi]]></category>
		<category><![CDATA[retinopatia solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esperti di Baviera Clinica Oculistica spiegano i rischi per la retina durante l'eclissi del 12 agosto e le regole d'oro per osservarla in sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/">Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il prossimo 12 agosto il cielo sarà teatro di un&#8217;eclissi solare totale, un evento astronomico di grande interesse globale che dall&#8217;Italia potrà essere osservato come fenomeno parziale. La percentuale di Sole coperto dalla Luna varierà a seconda della zona geografica, risultando maggiore al Nord e minore nelle regioni del Sud. Sebbene si tratti di uno spettacolo naturale di grande bellezza, gli esperti di Baviera Clinica Oculistica, uno dei principali gruppi oculistici europei, ricordano che ammirarlo direttamente senza la protezione adeguata può provocare lesioni molto gravi agli occhi.</p>
<p>Durante l&#8217;eclissi, la diminuzione dell&#8217;intensità della luce crea la falsa sensazione di sicurezza, mentre la radiazione ultravioletta, infrarossa e la luce visibile ad alta intensità continuano a raggiungere la retina, con il potenziale di danneggiarla in modo irreversibile. La retina, struttura sensibile posta nella parte posteriore dell&#8217;occhio, trasforma la luce in segnali nervosi interpretati dal cervello; la sua esposizione diretta al Sole può causare la retinopatia solare, una condizione in cui le cellule responsabili della visione centrale vengono colpite permanentemente. Uno degli aspetti più pericolosi di questo danno è che solitamente non produce dolore durante l&#8217;osservazione, poiché la retina non dispone di recettori in grado di avvertire il problema, esponendo la persona a rischi inconsapevoli.</p>
<p>Anche esposizioni brevi possono provocare alterazioni visive importanti, soprattutto se si utilizzano strumenti ottici senza filtri adeguati o metodi di osservazione non omologati. Gli effetti di un&#8217;esposizione inadeguata potrebbero non apparire nell&#8217;immediato, con i primi sintomi che insorgono spesso diverse ore dopo l&#8217;osservazione. Tra i segni più comuni figurano la visione offuscata, la difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, la comparsa di un punto scuro o di una macchia fissa al centro del campo visivo, la distorsione delle linee rette e l&#8217;alterazione nella percezione dei colori.</p>
<p>Questi sintomi indicano un possibile coinvolgimento della macula, la zona centrale della retina. Se uno qualsiasi di questi segnali si manifesta dopo aver osservato l&#8217;eclissi, è fondamentale evitare di sforzare la vista e recarsi il prima possibile da uno specialista per effettuare un esame completo. Sebbene non sia sempre possibile ripristinare completamente il danno, in caso di retinopatia solare una valutazione precoce consente di confermare la diagnosi, escludere altre patologie e stabilire un follow-up adeguato che contribuisca a proteggere la salute visiva a lungo termine.</p>
<p>Per evitare queste complicazioni, gli esperti di Baviera Clinica Oculistica hanno fornito alcune raccomandazioni per ammirare il fenomeno in tutta sicurezza. Il primo consiglio, e il più importante, è utilizzare esclusivamente occhiali progettati per l&#8217;osservazione delle eclissi solari che rispettino la norma internazionale ISO 12312-2. Questi occhiali incorporano filtri speciali in grado di bloccare praticamente tutta la radiazione solare dannosa, permettendo di contemplare il fenomeno senza che la retina riceva una quantità pericolosa di energia.</p>
<p>Prima di utilizzarli è opportuno verificare che non siano graffiati, perforati o deteriorati, poiché qualsiasi difetto può ridurne l&#8217;efficacia. Se una persona decide di osservare l&#8217;eclissi senza questo tipo di protezione o utilizza occhiali non omologati, la radiazione può penetrare direttamente all&#8217;interno dell&#8217;occhio e produrre lesioni permanenti alla retina. Gli occhiali da sole convenzionali, indipendentemente da quanto siano scuri, non offrono la protezione necessaria per osservare un&#8217;eclissi solare.</p>
<p>Allo stesso modo, non sono sicuri nemmeno i vetri affumicati, le radiografie, i negativi fotografici, i compact disc, i filtri improvvisati o qualsiasi altro metodo casalingo tradizionalmente utilizzato per tentare di guardare il Sole. Nessuno di questi elementi blocca la radiazione nociva in modo adeguato. Utilizzare uno qualsiasi di questi metodi può generare una falsa sensazione di sicurezza e far sì che la persona mantenga lo sguardo fisso sul Sole per più tempo, aumentando considerevolmente il rischio di subire ustioni alla retina e danni permanenti alla vista, che in alcuni casi possono impedire di recuperare completamente la capacità visiva.</p>
