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	<title>carcere Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sfilata &#8220;Oltre i confini&#8221; al carcere di Castrovillari con Modelli si Nasce e detenute</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/28/sfilata-oltre-i-confini-al-carcere-di-castrovillari-evento-dell-associazione-jole-santelli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Castrovillari la sfilata "Oltre i confini" con modelli di Modelli si Nasce e detenute: capi cuciti in carcere e gioielli di G.B. Spadafora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/28/sfilata-oltre-i-confini-al-carcere-di-castrovillari-evento-dell-associazione-jole-santelli/">Sfilata &#8220;Oltre i confini&#8221; al carcere di Castrovillari con Modelli si Nasce e detenute</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Si è svolta all&#8217;interno del carcere di Castrovillari la sfilata intitolata &#8220;Oltre i confini&#8221;, promossa dall&#8217;Associazione Jole Santelli. All&#8217;evento hanno partecipato alcuni modelli dell&#8217;associazione Modelli si Nasce insieme a detenute della struttura, protagonisti di una passerella pensata per favorire l&#8217;inclusione e la visibilità.</p>
<p>I capi messi in mostra sono stati cuciti dalle detenute, mentre i gioielli indossati sono di G.B. Spadafora. La direzione artistica dell&#8217;iniziativa è stata curata da Claudio Greco.</p>
<p>Paola Santelli, sorella di Jole e presidente dell&#8217;Associazione Jole Santelli, ha commentato l&#8217;iniziativa con le seguenti parole: Non è stata una sfilata sulle fragilità anzi oggi i nostri modelli e le nostre modelle si sono appropriati della passerella per esprimersi liberamente senza etichette e senza confini imposti -ha detto Paola Santelli, presidente dell&#8217;Associazione Jole Santelli-. Abbiamo unito due mondi molto diversi ma che purtroppo hanno in comune il peso enorme del silenzio imposto loro dalla società ma oggi noi questo silenzio lo abbiamo spezzato e ogni passo sulla passerella e’ diventato un passaggio dalla difesa alla verità ,dal nascondersi al mostrarsi ‘la passarella oggi e’ diventato un ponte ideale fra questi due mondi, detenuti e modelli professionisti.</p>
<p>Silvia Cento, presidente di Modelli si Nasce, ha dichiarato: &#8220;Oggi abbiamo assistito a un evento straordinario, nel quale i nostri modelli hanno semplicemente messo in campo la loro professionalità. MsN è l’unica associazione in Italia a offrire percorsi formativi finalizzati all’inserimento lavorativo di ragazzi autistici nel mondo della moda e della pubblicità. Paola e Roberta hanno colto pienamente il senso del nostro lavoro, offrendo ai nostri modelli non solo l’opportunità di mostrare la propria bellezza e il proprio talento, ma anche riconoscendo loro un compenso per il lavoro svolto in passerella, auspico che l’Associazione Jole Santelli sia da apripista e che ci siano altre opportunità di lavoro per i nostri modelli”ha detto Silvia Cento, presidente di Modelli si nasce.</p>
<p>All&#8217;evento erano presenti il presidente Occhiuto, Wanda Ferri e Francesca Pascale. La conduzione è stata affidata a Paola Severini Melograni.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha messo al centro il lavoro congiunto tra realtà differenti, puntando a trasformare la passerella in uno spazio di incontro e visibilità per persone provenienti da contesti distanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/28/sfilata-oltre-i-confini-al-carcere-di-castrovillari-evento-dell-associazione-jole-santelli/">Sfilata &#8220;Oltre i confini&#8221; al carcere di Castrovillari con Modelli si Nasce e detenute</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Le stanze dell&#8217;affetto: umanità e rinascita oltre le sbarre</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/04/14/le-stanze-dellaffetto-umanita-e-rinascita-oltre-le-sbarre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 11:16:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
