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	<title>alluvioni Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Clima, IA &#8216;anticipa&#8217; le alluvioni: si cercano comuni per testarlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 14:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Airas]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
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		<category><![CDATA[comuni italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cosmo 42 di Ex Machina]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Machina Italia]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Battere sul tempo le alluvioni usando l&#8217;intelligenza artificiale, per gestire al meglio il rischio e anticipare l&#8217;emergenza. E&#8217; ciò che fa il software messo a punto da Ex Machina Italia, azienda bolognese specializzata in soluzioni informatiche e intelligenza artificiale. Il sistema si chiama &#8216;Airas&#8217;, acronimo di &#8216;Artificial intelligence risk assessment system&#8217;, ed è un software di supporto decisionale per la gestione degli eventi meteo-idro-geologici. Attualmente è in fase di test pilota con alcuni Comuni italiani, ma Ex Machina vuole ampliare la sperimentazione. E così l&#8217;azienda lancia un appello agli enti locali dell&#8217;Emilia-Romagna. &#8220;Siamo alla ricerca di amministrazioni locali interessate a sperimentare &#8216;Airas&#8217; sul proprio territorio- fanno sapere da Ex Machina- e contribuire allo sviluppo di una tecnologia che può fare la differenza nella gestione del rischio e nella salvaguardia delle comunità&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il sistema è sviluppato con il supporto di Cineca, che fornisce la potenza di elaborazione necessaria, e combina vari elementi come intelligenza artificiale generativa, &#8216;deep reasoning&#8217;, documentazione storica (ad esempio rapporti post-evento e ordinanze) e dati territoriali certificati. Ogni Comune o ente coinvolto riceve dal software raccomandazioni personalizzate, calibrate sui propri piani di emergenza, regolamenti locali e flussi informativi in tempo reale. Le amministrazioni possono accedere anche a mappe interattive con priorità d&#8217;intervento geo-referenziate, aggiornate in base agli ultimi dati a disposizione.&nbsp;<br>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un recente caso studio, &#8216;Airas&#8217; ha analizzato in pochi minuti l&#8217;impatto di un evento previsto da un bollettino di allerta idrogeologica su un centro abitato, confrontando automaticamente dati storici, documentazione ufficiale e procedure della Protezione civile. Il sistema ha poi fornito indicazioni operative mirate, supportate da mappe interattive e geo-referenziate, che aggiornano in tempo reale le priorità di intervento. Il software, basato sul framework proprietario Cosmo 42 di Ex Machina, &#8220;garantisce piena adattabilità alle normative locali e interoperabilità con i sistemi già in uso&#8221;, assicura l&#8217;azienda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/19/clima-ia-anticipa-le-alluvioni-si-cercano-comuni-per-testarlo/">Clima, IA &#8216;anticipa&#8217; le alluvioni: si cercano comuni per testarlo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo. L&#8217;analisi dei geologi: in 1 settimana 2 alluvioni, a Bitti un mudflow</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/11/29/maltempo-lanalisi-dei-geologi-in-1-settimana-2-alluvioni-a-bitti-un-mudflow/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 17:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bitti]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/29/maltempo-lanalisi-dei-geologi-in-1-settimana-2-alluvioni-a-bitti-un-mudflow/">Maltempo. L&#8217;analisi dei geologi: in 1 settimana 2 alluvioni, a Bitti un mudflow</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) fa un&#8217;analisi dei fenomeni alluvionali nelle due Regioni italiane piu&#8217; colpite dal maltempo nell&#8217;ultima settimane: la Calabria, con la provincia di Crotone, sul versante ionico, con gravi danni per le consistenti piogge, e ieri la Sardegna con la violenta alluvione che ha messo in ginocchio nella Provincia di Nuoro, sul versante orientale, il Comune di Bitti che piange anche tre vittime. Laura Cadeddu, geologa sarda, osserva: &#8220;Si stanno toccando con mano gli effetti della fragilita&#8217; di un territorio mal gestito e governato per quanto riguarda l&#8217;assetto idrogeologico. Complessivamente l&#8217;occupazione di suolo, l&#8217;espansione