<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Archeologia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/category/cultura-e-tendenze/archeologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.improntalaquila.com/category/cultura-e-tendenze/archeologia/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Oct 2025 17:52:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Dna incastra i presunti responsabili del furto al Louvre: arrestati due sospettati in fuga verso Algeria e Mali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/10/27/dna-incastra-i-presunti-responsabili-del-furto-al-louvre-arrestati-due-sospettati-in-fuga-verso-algeria-e-mali/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2025/10/27/dna-incastra-i-presunti-responsabili-del-furto-al-louvre-arrestati-due-sospettati-in-fuga-verso-algeria-e-mali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 14:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Dna incastra i presunti responsabili del furto al Louvre: arrestati due sospettati in fuga verso Algeria e Mali]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[furto al Louvre]]></category>
		<category><![CDATA[ladri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/2025/10/27/dna-incastra-i-presunti-responsabili-del-furto-al-louvre-arrestati-due-sospettati-in-fuga-verso-algeria-e-mali/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato sera la polizia francese ha arrestato due uomini sospettati di far parte della banda che, una settimana fa, ha trafugato gioielli per un valore di 88 milioni di euro dalla galleria di Apollo al Museo del Louvre di Parigi. Secondo Le Parisien, i fermati – entrambi originari della Senna-Saint-Denis e con precedenti per furto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/10/27/dna-incastra-i-presunti-responsabili-del-furto-al-louvre-arrestati-due-sospettati-in-fuga-verso-algeria-e-mali/">Dna incastra i presunti responsabili del furto al Louvre: arrestati due sospettati in fuga verso Algeria e Mali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato sera la polizia francese ha arrestato due uomini sospettati di far parte della banda che, una settimana fa, ha trafugato gioielli per un valore di 88 milioni di euro dalla galleria di Apollo al Museo del Louvre di Parigi. Secondo Le Parisien, i fermati – entrambi originari della Senna-Saint-Denis e con precedenti per furto – sarebbero esecutori di colpi su commissione.</p>
<p>L’operazione è scattata all’improvviso dopo giorni di sorveglianza, quando gli inquirenti hanno rilevato l’intenzione dei due di fuggire all’estero. Intorno alle 22 uno di loro è stato bloccato all’aeroporto Roissy-Charles-de-Gaulle mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto in Algeria; il complice è stato fermato mentre tentava di raggiungere il Mali. Entrambi sono stati trasferiti presso la brigata anticrimine e potranno restare in stato di fermo per un massimo di 96 ore.</p>
<p>In un post su X, il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha rivolto le sue “più sentite congratulazioni agli investigatori che hanno lavorato instancabilmente” per giungere all’arresto. Secondo una fonte della polizia citata da Le Figaro, determinanti sono stati “le riprese delle telecamere di sorveglianza, le telefonate e l’analisi del Dna”. Il procuratore di Parigi, Laure Beccuau, ha spiegato che sulla scena del crimine sono stati raccolti “quasi 150 campioni di Dna, campioni papillari e altre tracce”.</p>
<p>Durante la fuga, i ladri hanno abbandonato una corona appartenuta all’imperatrice Eugenia, incastonata con 1.354 diamanti, 113 rose e 56 smeraldi, poi recuperata dagli investigatori insieme all’attrezzatura utilizzata per il colpo (due smerigliatrici angolari, una fiamma ossidrica, benzina, guanti, un walkie-talkie, un gilet giallo e una coperta).</p>
<p>Le autorità stanno ora cercando di stabilire il ruolo del fermato all’aeroporto: non è escluso che fosse uno dei quattro autori materiali della rapina. Parallelamente, viene valutata anche l’ipotesi di una possibile complicità di un membro della squadra di sicurezza del museo con la banda, un’ipotesi avanzata dal quotidiano inglese The Telegraph, che cita “fonti vicine all’inchiesta”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/10/27/dna-incastra-i-presunti-responsabili-del-furto-al-louvre-arrestati-due-sospettati-in-fuga-verso-algeria-e-mali/">Dna incastra i presunti responsabili del furto al Louvre: arrestati due sospettati in fuga verso Algeria e Mali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2025/10/27/dna-incastra-i-presunti-responsabili-del-furto-al-louvre-arrestati-due-sospettati-in-fuga-verso-algeria-e-mali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">113071</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Recuperato in Spagna il dipinto di Picasso smarrito: era finito per errore dalle mani di una vicina</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/10/26/recuperato-in-recuperato-in-spagna-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2025/10/26/recuperato-in-recuperato-in-spagna-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 05:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[dipinto di Picasso]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/2025/10/26/recuperato-in-spagna-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La polizia nazionale spagnola ha annunciato di aver recuperato il dipinto “Naturaleza muerta con guitarra” di Pablo Picasso, scomparso durante il trasferimento da Madrid a Granada per una mostra. L’opera, di piccole dimensioni, era stata denunciata come smarrita alcuni giorni fa. Realizzato nel 1919 con gouache e matita a mina di piombo su carta, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/10/26/recuperato-in-recuperato-in-spagna-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina/">Recuperato in Spagna il dipinto di Picasso smarrito: era finito per errore dalle mani di una vicina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La polizia nazionale spagnola ha annunciato di aver recuperato il dipinto “Naturaleza muerta con guitarra” di Pablo Picasso, scomparso durante il trasferimento da Madrid a Granada per una mostra. L’opera, di piccole dimensioni, era stata denunciata come smarrita alcuni giorni fa.</p>
<p>Realizzato nel 1919 con gouache e matita a mina di piombo su carta, il quadro misura 12,7 x 9,8 centimetri e il suo valore è stimato intorno ai 600mila euro. Appartenente a una collezione privata, avrebbe dovuto far parte della rassegna “Bodegón | La eternidad de lo inerte” organizzata dalla Fondazione CajaGranada.</p>
<p>Secondo la ricostruzione degli agenti, l’opera potrebbe non essere mai stata caricata sul mezzo di trasporto. “Il quadro potrebbe non essere mai stato caricato sul camion adibito al suo trasporto”, si legge nella dichiarazione ufficiale. Inizialmente si era ipotizzato un furto, ma in realtà il pacco era stato lasciato nell’androne del palazzo dove vive il collezionista e raccolto da una vicina, convinta si trattasse di un involucro abbandonato.</p>
<p>Gli investigatori della Brigata Patrimonio storico “mantengono aperte indagini” per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto e stabilire eventuali responsabilità nel trasporto dell’opera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/10/26/recuperato-in-recuperato-in-spagna-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina/">Recuperato in Spagna il dipinto di Picasso smarrito: era finito per errore dalle mani di una vicina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2025/10/26/recuperato-in-recuperato-in-spagna-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina-il-dipinto-di-picasso-smarrito-era-finito-per-errore-dalle-mani-di-una-vicina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">113040</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quindici anni senza il prof. Gaetano Messineo: l’eredità viva di un archeologo che ha fatto grande L’Aquila</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/20/quindici-anni-senza-il-prof-gaetano-messineo-leredita-viva-di-un-archeologo-che-ha-fatto-grande-laquila/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2025/06/20/quindici-anni-senza-il-prof-gaetano-messineo-leredita-viva-di-un-archeologo-che-ha-fatto-grande-laquila/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 20:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Archeoclub L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia classica]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia in Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[archeologo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[collegio dei Gesuiti L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Convento San Giuliano]]></category>
		<category><![CDATA[cultura accademica L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento Scienze Umane L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[divulgazione culturale]]></category>
		<category><![CDATA[docenti universitari L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Messineo]]></category>
		<category><![CDATA[memoria storica Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[museo Scienze Naturali L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio culturale Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca archeologica L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[San Giuliano L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[sede Archeoclub Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell’archeologia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[studenti archeologia L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Università degli Studi dell’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[valorizzazione territorio aquilano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=108976</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 20 giugno 2010 si spegneva il prof. Gaetano Messineo, archeologo e docente di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi dell’Aquila, figura di altissimo profilo nel panorama accademico e culturale italiano. A quindici anni dalla scomparsa, la città dell’Aquila e l’Archeoclub locale lo ricordano con affetto, gratitudine e ammirazione per il lascito profondo che ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/20/quindici-anni-senza-il-prof-gaetano-messineo-leredita-viva-di-un-archeologo-che-ha-fatto-grande-laquila/">Quindici anni senza il prof. Gaetano Messineo: l’eredità viva di un archeologo che ha fatto grande L’Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 20 giugno 2010 si spegneva il prof. <strong>Gaetano Messineo</strong>, archeologo e docente di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi dell’Aquila, figura di altissimo profilo nel panorama accademico e culturale italiano. A quindici anni dalla scomparsa, la città dell’Aquila e l’Archeoclub locale lo ricordano con affetto, gratitudine e ammirazione per il lascito profondo che ha impresso nel territorio e nella comunità scientifica.</p>



