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	<title>caldo estremo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ancora caldo africano al Centro-Sud: temperature oltre i 40°C, 8 italiani su 10 a rischio disidratazione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/19/ancora-caldo-africano-al-centro-sud-temperature-oltre-i-40c-8-italiani-su-10-a-rischio-disidratazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 23:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ondata di caldo africano continua a interessare gran parte dell&#8217;Italia, con temperature che nel Centro-Sud potranno superare localmente i 40°C. Nonostante i primi segnali di indebolimento dell&#8217;anticiclone, il&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ondata di caldo africano continua a interessare gran parte dell&#8217;Italia, con temperature che nel Centro-Sud potranno superare localmente i 40°C. Nonostante i primi segnali di indebolimento dell&#8217;anticiclone, il fine settimana resta caratterizzato da afa intensa e valori ben oltre le medie stagionali, aumentando il rischio di disidratazione e colpi di calore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il bollettino del Ministero della Salute, numerose città italiane sono interessate dal livello massimo di allerta, con condizioni meteorologiche che possono rappresentare un serio pericolo soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti al sole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Otto italiani su dieci non si idratano correttamente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se il caldo mette sotto stress l&#8217;organismo, le abitudini degli italiani sembrano aggravare ulteriormente il problema. Un&#8217;analisi realizzata dal Centro Studi Pool Pharma su un campione di 350 persone evidenzia infatti che circa l&#8217;80% degli intervistati non assume una quantità d&#8217;acqua sufficiente durante le giornate più calde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo il 20% dichiara di bere almeno tre litri d&#8217;acqua al giorno, una quota composta prevalentemente da donne. Il restante campione si divide tra chi raggiunge circa due litri quotidiani, chi si limita a un litro e chi non controlla affatto quanta acqua consuma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alcol e bibite zuccherate: un errore diffuso durante l&#8217;estate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli aspetti più preoccupanti emerge il consumo di bevande poco adatte ad affrontare il caldo intenso. Oltre la metà degli intervistati sceglie bibite zuccherate per dissetarsi, mentre un italiano su tre continua a consumare regolarmente aperitivi, vino, birra o superalcolici anche durante le giornate più torride.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti ricordano che l&#8217;alcol ha un effetto diuretico che favorisce la perdita di liquidi, aumentando il rischio di disidratazione. Anche le bevande zuccherate non rappresentano una valida alternativa all&#8217;acqua, soprattutto quando le temperature superano i 35-40 gradi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli uomini bevono meno acqua rispetto alle donne</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagine evidenzia anche una differenza tra uomini e donne nelle abitudini di idratazione. Le donne risultano generalmente più attente al consumo quotidiano di acqua, mentre gli uomini tendono a bere meno e a sostituire più frequentemente l&#8217;acqua con altre bevande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una tendenza che può aumentare il rischio di affaticamento, cali di pressione, mal di testa e riduzione delle capacità di concentrazione durante le giornate di caldo estremo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alimentazione estiva: troppo sale e poca frutta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le cattive abitudini alimentari rappresentano un ulteriore fattore di rischio. Molti italiani continuano a consumare frequentemente panini, toast e insaccati ricchi di sale, oltre a snack salati accompagnati da bibite zuccherate o alcolici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo una minoranza completa i pasti con frutta e verdura, alimenti fondamentali perché ricchi di acqua, vitamine e sali minerali come potassio e magnesio, indispensabili per mantenere il corretto equilibrio idrosalino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il consumo di frutta risulta inferiore alle raccomandazioni: quasi la metà degli intervistati ne assume soltanto una porzione al giorno, mentre le verdure vengono consumate regolarmente da poco più della metà del campione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le raccomandazioni degli esperti contro la disidratazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, un adulto dovrebbe assumere mediamente circa 35 ml di acqua per ogni chilogrammo di peso corporeo, quantità che durante l&#8217;estate può aumentare in base alle temperature e all&#8217;attività fisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli specialisti consigliano di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>bere acqua regolarmente durante tutta la giornata, senza aspettare lo stimolo della sete;</li>



