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	<title>Interviste Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. Richeldi (Gemelli): &#8220;Affrontare l&#8217;inverno con massimo rigore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 18:15:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Solo ieri 15.199 nuovi contagi su 177.848 tamponi effettuati con 127 decessi registrati. Questi sono i numeri del virus che corre in tutta Italia seppur con differenze tra regioni e aree metropolitane del Paese molto spiccate. Solo ieri 15.199 nuovi contagi su 177.848 tamponi effettuati con 127 decessi registrati. Questi sono i numeri del virus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/22/coronavirus-richeldi-gemelli-affrontare-linverno-con-massimo-rigore/">Coronavirus. Richeldi (Gemelli): &#8220;Affrontare l&#8217;inverno con massimo rigore&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo ieri 15.199 nuovi contagi su 177.848 tamponi effettuati con 127 decessi registrati. Questi sono i numeri del virus che corre in tutta Italia seppur con differenze tra regioni e aree metropolitane del Paese molto spiccate.</p>
<p>Solo ieri 15.199 nuovi contagi su 177.848 tamponi effettuati con 127 decessi registrati. Questi sono i numeri del virus che corre in tutta Italia seppur con differenze tra regioni e aree metropolitane del Paese molto spiccate.</p>
<p><strong> La parola d&#8217;ordine sicuramente e&#8217; rigore, ma le misure &#8216;chirurgiche&#8217; e localizzate </strong></p>
<p><strong>La parola d&#8217;ordine sicuramente e&#8217; rigore, ma le misure &#8216;chirurgiche&#8217; e localizzate basteranno oppure servira&#8217; intervenire piu&#8217; duramente con veri e propri lockdown? Che tipo di inverno si profilera&#8217;? L&#8217;agenzia di stampa Dire ha rivolto queste domande al professor Luca Richeldi, direttore dell&#8217;Uoc di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma, presidente della Societa&#8217; Italiana di Pneumologia e membro del Comitato tecnico scientifico che supporta il Governo nella gestione della pandemia.</strong></p>
<p>&#8220;Ci auguriamo che queste misure mirate basteranno, pero&#8217; nessuno puo&#8217; saperlo con certezza. Sicuramente hanno senso perche&#8217; in questo momento osserviamo una situazione epidemiologica molto diversa da quella che avevamo a marzo. Le misure &#8216;chirurgiche&#8217; hanno piu&#8217; senso rispetto a delle misure piu&#8217; generalizzate in un momento in cui la circolazione del virus riguarda l&#8217;intero Paese, anzi tutta Europa. In ogni caso, allo stato attuale, pensare di fare degli interventi simili a quelli decisi nella fase 1 della pandemia non ha un gran senso. Bisogna piuttosto stare molto attenti-precisa Richeldi- ad alcune aree metropolitane che sono piu&#8217; preoccupanti&#8221;. Sembravano numeri irraggiungibili e invece abbiamo ritardato di sole due settimane i numeri del contagio registrati in Spagna e in Francia.</p>
<p><strong>Qual e&#8217; la regola base da non dimenticare nella lotta al virus?</strong></p>
<p>&#8220;Evitare situazioni in cui il corretto distanziamento non viene mantenuto- spiega Richeldi- la mascherina non e&#8217; utilizzata affatto o correttamente, l&#8217;igiene delle mani non e&#8217; assicurata. Queste sono tutte situazioni di rischio da evitare in questo momento. Viceversa non bisogna essere spaventati da quelle situazioni in cui sono garantiti tutti i protocolli stretti e puntuali&#8221;.</p>
<p><strong>Ieri nel Lazio sono stati registrati 1.219 nuovi casi di positivita&#8217; al Coronavirus, pur esistendo delle differenze tra territori nella diffusione del contagio, come ha rilevato anche il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, citando i casi di Roma e Latina. Ma il sistema Lazio reggera&#8217;?</strong></p>
<p>&#8220;Il viceministro- risponde su questo passaggio Richeldi- ha detto che se il problema fosse a Latina sarebbe piu&#8217; facile chiudere la citta&#8217; rispetto ad affrontare lo stesso problema in una grande citta&#8217; come Roma. In generale il problema sono appunto le grandi aree metropolitane, gli ospedali che devono essere preservati per continuare a garantire tutte le prestazioni sanitarie extra Covid. Ciascuno di noi deve mettere in atto tutti i comportamenti che riducono i rischi, tra cui le vaccinazioni antinfluenzali, l&#8217;utilizzo della app Immuni, l&#8217;uso corretto della mascherina che deve stare sopra il naso. E&#8217; una battaglia da portare avanti tutti insieme, altrimenti i prossimi mesi potranno rivelarsi molto complicati. Ci sono stati messaggi contrastanti che hanno confuso la popolazione: e&#8217; sbagliato pensare adesso che siamo in una situazione disastrosa ma e&#8217; altrettanto scorretto pensare che tutto si era risolto durante o subito dopo l&#8217;estate. Oggi credo di poter dire che la situazione attuale e&#8217; chiara a tutti&#8221;.</p>
<p><strong>Da clinico lei ha osservato casi di polmonite bilaterale da Covid-19 diversa in questa seconda ondata, rispetto alla prima? Il Covid-19 colpisce di meno o e&#8217; cambiato?</strong></p>
<p>&#8220;Il virus non e&#8217; cambiato- precisa Richeldi- Fortunatamente oggi riusciamo ad effettuare delle diagnosi piu&#8217; precoci, i pazienti sono piu&#8217; giovani e possiamo fare affidamento su delle gestioni farmacologiche piu&#8217; efficaci. In particolare ora sappiamo cosa usare e cosa non usare e questo stato di cose ci consente di gestire i malati in maniera migliore. Non perche&#8217; sia cambiato il virus o siano cambiate le polmoniti, bensi&#8217; perche&#8217; ora sappiamo come affrontarle. Dobbiamo rispettare le regole e ognuno deve fare la propria parte e aspettare che la scienza e la medicina progrediscano. E poi bisogna avere fiducia che soprattutto dopo il periodo invernale qualcosa di buono lo avremo. Sicuramente in questi mesi dovremo cercare di essere molti attenti e rigorosi&#8221;. Sulla corsa delle company al vaccino: &#8220;C&#8217;e&#8217; uno sforzo e un coinvolgimento delle aziende farmaceutiche che non ho mai visto prima. Mi aspetto che possano esserci dei tempi e delle modalita&#8217; diverse a quelle a cui eravamo abituati&#8221;, conclude Richeldi.</p>
