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	<title>allarme Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Salute. Allarme Tumori: in Italia mancano dati, se succede qualcosa non lo capiamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 18:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sui tumori molte stime e proiezioni, pochissimi i dati. Questo può voler dire non capire in tempo se ci fosse un cambiamento dirompente nell&#8217;andamento della malattia oncologica. Nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/22/salute-allarme-tumori-in-italia-mancano-dati-se-succede-qualcosa-non-lo-capiamo/">Salute. Allarme Tumori: in Italia mancano dati, se succede qualcosa non lo capiamo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sui tumori molte stime e proiezioni, pochissimi i dati. Questo può voler dire non capire in tempo se ci fosse un cambiamento dirompente nell&#8217;andamento della malattia oncologica. Nel 2022, in Italia, sono stimate 390.700 nuove diagnosi di cancro (nel 2020 erano 376.600), 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. In due anni, l&#8217;incremento è stato di 14.100 casi. Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2022, è il carcinoma della mammella. La parola chiave che si nasconde tra le cifre prodotte, in questo caso dall&#8217;ultima relazione dell&#8217;Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica) è &#8216;diagnosi stimate&#8217;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando leggiamo i &#8216;Numeri del cancro 2022&#8217; pensiamo che siano dati reali, ma invece sono stime basate su dati prodotti nel recente passato, dal 2013, 2015, 2016; si tratta di proiezioni sull&#8217;esperienza degli ultimi anni. Un intervallo di tempo usuale, ma che sta crescendo ed è difforme tra le regioni. Se oggi succede qualcosa, come è accaduto con la pandemia, non siamo in grado di capirlo, non siamo in grado di registrarlo in tempi accettabili&#8221;. A lanciare questo allarme alla Dire sui numeri del cancro e l&#8217;assenza di un &#8220;reale&#8221; registro nazionale è Eugenio Paci, medico epidemiologo, coordinatore Lilt Regione Toscana, ex direttore Registro Tumori Regione Toscana, e segretario nazionale Airtum. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In Italia c&#8217;è differenza tra il registro nazionale previsto da una legge del 2019 e la sua esistenza reale. Quella legge ancora non si è avverata. I registri tumori sono nati da iniziative locali, negli Anni 80 e 90. In prevalenza nel Nord, Centro e nella provincia di Ragusa. Negli anni Duemila era cominciato il loro sviluppo fino ad arrivare a coprire quasi un 50/60% della popolazione raccolti in una database Airtum nazionale. Ora però- spiega Paci- se andiamo a vedere l&#8217;ultima pubblicazione della rivista Epidemiologia e Prevenzione sulla sopravvivenza dei malati di cancro, essa riguarda solo 6 aree italiane&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> E nel resto del Paese che succede? Un ritardo ancor più imperdonabile dopo la pandemia: &#8220;Abbiamo imparato che i dati per incidere sulla realtà devono essere aggiornati e ben comunicati, ma noi abbiamo solo proiezioni su dati che sono spesso vecchi. Il nuovo Piano oncologico 2023-2027 ha fatto il punto, dice di voler rilanciare i registri ma a fine anno il professor Stracci, presidente Airtum, ha detto che ancora ci sono problemi da risolvere&#8221;. T</p>



<p class="wp-block-paragraph">ra questi la privacy, un nodo mai del tutto sciolto, come ricorda Paci e i soldi, anche se ora i fondi del Pnrr dovrebbero muovere qualcosa. I dati dei registri tumori richiedono lavoro e tempo per essere disponibili, &#8220;ma oggi è difficile vedere quando si tornerà a fornirli in maniera adeguata e tempestiva&#8221;, ricorda Paci, che auspica un &#8220;accordo regioni-ministero Salute per muoversi praticamente e subito&#8221;. Un ruolo attivo, come previsto dallo stesso piano oncologico nazionale, lo possono avere le associazioni del terzo settore e di volontariato che sono spesso sensibili a questo tema, come le associazioni femminili di donne operate al seno o come fa Lilt, Lega Italiana contro i Tumori, che a livello nazionale, ricorda sempre l&#8217;esperto, &#8220;sta continuamente riproponendo la necessità della sorveglianza del cancro e soprattutto della comunicazione. Molto è stato fatto, come sempre in Italia, perché si sono mossi i territori&#8221;, ma oggi non sappiamo dire cosa succede su un determinato tumore in Calabria o in Molise, e &#8220;il tempo di attesa per i dati nazionali affinché siano siano utilizzabili per cambiare la pratica e comunicare i cambiamenti sta diventando lungo… troppo&#8221;, conclude l&#8217;esperto.</p>