<li>limitare il consumo di alcolici e bevande zuccherate;</li>



<li>privilegiare frutta e verdura di stagione;</li>



<li>evitare pasti troppo ricchi di sale;</li>



<li>reintegrare i sali minerali, se necessario, seguendo il consiglio di medico o farmacista.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una corretta alimentazione, insieme a un&#8217;adeguata idratazione, rappresenta la strategia più efficace per affrontare le elevate temperature previste nei prossimi giorni e ridurre il rischio di disidratazione.</p>
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		<title>Giornate di forte stress da calore: dal 39% al 62% in trent&#8217;anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/18/greenpeace-giornate-di-forte-stress-da-calore-passate-dal-39-al-62-l-aquila-seconda-per-is/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[caldo estremo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornate con forte stress da calore aumentano dal 39% al 62%; L'Aquila tra le città con isole di calore più intense.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/18/greenpeace-giornate-di-forte-stress-da-calore-passate-dal-39-al-62-l-aquila-seconda-per-is/">Giornate di forte stress da calore: dal 39% al 62% in trent&#8217;anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una recente analisi di Greenpeace Italia evidenzia un aumento marcato delle giornate estive con temperatura media percepita oltre i 32°C, soglia indicata come punto in cui l’organismo entra in condizioni di forte stress da calore. Secondo il rapporto, la quota di giornate sopra questo valore è passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.</p>
<p>L’indagine, intitolata &#8220;L&#8217;estate che scotta&#8221; e realizzata utilizzando dati forniti dai ricercatori Stefano Tersigni e Alessandro Cimbelli di ISTAT, segnala che nell’estate del 2025 le regioni con la quota più alta di giornate oltre la soglia dei 32°C sono state Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia-Romagna e Lombardia.</p>
<p>Il rapporto analizza inoltre le temperature superficiali urbane e le cosiddette isole di calore, aree cittadine più calde rispetto alle zone circostanti per via di asfalto, cemento ed edifici che assorbono e trattengono calore. Nei capoluoghi di regione la media delle temperature superficiali massime nell’estate 2025 mostra valori elevati: dieci città su venti hanno superato i 40°C, con picchi oltre i 44°C a Roma, Torino e Cagliari.</p>
<p>Questo indicatore misura la temperatura fisica delle superfici urbane (asfalti, tetti, muri, aree verdi) e contribuisce a descrivere la vivibilità dei quartieri e l’esposizione al caldo. Circa l’87% degli abitanti dei capoluoghi di regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove la media delle temperature massime superficiali supera i 40°C. Tra questi figurano circa 283 mila bambini sotto i 5 anni e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni.</p>
<p>Le isole di calore urbane coinvolgono in modo intenso o molto intenso circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di regione, includendo 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. Sono esposte a rischio anche le persone senza dimora, chi vive in abitazioni poco isolate o senza accesso al raffrescamento e chi lavora molte ore all’aperto.</p>
<p>Con l’eccezione di Bari, tutti i capoluoghi di regione riportano temperature superficiali urbane più alte rispetto alle aree extraurbane. Il caso più marcato è quello di Torino, dove nel 2025 la differenza tra la media delle temperature superficiali massime urbane ed extraurbane ha superato i 15°C.</p>
<p>A Roma il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense o molto intense e il 99% della popolazione vive in zone dove, d’estate, la temperatura superficiale massima supera in media i 40°C. Situazioni analoghe si riscontrano a Napoli e Torino: rispettivamente il 92% e il 98% dei residenti vive in aree interessate da isole di calore pericolose.</p>
<p>L’associazione ambientalista collega l’aumento del caldo estremo alla crisi climatica e alle attività delle aziende dei combustibili fossili, ritenute responsabili del surriscaldamento globale. Due citazioni di Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia, vengono riportate integralmente: «Per far fronte al problema del caldo estremo in città e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e al contempo concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione». «Nonostante l’aumento delle temperature e degli eventi meteorologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, aggravando il riscaldamento globale e scaricando sulle persone più vulnerabili i costi delle proprie strategie orientate solo al profitto».</p>