urbanistica e le opere idrauliche realizzate non sono state attuate secondo una corretta pianificazione geologica, elemento ancora mancante o fortemente carentLa Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) fa un&#8217;analisi dei fenomeni alluvionali nelle due Regioni italiane piu&#8217; colpite dal maltempo nell&#8217;ultima settimane: la Calabria, con la provincia di Crotone, sul versante ionico, con gravi danni per le consistenti piogge, e ieri la Sardegna con la violenta alluvione che ha messo in ginocchio nella Provincia di Nuoro,e nella cultura e nei tavoli decisionali. Questa situazione di fragilita&#8217; era comunque ben nota &#8211; ha proseguito Cadeddu &#8211; e infatti sono stati proposti dalla Regione progetti di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico da finanziarsi con il Recovery Fund, all&#8217;interno del &#8216;Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS)&#8217;. La geologa continua: &#8220;Sono interventi di mitigazione del rischio idrogeologico proposti dalla Regione Sardegna, suddivisi in &#8216;Interventi fondo progettazione&#8217;, &#8216;Interventi ReNDiS cantierabili 12 mesi&#8217;, e &#8216;Interventi Transizione verde&#8217;, per un importo complessivo di circa di 193 milioni di euro, che riguardavano in particolare anche la Provincia di Nuoro e il comune di Bitti. Purtroppo, come spesso accade, gli eventi precedono gli interventi. Nel contesto attuale risultano prioritari interventi di mitigazione del rischio accompagnati pero&#8217; da una corretta pianificazione atta a scongiurare l&#8217;incremento della pericolosita&#8217; idrogeologica&#8221;. Per Cadeddu, &#8220;sara&#8217; necessario vigilare e spingere affinche&#8217; questi denari pubblici vengano spesi congruamente alla finalita&#8217; indicata e senza andare invece ad aggravare l&#8217;assetto territoriale&#8221;.</p>
<p>Crotone e Sardegna in una settimana ma diversi. Massimiliano Fazzini climatologo dell&#8217;Universita&#8217; di Camerino, geologo e Coordinatore del Gruppo Cambiamenti Climatici della Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), spiega: &#8220;Nel breve volgere di una settimana, due alluvioni di magnitudo significativa hanno interessato alcune aree dell&#8217;estremo sud peninsulare &#8211; citta&#8217; di Crotone &#8211; ed alcune aree della Sardegna centro-orientale, provocandovi purtroppo non solo danni a beni immobili e mobili quanto nuove vittime. Da una prima ricostruzione degli eventi, si evince che, nel caso dell&#8217;alluvione di Bitti, meglio inquadrabile come un mudflow (una flusso di fango, ndr.) che ha interessato il centro storico della citta&#8217;, una colata frammista di fango ed acqua si e&#8217; attivata dai rilievi immediatamente sovrastanti la cittadina in seguito a piogge sicuramente abbondanti &#8211; ha dichiarato Fazzini &#8211; ma non precisamente quantificabili, vista l&#8217;assenza nelle immediate vicinanze di qualsiasi sito di rilevamento pluviometrico. La stazione pluviometrica piu&#8217; vicina, situata a circa 15 km a nord-ovest &#8211; quella di Budduso&#8217; &#8211; Canalei, ha evidenziato cumulate dalla mezzanotte di ieri e sino alle 17 LT di circa 215 mm mentre la stazione di Villagrande di Strisaili, tra le piu&#8217; piovose dell&#8217;intera regione ed epicentro dell&#8217;alluvione del 18 novembre ubicata sul versante orientale del massiccio del Gennargentu ha totalizzato nello stesso periodo oltre 315 mm di pioggia&#8221;. Il geologo sottolinea che &#8220;la dinamica meteorologica e&#8217; molto nota e causa di altri eventi alluvionali che colpiscono sempre piu&#8217; frequentemente il versante orientale dell&#8217;Isola: una depressione chiusa centrata ad est delle Isole Baleari ha richiamato aria calda ed instabile da sud est; la componente orografica identificabile nei rilievi organizzati dal Gennargentu verso nord e non distanti dal mare hanno favorito l&#8217;innalzamento delle appena citate masse d&#8217;aria di origine mediterranea provocando precipitazioni abbondanti e reiterate. Occorre pero sottolineare che durante la disastrosa alluvione del 18 novembre 2013, le cumulate meteoriche totali erano risultate decisamente e piu&#8217; abbondanti &#8211; circa 590 mm di pioggia in 30 ore nella prima citata stazione di Villagrande. Considerando che il centro storico della citta&#8217; non ha subito nell&#8217;ultimo decennio alcun cambiamento inestensione, sara&#8217; cambiato nel frattempo l&#8217;uso del suolo dei versanti sovrastanti l&#8217;abitato, sui quali si e&#8217; sviluppato il nefasto fenomeno gravitativo di oggi?&#8221;.</p>
