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	<title>casa bianca Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Santo Sepolcro, via libera israeliano: il cardinale Pizzaballa chiude la vicenda, la Casa Bianca esprime preoccupazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 20:56:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le autorità ecclesiastiche del Patriarcato Latino di Gerusalemme e della Custodia della Terra Santa hanno reso noto che le questioni legate alle celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state risolte in collaborazione con la Polizia israeliana e le autorità competenti. In particolare, l’intesa prevede il pieno accesso dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le autorità ecclesiastiche del Patriarcato Latino di Gerusalemme e della Custodia della Terra Santa hanno reso noto che le questioni legate alle celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state risolte in collaborazione con la Polizia israeliana e le autorità competenti. In particolare, l’intesa prevede il pieno accesso dei rappresentanti delle Chiese per lo svolgimento delle liturgie e la tutela delle tradizioni pasquali nel luogo sacro.</p>
<p>Nella nota congiunta gli enti religiosi esprimono “la nostra sincera gratitudine a Sua Eccellenza il Sig. Isaac Herzog, Presidente dello Stato di Israele, per la sua pronta attenzione e il prezioso intervento”. Viene inoltre ringraziato “chi, Capi di Stato e funzionari, ha agito rapidamente… molti dei quali si sono diretti personalmente per esprimere la loro vicinanza e il loro sostegno”.</p>
<p>L’intervento del governo israeliano segue un episodio avvenuto nei giorni precedenti, quando il cardinale Pierbattista Pizzaballa era stato fermato dalla polizia mentre si recava privatamente al Santo Sepolcro per la Messa della Domenica delle Palme insieme al custode padre Francesco Ielpo. Secondo il Patriarcato, si sarebbe trattato della prima volta da secoli in cui ai rappresentanti della Chiesa latina è stato impedito di celebrare nel sito.</p>
<p>Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato su X di aver “dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa … sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme”. Netanyahu ha inoltre richiamato gli attacchi missilistici iraniani contro luoghi sacri di Gerusalemme, ricordando che “in un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro”.</p>
<p>A seguito della vicenda, la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron hanno definito l’accaduto “attacco alla libertà religiosa”. L’ufficio di Netanyahu ha infine comunicato l’intenzione di predisporre un piano per garantire le celebrazioni cristiane nei siti sacri durante le prossime festività. Il presidente israeliano Herzog ha dichiarato: “Ho telefonato al Patriarca e ho espresso profondo dolore per lo spiacevole incidente”.</p>
<p>Anche la Casa Bianca ha espresso preoccupazione, con la portavoce Karoline Leavitt che ha detto: “Abbiamo espresso a Israele le nostre preoccupazioni in merito alla chiusura di questi luoghi sacri. Vogliamo che i fedeli possano accedere a questi luoghi sacri”, pur riconoscendo le ragioni di “sicurezza” sollevate da Gerusalemme.</p>
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		<title>Zelensky passa dalla T-shirt al completo nero per l’incontro alla Casa Bianca</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 22:44:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scelto di presentarsi al colloquio con Donald Trump in completo nero, sostituendo la tenuta militare adottata a febbraio. La decisione è evidente dalle fotografie pubblicate su X dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il loro incontro a Washington. La Casa Bianca aveva sollevato il tema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scelto di presentarsi al colloquio con Donald Trump in completo nero, sostituendo la tenuta militare adottata a febbraio. La decisione è evidente dalle fotografie pubblicate su X dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il loro incontro a Washington.</p>
<p>La Casa Bianca aveva sollevato il tema dell’abbigliamento poche ore prima dell’appuntamento, chiedendo con toni vagamente polemici ai funzionari ucraini se Zelensky avrebbe indossato un abito formale per la visita al presidente statunitense.</p>