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		<category><![CDATA[umanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La misura dell&#8217;umanità di una società si giudica da come tratta i suoi detenuti.&#8221; — Fëdor Dostoevskij In un&#8217;Italia dove il tema della detenzione è spesso ridotto a una questione di ordine pubblico o sicurezza, le stanze dell&#8217;affetto si impongono come una rivoluzione silenziosa, ma profonda. Sono spazi dedicati all&#8217;incontro privato e dignitoso tra i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/14/le-stanze-dellaffetto-umanita-e-rinascita-oltre-le-sbarre/">Le stanze dell&#8217;affetto: umanità e rinascita oltre le sbarre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La misura dell&#8217;umanità di una società si giudica da come tratta i suoi detenuti.&#8221;</em> — <strong>Fëdor Dostoevskij</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;Italia dove il tema della detenzione è spesso ridotto a una questione di ordine pubblico o sicurezza, le <em>stanze dell&#8217;affetto</em> si impongono come una rivoluzione silenziosa, ma profonda. Sono spazi dedicati all&#8217;incontro privato e dignitoso tra i detenuti e i loro familiari, un diritto ancora troppo poco conosciuto ma essenziale per il rispetto della persona e per la funzione rieducativa del carcere. Non si tratta solo di un luogo fisico, ma di un simbolo potente: quello dell&#8217;umanità che resiste, che persiste anche tra le mura spesse dell&#8217;istituzione penitenziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un bisogno umano, non un privilegio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà è semplice e sotto gli occhi di tutti: chi è detenuto non smette di essere padre, madre, figlio, marito o moglie. La detenzione interrompe la libertà, ma non cancella gli affetti. Anzi, spesso li rende ancora più centrali per chi, da un giorno all&#8217;altro, si ritrova a fare i conti con l&#8217;isolamento, il tempo sospeso, il peso degli errori commessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo contesto che le <em>stanze dell&#8217;affetto</em> assumono un valore enorme. Ambienti arredati con cura, protetti dalla sorveglianza visiva, dove è possibile abbracciare senza fretta, parlare senza interruzioni, perfino condividere un pasto o leggere una fiaba a un bambino. Ogni gesto, in quel contesto, acquista un&#8217;importanza doppia. Quella stanza non è solo un luogo d&#8217;incontro: è un ponte tra la vita di fuori e quella di dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla sperimentazione alla svolta culturale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nate come progetti pilota in pochi istituti aperti al cambiamento, le <em>stanze dell&#8217;affetto</em> hanno trovato negli anni un crescente riconoscimento istituzionale. Oggi sono presenti in numerose carceri italiane, anche se con diseguaglianze territoriali marcate. La svolta è avvenuta quando si è capito che non si trattava di un lusso, ma di una necessità. Le famiglie dei detenuti, spesso già segnate da povertà economica e sociale, hanno trovato in questi spazi una possibilità reale di mantenere relazioni stabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oggi la svolta più attesa: approvati anche i rapporti intimi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un atto di grande significato, oggi è arrivata l&#8217;approvazione ufficiale che estende la funzione delle stanze dell&#8217;affetto: sarà finalmente possibile vivere anche la propria intimità con il partner. Una novità attesa da anni, invocata da detenuti, associazioni e operatori del settore, e che finalmente riceve un riconoscimento formale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si parla di &#8220;visite coniugali&#8221; nel senso tradizionale, ma di un diritto più ampio alla relazione affettiva e sessuale, che non può essere annullata dalla reclusione. Come accade già in molti Paesi europei e del mondo, anche l&#8217;Italia ha scelto di compiere questo passo, con l&#8217;obiettivo di umanizzare ulteriormente la detenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uno sguardo all&#8217;Europa e al mondo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia arriva oggi a colmare un ritardo culturale e giuridico che la separava da molti altri Paesi. In Francia, ad esempio, esistono da tempo i cosiddetti <em>UVF</em> (<em>Unités de Vie Familiale</em>), veri e propri mini-alloggi all&#8217;interno delle carceri dove i detenuti possono trascorrere fino a 72 ore con le loro famiglie, senza sorveglianza diretta. In Spagna, le <em>visitas íntimas</em> sono garantite ogni 15 giorni per tutti i detenuti che abbiano un legame affettivo