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		<title>Coronavirus, Richeldi (Gemelli): “Probabile ondata tra ottobre e novembre, ma c’è un piano”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/05/08/coronavirus-richeldi-gemelli-probabile-ondata-tra-ottobre-e-novembre-ma-ce-un-piano/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 15:01:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È appena partita la ‘fase due’ ma gia’ si pensa alla possibilita’ di una nuova ondata di infezione da Covid-19. Come reagira’ il Sistema sanitario con i suoi ospedali e la medicina territoriale? Cosa fare perche’ non si ripeta l’ecatombe che si e’ verificata nelle Rsa? A fare chiarezza con l’agenzia di stampa Dire e’ [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/08/coronavirus-richeldi-gemelli-probabile-ondata-tra-ottobre-e-novembre-ma-ce-un-piano/">Coronavirus, Richeldi (Gemelli): “Probabile ondata tra ottobre e novembre, ma c’è un piano”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È appena partita la ‘fase due’ ma gia’ si pensa alla possibilita’ di una <strong>nuova ondata di infezione da Covid-19</strong>. Come reagira’ il Sistema sanitario con i suoi ospedali e la medicina territoriale? Cosa fare perche’ non si ripeta l’ecatombe che si e’ verificata nelle Rsa? A fare chiarezza con l’agenzia di stampa Dire e’ il professore <strong>Luca Richeldi,</strong> direttore dell’Uoc di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma, presidente della Societa’ Italiana di Pneumologia e membro della Commissione del tavolo tecnico scientifico che supporta il Governo nella gestione della pandemia.</p>
<p><strong>– Dall’alto della sua esperienza come pneumologo i pazienti Covid che hanno riportato gravi forme di polmonite, una volta dimessi, hanno una capacita’ di recupero totale della funzionalita’ respiratoria oppure c’e’ una perdita irreversibile? Inoltre hanno bisogno anche di una riabilitazione? </strong></p>
<p>“Dipende da caso a caso, stiamo facendo esperienza perche’ gli aspetti longitudinali nel tempo li stiamo raccogliendo adesso sia all’interno del nostro ambulatorio disciplinare che e’ stato attivato qui al Gemelli ma anche in altre parti di Italia per capire l’interessamento del a livello polmonare sui pazienti piu’ gravi. Alcuni di loro hanno dei residui che si evidenziano con la tac al torace e con le prove di funzionalita’ respiratoria. Questa non e’ una cosa esclusiva del Covid. Tutte le persone che sono state affette da polmonite grave possono riportare questi residui si trattera’ di vedere se sono danni permanenti o progressivi e se verranno via via recuperati. In questo campo come per le polmoniti severe, la riabilitazione respiratoria, nella fase di recupero e’ una misura che noi mettiamo in campo”.</p>
<p><strong> – Tutti parlano di una nuova ondata di infezioni nel periodo autunno-inverno, e’ cosi’? E se si’, state programmando delle linee guida sui sintomi che possono essere confusi con altre forme influenzali di stagione che possono creare allarmismo? </strong></p>
<p>“La confusione con i sintomi di stagione e’ inevitabile perche’ come e’ gia’ successo a gennaio e febbraio il picco epidemico d’influenza, essendo i sintomi sovrapponibili, e’ difficile da distinguere. Quindi sono due le cose che sono state fatte e che si faranno ancora e cioe’ <strong>incrementare le campagne per incoraggiare la popolazione a sottoporsi al vaccino antinfluenzale</strong>. Nelle categorie a rischio deve essere fatto. Spero quest’anno si registri una maggiore adesione perche’ ovviamente piu’ le persone sono vaccinate, meno si ammalano d’influenza e piu’ contribuiscono a questo confondimento generale. Inoltre ci sono buone probabilita’ che tra ottobre e novembre ci possa essere un’altra ondata epidemica vedremo anche pero’ cosa succedera’ da oggi e fino ad allora. In ogni caso saremo molto piu’ consapevoli e preparati su quello che ci aspetta, le strutture sanitarie saranno maggiormente preparate e ci sara’ maggiore disponibilita’ di tamponi diagnostici. Quindi c’e’ il rischio di dover affrontare nuovamente il virus ma <strong>saremo anche piu’ attrezzati rispetto a qualche mese fa”</strong>.</p>
<p><strong>– Alla luce del calo dei contagi e l’inizio della ‘fase 2′ riprendono per gradi le attivita’ lavorative e sociali l’inizio al contempo pero’ ripartono le allergie stagionali. Queste possono essere un nuovo veicolo d’infezione respiratoria? Avete valutato, anche nel tavolo tecnico-scientifico, questa possibilita’? </strong></p>
<p>“Si ne abbiamo discusso ma non ci sono dati che in questo momento indicano che le persone allergiche o le allergie stagionali siano un fattore di rischio per l’infezione da Sars-Cov2 quindi direi che l<strong>e persone allergiche possono stare abbastanza tranquille</strong> ma devono rivolgersi sempre al proprio medico per le terapie che fanno stagionalmente, in particolare i farmaci antistaminici e antifiammatori che devono essere assunti per combattere la sintomatologia allergica. Direi pero’ che in questo momento non rappresentano uno specifico fattore di rischio per questa malattia”.</p>
<p><strong>– La figura del pneumologo, in questa pandemia, ha avuto importanza strategicamente equivalente al ruolo dei virologi nella diagnosi e cura della malattia da Covid-19? </strong></p>
<p>“Questa e’ una domanda un po’ complicata diciamo che quella dei virologi e microbiologi, pneumologi, anestesisti, internisti tutti si occupano di aspetti diversi tutti utili e complementari per combattere il virus. Sicuramente gli pneumologi sono stati sempre in prima linea soprattutto nelle aree piu’ colpite, in particolar modo la Lombardia, lavorando con il supporto della terapia sub-intensiva che ha dato inizialmente un contributo maggiore a cercare di tenere fuori dalle terapie intensive quanto piu’ possibile i malati. E poi naturalmente si e’ operata soprattutto per i pazienti colpiti da polmonite. Ricordiamoci che questi sono pazienti che hanno una grave ipossemia, gravi danni degli scambi gassosi quindi dall’ossigenoterapia alla ventilazione non invasiva lo pneumologo si occupa di tutte queste attivita’. Certamente collabora con le altre figure citate e tutta l’altra schiera di specialisti anche come i radiologi e i riabilitatori. Tutti sono utili e indispensabili per dare la migliore risposta di cure a questi pazienti”.</p>
<p><strong>– Questa lezione cosa ci ha insegnato per trovarci pronti e per fare in modo che nelle Rsa e sul territorio non accada quello che invece e’ successo? </strong></p>