<p>I <strong>semi del suo instancabile lavoro</strong>, dalla valorizzazione del patrimonio culturale alla formazione di giovani archeologi, sono ancora oggi ben radicati nella realtà accademica e associativa aquilana. Sotto la sua guida appassionata, l’Archeoclub L’Aquila ha vissuto una stagione intensa di attività, interrotta solo dal sisma del 2009, ma poi ripresa proprio nel suo nome.</p>



<p><strong>Nato a Petralia Soprana (Palermo) nel 1943</strong>, Messineo scoprì presto un legame speciale con l’Abruzzo e con L’Aquila, dove svolse parte fondamentale della sua carriera accademica e scientifica. Arrivato in città nel 1975 come funzionario archeologo, dal 2008 aveva rilanciato con entusiasmo le iniziative culturali dell’Archeoclub, trasformando il suo studio all’ex Collegio dei Gesuiti in un punto di riferimento per studenti, docenti e cittadini.</p>



<p><strong>Tra le sue battaglie più significative</strong>, l&#8217;impegno per il recupero e la valorizzazione del <strong>complesso di San Giuliano</strong>, oggi centro culturale in espansione, e la creazione di un polo museale multidisciplinare. Era capace di coinvolgere e ispirare i più giovani, molti dei quali sono oggi attivi protagonisti nelle sedi abruzzesi dell’Archeoclub.</p>



<p>La sua figura rimane un punto di riferimento anche per le nuove generazioni che, spesso inconsapevolmente, si muovono nel solco da lui tracciato: quello di un’<strong>archeologia viva, accessibile, legata al territorio e alle persone</strong>. Per conoscere nel dettaglio la sua carriera e il contributo accademico, è possibile consultare la <strong>biografia ufficiale</strong> sul sito dell’Università dell’Aquila:<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a class="" href="http://www.univaq.it/section.php?id=1395">univaq.it – prof. Gaetano Messineo</a></p>



<p><strong>Oggi come ieri</strong>, L’Aquila ricorda il professor Messineo con stima e riconoscenza, nella consapevolezza che <strong>la sua eredità culturale non appartiene solo al passato, ma continua a ispirare il futuro.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/20/quindici-anni-senza-il-prof-gaetano-messineo-leredita-viva-di-un-archeologo-che-ha-fatto-grande-laquila/">Quindici anni senza il prof. Gaetano Messineo: l’eredità viva di un archeologo che ha fatto grande L’Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2025/06/20/quindici-anni-senza-il-prof-gaetano-messineo-leredita-viva-di-un-archeologo-che-ha-fatto-grande-laquila/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108976</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Una piccola &#8220;nave&#8221; alle porte della Città</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/02/una-piccola-nave-alle-porte-della-citta/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2025/03/02/una-piccola-nave-alle-porte-della-citta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 16:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[improntantalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[stazione di rifornimento.]]></category>
		<category><![CDATA[Una piccola "nave"]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=108516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chissà quante volte ci passiamo davanti: chi ogni giorno, chi almeno una volta alla settimana. Eppure, magari, non la notiamo: forse perché è lì da tanto tempo, da più di mezzo secolo; forse perché è una «semplice» stazione di rifornimento. E invece è anche un piccolo pezzo di storia aquilana contemporanea, tanto da diventare un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/02/una-piccola-nave-alle-porte-della-citta/">Una piccola &#8220;nave&#8221; alle porte della Città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chissà quante volte ci passiamo davanti: chi ogni giorno, chi almeno una volta alla settimana.</p>