<p>La questione del vestiario non è nuova nei rapporti tra i due leader. Nel precedente incontro nello Studio Ovale, infatti, Trump aveva espresso il suo disappunto per lo stile militare di Zelensky, tanto che alcuni funzionari americani hanno poi attribuito all’episodio un ruolo nel deteriorarsi del dialogo tra i due.</p>
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		<title>Medio Oriente in allarme: 40mila soldati Usa mobilitati, sotto tiro anche lo Stretto di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 19:25:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’attacco americano all’Iran mette direttamente a rischio i circa 40.000 soldati statunitensi schierati nelle basi mediorientali. Esperti militari ipotizzano che Teheran possa reagire colpendo tre dei suoi siti nucleari, concentrando i propri raid proprio sulle guarnigioni Usa più esposte. Un’ulteriore minaccia riguarda lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita un terzo del petrolio globale: l’Iran [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attacco americano all’Iran mette direttamente a rischio i circa 40.000 soldati statunitensi schierati nelle basi mediorientali. Esperti militari ipotizzano che Teheran possa reagire colpendo tre dei suoi siti nucleari, concentrando i propri raid proprio sulle guarnigioni Usa più esposte. Un’ulteriore minaccia riguarda lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita un terzo del petrolio globale: l’Iran ha già avvertito di poterlo chiudere o addirittura minarlo, complicando un’eventuale operazione di bonifica della Marina Usa. “Ogni cittadino americano nella regione è un obiettivo legittimo ora”, ha avvertito la tv di Stato iraniana.</p>
<p>Anche il presidente Trump ha ridotto i tempi per decidere se sostenere Tel Aviv: dalle “due settimane” definite inizialmente, si è passati a “due giorni”. La Casa Bianca pare divisa tra l’esigenza di azzerare il programma nucleare iraniano e la volontà di non impantanarsi in un conflitto su vasta scala. Come in uno degli scenari previsti, prevale l’ipotesi di un intervento chirurgico, mirato ai principali impianti atomici con bombe bunker-buster tipo GBU-57. Non è chiaro se quel termine di due settimane fosse una mossa tattica per destabilizzare l’avversario o il frutto di negoziati, poi interrotti, guidati dall’inviato Steve Witkoff. Sul profilo Twitter del presidente resta però un messaggio di distensione: “È il momento della pace”.</p>
<p>Nel Golfo e nell’area levantina, gli Stati Uniti mantengono otto basi permanenti in sette Paesi. In Qatar, la più grande è Al Udeid, quartier generale del Us Central Command con oltre 10.000 militari, cruciale per le campagne in Iraq, Afghanistan e Siria. In Bahrain si trova la Naval Support Activity, mentre il Kuwait ospita Camp Arifjan, snodo logistico essenziale. Negli Emirati Arabi Uniti, Al-Dhafra svolge funzioni di intelligence e supporto alle operazioni aeree, con F-22 Raptor e numerosi droni. Completano il quadro la base di Erbil, utilizzata per missioni nel nord dell’Iraq e in Siria, e altre installazioni in Giordania, Arabia Saudita ed Egitto.</p>
<p>Dietro l’accelerazione decisionale americana ci sono i timori del Pentagono e dei servizi segreti: l’Iran possiede un ampio arsenale di missili balistici e da crociera, in grado di raggiungere tutte le principali guarnigioni Usa nel Golfo, in Iraq e nel Levante. Washington teme un’azione di rappresaglia che coinvolga anche le milizie alleate di Teheran, ancora attive in vari Paesi. Per questo si è privilegiata la formula “colpisci e vattene”, cercando di limitare l’esposizione delle truppe sul terreno.</p>
<p>Se le ostilità dovessero salire di livello, potrebbero riavviarsi gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso, mentre la diffusione di missili ipersonici come il Fattah-1 – concepiti per eludere le difese antiaeree – rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione. Utilizzati insieme a sciami di droni e vettori balistici, questi sistemi minacciano di saturare anche scudi difensivi sofisticati. Nell’ultima ondata di violenze, nonostante gli sforzi congiunti di Stati Uniti e Israele, molti missili iraniani hanno centrato i loro bersagli. Molto, ora, dipenderà dai danni subiti dai siti nucleari iraniani e dall’intensità dei raid che Israele deciderà di proseguire per dissuadere Teheran da nuove risposte militari.</p>
