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	<title>animali Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Animali: orsa investita in Abruzzo. WWF: &#8220;Perdita immensa per il futuro della specie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2019 17:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo. WWF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tragico evento di Castel di Sagro (AQ), dove un&#8217;orsa e&#8217; stata investita da un automobilista e uccisa, e&#8217; una perdita incalcolabile per il futuro della specie in Appennino. &#8220;Una giovane femmina con un cucciolo, in una zona periferica dell&#8217;areale, rappresentava una speranza concreta per l&#8217;espansione in nuovi territori- afferma Dante Caserta, vicepresidente del WWF [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tragico evento di Castel di Sagro (AQ), dove un&#8217;orsa e&#8217; stata investita da un automobilista e uccisa, e&#8217; una perdita incalcolabile per il futuro della specie in Appennino. &#8220;Una giovane femmina con un cucciolo, in una zona periferica dell&#8217;areale, rappresentava una speranza concreta per l&#8217;espansione in nuovi territori- afferma Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia-. Facciamo un appello accorato a tutte le persone di buona volonta&#8217;: in tutta l&#8217;area di presenza attuale o potenziale dell&#8217;orso (quindi in tutto l&#8217;Abruzzo montano e le zone limitrofe di Lazio e Molise) e&#8217; fondamentale che i guidatori rispettino i limiti di velocita&#8217;, in particolare nelle ore serali e notturne. Il futuro dell&#8217;orso bruno marsicano e&#8217; appeso a un filo e dipende anche da ciascuno di noi&#8221;. Ma accanto alla buona volonta&#8217; delle persone, servono azioni urgenti e inderogabili delle istituzioni preposte per la messa in sicurezza delle infrastrutture, proprio a partire dalle strade. Negli ultimi anni, infatti, sono stati ben 6 gli orsi deceduti per incidenti stradali, 2 solo nel 2019. &#8220;Dopo ogni investimento ci siamo addolorati, abbiamo parlato di grave perdita, abbiamo ipotizzato interventi. Ma in concreto quanto e&#8217; stato fatto? Quanti dissuasori sono stati montati? Quanti autovelox? Quante campagne di informazione per gli automobilisti sono state messe in atto? Le cose da fare sono tante, e non ci si nasconda dietro la mancanza di fondi perche&#8217; gli enti, in particolare le Regioni, hanno avuto negli ultimi anni ingenti risorse derivanti dalla programmazione europea, come i FAS e i POR FESR. E ovviamente non ci si spiega come i fondi per progetti come gli impianti sciistici, si trovino sempre, mentre quelli per progetti di messa in sicurezza del territorio che servono ai cittadini e alla salvaguardia dell&#8217;orso paiono sempre impossibili da reperire&#8221;, aggiunge Dante Caserta.</p>
<p>Ad Anversa degli Abruzzi e in Molise, con l&#8217;appoggio di ANAS, il WWF ha installato dissuasori in chilometri di strade- uno degli interventi che rientrano nella campagna WWF &#8216;Orso 2&#215;50&#8242;, per raddoppiare la popolazione di orso marsicano entro il 2050- cosi&#8217; come fatto da altre associazioni dentro e fuori dal Parco d&#8217;Abruzzo in collaborazione con le stesse aree protette, che hanno redatto e messo in campo anche progetti europei come il LIFE &#8220;Strade&#8221; e &#8220;SafeCrossing&#8221;. Ma interventi isolati non bastano: serve un progetto complessivo di messa in sicurezza del territorio, dove ogni ente si&#8217; prenda la responsabilita&#8217; di quello che gestisce, e bisogna farlo in tutto l&#8217;areale di espansione dell&#8217;orso perche&#8217; e&#8217; li&#8217; che si giochera&#8217; l&#8217;aumento della popolazione. Il WWF chiede quindi che la Regione Abruzzo, insieme a Lazio, Molise, Ministero dell&#8217;Ambiente e Ministero dei Trasporti, in collaborazione con ANAS e sotto il coordinamento dell&#8217;Autorita&#8217; di Gestione del PATOM (Piano d&#8217;Azione per la Tutela dell&#8217;Orso Marsicano), si riuniscano urgentemente in tavolo di lavoro congiunto per avviare al piu&#8217; presto i lavori di messa in sicurezza, con fondi ad hoc da individuare nella prossima legge di bilancio in aggiunta a quelli gia&#8217; disponibili. &#8220;Noi siamo a piena disposizione per supportarli con le nostre forze e risorse. Il traffico veicolare lungo le strade che l&#8217;orso e&#8217; obbligato ad attraversare nei suoi spostamenti e&#8217; il pericolo che piu&#8217; puo&#8217; complicare l&#8217;espansione dell&#8217;orso, ma e&#8217; anche quello che con una buona pianificazione e investimenti tecnologici puo&#8217; essere ridotto con successo, ed e&#8217; quindi la sfida su cui misurare la reale volonta&#8217; di dare un futuro a questo animale permettendogli di colonizzare stabilmente aree idonee dell&#8217;Appennino- conclude il vicepresidente del WWF Italia-. Non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; tempo da perdere per l&#8217;orso marsicano&#8221;. Un ringraziamento speciale va al personale del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise, del Parco Nazionale della Majella e della Riserva del Monte Genzana che insieme alle forze dell&#8217;ordine stanno monitorando il piccolo che era insieme alla mamma, sacrificando le proprie ferie natalizie. Anche da questo cucciolo di meno di un anno passa il futuro dell&#8217;orso marsicano.</p>
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		<title>LNDC: il decalogo per proteggere gli animali dal freddo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 18:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[decalogo]]></category>
