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	<title>25 aprile Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Gli alpini celebrano il 25 Aprile</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 10:23:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ad ottant&#8217;anni dalla fine del Secondo conflitto mondiale, mentre il mondo sembra aver tratto ben pochi insegnamenti dalla storia, ci accingiamo a celebrare il 25 Aprile.Una celebrazione che&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ad ottant&#8217;anni dalla fine del Secondo conflitto mondiale, mentre il mondo sembra aver tratto ben pochi insegnamenti dalla storia, ci accingiamo a celebrare il 25 Aprile.<br>Una celebrazione che assume una rilevanza se possibile ancora maggiore: la liberazione dall&#8217;oppressione nazi-fascista fu una azione corale, che portò in montagna quanti volevano garantire alla Patria un futuro di civiltà e democrazia: erano giovani uomini, col prezioso supporto di tante donne, provenienti dal mondo cattolico, dagli ambienti liberali, socialisti e comunisti e dai reparti delle forze armate che si ribellavano al giogo delle dittature. Tra questi ultimi numerosissimi furono gli alpini: le testimoniano le 62 Medaglie d&#8217;oro al valore concesse alle penne nere che si batterono nella Resistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo fecero tutti rischiando e soffrendo, ma soprattutto combattendo, perché l&#8217;aspirazione alla libertà richiedeva in quel momento anche le azioni più coraggiose.<br>L&#8217;Associazione Nazionale Alpini onora dunque la memoria di quanti lottarono per la libertà, rischiando, soffrendo, morendo. E lo fa consapevole che oggi più che mai i suoi valori di amicizia, fratellanza e solidarietà sono pilastri su cui reggere la convivenza pacifica e democratica, difendendola contro chiunque con qualsivoglia pretesto voglia opprimerla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un insegnamento che ci viene proprio da figure luminose di alpini, a cominciare dal Beato Teresio Olivelli, ufficiale alpino in Russia e partigiano tornato in Patria, andato incontro al supremo sacrificio nei lager nazisti.<br>Per questo ci stringiamo attorno ai nostri valori, ponendoci col consueto spirito al servizio delle nostre comunità. E issando il Tricolore su tutte le nostre Sedi, per onorare la Patria, che sa di poter contare sempre sulle penne nere.<br>Viva la libertà, dunque, viva l&#8217;Italia e viva gli Alpini.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em><strong>Sebastiano Favero</strong><br>Presidente dell&#8217;Associazione Nazionale Alpini</em></p>
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		<title>25 Aprile: la Liberazione e le sue ombre</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 18:45:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Io so. Ma non ho le prove. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca la verità.&#8221; – Pier Paolo Pasolini Il 25 aprile segna, ufficialmente,&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Io so. Ma non ho le prove. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca la verità.&#8221; – Pier Paolo Pasolini</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 aprile segna, ufficialmente, la fine dell&#8217;occupazione nazifascista e l&#8217;avvio della Repubblica democratica. Ma ridurre questa data a una semplice &#8220;festa della libertà&#8221; rischia di appiattirne il significato. La Resistenza è stata un&#8217;impresa grandiosa, ma anche controversa, attraversata da conflitti, tensioni ideologiche, violenze reciproche, omissioni, e verità scomode ancora oggi in parte rimosse.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La Resistenza non unitaria</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come storici come Claudio Pavone hanno chiarito, la Resistenza fu anche una <em>guerra civile</em>. Non solo contro l&#8217;occupante tedesco e i fascisti della Repubblica di Salò, ma anche tra diversi gruppi resistenziali. Le divisioni tra comunisti, cattolici, liberali e anarchici esplosero anche con episodi di sangue. In molte zone d&#8217;Italia, soprattutto nell&#8217;Emilia rossa e nel Piemonte, alcuni partigiani &#8220;bianchi&#8221; furono eliminati da partigiani &#8220;rossi&#8221;. Le motivazioni andavano da sospetti di collaborazione con il nemico, a differenze ideologiche, a vendette personali mascherate da &#8220;giustizia rivoluzionaria&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un episodio emblematico fu <strong>l&#8217;eccidio di Porzûs</strong> (febbraio 1945), in Friuli Venezia Giulia, dove i partigiani comunisti della Brigata Garibaldi uccisero 17 partigiani della Brigata Osoppo (cattolico-azionisti) accusati – falsamente – di collaborazionismo. Tra le vittime, anche <strong>Guido Pasolini</strong>, fratello di Pier Paolo. Un trauma che segnerà profondamente la visione politica del poeta.