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		<title>Tensione alla Casa Bianca: scontro Trump-Zelensky sulla crisi ucraina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 21:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra in Ucraina è stata al centro di un acceso confronto tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, alla Casa Bianca. Durante l&#8217;incontro, Trump ha lanciato un duro avvertimento: &#8220;Stai giocando con la terza guerra mondiale&#8221;, accusando Zelensky di non avere una posizione di forza nelle negoziazioni. [&#8230;]</p>
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<p>La guerra in Ucraina è stata al centro di un acceso confronto tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, alla Casa Bianca. Durante l&#8217;incontro, Trump ha lanciato un duro avvertimento: &#8220;Stai giocando con la terza guerra mondiale&#8221;, accusando Zelensky di non avere una posizione di forza nelle negoziazioni. &#8220;Senza le armi degli USA, l&#8217;Ucraina avrebbe perso la guerra in 15 giorni&#8221;, ha sottolineato Trump, enfatizzando la dipendenza di Kiev dall&#8217;aiuto americano.</p>



<p>La discussione ha preso una piega intensa quando Trump ha rimproverato Zelensky per il suo atteggiamento nelle richieste verso Washington: &#8220;Non puoi dire &#8216;voglio questo, voglio quello&#8217; quando non hai carte in mano&#8221;. Di fronte a queste affermazioni, Zelensky ha replicato affermando di essere negli Stati Uniti &#8220;non per giocare a carte&#8221;, evidenziando la serietà della sua missione.</p>



<p>I due leader erano riuniti per discutere un potenziale accordo riguardante i minerali e le terre rare, ma il tono del dialogo si è alzato notevolmente. Prima dell&#8217;escalation, Trump aveva suggerito che un accordo di tregua in Ucraina fosse &#8220;ragionevolmente vicino&#8221;. Tuttavia, Zelensky ha espresso una forte resistenza a qualsiasi forma di compromesso con il leader russo Vladimir Putin, descrivendolo come &#8220;un killer&#8221;.</p>



<p>Il vertice si è concluso senza la firma di alcun accordo, con Zelensky che ha lasciato precipitosamente la Casa Bianca. Di conseguenza, è stata annullata anche la conferenza stampa prevista, lasciando molte questioni irrisolte e aumentando le tensioni internazionali riguardo alla situazione in Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/02/28/tensione-alla-casa-bianca-scontro-trump-zelensky-sulla-crisi-ucraina/">Tensione alla Casa Bianca: scontro Trump-Zelensky sulla crisi ucraina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Clinton vs Trump: milioni di tweet  per dibattito “cattivo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2016 11:28:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sei milioni e 150 mila tweet in poche ore per l’hashtag #debate: sono i numeri del confronto tv tra Hillary Clinton e Donald Trump al netto dei sondaggi su chi dei due candidati alla Casa Bianca si sia rivelato piu’ convincente.Secondo il quotidiano ‘New York Times’ il dibattito e’ stato “cattivo” e “di cattivo gusto”, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/10/clinton-vs-trump-milioni-di-tweet-per-dibattito-cattivo/">Clinton vs Trump: milioni di tweet  per dibattito “cattivo”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sei milioni e 150 mila tweet in poche ore</strong> per l’hashtag <strong>#debate:</strong> sono i numeri del confronto tv tra<strong> Hillary Clinton</strong> e <strong>Donald Trump</strong> al netto dei sondaggi su chi dei <strong>due candidati alla Casa Bianca</strong> si sia rivelato piu’ convincente.Secondo il quotidiano ‘New York Times’ il dibattito e’ stato “cattivo” e “di cattivo gusto”, segnato dallo scontro sul video del 2005 nel quale Trump fa commenti sessisti.</p>