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		<category><![CDATA[LNDC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dieci consigli utili di Lega Nazionale per la Difesa del Cane per prenderci cura al meglio dei nostri amici a quattro zampe durante la stagione fredda. Infatti, benché gli animali sopportino le basse temperature meglio degli umani, è buona norma prendere dei piccoli accorgimenti per tutelarli nelle giornate più rigide. Un&#8217;alimentazione adeguata e un riparo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci consigli utili di Lega Nazionale per la Difesa del Cane per prenderci cura al meglio dei nostri amici a quattro zampe durante la stagione fredda. Infatti, benché gli animali sopportino le basse temperature meglio degli umani, è buona norma prendere dei piccoli accorgimenti per tutelarli nelle giornate più rigide.</p>
<p>Un&#8217;alimentazione adeguata e un riparo idoneo sono sicuramente le prime cose a cui pensare per garantire il benessere dei nostri pet. Non tutti i quattro zampe sono temprati per i rigori del clima invernale: i cani di taglia grande mantengono il calore per molto più tempo grazie alla maggiore massa corporea che li isola. Le taglie più piccole, le razze a pelo corto e quelli che non hanno particolare massa corporea per aiutarli a mantenere il calore, necessitano quindi di un trattamento speciale.</p>
<p>È importante prestare particolare attenzione ai cani o gatti che vivono all&#8217;aperto, poiché devono avere un luogo asciutto e senza correnti dove dormire e rifugiarsi. Inoltre, con le temperature rigide della stagione invernale, i soggetti anziani e/o malati, i cani di taglia piccola, vanno maggiormente protetti dalle intemperie e non devono essere lasciati all&#8217;aperto, soprattutto di notte. Purtroppo ci sono infatti tanti decessi di cani durante la stagione invernale per il peggioramento di malattie croniche o la poca protezione ricevuta dal gelo.</p>
<p>Ma è importante ricordarsi anche dei randagi. Basta veramente poco per aiutare un animale in difficoltà.<br />
Specialmente in alcune parti d&#8217;Italia, i cani e i gatti presenti sul territorio sono veramente tanti, non dimentichiamoci mai di mettere una ciotola di cibo e di acqua a loro disposizione fuori dalle nostre abitazioni.<br />
Per gli ospiti di canili e gattili, Lega Nazionale per la Difesa del Cane lancia un appello rivolgendosi a tutti i cittadini: invece di buttare vecchie coperte, piumoni, asciugamani, lenzuola e indumenti usati, portateli al Rifugio più vicino. Saranno utilissimi per scaldare le cucce degli animali senza famiglia.</p>
<p>Ecco quindi nel dettaglio i nostri dieci consigli per migliorare la qualità della vita del tuo animale, ma in alcuni casi anche preservarla.</p>
<p>1) Una alimentazione adeguata<br />
Un&#8217;alimentazione adeguata per il nostro animale può fare la differenza, in particolare durante la stagione invernale. Questo perché con l&#8217;abbassarsi delle temperature anche loro, come noi, bruciano più calorie.<br />
In particolare per i gatti che vivono all&#8217;aperto una dieta ricca di nutrienti, grassi e proteine, dall&#8217;elevato profilo qualitativo, consente loro di non perdere peso utilizzando le riserve corporee come &#8220;carburante&#8221; per scaldarsi.</p>
<p>2) Un riparo idoneo<br />
Bisogna prestare particolare attenzione ai cani o gatti che vivono all&#8217;aperto, poiché devono avere un luogo asciutto e senza correnti per dormire e rifugiarsi. La cuccia, di dimensioni giuste per la taglia dell&#8217;animale, va collocata a qualche centimetro da terra, possibilmente con l&#8217;entrata rivolta in direzione opposta a quella in cui solitamente soffia il vento. Il pavimento della cuccia dovrà essere ricoperto con una coperta di lana che dovrà essere regolarmente cambiata, soprattutto dopo che ha piovuto. Nei casi in cui il freddo è davvero pungente, è consigliabile coibentare la cuccia con dei materiali ecologici come le schiume a base di ricino, soia, zuccheri ecc.</p>
<p>3) Una cura costante<br />
Spazzolando il vostro animale con regolarità, si stimola la circolazione sanguigna e un adeguato rinnovo del sottopelo che gli consentirà maggiore protezione anche nei mesi invernali. Inoltre, se si sono bagnati a causa della pioggia o della neve è importante asciugarli bene, soprattutto le zampe e tra le dita, dove possono rimanere i cristalli di ghiaccio che potrebbero contenere sostanze tossiche presenti nelle soluzioni antigelo, nocive per l&#8217;animale. Anche il sale può creare serie irritazioni ai polpastrelli del vostro pet, pertanto, per sciogliere il ghiaccio su marciapiedi e viottoli vi consigliamo prodotti pet friendly.</p>
<p>4) Attenzione: il freddo della notte può essere letale per i meno forti<br />
Nella stagione invernale, con le temperature rigide, i soggetti anziani e/o malati, i cani di taglia piccola, specie se a pelo raso, vanno maggiormente protetti dalle intemperie e non dovrebbero essere lasciati all&#8217;aperto, soprattutto di notte.</p>
<p>5) Una ciotola dell&#8217;acqua doc<br />
L&#8217;acqua del cane o del gatto se si trova all&#8217;esterno può congelarsi. Consigliamo di cambiarla spesso e di usare recipienti in plastica, poiché il metallo conduce il freddo più rapidamente.</p>
<p>6) Non lasciate mai un cane incustodito in auto<br />
Non bisogna mai lasciare un cane incustodito in auto: è molto pericoloso durante la stagione estiva in quanto potrebbe soffocare, ma lo è anche d&#8217;inverno. Il veicolo potrebbe diventare una sorta di frigorifero, soprattutto durante le ore serali, causando l&#8217;ipotermia o il congelamento dell&#8217;animale. Mettete sempre qualche coperta in macchina: in caso di emergenza può essere utile coprirlo e farlo stare al caldo.</p>
<p>7) Non lasciate mai un cane incustodito in garage<br />
E&#8217; assolutamente sconsigliato custodire l&#8217;animale in garage ma spesso accade! Quindi, prima di &#8220;custodire&#8221; l&#8217;animale in questo luogo, ricordiamoci di mettere al sicuro l&#8217;antigelo per la macchina: può essere fatale per gli animali domestici, anche in piccole quantità. Parimenti non versate mai l&#8217;antigelo a terra o sopra un tombino: qualche cane o gatto potrebbe leccarlo. Nel caso in cui il vostro animale ne ingerisse, va portato urgentemente dal veterinario, possibilmente con la confezione del prodotto.<br />
