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	<title>Amnesty International Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Egitto. Noury (Amnesty): &#8220;Zaki da tre anni nel limbo, sia assolto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2023 17:52:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da quel 7 febbraio 2020 Patrick Zaki è costretto a vivere in un limbo di sospensione dei suoi diritti della sua vita. Amnesty International continua a chiedere che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/07/egitto-noury-amnesty-zaki-da-tre-anni-nel-limbo-sia-assolto/">Egitto. Noury (Amnesty): &#8220;Zaki da tre anni nel limbo, sia assolto&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da quel 7 febbraio 2020 Patrick Zaki è costretto a vivere in un limbo di sospensione dei suoi diritti della sua vita. Amnesty International continua a chiedere che il processo penale a suo carico &#8211; di cui la prossima udienza è il prossimo 28 febbraio &#8211; termini presto e bene con una assoluzione e che possa tornare a studiare a Bologna attraverso l&#8217;annullamento del divieto di viaggio che gli è stato imposto&#8221;. Così dichiara Riccardo Noury, il portavoce di Amnesty, a margine di un sit-in organizzato davanti l&#8217;ambasciata della Repubblica d&#8217;Egitto a Roma per denunciare la situazione dello studente e attivista e degli altri detenuti politici nel Paese. Occasione della protesta, il terzo anniversario dell&#8217;arresto dello studente dell&#8217;Università di Bologna &#8220;all&#8217;arrivo all&#8217;aeroporto del Cairo- ricostruisce Noury- dove era giunto partendo da Bologna dove stava studiando. Sono seguiti 22 mesi di carcere preventivo molto duro, ed è uscito nel dicembre del 2021&#8221;. Da allora &#8220;è nel limbo di un processo interminabile per un reato inesistente di diffusione di notizie false&#8221;. Varie organizzazioni egiziane e internazionali per i diritti umani stimano che siano almeno 60mila i detenuti politici chiusi nelle carceri egiziane in condizioni molto difficili, sui circa 106mila totali stimati dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Sul fenomeno, le autorità del Cairo non hanno diffuso numeri ufficiali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/07/egitto-noury-amnesty-zaki-da-tre-anni-nel-limbo-sia-assolto/">Egitto. Noury (Amnesty): &#8220;Zaki da tre anni nel limbo, sia assolto&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Egitto. Noury (Amnesty ): &#8220;Rinvio senza motivi, Zaki resta in limbo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 11:31:17 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/02/01/egitto-noury-amnesty-rinvio-senza-motivi-zaki-resta-in-limbo/">Egitto. Noury (Amnesty ): &#8220;Rinvio senza motivi, Zaki resta in limbo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;E&#8217; il terzo rinvio che cade il 6 aprile nella vicenda giudiziaria di Patrick Zaki, che porterà la sua privazione completa della libertà a oltre 24 mesi&#8221;. Questo il commento per l&#8217;agenzia Dire del portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, dopo la notizia del rinvio al 6 aprile dell&#8217;udienza del processo al ricercatore del master &#8216;Gemma&#8217; di Bologna per un articolo pubblicato nel 2018, di cui deve rispondere delle accuse di diffusione di false notizie in patria e all&#8217;estero. &#8220;In tanti speravamo che oggi fosse l&#8217;ultima udienza&#8221; continua Noury, &#8220;e non è chiaro il motivo di questo rinvio, ma possiamo immaginare l&#8217;intento di prolungare il limbo in cui Patrick è costretto a stare dal febbraio del 2020. Di certo, è un altro periodo di tempo che separa Patrick dal suo desiderio legittimo e sacrosanto di riprendere una vita normale. Continueremo a stargli vicino, a tenere alta l&#8217;attenzione. Speriamo che questo periodo- evidenzia il portavoce- sia tranquillo e che possa continuare a studiare. Gli auguriamo di essere sereno, compatibilmente con la comprensibile amarezza che starà provando in questo momento, e continueremo a svolgere tutte le iniziative necessarie per assicurare la sua libertà definitiva e completa&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/02/01/egitto-noury-amnesty-rinvio-senza-motivi-zaki-resta-in-limbo/">Egitto. Noury (Amnesty ): &#8220;Rinvio senza motivi, Zaki resta in limbo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Egitto. Patrick Zaki, confermata detenzione cautelare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/07/27/egitto-patrick-zaki-confermata-detenzione-cautelare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 15:44:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata prolungata di altri 45 giorni la detenzione cautelare di Patrick Zaki, il ricercatore iscritto all&#8217;universita&#8217; di Bologna arrestato al Cairo l&#8217;8 febbraio scorso con l&#8217;accusa di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/27/egitto-patrick-zaki-confermata-detenzione-cautelare/">Egitto. Patrick Zaki, confermata detenzione cautelare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata prolungata di altri 45 giorni la detenzione cautelare di Patrick Zaki, il ricercatore iscritto all&#8217;universita&#8217; di Bologna arrestato al Cairo l&#8217;8 febbraio scorso con l&#8217;accusa di sedizione, e attualmente detenuto nel braccio di massima sicurezza del carcere di Tora, nella capitale.<br />