<p>Durante la diretta il magnate repubblicano ha accusato la Clinton di avere comportamenti ancora peggiori con le donne, aggiungendo che se sara’ eletto fara’ indagare l’ex segretario di Stato per l’invio di email da un server privato. Attacchi, questi di Trump, che si spiegano anche con le sue difficolta’: ad abbandonarlo dopo la pubblicazione del video venerdi’ scorso sono stati almeno 33 dirigenti repubblicani tra senatori, deputati e governatori.<strong> Il terzo e ultimo confronto tv</strong> e’ in programma <strong>il 19 ottobre</strong>. Da Saint Louis, in Missouri, ci si spostera’ all’Universita’ del Nevada, a Las Vegas.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Vincenzo Giardina-Dire</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/10/clinton-vs-trump-milioni-di-tweet-per-dibattito-cattivo/">Clinton vs Trump: milioni di tweet  per dibattito “cattivo”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Hillary vince la nomination</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/07/27/95512/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 09:04:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver mandato un afro-americano alla Casa Bianca, i democratici rompono un altro tabù. Hillary Clinton fa la storia diventando la prima donna nominata per la corsa alla presidenza. L&#8217;investitura formale le è stata tributata durante la seconda giornata della Convention democratica di Filadelfia che ha ritrovato unità dopo le proteste della vigilia, fatta eccezione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/27/95512/">Hillary vince la nomination</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver mandato un afro-americano alla <strong>Casa Bianca</strong>, i democratici rompono un altro tabù. <strong>Hillary Clinton</strong> fa la storia diventando la prima donna nominata per la corsa alla presidenza. L&#8217;investitura formale le è stata tributata durante la seconda giornata della Convention democratica di Filadelfia che ha ritrovato unità dopo le proteste della vigilia, fatta eccezione per un residuale sit-in pro-Sanders. Il momento clou è arrivato alle 18.38, durante la &#8220;roll call&#8221;, la conta dei voti dei singoli stati, quando con il Sud Dakota è stata superata la fatidica soglia dei 2.383 delegati necessari per la nomination. Ma il culmine è stato raggiunto 15 minuti dopo, quando l&#8217;ex rivale Bernie Sanders ha preso la parola proponendo di tributare ad Hillary la nomination per acclamazione, proprio come lei aveva fatto nel 2008 dopo aver perso le primarie contro Barack Obama.</p>
<p>Il senatore del Vermont, sempre con la moglie Jane al suo fianco, è apparso commosso mentre al Wells Fargo Center i sostenitori scandivano &#8220;Bernie, Bernie&#8221;. Non è riuscito a trattenere le lacrime quando a fare la dichiarazione di voto è stato il fratello Larry, a nome dei democratici all&#8217;estero, dicendosi orgoglioso del risultato ottenuto, galvanizzando le piazze e guadagnando oltre 13 milioni di voti alle primarie, contro i 17 milioni della Clinton. Il bilancio finale, a Filadelfia, è stato di 1.843 delegati per il senatore del Vermont e 2.838 per Hillary.</p>
<p>La notte dell&#8217;incoronazione formale di Hillary segna anche un altro primato. I Clinton sono i primi marito e moglie a poter vantare, entrambi, la nomination del partito dell&#8217;Asinello. &#8220;E&#8217; storia&#8221;, &#8220;questo momento è per ogni bimba che sogna in grande&#8221;, ha twittato l&#8217;ex Segretario di stato postando anche il video di Sanders che la appoggia, sottotitolando, &#8220;più forti insieme&#8221;. Alla fine della Convention, dopo l&#8217;intervento del marito Bill, ha fatto una breve apparizione via video, dicendo alle bambine che &#8220;forse sono ancora sveglie&#8221;: &#8220;Io potrei diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, poi toccherà a voi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Potrei diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti ma poi toccherà ad una di voi&#8221;, ha poi rimarcato durante una breve apparizione video alla fine della Convention, dichiarandosi &#8220;orgogliosa&#8221; per la nomination.</p>
<p>&#8220;Nella primavera del 1971 incontrai una ragazza. Aveva i capelli biondi e grandi occhiali. Non era truccata ma emanava una forza ad una sicurezza che trovai magnetiche&#8221;. Così ha esordito Bill Clinton sul palco della Convention democratica di Filadelfia che ha incoronato la moglie Hillary per la corsa alla Casa Bianca. è apparso dimagrito, in un elegante abito scuro e con un&#8217;elettrica cravatta azzurra.</p>