Prestiamo anche attenzione alle nostre autovetture e alla perfetta tenuta dei sistemi idraulici. Il liquido del radiatore, contenente antigelo, glicole propilenico colorato e trattato, è di sapore dolciastro, lappato con golosità dai gatti.<br />
Inoltre, non bisogna mai lasciare il cane in garage quando si accende l&#8217;auto, poiché il monossido di carbonio (che viene emanato dal tubo di scappamento) potrebbe essergli fatale.</p>
<p>8) Non lasciate mai incustoditi apparecchi elettrici<br />
Non lasciate mai, per nessun motivo, incustodite eventuali stufette portatili, cuscinetti termici, scaldini elettrici ecc: nel caso in cui cani, gatti e conigli masticassero i cavi elettrici, potrebbero essere fulminati.</p>
<p>9) Attenzione: nella neve il cane potrebbe perdere le tracce di odore e smarrirsi<br />
Sappiamo che quasi tutti cani amano giocare e rotolarsi in mezzo alla neve, ma potrebbero perdere le tracce di odore e smarrirsi facilmente. Quindi attenzione, in qualsiasi circostanza, non bisogna mai dimenticare che il guinzaglio è la &#8220;cintura di sicurezza&#8221; del vostro amico.</p>
<p>10) Attenzione agli animali che si rifugiano sotto le automobili<br />
Con le basse temperature i gatti liberi o anche altri animali che vivono all&#8217;aperto potrebbero andare a rifugiarsi sotto le automobili, per riscaldarsi con il caldo del motore. Prendiamo la buona abitudine di controllare sotto l&#8217;automobile, all&#8217;interno del passaruota, o per sicurezza dare dei leggeri colpi sul cofano della macchina prima di partire, in modo da permettere a eventuali ospiti di fuggire.</p>
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		<title>Biodiversità: LIPU: Bloccati cacciatori provenienti dall&#8217;Est</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/12/biodiversita-lipu-bloccati-cacciatori-provenienti-dallest/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 07:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Milleduecento esemplari appartenenti a specie protette dalla legislazione europea e italiana: zigoli, peppole, lucherini, pispole, cardellini, pettazzurri. E&#8217; il bottino che dieci cacciatori italiani stavano cercando di portare in Italia, dopo un periodo di turismo venatorio in Romania. Li hanno intercettati, e denunciati, i Carabinieri forestali del Cutfaa all&#8217;aeroporto di Orio al Serio di Bergamo&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Milleduecento esemplari appartenenti a specie protette dalla legislazione europea e italiana: zigoli, peppole, lucherini, pispole, cardellini, pettazzurri. E&#8217; il bottino che dieci cacciatori italiani stavano cercando di portare in Italia, dopo un periodo di turismo venatorio in Romania. Li hanno intercettati, e denunciati, i Carabinieri forestali del Cutfaa all&#8217;aeroporto di Orio al Serio di Bergamo&#8221;.</em> Cosi&#8217; in un comunicato stampa della Lipu che plaude alla brillante operazione. <em>&#8220;Saremo Parte Civile al processo contro questi cacciatori</em> &#8211; dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu- <em>perche&#8217; meritano una punizione esemplare. Uno scandalo, quello della caccia all&#8217;estero, di cui si parla poco ma che costituisce un grave problema per gli uccelli migratori, un patrimonio che appartiene a tutta la comunita&#8217;&#8221;. &#8220;Ho ringraziato personalmente il gen. Antonio Ricciardi, comandante del Cutfaa per la straordinaria e non facile operazione di intelligence che rappresenta un duro colpo ai viaggi di caccia illegale all&#8217;estero. Se iscritti ad associazioni venatorie sarebbe il caso che questi bracconieri venissero espulsi dalle loro stesse organizzazioni. Non si puo&#8217; tacere di fronte a questo furto di biodiversita&#8217; e al business milionario che ruota attorno la tragica farsa del turismo venatorio. Questa vicenda</em>&#8211; conclude- <em>rappresenta una pessima figura dell&#8217;Italia a livello comunitario&#8221;.</em></p>
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		<title>Terremoto: nelle campagne abruzzesi 52milioni di euro di danno</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/02/13/terremoto-nelle-campagne-abruzzesi-52milioni-di-euro-di-danno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 12:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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		<category><![CDATA[campagne abruzzesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solo in Abruzzo ai danni materiali si somma una vera strage con diecimila animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto per l’effetto congiunto delle scosse, della neve e del gelo che hanno fatto crollare le stalle con la perdita di animali tra le macerie e provocato stress da freddo e paura con diffusi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo in Abruzzo ai danni materiali si somma una vera strage con diecimila animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto per l’effetto congiunto delle scosse, della neve e del gelo che hanno fatto crollare le stalle con la perdita di animali tra le macerie e provocato stress da freddo e paura con diffusi casi di aborto. E’ quanto emerge dalla mobilitazione degli agricoltori e degli allevatori colpiti dal terremoto e dal maltempo in Abruzzo che si sono dati appuntamento questa mattina in Località Basciano, in provincia di Teramo, nell’azienda agricola San Vincenzo (Salumieri di Castel Castagna) dove sono morti migliaia di animali e crollate numerose stalle. Una mobilitazione molto sentita dagli allevatori che hanno incontrato (prima a Basciano, in provincia di Teramo, e poi a Penne, in provincia di Pescara) il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo, che ha voluto toccare con mano i territori maggiormente colpiti da calamità, accompagnato dall’unità di crisi di Coldiretti Abruzzo e da tanti gli allevatori presenti, provenienti da tutte le province, che hanno raccontato le conseguenze dirette delle calamità di gennaio e le aspettative di un settore provato che rischia l’estinzione e che ora ha bisogno che l’attenzione non si spenga.</p>