<p>Eppure, magari, non la notiamo: forse perché è lì da tanto tempo, da più di mezzo secolo; forse perché è una «semplice» stazione di rifornimento.</p>



<p>E invece è anche un piccolo pezzo di storia aquilana contemporanea, tanto da diventare un riferimento toponomastico orale che, nella parlata popolare, è noto come «<em>Quaianni</em>»; un’espressione che, dal cognome del fondatore, è passata ad indicare comunemente anche il bivio tra la S.S. 17 e la S.S. 80, dove sorge il fabbricato del distributore.</p>



<p>Una stazione di servizio costruita molti decenni fa, all&#8217;ingresso ovest dell&#8217;Aquila, nel punto dove s&#8217;incontrano le due strade statali.</p>



<p>Quasi come se fosse un cippo, o una pietra miliare, questa piccola e particolare costruzione asseconda il bivio con la sua forma triangolare dalla punta arrotondata; sembra la prua di una piccola nave che viaggia verso la città, con la sua linea aerodinamica.</p>



<p>E, se la guardiamo ancor più attentamente, ci accorgiamo che non è un semplice «gabbiotto» ma la testimonianza di un periodo del Novecento, di un certo «stile» («<em>design</em>») che caratterizzava quell&#8217;epoca; un linguaggio di progettazione architettonica &#8211; industriale e commerciale &#8211; talora con risultati più che apprezzabili, anche se si trattava di stazioni di rifornimento e di aree di servizio.</p>



<p>Probabilmente un esemplare unico, di quel tipo, nella nostra Città e dintorni.</p>



<p>La costruzione è realizzata in cemento, con un’ampia copertura-tettoia sagomata e sporgente, eppure, vista di lato, appare con un profilo molto «leggero», «scattante», anche grazie alla sua piccola e pratica volumetrìa. Un triangolo dalla punta arrotondata, una specie di segnale stradale che indica la direzione di Viale Corrado IV e sembra dire ai passanti: «- <em>proseguite dritto, da lì si entra in città!</em> -».</p>



<p>La colonna-pilastro che si trova sulla punta è addirittura rifinita da tante rigature orizzontali, quasi come un richiamo contemporaneo a un «bugnato» rivisitato.</p>



<p>Un piccolo pezzo di architettura e di storia urbana contemporanea che ci ricorda una certa epoca, una pagina di storia dell&#8217;architettura novecentesca, e ci mostra come la progettazione di edifici industriali e commerciali &#8211; Ieri come Oggi &#8211; può essere un&#8217;«arte» che, oltre all&#8217;aspetto pratico, guarda con attenzione anche alla cura estetica; ovviamente sempre tenendo conto del contesto circostante.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Mauro Rosati</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/02/una-piccola-nave-alle-porte-della-citta/">Una piccola &#8220;nave&#8221; alle porte della Città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2025/03/02/una-piccola-nave-alle-porte-della-citta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108516</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Scoperta storica: identificato il luogo di sepoltura di Platone</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/scoperta-storica-identificato-il-luogo-di-sepoltura-di-platone/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/scoperta-storica-identificato-il-luogo-di-sepoltura-di-platone/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 14:19:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquil.org]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[papiri]]></category>
		<category><![CDATA[papirologo Graziano Ranocchia]]></category>
		<category><![CDATA[sepoltura Platone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=107998</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;importante scoperta archeologica è stata annunciata dal papirologo Graziano Ranocchia dell&#8217;Università di Pisa, che potrebbe aver finalmente localizzato il luogo esatto di sepoltura del celebre filosofo greco Platone. Presentando i risultati del progetto &#8220;GreekSchools&#8221;, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, Ranocchia ha rivelato che Platone potrebbe essere stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/scoperta-storica-identificato-il-luogo-di-sepoltura-di-platone/">Scoperta storica: identificato il luogo di sepoltura di Platone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un&#8217;importante scoperta archeologica è stata annunciata dal papirologo Graziano Ranocchia dell&#8217;Università di Pisa, che potrebbe aver finalmente localizzato il luogo esatto di sepoltura del celebre filosofo greco Platone. Presentando i risultati del progetto &#8220;GreekSchools&#8221;, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, Ranocchia ha rivelato che Platone potrebbe essere stato sepolto nell&#8217;area dell&#8217;Accademia ad Atene, specificamente nel giardino privato destinato alla scuola platonica, vicino al Museion, un sacello sacro dedicato alle Muse.</p>



<p>Questa scoperta straordinaria proviene dalla rilettura di frammenti di un papiro che contiene la &#8220;Storia dell&#8217;Accademia&#8221; di Filodemo di Gadara, trovato negli antichi papiri di Ercolano. Questo documento potrebbe riscrivere ciò che sappiamo sulla disposizione finale e sull&#8217;onore postumo riservato a uno dei filosofi più influenti della storia.</p>