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		<title>Ambiente: a Roma è allarme vespe orientalis, come riconoscerle e i numeri da chiamare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 06:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Complici il clima torrido e le strade non particolarmente pulite, in poche settimane Roma si è ritrovata in pieno allarme vespe orientalis. Tipici delle regioni Sud Italia, questi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/13/ambiente-a-roma-e-allarme-vespe-orientalis-come-riconoscerle-e-i-numeri-da-chiamare/">Ambiente: a Roma è allarme vespe orientalis, come riconoscerle e i numeri da chiamare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Complici il clima torrido e le strade non particolarmente pulite, in poche settimane Roma si è ritrovata in pieno allarme vespe orientalis. Tipici delle regioni Sud Italia, questi animali si sono spostati verso il centro del nostro Paese fino ad arrivare nella Capitale, dove, in quartieri residenziali come Prati e Monteverde fino ad arrivare al centro, la loro presenza è diventata un vero e proprio problema. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VESPE ORIENTALIS, COME RICONOSCERLE?</strong> &#8211; Oltre che per grandezza, circa 3-5 cm, le vespe orientalis si distinguono da quelle più comuni per il loro colore rossiccio e per la banda gialla presente sul loro addome. Spesso paragonati ai calabroni europei, questi esemplari sono molto aggressivi e possono risultare particolarmente pericolosi per i soggetti allergici. I posti dove preferiscono nidificare sono i luoghi asciutti e riparati (intercapedini, soffitte) le cavità degli alberi e a volte anche quelle del terreno. Per questo, gli esperti, sostengono di prestare particolare attenzione agli edifici scolastici, dove, complice la pausa estiva, la presenza di nidi di vespe orientali potrebbe essere altamente probabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>COME PROTEGGERSI? </strong>&#8211; Fondamentale è non ricorrere al fai da te. Per togliere i nidi di questi animali è necessario chiamare soggetti competenti come protezione civile, vigili del fuoco o ditte specializzate. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VESPA ORIENTALIS, ALFONSI: NOI COMPETENTI SOLO SU AREE PUBBLICHE</strong> &#8211; Sull&#8217;argomento l&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente di Roma Capitale ha diffuso anche una nota: &#8220;La presenza in città accertata da luglio scorso della vespa orientalis, imenottero proveniente dal Medio oriente e dal Madagascar ricomparso a Roma per le eccezionali condizioni meteorologiche estive, sta creando un diffuso allarme tra la cittadinanza. Il dipartimento Tutela Ambientale e la Protezione Civile di Roma Capitale si sono attivate sin dai primi avvistamenti della vespa orientalis e, per ogni segnalazione pervenuta sono stati eseguiti immediati sopralluoghi. La Protezione Civile capitolina, di concerto con l&#8217;Assessorato all&#8217;Ambiente, ha messo a disposizione dei cittadini il proprio numero verde 800 854 854 per le segnalazioni di presenza di sciami e nidi. Occorre che la cittadinanza sia informata del fatto che la Protezione Civile e il Dipartimento Ambiente hanno competenze esclusivamente su aree pubbliche quali strade, piazze, parchi, scuole, edifici ricompresi nel patrimonio di Roma Capitale, in quanto ciascun proprietario è responsabile, ai sensi del codice civile, dei beni di cui ha possesso e custodia e dei rischi che da queste cose possano derivare&#8221;. &#8220;E&#8217; evidente- spiega nella nota Giuseppe Napolitano, direttore del Dipartimento della Protezione Civile di Roma Capitale- che la prevalente maggioranza delle segnalazioni si riferisce a edifici privati, dove la competenza degli interventi spetta ai condomini o comunque ai proprietari. Dato l&#8217;impegnativo numero di emergenze che la Protezione civile ha il compito di gestire, esemplificativamente, dagli incendi alle emergenze ambientali, antropiche e metereologiche, fino ad interventi di soccorso sanitario per supporto delle apparecchiature elettromedicali, è fondamentale che il nostro numero verde sia utilizzato solo e soltanto nelle casistiche di nostra competenza, per evitare che la ricezione ed il trattamento delle segnalazioni relative ad effettive emergenze di protezione civile possano essere compromessi da un eccessivo numero di telefonate che ineriscono a casi nei quali non sia previsto alcun intervento pubblico. I numeri telefonici di soccorso pubblico (a cominciare dal 112 fino al nostro numero verde) vanno usati prioritariamente per segnalare emergenze e richiedere soccorso pubblico e solo occasionalmente possono fungere da punto di contatto istituzionale per altri servizi pubblici&#8221;.</p>