<p>Secondo la stima di Coldiretti ammontano infatti a 52 milioni di euro i danni subiti dalle aziende agricole e dalle stalle a seguito degli ultimi eventi calamitosi che hanno colpito soprattutto l’attività di allevamento che ora rischia concretamente di scomparire insieme alle specialità locali, alla loro storia e al futuro di una regione che ha nell’agroalimentare una forza trainante dell’economia. Nel dettaglio &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; i settori più colpiti in termini di mancato reddito e danni strutturali sono sicuramente quello dell’allevamento di mucche da latte e della pastorizia ma anche l’allevamento di maiali destinati ai salumi tipici ha subito perdite pesantissime, come nel caso dell’allevamento di Basciano che ha registrato una perdita di circa 3mila capi.</p>
<p>La calamità ha messo a rischio specialità conservate da secoli, dal pecorino di Farindola al pecorino Amatriciano, dalla mortadella di Campotosto al caciofiore aquilano, dalla scamorza abruzzese alla ventricina teramana fino ad arrivare al salame aquila o al caciocavallo abruzzese che nell&#8217;insieme rappresentano un patrimonio culturale del paese, oltre che una opportunità produttiva ed occupazionale insostituibile. Un volano per l’economia del territorio anche dal punto di vista turistico se si considera che nelle zone particolarmente interessate dagli eventi ci sono circa 160 agriturismi, molti dei quali già fortemente colpiti dal sisma del 2009 e negli ultimi anni in ripresa, con perdite quantificabili anche in termini di mancate presenze in circa nove milioni. Sono stati registrati danni al settore olivicolo con una stima presunta dei danni, diretti e indiretti, che si aggira introno al 35% della produzione lorda aziendale ed è quantificabile all’incirca in quindici milioni.</p>
<p>E per sottolineare l’importanza dell’agroalimentare abruzzese, nel corso della visita del presidente Moncalvo (dopo la visita a Basciano Moncalvo ha incontrato gli allevatori di Penne nella stalla di Gianluca D’Angelo) sono state esposte le eccellenze che rischiano di scomparire: dal pecorino di Farindola a quello amatriciano dal salame aquila al caciofiore aquiliano passando per la ventricina teramana o alle mortadelle di Campotosto fino a tutti i prodotti caseari e gli insaccati tradizionali. Tutti a rischio di estinzione, come rischiano di estinguersi le 280 stalle che sono state danneggiate in tutta la regione, con conseguenze terribili sull’economia abruzzese.</p>
<p>“E’ determinante intervenire sulla semplificazione e sulla velocizzazione delle procedure in una situazione in cui a piu’ di 5 mesi dalle prime scosse di terremoto in Italia sono state montate e rese operative appena il 15% delle stalle mobili previste” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che l’ultimo decreto sul terremoto contiene la conferma di circa 35 milioni di euro di aiuti diretti per il mancato reddito delle imprese di allevamento da erogare entro febbraio con un sostegno per animale allevato per un importo stabilito in 400 euro a capo bovino e 60 euro per ogni pecora posseduta prima del sisma, ma aiuti sono previsti anche per il settore suinicolo e per quello equino secondo quanto riferimento dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento” ha precisato Moncalvo nel sottolineare l’esigenza che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”.</p>
<p>“Gli eventi di gennaio – aggiunge Coldiretti Abruzzo &#8211; hanno colpito al cuore un intero settore ed è necessario ora non abbandonare nessuna azienda che va invece accompagnata verso un percorso di rinascita contro una burocrazia che potrebbe ora incidere in modo letale. Bisogna restituire speranza ad un settore, ed in particolare al comparto zootecnico, che in questo momento chiede la dovuta attenzione per evitare di scomparire portandosi dietro un patrimonio inestimabile di tradizioni e di eccellenze che, una volta estinte, sarebbero irrecuperabili. Non solo sono a rischio le eccellenze agroalimentari come il pecorino, la mortadella di Campotosto e i salumi teramani solo per citarne alcuni, ma anche la storia della nostra regione e la forza trainante dell’economia agricola sugli altri comparti. La ricostruzione deve andare di pari passo con la ripresa dell’economia che va favorita in prima battuta attraverso lo snellimento la burocrazia”.</p>
<p>Oltre agli allevatori provenienti dalle diverse province, il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo, accompagnato dal presidente di Coldiretti Abruzzo Domenico Pasetti e dal direttore regionale Giulio Federici, ha incontrato l’assessore regionale alle politiche agricole Dino Pepe, il colonnello Gualberto Mancini, nonché l presidente dell’istituto zooprofilattico Manola di Pasquale e Pierluigi Imperiale della Asl de L’Aquila.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/13/terremoto-nelle-campagne-abruzzesi-52milioni-di-euro-di-danno/">Terremoto: nelle campagne abruzzesi 52milioni di euro di danno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, appello allevatore di Amatrice: &#8220;Gli animali stanno morendo di fame e freddo, nessuno è venuto a darci una mano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 11:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; disperato l&#8217;appello lanciato da Costantino Poggi, allevatore di Amatrice, ai microfoni di ECG, format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su Radio Cusano Campus, l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano. Costantino è disperato. L&#8217;allevatore di Amatrice si sfoga: &#8220;La situazione è tragica. Siamo in una piccola frazione di Amatrice, bloccati da cinque giorni sotto una coltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; disperato l&#8217;appello lanciato da <strong>Costantino Poggi</strong>, allevatore di Amatrice, ai microfoni di ECG, format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su <strong>Radio Cusano Campus,</strong> l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano.</p>