<p>La localizzazione del luogo di sepoltura di Platone non solo offre nuove prospettive sulla sua vita e sul contesto storico dell&#8217;Accademia, ma apre anche nuove possibilità per ulteriori ricerche archeologiche nel sito storico di Atene. Questa rivelazione arricchisce ulteriormente la nostra comprensione dell&#8217;eredità culturale e filosofica lasciata da Platone, offrendo agli studiosi nuovi dati per esplorare l&#8217;impatto del suo pensiero e della sua scuola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/scoperta-storica-identificato-il-luogo-di-sepoltura-di-platone/">Scoperta storica: identificato il luogo di sepoltura di Platone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2024/04/23/scoperta-storica-identificato-il-luogo-di-sepoltura-di-platone/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107998</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Porta Pia. 150 anni, nuova luce in un luogo simbolo della nostra storia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/09/20/porta-pia-150-anni-nuova-luce-in-un-luogo-simbolo-della-nostra-storia/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/09/20/porta-pia-150-anni-nuova-luce-in-un-luogo-simbolo-della-nostra-storia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2020 16:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Monumento al Bersagliere]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Pia]]></category>
		<category><![CDATA[Raggi]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105778</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione dei 150 anni dalla presa di Porta Pia e&#8217; stato inaugurato il nuovo impianto di illuminazione di Piazzale di Porta Pia e del Monumento al Bersagliere, simboli dell&#8217;annessione della Citta&#8217; al Regno di Italia e della successiva proclamazione di Roma Capitale. L&#8217;evento si e&#8217; tenuto ieri sera alla presenza della Sindaca di Roma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/09/20/porta-pia-150-anni-nuova-luce-in-un-luogo-simbolo-della-nostra-storia/">Porta Pia. 150 anni, nuova luce in un luogo simbolo della nostra storia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dei 150 anni dalla presa di Porta Pia e&#8217; stato inaugurato il nuovo impianto di illuminazione di Piazzale di Porta Pia e del Monumento al Bersagliere, simboli dell&#8217;annessione della Citta&#8217; al Regno di Italia e della successiva proclamazione di Roma Capitale.<br />
L&#8217;evento si e&#8217; tenuto ieri sera alla presenza della Sindaca di Roma Virginia Raggi. Sono intervenuti il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli e il responsabile Illuminazione pubblica di Areti Alberto Scarlatti.<br />
Durante la cerimonia e&#8217; stato proiettato il tricolore sul monumento. L&#8217;appuntamento, inoltre, e&#8217; stato impreziosito dall&#8217;esibizione della Fanfara dei Bersaglieri di Roma e dal duo composto da Vanessa Cremaschi ed Emiliano Begni.<br />
Il progetto di illuminazione, allo stesso tempo artistica e funzionale, ha previsto l&#8217;installazione di 26 proiettori e l&#8217;uso di tecnologie innovative e sostenibili che, oltre a ridurre i consumi energetici del 50%, hanno contribuito a valorizzare uno dei piu&#8217; importanti monumenti della storia risorgimentale, creando una nuova panoramica dell&#8217;intera piazza e una maggiore percezione del senso di sicurezza.<br />
Nuovi lampioni, dotati di lanterne a Led, sono stati installati all&#8217;altezza delle strade che accedono al piazzale, mentre la statua bronzea del Bersagliere e&#8217; stata illuminata da quattro proiettori ad ottica circolare, con un tipo di luce scelto appositamente per adattarsi ed esaltare i materiali del monumento.<br />
L&#8217;interno del complesso di Porta Pia, sede del Museo dei Bersaglieri, e&#8217; stato riqualificato con sei apparati di nuova generazione, sempre a Led, con cui sono stati illuminati sia i busti in bronzo sia il monumento ad Enrico Toti. Altri quattro proiettori sono stati dedicati all&#8217;effige della Madonna posta nella parte superiore dell&#8217;edificio.<br />
&#8220;Vestiamo di nuova luce Porta Pia, uno dei luoghi simbolo di Roma e della storia del nostro Paese. Celebriamo cosi&#8217; il 150° anniversario della &#8216;Breccia di Porta Pia&#8217;, un avvenimento che apri&#8217; la strada alla successiva proclamazione di Roma Capitale dell&#8217;Italia unita. Grazie al nuovo impianto di illuminazione artistica, realizzato in collaborazione con ACEA, esaltiamo quindi anche di notte Porta Pia e il monumento al Bersagliere.<br />
Inseriamo un nuovo tassello per la valorizzazione dei siti storici della citta&#8217;, coniugando al tempo stesso innovazione e tutela del patrimonio culturale ed artistico&#8221;, ha detto la Sindaca di Roma Virginia Raggi.<br />
&#8220;Questo progetto- ha dichiarato Alberto Scarlatti, responsabile Illuminazione pubblica di Areti, la societa&#8217; del Gruppo ACEA che gestisce la rete elettrica a Roma- e&#8217; stato realizzato con criteri innovativi e sostenibili, coniugando risparmio energetico e riqualificazione del territorio, sicurezza e vivibilita&#8217;. L&#8217;illuminazione artistica in questo caso e&#8217; stata integrata a quella funzionale per completare la definizione di uno spazio in cui l&#8217;architettura delle luci e&#8217; stata studiata per valorizzare il contesto urbano&#8221;.<br />
Tra gli interventi piu&#8217; recenti realizzati da Roma Capitale e dal Gruppo ACEA, ricordiamo l&#8217;illuminazione artistica di Piazza del Popolo, dell&#8217;Arco di Costantino, del Pantheon, di Santa Maria in Trastevere, del Borgo di Ostia Antica, di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore, della Cupola del Tempio Maggiore e di Piazza del Campidoglio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/09/20/porta-pia-150-anni-nuova-luce-in-un-luogo-simbolo-della-nostra-storia/">Porta Pia. 150 anni, nuova luce in un luogo simbolo della nostra storia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/09/20/porta-pia-150-anni-nuova-luce-in-un-luogo-simbolo-della-nostra-storia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105778</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ricerca. In Bulgaria resti più antichi di Homo Sapiens in Europa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/05/11/ricerca-in-bulgaria-resti-piu-antichi-di-homo-sapiens-in-europa/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/05/11/ricerca-in-bulgaria-resti-piu-antichi-di-homo-sapiens-in-europa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 16:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Bulgaria]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Homo Sapiens]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=104982</guid>