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		<title>Caldo: allarme rosso per anziani, ecco decalogo salva vita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/06/23/caldo-allarme-rosso-per-anziani-ecco-decalogo-salva-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 15:09:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;inizio dell&#8217;estate torna l&#8217;allerta per le ondate di calore. E, come ogni anno, inizia per i cittadini anziani e fragili la stagione più difficile, quella in cui&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;inizio dell&#8217;estate torna l&#8217;allerta per le ondate di calore. E, come ogni anno, inizia per i cittadini anziani e fragili la stagione più difficile, quella in cui le condizioni climatiche possono rappresentare un grave pericolo per la salute, e per la vita, spesso sottovalutato. E, troppo spesso, il conto è quello di un bollettino di guerra, una strage che si doveva prevenire. Senior Italia FederAnziani, la federazione della terza età, lancia l&#8217;allarme: evitiamo il terribile bollettino di morti a cui siamo tristemente abituati. L&#8217;invito è a non abbassare la guardia e seguire le regole fondamentali del decalogo salva vita pensato per proteggere i nostri nonni. Il primo consiglio è fare riferimento al sistema di rilevazione delle ondate di calore che il Ministero della Salute, anche quest&#8217;anno, ha attivato per tenere i cittadini aggiornati sulle giornate ad alto rischio, (ecco il link per consultarlo https://www.salute.gov.it/portale/<span class="searchKey">caldo</span>/homeCaldo.jsp). E&#8217; fondamentale che tutte le persone più vulnerabili e i loro cari, monitorino scrupolosamente le previsioni delle ondate di calore per mettersi ai ripari e non esporsi a rischi spesso mortali. Ai pericoli collegati direttamente alle ondate di calore, si sommano poi in estate quelli della solitudine, piaga che affligge purtroppo molti senior e che in questi mesi estivi si acuisce con conseguenze spesso irreparabili. Fra le linee di condotta a cui Senior Italia FederAnziani invita tutti c&#8217;è quindi quella di non abbandonare a se stessi gli anziani, e fare ciascuno la sua parte per arginare questa drammatica piaga. Infine a rendere ancora più difficile la situazione anche quest&#8217;anno, come quello precedente, il contesto collegato al Covid-19. Se è vero che le vaccinazioni dei senior hanno ormai preso una svolta positiva, non si deve dimenticare che ad oggi risultano ancora non vaccinati 2,8 milioni di over 60. Regole di distanziamento, uso di mascherine, come da indicazioni ufficiali, e buone regole che in questa particolare situazione condizionano la nostra quotidianità, si devono dunque sommare e integrare alle regole di condotta specifiche che, in questa stagione, posso salvare la vita contro le ondate di calore.</p>
<p>&#8220;Questo anno e mezzo di pandemia ha sicuramente messo sotto la lente dell&#8217;attenzione pubblica il problema della fragilità degli anziani&#8221;, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, &#8220;ma non vorremmo che, non appena si diffonda la percezione di un imminente superamento del problema pandemia, si torni ad abbassare la guardia. I nostri nonni sono preziosi sempre e comunque e la loro vulnerabilità è sottoposta a molte insidie, spesso gravi, come è quella del <span class="searchKey">caldo</span> estivo: stiamo lottando per abbattere un virus, che tante vittime ha fatto tra i nonni, ma quante volte superficialità, ignoranza e, purtroppo, menefreghismo hanno provocato vere e proprie stragi nelle stagioni estive? Quanti nonni sono morti di solitudine? Vogliamo dire basta: è ora di arginare definitivamente questa orribile piaga. E&#8217; spesso sufficiente seguire delle semplici regole di comportamento, con senso di responsabilità, per evitare una morte&#8221;.</p>
<p>Ecco il decalogo salva vita di Senior Italia FederAnziani per far fronte all&#8217;emergenza <span class="searchKey">caldo</span>:</p>