<p>“Ci ha insegnato che siamo abbastanza vulnerabili, non solo noi ma tutto il mondo. Inoltre ci evidenzia che queste pandemie sono delle realta’ e non solo delle ipotesi e che e’ bene mantenere un sistema di attivazione e preparazione per questo tipo di eventi che deve essere sempre pronto. Questo e’ quello che sta facendo il Governo italiano che anche altri governi. Ricordo che oggi esiste una rete di Covid Hospital, che oggi sono destinato al Covid-19 che speriamo venga risolto abbastanza rapidamente ma che un domani potrebbero essere utile per altre emergenze epidemiche che potrebbero verificarsi. Questa lezione ci ha insegnato che le pandemie non sono solo una ipotesi ma una realta’ ed e’ per questo che i sistemi si devono preparare. Credo che il nostro sistema sanitario si stia preparando e rimarra’ preparato. Quello che e’ accaduto nelle Rsa e sul territorio e’ stato anche una lezione. La medicina territoriale, anche alla luce di questa emergenza sanitaria, deve essere maggiormente finanziata e mantenuta a livelli di efficienza alti. In caso contrario si puo’ mettere a rischio la vita di molte persone”.&nbsp;</p>
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		<title>Migranti, Martello (sindaco Lampedusa): &#8220;Stiamo diventando il becchino di turno che ratificano le morti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 12:01:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Sbarchi in aumento perché il governo vuole cancellare decreto sicurezza? “No, non vedo questo collegamento –ha affermato Martello-. Il problema fondamentale è che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/25/migranti-martello-sindaco-lampedusa-stiamo-diventando-il-becchino-di-turno-che-ratificano-le-morti/">Migranti, Martello (sindaco Lampedusa): &#8220;Stiamo diventando il becchino di turno che ratificano le morti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.</p>
<p>Sbarchi in aumento perché il governo vuole cancellare decreto sicurezza? “No, non vedo questo collegamento –ha affermato Martello-. Il problema fondamentale è che gli sbarchi ci sono sempre stati e continuano ad esserci. Quando c’è maltempo questi li fanno partire e li fanno morire. E’ insopportabile che ancora oggi questo traffico continua ad esserci senza che ci sia un intervento serio dell’Europa. Il 90% parte dal confine tra la Libia e la Tunisia. Non è vero che anche adesso fanno aspettare le navi a largo prima di farle sbarcare. Se c’è una nave deve entrare, non c’è niente da fare. Se il porto di Tripoli e quelli libici non sono sicuri, è chiaro che non possano essere riportati lì. Non ho parlato con il ministro Lamorgese, ma con diversi prefetti del Ministero. In questi anni il sistema di accoglienza a Lampedusa è stato completamente cancellato. Ci sono 3-4 operai che tengono viva l’assistenza nell’hotspot. Non è un sistema di un Paese degno, prima il sistema accoglienza era talmente collaudato che neanche ci si faceva più caso quando arrivavano e partivano i migranti. Vorrei che il presidente del Consiglio avesse il coraggio di convocarci, così gli spiegheremmo cosa significa essere terra di frontiera.</p>
<p>L’accordo di Malta? Si parla solo di un tipo di migranti, i rifugiati e non quelli economici. Quelli che sbarcano a Lampedusa, la maggioranza sono migranti economici. Di loro a Malta non si è parlato. Dobbiamo spogliarci tutti dall’appartenenza politica e affrontare il problema migrazioni come Stato e come Europa. Parliamo del global compact, il documento che ha fatto l’Onu, e partiamo da lì. Quando si vota a Bruxelles su determinate risoluzioni e c’è qualcuno che si astiene perché non sa qual è la ricaduta sui porti italiani, vuol dire che c’è uno scollamento tra i cittadini e chi fa politica nelle istituzioni europee. Come sta reagendo Lampedusa? Stiamo diventando il becchino di turno, dobbiamo ratificare le morti che ci sono nel Mediterraneo, non è una bella scena che si dà al mondo. A noi ci arrivano esclusivamente gli insulti, addirittura hanno organizzato una campagna su facebook contro i turisti che vengono a Lampedusa. C’è qualcuno che ha chiesto quanto costavano le casse da morto e che bisognava lasciare i morti in mezzo al mare. Questa è gente squilibrata che non sa più cosa vuole”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/25/migranti-martello-sindaco-lampedusa-stiamo-diventando-il-becchino-di-turno-che-ratificano-le-morti/">Migranti, Martello (sindaco Lampedusa): &#8220;Stiamo diventando il becchino di turno che ratificano le morti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Parla un asessuale: “Non abbiamo patologie, funziona tutto, non abbiamo attrazione verso tutti i generi”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/09/parla-un-asessuale-non-abbiamo-patologie-funziona-tutto-non-abbiamo-attrazione-verso-tutti-i-generi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 11:12:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alessandro è asessuale. E’ amministratore del gruppo Facebook “La comunità degli asessuali italiani”. A Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente, ha raccontato la sua esperienza e come vive il suo orientamento sessuale. Chi sono gli asessuali “L’asessualità è considerato un orientamento sessuale. Gli asessuali sono coloro che non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/09/parla-un-asessuale-non-abbiamo-patologie-funziona-tutto-non-abbiamo-attrazione-verso-tutti-i-generi/">Parla un asessuale: “Non abbiamo patologie, funziona tutto, non abbiamo attrazione verso tutti i generi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro è asessuale. E’ amministratore del gruppo Facebook “La comunità degli asessuali italiani”. A Radio Cusano Campus, nella trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente, ha raccontato la sua esperienza e come vive il suo orientamento sessuale.</p>
<p><strong>Chi sono gli asessuali</strong></p>
<p>“L’asessualità è considerato un orientamento sessuale. Gli asessuali sono coloro che non hanno attrazione sessuale verso altre persone. Tutti noi abbiamo un’attrazione sessuale, un’attrazione romantica e un’identità di genere. Tralasciando l’identità di genere, una persona può essere asessuale e non avere nessuna attrazione per fare sesso ma può avere un’attrazione romantica e quindi una relazione”.</p>
<p><strong>Nella relazione l’asessuale fa sesso?</strong></p>
<p>“Non è detto che sia una relazione senza sesso. Non è tutto nero o bianco ma c’è un bel pezzetto di grigio. Una persona può essere asessuale e avare una relazione, essere asessuale e fare sesso. L’asessualità è la mancanza di attrazione non la mancanza di attività sessuale anche se c’è da dire che chi non ha attrazione non farà del sesso l’aspetto principale della sua vita”.</p>
<p><strong>Se il partner desidera una normale attività sessuale, l’asessuale si concede per farlo felice?</strong></p>