<p><strong>Costantino è disperato. L&#8217;allevatore di Amatrice si sfoga: </strong>&#8220;La situazione è tragica. Siamo in una piccola frazione di Amatrice, bloccati da cinque giorni sotto una coltre di quasi 2,5 metri di neve. Abbiamo mura di neve attorno e non riusciamo ad uscire. Lanciamo appelli da cinque giorni, ma le nostre grida d&#8217;aiuto restano inascoltate. Col terremoto abbiamo riportato danni al capanno dove abbiamo gli animali, siamo dovuti salire sul tetto, dove c&#8217;era un metro e mezzo di neve, per non farlo sprofondare con gli animali sotto. Attendiamo soccorso da cinque giorni, abbiamo fatto ovunque centinaia di telefonate, ancora non abbiamo ricevuto l&#8217;aiuto di nessuno. Ci rispondono sempre che stanno provvedendo, che mandano la turbina, a ogni telefonata dobbiamo ricominciare daccapo. Noi abbiamo contattato tutti. MIo padre è cardiopatico, deve uscire assolutamente per recuperare i farmaci che gli servono. Gli animali stanno morendo di freddo e di fame, non mangiano da cinque giorni, i cavalli sono dispersi, non li troviamo da quattro giorni, il fieno è sepolto dalla neve. Stiamo urlando da cinque giorni per avere qualcuno che ci aiuti ma ancora non abbiamo visto nessuno. C&#8217;è il rischio che noi usciremo da qui con le bare. Qualcuno venga a liberarci dalla neve. Siamo stremati&#8221;.</p>
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		<title>Animali: con l’estate torna il dramma dell’abbandono – La legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 12:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devono considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devono considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per questo, dobbiamo abusare di loro.“ [Margherita Hack]</p>
<p>Inizia oggi il nostro “<strong>viaggio</strong>” per conoscere e capire meglio come comportarci con i nostri amici quadrupedi, durante le vacanze estive. Leggi, news, foto, video, iniziative, siti utili, alberghi e tutto ciò che bisogna sapere per salvaguardare i NOSTRI AMICI.</p>
<p><strong>L’abbandono è un reato</strong></p>
<p><span style="line-height: 1.5">Ogni estate la stessa storia: centinaia di cani abbandonati appena arriva il caldo. Si avvicina la data di partenza per le sospirate ferie estive e oltre a pensare di chiudere casa, dare le chiavi al vicino e innaffiare le piante, dobbiamo pensare anche alla sistemazione dei nostri cari amici animali.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5"><strong>La Legge 189/2004 del Codice Penale (art. 727)</strong>: “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali…“, prevede l’arresto e una multa.</span></p>
<p>Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Leggi la legge completa sull’abbandono e il maltrattamento degli animali.</p>
<p>I rischi e i danni non riguardano solo le povere bestiole, ma anche tutti noi visto che tali animali sono responsabili di oltre 45.000 incidenti all’anno con 4000 feriti e 200 morti.</p>
<p><strong>Come trasportare in macchina il proprio amico a 4 zampe</strong></p>
<p>Per chi viaggia con il proprio amico a 4 zampe esiste la corretta modalità di trasportarli in auto dato che, in caso di incidente potrebbero venire sballottati nell’abitacolo con conseguenze anche fatali, anche per il conducente come ricorda l’articolo 169 del nuovo Codice della Strada.</p>
<div id="stcpDiv">Ci sono precisi obblighi per gli automobilisti che portano con sé, in macchina, i propri animali: sono obblighi che riguardano la sicurezza di uomini e animali e vanno seguiti con molta attenzione e applicati con responsabilità.</div>
<p>La legge è chiara: è vietato il trasporto libero di più di un animale domestico alla volta, e comunque mai “in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida”, mentre è concesso in numero superiore a uno purché custoditi “in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete.</p>
<p>Ad oggi sono 3 i sistemi di ritenuta per gli animali: le cinture di sicurezza, che vanno agganciate a quelle in dotazione e assicurate intorno al cane, il trasportino, ovvero la gabbia di diverse misure dove tenerlo durante il viaggio; e la rete divisoria, la griglia che divide il vano portabagagli dall’abitacolo per evitare pericolosi “sconfinamenti”.</p>
<p>E per chi si preoccupa per lo stato dei sedili, esistono anche teli di protezione per i sedili posteriori da fissare con ganci e cinghie ai poggiatesta, realizzati in materiale idrorepellente, lavabile e antiscivolo adattabile a tutti i modelli, dal più compatto alla berlina.</p>
<p><strong>Accorgimenti per un viaggio sereno</strong></p>
<p>•applicare ai vetri dell’auto tendine parasole per evitare la luce diretta del sole<br />
•se non si dispone di aria condizionata, evitare di viaggiare durante le ore più calde della giornata<br />
•mai lasciare animali in auto da soli<br />
•bagnare occasionalmente il muso e la fronte del pet per rinfrescarlo<br />
•trasportare gatti, furetti e conigli sempre in gabbia o trasportino<br />
•per tutta la durata del viaggio l’auto deve essere ben areata per evitare colpi di calore, ma senza esagerare per il rischio, opposto, di colpi d’aria<br />
Per cani in particolare<br />