riconosciuto. Anche in Germania le carceri prevedono incontri in ambienti protetti, spesso arredati come appartamenti, per favorire la continuità affettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Nord Europa, l&#8217;attenzione alla vita privata dei detenuti è ancora più marcata: in Norvegia, per esempio, le carceri a custodia attenuata permettono una gestione quasi domestica della detenzione, con libertà di movimento interna, cucine personali, e incontri familiari regolari. Nei Paesi Bassi e in Svezia, il concetto di &#8220;normalizzazione&#8221; guida tutto il sistema penitenziario: la vita dentro deve assomigliare il più possibile a quella fuori, per preparare il detenuto a un reinserimento reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in America Latina – seppure con molte differenze – esistono programmi di visite intime, nati in molti casi per prevenire violenze interne o contagi da HIV. In Brasile e in Messico, ad esempio, sono previsti appuntamenti regolari per coniugi e partner stabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli Stati Uniti, la situazione è più complessa: solo alcuni stati (come la California o il New Mexico) consentono visite coniugali, mentre in molti altri sono vietate. Il dibattito è ancora acceso, diviso tra chi invoca maggiore umanizzazione del sistema e chi insiste su una linea punitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un gesto rivoluzionario nella sua semplicità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Permettere a due persone che si amano di avere un momento di intimità non è un favore. È il riconoscimento di un bisogno fondamentale. È il rifiuto dell&#8217;idea che il carcere debba annientare ogni forma di identità, fino a spersonalizzare l&#8217;individuo. È una risposta concreta a chi pensa che chi è detenuto debba essere solo punito, dimenticato, escluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intimità non è solo una questione fisica: è contatto, confidenza, condivisione. È la possibilità di sentirsi ancora umani, ancora desiderati, ancora parte di un legame. In carcere, dove tutto è controllato e scandito da regole, anche dieci minuti di vicinanza possono rappresentare un&#8217;ancora psicologica potentissima.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il valore educativo e la ricaduta sociale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo ha una ricaduta profonda sul piano sociale e rieducativo. Chi ha una relazione sana, chi continua ad avere una famiglia, chi si sente amato e supportato, ha molte più probabilità di non ricadere negli stessi errori. Le statistiche europee mostrano chiaramente che un buon mantenimento dei legami affettivi riduce la recidiva. Le <em>stanze dell&#8217;affetto</em>, e oggi anche la possibilità di vivere l&#8217;intimità, sono quindi anche una misura di prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti detenuti hanno testimoniato come questi momenti siano determinanti nel percorso di cambiamento: &#8220;È per loro che voglio uscire diverso&#8221;, dicono. Dietro ogni incontro c&#8217;è un progetto di vita, un figlio che chiede un padre migliore, un amore che non si arrende.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusione: più forti con l&#8217;affetto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <em>stanze dell&#8217;affetto</em> — oggi anche stanze dell&#8217;intimità — sono una conquista di civiltà. Sono la prova che si può fare un carcere diverso: più umano, più giusto, più efficace. Investire nei legami, nell&#8217;amore, nella dignità, non è un&#8217;utopia. È un modo concreto per restituire valore alle persone, anche a quelle che hanno sbagliato. Perché solo riconoscendo l&#8217;umanità in ciascuno possiamo costruire una società più sicura, più coesa, e davvero più giusta.