<p>“E’ un tema sul quale si dibatte molto. Diciamo che ci possono essere diversi tipi di coppie, per esempio coppie formate da un asessuale e uno no, coppie formate da due asessuali, ci possono essere le non coppie, composte da persone che praticano il poliamore. Ci possono essere coppie nelle quali uno dei due componenti voglia praticare sesso e l’altro no ma in questo caso mi sento di dire che se non c’è un forte legame tra i due il rapporto non durerà molto”.</p>
<p><strong>L’asessuale e il piacere nell’atto sessuale</strong></p>
<p>“Sì, l’asessuale prova piacere quando fa sesso, l’asessuale ha gli organi sessuali che funzionano. Non abbiamo patologie, funziona tutto, semplicemente non ci va di farlo e non ci va di farlo perché non abbiamo attrazione verso tutti i generi”.</p>
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		<title>Africa: nasce il parlamento delle diaspore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 21:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Krou]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un parlamento delle diaspore per rappresentare 370 milioni di africani che vivono al di fuori del loro continente di origine ma vogliono sostenerlo nella lotta alla povertà e per lo sviluppo: è il progetto al quale sta lavorando re Tchiffi Zie Jean Gervais, segretario generale del Forum dei sovrani e dei capi tradizionali d’Africa. Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un parlamento delle diaspore per rappresentare 370 milioni di africani che vivono al di fuori del loro continente di origine ma vogliono sostenerlo nella lotta alla povertà e per lo sviluppo: è il progetto al quale sta lavorando re Tchiffi Zie Jean Gervais, segretario generale del<br />
Forum dei sovrani e dei capi tradizionali d’Africa.<br />
Un impegno al centro in questi giorni di una missione in Europa, da Parigi a Lussemburgo, da Bruxelles a Roma, dove il leader di origine ivoriana, re della comunità dei Krou, è ospite dell’agenzia ‘Dire’.<br />
Rilasciata dopo le celebrazioni per commemorare i “tirailleurs africains” morti in guerra per i colonizzatori francesi, l’intervista è occasione per annunciare un impegno nuovo.<br />
“Ad Addis Abeba ho presentato il lavoro fatto per organizzare i 370 milioni di nostri figli che vivono fuori dal continente” dice re Tchiffi di un incontro nella sede dell’Unione Africana.<br />
E’ proprio l’organismo con sede nella capitale etiopica ad avergli affidato il ruolo di “presidente delle diaspore”, intese come realtà vitali e decisive da strutturare come “sesta regione” del continente oltre a quelle nord, centro, est, ovest e sud. “Sono venuto in Europa per 0rganizzare in tutti i Paesi il parlamento della diaspora” sottolinea il sovrano. “Ora abbiamo un nuovo presidente eletto del ramo italiano, Ouattara Gaoussou, e possiamo continuare con fiducia un cammino importante”.<br />
L’assunto è che “l’Africa non avrà più bisogno di nulla” se saprà “valorizzare i suoi figli” che vivono all’estero. E ilnuovo parlamento che compiti avrà? “Dovrà organizzare le diaspore, stabilire come si devono comportare, partecipare allosviluppo dei Paesi dove vivono e contribuire ad arrestare l’immigrazione irregolare” risponde re Tchiffi. Convinto che quei 370 milioni di africani e afrodiscendenti siano già l’aiuto più importante per il continente. “Lo dicono i numeri” sottolinea il sovrano: “Le rimesse inviate dagli emigrati alle loro famiglie<br />
valgono due volte i programmi della cooperazione internazionale”.<br />
In questa prospettiva sarebbe marginale anche il dibattito sul Global Compact, l’accordo sulle migrazioni sostenuto dall’Onu che<br />
decine di governi potrebbero firmare a Marrakech la settimana prossima. “Non credo a tutti questi documenti” dice re Tchiffi.<br />
“I vostri presidenti avevano gia’ firmato a Malta, sostenendo di volere aiutare gli africani affinche’ non partissero per l’Europa: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e sono uguali a zero”.<br />
Il riferimento è al Summit della Valletta del 2015. Allora la Commissione europea annunciò la nascita di un fondo da un miliardo e 800 milioni per contrastare alla radice le cause delle migrazioni. Su Malta e i suoi fallimenti, però, re Tchiffi non affonda il colpo. Lo sguardo si fa grave, l’impressione è che voglia andare subito oltre. A Roma con il re ci sono Ibrahima Camara, Lucia Joana Metazama e Zakaria Yahaia, animatori della Diaspora africana in Italia centro-sud, un’associazione riconosciuta ora anche dall’Ua come parte della “sesta regione”.</p>
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		<title>Bechis (dir. Il Tempo): &#8220;L&#8217;aria di crisi di governo c&#8217;è, ma il potere è un ottimo collante&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/11/22/bechis-dir-il-tempo-laria-di-crisi-di-governo-ce-ma-il-potere-e-un-ottimo-collante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 19:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Franco Bechis, direttore de Il Tempo,&#160;è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. &#160;Sulla bocciatura dell’UE alla manovra. “Siamo finiti nei guai –ha affermato Bechis-, ma ci sono 12 Paesi europei che sono nella stessa situazione dell’Italia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/22/bechis-dir-il-tempo-laria-di-crisi-di-governo-ce-ma-il-potere-e-un-ottimo-collante/">Bechis (dir. Il Tempo): &#8220;L&#8217;aria di crisi di governo c&#8217;è, ma il potere è un ottimo collante&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Franco Bechis, direttore de Il Tempo,&nbsp;è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>&nbsp;</strong><strong>Sulla bocciatura dell’UE alla manovra</strong>. “Siamo finiti nei guai –ha affermato Bechis-, ma ci sono 12 Paesi europei che sono nella stessa situazione dell’Italia, quindi non si capisce perché colpire solo l’Italia. Secondo me c’è molta politica sotto, in un senso e nell’altro. C’è una battaglia molto dura tra forze sovraniste e i due partiti che finora hanno retto l’UE. Attraverso questa procedura d’infrazione c’è una specie di avviso politico all’Italia e ad altri Paesi che hanno una maggioranza di governo simile alla nostra. Lega e M5S possono anche avere un vantaggio da questo, giocandosi la campagna elettorale su questi temi. Le procedure d’infrazione non possono essere fatte sui libri dei sogni, ma sui risultati acquisiti, quindi si contesta il debito fatto dai governi precedenti e aggiungono la chiusura del 2018 e le previsioni per il 2019. Formalmente la procedura non si poteva aprire