<p>Ha snocciolato aneddoti personali su come si sono conosciuti e innamorati. &#8220;Nella biblioteca della facoltà di legge mi passò davanti dicendo che visto che continuavo a fissarla e che lei aveva cominciato a ricambiarmi dovevamo almeno conoscere i nostri nomi&#8221;, ha raccontato. &#8220;Io sono Hillary Rodham, tu chi sei? Da allora abbiamo parlato e scherzato insieme. In momenti belli e brutti, di gioia e dolore&#8230;Abbiamo costruito una vita di memorie. Conoscerla &#8211; ha assicurato &#8211; è stato uno dei più grandi regali che Hillary mi abbia fatto&#8221;. L&#8217;aspirante &#8220;Primo Marito&#8221;, che ha tenuto banco per 40 minuti, ha spiegato di aver dovuto implorarla di sposarlo. &#8220;Mi ha detto sì solo la terza volta &#8211; ha affermato &#8211; ho sposato la mia migliore amica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Hillary è la più potente changemaker che io abbia mai conosciuto&#8221;. E&#8217; il messaggio di Bill Clinton, sul palco della Convention democratica di Filadelfia, che ha nominato Hillary prima candidata per la Casa Bianca. &#8220;Per questi tempi è qualificata come nessun altro per cogliere le opportunità e ridurre i rischi che fronteggiamo. E&#8217; la miglior changemaker che io abbia mai conosciuto&#8221;, ha insistito, descrivendola come compassionevole e tenace allo stesso tempo.</p>
<p>&#8220;Ha lavorato ogni singolo giorno per rendere migliore la vita degli altri&#8221;, ha rimarcato, sottolineando l&#8217;impegno per i diritti civili della moglie dai tempi dell&#8217;università. L&#8217;ex presidente, che potrebbe diventare il primo &#8220;First Husband&#8221; della storia Usa, ha parlato alle Convention democratiche, ininterrottamente e con discorsi memorabili, dal 1980. Ad ascoltarlo ieri al Wells Fargo Center anche la figlia Chelsea che giovedì introdurrà la madre Hillary.</p>
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		<title>Hillary Clinton, prima donna candidata alla Casa Bianca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 09:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Grazie a voi abbiamo raggiunto una pietra miliare: per la prima volta nella storia della nostra nazione una donna sara&#8217; la candidata di un importante partito&#8221; alla presidenza. Cosi&#8217; Hillary Clinton nel suo discorso della vittoria, a Brooklyn, dopo aver superato la fatidica soglia dei 2.383 delegati necessari per ottenere la nomination democratica, esattamente un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Grazie a voi abbiamo raggiunto una pietra miliare: per la prima volta nella storia della nostra nazione una donna sara&#8217; la candidata di un importante partito&#8221; alla presidenza. Cosi&#8217; <strong>Hillary Clinton</strong> nel suo discorso della vittoria, a Brooklyn, dopo aver superato la fatidica soglia dei 2.383 delegati necessari per ottenere la nomination democratica, esattamente un secolo dopo l&#8217;elezione della prima donna, Jeannette Rankin, al Cogresso degli Stati Uniti.</p>
<p>La sua incoronazione era gia&#8217; stata decretata ieri dai media Usa ma l&#8217;ex first lady ha preferito aspettare l&#8217;esito delle primarie dell&#8217;ultimo Super Tuesday del 2016 per celebrare la vittoria. &#8220;Si e&#8217; fatta la storia: le barriere possono cadere. Giustizia e liberta&#8217; possono vincere &#8211; ha rimarcato &#8211; insieme siamo piu&#8217; forti. La fine delle primarie e&#8217; solo l&#8217;inizio del lavoro che siamo chiamati a fare e se saremo uniti, saliremo insieme, perche&#8217; insieme siamo piu&#8217; forti&#8221;, ha sottolineato rendendo omaggio al rivale democratico Bernie Sanders e attaccando Donald Trump &#8220;inadeguato&#8221; per diventare presidente e &#8220;divisivo&#8221;.</p>
<p>Hillary e&#8217; salita sul palco del Navy Yard di Brooklyn sulle note di &#8220;Brave&#8221;, coraggiosa. Era visibilmente emozionata mentre stringeva la mano ai sostenitori in delirio, dopo aver lanciato un nuovo video dedicato all&#8217;emancipazione femminile. L&#8217;ex first lady si e&#8217; aggiudicata facilmente la prima vittoria della serata, in New Jersey. E se Sanders l&#8217;ha battuta in Nord Dakota, lei ha trionfato anche in New Mexico, in Sud Dakota e risulta in netto vantaggio in California. Una vera deblacle per il senatore del Vermont che aveva puntato tutto sullo Stato del Sole che assegna ben 475 delegati democratici. In Montana e&#8217; testa a testa.</p>