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Assange. Wikileaks in Colombia: Petro &#8220;farà pressione&#8221; su Biden</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/11/22/assange-wikileaks-in-colombia-petro-fara-pressione-su-biden/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 17:34:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Colombia Gustavo Petro si sarebbe impegnato a &#8220;fare pressione&#8221; sul capo dello Stato americano Joe Biden affinché si metta fine alle accuse al giornalista e attivista australiano Julian Assange, in carcere in Gran Bretagna dal 2019 e in attesa di essere estradato negli Usa, dove ad attenderlo ci sono condanne fino a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/22/assange-wikileaks-in-colombia-petro-fara-pressione-su-biden/">Assange. Wikileaks in Colombia: Petro &#8220;farà pressione&#8221; su Biden</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il presidente della Colombia Gustavo Petro si sarebbe impegnato a &#8220;fare pressione&#8221; sul capo dello Stato americano Joe Biden affinché si metta fine alle accuse al giornalista e attivista australiano Julian Assange, in carcere in Gran Bretagna dal 2019 e in attesa di essere estradato negli Usa, dove ad attenderlo ci sono condanne fino a 175 anni di carcere per reati connessi allo spionaggio. A renderlo noto è stato Kristinn Hrafnsson, il caporedattore della piattoforma Wikileaks che è stata fondata da Assange. Il cronista, di origini islandesi, lo ha comunicato alla stampa al termine di un incontro con Petro e con il ministro degli Esteri colombiano Álvaro Leyva che si è tenuto nel palazzo presidenziale di Bogotà. Su Twitter il profilo della presidenza colombiana ha riferito che il tema al centro della riunione è stata &#8220;la libertà di stampa nel mondo&#8221;. Hrafnsson, che in Colombia ha aperto un viaggio che lo porterà a incontrare altri leader sudamericani, ha affermato che Petro &#8220;aiuterà&#8221; Wikileaks &#8220;a unire le forze con altri presidenti della regione per fare pressione sull&#8217;amministrazione Biden e mettere così fine alle accuse&#8221; ai danni di Assange. Il giornalista islandese ha inoltre aggiunto che Petro parlerà dell&#8217;estradizione del fondatore di Wikileaks ai leader regionale nell&#8217;ambito di un prossimo incontro in Messico. Come evidenziato dal quotidiano El Espectador, il capo dello Stato colombiano sarà nel Paese centroamericano in settimana per partecipare a un incontro dell&#8217;Alleanza del Pacifico. Nel corso della conferenza stampa non sono stati fatti riferimenti espliciti a questa occasione. Il rapporto fra Assange e il Sudamerica si è consolidato durante la lunga serie di procedimenti giudiziari che lo hanno colpito a partire dal 2010. L&#8217;Ecuador, guidato all&#8217;epoca dal governo progressista del presidente Rafael Correa, ha concesso l&#8217;asilo politico al giornalista nel 2012 dopo avergli anche permesso di rifugiarsi nell&#8217;ambasciata del Paese a Londra, dove Assange è rimasto fino al 2019. In quell&#8217;anno l&#8217;esecutivo guidato da Lenin Moreno ha revocato la protezione al giornalista, che è stato poi arrestato. Wikileaks, in collaborazione con tre delle più grandi testate giornalistiche del mondo, ha reso pubblici una serie di centinaia di migliaia di documenti riservati che sono serviti a svelare potenziali crimini di guerra e contro l&#8217;umanità commessi dagli eserciti americani e britannici in Afghanistan e Iraq, e nel carcere extratrerritoriale statunitense di Guantanamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/22/assange-wikileaks-in-colombia-petro-fara-pressione-su-biden/">Assange. Wikileaks in Colombia: Petro &#8220;farà pressione&#8221; su Biden</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abruzzo: suicida in carcere il primario della Asl Pescara Sabatino Trotta</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/04/08/abruzzo-suicida-in-carcere-il-primario-della-asl-pescara-sabatino-trotta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 10:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[suicida Sabatino Trotta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è suicidato in carcere a Vasto nella notte, il psichiatra Sabatino Trotta, primario della Asl di Pescara arrestato ieri mattina a Pescara per corruzione. La Procura di Vasto ha aperto un fascicolo sull’accaduto. Trotta era il dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl: alle scorse regionali si era candidato senza risultare eletto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/08/abruzzo-suicida-in-carcere-il-primario-della-asl-pescara-sabatino-trotta/">Abruzzo: suicida in carcere il primario della Asl Pescara Sabatino Trotta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è suicidato in carcere a Vasto nella notte, il psichiatra Sabatino Trotta, primario della Asl di Pescara arrestato ieri mattina a Pescara