					<description><![CDATA[<p>In una grotta in Bulgaria e&#8217; stato individuato un fossile di Homo Sapiens risalente a oltre 45.000 anni fa. Si tratta della piu&#8217; antica evidenza diretta della presenza della nostra specie in Europa. La datazione del reperto e&#8217; stata realizzata grazie a un team specializzato in datazioni al radiocarbonio ad altissima precisione, guidato dalla professoressa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/11/ricerca-in-bulgaria-resti-piu-antichi-di-homo-sapiens-in-europa/">Ricerca. In Bulgaria resti più antichi di Homo Sapiens in Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una grotta in Bulgaria e&#8217; stato individuato un fossile di Homo Sapiens risalente a oltre 45.000 anni fa. Si tratta della piu&#8217; antica evidenza diretta della presenza della nostra specie in Europa. La datazione del reperto e&#8217; stata realizzata grazie a un team specializzato in datazioni al radiocarbonio ad altissima precisione, guidato dalla professoressa Sahra Talamo dell&#8217;Alma Mater di Bologna. La scoperta, avvenuta per la precisione nella Grotta di Bacho Kiro, a pochi chilometri dalla piccola citta&#8217; di Dryanovo, fa scorrere l&#8217;orologio indietro di ben 2.000 anni rispetto a quanto ipotizzato finora sull&#8217;arrivo dell&#8217;Homo Sapiens in Eurasia, aumentando cosi&#8217; il periodo di convivenza con l&#8217;Uomo di Neanderthal. Da tempo si pensa che tra le due specie ci siano stati contatti e scambi, anche culturali. A conferma di questo, tra i reperti recuperati nella grotta sono emersi anche oggetti in osso che ricordano quelli prodotti millenni piu&#8217; tardi dagli ultimi neandertaliani in Europa occidentale. I risultati di questi nuovi studi, coordinati da scienziati del Max Planck Institute for evolutionary anthropology, in Germania, sono stati pubblicati oggi in due paper su &#8216;Nature ecology &amp; evolution&#8217; e su &#8216;Nature&#8217;. La grotta di Bacho Kiro, ai piedi dei Balcani, e&#8217; un sito archeologico ben noto gia&#8217; dagli anni &#8217;30 del &#8216;900. La nuova campagna di scavi, avviata nel 2015, ha permesso di portare alla luce molti nuovi reperti, tra cui un dente e cinque frammenti ossei negli strati risalenti alla fase iniziale del Paleolitico superiore. Grazie all&#8217;analisi del Dna sono stati attribuiti a esemplari di Homo Sapiens e a questo punto si e&#8217; indagato sull&#8217;esatta cronologia dei nuovi fossili.</p>
<p>&#8220;L&#8217;analisi conferma che questi fossili risalgono alla fase iniziale del Paleolitico superiore e rappresentano quindi la piu&#8217; antica testimonianza diretta della presenza della nostra specie in Europa- spiega Talamo- queste datazioni sono state possibili grazie a un nuovo approccio al metodo del radiocarbonio che ha permesso al nostro team di raggiungere una precisione mai ottenuta prima. Non solo: le datazioni del sito di Bacho Kiro compongono il piu&#8217; ampio dataset di un singolo sito paleolitico mai realizzato da un team di ricerca&#8221;. Come spiega la dottoranda Helen Fewlass, autrice dello studio, &#8220;la maggior parte delle ossa di animali che abbiamo datato hanno segni di modificazione da parte dell&#8217;uomo, ad esempio segni di macellazione. Questi dati, insieme alle datazioni dirette delle ossa umane, ci forniscono un quadro cronologico molto chiaro di quando l&#8217;Homo Sapiens ha occupato per la prima volta questa grotta, nell&#8217;intervallo tra 45.820 e 43.650 anni fa, e potenzialmente gia&#8217; 46.940 anni fa&#8221;.</p>
<p>Secondo gli scienziati, dunque, la grotta bulgara &#8220;documenta una prima ondata di Homo Sapiens, che entro&#8217; in contatto con gli uomini di Neanderthal e porto&#8217; in Europa nuovi comportamenti- spiega Jean-Jacques Hublin, direttore del Max Planck Institute for evolutionary anthropology- questa ondata e&#8217; in gran parte anteriore a quella che 8.000 anni dopo porto&#8217; alla definitiva estinzione dei Neanderthal in Europa occidentale&#8221;. I manufatti in osso e avorio rinvenuti nel sito, sottolinea a questo proposito Talamo, &#8220;sono sorprendentemente simili a quelli prodotti dai neandertaliani nella fase precedente alla loro estinzione, venuti alla luce nella Grotte du Renne, in Francia&#8221;. Questa similitudine, aggiunge Hublin, &#8220;porta a sostenere l&#8217;ipotesi secondo cui questi comportamenti neandertaliani siano il risultato di incontri ravvicinati con i primi gruppi di Homo Sapiens arrivati in Europa&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/11/ricerca-in-bulgaria-resti-piu-antichi-di-homo-sapiens-in-europa/">Ricerca. In Bulgaria resti più antichi di Homo Sapiens in Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/05/11/ricerca-in-bulgaria-resti-piu-antichi-di-homo-sapiens-in-europa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104982</post-id>	</item>
		<item>
		<title>MuNDA: il 5 novembre &#8220;La fibula di Pizzoli&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/munda-il-5-novembre-la-fibula-di-pizzoli/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/munda-il-5-novembre-la-fibula-di-pizzoli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 15:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[La fibula di Pizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Arbace]]></category>
		<category><![CDATA[Munda]]></category>
		<category><![CDATA[Pizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Museale dell'Abruzzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103953</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un importante incontro al MuNDA svela i segreti della fibula di Pizzoli, esposto a L’Aquila fino al 7 Novembre prima della restituzione al Museo Archeologico Nazionale Villa Frigerj a Chieti. Un occasione imperdibile per discutere del reperto martedì 5 novembre alle 17.30 con gli studiosi Valentina Belfiore, Funzionario Archeologo Direttore del Museo Archeologico Nazionale d&#8217;Abruzzo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/munda-il-5-novembre-la-fibula-di-pizzoli/">MuNDA: il 5 novembre &#8220;La fibula di Pizzoli&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un importante incontro al MuNDA svela i segreti della fibula di Pizzoli, esposto a L’Aquila fino al 7 Novembre prima della restituzione al Museo Archeologico Nazionale Villa Frigerj a Chieti.</p>
<p>Un occasione imperdibile per discutere del reperto martedì 5 novembre alle 17.30 con gli studiosi Valentina Belfiore, Funzionario Archeologo Direttore del Museo Archeologico Nazionale d&#8217;Abruzzo &#8211; Villa Frigerj di Chieti e Francesco Iorio, Archeologo dell’Associazione Culturale D-MuNDA, insieme al Direttore del Polo Museale dell&#8217;Abruzzo, Lucia Arbace.</p>
<p>Un viaggio del defunto verso l’Aldilà su uno dei mezzi più utilizzati nell’antico Abruzzo: il carro. Potrebbe essere questo il significato della figura rappresentata sulla fibula in bronzo di Pizzoli, uno dei reperti più rari dell’archeologia abruzzese, risalente all’VIII secolo avanti Cristo. La fibula di Pizzoli, rinvenuta in località Scentelle Capaturo, all’interno della tomba 45, una sepoltura maschile sabina, ha un arco su cui è rappresentato un carro, trainato da un bue dalle lunghe corna. Sul dorso vi è una figurina umana rappresentata con le gambe separate, le braccia allargate e le mani segnate dall’incisione delle dita: con la destra impugna una corta lancia e con la sinistra guida un cervo adulto con il muso stretto dal laccio. Sul carro si susseguono un cane con le orecchie dritte e la coda rivolta verso il dorso e una seconda figura con uno scudo decorato e con uno scettro; all’esterno del carro è raffigurato un altro cane con la coda abbassata. “Sia nelle tombe etrusche che sarde sono state trovate navicelle votive con figure di animali e di persone che hanno suggerito un confronto con quelle della fibula“ spiega Lucia Arbace. “La tipologia, tuttavia, è diversa a livello di figure rispetto a quelle attestate in Sardegna. Del resto la fibula, come ornamento del vestiario, è totalmente sconosciuta sull’isola. Resta però l&#8217;analogia a livello di scelte legate ai rituali funerari perché, se le navicelle per il popolo di navigatori sardi rappresentava un mezzo anche per raggiungere l’Aldilà, il carro rappresentato sulla fibula potrebbe avere un analogo significato per il nobile sabino che aveva indossato la spilla. Bisogna considerare anche il fatto che i Pretuzi, che abitavano la pianura di Campovalano, erano in costante movimento, tanto che i ritrovamenti archeologici attestano l’uso del carro. Certo è che la fibula di Pizzoli rappresenta una testimonianza dei contatti dell&#8217;attuale territorio aquilano nell’VIII secolo a.c. con altri centri più a nord nell’Appennino, nonché dell&#8217;alta qualità raggiunta a livello locale nella produzione dei metalli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/munda-il-5-novembre-la-fibula-di-pizzoli/">MuNDA: il 5 novembre &#8220;La fibula di Pizzoli&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/munda-il-5-novembre-la-fibula-di-pizzoli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103953</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Da San Pietro della Jenca a Collemaggio: una marcia del perdono nel segno dell&#8217;accoglienza e della cultura</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/da-san-pietro-della-jenca-a-collemaggio-una-marcia-del-perdono-nel-segno-dellaccoglienza-e-della-cultura/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/da-san-pietro-della-jenca-a-collemaggio-una-marcia-del-perdono-nel-segno-dellaccoglienza-e-della-cultura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 14:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[marcia del perdono]]></category>
		<category><![CDATA[Marcia del Perdono e della Pace Basilica Collemaggio]]></category>
		<category><![CDATA[San Pietro della Jenca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103815</guid>