se non si contestavano i governi Renzi e Gentiloni. Qui non può gioire nessuno perché i responsabili certificati sono i governi Renzi e Gentiloni, e si accusa questo governo di non fare nulla per invertire la rotta. Non credo che il rischio vero arrivi dall’UE, curiosamente ieri è stato il miglior giorno sui mercati nelle ultime settimane –ha affermato Bechis-. Prima che arrivi qualcosa di sostanziale dall’UE passa molto tempo. La scommessa è chi oggi sta dando quell’inizio di punizione tra un anno non ci sarà più. I rischi sono dovuti al fatto che la manovra non produca i risultati che il governo si aspetta. La manovra è fondata sostanzialmente sul reddito di cittadinanza, di cui non si conoscono i contorni. Se venisse caricata sulla carta una somma da spendere, senza la possibilità di mettere da parte nulla, un effetto sull’aumento di consumi può averlo, ma consumi medio-bassi, che probabilmente non saranno di matrice italiana”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Governo a rischio?</strong>&nbsp;“Si sente che i gruppi di Lega e M5S sono sfilacciati, l’aria di crisi c’è. Nessuno dei due sa quando possa scoppiare in maniera evidente. I due leader sanno che in questo momento un’alternativa politica non ci sarebbe. Il M5S pensa che i leghisti li fregano e i leghisti si sono stufati delle bizze dei 5 Stelle. Ma in mezzo a tutto questo casino ieri hanno nominato i capi dei servizi segreti, il potere è un ottimo collante”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sui media</strong>. “I media devono continuare a fare il proprio lavoro. Hanno i loro difetti, da sempre ci sono bravi giornalisti e cattivi giornalisti, media più tendenziosi e media più obiettivi, ci sono sempre state anche quelle che oggi chiamano fake news. Non starei troppo a inseguire i social perché i social sono un po’ mentitori. Ieri mi ha incuriosito un post di Davide Casaleggio che intrigava dal titolo, ho cliccato sul link ma il pezzo non c’era perché era stato cancellato. Sono ritornato indietro e ho visto sotto un fiume infinito di commenti di gente che commentava una cosa che non aveva letto perché non c’era più.</p>
<p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p>
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		<title>Libri: Premio &#8216;Flaiano&#8217; a Andrea Moro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 14:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Moro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Ho provato a costruire un romanzo che parlasse di idee e potesse coinvolgere piu&#8217; persone possibili, contando sul fatto che mi riusciva questo tipo narrazione. Poi le emozioni sono state talmente tante, mentre scrivevo, che mi sono ritrovato di fronte a personaggi piu&#8217; vividi delle idee stesse. Non ero sicuro che il libro sarebbe piaciuto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Ho provato a costruire un romanzo che parlasse di idee e potesse coinvolgere piu&#8217; persone possibili, contando sul fatto che mi riusciva questo tipo narrazione. Poi le emozioni sono state talmente tante, mentre scrivevo, che mi sono ritrovato di fronte a personaggi piu&#8217; vividi delle idee stesse. Non ero sicuro che il libro sarebbe piaciuto cosi&#8217; tanto, mi sono stupito io per primo. Poi ieri e&#8217; arrivata questa conferma dal basso, da 100 lettori che non conosco. E dal mio metro e 65, sono diventato di colpo uno e 80&#8242;. Nonostante la voce filtrata da uno smartphone, sembra di vederlo il sorriso di <strong>Andrea Moro,</strong> autoironico quanto basta per stare nell&#8217;olimpo di chi scrive perche&#8217; &#8216;riesce a dire le cose gravi con frivolezza e quelle leggere con gravita&#8221;, come diceva Camilla Cederna. Linguista, esperto di neuroscienze e docente dello Iuss di Pavia, classe 1962, e&#8217; il <strong>professor Moro ad essersi aggiudicato con &#8216;Il segreto di Pietramala&#8217; il Premio &#8216;Flaiano&#8217; di Letteratura-sezione Narrativa 2018, assieme a Gianfranco Di Fiore e Giancarlo De Cataldo nella triade dei finalisti</strong>. Un riconoscimento, tanto prestigioso quanto inatteso, giunto ieri per Moro, che vedra&#8217; il suo nome tra i grandi della letteratura chiamati in causa a Pescara dall&#8217;associazione culturale &#8216;Ennio Flaiano&#8217;: Saramago, Walcott, Magris, Tabucchi, Consolo, Sepulveda, solo per citare i piu&#8217; noti al grande pubblico.</p>
<p>&#8216;Le confesso che quando me l&#8217;hanno detto ero sicuro di un&#8217;omonimia- ironizza il professore- e&#8217; un onore doppio essere premiato assieme a figure tanto prestigiose e con il nome di Ennio Flaiano&#8217;. È con &#8216;Il segreto di Pietramala&#8217;, edito da La nave di Teseo, che il linguista pavese mette piede nella casa delle storie, la narrativa, e lo fa entrando dalla porta principale, vincendo il &#8216;Flaiano&#8217; al primo colpo. &#8216;In realta&#8217; c&#8217;e&#8217; una continuita&#8217; con la mia attivita&#8217;- sottolinea- Ho iniziato come teorico della sintassi e il mio cavallo di battaglia e&#8217; la struttura del verbo &#8216;essere&#8217;. Negli ultimi anni mi sono occupato molto di come funziona il cervello in relazione al linguaggio e ho sentito l&#8217;esigenza di divulgare idee sperimentali e teoriche. Per questo ho cominciato a scrivere saggi di divulgazione. Il pubblico ha reagito bene e io mi sono accorto che mi piaceva raccontare la scienza non come scienza, ma come racconto&#8217;.</p>
<p>E al centro del suo racconto, anche stavolta, resta la lingua, fil rouge di un plot narrativo dalla doppia origine. &#8216;Da una parte avevo voglia di condividere con le persone questa idea che il linguaggio dell&#8217;uomo e&#8217; impastato nella carne, che non e&#8217; un&#8217;operazione culturale ma il frutto di come siamo costruiti come specie viventi e organismi- rivela alla Dire il professore- Dall&#8217;altra, avevo voglia di condividere con il pubblico dei lettori la mia collezione di frasi&#8217;. Ebbene si&#8217;, frasi. Ci sono cacciatori seriali di dvd, francobolli, monete, moto, bambole, tazzine, insetti, pietre. E poi c&#8217;e&#8217; chi, come Moro, appunta frasi di &#8216;insegnanti, filosofi, persone incontrate sul treno, del papa, dei Beatles&#8217;. &#8216;Ne avevo raccolte piu&#8217; di 200, ma non sapevo come condividerle. Ho deciso di scremarle e ne sono rimaste un centinaio. A quel punto ho immaginato dei personaggi che potessero pronunciarle, costruendo la trama in base alle loro frasi. E lasciando qua e la&#8217; qualche indizio di