per corruzione. La Procura di Vasto ha aperto un fascicolo sull’accaduto. Trotta era il dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl: alle scorse regionali si era candidato senza risultare eletto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/08/abruzzo-suicida-in-carcere-il-primario-della-asl-pescara-sabatino-trotta/">Abruzzo: suicida in carcere il primario della Asl Pescara Sabatino Trotta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Carcere analfabeta</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/02/03/carcere-analfabeta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 20:09:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[la recidiva infantilizzante]]></category>
		<category><![CDATA[la rieducazione]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Andraous]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo davvero alla frutta, per giunta, nella disattenzione e nell’indifferenza più colpevole. A tal punto da affermare che in carcere non ci sono innocenti, e se ci sono perche’ scandalizzarsi, in fin dei conti si tratta di eventi critici del tutto sopportabili. Sul carcere i plotoni di esecuzione, pronti a destabilizzare qualsiasi innovazione stanno sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/03/carcere-analfabeta/">Carcere analfabeta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo davvero alla frutta, per giunta, nella disattenzione e nell’indifferenza più colpevole. A tal punto da affermare che in carcere non ci sono innocenti, e se ci sono perche’ scandalizzarsi, in fin dei conti si tratta di eventi critici del tutto sopportabili. Sul carcere i plotoni di esecuzione, pronti a destabilizzare qualsiasi innovazione stanno sempre in agguato, sempre addosso a chi non può reagire.<br />
In galera ci si ammazza, si rimane di lato, piegati contro i muri insanguinati, nel tentativo di colmare il vuoto all’intorno, nella mancanza di riferimenti certi, di valori condivisi, stritolati dall’emarginazione, dalla violenza, dall’illegalità. A chi pensa che in carcere non ci sono persone innocenti, occorre rammentare che invece può finirci chiunque, anche tuo figlio, tua madre, tuo padre, tua sorella, e dunque sarà meglio imparare ad avere rispetto delle persone, e non soltanto dei numeri, delle cose, degli oggetti disordinatamente accatastati all’intorno, occorrenti la propria carriera professionale o politica. Il castigo è una cosa, la punizione anche, la tortura e l’induzione al suicidio è ben altro. Se i maestri, i conduttori, gli esempi sono questi, c’è un carcere privo di autorevolezza, premeditatamente privo di allenatori alla vita, perché dispersi dalla delegittimazione. Le teorie si sprecano nei riguardi di questa terra di nessuno, un dispendio inusitato di tautologie inconcludenti, di dottrine pedagogiche che adottano la cattedra per ri-educare solamente gli altri, negando la necessità di doversi formare e rinnovare a un nuovo “sentire educativo “. Molto più semplice affidarsi al disamore istituzionale che permette fughe in avanti a quanti pensano di aggiustare le cose con la prepotenza degli atteggiamenti saccenti che mettono in “sicurezza “ i pochi rispetto ai tanti inconsapevoli. Il rispetto è la prima forma d’amore tra gli esseri umani, se viene a mancare quello, c’è il rischio di arrogarsi il diritto di giudicare sbrigativamente la presenza altrui, sminuirla, offenderla o degradarla, tutti comportamenti che azzerano sul nascere l’instaurarsi di una relazione significativamente educativa. Il carcere, il suicidio, la recidiva infantilizzante, la rieducazione parola spoglia scarabocchiata sulla carta costituzionale e il più potente agente educativo: il rispetto, trucidato dall’indifferenza di chi invece dovrebbe costitutivamente promuoverlo. Qualcuno ha detto che in carcere non ci sono innocenti, come a voler sputare sulla fossa dei tanti incolpevoli massacrati dall’ingiustizia, proprio per questo penso che non si può insegnare il valore del rispetto continuando a azzoppare la dignità altrui, anche dentro un carcere, dentro una cella.</p>
<p style="text-align: right;"><span class="adr">Vincenzo Andraou</span>s</p>