<p>L’organizzazione propone misure di politica pubblica per affrontare il fenomeno: «Il quadro è preoccupante e ci aspettiamo l’ennesima estate con caldo da record. Per questo servono misure urgenti: Greenpeace chiede al governo italiano di introdurre una tassazione dei profitti delle aziende dei combustibili fossili e di usare le risorse raccolte per finanziare misure di transizione energetica e adattamento climatico, per proteggere anzitutto le persone delle fasce sociali più vulnerabili, e abbandonare rapidamente le fonti fossili a partire da un piano di phase-out del gas entro il 2035», conclude Spadini.</p>
<p>Il rapporto include grafici e mappe delle isole di calore nei capoluoghi e approfondimenti sui dati regionali e nazionali.</p>
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		<title>Clima. Ultimi 8 anni i più caldi mai registrati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/11/06/clima-ultimi-8-anni-i-piu-caldi-mai-registrati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2022 10:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ultimi otto anni sono sulla buona strada per risultare gli otto più caldi mai registrati, una febbre alimentata da concentrazioni di gas serra in costante aumento e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/06/clima-ultimi-8-anni-i-piu-caldi-mai-registrati/">Clima. Ultimi 8 anni i più caldi mai registrati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli ultimi otto anni sono sulla buona strada per risultare gli otto più caldi mai registrati, una febbre alimentata da concentrazioni di gas serra in costante aumento e dal calore accumulato sinora. Le ondate di caldo estremo, la siccità e le inondazioni devastanti hanno colpito milioni di persone e sono costate miliardi quest&#8217;anno. Così il Rapporto provvisorio sullo Stato del clima globale nel 2022 della World Meteorological Organization delle Nazioni unite presentato oggi alla prima giornata della COP27 a Sharm-El-Sheikh, in Egitto.<br>I segni rivelatori e gli impatti dei cambiamenti climatici &#8220;stanno diventando più drammatici&#8221;, avverte l&#8217;agenzia meteorologica delle Nazioni unite. Il tasso di innalzamento del livello del mare è raddoppiato dal 1993, aumentando da gennaio 2020 di quasi 10 millimetri fino a toccare un nuovo record quest&#8217;anno. Gli ultimi due anni e mezzo rappresentano da soli il 10% dell&#8217;innalzamento complessivo del livello degli oceani da quando le misurazioni satellitari sono iniziate quasi 30 anni fa.<br>I ghiacciai delle Alpi europee hanno pagato un tributo eccezionalmente pesante nel 2022, avverte la WMO, con le prime indicazioni di uno scioglimento da record. La calotta glaciale della Groenlandia ha perso massa per il 26mo anno consecutivo e a settembre vi ha piovuto &#8211; anziché nevicato &#8211; per la prima volta nella storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La temperatura media globale nel 2022 è attualmente stimata in circa 1,15 gradi al di sopra della media preindustriale del 1850-1900, prosegue il Rapporto provvisorio sullo Stato del clima globale nel 2022 della World Meteorological Organization delle Nazioni unite. Un raro triplo raffreddamento La Niña significa che è probabile che il 2022 sarà &#8220;solo&#8221; il quinto o il sesto posto più caldo. Tuttavia, ciò non inverte la tendenza a lungo termine: &#8220;è solo questione di tempo prima che ci sia un altro anno più caldo mai registrato&#8221;, avverte l&#8217;organizzazione meteorologica delle Nazioni unite. Senza dubbio il riscaldamento continua. Si stima che la media decennale per il periodo 2013-2022 sia di 1,14 gradi al di sopra della linea di base preindustriale 1850-1900, a fronte del +1,09 gradi dal 2011 al 2020, come stimato dal sesto rapporto di valutazione dell&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Anche il calore degli oceani è risultato a livelli record nel 2021 (l&#8217;ultimo anno valutato), con un tasso di riscaldamento particolarmente elevato negli ultimi 20 anni. Le concentrazioni dei principali gas serra &#8211; anidride carbonica, metano e protossido di azoto &#8211; hanno nuovamente raggiunto livelli record nel 2021. L&#8217;aumento annuale della concentrazione di metano è stato il più alto mai registrato. I dati delle principali stazioni di monitoraggio, avverte WMO, mostrano che i livelli atmosferici dei tre gas continuano ad aumentare nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si diceva, &#8220;nelle Alpi europee, i record di scioglimento dei ghiacciai sono stati infranti nel 2022&#8221;, denuncia il Rapporto provvisorio sullo Stato del clima globale nel 2022 della World Meteorological Organization delle Nazioni unite. Sono state misurate perdite di spessore medie comprese tra 3 e oltre 4 metri in tutte le Alpi, sostanzialmente più che nel precedente anno record 2003. Nei ghiacciai della Svizzera è andato perso tra il 2021 e il 2022 il 6% del volume di ghiaccio, secondo le prime misurazioni. Per la prima volta nella storia, nessuna