citazione, alcuni smaccatamente palesi, altri nascosti&#8217;. Una specie di caccia al tesoro tra le citazioni, &#8216;che non e&#8217; necessario cogliere&#8217;, ma puo&#8217; essere &#8216;un gioco in piu&#8217; per il lettore&#8217;. La chiave della riflessione del romanzo e&#8217; pero l&#8217;assenza, la mancanza che genera il riconoscimento valore di cio&#8217; che non c&#8217;e&#8217;: &#8216;Come la sperimentazione della mancanza nella vita quotidiana, l&#8217;assenza della lingua provoca riflessioni- sottolinea Moro- Nel romanzo l&#8217;assenza e&#8217; tripla&#8217;. Il giovane linguista di Parigi, Elia Rameau, si imbatte infatti in un paese abbandonato della Corsica, Pietramala, dove non ci sono persone e non esiste piu&#8217; niente di scritto: ne&#8217; quaderni, ne&#8217; libri, ne&#8217; fogli, &#8216;come se fosse sparito tutto in modo volontario&#8217;. A quel punto, incuriosito, visita il cimitero e, tra le lapidi, non trova tombe di bambini. In Elia si accende il desiderio della scoperta del mistero della lingua scomparsa di Pietramala e, nonostante un amore si metta di traverso, viene catapultato a New York, dove qualcun altro ha gia&#8217; messo le mani su questo segreto. La Corsica e New York, due luoghi di viaggio cari ad un giovane Andrea Moro che con quest&#8217;opera prima regala al pubblico appassionato di narrativa un giallo dal sapore un po&#8217; accademico &#8216;un po&#8217; James Bond&#8217;, senza rinunciare ad inserire elementi politici e filosofici.</p>
<p>&nbsp;Perche&#8217; la lingua e&#8217; anche potere e chi riesce a controllarla, guida il pensiero: &#8216;Le faccio un esempio- spiega- Un tempo la terminologia medica era accessibile a chiunque avesse una cultura classica. Pensi alle parole emicrania, gastralgia o epatite, in cui si riconosce quello che stava sotto. La medicina contemporanea, invece, crea acronimi e sigle come Aids, Adhd, Doc, completamente opachi, che per essere capiti dai non addetti ai lavori hanno bisogno di qualcuno di quel gruppo che le possa spiegare, creando da subito un rapporto di subordinazione di potere. Un meccanismo che si puo&#8217; replicare identico a livello politico ed economico e serve a controllare le persone con un uso camuffato delle parole&#8217;. Come con il fantomatico &#8216;spread&#8217;, che sta tenendo in scacco i Paesi dell&#8217;area mediterranea del Vecchio Continente dall&#8217;inizio della crisi, ed e&#8217; per lo studioso simbolo di un linguaggio che diventa &#8216;strumento di occultazione&#8217;. &#8216;Tanto piu&#8217; la gente viene tenuta lontana dai significati tanto piu&#8217; e&#8217; controllabile e viene disabituata a pensare- insiste- L&#8217;Italia ha commesso un errore enorme quando ha abolito il latino come lingua di studio obbligatoria. È un&#8217;occasione perduta per riflettere sul linguaggio in modo razionale, spero che questo romanzo faccia riflettere anche su questo&#8217;. È proprio la scuola, secondo il professor Moro, che dovrebbe farsi carico della complessita&#8217; linguistica della societa&#8217; contemporanea, con una quadruplice attenzione. Alla lingua madre, l&#8217;italiano, fondamentale per esercitare diritti di cittadinanza e trovare lavoro; alle lingue degli immigrati, che, assieme all&#8217;italiano, sono necessarie ad un&#8217;integrazione intesa come scambio; all&#8217;inglese, lingua franca che &#8216;dobrebbe diventare lingua di insegnamento nei nostri atenei per attirare studenti stranieri&#8217;. E, non ultima, alla lingua locale: &#8216;La differenza tra una lingua e un dialetto, diceva Weinreich, e&#8217; che una lingua e&#8217; un dialetto che ha un esercito e una marina- ragiona Moro- la distinzione tra l&#8217;una e l&#8217;altro e&#8217; solo un fatto politico, non linguistico. In Italia per fortuna, a parte nelle grandi citta&#8217;, i dialetti resistono e vengono parlati anche dai giovani. Per questo, andrebbero alimentati dei dialetti autentici, ma l&#8217;unico modo per farlo e&#8217; recuperare le letterature locali, facendo un censimento della narrazione dei miti locali un po&#8217; come aveva fatto Calvino con le fiabe, non puntando alla grammatica ma al racconto fatto in lingua&#8217;.</p>
<p>Per non ritrovarsi, come Elia, di fronte al segreto di una lingua scomparsa: &#8216;La scomparsa di una lingua e&#8217; questione molto complessa- spiega- Dal punto di vista culturale, si tratta di una mancanza irreparabile, come bruciare una biblioteca, perche&#8217; non si ha piu&#8217; accesso alla lingua interpretata da chi la parla. Dal punto di vista psicologico- aggiunge- e&#8217; una perdita ancora piu&#8217; grave perche&#8217; le persone si identificano con la lingua madre. Per fortuna gli esseri umani hanno una tendenza naturale a tener vive le differenze. Ma tutte le dittature iniziano con il desiderio di annientare le lingue e anche attorno a Pietramala c&#8217;e&#8217; la pretesa di azzerarle&#8217;. L&#8217;esigenza di salvaguardia delle lingue locali deve andare di pari passo con la ricerca di lingue comuni, perche&#8217; la questione linguistica e&#8217; questione politica, secondo Moro, che ne parla con la leggerezza e la chiarezza di un fuoriclasse della parola innamorato di Flaiano per la sua capacita&#8217; di &#8216;dipingere la realta&#8217; senza moralismi, ma utilizzando l&#8217;ironia come strumento&#8217;, senza rinunciare ad una denuncia &#8216;che non sale in cattedra, ma fa sorridere con intelligenza&#8217;. Nel suo futuro, il linguista-scrittore non esclude un nuovo romanzo: &#8216;Non lo voglio scrivere per forza- conclude Moro- lo voglio scrivere se ho un&#8217;idea. Per ora l&#8217;idea c&#8217;e&#8217;, ma non riesco a trovare una storia. Sicuramente non scrivero&#8217; il seguito de &#8216;Il segreto di Pietramala&#8217; e nel mezzo ci dovrebbero essere un paio di saggi che spero saranno divertenti. Sono pieno di appunti, ma non so ancora come colorarli&#8217;. L&#8217;intervista e&#8217; finita, Moro sale sul treno che lo portera&#8217; in giro per l&#8217;Italia a presentare il suo libro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/06/libri-premio-flaiano-a-andrea-moro/">Libri: Premio &#8216;Flaiano&#8217; a Andrea Moro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>TV, Pezzopane (Pd) al Grande Fratello: &#8220;Si puo&#8217; fare politica anche lì&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/05/17/tv-pezzopane-pd-al-grande-fratello-si-puo-fare-politica-anche-li/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2018 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>