<p>1) Non uscire nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 12 alle 17.</p>
<p>2) Bere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno, in modo da reintegrare le perdite quotidiane di sali minerali. Evitare bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate e troppo fredde. Non eccedere con caffè o tè.</p>
<p>3) Consumare pasti leggeri. Preferire pasta, frutta, verdura, gelati alla frutta. Evitare cibi grassi e piccanti.</p>
<p>4) Arieggiare l&#8217;ambiente dove si vive, anche con l&#8217;uso di un ventilatore, evitando di esporsi alla ventilazione diretta.</p>
<p>5) Tenere il capo riparato dal sole.</p>
<p>6) Indossare abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro e tessuti naturali perché le fibre sintetiche ostacolano il passaggio dell&#8217;aria.</p>
<p>7) Non esporsi al sole in modo prolungato. Se, in seguito a un&#8217;eccessiva esposizione, dovesse insorgere mal di testa, fare impacchi con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea.</p>
<p>8) Non restate all&#8217;interno di automobili parcheggiate al sole.</p>
<p>9) Non interrompere le terapie mediche, né sostituire i farmaci che si assumono abitualmente, di propria iniziativa. Consultare sempre il medico per ogni eventuale modifica delle cure che si stanno seguendo.</p>
<p>10) Se è possibile, è consigliabile andare in vacanza in località collinari o termali.</p>
<p>E infine, l&#8217;undicesima e non meno essenziale regola di Senior Italia FederAnziani, rivolta ai familiari, amici, figli, nipoti dei nostri insostituibili &#8216;nonni&#8217;: &#8220;Non lasciateli soli!&#8221;, è l&#8217;invito del Presidente Messina, &#8220;State vicino ai nostri senior, ovviamente nel rispetto delle regole di sicurezza che si rendano necessarie nel contesto del Covid. E&#8217; un appello sempre valido, ma ancor di più in questo periodo dell&#8217;anno ad alto rischio. Chiamateli al telefono e, quando possibile, attraverso tutti gli strumenti digitali a disposizione. Anche una videochiamata può essere, in alcuni momenti, un segno di vicinanza importante. Non vi stancate di chiedere se hanno bisogno di qualcosa, perché a loro è impedito uscire di casa per gran parte della giornata per i rischi del <span class="searchKey">caldo</span>. E provvedete voi ai loro bisogni essenziali ogni volta che per loro non è possibile farlo da soli. Ricordategli di seguire le loro terapie, perché interromperle o modificarle, senza il parere del medico, può avere serie conseguenze. E se è possibile, portateli in vacanza con voi! Aiutateli a vivere un&#8217;estate serena e assicuratevi che seguano le regole fondamentali del nostro decalogo &#8216;salva-vita&#8217;. Non abbandonateli, perché i nostri anziani sono le radici del nostro presente e del nostro futuro&#8221;.</p>
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		<title>Ecobonus: amministratori di condominio lanciano allarme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 14:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[amministratori condominio]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto Rilancio]]></category>
		<category><![CDATA[ecobonus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In mancanza di dati definitivi, certi e ufficiali è impossibile fare delibere e previsioni&#8221;. Esprime così la preoccupazione di perdere un’opportunità storica per l’efficientamento del patrimonio edilizio nazionale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/06/ecobonus-amministratori-di-condominio-lanciano-allarme/">Ecobonus: amministratori di condominio lanciano allarme</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In mancanza di dati definitivi, certi e ufficiali è  impossibile fare delibere e previsioni&#8221;. Esprime così la preoccupazione di perdere un’opportunità storica per l’efficientamento del patrimonio edilizio nazionale  Leonardo Caruso, presidente di Anaci Milano e vicepresidente nazionale dell’associazione. &#8220;Nessuna linea di indirizzo è stata data per i condomini – prosegue Caruso- nonostante il parco edilizio italiano sia abbastanza vetusto e necessiti di interventi di ammodernamento e riqualificazione energetica per diventare più efficienti e meno inquinanti, ma in queste condizioni è impossibile andare in assemblea a proporre interventi ai cittadini&#8221;.</p>