•lasciarlo a digiuno per le 6-8 ore che precedono il viaggio; se si passa in macchina molto tempo, si possono dare piccoli pasti con cibo secco, preferibile sia per praticità che per minore possibilità di deterioramento a causa di sbalzi di temperature<br />
•dare anche poca acqua sia prima della partenza che durante il percorso stesso, anche se fare bere (poco) ma spesso è fondamentale soprattutto nei periodi molto caldi<br />
•se il tragitto richiede molte ore, programmare delle soste per permettergli di “sgranchirsi” le zampe e urinare<br />
Per gatti in particolare<br />
•Il gatto non può fermarsi a sgranchirsi le zampe o prendersi una boccata d’aria… il viaggio in macchina può essere stressante tanto per la naturale avversità del gatto ai luoghi non familiari, quanto per la chinetosi, meglio nota come “mal d’auto”<br />
•prima del viaggio è bene effettuare alcuni “viaggi-prova” per far conoscere al gatto l’ambiente dell’auto, rimanendo magari prima fermi con il micio chiuso nel trasportino.<br />
•i cuccioli che imparano subito a viaggiare in macchina con gli anni avranno sempre meno problemi fino al punto di superarli completamente.<br />
•come le persone, anche il gatto soffre di più l’auto se viene collocato sul sedile posteriore: teniamolo quindi nel trasportino sul sedile accanto a quello di chi guida<br />
•coprire il trasportino con un panno (sarà considerato come un riparo dal mondo esterno) e attrezzarlo con giochini vari (evitare prodotti masticabili che invece potrebbero creare problemi di digestione) in grado di distrarlo dal viaggio.</p>
<p><strong>Cosa fare quando troviamo un cane abbandonato</strong></p>
<p>1. Avviciniamoci al cane con calma, se possibile accucciati. Se notiamo che il cane arruffa il pelo, digrigna i denti o abbaia, lasciamo subito perdere e chiamiamo il <strong>113 o i pompieri al 115</strong> oppure al numero verde (solo in luglio e agosto) allestito <strong>dall’Enpa: 800.137.079</strong>.</p>
<p>2. Se invece riusciamo a farci accettare in maniera sicura, cerchiamo subito <strong>l’eventuale tatuaggio di riconoscimento</strong>guardando nell’interno coscia o nelle orecchie.</p>
<p>3. Se abbiamo uno smartphone, cerchiamo su Google o sul sito delle Pagine Gialle “Veterinari” oppure <strong>ASL</strong> oppure la<a href="http://www.enpa.it/" target="_blank"><strong>sede ENPA</strong></a> (Ente Nazionale Protezione Animali) più vicina.</p>
<p>4. Se ci sentiamo sicuri e vogliamo temporaneamente portarlo con noi, la prima cosa da fare è comunque <strong>portarlo da un veterinario</strong> che ne accerterà lo stato di salute fisica e mentale (potrebbe essere impaurito o traumatizzato) e verificare con un lettore specifico la presenza del <strong>microchip sottocutaneo</strong> che ne identifica provenienza e padrone.</p>
<p>SITI di RIFERIMENTO: ENPA – Polizia di Stato – Pronto Fido (Dire)</p>
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		<title>Animali: dieta anti-caldo per cani e gatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:55:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mangia poco, si muove meno, sembra poco interessato a cio&#8217; che accade oltre il suo naso e si gratta spesso. Niente di grave: Fido non e&#8217; ne&#8217; malato ne&#8217; depresso, fa solo fatica ad affrontare il periodo piu&#8217; difficile dell&#8217;anno. Quello in cui la colonnina di mercurio sale e lui, che ha una temperatura corporea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mangia poco, si muove meno, sembra poco interessato a cio&#8217; che accade oltre il suo naso e si gratta spesso. Niente di grave: Fido non e&#8217; ne&#8217; malato ne&#8217; depresso, fa solo fatica ad affrontare il periodo piu&#8217; difficile dell&#8217;anno. Quello in cui la colonnina di mercurio sale e lui, che ha una temperatura corporea di circa 38 gradi, sembra arrendersi spossato al caldo. E non se la passa bene nemmeno Micio, il cui sistema di autoregolazione della temperatura corporea passa attraverso i polpastrelli. Come se non bastasse, per entrambi l&#8217;estate e&#8217; anche la stagione in cui esplodono le dermatiti e le parassitosi che colpiscono soprattutto le razze piu&#8217; delicate: Boxer, Bulldog inglesi e francesi, Carlini, Shar Pei e Pastori tedeschi.</p>
<p>Dall&#8217;alimentazione al bagnetto, ecco il vademecum dell&#8217;estate secondo <strong>Benedetta Giannini medico veterinario responsabile Ricerca e Sviluppo di Almo Nature</strong>. &#8220;La prima regola e&#8217; quella di nutrire i nostri amici a quattro zampe nel modo giusto: spesso, per comodita&#8217; o per buona fede, si tende ad alimentare il cane e il gatto solo con crocchette. Il pet-food deriva da scarti alimentari industriali cui vengono aggiunti conservanti, additivi e altre sostanze che alla lunga danno fastidio. Da qui il boom di patologie dermatologiche e gastrointestinali cui stiamo assistendo. Molti proprietari di cani o gatti sostengono che l&#8217;animale e&#8217; allergico, ma le allergie sono meno dell&#8217;1%. Nella maggior parte dei casi in cui il cane o il gatto presenta forfora, prurito o dermatiti siamo di fronte a una fase di intolleranza, di stanchezza dell&#8217;organismo nei confronti di una sostanza che puo&#8217; essere anche un appetizzante, un conservante, o un alimento&#8221;.</p>
<p>Consapevole del problema, Giannini e&#8217; a capo del team di ricercatori che per sei anni ha lavorato su Alternative, la prima crocchetta in assoluto che non contiene farine ne&#8217; disidratati di carne, ma solo riso e carne fresca in origine destinata al consumo umano. E se d&#8217;inverno l&#8217;amico a quattro zampe riesce a gestire meglio un&#8217;alimentazione non proprio variegata, d&#8217;estate e&#8217; piu&#8217; difficile.</p>