<p>Gli strumenti ottici concentrano un&#8217;enorme quantità di luce ed energia solare su un punto molto piccolo, per cui devono essere utilizzati solo se dotati di filtri solari specificamente progettati a tale scopo e correttamente posizionati nella parte frontale dell&#8217;apparecchio. Anche le macchine fotografiche o i telefoni cellulari possono risultare pericolosi quando vengono utilizzati per guardare direttamente il Sole senza la protezione adeguata. Se si impiegano questi dispositivi senza filtri omologati, la quantità di radiazione che raggiunge la retina aumenta in modo molto significativo e il danno oculare può verificarsi quasi immediatamente.</p>
<p>Inoltre, la stessa apparecchiatura può subire danni a causa dell&#8217;intensa radiazione solare. I bambini provano una grande curiosità per questo tipo di fenomeni astronomici e, in molti casi, non sono pienamente consapevoli del pericolo che comporta guardare direttamente il Sole. Per questo è fondamentale che un adulto supervisioni in ogni momento l&#8217;osservazione dell&#8217;eclissi, spieghi come utilizzare correttamente gli occhiali omologati e impedisca che li tolgano mentre stanno guardando il fenomeno.</p>
<p>Se i minori osservano l&#8217;eclissi senza supervisione, esiste un maggior rischio che rimuovano la protezione per qualche secondo o guardino direttamente il Sole per curiosità. Un&#8217;esposizione molto breve può essere sufficiente a produrre lesioni irreversibili alla retina, compromettendo la loro vista per il resto della vita. Uno dei modi più sicuri per godersi un&#8217;eclissi consiste nell&#8217;utilizzare sistemi di proiezione indiretta, come le camere oscure o i proiettori stenopeici, che permettono di osservare l&#8217;immagine del Sole senza la necessità di guardarlo direttamente.</p>
<p>È inoltre consigliabile, se possibile, recarsi presso osservatori astronomici o partecipare ad attività organizzate da associazioni specializzate, dove sono generalmente disponibili attrezzature omologate e personale qualificato per garantire un&#8217;osservazione completamente sicura. Non seguire questa raccomandazione e optare per guardare direttamente il Sole aumenta considerevolmente le possibilità di subire lesioni oculari. I metodi indiretti eliminano praticamente qualsiasi rischio per la retina e permettono di godersi il fenomeno con totale tranquillità e rappresentano quindi un&#8217;alternativa particolarmente valida per le famiglie e le persone che non dispongono di occhiali omologati.</p>
<p>Il Dott. Sergio Ares, Medico Oculista e Country Manager di Baviera Italia, spiega: «L&#8217;eclissi solare del 12 agosto sarà un fenomeno astronomico di grande interesse che potrà essere visibile come eclissi parziale da tutta l&#8217;Italia, sebbene con diversa intensità a seconda della regione in cui ci si trova. Tuttavia, osservarla senza le adeguate misure di protezione può essere pericoloso: si possono provocare lesioni irreversibili alla retina e una perdita permanente della vista.</p>
<p>Noi da Baviera raccomandiamo quindi di utilizzare sempre occhiali omologati, evitare metodi casalinghi, non impiegare strumenti ottici privi di filtri speciali, sorvegliare i bambini e ricorrere a sistemi di osservazione indiretta per godersi lo spettacolo in totale sicurezza, proteggendo la salute oculare».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/eclissi-solare-12-agosto-i-rischi-per-la-retina-e-le-regole-d-oro-per-osservarla-in-sicure/">Eclissi solare 12 agosto, i rischi per la retina e le regole per osservarla in sicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Italia al 8° posto mondiale per i trasferimenti internazionali di animali domestici</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/italia-top-10-mondiale-pet-friendly-oltre-il-50-dei-turisti-viaggia-con-animali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 03:25:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[animali domestici in viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[global pet travel data report 2026]]></category>
		<category><![CDATA[italia pet-friendly]]></category>
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		<category><![CDATA[schesir]]></category>
		<category><![CDATA[turismo con animali]]></category>
		<category><![CDATA[veterinario]]></category>