<p>Mentre prosegue il lavoro alla Camera per la conversione in legge del Decreto Rilancio, in molti ancora aspettano ulteriori informazioni da parte del Governo per avere un quadro chiaro e definitivo per gli incentivi fiscali per l&#8217;efficienza energetica (Ecobonus), Sisma Bonus, Fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Resta ancora tutto fermo in attesa della nuova legge, nonostante le detrazioni fiscali del 110% siano già operative per le spese sostenute dall&#8217;1 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021. Ciò che manca sono i provvedimenti attuativi che consentiranno di scegliere di usufruire immediatamente dello sconto in fattura o della cessione del credito.</p>
<p>&#8220;L’auspicio- conclude il presidente di Anaci Milano e vicepresidente nazionale dell’associazione &#8211; è che si arrivi, in tempi brevi, a definire modalità e procedure per garantire quell’accesso al credito che consenta all’amministratore di avviare per tempo le procedure utili all’ammodernamento dei condomini prima che sia troppo tardi in relazione alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/06/ecobonus-amministratori-di-condominio-lanciano-allarme/">Ecobonus: amministratori di condominio lanciano allarme</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. Borrelli: &#8221; 2989 nuovi casi , da ieri 345 deceduti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 17:31:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono 2989 casi in piu&#8217; di soggetti positivi, per un totale di 26,062. Sono 2060 i pazienti in terapia intensiva, corrispondono sempre circa al 10% del totale.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;Ci sono 2989 casi in piu&#8217; di soggetti positivi, per un totale di 26,062. Sono 2060 i pazienti in terapia intensiva, corrispondono sempre circa al 10% del totale. Da ieri registriamo 345 deceduti, per un totale di 2503. Oggi ci sono 192 guariti in piu&#8217;, per un totale di 2.941.  Il dato di oggi e&#8217; &#8220;nel trend che stiamo vivendo in questo periodo, la prossima settimana potremo avere dati piu&#8217; siginficativi rispetto alle misure prese&#8221;.<br />
Lo dice il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, in conferenza sul coronavirus.</p>
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		<title>Sanità. Tortora (Gemelli Roma): &#8220;Su ranitidina allarme ingiustificato&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 21:20:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Aifa si e&#8217; mossa, come e&#8217; giusto che faccia, in maniera cautelativa. Ma non siamo di fronte a un allarme: stiamo parlando della presenza, in una piccolissima quantita&#8217;, contenuta in una sostanza, la Ndma (N-nitrosodimetilammina), riscontrata come contaminante del principio attivo ranitidina che puo&#8217; essere annoverato tra i probabili cancerogeni. Non stiamo parlando del fatto che la ranitidina sia tossica o cancerogena&#8221;. È la precisazione rilasciata all&#8217;agenzia Dire da Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, interpellato sul ritiro dal mercato da parte dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco di alcuni lotti di medicinali (tra cui Buscopan Antiacido e Zantac) a causa della presenza di una impurita&#8217;, la ranitidina, potenzialmente cancerogena. &#8220;Va fatta una seconda precisazione- prosegue Tortora- dire &#8216;probabile cancerogeno&#8217; non deve immediatamente spaventare, perche&#8217; bisognerebbe sapere qual e&#8217; la qualificazione della Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) delle sostanze cancerogene. Intanto: le sostanze cancerogene per l&#8217;uomo, i &#8216;cancerogeni certi&#8217;, sono quelli del Gruppo 1 (circa 120); poi c&#8217;e&#8217; un Gruppo 2, costituito dai cosiddetti &#8216;cancerogeni probabili e possibili&#8217; (2A e 2B). Alcune evidenze sono state riscontrate nei &#8216;probabili&#8217; negli animali, ma non nell&#8217;uomo, mentre nei &#8216;possibili&#8217; tali evidenze sono molto limitate sia negli animali sia negli uomini&#8221;. Rientrare nel gruppo sostanze &#8216;probabili o possibili&#8217;, allora, non deve far scattare un &#8220;allarme immediato internazionale&#8221;. Secondo Tortora si tratta semplicemente di &#8220;qualcosa che e&#8217; sotto attenzione e che si sta studiando- aggiunge- e in molti casi le informazioni sono relative agli animali, analizzati in nei laboratori, e non all&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>Quanto al ritiro dal mercato dei medicinali deciso da Aifa, l&#8217;esperto tiene ancora a precisare che &#8220;stiamo