neve è sopravvissuta alla stagione estiva anche nei punti di misurazione più alti e quindi non si è verificato alcun accumulo di ghiaccio fresco. Tra il 2001 e il 2022 il volume del ghiaccio glaciale in Svizzera è diminuito da 77 chilometri cubi a 49 km3, con un calo di oltre un terzo. Un manto nevoso basso alla fine dell&#8217;inverno e ripetute coperture di polvere del Sahara hanno fatto da scenario a una perdita di ghiaccio senza precedenti tra maggio e l&#8217;inizio di settembre a causa delle lunghe e intense ondate di caldo. Il livello medio globale del mare è aumentato di circa 3,4 millimetrti, con una tolleranza di 0,3 mm, all&#8217;anno nei 30 anni (1993-2022) dei registri delle rilevazioni dell&#8217;altimetro satellitare. Il tasso è raddoppiato tra il 1993-2002 e il 2013-2022 e il livello del mare è aumentato di circa 5 mm tra gennaio 2021 e agosto 2022. L&#8217;accelerazione è dovuta all&#8217;aumento dello scioglimento dei ghiacci. L&#8217;oceano immagazzina circa il 90% del calore accumulato dalle emissioni umane di gas serra. I 2mila metri superiori dell&#8217;oceano hanno continuato a riscaldarsi a livelli senza precedenti nel 2021 (l&#8217;ultimo anno per il quale sono disponibili dati). I tassi di riscaldamento sono particolarmente elevati negli ultimi due decenni. Si prevede che il mare continuerà a riscaldarsi in futuro, un cambiamento che è irreversibile su scale temporali da centenario a millennio. Complessivamente, il 55% della superficie oceanica ha subito almeno un&#8217;ondata di caldo marino nel 2022. Al contrario, solo il 22% della superficie oceanica ha subito un&#8217;ondata di freddo marino. Le ondate di caldo marino stanno diventando più frequenti, in contrasto con le ondate di freddo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estensione del ghiaccio marino artico è stata al di sotto della media a lungo termine (1981-2010) per la maggior parte dell&#8217;anno. L&#8217;estensione di settembre era di 4,87 milioni di km2, o 1,54 milioni di km2 al di sotto dell&#8217;estensione media a lungo termine, si legge ancora nel Rapporto provvisorio sullo Stato del clima globale nel 2022 della World Meteorological Organization delle Nazioni unite. L&#8217;estensione del ghiaccio marino antartico, invece, è scesa a 1,92 milioni di km2 il 25 febbraio, il livello più basso mai registrato e quasi 1 milione di km2 al di sotto della media a lungo termine. Per quanto riguarda gli eventi meteo estremi, in Africa orientale le precipitazioni sono state al di sotto della media in quattro stagioni umide consecutive, la più lunga in 40 anni, e anche la stagione in corso potrebbe essere secca. A causa della persistente siccità e di altri fattori aggravanti, prima di giugno 2022 tra 18,4 e 19,3 milioni di persone hanno dovuto affrontare una crisi alimentare o livelli peggiori di insicurezza alimentare acuta. Le agenzie umanitarie avvertono che un&#8217;altra stagione al di sotto della media probabilmente si tradurrà in raccolti fallimento e aggravare ulteriormente le situazioni di insicurezza alimentare in Kenya, Somalia ed Etiopia. La pioggia record di luglio e agosto ha portato a estese inondazioni in Pakistan, ricorda l&#8217;agenzia meteorologica delle Nazioni unite. Ci sono stati almeno 1.700 morti e 33 milioni di persone colpite e 7,9 milioni di persone sono stati sfollate. Le inondazioni sono arrivate sulla scia di un&#8217;ondata di caldo estremo a marzo e aprile sia in India che in Pakistan. La regione dell&#8217;Africa meridionale è stata colpita da una serie di cicloni per due mesi all&#8217;inizio dell&#8217;anno, con conseguenze più pesanti per il Madagascar, con piogge torrenziali e inondazioni devastanti. L&#8217;uragano Ian ha causato ingenti danni e perdite di vite umane a Cuba e nel sud-ovest della Florida a settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gran parte dell&#8217;emisfero settentrionale, segnala infine il Rapporto provvisorio sullo Stato del clima globale nel 2022 della World Meteorological Organization delle Nazioni unite, è stato eccezionalmente caldo e secco. La Cina ha vissuto l&#8217;ondata di caldo più estesa e di lunga durata dall&#8217;inizio dei registri nazionali e la seconda estate più secca mai verificatasi. Il fiume Yangtze a Wuhan ha raggiunto il livello più basso registrato ad agosto. La scoersa estate poi gran parte dell&#8217;Europa, invece, soffocava sotto ripetuti episodi di caldo estremo. Il Regno Unito ha registrato un nuovo record nazionale il 19 luglio, quando la temperatura ha superato per la prima volta i 40 gradi. Ciò è stato accompagnato da una siccità e da incendi persistenti e dannosi. I fiumi europei, inclusi il Reno, la Loira e il Danubio, sono scesi a livelli estremamente bassi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/06/clima-ultimi-8-anni-i-piu-caldi-mai-registrati/">Clima. Ultimi 8 anni i più caldi mai registrati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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