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		<title>Carcere, don Agresti: &#8220;Così rieduco detenuti con lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2019 17:14:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;idea di fondo e&#8217; di contrapporre un&#8217;alternativa alla mentalita&#8217; che sembra comunemente condivisa in Italia della sanzione penale intransigente quale unica cura alla devianza criminale. E in proposito don Agresti chiede: &#8220;A chi sta giovando il fatto&#8221; di abbandonare &#8220;questi uomini che hanno rubato galline o hanno commessi microreati anziche&#8217; dare loro un&#8217;altra opportunita&#8217;? È [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea di fondo e&#8217; di contrapporre un&#8217;alternativa alla mentalita&#8217; che sembra comunemente condivisa in Italia della sanzione penale intransigente quale unica cura alla devianza criminale. E in proposito don Agresti chiede: &#8220;A chi sta giovando il fatto&#8221; di abbandonare &#8220;questi uomini che hanno rubato galline o hanno commessi microreati anziche&#8217; dare loro un&#8217;altra opportunita&#8217;? È una cattiveria, una politica che ci portera&#8217; alla deriva. Mentre la politica dell&#8217;amore, basata sullo stare accanto a un fratello per spiegargli che nella societa&#8217; dobbiamo donarci e non appropriarci dei doni altrui, e&#8217; la mentalita&#8217; vincente&#8221;.</p>
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		<title>Ahed Tamimi condannata a otto mesi. Amnesty International: va rilasciata!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 21:26:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Ahed Tamimi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 marzo 2018 l’attivista minorenne palestinese Ahed Tamimi è stata condannata a otto mesi di carcere e a una multa di 5000 shekel (1.150 euro), in quello che Amnesty International ha definito un flagrante tentativo di intimidire coloro che sfidano l’occupazione israeliana. Ahed Tamimi, arrestata il 19 dicembre 2017 nel suo villaggio natale di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 marzo 2018 l’attivista minorenne palestinese Ahed Tamimi è stata condannata a otto mesi di carcere e a una multa di 5000 shekel (1.150 euro), in quello che Amnesty International ha definito un flagrante tentativo di intimidire coloro che sfidano l’occupazione israeliana.</p>
<p>Ahed Tamimi, arrestata il 19 dicembre 2017 nel suo villaggio natale di Nabi Saleh dopo aver spinto, schiaffeggiato e preso a calci due soldati israeliani, è stata giudicata colpevole di quattro dei 12 capi d’accusa a suo carico: incitamento, assalto aggravato e impedimento a ciascuno dei due soldati di portare avanti il suo lavoro.</p>
<p>“Condannando Ahed a otto mesi le autorità israeliane hanno confermato ancora una volta di non avere alcun riguardo per i diritti dei minorenni palestinesi e alcuna intenzione di rivedere le loro politiche discriminatorie. Ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, l’arresto e la detenzione di un minorenne devono essere usati solo come misura estrema e per il periodo di tempo più breve possibile”, ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.</p>
<p>“Nulla di ciò che Ahed ha fatto avrebbe dovuto essere sanzionato col carcere. Dopo la condanna, continuiamo a chiedere che sia rilasciata”, ha concluso Mughrabi.</p>
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		<title>Sollicciano(Fi): detenuti scioperano per sovraffollamento/video</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 09:28:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I detenuti dell’Istituto penitenziario fiorentino di Sollicciano, da ieri stanno facendo lo sciopero del carrello, il digiuno a staffetta per la legalità delle carceri, cominciato due settimane fa dal garante dei detenuti di Firenze Franco Corleone e proseguito da altre persone. Non prenderanno più il cibo distribuito loro a pranzo e a cena dall’amministrazione, ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I detenuti dell’Istituto penitenziario fiorentino di Sollicciano, da ieri stanno facendo lo sciopero del carrello, il digiuno a staffetta per la legalità delle carceri, cominciato due settimane fa dal garante dei detenuti di Firenze Franco Corleone e proseguito da altre persone. Non prenderanno più il cibo distribuito loro a pranzo e a cena dall’amministrazione, ma cercheranno di arrangiarsi con i viveri da loro comprati o preparati.</p>