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Via Rasella e le Fosse Ardeatine</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro punto critico riguarda <strong>l&#8217;attentato di via Rasella</strong> del 23 marzo 1944, compiuto da un gruppo dei GAP contro una compagnia di SS tedesche. L&#8217;azione militare fu efficace ma provocò, come rappresaglia, <strong>la strage delle Fosse Ardeatine</strong>: 335 civili e prigionieri politici massacrati dai nazisti. I responsabili dell&#8217;attentato non si consegnarono – una scelta strategica legittima per alcuni, criticabile per altri – e per molti anni non ci fu una riflessione aperta sul rapporto tra azione partigiana e conseguenze civili. Questo silenzio fu vissuto da alcuni come una forma di rimozione collettiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esecuzioni sommarie e il dopoguerra violento</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi giorni della guerra e subito dopo, in molte zone si verificarono <strong>esecuzioni sommarie</strong> di fascisti e collaborazionisti, ma anche di semplici sospettati. Alcuni casi furono vendette personali o &#8220;regolamenti di conti&#8221; coperti dall&#8217;ideologia. Il caso di <strong>Giuseppina Ghersi</strong>, una ragazzina di 13 anni uccisa a Savona da partigiani nel 1945, è uno degli episodi più discussi, strumentalizzato spesso dalla propaganda ma indicativo di una verità storica da non ignorare: non tutta la violenza fu &#8220;giusta&#8221; o necessaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri episodi dimenticati includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La strage di Codevigo</strong> (Padova, 1945): centinaia di fascisti e presunti collaborazionisti fucilati senza processo da reparti partigiani.</li>



<li><strong>Le violenze contro i vinti</strong>: in alcune zone del Nord Italia si verificarono linciaggi pubblici, processi sommari, donne rasate e umiliate pubblicamente solo per aver intrattenuto relazioni con soldati tedeschi.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il cinema oltre la retorica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Molti film hanno raccontato la Resistenza nella sua dimensione più umana e meno celebrativa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>&#8220;L&#8217;Agnese va a morire&#8221;</strong> (1976) di Giuliano Montaldo, tratto dal romanzo di Renata Viganò, racconta la scelta di una donna comune che entra nella Resistenza per vendetta e giustizia. Non c&#8217;è eroismo, ma dolore e solitudine.</li>



<li><strong>&#8220;I piccoli maestri&#8221;</strong> (1998) di Daniele Luchetti, tratto dal romanzo di Luigi Meneghello, mostra un gruppo di giovani universitari che scoprono quanto sia difficile, caotica e moralmente ambigua la lotta partigiana.</li>



<li><strong>&#8220;Corbari&#8221;</strong> (1970) di Valentino Orsini, con Giuliano Gemma, narra la storia vera del partigiano Silvio Corbari e della sua compagna Ada, in lotta contro i fascisti e traditi dagli stessi contadini che difendevano.</li>



<li><strong>&#8220;Sanguepazzo&#8221;</strong> (2008) di Marco Tullio Giordana, non parla di partigiani ma degli attori fascisti Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, fucilati dai partigiani a guerra finita: una riflessione cupa sulla giustizia sommaria.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il dovere della memoria inquieta</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pier Paolo Pasolini lo aveva capito: la Resistenza non è un monumento da celebrare, ma un processo irrisolto da interrogare. Il suo sguardo tagliente, profetico, scava sotto la retorica per chiedere: <em>chi ha davvero raccolto l&#8217;eredità di quei morti?</em> La borghesia democristiana, il potere televisivo, il consumismo anni &#8217;60, la sinistra compromissoria?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La liberazione vera, per Pasolini, non è mai avvenuta: «abbiamo perso la guerra due volte», scriveva. Prima col fascismo, poi col fascismo che sopravvive nelle forme nuove del potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 aprile, dunque, non è una favola. È una storia dura, tragica, controversa. Ed è proprio affrontandola senza paura, nella sua verità piena, che possiamo continuare a darle senso. Non per sminuire i partigiani, ma per onorarli davvero — riconoscendoli come uomini, e non come statue.