Lo confermano fonti interne all&#8217;Egyptian initiative for personal rights (Eipr), ong con cui lo studente e attivista dei diritti umani collaborava.<br />
All&#8217;agenzia Dire Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, ha commentato cosi&#8217; la notizia: &#8220;Ieri l&#8217;udienza anticipata con Patrick Zaki presente era stata una sorpresa.<br />
Faceva sperare in un esito diverso. Invece dall&#8217;Egitto non arrivano mai buone notizie. Ma Patrick non restera&#8217; solo, e incoraggiamo il governo italiano a fare la sua parte perche&#8217; quella di Patrick- ha concluso il portavoce- e&#8217; anche una storia italiana&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/27/egitto-patrick-zaki-confermata-detenzione-cautelare/">Egitto. Patrick Zaki, confermata detenzione cautelare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>70 anni dalle Convenzioni di Ginevra: Amnesty denuncia all’ONU il fallimento</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/23/70-anni-dalle-convenzioni-di-ginevra-amnesty-denuncia-allonu-il-fallimento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 18:10:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amnesty International ha sollecitato le Nazioni Unite a celebrare il 70° anniversario delle Convenzioni di Ginevra ponendo fine al catastrofico fallimento che vede milioni di persone nel mondo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/23/70-anni-dalle-convenzioni-di-ginevra-amnesty-denuncia-allonu-il-fallimento/">70 anni dalle Convenzioni di Ginevra: Amnesty denuncia all’ONU il fallimento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Amnesty International ha sollecitato le Nazioni Unite a celebrare il 70° anniversario delle Convenzioni di Ginevra ponendo fine al catastrofico fallimento che vede milioni di persone nel mondo prive di protezione e costantemente devastate dalle violazioni delle leggi di guerra.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il 23 maggio il Consiglio di sicurezza ha svolto un dibattito aperto sulla protezione dei civili nei conflitti armati, 20 anni dopo aver posto per la prima volta quell’obiettivo nella sua agenda.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>“Vent’anni dopo l’impegno del Consiglio di sicurezza a fare il massimo per proteggere i civili nei conflitti armati e 70 anni dopo che le Convenzioni di Ginevra cercarono di tutelare le popolazioni civili dalle atrocità della Seconda guerra mondiale, il quadro complessivo è incredibilmente tetro”, ha dichiarato Tirana Hassan, direttrice di Amnesty International per le risposte alle crisi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>“Le grandi potenze militari vantano cinicamente la ‘precisione’ delle azioni militari e la ‘chirurgicità’ degli attacchi che distinguerebbero tra combattenti e civili. Ma la realtà sul terreno è che i civili sono costantemente presi di mira nei luoghi in cui vivono, lavorano, studiano, pregano e cercano cure mediche.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Coloro che prendono parte ai conflitti uccidono e feriscono illegalmente e costringono milioni di persone alla fuga mentre i leader mondiali evitano di assumere responsabilità e voltano le spalle ai crimini di guerra e alle immense sofferenze prodotte”,&nbsp;ha aggiunto Hassan.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>“Russia, Cina e Usa continuano ad abusare del loro potere di veto per bloccare proposte di risoluzione che cercano di prevenire o fermare le atrocità. Ogni volta che ciò avviene, pongono in grave pericolo le persone che si trovano nelle zone di conflitto”,&nbsp;ha sottolineato Hassan.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Solo negli ultimi anni, Amnesty International ha documentato l’enorme disprezzo per la protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario in conflitti in cui erano e sono coinvolti quattro dei cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza: Russia, Usa, Regno Unito e Francia. Il quinto, la Cina, sta attivamente coprendo i&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/06/myanmars-borderlands-on-fire/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/06/myanmars-borderlands-on-fire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">crimini di guerra</a>, i&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2018/06/myanmar-military-top-brass-must-face-justice-for-crimes-against-humanity-targeting-rohingya/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2018/06/myanmar-military-top-brass-must-face-justice-for-crimes-against-humanity-targeting-rohingya/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">crimini contro l’umanità e forse anche il genocidio&nbsp;</a>che chiamano in causa il vicino Myanmar.