<p>Il presidente Barack Obama ha chiamato sia Hillary e sia Bernie, congratulandosi con il suo ex Segretario di stato per aver ottenuto i delegati necessari per la nomination e ha ringraziato il senatore del Vermont &#8220;per aver galvanizzato milioni di americani&#8221; con il suo impegno contro le diseguaglianze. Il presidente ricevera&#8217; il senatore giovedi&#8217; prossimo a Washington &#8220;per proseguire la discussione sulle importanti questioni in gioco in questa elezione&#8221;. E&#8217; presumibile che dopo l&#8217;incontro alla Casa Bianca arrivi l&#8217;atteso endorsement di Obama per la Clinton. &#8220;La sua storica campagna &#8211; recita la nota del presidente &#8211; ha ispirato in milioni ed e&#8217; il proseguimento della sua battaglia di una vita a favore delle famiglie della classe media&#8221;.</p>
<p>Donald Trump, unico candidato repubblicano in gara, ha vinto tutte e cinque le primarie Gop del Super Tuesday: Sud Dakota, New Mexico, New Jersey, Montana e California. Il suo discorso e&#8217; stato breve ed istituzionale. Per la prima volta non ha parlato di muri. Ha tentato di rassicurare l&#8217;establishment del partito sostenendo di &#8220;capire la responsabilita&#8217; del portare lo scettro&#8221; e ha attaccato la Clinton. &#8220;Alcuni dicono che sono troppo un lottatore ma la mia preferenza e&#8217; sempre per la pace. Il mio obiettivo e&#8217; sempre quello di unire le persone ma se sono obbligato a lottare per qualcosa a cui veramente tengo non mi tiro mai indietro&#8221;, ha dichiarato. &#8220;I Clinton hanno trasformato la politica dell&#8217;arricchimento in una forma d&#8217;arte per loro stessi&#8221;, ha poi rimarcato, invitando i sostenitori del democratico Bernie Sanders &#8220;tagliati fuori da un sistema distorto di super delegati&#8221; ad unirsi alla sua campagna. &#8220;Vi accogliamo &#8211; ha concluso &#8211; a braccia aperte&#8221;. Le primarie si chiuderanno martedi&#8217; 14 giugno con le consultazioni democratice di Washington Dc.</p>
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		<title>La corsa alla Casa Bianca, dati e retroscena in un ebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2016 12:09:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“USA 2016: e alla fine rimasero in due, Hillary e Donald”. È il titolo dell’e-book di Giampiero Gramaglia (edizioni IDE, Italic Digital Editions srl) che spiega in dettaglio come avviene l’elezione di un presidente degli Stati Uniti, introduce personaggi e protagonisti, fa conoscere chi è sceso in campo e chi no, segna le tappe della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">“<strong>USA 2016: e alla fine rimasero in due, Hillary e Donald</strong>”. È il titolo dell’e-book di Giampiero Gramaglia (edizioni IDE, Italic Digital Editions srl) che spiega in dettaglio come avviene l’elezione di un presidente degli Stati Uniti, introduce personaggi e protagonisti, fa conoscere chi è sceso in campo e chi no, segna le tappe della corsa. E offre uno strumento professionale ma anche di piacevole lettura per meglio comprendere che cosa avverrà da qui a martedì 8 Novembre, quando gli americani sceglieranno – per l’America e per il mondo – chi succederà a <strong>Barack Obama</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY">Un po’ cronaca e un po’ manuale, con tutti i dati, i nomi e i numeri essenziali del passato, del presente e dell’imminente futuro, ma anche con aneddoti e storie poco conosciute, come “la maledizione di Tecumseh” o “il segreto del peperoncino”, l’e-book è scaricabile in rete (<a href="http://www.italicdigitaleditions.it/catalogo-ebook/usa-2016-alla-fine-rimasero-in-due-hillary-e-donald/">http://www.italicdigitaleditions.it/catalogo-ebook/usa-2016-alla-fine-rimasero-in-due-hillary-e-donald/</a>) al costo di euro 2,99. E’ un lavoro “in progress”: il piano completo prevede l’uscita, a fine luglio, di un volume cartaceo con anche la versione digitale per chiudere il percorso delle primarie e delle convention e presentare gli ultimi decisivi cento giorni della sfida elettorale. Quindi, intorno al 10 novembre o comunque subito dopo dell’esito finale, ci sarà l’uscita di un altro volume sempre disponibile anche in e-book con i risultati delle elezioni e le prospettive della nuova presidenza degli Stati Uniti.</p>