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		<category><![CDATA[Simone Coccia Colaiuta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Io non sono andata li&#8217; a fare il personaggio del Grande Fratello&#8221;. Stefania Pezzopane, deputata del Pd, ospite di Luca Telese a 24Mattino su Radio 24, torna sulla sua entrata nella casa del Grande Fratello, per rivedere il suo fidanzato, concorrente, Simone Coccia. Quindi si&#8217;, &#8220;si puo&#8217; fare politica nella casa del Grande Fratello&#8221;, come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/17/tv-pezzopane-pd-al-grande-fratello-si-puo-fare-politica-anche-li/">TV, Pezzopane (Pd) al Grande Fratello: &#8220;Si puo&#8217; fare politica anche lì&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Io non sono andata li&#8217; a fare il personaggio del Grande Fratello&#8221;. Stefania Pezzopane, deputata del Pd, ospite di Luca Telese a 24Mattino su Radio 24, torna sulla sua entrata nella casa del Grande Fratello, per rivedere il suo fidanzato, concorrente, Simone Coccia. Quindi si&#8217;, &#8220;si puo&#8217; fare politica nella casa del Grande Fratello&#8221;, come le ha chiesto Telese&#8221;. Ho ritenuto giusto e opportuno entrare nella casa non solo per salutare e abbracciare il mio compagno che e&#8217; li&#8217; da un mese, e io sono innanzitutto una donna, e poi tutto il resto, ma anche perche&#8217; dovevo mandare un messaggio visto che nella casa molto spesso si parlava di me&#8221;, spiega Pezzopane a Radio 24, che vuole difendere il suo sentimento. &#8220;Uno dei ragazzi- continua a Radio 24- si era in qualche modo espresso in maniera abbastanza inquietante nei miei confronti, facendo paragoni assurdi, soffermandosi sulla mia statura fisica in maniera abbastanza volgare&#8221;. Poi Telese domanda che se un domani si dovessero lasciare cosa rimarrebbe di tutti questi sacrifici, la deputata risponde a Radio 24: &#8220;Una storia d&#8217;amore inizia, prosegue, puo&#8217; durare tanto tempo, puo&#8217; durare meno. Puo&#8217; succedere anche che una storia finisca, ma questo non significa che quando la vivi tu la debba vivere in maniera incompleta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/17/tv-pezzopane-pd-al-grande-fratello-si-puo-fare-politica-anche-li/">TV, Pezzopane (Pd) al Grande Fratello: &#8220;Si puo&#8217; fare politica anche lì&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto: intervista Biondi: &#8220;Tasse sospese? così Ue uccide L&#8217;Aquila&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 20:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Secondo le agevolazioni concesse alle aziende aquilane&#8221; dopo il terremoto del 6 aprile 2009 &#8220;non sono aiuti di Stato, perche&#8217; il nostro e&#8217; un territorio in difficolta&#8217; e ha avuto un danno di sistema gigantesco, perche&#8217; c&#8217;e&#8217; stato un crollo del Pil a seguito del terremoto e perche&#8217; le aziende aquilane non hanno fatto altro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Secondo le agevolazioni concesse alle aziende aquilane&#8221; dopo il terremoto del 6 aprile 2009 &#8220;non sono aiuti di Stato, perche&#8217; il nostro e&#8217; un territorio in difficolta&#8217; e ha avuto un danno di sistema gigantesco, perche&#8217; c&#8217;e&#8217; stato un crollo del Pil a seguito del terremoto e perche&#8217; le aziende aquilane non hanno fatto altro che applicare una legge dello Stato che sanciva che le tasse sospese dovessero essere restituite al 40% in 10 anni&#8221;. Il sindaco dell&#8217;Aquila Pierluigi Biondi annuncia battaglia contro la decisione dell&#8217;Unione europea che chiede la restituzione delle tasse sospese durante il terremoto. Biondi e&#8217; alla Camera dei deputati per annunciare una serie di iniziative insieme a Giorgia Meloni e Fratelli d&#8217;Italia: un incontro con la commissaria Paola De Micheli, una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Intervistato dall&#8217;agenzia Dire, aggiunge: &#8220;Noi daremo battaglia dal punto di vista politico perche&#8217; restituire quei soldi significa ammazzare il territorio. Tra l&#8217;altro ieri sono partite 7mila cartelle di Equitalia, sospese anch&#8217;esse a seguito del sisma, cartelle che riguardano le aziende e i cittadini&#8221;. Infine, invita tutta la citta&#8217; ad alzare la voce: &#8220;Il 16 aprile i cittadini dell&#8217;Aquila saranno in piazza per rinnovare lo spirito battagliero che la citta&#8217; ha dimostrato in questi anni e che ha portato a conquistare delle posizioni importanti e a reclamare diritti importanti&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Cari candidati, su armi e spese militari non vi nasconderete più…&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 18:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[candidati]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2018]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le organizzazioni aderenti alla &#160;Rete Italiana per il Disarmo&#160; hanno deciso di sottoporre ai candidati delle prossime elezioni politiche del 4 marzo una serie di quesiti e di proposte sui temi di pertinenza della Rete stessa. «Chiediamo di esprimere la loro posizione sulle domande specifiche e di considerare queste tematiche come fondamentali per il lavoro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni aderenti alla &nbsp;<a href="https://www.disarmo.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rete Italiana per il Disarmo</strong></a>&nbsp; hanno deciso di sottoporre ai candidati delle prossime elezioni politiche del 4 marzo una serie di quesiti e di proposte sui temi di pertinenza della Rete stessa. «Chiediamo di esprimere la loro posizione sulle domande specifiche e di considerare queste tematiche come fondamentali per il lavoro parlamentare nella prossima legislatura – spiega la Rete – renderemo pubbliche le risposte ottenute e continueremo a sollecitare gli eletti sui punti proposti anche dopo il 4 marzo». E si saprà anche chi si è rifiutato di rispondere.</p>
<p>Ecco le domande che sono state poste ai candidati.</p>