<p>Con la loro protesta denunciano, innanzitutto, il primo dei mali del sistema carcerario italiano: il sovraffollamento. Nelle carceri italiane continua la violazione quotidiana dei diritti umani, nascosta sotto il silenzio della comunità e delle istituzioni. Nelle carceri italiane ci sono circa 66 mila persone a fronte di una capienza regolamentare di 45 mila. Per questo che da 30 anni c&#8217;è una condanna della Ue per la situazione delle carceri italiane. Negli ultimi 10 anni ci sono stati circa 660 suicidi di detenuti che non ce l’hanno fatta a resistere a condizioni di vita disumane.</p>
<p>Lo ha denunciato recentemente anche la Ministra della Giustizia Anna Maria Cancellieri che presentando il suo nuovo provvedimento ha spiegato che non si tratta di uno “svuota carceri”, ma di una “nuova filosofia, un nuovo modo per espiare la pena” e ha parlato della riforma del sistema carcerario come di un “imperativo categorico morale”, ricordando la “prepotente urgenza” di cui parlava anni fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.</p>
<p>Il digiuno dei detenuti di Sollicciano rappresenta anche un modo per sostenere la raccolta di firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare su tortura, carceri e droghe, che chiedono tra l’altro l’introduzione del reato di tortura nel codice penale e la completa depenalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti e l’accesso ai programmi di recupero per i detenuti tossicodipendenti.</p>
<p>In Italia solo i tossicodipendenti in carcere rappresentano il 38% della popolazione carceraria, contro circa il 15% di Germania e Francia, a fronte del 3,5% dei detenuti, considerati “eccellenti” perché in carcere per corruzione.</p>
<p>“E’ grave – ha spiegato il garante Corleone – che la ministra Cancellieri non abbia ritenuto di inserire nel decreto legge modifiche minime ma essenziali a quella legge criminogena che è la Fini Giovanardi, per impedire l’ingresso in carcere per fatti di lieve entità e per far uscire migliaia di tossicodipendenti dal carcere”.</p>
<p>Guarda anche il video<a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Solicciano_detenuti_in_sciopero_della_fame_/1591"> qui</a>.</p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/07/02/solliccianofi-detenuti-scioperano-per-sovraffollamentovideo/">Sollicciano(Fi): detenuti scioperano per sovraffollamento/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Violenza appresa e messa in pratica</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 10:26:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due giovanissimi sopra il treno che li riporterà a casa dopo una giornata di studio o divertimento, stanno rannicchiati in un angolo, stretti come due cuoricini sovrapposti, come quelli che impazzano su facebook, amori belli, amori cari, amori spesso dis-educati. Un ragazzo e una ragazza identici a tanti altri, con le scarpe slacciate, qualche percing [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due giovanissimi sopra il treno che li riporterà a casa dopo una giornata di studio o divertimento, stanno rannicchiati in un angolo, stretti come due cuoricini sovrapposti, come quelli che impazzano su facebook, amori belli, amori cari, amori spesso dis-educati.<br />
Un ragazzo e una ragazza identici a tanti altri, con le scarpe slacciate, qualche percing e tattoo di troppo, incarnano la voglia di trasgressione, dove le passioni non sono ”quasi” mai subordinate alle regole, sono passioni imbizzarrite che non conoscono il morso del freno, il rispetto della fermata, dell’accesso consentito dalla ragione.<br />
Arriva il controllore, fa il suo mestiere che poi è il suo dovere, chiede i biglietti, ma non ha riscontro alla sua richiesta, neppure a quella con cui chiede i documenti per redigere la multa, sanzione legittima nei riguardi di chi ha pensato di essere più furbo, e come dice chi sta scrivendo, che non è un saggio cinese: i dazi si pagano sempre, soprattutto quando si pensa di rimanere degli impuniti per sempre.<br />
Accade tutto nella frazione di uno sparo, i toni diventano aspri, le parole come sassi, le mani alzano il tiro, spintonano, urtano le ossa, infrangono i denti, il ragazzo e la ragazza non fanno sconti al malcapitato, al disturbatore di turno, al fastidioso intermezzo, in scena c’è una vera e propria sorta di razzismo al contrario, di ideologia ribaltata, ogni cosa corre sul binario: nel mio territorio non entra nessuno che la pensi diversamente da me, di conseguenza prendi le botte per averci provato.<br />