<p align="JUSTIFY">Giampiero Gramaglia, giornalista di lunga esperienza maturata tra l’altro come corrispondente dall’estero, soprattutto dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti oltre ad avere diretto l’ANSA, ha realizzato – con la collaborazione di Gabriele Rosana, assistente alla comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali, un indispensabile strumento di lavoro. Usando come base di partenza gli articoli e i post pubblicati in oltre due anni sul sito www.GpNewsUsa2016.eu, che, dal 10 febbraio 2014, con la collaborazione tecnica dello Studio Ahmpla, scandisce i mille giorni di avvicinamento all’<strong>Election Day</strong>, lungo il percorso di quello che resta il più grande spettacolo politico mondiale.</p>
<p align="JUSTIFY">Italic Digital Editions, nata nel 2010 per favorire l’ingresso nel mondo dell’editoria digitale ai piccoli e medi editori ma anche agli autori (tra cui giornalisti, scrittori, saggisti), offre servizi avanzati per l’editoria digitale che spaziano dalla realizzazione di eBook alla conversione di testi digitali nei formati ePub, Kindle e Pdf fino alla realizzazione di siti internet specifici.</p>
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		<title>Donald Trump, il miliardario che sogna la Casa Bianca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 09:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un miliardo di dollari per il sogno della Casa Bianca. “Se devo spenderli, lo farò”. Parola di Donald John Trump, imprenditore e notissimo volto della televisione e della politica statunitense, con un patrimonio personale stimato in 9 miliardi di euro,  tra i principali candidati repubblicani, nella corsa alla Casa Bianca, per il dopo Barack Obama. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un miliardo di dollari per il sogno della Casa Bianca. <em>“Se devo spenderli, lo farò”.</em> Parola di <strong>Donald John Trump</strong>, imprenditore e notissimo volto della televisione e della politica statunitense, con un patrimonio personale stimato in <strong>9 miliardi di euro</strong>,  tra i principali candidati repubblicani, nella corsa alla Casa Bianca, per il dopo Barack Obama. A precisa domanda di un giornalista, fuori dai locali della fiera dello Iowa, il magnate statunitense si è detto pronto ad affondare pesantemente le mani nel proprio portafoglio personale, per coronare il sogno di diventare il presidente della più grande potenza politica mondiale.</p>
<p>Con il suo classico berretto da baseball rosso in testa, Trump si detto pronto a fare tutto quanto necessario per <em>“far tornare grande questo paese. La cosa che voglio, la cosa più importante”</em>. Al momento i sondaggi vedono il magnate al 17% delle preferenze, con un vantaggio di cinque punti su quello che dovrebbe essere il suo maggiore rivale, il governatore del Wisconsin, <strong>Scott Walker</strong>.<em> “Non credo di aver sbagliato niente per ora”</em>, ha dichiarato soddisfatto Trump. <em>“Ogni volta che qualcuno afferma che io abbia sbagliato qualcosa, guardiamo i sondaggi e miei numeri crescono”.</em></p>
<p>Una campagna elettorale, quella di Trump, con un solo grande cavallo di battaglia, che sta molto a cuore all’elettorato conservatore statunitense:<strong> la lotta all’immigrazione clandestina messicana.</strong> Una lotta senza quartiere, basata però su tre pilastri. <strong><em>“Una nazione senza confini non è una nazione”.</em></strong> Trump punta alla costruzione di un muro sui confini del sud, tra Stati Uniti e Messico. Un muro per il quale, il magnate promette addirittura il contributo economico dei confinanti.</p>
<p><em><strong>“Una nazione senza leggi, non è una nazione”.</strong></em> Il programma di Trump prevede la restituzioni delle leggi costituzionali agli americani. I politici le hanno rubate, ma ora è tempo che i cittadini possano tornare a vivere con la sicurezza garantita loro dalla costituzione.</p>