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il disastroso fallimento nella protezione dei civili è stato evidente nella&nbsp;<a title="https://raqqa.amnesty.org/" href="https://raqqa.amnesty.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riconquista di Raqqa</a>, in Siria, ad opera della Coalizione guidata dagli Usa, che ha causato l’uccisione di almeno 1600 civili; nella&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/11/syria-surrender-or-starve-strategy-displacing-thousands-amounts-to-crimes-against-humanity/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/11/syria-surrender-or-starve-strategy-displacing-thousands-amounts-to-crimes-against-humanity/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">devastazione massiccia di civili e infrastrutture civili da parte delle forze russe e siriane ad Aleppo</a>,&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/05/syria-security-council-must-address-crimes-against-humanity-in-idlib/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/05/syria-security-council-must-address-crimes-against-humanity-in-idlib/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Idlib</a>&nbsp;e altrove, dove sono stati commessi crimini di guerra e crimini contro l’umanità, col conseguente sfollamento di milioni di persone; e nella&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/09/yemen-the-forgotten-war/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/09/yemen-the-forgotten-war/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guerra in Yemen</a>, dove la coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, sostenuta dalle armi occidentali, ha ucciso e ferito migliaia di civili mediante attacchi illegali e ha causato una delle peggiori crisi umanitarie mondiali.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un’altra delle più gravi crisi umanitarie e dei diritti umani è quella della Somalia, dove tutte le parti in conflitto – compresi gli Usa – violano il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario. Nonostante l’aumento, da due anni a questa parte, degli attacchi aerei nella loro guerra segreta in Somalia, gli Usa non hanno ammesso una singola vittima fino a quando&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/03/usa-somalia-shroud-of-secrecy-around-civilian-deaths-masks-possible-war-crimes/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/03/usa-somalia-shroud-of-secrecy-around-civilian-deaths-masks-possible-war-crimes/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Amnesty International non li ha costretti a farlo</a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>A partire dal 2008, Israele ha ripetutamente&nbsp;<a title="https://blackfriday.amnesty.org/" href="https://blackfriday.amnesty.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">colpito civili</a>&nbsp;e&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/download/Documents/MDE1500292014ENGLISH.PDF" href="https://www.amnesty.org/download/Documents/MDE1500292014ENGLISH.PDF" target="_blank" rel="noopener noreferrer">obiettivi civili&nbsp;</a>nelle operazioni militari a Gaza, causando grandi distruzioni e perdite di vite umane.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tra marzo 2018 e marzo 2019, le&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/03/one-year-on-from-protests-gaza-civilians-devastating-injuries-highlight-urgent-need-for-arms-embargo-on-israel/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/03/one-year-on-from-protests-gaza-civilians-devastating-injuries-highlight-urgent-need-for-arms-embargo-on-israel/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">forze armate israeliane hanno usato la forza legale contro le manifestazioni dei palestinesi</a>, uccidendo almeno 195 persone tra cui medici, giornalisti e minorenni. I gruppi armati palestinesi hanno lanciato&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org.uk/files/unlawful_and_deadly_web_1.pdf" href="https://www.amnesty.org.uk/files/unlawful_and_deadly_web_1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">razzi indiscriminati</a>&nbsp;contro obiettivi civili nel sud d’Israele, causando molte vittime.