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>25 Aprile. Mattarella: &#8220;Resistenza e Italia si onorano facendo proprio dovere&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Apr 2023 17:21:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sulla scia di quei &#8216;visionari&#8217; che, nel pieno della tragedia della guerra e tra le macerie, disegnavano la nuova Italia di diritti e della solidarietà, desidero sottolineare che&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sulla scia di quei &#8216;visionari&#8217; che, nel pieno della tragedia della guerra e tra le macerie, disegnavano la nuova Italia di diritti e della solidarietà, desidero sottolineare che onorano la Resistenza, e l&#8217;Italia che da essa è nata, quanti compiono il loro dovere favorendo la coesione sociale su cui si regge la nostra comunità nazionale&#8221;. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo dice nel Teatro Toselli di Cuneo, intervenendo alla cerimonia commemorativa del 78mo anniversario della Liberazione. &#8220;Onorano la Resistenza i medici e gli operatori sanitari che ogni giorno non si risparmiano sforzi e fatica per difendere la salute di tutti. Onorano la Resistenza le donne e gli uomini che con il loro lavoro e il loro spirito di iniziativa rendono competitiva e solida l&#8217;economia italiana. Onorano la Resistenza quanti non si sottraggono a concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva. Il popolo del volontariato che spende parte del proprio tempo per aiutare chi ne ha bisogno. I tanti giovani che, nel rispetto degli altri, si impegnano per la difesa dell&#8217;ambiente. Tutti coloro che adempiono, con coscienza, al proprio dovere pensando al futuro delle nuove generazioni rendono onore alla Resistenza&#8221;, aggiunge Mattarella.</p>
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		<title>25 Aprile. Per 1 su 3 gite, passeggiate e picnic</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2023 10:15:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un italiano su tre (33%) ha scelto di fare una passeggiata, una gita fuori porta o un picnic in giornata al mare, in montagna, in campagna in occasione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/04/25/25-aprile-per-1-su-3-gite-passeggiate-e-picnic/">25 Aprile. Per 1 su 3 gite, passeggiate e picnic</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un italiano su tre (33%) ha scelto di fare una passeggiata, una gita fuori porta o un picnic in giornata al mare, in montagna, in campagna in occasione del 25 Aprile, nonostante l&#8217;Italia divisa dal tempo incerto. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi Coldiretti/Ixè per la festa della Liberazione che evidenzia la voglia dei cittadini di stare all&#8217;aria aperta, anche sfidando il maltempo. Non a caso proprio le gite fuori porta, le passeggiate ed i picnic &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; risultano le più gettonate tra quanti hanno scelto di uscire di casa per la ricorrenza, ma non manca chi ha deciso di fare visite a parenti e amici (10%) o di proteggersi dal maltempo visitando musei, mostre ed esposizioni (3%) ma anche vere e proprie vacanze. Forte la spinta verso un turismo di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; consentono di coniugare la voglia di tranquillità con la possibilità di godere di spazi di libertà più ampi lontano dalle città o dai luoghi turistici più affollati. Si registra peraltro &#8211; continua la Coldiretti &#8211; il ritorno della convivialità a tavola con la voglia di stare insieme a parenti e amici nelle case, al ristorante, nei picnic all&#8217;aria aperta o in agriturismo dove sono quattrocentomila gli ospiti che secondo Terranostra hanno scelto di trascorrere il ponte del 25 aprile con l&#8217;opportunità di fare la tradizionale scampagnata lontano dalle città senza rinunciare alla comodità e alla protezione dal maltempo garantita dall&#8217;ospitalità delle aziende di campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la cucina a chilometri zero resta la qualità più apprezzata, a far scegliere uno dei 25mila agriturismo italiani &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; è anche la spinta verso un turismo di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane che ha portato le strutture ad incrementare anche l&#8217;offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness. Molti agriturismi &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; si sono attrezzati per la giornata con l&#8217;offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all&#8217;acquisto dei prodotti aziendali a chilometri zero di Campagna Amica.</p>