		<category><![CDATA[viaggiare con cani e gatti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Italia è all'8° posto mondiale per i trasferimenti internazionali di animali domestici secondo il Global Pet Travel Data Report 2026, con oltre il 54% di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/italia-top-10-mondiale-pet-friendly-oltre-il-50-dei-turisti-viaggia-con-animali/">Italia al 8° posto mondiale per i trasferimenti internazionali di animali domestici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Italia si conferma una meta di eccellenza per il turismo con animali, posizionandosi all&#8217;ottavo posto nella classifica mondiale dei Paesi di destinazione per i trasferimenti internazionali di pet. Il dato emerge dal Global Pet Travel Data Report 2026, un&#8217;analisi condotta da Starwood su un campione di 41.114 trasferimenti che evidenzia come il nostro Paese preceda nazioni come Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Spagna in questa specifica categoria di viaggi. La tendenza globale è inarrestabile: oltre il 54% dei viaggiatori decide di non separarsi dal proprio animale durante le vacanze, un fenomeno che sta ridisegnando le dinamiche del settore ospitalità e dei trasporti.</p>
<p>La crescente attenzione al benessere animale e il cambiamento degli stili di vita hanno portato il 52% dei turisti a basare i propri itinerari sulla possibilità di portare con sé cani e gatti, mentre il 58% dichiara di preferire la compagnia dei propri animali a quella di amici o familiari. L&#8217;industria dell&#8217;ospitalità ha risposto rapidamente, con circa il 75% degli hotel, dalle strutture economiche ai resort di lusso, che ha adottato politiche pet-friendly. L&#8217;auto rimane il mezzo di trasporto privilegiato, scelto dal 64% dei proprietari per la flessibilità che offre, sebbene i dati rivelino anche comportamenti a rischio, come il 10% di viaggiatori che ha ammesso di aver nascosto il cane per eludere i divieti e il 3% che ha tentato di camuffarlo da neonato per salire su un aereo.</p>
<p>Il fenomeno del pet travel ha raggiunto proporzioni globali, sancendo una nuova era in cui gli animali domestici sono considerati membri permanenti della famiglia. Nel 2026 cresce anche l&#8217;interesse per i viaggi con i gatti, con un boom di ricerche che secondo Google Trends ha raggiunto il +650% a livello globale rispetto all&#8217;anno precedente. Il Bel Paese si distingue per l&#8217;accoglienza, ma la corretta pianificazione logistica e sanitaria diventa fondamentale per gestire la complessità dei trasferimenti, specialmente considerando che la media delle famiglie che viaggia è di 1,43 animali per nucleo.</p>
<p>Il dott. Vittorio Saettone, veterinario ed Head of R&amp;D&amp;QA di Schesir, sottolinea l&#8217;importanza di superare la disinformazione con una guida pratica che metta al centro il rispetto delle esigenze biologiche e sanitarie dei pet. Lo Schesir Respect My Nature Index ha stilato un vademecum con 5 consigli specifici per gatti e 5 per cani, focalizzandosi sulla gestione dello stress, l&#8217;uso corretto dei trasportini e le necessità biologiche in viaggio.</p>
<p>Per i gatti, è fondamentale abituare l&#8217;animale al trasportino settimane prima della partenza, evitare pasti abbondanti nelle ore precedenti e utilizzare feromoni calmanti per ridurre l&#8217;ansia. È inoltre sconsigliato far uscire il gatto dal trasportino durante le soste e bisogna portare con sé lettiera e oggetti familiari per mantenere punti di riferimento. Per i cani, le raccomandazioni prevedono soste ogni due ore circa per bisogni fisiologici, l&#8217;uso obbligatorio di sistemi di sicurezza omologati in auto e mai lasciare l&#8217;animale da solo nel veicolo, nemmeno per pochi minuti, a causa del rischio di colpo di calore.</p>
<p>La documentazione sanitaria, inclusi microchip e passaporto europeo, deve essere verificata con largo anticipo, mentre un kit di viaggio essenziale con acqua, ciotola e farmaci abituali è indispensabile per gestire gli imprevisti. Agosto, mese dedicato alla Giornata Mondiale del Gatto e del Cane, segna il cuore delle partenze estive e conferma l&#8217;Italia come destinazione top per i viaggiatori pet-friendly.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/07/italia-top-10-mondiale-pet-friendly-oltre-il-50-dei-turisti-viaggia-con-animali/">Italia al 8° posto mondiale per i trasferimenti internazionali di animali domestici</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Di Marco, la memoria di Marcinelle forza per il futuro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/di-marco-la-memoria-di-marcinelle-e-forza-per-il-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 19:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Marco]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione italiana]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione marcinelle]]></category>