parlando di un contaminante, ritrovato nella ranitidina, che e&#8217; sotto attenzione perche&#8217; rientra nella classifica dello Iarc tra i &#8216;probabili cancerogeni&#8217;, per i quali c&#8217;e&#8217; una dimostrazione negli animali e non ancora nell&#8217;uomo&#8221;. Sui possibili rischi legati alla quantita&#8217; e ai tempi di assunzione della sostanza, la comunita&#8217; scientifica ancora non si e&#8217; espressa e ci sara&#8217; bisogno di tempo. &#8220;Negli animali ci sono molte evidenze di tossicita&#8217; per il fegato- racconta ancora all&#8217;agenzia Dire Tortora- ma la Iarc non stabilisce dosi e tempi in merito al possibile rischio di assunzione della sostanza. Evidentemente stiamo allora parlando della possibilita&#8217; di una &#8216;intossicazione&#8217; acuta di un sovradosaggio di questa sostanza, perche&#8217; essendo un piccolo contaminante nessuno ne potra&#8217; assumere in quantita&#8217; enorme, a meno che qualcuno la purifichi e la somministri come agente tossico. Ed e&#8217; successo, ci sono stati anche dei casi in questo senso, ma qui si tratta di criminalita&#8217; ed e&#8217; un altro discorso&#8221;. La ranitidina, cosi&#8217; come i sartani (famiglia di antipertensivi), sono sostanze da tipico uso prolungato e molte persone le utilizzano per anni come gastroprotettori, spesso &#8220;anche impropriamente- dice il direttore del Comprehensive Cancer Center della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma- per questo c&#8217;e&#8217; giustamente attenzione da parte di un ente importante di sorveglianza come l&#8217;Aifa, perche&#8217; questo piccolo contaminante, assunto tutti i giorni e per periodi molto prolungati, anche se non sappiamo la dose, potrebbe produrre l&#8217;effetto cancerogeno. A questo e&#8217; dovuto il ritiro&#8221;.</p>
<p>Si sente di tranquillizzare chi da anni fa uso di Buscopan Antiacido o Zantac? &#8220;Diciamo che c&#8217;e&#8217; un abuso di queste sostanze- risponde Tortora all&#8217;agenzia Dire- c&#8217;e&#8217; chi le usa quotidianamente, come se fossero vitamine, perche&#8217; &#8216;fanno bene&#8217;. Ma non e&#8217; strettamente necessario e sarebbe utile che ci fosse il parere di un medico. In merito alla sostanza sotto esame in questi giorni, ricordo che si puo&#8217; ritrovare anche nell&#8217;acqua del rubinetto, che puo&#8217; essere prodotta nella lavorazione delle carni, quindi finire anche negli insaccati. Non e&#8217; una sostanza tossica appena scoperta per la quale c&#8217;e&#8217; un rischio immediato di impego acuto&#8221;. Nelle ultime ore sui social network si sono infine diffuse liste di farmaci che nulla hanno a che vedere con quelli oggetto dei provvedimenti restrittivi disposti nei giorni scorsi da Aifa. &#8220;Dopo questa prima fase di &#8216;allarme&#8217;, ora e&#8217; sicuramente importante tranquillizzare. Sui social sono circolate delle liste di farmaci che l&#8217;Aifa ha puntualmente definito &#8216;fake&#8217;, come si usa dire oggi- commenta Tortora- Si e&#8217; scatenato il delirio, allora e&#8217; bene ricondurre tutto nei limiti dell&#8217;attenzione scientifica. È il momento di mettere ordine nelle notizie e lasciar fare agli studiosi e agli scienziati che si occupano di questo, per poi trarre le giuste conclusioni. Tante volte e&#8217; successo che farmaci sono stati ritirati e poi rimessi in commercio, oppure che ne e&#8217; stato smentito il rischio- conclude- Ci vuole semplicemente il tempo per studiare&#8221;.</p>
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		<title>Allarme siccità al Nord, i geologi: &#8220;Preparare riserve per periodi siccitosi&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/allarme-siccita-al-nord-i-geologi-preparare-riserve-per-periodi-siccitosi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 20:04:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Penisola fa i conti con le conseguenze anomale del cambiamento climatico in atto: le precipitazioni dimezzate nei mesi invernali, pochissima la neve che ricopre le montagne e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/allarme-siccita-al-nord-i-geologi-preparare-riserve-per-periodi-siccitosi/">Allarme siccità al Nord, i geologi: &#8220;Preparare riserve per periodi siccitosi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Penisola fa i conti con le conseguenze anomale del cambiamento climatico in atto: le precipitazioni dimezzate nei mesi invernali, pochissima la neve che ricopre le montagne e l’allarme siccità nel Settentrione dovuto a un febbraio particolarmente asciutto. Basti pensare che il Po e tre grandi laghi del Nord Italia (Maggiore, Como e Iseo) hanno livelli idrometrici al di sotto della media stagionale, simili a quelli che si registrano nei mesi estivi. Due facce della stessa medaglia: da un lato l’emergenza siccità che torna a farsi sentire; dall’altro le alluvioni e le frane che lo scorso autunno hanno interessato numerose regioni italiane.</p>