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/07/south-sudan-sexual-violence-on-a-massive-scale-leaves-thousands-in-mental-distress-amid-raging-conflict/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/07/south-sudan-sexual-violence-on-a-massive-scale-leaves-thousands-in-mental-distress-amid-raging-conflict/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sud Sudan</a>&nbsp;e in altri paesi, la violenza sessuale e di genere collegata ai conflitti ha raggiunto livelli scioccanti. Testimoni e vittime di una brutale offensiva condotta dalle forze governative tra aprile e luglio del 2018 nel nord del Sud Sudan hanno&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/documents/afr65/8801/2018/en/" href="https://www.amnesty.org/en/documents/afr65/8801/2018/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parlato</a>&nbsp;di civili – compresi bambini, donne, anziani e disabili – uccisi, arsi vivi nelle loro abitazioni, appesi ad alberi e travi, stritolati da veicoli armati, braccati nelle zone paludose e nelle isole nei fiumi dove avevano cercato riparo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan ha&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/02/afghanistan-authorities-must-ensure-civilian-victims-have-access-to-justice/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/02/afghanistan-authorities-must-ensure-civilian-victims-have-access-to-justice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">segnalato nel 2018 un numero record di vittime civili</a>, 10.993 tra feriti e uccisi.</div>
<div>Appena una settimana fa Amnesty International ha denunciato che l’offensiva per la conquista della capitale della&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/05/libya-evidence-of-possible-war-crimes-underscores-need-for-international-investigation/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/05/libya-evidence-of-possible-war-crimes-underscores-need-for-international-investigation/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Libia</a>, Tripoli, è stata caratterizzata da attacchi indiscriminati che hanno posto a rischio la vita dei civili, tra cui anche migranti e rifugiati in condizioni di grande vulnerabilità.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le stesse Nazioni Unite non sono senza macchia. In Sud Sudan, nella&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2018/12/car-up-to-100-civilians-shot-and-burnt-alive-as-un-peacekeepers-leave-posts-in-alindao/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2018/12/car-up-to-100-civilians-shot-and-burnt-alive-as-un-peacekeepers-leave-posts-in-alindao/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Repubblica Centrafricana</a>&nbsp;e altrove, in molti casi i caschi blu non hanno saputo proteggere i civili dalla violenza mortale. Un problema particolarmente grave è rappresentato dallo sfruttamento sessuale:<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/08/car-un-troops-implicated-in-rape-of-girl-and-indiscriminate-killings-must-be-investigated/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/08/car-un-troops-implicated-in-rape-of-girl-and-indiscriminate-killings-must-be-investigated/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">donne e ragazze vengono aggredite e stuprate proprio da coloro che dovrebbero difenderle.</a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel corso dei conflitti non vengono risparmiate neanche le persone più vulnerabili come i bambini, gli anziani e le persone con disabilità: gruppi armati ed eserciti reclutano bambini e bambine soldato o compiono brutali attacchi contro coloro che sono meno in grado di fuggire durante i combattimenti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nonostante i trattati internazionali ne proibiscano l’uso proprio per le loro conseguenze sui civili, alcuni stati e gruppi armati continuano a utilizzare armi indiscriminate, come le mine anti-persona e le&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/05/yemen-children-among-civilians-killed-and-maimed-in-cluster-bomb-minefields/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/05/yemen-children-among-civilians-killed-and-maimed-in-cluster-bomb-minefields/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bombe a grappolo</a>. Altri, come la&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2018/02/syria-witness-testimony-reveals-details-of-illegal-chemical-attack-on-saraqeb/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2018/02/syria-witness-testimony-reveals-details-of-illegal-chemical-attack-on-saraqeb/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Siria</a>&nbsp;e il&nbsp;<a title="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/09/chemical-weapons-attacks-darfur/" href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/09/chemical-weapons-attacks-darfur/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sudan</a>, hanno fatto ricorso alle armi chimiche.</div>