Quanto è avvenuto su quel treno, qualche volta su un pulman, non sono esternazioni sporadiche, su quel vagone è rappresentato un problema prettamente sociale, uno stile di vita che non è ripetizione delle generazioni precedenti, dei numeri e delle quantità ribelli di tanti anni addietro, non si tratta di giovani che “fanno quello che hanno sempre fatto per reazione all’autorità, alla regola, al comando adulto”. Qui la formulazione sta in un’altra dinamica, sottoscrizione a una identità che non è legata all’età adolescenziale, dove fatti collaterali o eventi critici sono da sempre negatività prevedibili, perciò messe in conto.<br />
Su quel treno, a quelle fermate degli autobus, dentro le classi, fuori dai pub, è in corso da tempo oramai, una appropriazione indebita di atteggiamenti-comportamenti altrui, è farina di un altro sacco, è violenza messa in gioco dopo averla imparata e fatta propria, un apprendimento sociale che pianta una profonda radice sulla disattenzione, sulla conflittualità verbale e fisica di chi invece dovrebbe risultare esempio autorevole per riformulare percorsi educativi comprensibili per crescere insieme.<br />
Quei due ragazzi sul treno non sono altro che la rappresentazione di una violenza appresa e messa in pratica, che non è parte integrante della nostra struttura biologica, non lo è affatto, è qualcosa che diventa nostro abito mentale, perché il mondo adulto ha deciso da un paio di decenni almeno di mettere in circolo un tradimento culturale, che consiste nel programmare le ferie estreme, le notti insonni, le regalie delle vacanze, autoassolvendo se stessi dalle mancanze e dalle assenze con la più consumata delle barzellette: a volte commettiamo gli stessi errori dei nostri figli……………. Ben sapendo che la verità sta nel suo esatto contrario: sono i ragazzi a recitare da scafati seduttori il nostro repertorio di grossolane bugie, di quotidianità conflittuale ma patologica, di poco rispetto per il valore dei ruoli e delle persone. E mentre ciò accade non proviamo alcuna vergogna, licenziamo il pestaggio su quel treno con una battuta, una risata, una scrollata di spalle, autorizzando a fare passare come una bravata qualcosa che invece non lo è proprio.</p>
<p style="text-align: right;"> Vincenzo Andraous</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/26/violenza-appresa-e-messa-in-pratica/">Violenza appresa e messa in pratica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Corona in Italia, &#8216;non sono pentito di essere scappato&#8217; /VIDEO</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 08:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il mio è stato un gesto dimostrativo. Sono innocente, non sono un criminale e spero che tutti se ne accorgano. Non ho paura del carcere e non sono pentito di essere scappato&#8221;, lo ha detto Fabrizio Corona ai cronisti. Il re dei paparazzi è atterrato alle 17.15 all&#8217;aeroporto di Milano Malpensa. &#8220;Sono innocente e se [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il mio è stato un gesto dimostrativo. Sono innocente, non sono un criminale e spero che tutti se ne accorgano. Non ho paura del carcere e non sono pentito di essere scappato&#8221;, lo ha detto Fabrizio Corona ai cronisti. Il re dei paparazzi è atterrato alle 17.15 all&#8217;aeroporto di Milano Malpensa.</p>
<p>&#8220;Sono innocente e se andro&#8217; in carcere andro&#8217; come il Messia per insegnare ai carcerati che dopo la galera si puo&#8217; rinascere. Uscito da li&#8217; conquistero&#8217; il mondo&#8221;, ha affermato Corona in onda a Sky Uno nella puntata Celebrity Now.</p>
<p>Il fotografo dei vip ha rivolto un appello al figlio Carlos, &#8220;scoprirai tante cose di me andando sul web, prendi il meglio. La mia voglia di lavorare, il mio impegno. Non fare le str&#8230; che ho fatto&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione%20e%20Partecipazione/Corona%2C%20combatter%C3%B2%20per%20i%20miei%20diritti/540" target="_blank">VIDEO: tiKoTV</p>
<p></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/26/corona-in-italia-non-sono-pentito-di-essere-scappato-video/">Corona in Italia, &#8216;non sono pentito di essere scappato&#8217; /VIDEO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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