					<description><![CDATA[<p>Poco meno di un mese fa, domenica 25 agosto, organizzata dalla sezione aquilana del CAI e dall’Associazione San Pietro della Jenca, con la collaborazione di altri gruppi associativi locali e con il patrocinio del Comune dell’Aquila, si è svolta l’annuale Marcia del Perdono e della Pace, che ha segnato l’inizio della festa della Perdonanza Celestiniana. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/da-san-pietro-della-jenca-a-collemaggio-una-marcia-del-perdono-nel-segno-dellaccoglienza-e-della-cultura/">Da San Pietro della Jenca a Collemaggio: una marcia del perdono nel segno dell&#8217;accoglienza e della cultura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Poco meno di un mese fa, domenica 25 agosto, organizzata dalla sezione aquilana del CAI e dall’Associazione San Pietro della Jenca, con la collaborazione di altri gruppi associativi locali e con il patrocinio del Comune dell’Aquila, si è svolta l’annuale Marcia del Perdono e della Pace, che ha segnato l’inizio della festa della Perdonanza Celestiniana. Circa un centinaio i partecipanti alla partenza, molti tenuti a casa dalle condizioni del tempo, che si prevedevano assai incerte e che invece si sono mantenute buone fino alla fine. Chi scrive ha avuto il piacere e l’onore di fungere da guida storico-artistica lungo tutto il percorso, che ai gioielli dell’arte della stupenda valle del Raiale ha aggiunto le antiche e suggestive chiese di San Giustino, a Paganica, e di Santa Giusta, a Bazzano.</p>
<p>La carovana, sotto la guida esperta del paganichese Nando Galletti, simpatico, vigile e a tratti, secondo il bisogno, ringhioso cane pastore abruzzese, e allietata da tante simpatiche presenze, come quelle di altri due paganichesi, Raffaele Alloggia, appassionato cultore di storie del suo paese, e Raffaele Vivio, che, col suo immancabile cappello di alpino, non ci ha risparmiato esplosivi scoppi di allegria, ha preso le mosse dalla chiesetta santuario di San Pietro della Jenca. Il piccolo tempio, risalente al XIII secolo, caro alla memoria di Giovanni Paolo II, cui è dedicato, fu chiesa parrocchiale dell’antico omonimo castello. I successivi rimaneggiamenti nel portale e all’interno non ne hanno snaturato il fascino, ben riscoperto da un sapiente restauro degli ultimi decenni. La carovana ha fatto la sua prima sosta nella radura antistante la chiesetta a capanna di San Clemente, che una consolidata tradizione vuole antichissima e legata alla memoria dei primi cristiani, tanto da far ipotizzare la sua edificazione sopra una grotta creduta catacomba dei martiri.</p>
<p>L’occhio esperto nota la forma ogivale dell’elegante finestrella monolitica che si apre sul muro della piccola abside, carattere inconfondibile del primo gotico, che al pari dell’ampia finestra esistente sulla parete sinistra della vicina e sopra citata chiesetta di San Pietro della Jenca, denuncia la presenza di quella cultura cistercense che fu realtà dell’intero territorio del Gran Sasso a partire dal Milleduecento. Dopo una ulteriore breve sosta nel fontanile detto «La fonte dei tre olmi», nella campagna di Assergi, in prossimità di Grotta a Male, in una zona di notevole interesse archeologico che nei primi decenni dello scorso secolo fu oggetto di indagine da parte di Angelo Semeraro, geniale archeologo dilettante e poeta paganichese, siamo giunti nel borgo di Assergi, passando attraverso una porta dell’antico castello e costeggiando le mura bellamente restaurate.</p>
<p>Qui, ad attenderci, sullo sfondo di quella piazza dal sapore leopardiano, c’era la Chiesa di Santa Maria Assunta, con la sua luminosa facciata in levigata cortina a pietra concia, il portale finemente romanico, il leggiadro gotico rosone e il superbo campanile dalla doppia tessitura muraria. All’interno, dove un coraggioso restauro dei primi anni ‘70 del Novecento ha riportato alla luce un delicato pur se a tratti frammentario manto decorativo, si ammirano affreschi di pregio, databili tra il XIV e il primo XVI secolo, alcuni dei quali attribuiti a Francesco da Montereale e Saturnino Gatti, protagonisti di primo piano, insieme a Silvestro dell’Aquila e al grande Cola dell’Amatrice, del Rinascimento aquilano. All’interesse del visitatore si offre inoltre la cripta, con la sua scarna e mistica bellezza, autentico gioiello nel gioiello, antichissima, parlante il linguaggio misterioso del Medioevo. In essa, a fianco dell’altarino, poggiata sopra un interessante duecentesco pluteo di pietra e custodita all’interno di una cassetta di ferro, si scopre l’urna contenente le ossa di San Franco, ricalcata sull’opera, gelosamente conservata in altro luogo, di Giacomo di Paolo da Sulmona. Sull’altro lato, dolcemente adagiata su un cassone di noce che funge da reliquiario, ecco la statua lignea raffigurante una misteriosa donna coronata su cui è fiorito attraverso i secoli un’affascinante racconto popolare (regina del Cielo o regina della Terra?), diretta erede, quanto a stile scultoreo, della cosiddetta scuola francese “Ile de France”, e che potrebbe, da sola, giustificare un’intera sala museale.</p>
<p>Subito dopo, abbiamo consumato un’abbondante e gustosa colazione offerta dall’Associazione culturale “Insieme per Assergi” nell’orto attiguo alla casa canonica, con vista sull’amena valle del Raiale. Altra gradita sosta a Camarda e, come da tradizione, rinfrescante “cocomerata” curata dalle associazioni culturali “Il Treo” e “Insieme per Camarda”. A concludere il percorso lungo la valle del Raiale, con i suoi angoli di incontaminata bellezza, immancabile la visita alla chiesetta della Madonna d’Appari, autentica gemma incastonata nella roccia e lambita dalle acque di un gorgogliante ruscello. Nel cinquecentesco portale principale, la lunetta raffigura una Madonna col Bambino. Analogo affresco, ma più bello, compare sul portale laterale, a due passi dal ruscello. A poca distanza, sulla stessa parete, si scopre un antico disegno scolpito nella pietra dal significato profondo: un simbolo pagano dell’eterna lotta tra il bene e il male che la sapienza cristiana, secondo un collaudato costume, rivisita alla luce della Rivelazione.</p>