<p>Cosa fare allora? &#8220;Per quanto riguarda il cane e&#8217; importante unire al cibo secco due cucchiai di umido. Un composto fortemente idratante&#8221; spiega all&#8217;Agi Giannini che consiglia di preferire il pesce alla carne perche&#8217; ricco di Omega3 fondamentale per la pelle e il pelo. Nel caso del gatto, invece, secco e umido non vanno mai mescolati perche&#8217; le crocchette inumidite si ammorbidiscono troppo e il gatto le rifiuta. Non solo: il micio deve poter avere sempre la ciotolina di crocchette a disposizione perche&#8217; necessita di fare molti piccoli pasti, anche 10-12 al giorno, mentre il cibo umido deve essere consumato al momento &#8211; possibilmente mattina e sera &#8211; altrimenti potrebbe rovinarsi col caldo&#8221;. Per Fido via libera a verdure come zucchine, carote, cetrioli tagliate a pezzetti e unite al cibo. Mentre e&#8217; meglio evitare la frutta per via dello zucchero che porta a un aumento di peso dei cani che d&#8217;estate si muovono meno.</p>
<p>In generale, poi, e&#8217; meglio evitare pasti troppo abbondanti la sera &#8211; mette in guardia la veterinaria &#8211; mentre &#8220;fondamentale e&#8217; l&#8217;acqua, che non deve mai essere calda o fredda di frigo&#8221;. Occhio anche a colpi di sole e di caldo: &#8220;vietate assolutamente la terrazze al sole, le macchine chiuse &#8211; nemmeno per cinque minuti &#8211; e i giardini senza zone d&#8217;ombra&#8221;. Salvo il bagno rinfrescante che tuttavia &#8220;non deve mai essere una doccia gelida. Se si usa uno shampoo specifico, delicato,inoltre si puo&#8217; lavare il cane anche di frequente&#8221;. Le corse in spiaggia e i bagni in mare fanno la gioia di qualsiasi cane, e &#8220;l&#8217;unica accortezza che bisogna avere e&#8217; quella di stare attenti che Fido non mangi sabbia perche&#8217; rimane tutta nello stomaco&#8221; conclude la dottoressa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/28/94591/">Animali: dieta anti-caldo per cani e gatti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Alitalia firma Dichiarazione di Buckingham Palace: stop al commercio di specie animali protette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 12:43:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alitalia, insieme ad altre quattro compagnie Etihad Airways Partners, ha sottoscritto la Dichiarazione di Buckingham Palace. La firma del trattato rappresenta un importante passo avanti sia nella lotta contro il traffico illegale di specie protette che nella salvaguardia della ricchezza faunistica. La Dichiarazione della United for Wildlife International Taskforce on the Transportation of Illegal Wildlife [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/03/alitalia-firma-dichiarazione-di-buckingham-palace-stop-al-commercio-di-specie-animali-protette/">Alitalia firma Dichiarazione di Buckingham Palace: stop al commercio di specie animali protette</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alitalia</strong>, insieme ad altre quattro compagnie <strong>Etihad Airways Partners</strong>, ha sottoscritto la Dichiarazione di <strong>Buckingham Palace</strong>. La firma del trattato rappresenta un importante passo avanti sia nella lotta contro il traffico illegale di specie protette che nella salvaguardia della ricchezza faunistica. La Dichiarazione della <strong>United for Wildlife International Taskforce on the Transportation of Illegal Wildlife Products</strong> è stata firmata dall’Amministratore Delegato di Alitalia, Cramer Ball, e dagli Ad di airberlin, Air Serbia, Air Seychelles e Virgin Australia in occasione dell’Assemblea Annuale della IATA in corso a Dublino.</p>
<p>Alitalia, airberlin, Air Serbia, Air Seychelles e Virgin Australia hanno firmato la Dichiarazione seguendo l’esempio di Etihad Airways che l’aveva sottoscritta lo scorso marzo. Jet Airways aveva firmato la Dichiarazione nel mese di aprile in concomitanza con la visita in India del Duca e della Duchessa di Cambridge.</p>
<p>La United for Wildlife rappresenta un’alleanza senza precedenti tra le diverse organizzazioni per la difesa delle specie animali e la Royal Foundation, la fondazione a scopo benefico della Famiglia Reale inglese. L’iniziativa si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’importanza della tutela della fauna a livello mondiale, con l’obiettivo di contrastare il crescente commercio illegale di specie animali selvatiche. Una Taskforce Trasporti della United for Wildlife, istituita a dicembre 2014, ha identificato le azioni che l’industria dei trasporti può adottare a sostegno di quella che Sua Altezza, il Duca di Cambridge, non esita a definire una “sfida contro l’estinzione”.</p>
<p>“La firma della Dichiarazione è un momento molto importante per noi perché rappresenta un ulteriore passo di Alitalia nella lotta contro il commercio illegale di specie animali protette”, ha dichiarato Cramer Ball, Amministratore Delegato di Alitalia. “Già da alcuni anni ci rifiutiamo di trasportare trofei di caccia sui nostri aerei, ma oggi, attraverso la sottoscrizione della Dichiarazione di Buckingham Palace, rafforziamo ulteriormente questo impegno per la salvaguardia delle specie animali a rischio estinzione. Sono orgoglioso che oltre ad Alitalia altri quattro nostri partner abbiano deciso di aderire a questa importante iniziativa”.</p>
<p>James Hogan, Presidente e Amministratore Delegato di Etihad Aviation Group, ha affermato: “Avere come firmatari dell’accordo sei partner di Etihad Airways assicurerà un’efficacia maggiore con oltre 348 destinazioni coinvolte. Guidati dal nostro Responsabile Sostenibilità Ambientale, stiamo sviluppando un piano ad hoc finalizzato a prevenire questa pratica aberrante”.</p>
<p>I firmatari della Dichiarazione si impegnano, attraverso undici punti, a contrastare il traffico illecito di specie a rischio estinzione, incoraggiando l’industria dei trasporti a chiudere quelle rotte usate dai trafficanti per commerciare illegalmente le specie selvatiche. Le compagnie aeree potranno dare il loro contributo in numerosi modi: tra questi, sensibilizzare i passeggeri sul tema e lavorare a stretto contatto con le autorità doganali e di polizia a sostegno della loro attività di prevenzione.</p>
