Ambiente: a Roma è allarme vespe orientalis, come riconoscerle e i numeri da chiamare

Complici il clima torrido e le strade non particolarmente pulite, in poche settimane Roma si è ritrovata in pieno allarme vespe orientalis. Tipici delle regioni Sud Italia, questi animali si sono spostati verso il centro del nostro Paese fino ad arrivare nella Capitale, dove, in quartieri residenziali come Prati e Monteverde fino ad arrivare al […]

Complici il clima torrido e le strade non particolarmente pulite, in poche settimane Roma si è ritrovata in pieno allarme vespe orientalis. Tipici delle regioni Sud Italia, questi animali si sono spostati verso il centro del nostro Paese fino ad arrivare nella Capitale, dove, in quartieri residenziali come Prati e Monteverde fino ad arrivare al centro, la loro presenza è diventata un vero e proprio problema.

VESPE ORIENTALIS, COME RICONOSCERLE? – Oltre che per grandezza, circa 3-5 cm, le vespe orientalis si distinguono da quelle più comuni per il loro colore rossiccio e per la banda gialla presente sul loro addome. Spesso paragonati ai calabroni europei, questi esemplari sono molto aggressivi e possono risultare particolarmente pericolosi per i soggetti allergici. I posti dove preferiscono nidificare sono i luoghi asciutti e riparati (intercapedini, soffitte) le cavità degli alberi e a volte anche quelle del terreno. Per questo, gli esperti, sostengono di prestare particolare attenzione agli edifici scolastici, dove, complice la pausa estiva, la presenza di nidi di vespe orientali potrebbe essere altamente probabile.

COME PROTEGGERSI? – Fondamentale è non ricorrere al fai da te. Per togliere i nidi di questi animali è necessario chiamare soggetti competenti come protezione civile, vigili del fuoco o ditte specializzate.

VESPA ORIENTALIS, ALFONSI: NOI COMPETENTI SOLO SU AREE PUBBLICHE – Sull’argomento l’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale ha diffuso anche una nota: “La presenza in città accertata da luglio scorso della vespa orientalis, imenottero proveniente dal Medio oriente e dal Madagascar ricomparso a Roma per le eccezionali condizioni meteorologiche estive, sta creando un diffuso allarme tra la cittadinanza. Il dipartimento Tutela Ambientale e la Protezione Civile di Roma Capitale si sono attivate sin dai primi avvistamenti della vespa orientalis e, per ogni segnalazione pervenuta sono stati eseguiti immediati sopralluoghi. La Protezione Civile capitolina, di concerto con l’Assessorato all’Ambiente, ha messo a disposizione dei cittadini il proprio numero verde 800 854 854 per le segnalazioni di presenza di sciami e nidi. Occorre che la cittadinanza sia informata del fatto che la Protezione Civile e il Dipartimento Ambiente hanno competenze esclusivamente su aree pubbliche quali strade, piazze, parchi, scuole, edifici ricompresi nel patrimonio di Roma Capitale, in quanto ciascun proprietario è responsabile, ai sensi del codice civile, dei beni di cui ha possesso e custodia e dei rischi che da queste cose possano derivare”. “E’ evidente- spiega nella nota Giuseppe Napolitano, direttore del Dipartimento della Protezione Civile di Roma Capitale- che la prevalente maggioranza delle segnalazioni si riferisce a edifici privati, dove la competenza degli interventi spetta ai condomini o comunque ai proprietari. Dato l’impegnativo numero di emergenze che la Protezione civile ha il compito di gestire, esemplificativamente, dagli incendi alle emergenze ambientali, antropiche e metereologiche, fino ad interventi di soccorso sanitario per supporto delle apparecchiature elettromedicali, è fondamentale che il nostro numero verde sia utilizzato solo e soltanto nelle casistiche di nostra competenza, per evitare che la ricezione ed il trattamento delle segnalazioni relative ad effettive emergenze di protezione civile possano essere compromessi da un eccessivo numero di telefonate che ineriscono a casi nei quali non sia previsto alcun intervento pubblico. I numeri telefonici di soccorso pubblico (a cominciare dal 112 fino al nostro numero verde) vanno usati prioritariamente per segnalare emergenze e richiedere soccorso pubblico e solo occasionalmente possono fungere da punto di contatto istituzionale per altri servizi pubblici”.

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