<p>La piccola fiabesca chiesa, monumento vivente della devozione popolare alla Vergine, riserva al visitatore, appena dentro, un’autentica e insospettata fantasmagoria di colori: dalle volte e dalle pareti emana un profluvio di luce degno di una chiesa rinascimentale fiorentina. Una suggestiva Crocifissione e scene della vita di Maria, forse opere di Francesco da Montereale, affrescano la volta del Presbiterio, mentre in fondo alla parete destra un pregevole dipinto raffigurante una Comunione agli apostoli nell’ultima cena – autorevolmente attribuita al figlio del suddetto Francesco &#8211; fa da sfondo ad un’edicola semicircolare con imbotte a cassettoni e archivolto riccamente modanato a ghirlande. Altri affreschi, sulla stessa parete, raffigurano Sant’Antonio e San Bernardino da Siena, molto popolare nelle chiese dell’Aquilano. In fondo alla parete di sinistra, vicino alla porta d’ingresso principale, si ammira l’unico dipinto ad olio presente nel piccolo tempio, una grande e bella tela di fine cinquecento ascritta al pittore aquilano Pompeo Mausonio: Madonna del Rosario, inquadrata nei 15 pannelli dei Misteri, che molto ricorda la Madonna di Pompei. Sulla controfacciata, completa la scena un monumentale ottocentesco organo a canne, tuttora funzionante. Di fronte a tanta bellezza si rimane letteralmente avvinti, e quasi non ci si staccherebbe da questo piccolo angolo dove sembra che natura, fede e poesia si siano date appuntamento.</p>
<p>Dopo una riposante pausa con pranzo nella villa comunale di Paganica offerto dalla locale sezione donatori di sangue del VAS, la comitiva, un po’ ridotta nel numero ma non nell’entusiasmo, ha sostato brevemente di fronte alla Basilica di San Giustino, antichissima, edificata sull’antico sepolcro del santo cui è dedicata. Ricostruita compiutamente nel periodo romanico, con le sue tre navate, mostra, al pari della sua ancor più vetusta cripta, una scarna e severa bellezza che invita al raccoglimento. In fase di restauro e provvisoriamente chiusa al pubblico per motivi di sicurezza, ne abbiamo potuto pur sempre ammirare lo svettante torrione con campanile della facciata, impreziosito alla base da un’edicola con arco a volta sorretto da eleganti pilastrini tardo-rinascimentali e riproducente, sullo sfondo, un bell’affresco dedicato alla Trinità.</p>
<p>Dopo una merenda nella vicina Bazzano offerta dal Circolo Bocciofilo, abbiamo dedicato l’ultima sosta di interesse culturale alla Basilica di Santa Giusta, antichissima anch’essa, ed edificata, analogamente alla chiesa di San Giustino, inglobando le antiche piccole basiliche ad corpus sorte sulle ancor più vetuste tombe dei martiri Giusta, Fiorenzo e Felice. Ne abbiamo ammirato la originalissima facciata, che per la ricchezza dei motivi scultorei in stile casauriense, il disegno a griglia delle colonnine e dei cornicioni, l’elegante portale ad arco falcato con colonne ed architrave stupendamente ornati, ne fanno un irripetibile capolavoro dell’architettura romanica abruzzese. Momentaneamente chiusa anch’essa al pubblico per motivi di statica, ne abbiamo potuto immaginare solo con gli occhi della mente l’interno, con la piatta parete di fondo dietro l’altare sfavillante di affreschi tardo-rinascimentali e le pareti laterali, ricche di pitture databili tra il XIII e XV secolo; mentre un ambone, a sinistra dell’altare per chi guarda, florido di sculture, casauriensi anch’esse, del XII secolo, poggia sopra un archivolto sotto il quale c’è l’accesso all’antica cripta, costituita da una monoaula con volte a crociera, e dove figura un altare abbellito da una statua lignea trecentesca raffigurante Santa Giusta.</p>
<p>L’illustrazione della chiesa di Santa Giusta, che ha dato il nome ad uno dei quarti dell’Aquila, ha offerto l’occasione per rievocare la singolare caratteristica urbanistica del capoluogo abruzzese, voluta sul finire del secolo XIII dal genio del capitano militare Lucchesino da Firenze, che, di concerto con il vescovo Nicola da Sinizzo, facendo tesoro dell’esperienza maturata in terra toscana, volle che all’Aquila i castelli fondatori, pur non smobilitando dai loro luoghi d’origine, serbassero una significativa traccia entro le mura della nuova urbe. Ultimo abbondante ristoro a Gignano, frutto della generosità degli animatori del Centro Sociale Anziani e, a seguire, il tratto finale della lunghissima ed esaltante passeggiata, passando lungo il corso di una città, L’Aquila, che mostra, evidenti, i segni della rinascita. All’arrivo, nella stupenda Basilica di Collemaggio, ad attenderci e ringraziarci c’era, in rappresentanza del sindaco dell’Aquila, l’assessore Daniele Ferella, che, nell’accomiatarsi, ha promesso che l’anno prossimo l’amministrazione comunale saprà fare di più e meglio. Il tempo, come si diceva, si è mantenuto buono lungo tutto il percorso. Solo alla fine un accenno di pioggerella che, più che un inizio di temporale, ci è parsa una rinfrescante benedizione del Cielo.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Lalli</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/da-san-pietro-della-jenca-a-collemaggio-una-marcia-del-perdono-nel-segno-dellaccoglienza-e-della-cultura/">Da San Pietro della Jenca a Collemaggio: una marcia del perdono nel segno dell&#8217;accoglienza e della cultura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/09/21/da-san-pietro-della-jenca-a-collemaggio-una-marcia-del-perdono-nel-segno-dellaccoglienza-e-della-cultura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103815</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Iran: scoperto muro difensivo dell’età del bronzo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/iran-scoperto-muro-difensivo-delleta-del-bronzo/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/iran-scoperto-muro-difensivo-delleta-del-bronzo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 20:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[età bronzo]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[muro difensivo]]></category>
		<category><![CDATA[Tappeh Naderi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=102365</guid>