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		<title>Disastro a Chiloé, migliaia di animali spiaggiati senza vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2016 09:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Chiloé]]></category>
		<category><![CDATA[disastro]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Isola di Chiloé, in Cile, sta affrontando uno dei disastri ambientali più gravi della storia del Paese. Solo nell’ultimo mese, migliaia di animali marini, tra cui uccelli, granchi e foche sono stati trovati a riva, morti sulle spiagge in concomitanza con il fenomeno noto come &#8216;marea rossa&#8217;, una fioritura incontrollata di alghe tossiche. Attivisti e ricercatori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/17/disastro-a-chiloe-migliaia-di-animali-spiaggiati-senza-vita/">Disastro a Chiloé, migliaia di animali spiaggiati senza vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<div>L’<strong>Isola di Chiloé</strong>, in <strong>Cile</strong>, sta affrontando uno dei disastri ambientali più gravi della storia del Paese. Solo nell’ultimo mese, migliaia di animali marini, tra cui uccelli, granchi e foche sono stati trovati a riva, morti sulle spiagge in concomitanza con il fenomeno noto come &#8216;marea rossa&#8217;, una fioritura incontrollata di alghe tossiche.</div>
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<p dir="ltr"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/photos/ocean/2016/GP0STPTFZ_Web_size.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Attivisti e ricercatori di<strong> Greenpeace</strong> Cile sono andati sull&#8217;isola per documentare questo disastro che non è solo ambientale, ma anche sociale. La nostra solidarietà va ai pescatori e alle comunità colpite: chiediamo un&#8217;indagine ed esigiamo trasparenza per le persone colpite nella regione.</p>
<p>La situazione è precipitata dopo che oltre 9mila tonnellate di salmoni in stato di decomposizione sono stati gettati al di fuori dell’area di allevamento, nella regione di Los Lagos, a sole 75 miglia dalla città di Ancud, senza che i cittadini ne fossero a conoscenza.</p>
<p>I pescatori dell&#8217;isola stanno protestando  per la mancanza di informazioni e la mancanza di assistenza da parte del governo. La pesca a Chiloé è stata bloccata e i pescatori chiedono un risarcimento per aver perso il loro sostentamento. Andrés, un venditore di crostacei locale, ha spiegato, &#8220;in questo momento, viviamo molti sentimenti contrastanti: tristezza, amarezza, impotenza [&#8230;] Qui, dove sono state scaricate tonnellate di salmone, sono state usate sostanze chimiche per eliminare l&#8217;odore. Come possiamo escludere che questo non causi danni?&#8221;</p>
<p>In base a quanto emerso nelle prime ore, sembra che gli effetti negativi causati dal settore dell&#8217;allevamento del salmone (come ad esempio l&#8217;elevata presenza di antibiotici e sostanze chimiche) siano evidenti in questa faccenda. La comunità locale e Greenpeace Cile sono ancora in attesa di una risposta ufficiale e di un piano a lungo termine per uscire da questa crisi.</p>
</div>
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		<title>Farmaci veterinari, in Abruzzo arriva la ricetta elettronica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 09:37:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci veterinari]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta elettronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una svolta potenzialmente importante è in arrivo per i possessori di animali di Lombardia ed Abruzzo. Il ministero della Salute ha infatti dato il proprio via libera alla digitalizzazione e alla tracciabilità della filiera dei farmaci veterinari e alla sperimentazione della cosiddetta ricetta elettronica anche per i farmaci destinati ai nostri amici a quattro zampe. Una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una svolta potenzialmente importante è in arrivo per i possessori di animali di <strong>Lombardia</strong> ed <strong>Abruzzo</strong>. Il <strong>ministero della Salute</strong> ha infatti dato il proprio via libera alla <strong>digitalizzazione e alla tracciabilità della filiera dei farmaci veterinari</strong> e alla sperimentazione della cosiddetta <strong>ricetta elettronica</strong> anche per i farmaci destinati ai nostri amici a quattro zampe. Una “rivoluzione” informatica che parte dalla regione locomotiva d’Italia e dall’Abruzzo.</p>
<p><em>“L’informatizzazione in questo settore</em> – spiega il ministro della Salute <strong>Beatrice Lorenzin</strong> nel comunicato stampa diffuso per l’occasione – <em>rappresenta un fiore all’occhiello del nostro Paese e si inserisce nel più vasto progetto di ristrutturazione degli applicativi del Ministero della salute, da sempre all’avanguardia nell’adozione di nuove tecnologie in ambito medico veterinario.</em> <em>L’obiettivo</em> – precisa il ministro – <em>è quello di ridurre e semplificare le operazioni quotidiane attraverso l’utilizzo di tablet e smartphone. La ricetta veterinaria e la tracciabilità del farmaco veterinario rappresentano alcune tra le priorità che il governo si è dato con l’adozione dell’Agenda di Semplificazione 2015-2017 che, tra gli obiettivi, prevede proprio il superamento dell’attuale onere di compilazione e trasmissione delle ricette cartacee”.</em></p>
<p>Questa importante innovazione permetterà ai veterinari di introdurre tutte le informazioni sul medicinale prescritto, attraverso i <em>device</em> di uso ormai comune come i <strong>tablet</strong>, gli <strong>smartphone</strong> ed il normale pc. Questo sistema, grazie al collegamento con la Banca Dati centrale dei farmaci, andrà a semplificare enormemente la tracciabilità delle prescrizioni veterinarie.</p>
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