<div>Nel 2018 l’<a title="https://www.unhcr.org/uk/news/stories/2018/6/5b222c494/forced-displacement-record-685-million.html" href="https://www.unhcr.org/uk/news/stories/2018/6/5b222c494/forced-displacement-record-685-million.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agenzia Onu per i rifugiati ha denunciato la cifra-record di 68,5 milioni&nbsp;</a>di persone costrette a vivere fuori dalle loro terre a causa dei conflitti armati e di altre forme di violenza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>“Settant’anni dopo le Convenzioni di Ginevra, quel numero di quasi 70 milioni di sfollati riflette il catastrofico fallimento dei leader mondiali rispetto alla protezione dei civili”, ha sottolineato Hassan.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>“Quei leader mondiali hanno abbandonato i civili alle devastazioni delle guerre. Al dibattito di questa settimana al Consiglio di sicurezza non serviranno promesse vuote e gesti enfatici. Sono necessarie azioni concrete per invertire la rotta, proteggere efficacemente i civili e porre fine ai crimini di guerra e all’impunità”, ha concluso Hassan.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La dichiarazione congiunta sottoscritta da Amnesty International e altre 21 Ong, che chiede azioni concrete per rafforzare la protezione dei civili nei conflitti armati, è disponibile a questo link:</div>
<div><a href="https://reliefweb.int/report/world/joint-statement-22-ngos-call-action-strengthen-protection-civilians-armed-conflict" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://reliefweb.int/report/world/joint-statement-22-ngos-call-action-strengthen-protection-civilians-armed-conflict</a></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/23/70-anni-dalle-convenzioni-di-ginevra-amnesty-denuncia-allonu-il-fallimento/">70 anni dalle Convenzioni di Ginevra: Amnesty denuncia all’ONU il fallimento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Forum Terzo Settore: “Rafforzare l&#8217;economia sociale  è  la strada per un&#8217;Europa dei cittadini&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/03/27/forum-terzo-settore-rafforzare-leconomia-sociale-e-la-strada-per-uneuropa-dei-cittadini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 16:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[caritas]]></category>
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		<category><![CDATA[Forum del Terzo Settore]]></category>
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		<category><![CDATA[Oxfam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’Europa più vicina ai cittadini che faccia dell’inclusione sociale e della sostenibilità il metro delle sue politiche. Il terzo settore e l’economia sociale possono dare un contributo importante&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/27/forum-terzo-settore-rafforzare-leconomia-sociale-e-la-strada-per-uneuropa-dei-cittadini/">Forum Terzo Settore: “Rafforzare l&#8217;economia sociale  è  la strada per un&#8217;Europa dei cittadini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’Europa più vicina ai cittadini che faccia dell’inclusione sociale e della sostenibilità il metro delle sue politiche. Il terzo settore e l’economia sociale possono dare un contributo importante anche per uscire dalla logica dell’emergenza per affrontare il fenomeno delle migrazioni: è questo il messaggio che esce dall’assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore tenuta oggi a Roma.</p>
<p>Al centro del confronto il futuro dell’Europa, il suo sviluppo inclusivo e sostenibile, il governo strutturale e di lungo periodo della questione migratoria e il contributo del Terzo settore a queste sfide.</p>
<p>Si tratta di temi che né la Ue né i cittadini possono eludere, è stato fatto notare nel convegno, anche in vista dell’appuntamento per la formazione del prossimo Parlamento Europeo, il 26 maggio. Da qui la volontà del Forum di richiamare l’attenzione su strategie fondamentali per la costruzione dell’ “Europa” quali: la promozione dell’economia sociale, la convergenza delle strategie nazionali verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 che l’Italia ha sottoscritto, il rafforzamento del Pilastro Sociale Europeo.</p>
<p>Le azioni previste dal Pilastro Sociale, volte a rafforzare le opportunità di accesso al mercato del lavoro, la qualità delle condizioni di lavoro e dei redditi e l’ accesso per tutti a una protezione sociale adeguata e sostenibile possono e devono trovare nell’apporto dell’economia sociale nelle sue diverse componenti un acceleratore di innovazione, un moltiplicatore di opportunità e risorse, il fattore ricostituente della coesione sociale.</p>
<p>Quanto al tema migrazioni il Forum Terzo Settore ha promosso, insieme a Caritas, Cini, Unicef, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Oxfam e Forum Sad una Carta nazionale per l’approccio integrato ai fenomeni migratori: “Oltre l’emergenza: un modello per il governo dei fenomeni migratori”, per dare una risposta di sistema ai fenomeni migratori, che tuteli la dignità delle persone e che valorizzi il contributo specifico dei diversi attori del settore. Il dibattito ha inoltre evidenziato come l’Italia da sola non possa farcela. Serve l’Europa.</p>
<p>“Servono quindi politiche europee per la gestione dei flussi migratori – sintetizza la portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore Claudia Fiaschi – , che affrontino con un approccio integrato emergenze umanitarie, sistemi di prima e seconda accoglienza e nello stesso tempo anche politiche di cooperazione allo sviluppo per la stabilizzazione e lo sviluppo dei paesi di origine”.</p>