					<description><![CDATA[<p>Resti architettonici e due sepolture, risalenti alla tarda età del ferro (la prima metà del primo millennio aC), sono stati identificati sulle pendici del Tappeh Naderi (collina Naderi) e resti di un grande adobe muro, appartenente all’età del bronzo, sono stati scoperti sul versante meridionale della collina, che si trova a Shirvan, nella provincia del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/iran-scoperto-muro-difensivo-delleta-del-bronzo/">Iran: scoperto muro difensivo dell’età del bronzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Resti architettonici e due sepolture, risalenti alla tarda età del ferro (la prima metà del primo millennio aC), sono stati identificati sulle pendici del Tappeh Naderi (collina Naderi) e resti di un grande adobe muro, appartenente all’età del bronzo, sono stati scoperti sul versante meridionale della collina, che si trova a Shirvan, nella provincia del Khorasan settentrionale.<br />
L’ufficio per le relazioni pubbliche dell’Istituto di ricerca per i beni e il turismo culturale (RICHT) ha citato Ali Akbar Vahdati, capo del team di esplorazione, dicendo che dopo la firma del memorandum d’intesa per la ricerca e la cooperazione educativa tra RICHT e Nanjing University of China , un gruppo di archeologi nazionali e internazionali ha lanciato la seconda stagione di esplorazioni su Tappeh Naderi.</p>
<p>Grazie al fatto che Tappeh Naderi si trova nella struttura residenziale della città di Shirvan, l’organizzazione e la solida determinazione dei limiti della collina e della sua privacy sono stati messi all’ordine del giorno, ha detto.<br />
Secondo l’archeologo, la vita iniziò sulla collina dalla metà del 4 ° millennio aC (circa 5500 anni fa), e continuò in epoche diverse fino all’era islamica.</p>
<p>Riferendosi all’identificazione di resti architettonici e di due sepolture, risalenti alla tarda età del ferro (prima metà del primo millennio aC) nelle operazioni di sondaggio, Vahdati ha detto che una delle scoperte più interessanti è rappresentata dai resti di un grande muro di mattoni appartenente a l’età del bronzo sul versante meridionale della collina.</p>
<p>Ha notato che il muro è largo quattro metri e circa due metri della sua altezza sono rimasti intatti e sulla base delle prove archeologiche, molto probabilmente fa parte del muro difensivo costruito intorno all’edificio nell’età del bronzo.</p>
<p>Ha inoltre osservato che per quanto riguarda il fatto che il volume principale di antichi depositi nel colle Naderi appartenente all’età del bronzo, sembra che Tappeh Naderi fosse stato molto robusto alle soglie dell’urbanizzazione e che il muro difensivo fosse stato creato attorno alla collina in ordine di proteggere gli abitanti.</p>
<p>Secondo l’archeologo, l’indagine sui materiali archeologici ottenuti dalle operazioni di esplorazione nella collina è indicativa delle relazioni culturali di questa regione con le due aree culturali di Namazga a sud del Turkmenistan e la cultura di tipo Gorgan a sud del Mar Caspio.</p>
<p>Riferendosi al fatto che Naderi Hill è tra i più importanti insediamenti archeologici nel bacino idrografico di Atrak, Vahdati ha detto che la vita sta avvenendo nella zona dalla metà del quarto millennio aC fino all’era islamica.</p>
<p>Notò che durante l’era Qajar, i sovrani locali di Shirvan costruirono un’antica fortezza sulla cima della collina e intorno ad essa una barricata che circondava la zona residenziale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/iran-scoperto-muro-difensivo-delleta-del-bronzo/">Iran: scoperto muro difensivo dell’età del bronzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/iran-scoperto-muro-difensivo-delleta-del-bronzo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">102365</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