<p><em><strong>“Una nazione che non è al servizio della propria cittadinanza, non è una nazione”. </strong> </em>Anche il piano contro l’immigrazione, dovrà essere dalla parte degli americani e garantire loro lavoro e sicurezza.</p>
<p>Il candidato al ruolo di sfidante per la casa bianca, che dovrà vedersi anche dal terzo Bush che corre per la presidenza, il governatore della Florida Jeb, attacca anche il recente accordo con l’Iran sul nucleare. Secondo Trump occorre <em>“un’azione molto decisa”</em>, per interrompere lo sviluppo nucleare del governo degli Ayatollah.</p>
<p>Trump si presenta come un potenziale candidato decisamente istrionico, con un programma estremamente radicale ed il supporto di risorse economiche pressoché illimitate. La sua figura non è amata dalla stampa, che gli ha dedicato più di un editoriale decisamente critico. Tuttavia, la sua natura di self-made man, lo spinge a guardare avanti senza curarsi dell’opinione prevalente e a correre verso il traguardo prefissato con l’ottimismo del vincente e la spocchia di chi non ha bisogno di nessuno, ma anzi può permettersi di eliminare dal suo percorso chi non è d’accordo. Non stupisce perciò, che in occasione del suo comizio in Iowa, il candidato repubblicano sembra che abbia fatto negare le credenziali d’accesso al principale giornale dello Stato il The Des Moines Register, in seguito alla pubblicazione di un articolo avverso.  Trump ha negato l’addebito con una frase che spiega molto bene il tipo di personaggio:<em> “Non l’ho fatto, semplicemente perché non ritengo quel giornale rilevante”.</em> Se queste sono le prime scintille, siamo sicuri che da qui alle primarie ne vedremo delle belle.</p>
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		<title>Usa: impazza la polemica per il party di Obama con Prince</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 08:52:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In tempi di crisi e di spending review, anche il Presidente degli Stati Uniti d’America, l’uomo più potente ed influente del mondo, deve fare molta attenzione alle sue mosse. In questi giorni, in America, non si parla d’altro che del party organizzato da Barack Obama e da sua moglie Michelle, al quale hanno partecipato cinquecento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/16/usa-impazza-la-polemica-per-il-party-di-obama-con-prince/">Usa: impazza la polemica per il party di Obama con Prince</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In tempi di crisi e di spending review, anche il Presidente degli Stati Uniti d’America, l’uomo più potente ed influente del mondo, deve fare molta attenzione alle sue mosse. In questi giorni, in America, non si parla d’altro che del party organizzato da <strong>Barack Obama</strong> e da sua moglie <strong>Michelle</strong>, al quale hanno partecipato <strong>cinquecento invitati</strong>, allietati dall’esibizione, niente meno che di <strong>Prince</strong> e di <strong>Stevie Wonder</strong>, i quali si sono resi protagonisti, stando ai racconti dei presenti all’esclusivissimo party, anche di un duetto alla tastiera più unico che raro, eseguendo insieme <em>&#8220;Signed, Sealed, Delivered I&#8217;m yours&#8221;</em>.</p>
<p>Un party del genere ovviamente è stato preso a pretesto dai Repubblicani per criticare il Presidente, con l’appoggio di alcuni media, che hanno rimproverato a Obama, il fatto che <strong>l’evento non era stato segnalato sull’agenda ufficiale</strong>, pur non essendo catalogabile come totalmente privato. Lo staff del Presidente ha ribattuto, precisando che per la festa Obama ha pagato personalmente, con il preciso obiettivo di concedersi una serata, circondato da amici e familiari. <em>&#8220;Il presidente e la First Lady si riservano il diritto di ospitare party privati alla Casa Bianca e lo hanno fatto di tasca propria&#8221;</em>, ha assicurato il portavoce <strong>Josh Earnest</strong>. Alla serata, però, insistono i critici, erano presenti, insieme alle figlie Malia e Sasha, anche alcuni Vip come il quarterback dei Seahawks, Russell Wilson, la popstar Jon Bon Jovi e la fashion designer Naeem Khan. Star che non possono essere strettamente catalogati tra gli amici e i parenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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