<p>Piattaforma Europa e piattaforma migrazioni, condivise all’interno di reti quali Concord e SEE (Social Economy Europe) a livello internazionale, andranno ad integrare l’Agenda Aperta del Forum Nazionale del Terzo Settore.</p>
<p>Durante i lavori il Forum ha salutato Paolo Dieci, scomparso nell’incidente aereo della Ethiopian Airlines dello scorso 10 marzo, che sarebbe stato un relatore all’assemblea. “Purtroppo Paolo non è più con noi. Paolo era un amico e compagno di strada del Forum, un riferimento per tanti per aver maturato nei decenni un impegno, una grande esperienza e una conoscenza sul campo dei problemi della cooperazione, del rapporto Nord-Sud. La morte di Paolo Dieci lascia un grande vuoto nel mondo della cooperazione e della solidarietà internazionale.” Con queste parole lo ha ricordato il Direttore del Forum Nazionale Maurizio Mumolo.</p>
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		<title>Premio Italia diritti umani 2018</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/10/09/premio-italia-diritti-umani-2018/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 18:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;Premio Italia diritti umani 2018, dedicato alla memoria dell’ ex Vice-presidente della Free Lance International Press Antonio Russo verrà consegnato presso l’Aula Magna della facoltà valdese di teologia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/09/premio-italia-diritti-umani-2018/">Premio Italia diritti umani 2018</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il&nbsp;Premio Italia diritti umani 2018, dedicato alla memoria dell’ ex Vice-presidente della Free Lance International Press Antonio Russo verrà consegnato presso l’Aula Magna della facoltà valdese di teologia<br />
Via Pietro Cossa 40 (piazza Cavour) a Roma il&nbsp;&nbsp;14 Ottobre 2018.</p>
<p>Il Premio Italia Diritti Umani nasce dall’esigenza da parte delle associazioni coinvolte di voler dare un giusto riconoscimento a coloro che, per la loro attività, si sono distinti nel campo dei diritti umani. In un mondo in cui il profitto sembra essere lo scopo ultimo di ogni intento, bisogna sostenere chi lotta veramente, sacrificando spesso gran parte (o del tutto) la propria esistenza per aiutare il prossimo. I Mass Media spesso non prestano la dovuta attenzione al tema dei diritti umani, se non in maniera superficiale. È giunto quindi il momento, non solo di dare un giusto riconoscimento a chi lotta per la difesa dei più deboli, ma anche di parlare su come possano essere tutelati meglio questi diritti che, anche in paesi come l’Italia oltre che all’estero, sono sistematicamente violati, soprattutto nei confronti dei più deboli.</p>
<p>Il premo è organizzato da&nbsp;Free Lance International Press in collaborazione con – Amnesty International – sezione italiana e Cittanet</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>Moderatrice e presentatrice del premio: Neria De Giovanni, Free Lance International Press, Presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari.</p>
<p>Interventi</p>
<p>Antonio Cilli: Cittanet founder<br />
Mobile e video, un nuovo modo per fare giornalismo – Ore 16.10</p>
<p>Emanuela Scarponi – agenzia di stampa Africanpeople<br />
Diritti umani in Africa – Ore 16,20 –<br />
Maria Elena Martini – Presidente Ass. Arte e Cultura per i Diritti Umani<br />
Educare ai Diritti Umani – Ore 16.30<br />
Riccardo Noury – Portavoce Amnesty Italia<br />
Le periferie dimenticate del mondo – Ore 16,40</p>
<p>Buffet ore 16.50</p>
<p>Ore 17.10 – L’associazione Artisti civili presenta un estratto da</p>
<p>“Denunciami pure”<br />
di e con Ferdinando Maddaloni e Katia Nani</p>
<p>ore 17,30<br />
PREMIO ITALIA DIRITTI UMANI 2018</p>
<p>– Consegnano i premi e leggono le motivazioni gli attori:<br />
Elena Di Cioccio, Alessandra Izzo, Domenico Macrì, e lo scrittore Paolo Di Orazio<br />
Donate opere degli artisti: Isabella Scucchia, Nastasya Voskoboynikova, Liliya Kishkis Marotta, Guia Muccioli</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/09/premio-italia-diritti-umani-2018/">Premio Italia diritti umani 2018</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Mauritania, rilasciati due attivisti contro la schiavitù</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/07/18/mauritania-rilasciati-due-attivisti-contro-la-schiavitu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 19:14:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 743 giorni e numerosi appelli di Amnesty International, il 18 luglio Moussa Biram e Abdallahi Matallah Saleck, due attivisti del movimento antischiavista della Mauritania, sono stati rilasciati.&#160;&#160;Moussa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/18/mauritania-rilasciati-due-attivisti-contro-la-schiavitu/">Mauritania, rilasciati due attivisti contro la schiavitù</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo 743 giorni e numerosi appelli di Amnesty International, il 18 luglio Moussa Biram e Abdallahi Matallah Saleck, due attivisti del movimento antischiavista della Mauritania, sono stati rilasciati.&nbsp;</strong><strong>&nbsp;</strong>Moussa Biram e Abdallahi Matallah Saleck erano stati&nbsp;<strong>arrestati il 29 giugno 2016 a Nouakchott</strong>, la capitale mauritana, a seguito di una protesta contro una serie di sgomberi forzati cui, peraltro, non avevano partecipato.</p>