		<category><![CDATA[manoppello]]></category>
		<category><![CDATA[Marcinelle]]></category>
		<category><![CDATA[memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor bruno forte]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Marco: «La memoria di Marcinelle è forza per il futuro». La commemorazione tra Manoppello e la cappella dei Martiri, con la presenza di Monsignor Bruno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/di-marco-la-memoria-di-marcinelle-e-forza-per-il-futuro/">Di Marco, la memoria di Marcinelle forza per il futuro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La commemorazione della tragedia di Marcinelle ha visto il suo svolgimento tra la piazza di Manoppello e la cappella dedicata ai Martiri di Marcinelle, dove è stato reso omaggio alle vittime. A chiudere la cerimonia c&#8217;era la presenza di Sua Eccellenza Monsignor Bruno Forte, intervenuto in piazza per condividere il momento di ricordo con i presenti. Un gesto che ha sottolineato il valore istituzionale e spirituale dell&#8217;evento.</p>
<p>Particolare forza emotiva ha avuto la lettura dei nomi delle vittime, affidata ai ragazzi della Protezione Civile di Manoppello. Ascoltare quelle giovani voci pronunciare uno dopo l&#8217;altro i nomi dei 60 abruzzesi morti a Marcinelle ha toccato nel vivo, ricordando che dietro ogni nome c&#8217;era una persona, una famiglia, una storia. Forte come la testimonianza di Camilla Iezzi, figlia di Camillo Iezzi, una delle vittime di Marcinelle, nata proprio nel giorno in cui suo padre veniva sepolto.</p>
<p>Da quel momento ha portato con sé una storia personale dolorosa, trasformandola in una testimonianza che per tutta la vita ha avuto un obiettivo preciso: ricordare quegli uomini e restituire dignità alle loro storie, ai loro sacrifici e alle speranze con cui erano partiti per cercare lavoro e un futuro migliore. Toccante anche la canzone scritta da una signora di San Salvo, “8 agosto 1956”, con versi dedicati proprio alla tragedia di Marcinelle. Anche attraverso la musica e le parole delle nostre comunità la memoria trova un modo per continuare a vivere e a parlare alle nuove generazioni.</p>
<p>Importante resta l&#8217;impegno delle istituzioni, ha senso sostenere la Fondazione dedicata alla memoria di Marcinelle e dare maggiore continuità alle iniziative legate a questa ricorrenza. È un impegno che considero importante perché la memoria, per essere davvero custodita, ha bisogno anche di essere sostenuta concretamente. La storia dell&#8217;emigrazione appartiene profondamente alle nostre comunità, ai nostri borghi e alle nostre famiglie.</p>
<p>Marcinelle è una ferita che riguarda l&#8217;Abruzzo e che, dopo settant&#8217;anni, continua a parlare al presente. Il 70° anniversario non deve essere soltanto una ricorrenza. Deve essere la conferma di un impegno: custodire i nomi, ascoltare le testimonianze e trasmettere ai giovani la storia di quegli uomini.</p>
<p>Perché dimenticare Marcinelle significherebbe perdere una parte della nostra storia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/di-marco-la-memoria-di-marcinelle-e-forza-per-il-futuro/">Di Marco, la memoria di Marcinelle forza per il futuro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità nei piccoli comuni, Italia dei Diritti chiede incentivi e poteri alle Asl</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/italia-dei-diritti-denuncia-l-emergenza-sanitaria-nei-piccoli-comuni-e-propone-nuove-norme/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 19:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[antonello de pierro]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 32 costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[asl]]></category>
		<category><![CDATA[flavio de santis]]></category>
		<category><![CDATA[italia dei diritti]]></category>
		<category><![CDATA[medico di medicina generale]]></category>
		<category><![CDATA[roccagiovine]]></category>