<p>“Da anni, i geologi ribadiscono l’importanza di una logica della prevenzione per anticipare e impedire eventuali fasi emergenziali. La gestione delle risorse idriche, anche di quelle sotterranee, deve, in tempi di abbondanza, preparare le riserve per i repentini e frequenti periodi siccitosi”. Lo dichiara Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi che spiega: “Se in alcune aree può essere ancora possibile pensare al ricorso a bacini superficiali, in molte altre è il sottosuolo che deve fungere da serbatoio, sia sostenendo i diversi fabbisogni con i sistemi acquiferi più idonei in funzione della qualità, sia potendo essere utilizzato come la più naturale delle riserve d’acqua”.</p>
<p>Tra le soluzioni più efficaci per la gestione delle risorse idriche, per il segretario del CNG c’è quella di “disporre di metodi per trattenere le acque il più possibile all’interno del territorio, rallentandone il deflusso, mantenendo il deflusso vitale dei fiumi e dei torrenti e favorendo la ricarica delle falde con un positivo effetto di rallentamento dell’abbassamento dei livelli delle falde nei periodi siccitosi”. Un’altra risposta concreta è quella di ridurre il numero di norme, mal coordinate tra loro: “Un riordino del settore che include la definizione di normative, procedure e competenze semplici e chiare comporterebbe un costo effettivo prossimo allo zero” conclude il geologo.</p>
<p>Per il Consiglio Nazionale dei Geologi, è importante agire sulla base di una pianificazione idrogeologica secondo una visione di adattamento ai cambiamenti climatici per scongiurare come ha detto il capo dello Stato “una crisi climatica globale”. L’acqua è un bene prezioso per la salvaguardia del pianeta e delle biodiversità che vi abitano. Il 22 marzo ricorre, come ogni anno, la Giornata Mondiale dell’Acqua e il tema scelto per il 2019 si intitola &#8220;Non lasciare nessuno indietro&#8221;. La finalità è quella di raggiungere l’obiettivo n.6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che recita &#8220;Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie&#8221;.</p>
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		<title>Gran Sasso: morti due alpinisti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/04/30/gran-sasso-morti-due-alpinisti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2017 13:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono morti sul versante teramano del Gran Sasso due alpinisti, mentre altri due si sono salvati, riuscendo a dare l&#8217;allarme. Secondo quanto appreso dai soccorritori, è successo poco&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono morti sul versante teramano del Gran Sasso due alpinisti</strong>, mentre altri due si sono salvati, riuscendo a dare l&#8217;allarme. Secondo quanto appreso dai soccorritori, è successo poco dopo le 9:00, vicino al Comune di Isola del Gran Sasso. I quattro stavano risalendo Canale San Pietro e al momento dell&#8217;incidente non erano in cordata, legati tra loro.</p>
<p>Illese, anche se sotto shock, le due persone tratte in salvo dal soccorso alpino e speleologico e affidate alle cure del 118.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aumentate le importazioni di pomodoro dalla Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 18:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono aumentate del 680 % le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 70 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/06/aumentate-le-importazioni-di-pomodoro-dalla-cina/">Aumentate le importazioni di pomodoro dalla Cina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono aumentate del 680 % le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 70 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente</strong>. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2015, nel denunciare il rischio concreto che venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza.</p>