<p><strong>Controllo dell’export militare italiano, giunto ai massimi degli ultimi decenni e sempre più diretto in aree problematiche o di conflitto.</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a promuovere un blocco delle vendite di armi italiane alle parti coinvolte nel sanguinoso conflitto in Yemen, come richiesto da diverse risoluzioni del Parlamento Europeo e come deciso recentemente anche nell’accodo di “Grosse Koalition” in Germania? Questa decisione sanerebbe la palese violazione della legge 185/90 (che impedisce l’export militare verso Paesi in conflitto armato) e fermerebbe la complicità italiana in una delle più devastanti guerre in corso, che ha prodotto una crisi umanitaria tra le più gravi degli ultimi decenni. In generale sul tema dell’export di armamenti sarebbe necessario un miglioramento in termini di trasparenza e responsabilità nelle autorizzazioni governative.</p>
<p><strong>Riduzione della spesa militare, sempre in aumento negli ultimi anni e sempre più destinata all’acquisto di nuovi armamenti (con fondi extra Bilancio della Difesa)</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a promuovere atti normativi e di indirizzo che puntino a diminuire del 10% la spesa militare italiana destinando i fondi così recuperati al welfare, alla scuola, alla sanità, alla cooperazione internazionale (come richiesto in particolare dalla Global Campaign on Military Spending)? Una tale riconversione della spesa pubblica garantirebbe il sostegno a politiche pubbliche più utili e convenienti per i cittadini, oltre che un sostegno fattivo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/kK4MLgrk2IM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<p><strong>Ridefinizione di obiettivi e strumenti delle missioni su suolo estero del nostro Paese</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a promuovere atti normativi e di indirizzo che ridefiniscano scopi, strumenti, approcci delle missioni militari (e non solo) all’estero cui l’Italia partecipa, aprendo un dibattito pubblico e trasparente sulla questione? Le nostre truppe sono in Iraq da 15 anni (costo totale 3 miliardi di euro) e in Afghanistan da 16 anni (costo 8 miliardi €) e il costo annuale delle missioni è di 1,3 miliardi. In particolare il candidato concorda nel voler ridiscutere la missione militare in Niger, del tutto problematica per la sua dubbia accoglienza in quel Paese e per la sua discutibilissima funzione? Questi fondi si sarebbero potuti utilizzare più efficacemente per risolvere i problemi di tali aree geopolitiche investendo in cooperazione e sviluppo economico, ma soprattutto potenziando le missioni civili per il rafforzamento di istituzioni democratiche e inviando Corpi Civili di Pace a sostegno della società civile locale, per percorsi di pace e riconciliazione.</p>
<p><strong>Partecipazione dell’Italia a processi concreti di disarmo nucleare globale</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a promuovere atti normativi e di indirizzo che spingano il prossimo Governo a ratificare il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari, approvato il 7 luglio 2017 dalle Nazioni Unite e già ratificato da alcuni Paesi tra cui lo Stato della Città del Vaticano? Con l’adesione al Trattato, che entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di 50 stati, si contribuirà a promuovere il dialogo e la diplomazia, rafforzando un sistema di relazioni internazionali fondato sulla multilateralità, sul disarmo, sulla sicurezza umana. Per far questo, l’Italia dovrà prima negoziare con gli Stati parte del Trattato stesso la rimozione delle armi nucleari oggi dislocate in Italia, stringendo un accordo con scadenze precise e vincolanti.</p>
<p><strong>Azioni di definanziamento della produzione di ordigni problematici ed inumani come le mine anti-persona e le cluster bombs</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a sostenere l’immediata approvazione (con le opportune correzioni dopo il re-invio alle Camere del precedente testo con vizi di costituzionalità da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella) del ddl “Divieto di finanziamento delle imprese che svolgono attività di produzione, commercio, trasporto e deposito di mine-antipersona ovvero di munizioni o sub-munizioni a grappolo”? Si tratta della legge più avanzata in materia, nata dalla volontà di migliorare quella che a livello internazionale veniva già riconosciuta come una buona pratica, ossia la legge italiana di ratifica della Convenzione sulle Munizioni Cluster (legge 95/2011 art 7) in cui l’assistenza finanziaria ai produttori di bombe cluster viene indicata come reato penale.</p>
<p><strong>Messa al bando preventiva di armi completamente autonome</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a promuovere atti normativi e di indirizzo che spingano il prossimo Governo a farsi promotore a livello internazionale di norme che mettano al bando preventivamente sistemi d’arma completamente autonomi che non richiedono l’intervento umano (i cosiddetti “Killer robots”?)</p>
<p><strong>Difesa civile non armata e nonviolenta</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a sostenere l’iter istituzionale della proposta di legge (precedentemente di iniziativa popolare, al momento di iniziativa parlamentare e già incardinata nelle competenti Commissioni della Camera dei Deputati) per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta? Si tratterebbe di una inedita innovazione istituzionale che finalmente darebbe valore all’opzione della difesa civile della Patria (a cui la Corte Costituzionale ha attribuito pari dignità rispetto alla difesa militare e a cui la legge istitutiva del Servizio Civile Universale chiama il Governo a dare attuazione) realizzando l’obiettivo di 100.000 giovani all’anno in Servizio Civile Universale volontario, costituendo un Istituto di Ricerca su Pace e Disarmo e consolidando la sperimentazione in corso di Corpi Civili di Pace.</p>
<p><strong>Azioni di controllo sull’utilizzo dei droni armati</strong><br />
Il candidato/a è disponibile a promuovere atti normativi e di indirizzo che vadano a definire regole di ingaggio e catena di comando relativamente all’utilizzo di droni armati, promuovendo nel contempo un divieto assoluto di cosiddette “uccisioni extra-giudiziali” in aree di conflitto e non? L’Italia sarà il terzo Paese occidentale della NATO (dopo USA e Regno Unito) a dotarsi di droni armati (la conclusione delle procedure di armamento è prevista in queste settimane) ma non dispone ancora di norme chiare e trasparenti sull’utilizzo di questi mezzi, sempre più importanti nei conflitti contemporanei e di cui il nostro Paese costituisce un “hub” internazionale nevralgico con la base di Sigonella.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/21/101036/">&#8220;Cari candidati, su armi e spese militari non vi nasconderete più…&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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