<p>Torturati nei primi giorni di detenzione segreta,&nbsp;<strong>il 23 novembre 2016 i due attivisti erano stati condannati a tre anni di carcere, uno dei quali sospeso, per incitamento alla rivolta e ribellione contro il governo</strong><strong>.</strong></p>
<p>Dopo il processo, Moussa Biram e Abdallahi Matallah Saleck erano stati&nbsp;<strong>trasferiti in una prigione situata a 1200 chilometri dalla capitale</strong>, che di solito ospita i condannati a morte e che non prevede visite di avvocati e familiari.</p>
<p>Nel corso del processo, la pubblica accusa non era stata in grado di presentare una singola prova sui loro presunti reati. Per questo, Amnesty International aveva adottato Moussa Biram e Abdallahi Matallah Saleck come prigionieri di coscienza avviando la campagna per la loro scarcerazione</p>
<p style="text-align: right;">Riccardo Noury</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/18/mauritania-rilasciati-due-attivisti-contro-la-schiavitu/">Mauritania, rilasciati due attivisti contro la schiavitù</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<item>
		<title>Amnesty: oggi in Francia una pensionata rischia il carcere per aver provato compassione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/07/13/amnesty-oggi-in-francia-una-pensionata-rischia-il-carcere-per-aver-provato-compassione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2018 19:49:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[processo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In attesa della sentenza nel processo a carico di Martine Landry, una donna di 73 anni che rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/13/amnesty-oggi-in-francia-una-pensionata-rischia-il-carcere-per-aver-provato-compassione/">Amnesty: oggi in Francia una pensionata rischia il carcere per aver provato compassione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa della sentenza nel processo a carico di Martine Landry, una donna di 73 anni che rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di 30.000 euro con l’accusa di “aver assistito” i richiedenti asilo, per aver aiutato due quindicenni provenienti dalla Guinea a raggiungere una stazione di polizia in Francia, Elisa de Pieri, ricercatrice di Amnesty International sull’Europa, ha dichiarato:</p>
<p>“Martine Landry non ha fatto nulla di male e non ha commesso alcun crimine. Portando due ragazzi in una stazione di polizia in modo che potessero essere registrati e assistiti in quanto minorenni, ha agito con compassione e in conformità con la legge.</p>
<p>“Trascinarla in tribunale sulla base di accuse surreali rappresenta una parodia della giustizia. Al contrario, gli sforzi dei singoli e delle Ong per aiutare le persone in cerca di sicurezza dovrebbero essere lodati, difesi e celebrati piuttosto che criminalizzati.</p>
<p>“Dopo la sentenza della Corte costituzionale francese del 6 luglio secondo la quale le attività umanitarie non devono essere criminalizzate, tutte le accuse contro Martine Landry vanno annullate. La legge francese deve inoltre essere modificata conformemente al diritto internazionale per garantire che solo il traffico per vantaggi materiali sia considerato un reato”.</p>
<p>Sono quasi 1500 i messaggi di solidarietà che gli studenti delle classi Amnesty kids hanno voluto inviare a Martine Landry dall’Italia. Guarda il video in cui Martine riceve i messaggi e ringrazia i piccoli difensori dei diritti umani: https://www.amnesty.it/azione-urgente-kids-martine-landry/</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/13/amnesty-oggi-in-francia-una-pensionata-rischia-il-carcere-per-aver-provato-compassione/">Amnesty: oggi in Francia una pensionata rischia il carcere per aver provato compassione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Turchia: in carcere da un anno presidente Amnesty, appello da Ong</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/06/turchia-in-carcere-da-un-anno-presidente-amnesty-appello-da-ong/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2018 17:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[Taner Kiliç]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È passato un anno dall&#8217;arresto del presidente della sezione turca di Amnesty International. In occasione dell&#8217;anniversario, Salil Shetty, segretario generale della ong, ha dichiarato: &#8220;Vogliamo raddoppiare i nostri&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/06/turchia-in-carcere-da-un-anno-presidente-amnesty-appello-da-ong/">Turchia: in carcere da un anno presidente Amnesty, appello da Ong</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È passato un anno dall&#8217;<strong>arresto del presidente della sezione turca di Amnesty International</strong>. In occasione dell&#8217;anniversario, <strong>Salil Shetty,</strong> segretario generale della ong, ha dichiarato: &#8220;Vogliamo raddoppiare i nostri sforzi per ottenere il suo rilascio e quello dei tanti altri attivisti della societa&#8217; civile che hanno perso la liberta&#8217; a causa del loro lavoro&#8221;. <strong>Taner Kiliç</strong> e&#8217; accusato di &#8220;appartenenza all&#8217;Organizzazione terrorista Fethullah Gülen, sulla base del falso indizio che egli abbia scaricato l&#8217;applicazione Bylock, che le autorita&#8217; sostengono fosse usata dai seguaci di Gülen, il gruppo ritenuto responsabile del tentato colpo di stato del luglio 2016. Non e&#8217; mai stata presentata una prova credibile che Taner Kiliç abbia scaricato Bylock. Al contrario, due esperti indipendenti hanno concluso che sul suo smartphone non c&#8217;e&#8217; mai stata traccia dell&#8217;applicazione.</p>
<p><strong>Taner Kiliç e&#8217; stato posto in prigione il 9 giugno 2017, tre giorni dopo l&#8217;arresto.</strong> Da allora e&#8217; diventato un simbolo dei tanti altri difensori dei diritti umani e attivisti presi di mira nell&#8217;ambito della repressione nei confronti dei diritti umani che ha caratterizzato il periodo seguente il tentato colpo di stato. <strong>Nel mese successivo sono stati arrestati altri dieci difensori dei diritti umani, compresa la direttrice generale di Amnesty International Turchia Idil Eser.</strong> Otto di loro sono stati trattenuti in carcere quasi quattro mesi prima di essere rilasciati su cauzione nell&#8217;ottobre 2017, alla prima udienza del loro processo. A loro volta sono accusati di &#8220;appartenenza a un&#8217;organizzazione terroristica&#8221;, imputazione priva di fondamento che la pubblica accusa non e&#8217; mai riuscita a dimostrare. Nel dicembre 2017 le autorita&#8217; turche hanno ammesso che migliaia di persone erano state erroneamente accusate di aver scaricato Bylock e poi arrestate. Dopo la pubblicazione dell&#8217;elenco di 11.480 utenti di telefonia cellulare, c&#8217;e&#8217; stato un rilascio di massa che tuttavia non ha riguardato Taner Kiliç.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/06/turchia-in-carcere-da-un-anno-presidente-amnesty-appello-da-ong/">Turchia: in carcere da un anno presidente Amnesty, appello da Ong</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ahed Tamimi condannata a otto mesi. Amnesty International: va rilasciata!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 21:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Ahed Tamimi]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Magdalena Mughrabi]]></category>
		<category><![CDATA[Nabi Saleh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 marzo 2018 l’attivista minorenne palestinese Ahed Tamimi è stata condannata a otto mesi di carcere e a una multa di 5000 shekel (1.150 euro), in quello&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/22/ahed-tamimi-condannata-a-otto-mesi-amnesty-international-va-rilasciata/">Ahed Tamimi condannata a otto mesi. Amnesty International: va rilasciata!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 marzo 2018 l’attivista minorenne palestinese Ahed Tamimi è stata condannata a otto mesi di carcere e a una multa di 5000 shekel (1.150 euro), in quello che Amnesty International ha definito un flagrante tentativo di intimidire coloro che sfidano l’occupazione israeliana.</p>
<p>Ahed Tamimi, arrestata il 19 dicembre 2017 nel suo villaggio natale di Nabi Saleh dopo aver spinto, schiaffeggiato e preso a calci due soldati israeliani, è stata giudicata colpevole di quattro dei 12 capi d’accusa a suo carico: incitamento, assalto aggravato e impedimento a ciascuno dei due soldati di portare avanti il suo lavoro.</p>
<p>“Condannando Ahed a otto mesi le autorità israeliane hanno confermato ancora una volta di non avere alcun riguardo per i diritti dei minorenni palestinesi e alcuna intenzione di rivedere le loro politiche discriminatorie. Ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, l’arresto e la detenzione di un minorenne devono essere usati solo come misura estrema e per il periodo di tempo più breve possibile”, ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.</p>
<p>“Nulla di ciò che Ahed ha fatto avrebbe dovuto essere sanzionato col carcere. Dopo la condanna, continuiamo a chiedere che sia rilasciata”, ha concluso Mughrabi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/22/ahed-tamimi-condannata-a-otto-mesi-amnesty-international-va-rilasciata/">Ahed Tamimi condannata a otto mesi. Amnesty International: va rilasciata!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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