<p>Massimiliano Fazzini climatologo dell&#8217;Universita&#8217; di Camerino, geologo e Coordinatore del Gruppo Cambiamenti Climatici della Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), osserva quindi che &#8220;i due casi appena menzionati&#8221; di Crotone e della Sardegna &#8220;si differenziano notevolmente quanto a condizioni innescanti soprattutto considerando non solo la diversa densita&#8217; abitativa dei due centri piu&#8217; direttamente coinvolti dagli eventi di dissesti idraulico ed idrogeologico ma anche le evidenti differenze morfologiche delle aree interessate dagli eventi. In primis bisogna rammentare che la climatologia delle precipitazioni delle due aree evidenzia che la seconda meta del mese di novembre risulta essere tra i piu&#8217; piovosi se non il piu&#8217; piovoso dell&#8217;anno, in virtu&#8217; delle frequenti ciclogenesi che si verificano nel Mediterraneo centro. Occidentale e che beneficiano delle ancora elevate temperature del mare, &#8211; sempre piu&#8217; elevate in autunno nell&#8217;ultimo decennio&#8221;. L&#8217;evento alluvionale di Crotone e Corigliano di sabato scorso, 21 novembre, &#8220;identificabile, per la prima citta&#8217; citata, con un esteso allagamento cittadino non provocato da esondazioni di corsi d&#8217;acqua principali o secondari &#8211; ha interessato sia il centro abitato della citta&#8217; sia le immediate periferie di Tufolo, Farina, Trafinello e Margherita. Analizzando la morfologia del territorio- Fazzini- specialmente per cio&#8217; che concerne il centro della citta&#8217;, risulta palese che le quote siano prossime e talvolta inferiori al livello medio mare, per cui le notevoli quantita&#8217; di pioggia apportate da una depressione mediterranea chiusa alimentata su suo bordo settentrionale da aria fredda ed instabile polare intermedia &#8211; 210 mm caduti in circa 5 ore &#8211; non hanno logicamente trovato deflusso verso il mare. Ma allo stesso modo, analizzando il rapporto ISPRA sul consumo di suolo, si evince che, ad esempio, nel solo 2019, il comune di Corigliano Rossano ha impermeabilizzato 15.1 ettari sui 118 di tutta la Calabria&#8221;.</p>
<p>Per Massimiliano Fazzini climatologo dell&#8217;Universita&#8217; di Camerino, geologo e Coordinatore del Gruppo Cambiamenti Climatici della Societa&#8217; Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), &#8220;risulta dunque palese porsi il quesito di quanto abbia pesato&#8221; in Calabria, nella Provincia di Crotone, &#8220;il progressivo consumo di suolo sulla mancata infiltrazione nel sottosuolo delle acque piovane che, scorrendo in superficie, ingrossano i corsi d&#8217;acqua contribuendo alle alluvioni e allegamenti urbani i cui effetti registriamo anche in questo anomalo autunno dal punto di vista meteo-climatologico. Tutto cio&#8217; senza considerare il fattore cementificazione delle aree industriali e commerciali circostanti la citta. Queste evidenze, in un&#8217;aera era stata a sua volta gia&#8217; pesantemente colpita dall&#8217;alluvione del 14 ottobre 1996 &#8211; causata da un estesa pioggia esaoraria di 120-140 mm &#8211; associate ad una palese maggiore frequenza di fenomenologie meteoriche di notevole intensita&#8217; e causate dal forcing climatico in atto, vi amplificano esponenzialmente il rischio climatico. E dunque, se nulla si puo&#8217; fare per cambiare la conformazione geologica e geomorfologica, appaiono ormai improcrastinabili gli interventi per una corretta programmazione urbanistica del territorio, nel rispetto delle &#8216;esigenze della natura&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/11/29/maltempo-lanalisi-dei-geologi-in-1-settimana-2-alluvioni-a-bitti-un-mudflow/">Maltempo. L&#8217;analisi dei geologi: in 1 settimana 2 alluvioni, a Bitti un mudflow</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo: In Italia +31% bombe d&#8217;acqua nel 2020</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/07/24/maltempo-in-italia-31-bombe-dacqua-nel-2020/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 13:24:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno ad oggi lungo la Penisola si sono verificati 71 nubifragi con precipitazioni violente e bombe d&#8217;acqua, con un aumento del 31% rispetto allo stesso periodo dello&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno ad oggi lungo la Penisola si sono verificati 71 nubifragi con precipitazioni violente e bombe d&#8217;acqua, con un aumento del 31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con il