<p>“Dalla Cina- sottolinea la Coldiretti- si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro”. “Un commercio che va reso trasparente- continua la Coldiretti- con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. <strong>A rischio- sostiene la Coldiretti- c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato</strong>“. “Al nord come al sud- spiega la Coldiretti- non sono ancora state definite le condizioni contrattuali per il raccolto 2016 perché insieme ad un contenimento delle superfici coltivate viene proposta anche una riduzione anche superiore del 10-15% del prezzo pagato agli agricoltori che non è sostenibile. Aumento record delle importazioni riduzioni dei prezzi pagati agli agricoltori e taglio delle superfici prefigurano uno scenario preoccupante per il prodotto simbolo della dieta mediterranea”.</p>
<p>Peraltro “<strong>l’84 per cento degli italiani peraltro ritiene- precisa la Coldiretti- che sia molto importante che l’etichetta riporti la provenienza della materia prima impiegata per la frutta e verdura trasformata come i derivati del pomodoro</strong>, secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf), che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015. Un risultato che, sulla base del regolamento comunitario n.1169 del 2011, entrato in vigore il 13 dicembre del 2014, consente all’Italia- sostiene la Coldiretti- di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti”.</p>
<p>“La Cina- riferisce la Coldiretti- ha iniziato la coltivazione di pomodoro per l’industria nel 1990 e oggi, dopo aver superato l’Unione Europea, rappresenta il secondo bacino di produzione dopo gli Stati Uniti. Ma il gigante asiatico- ricorda la Coldiretti- anche nel 2015 ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa ben 386 (13%) hanno riguardato la Cina”.</p>
<p>“<strong>Il pomodoro è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani</strong>. Nel settore del pomodoro da industria- conclude la Coldiretti- sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/06/aumentate-le-importazioni-di-pomodoro-dalla-cina/">Aumentate le importazioni di pomodoro dalla Cina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Parigi: rientra allarme bomba</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/01/26/parigi-allarme-bomba/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 12:31:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna l&#8217;allarme terrorismo a Parigi. Sei licei della capitale francese sono stati evacuati per un allarme bomba. Lo riportano i media francesi. La polizia francese è intervenuta nei 6 istituti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/26/parigi-allarme-bomba/">Parigi: rientra allarme bomba</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Torna l&#8217;allarme terrorismo a Parigi. Sei licei della capitale francese sono stati evacuati per un allarme bomba. Lo riportano i media francesi.</p>
<p>La polizia francese è intervenuta nei 6 istituti evacuato gli studenti, mentre squadre di artificieri sono state inviate sul posto.</p>
<p>L&#8217;allarme è scattato dopo che sono arrivate telefonate anonime ai sei istituti, tra cui l&#8217;Henry IV, Luois Le Grand, Condorcet, Fenelon e Montaigne.</p>
<p>Al momento, precisa Le Figaro, non è ancora stato trovato nessun pacco sospetto.</p>
<p>L&#8217;allarme segue di poche ore la notizie dell&#8217;Europol secondo cui l&#8217;Isis sta preparando nuovi attacchi &#8220;su larga scala&#8221; in Europa. L&#8217;agenzia per la lotta al crimine dell&#8217;Ue ha fatto sapere che i terroristi &#8220;hanno una forte capacita&#8217; di mettere a segno attentati su larga scala&#8221;.</p>
<p>Ieri, intanto, Mehdi Hamil, 25 anni, marocchino radicalizzato e residente a Luzzi, in provincia di Cosenza, è stato arrestato dalla polizia per i reati contemplati dalla nuova legislazione, in particolare per &#8220;addestramento ad attivita&#8217; con finalita&#8217; di terrorismo anche internazionale&#8221;: per gli investigatori, era &#8220;pronto a raggiungere gli scenari di guerra&#8221;.</p>
<p>E’ rientrato l’allarme bomba scattato in sei licei parigini, dopo una serie di telefonate anonime che minacciavano di “far esplodere delle borse”. Lo riferiscono i media, citando fonti della polizia. In 5 edifici i controlli non hanno dato esito e gli studenti sono rientrati in classe. In un sesto liceo una borsa sospetta si è rivelata uno zaino dimenticato. Secondo le fonti di polizia, si è trattato solo di “telefonate malevole, come ne riceviamo tutti i giorni”.</p>
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