		<category><![CDATA[sanita piccoli comuni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italia dei Diritti-De Pierro denuncia l'emergenza sanitaria nei comuni sotto i 1.500 abitanti e propone incentivi per i medici e poteri d'imposizione per l</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/italia-dei-diritti-denuncia-l-emergenza-sanitaria-nei-piccoli-comuni-e-propone-nuove-norme/">Sanità nei piccoli comuni, Italia dei Diritti chiede incentivi e poteri alle Asl</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;emergenza sanitaria nei centri abitati con meno di 1.500 abitanti è al centro di una nuova battaglia politica e civile promossa da Antonello De Pierro e dal movimento Italia dei Diritti-De Pierro. L&#8217;organizzazione denuncia come l&#8217;articolo 32 della Costituzione, che garantisce la salute come diritto fondamentale, risulti disatteso in queste realtà, dove l&#8217;assistenza primaria è spesso ridotta all&#8217;osso o assente del tutto. La situazione è definita come un circolo vizioso che soffoca l&#8217;equità assistenziale, lasciando i cittadini dei piccoli borghi in una condizione di perenne vulnerabilità.</p>
<p>Il movimento sottolinea che la normativa vigente lascia il medico di medicina generale libero di scegliere se operare in un comune, una flessibilità che nei centri minori si traduce in compensi ridotti e carenza di personale. La mancanza di assistenti riduce ulteriormente le entrate dei professionisti, spingendo chi ha la possibilità di spostarsi verso comuni più grandi e dotati di servizi più completi. Questo fenomeno svuota ancora di più le strutture dei piccoli paesi, aggravando il divario con le aree urbane.</p>
<p>A Roccagiovine, dove Antonello De Pierro è capogruppo dell&#8217;opposizione in consiglio comunale, la crisi ha raggiunto livelli estremi. Per due anni consecutivi, un medico è rimasto presente per sole un&#8217;ora a settimana, un&#8217;anomalia che ha colpito una popolazione prevalentemente anziana. Il movimento critica l&#8217;atteggiamento di molti sindaci, accusati di evitare di sollevare il problema per non scontentare i propri riferimenti politici.</p>
<p>Antonello De Pierro aveva già proposto una soluzione d&#8217;emergenza basata su una convenzione tra una decina di comuni, con un costo di circa 500 euro al mese per ciascuno per garantire la presenza del medico per cinque giorni. L&#8217;allora sindaco di Vallepietra, Flavio De Santis, aveva accolto favorevolmente l&#8217;ipotesi, ma gli altri amministratori hanno rifiutato, adducendo vincoli di bilancio. Oggi, di fronte all&#8217;aggravarsi della situazione, gli stessi sindaci lamentano la mancanza di competenze dirette, una scusa che il movimento ritiene inaccettabile.</p>
<p>La proposta di Italia dei Diritti-De Pierro non si limita a richieste di emergenza, ma punta a una riforma statale immediata. Si chiede di classificare i comuni sotto i 1.500 abitanti come sedi disagiate, introducendo incentivi economici per i medici per colmare i minori introiti. Inoltre, si richiedono poteri d&#8217;imposizione per le Asl, che dovrebbero avere la facoltà di assegnare d&#8217;ufficio la copertura dei piccoli comuni ai medici di base in casi di emergenza.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è restituire pieni diritti e dignità ai cittadini, superando una situazione definita vergognosa e inaccettabile in un paese civile.</p>
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		<title>Chiara Galiazzo in concerto a Chieti: la rassegna Chieti sotto le Stelle</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/chieti-sotto-le-stelle-domani-il-concerto-di-chiara-galiazzo-alla-villa-comunale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 11:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[chiara galiazzo]]></category>
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		<category><![CDATA[estate teatina]]></category>
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		<category><![CDATA[villa comunale chieti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani sera a Chieti, nella Villa Comunale, concerto gratuito di Chiara Galiazzo Duo nell'ambito della rassegna Chieti sotto le Stelle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/chieti-sotto-le-stelle-domani-il-concerto-di-chiara-galiazzo-alla-villa-comunale/">Chiara Galiazzo in concerto a Chieti: la rassegna Chieti sotto le Stelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Domani sera, domenica 9 agosto, la Villa Comunale di Chieti ospiterà il concerto del Chiara Galiazzo Duo. L&#8217;appuntamento è fissato per le ore 21:30 e si inserisce nella quinta edizione di Chieti sotto le Stelle, rassegna che fa parte del cartellone della sesta edizione dell&#8217;Estate Teatina. L&#8217;evento è gratuito e aperto a tutti i cittadini e ai turisti presenti in città.</p>
<p>La cantante, vincitrice della sesta edizione di X Factor, si esibirà accompagnata dal suo duo, proponendo un repertorio che mescola i suoi grandi successi a brani di musica d&#8217;autore. Il pubblico potrà ascoltare hit come Due respiri, Straordinario e Over the Rainbow in una veste intima ed elegante. L&#8217;evento segue il concerto di Karima, che ha registrato un importante riscontro di pubblico nelle scorse settimane.</p>