moltiplicarsi degli eventi estremi. E&#8217; quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati dell&#8217;European Severe Weather Database (ESWD) in riferimento all&#8217;eccezionale bomba d&#8217;acqua abbattutasi su Milano e all&#8217;ondata di maltempo che sta interessando la Lombardia, con danni anche nelle campagne. Oltre ai disagi causati nel capoluogo meneghino, a nord di Milano e nella Brianza monzese &#8211; segnala la Coldiretti &#8211; si registrano campi sommersi dall&#8217;acqua che i terreni non riescono piu&#8217; a trattenere. Anche vento forte dalle prime ore della mattinata nella zona Est del Milanese con l&#8217;allettamento del mais limitato all&#8217;area della Martesana. Colpito anche il Varesotto &#8211; continua Coldiretti -, con grandinate e alberi caduti: i chicchi di ghiaccio si sono abbattuti su coltivazioni orticole e cerealicole. A Como e Lecco e&#8217; stata la pioggia forte ad allagare fondi e strade, anche se non sono mancate grandinate verso la Bassa Comasca. Per i sottopassi allagati &#8211; spiega Coldiretti -, i produttori di Campagna Amica provenienti dal Lecchese hanno avuto difficolta&#8217; a raggiungere i luoghi dei mercati contadini di Erba (Como) e Limbiate (Monza Brianza).Nel bresciano piogge intense stanno interessando un po&#8217; tutta la provincia con problemi di allagamenti e fognature tracimate. Nell&#8217;area di Verolanuova &#8211; prosegue il monitoraggio della Coldiretti &#8211; la furia del vento ha spianato il mais pronto per la raccolta, che e&#8217; stato atterrato anche a Manerbio. Trombe d&#8217;aria, acqua e grandine anche in provincia di Cremona, in particolare tra Crema, Cremasco e Soresinese: anche qui per ora si segnala mais allettato cosi&#8217; come in alcune zone della Bergamasca. Siamo di fronte &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l&#8217;eccezionalita&#8217; degli eventi atmosferici e&#8217; ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una piu&#8217; elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. Un fenomeno aggravato dal consumo di suolo con l&#8217;abbandono delle campagne e la cementificazione che &#8211; denuncia Coldiretti &#8211; negli ultimi 25 anni ha fatto sparire il 28% delle campagne. L&#8217;erosione di territorio agricolo a beneficio di asfalto, edifici e capannoni causa il fenomeno dell&#8217;impermeabilizzazione del terreno che non riesce ad assorbire l&#8217;acqua aumentando il rischio di alluvioni anche nei centri urbani. Il risultato &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; e&#8217; che sono saliti a 7275 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale in Italia, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/24/maltempo-in-italia-31-bombe-dacqua-nel-2020/">Maltempo: In Italia +31% bombe d&#8217;acqua nel 2020</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo: 7mln di italiani nelle aree a rischio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/18/maltempo-7mln-di-italiani-nelle-aree-a-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2019 15:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall&#8217;andamento meteorologico che condiziona la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/18/maltempo-7mln-di-italiani-nelle-aree-a-rischio/">Maltempo: 7mln di italiani nelle aree a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall&#8217;andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro. Cosi&#8217; la Coldiretti in relazione all&#8217;ultima ondata di maltempo che ha colpito l&#8217;Italia da nord a sud con gravi danni all&#8217;agricoltura e la richiesta dell&#8217;avvio delle procedure per lo stato di calamita&#8217; nelle zone piu&#8217; colpite. La nuova perturbazione con nubifragi e vento forte ha reso piu&#8217; pesante il bilancio nelle campagne dove si registrano animali isolati, foraggi per alimentazione del bestiame perduti, piante sradicate, serre divelte, semine in difficolta&#8217;, ortaggi distrutti e frutteti affogati, attrezzature e macchinari agricoli rovinati e capannoni scoperchiati ma anche frane e smottamenti sulle strade rurali con difficolta&#8217; alla circolazione, mentre l&#8217;arrivo della neve in montagna ha reso difficili i collegamenti. L&#8217;eccezionalita&#8217; degli eventi atmosferici e&#8217; ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una piu&#8217; elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le precipitazioni sempre piu&#8217; intense e frequenti con vere e proprie bombe d&#8217;acqua si abbattono su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico con piu&#8217; di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni (91,3%) secondo Ispra. A questa situazione non e&#8217; certamente estraneo il fatto che il territorio e&#8217; stato reso piu&#8217; fragile dalla cementificazione e dall&#8217;abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si e&#8217; ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari. Per questo l&#8217;Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilita&#8217; di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell&#8217;attivita&#8217; nelle campagne. Il settore agricolo e&#8217; quello piu&#8217; impegnato a contrastare i cambiamenti climatici ma anche quello piu&#8217; colpito con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e alle infrastrutture nelle campagne, conclude la Coldiretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/18/maltempo-7mln-di-italiani-nelle-aree-a-rischio/">Maltempo: 7mln di italiani nelle aree a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo: 9 Comuni su 10 a rischio frane o alluvioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/24/maltempo-9-comuni-su-10-a-rischio-frane-o-alluvioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 15:50:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le precipitazioni sempre piu&#8217; intense e frequenti con vere e proprie bombe d&#8217;acqua si abbattono su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall&#8217;abbandono con piu&#8217; di nove&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/24/maltempo-9-comuni-su-10-a-rischio-frane-o-alluvioni/">Maltempo: 9 Comuni su 10 a rischio frane o alluvioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le precipitazioni sempre piu&#8217; intense e frequenti con vere e proprie bombe d&#8217;acqua si abbattono su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall&#8217;abbandono con piu&#8217; di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni&#8221;. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento all&#8217;ultima ondata di maltempo nel sottolineare che &#8220;sono saliti a 7.275 i comuni con parte del territorio in pericolo idrogeologico, il 91,3% del totale ma la percentuale sale al 100% per Liguria e Toscana mentre e al 90% per il Piemonte sulla base dei dati Ispra&#8221;. Sono ben &#8220;7 milioni gli italiani che- sottolinea la nota del&#8217;associazione agricola- vivono in queste aree in una situazione di incertezza determinata dall&#8217;andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro&#8221;. Una realta&#8217; &#8220;aggravata dai cambiamenti climatici con l&#8217;eccezionalita&#8217; degli eventi atmosferici che e&#8217; ormai diventata la norma anche in Italia, tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una piu&#8217; elevata frequenza di eventi violenti con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo&#8221;. In tutto cio&#8217; &#8220;i cambiamenti climatici spaventano 3 italiani su 4 (75%) secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; che evidenzia in una situazione in cui in Italia nei primi nove mesi del 2019- spiega Coldiretti- ci sono stati 1336 eventi estremi, due volte e mezzo piu&#8217; di quelli della Francia e oltre sette volte in piu&#8217; rispetto a Spagna e Regno Unito. Rispetto allo scorso anno c&#8217;e&#8217; stato in Italia nel 2019 un incremento del +75% degli eventi estremi come nubifragi, tornado, grandinate e tempeste di vento&#8221;. Il settore agricolo, conclude la Coldiretti, &#8220;e&#8217; quello piu&#8217; impegnato a contrastare il surriscaldamento ma anche quello piu&#8217; colpito con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e alle infrastrutture nelle campagne&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/24/maltempo-9-comuni-su-10-a-rischio-frane-o-alluvioni/">Maltempo: 9 Comuni su 10 a rischio frane o alluvioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo: 7 mln di italiani vivono in aree a rischio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/11/04/maltempo-7-mln-di-italiani-vivono-in-aree-a-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2018 19:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 7 milioni le persone che in Italia risiedono in territori a rischio idrogeologico per alluvioni (6 milioni) o frane (1 milione) che interessano ben il 91%&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/04/maltempo-7-mln-di-italiani-vivono-in-aree-a-rischio/">Maltempo: 7 mln di italiani vivono in aree a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre 7 milioni le persone che in Italia risiedono in territori a rischio idrogeologico per alluvioni (6 milioni) o frane (1 milione) che interessano ben il 91% dei comuni italiani. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti che esprime cordoglio per le vittime della tragedia di Casteldaccia, sulla base dei dati Ispra. &#8220;In Sicilia dove per l&#8217;ultima ondata di maltempo la situazione e&#8217; gravissima si trovano aree a rischio nel 92,3% dei comuni ma la percentuale- dice Coldiretti- sale al 100% per regioni come Valle D&#8217;Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria. Non e&#8217; quindi un caso se l&#8217;Italia si colloca tra i dieci Paesi piu&#8217; colpiti al mondo per alluvioni, siccita&#8217;, tempeste, ondate di calore e terremoti che hanno provocato perdite per 48,8 miliardi di euro negli ultimi 20 anni secondo una analisi della Coldiretti su dati UNISDR, l&#8217;Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di disastri naturali&#8221;. &#8220;A questa situazione- precisa la Coldiretti- non e&#8217; certo estraneo il fatto che l&#8217;ultima generazione e&#8217; stata responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28% in 25 anni) per colpa della cementificazione e dell&#8217;abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari. La disponibilita&#8217; di terra coltivata significa produzione agricola di qualita&#8217; ma anche sicurezza ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico&#8221;. Ancora, &#8220;su un territorio meno ricco e piu&#8217; fragile per l&#8217;abbandono forzato dell&#8217;attivita&#8217; agricola, in molte aree interne si abbattono i cambiamenti climatici che si manifestano con la piu&#8217; elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con l&#8217;eccezionalita&#8217; degli eventi atmosferici e&#8217; ormai diventata la norma&#8221;. &#8220;Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l&#8217;Italia- conclude la Coldiretti- deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilita&#8217; di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell&#8217;attivita&#8217; agricola&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/04/maltempo-7-mln-di-italiani-vivono-in-aree-a-rischio/">Maltempo: 7 mln di italiani vivono in aree a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Torna maltempo: +21% in più di pioggia in primavera</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/12/torna-maltempo-21-in-piu-di-pioggia-in-primavera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 18:49:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torna il maltempo con una primavera in cui e&#8217; caduto il 21% di pioggia in piu&#8217; rispetto alla media storica con nubifragi, bombe d&#8217;acqua, grandinate, trombe d&#8217;aria e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/12/torna-maltempo-21-in-piu-di-pioggia-in-primavera/">Torna maltempo: +21% in più di pioggia in primavera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Torna il maltempo con una primavera in cui e&#8217; caduto il 21% di pioggia in piu&#8217; rispetto alla media storica con nubifragi, bombe d&#8217;acqua, grandinate, trombe d&#8217;aria e violenti temporali che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento alla nuova allerta meteo in diverse regioni del centro nord in una stagione anomala che ha provocato all&#8217;agricoltura danni per mezzo miliardo di euro dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, sulla base dei dati Isac Cnr. L&#8217;andamento anomalo di quest&#8217;anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la piu&#8217; elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie per l&#8217;estate, ma l&#8217;acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento. Gli acquazzoni invece aggravano i danni provocati con smottamenti e frane su un territorio piu&#8217; fragile dove sono 7145 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, l&#8217;88,3% del totale. Un risultato provocato da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi 25 anni ha ridotto a meno di 13 milioni di ettari le aree agricole a vantaggio dell&#8217;abbandono e della cementificazione, conclude la Coldiretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/12/torna-maltempo-21-in-piu-di-pioggia-in-primavera/">Torna maltempo: +21% in più di pioggia in primavera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Prevenzione. Al via campagna su rischi terremoto e alluvioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/14/prevenzione-al-via-campagna-su-rischi-terremoto-e-alluvioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2017 07:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I volontari della Protezione Civile in piazza, insieme alle Istituzioni e al mondo scientifico, per diffondere la cultura della prevenzione. &#8216;Io non rischio &#8211; Buone pratiche di protezione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/14/prevenzione-al-via-campagna-su-rischi-terremoto-e-alluvioni/">Prevenzione. Al via campagna su rischi terremoto e alluvioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I volontari della Protezione Civile in piazza, insieme alle Istituzioni e al mondo scientifico, per diffondere la cultura della prevenzione. &#8216;Io non rischio &#8211; Buone pratiche di protezione civile&#8217; si chiama la campagna che arriva oggi nelle piazze di cento capoluoghi italiani.<br />
Il Capo Dipartimento, Angelo Borrelli, sara&#8217; a Roma, Mantova, Lucca e Reggio Calabria: alle 9.30, in piazza del Popolo a Roma, poi a Mantova dove visitera&#8217; i gazebo sul rischio del terremoto e alluvione allestiti in piazza Sordello (ore 12). Il tour proseguira&#8217; a Lucca nel Cortile degli Svizzeri (ore 14.30) per poi concludersi nel tardo pomeriggio in Piazza Italia a Reggio Calabria (ore 18).<br />
Circa cinquemila i volontari coinvolti e formati in questi mesi per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico, alluvione e maremoto. Tra i partecipanti anche alcuni volti noti come Andrea Bocelli, Sara Simeoni, Giorgio Panariello e Francesco Gabbani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/14/prevenzione-al-via-campagna-su-rischi-terremoto-e-alluvioni/">Prevenzione. Al via campagna su rischi terremoto e alluvioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clima: il 2016 sarà l’anno più caldo. E’ allarme per cicloni e alluvioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/11/14/clima-il-2016-sara-lanno-piu-caldo-e-allarme-per-cicloni-e-alluvioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 18:13:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“E’ molto probabile che il 2016 sarà l’anno più caldo mai registrato, con temperature globali anche più alte di quelle record del 2015”. Infatti “i dati preliminari mostrano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/14/clima-il-2016-sara-lanno-piu-caldo-e-allarme-per-cicloni-e-alluvioni/">Clima: il 2016 sarà l’anno più caldo. E’ allarme per cicloni e alluvioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“E’ molto probabile che il 2016 sarà l’anno più caldo mai registrato, con temperature globali anche più alte di quelle record del 2015”. Infatti “i dati preliminari mostrano che la temperatura globale del 2016 è approssimativamente<strong> 1,2 gradi sopra i livelli pre industriali</strong>“. Così la World Meteorological Organization (WMO) in un rapporto diffuso a margine della Cop22 in corso a Marrakech.</p>
<p><a title="" href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/clima_temperature.jpg" data-rel="lightbox-1"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-89837 alignright" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/clima_temperature-300x216.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/clima_temperature-300x216.jpg 300w, http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/clima_temperature.jpg 700w" alt="clima_temperature" width="300" height="216"></a>Le temperature globali <strong>da gennaio a settembre 2016</strong>sono state<strong> 1,58 gradi sopra la media</strong> (14 gradi) del periodo di riferimento 1961-1990, usato dalla Wmo come riferimento. Le temperature registrano un’impennata nei primi mesi dell’anno a causa di <strong>un potente el Nino tra il 2015 e il 2016</strong>. I dati preliminari di ottobre sono “a un livello sufficientemente alto perché il 2016 resti in lizza per il titolo di anno più caldo mai registrato”. E questo significa, spiega l’Organizzazione meteorologica mondiale, agenzia delle Nazioni unite che comprende 189 Stati membri e Territori, “che<strong> 16 dei 17 anni più caldi si sono verificati in questo secolo</strong>“. Ma “anche gli indicatori di lungo periodo del cambiamento climatico stanno infrangendo record”, prosegue la Wmo.</p>
<p>La concentrazione dei principali gas serra nell’atmosfera “continua a salire verso nuovi primati”. Il&nbsp;<strong>ghiaccio artico</strong> “è <strong>rimasto a livelli molto bassi</strong>, specialmente agli inizi del 2016 e ne periodo di ricongelamento di ottobre, e c’è stato uno scioglimento del manto di ghiaccio che copre la Groenlandia significativo e molto anticipato”. Il<strong> riscaldamento degli Oceani</strong> è stato spinto dal El Nino, “contribuendo allo sbiancamento dei coralli e a livelli del mare sopra la media”.</p>