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		<title>25 aprile 2018: l’unica razza è quella umana</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/04/23/25-aprile-2018-lunica-razza-e-quella-umana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 18:56:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 25 aprile del 1945 l’Italia fu liberata dalla dittatura nazifascista grazie alla lotta di centinaia di migliaia di persone che scelsero di dire no al fascismo, no&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/23/25-aprile-2018-lunica-razza-e-quella-umana/">25 aprile 2018: l’unica razza è quella umana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 aprile del 1945 l’Italia fu liberata dalla dittatura nazifascista grazie alla lotta di centinaia di migliaia di persone che scelsero di dire no al fascismo, no alla negazione dei diritti e no all’uccisione di milioni di persone in nome della supremazia della “razza ariana”: i Partigiani, le Partigiane, le persone comuni scelsero di resistere e di lottare con ogni mezzo necessario per porre fine alla guerra e per liberarsi dal regime fascista.</p>
<p>Oggi, a 80 anni dalla emanazione delle leggi razziali e a 73 anni dalla Liberazione, c’è ancora bisogno di essere Partigian*, c’è ancora bisogno di ribadire con forza che l’unica razza esistente è quella umana.</p>
<p>Non c’è futuro senza memoria, per questo è importante ricordare che tutto ciò che è stato l’Olocausto, la terribile macchina della “soluzione finale” e il genocidio di milioni di persone (ebrei, rom, oppositori politici, donne “libere”, omosessuali, portatori di handicap), non è successo da un giorno all’altro, ma è stato il terribile finale di vent’anni di un crescendo di politiche xenofobe, di una folle propaganda che ha generato un capro espiatorio, dell’eliminazione di diritti e di repressione, giorno dopo giorno.</p>
<p>La memoria deve essere uno strumento per agire nel presente e cambiare il futuro, per questo non possiamo rimanere indifferenti di fronte a quello che sta accadendo da anni nel Mar Mediterraneo: un “mare spinato”, un cimitero senza lapidi ne nomi, nel quale è in corso da anni un genocidio.</p>
<p>Il razzismo è parte strutturale di questo sistema economico e si manifesta nelle sue politiche: dalla Bossi-Fini per arrivare all’ultima legge sulla migrazione, la Minniti-Orlando che istituisce “tribunali speciali” per i richiedenti asilo, aumenta i finanziamenti ai lager in Libia e stringe accordi sulla pelle dei migranti.<br />
L’Unione Europea ha finanziato per 6 miliardi Erdogan al fine di bloccare i migranti in viaggio verso la Grecia, per la maggior parte siriani in fuga dalla guerra.&nbsp;Quei 6 miliardi di euro potrebbero essere usati per salvare vite, finanziare il welfare e migliorare l’esistenza di tutt*.</p>
<p>Invece sono stati la moneta di scambio che ha permesso di perpetrare il genocidio del popolo kurdo, il massacro di Afrin, che ha generato altre centinaia di migliaia di sfollati e morti, centinaia di arresti contro chi manifesta contro la guerra.</p>
<p>Silenzio e indifferenza verso questi “confini di morte”: dal Mediterraneo a Gaza, ai tanti territori devastati da conflitti generati dagli interessi economici delle cosiddette potenze occidentali.</p>
<p>La dilagante retorica razzista portata avanti dalla Lega di Salvini e supportata dai media main stream, non solo addita il migrante come colpevole della crisi, ma criminalizza anche la solidarietà di chi, come le ONG, cerca di salvare quelle vite di cui l’Europa e l’Italia finanziano la morte, facendo dell’export di armi un business che ammonta a circa 2,6 milioni all’ora, stringendo accordi con Paesi terzi e facendo fare a loro il “lavoro sporco”, o devastando territori in tutto il mondo.&nbsp; Scelte politiche precise che hanno generato uno spostamento a destra della totalità delle istituzioni, di fronte a cui nessuno si è tirato indietro.</p>
<p>Ribadiamo a gran voce che la solidarietà non è un crimine, ma un atto di coraggio.&nbsp; Milano è una città meticcia e solidale, i razzisti se ne dovranno fare una ragione.&nbsp;Lo ha dimostrato il 20 maggio: 100.000 persone sono scese in piazza con il messaggio forte e chiaro di “Nessuna Persona E’ Illegale”, hanno ribadito il rifiuto di ogni razzismo, da quello istituzionale del Partito Democratico a quello della Lega, e inondato la città di colori, culture e storie differenti, che sono una ricchezza e non un motivo di conflitto. Lo ha dimostrato il 10 febbraio dopo i fatti di Macerata, gridando a gran voce che Milano ripudia fascismo, razzismo e sessismo.</p>
<p>Milano è antifascista, antirazzista, meticcia e solidale, e lo dimostriamo ogni giorno nelle scuole, nelle università, nelle strade, nei quartieri e nelle periferie, nelle comunità che costruiamo come movimenti, collettivi, associazioni e singoli cittadini, lavorando con le persone, trovando soluzioni reali e garantendoci diritti con la lotta.</p>
<p>Il prossimo 25 aprile chiediamo che tutte/i coloro che condividono questo appello affianchino alle loro bandiere lo slogan “L’unica razza è quella umana”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/23/25-aprile-2018-lunica-razza-e-quella-umana/">25 aprile 2018: l’unica razza è quella umana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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