<p>Il Vicesindaco e Assessore agli Eventi Paolo De Cesare ha sottolineato come la presenza di un&#8217;artista di tale profilo confermi la qualità e l&#8217;inclusività del cartellone estivo. L&#8217;assessore ha invitato la cittadinanza a partecipare per vivere una serata dedicata alla musica nei suggestivi spazi della Villa Comunale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/06/chieti-sotto-le-stelle-domani-il-concerto-di-chiara-galiazzo-alla-villa-comunale/">Chiara Galiazzo in concerto a Chieti: la rassegna Chieti sotto le Stelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fossacesia, Di Giuseppantonio: per la violenza giovanile serve alleanza educativa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/08/02/comunicato-stampa-del-sindaco-di-fossacesia-sulla-violenza-giovanile-e-l-alleanza-educativ/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 20:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza educativa]]></category>
		<category><![CDATA[anci inclusione e famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[don antonio mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[enrico di giuseppantonio]]></category>
		<category><![CDATA[Fossacesia]]></category>
		<category><![CDATA[grumo nevano]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza giovanile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia, interviene sulla violenza giovanile: non bastano le pene, serve una grande alleanza educativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/02/comunicato-stampa-del-sindaco-di-fossacesia-sulla-violenza-giovanile-e-l-alleanza-educativ/">Fossacesia, Di Giuseppantonio: per la violenza giovanile serve alleanza educativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Enrico Di Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia e Presidente della Commissione Nazionale ANCI Inclusione e Famiglia, interviene sul crescente fenomeno della violenza giovanile, definendolo un segnale di disagio sociale che attraversa l&#8217;intero Paese. La sua presa di posizione arriva in seguito all&#8217;episodio di Grumo Nevano, dove un diciottenne ha aggredito brutalmente un uomo di settant&#8217;anni, un fatto che l&#8217;Amministratore locale rifiuta di liquidare come semplice cronaca nera. Secondo Di Giuseppantonio, la situazione è aggravata da risse, aggressioni e episodi di bullismo che coinvolgono fasce d&#8217;età sempre più giovani, da Nord a Sud dell&#8217;Italia, raccontando una crisi educativa e sociale non più sottovalutabile.</p>
<p>Pur ribadendo la necessità di una risposta ferma dello Stato e la certezza della pena come principio fondamentale, il Sindaco sottolinea come il solo intervento del Codice Penale sia insufficiente se non accompagnato da azioni di prevenzione. I Comuni, in questa ottica, rappresentano il primo presidio dello Stato, poiché conoscono le fragilità delle periferie e possono intercettare il disagio prima che si trasformi in devianza o criminalità. Nel suo intervento, Di Giuseppantonio rende omaggio alla memoria di Don Antonio Mazzi, figura simbolo dell&#8217;impegno educativo, ricordando come l&#8217;esperienza di Exodus abbia dimostrato che nessun giovane è irrecuperabile se accompagnato con ascolto e presenza quotidiana.</p>
<p>L&#8217;Amministratore richiama inoltre la propria esperienza passata come Assessore alle Politiche Giovanili, quando la politica investiva in inclusione, sport e cultura come strumenti di prevenzione, un rapporto diretto con i ragazzi che oggi va recuperato. Di Giuseppantonio lancia un appello per una grande alleanza tra famiglie, scuola, istituzioni, associazioni, parrocchie e mondo dello sport, volta a restituire ai giovani spazi di ascolto e responsabilità. L&#8217;obiettivo è allontanarli dalle dipendenze e dalla violenza, facendo riscoprire loro la passione civile e il valore della politica come atto di servizio alla persona, come insegnava Giorgio La Pira.</p>
<p>La sfida, secondo il Sindaco, è costruire una rete nazionale che permetta di prevenire il disagio, salvando vite e offrendo ai ragazzi la possibilità di scegliere un futuro diverso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/08/02/comunicato-stampa-del-sindaco-di-fossacesia-sulla-violenza-giovanile-e-l-alleanza-educativ/">Fossacesia, Di Giuseppantonio: per la violenza giovanile serve alleanza educativa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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