<p><a title="" href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/temperatura-globale-2016.jpg" data-rel="lightbox-2"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89872" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/temperatura-globale-2016-300x222.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/temperatura-globale-2016-300x222.jpg 300w, http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/temperatura-globale-2016.jpg 700w" alt="temperatura-globale-2016" width="300" height="222"></a>“Un altro anno. Un altro record. Le elevate temperature che abbiamo visto nel 2015 sono sulla buona strada per essere battute nel 2016”, dice il segretario generale Wmo Petteri Taalas, “il calore extra di un potente el Nino è scomparso. <strong>Il calore dal riscaldamento globale continuerà</strong>“. Ma gli effetti dei mutamenti climatici si avvertono in maniera differente nelle varie parti del mondo, a volte con magnitudo ed effetti drammatici. “<strong>In alcune parti della Russia Artica le temperature sono state da 6 a 7 gradi sopra la media</strong> di lungo termine”, segnala Taalas, come ad esempio è accaduto attorno all’estuario del fiume Ob River e nell’arcipelago della Novaya Zemlya. “Moltre<strong> altre regioni Artiche e Subartiche</strong> di Russia,<strong> Alaska</strong> e<strong>Canada Nord Occidentale</strong> sono state <strong>almeno 3 gradi sopra la media</strong>“, prosegue il segretario generale Wmo, “siamo abituati a misurare record di temperature in frazioni di un grado, e quindi questo è molto diverso”, e anche <strong>più del 90% delle terre dell’Emisfero boreale</strong>, eccetto i Tropici, “è<strong>almeno un grado sopra la media</strong>“.</p>
<p><a title="" href="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/uragano_clima_ambiente.jpg" data-rel="lightbox-3"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-89875 alignright" src="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/uragano_clima_ambiente-300x199.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/uragano_clima_ambiente-300x199.jpg 300w, http://www.dire.it/wp-content/uploads/2016/11/uragano_clima_ambiente.jpg 700w" alt="uragano_clima_ambiente" width="300" height="199"></a>Le temperature dell’Emisfero australe sono “meno estreme”, ma “molte aree sono ugualmente un grado o più sopra la media, inclusi il Sudamerica, l’Australia settentrionale e orientale, e molta parte dell’Africa meridionale”. Le prospettive sono fosche. “A causa del mutamento climatico, <strong>l’eventualità dell’impatto di eventi estremi è cresciuta</strong>“, dice il segretario generale Wmo, “<strong>ondate di calore</strong> e <strong>alluvioni</strong> sinora attese ‘una volta in una generazione’ stanno diventando più regolari. Il livello dei mari ha aumentato l’esposizione” delle aree costiere “a un’ondata di<strong> tempeste</strong> associate ai <strong>cicloni tropicali</strong>” mentre aumenteranno in maniera esponenziale i profughi climatici, che sono ormai il doppio di quelli causati da conflitti e violnze, avverte l’Unhcr.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Roberto Antonini-Dire</strong></p>
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		<title>Russia, alluvioni sul Mar Nero Almeno 144 vittime</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 06:09:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a salire il bilancio della violenta tempesta che si e&#8217; abbattuta sulla sponda russa del Mar Nero, secondo l&#8217;ultimo bollettino, i morti sono almeno 144. Il distretto di Krymsk e&#8217; il piu&#8217; colpito con 123 morti. Altri corpi sono stati ritrovati nella stazione balneare di Gelendzhik e nel porto di Novorossiisk, dove si e&#8217; fermata l&#8217;attivita&#8217; portuale. La Transneft, la società esportatrice di greggio che gestisce il terminale, ha interrotto il caricamento del petrolio sulle navi. &#8220;Sono profondamente rattristato dalle notizie relative alle devastanti inondazioni che hanno colpito il sud della Russia&#8221;, ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al Presidente russO, Vladimir Putin.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/08/russia-alluvioni-sul-mar-nero-almeno-144-vittime/">Russia, alluvioni sul Mar Nero Almeno 144 vittime</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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