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	<title>diabete Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Linee guida 2025 sul diabete di tipo 2: incontro a Roma il 1° luglio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/30/save-the-date-roma-1-7-2026-nuove-linee-guida-2025-diabete-tipo-2-sud/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologie sanitarie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 1° luglio 2026 a Roma presentazione delle Linee Guida 2025 sul diabete tipo 2: evidenze scientifiche e nuove tecnologie di monitoraggio glicemico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/30/save-the-date-roma-1-7-2026-nuove-linee-guida-2025-diabete-tipo-2-sud/">Linee guida 2025 sul diabete di tipo 2: incontro a Roma il 1° luglio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Le nuove Linee Guida 2025 per il diabete di tipo 2, validate dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità e basate sulle più recenti evidenze scientifiche, puntano a uniformare la pratica clinica e a migliorare qualità, equità e appropriatezza delle cure lungo tutta la filiera assistenziale, dalla prevenzione alla gestione della malattia.</p>
<p>Il controllo glicemico viene indicato come elemento cruciale: dati citati nelle linee guida sottolineano che un mancato controllo può ridurre l&#8217;aspettativa di vita di 7-8 anni. In questo quadro, le nuove tecnologie di monitoraggio glicemico emergono come opportunità per migliorare esiti clinici e qualità di vita delle persone con diabete.</p>
<p>Il documento sottolinea inoltre l&#8217;impatto crescente delle malattie croniche in un contesto demografico in evoluzione, con oltre il 40% della popolazione interessata da patologie croniche. Il diabete è descritto come una priorità di salute pubblica: tra le sue complicanze figurano cecità, amputazioni non traumatiche e insufficienza renale, e la malattia contribuisce in modo significativo ad eventi cardiovascolari come infarti e ictus. Le stime epidemiologiche segnalano una crescita continua della patologia a livello globale; in Italia sono presenti milioni di persone con diabete, con una quota rilevante di casi non diagnosticati e un&#8217;ampia popolazione a rischio. L&#8217;impatto economico sul sistema sanitario comprende costi diretti e indiretti rilevanti.</p>
<p>Per favorire una rapida e omogenea attuazione delle raccomandazioni, è stato organizzato un incontro di confronto tra istituzioni, clinici e cittadini con l&#8217;obiettivo di aumentare consapevolezza e conoscenza e contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è fissato per il 1° luglio 2026, dalle 10 alle 13, presso l&#8217;Hotel Delle Nazioni (Sala Campigli), in via Poli 6 a Roma. Il programma dell&#8217;iniziativa è consultabile sul sito dell&#8217;organizzatore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/30/save-the-date-roma-1-7-2026-nuove-linee-guida-2025-diabete-tipo-2-sud/">Linee guida 2025 sul diabete di tipo 2: incontro a Roma il 1° luglio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Diabete, Italia pioniera in UE con prima insulina settimanale al mondo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/10/diabete-italia-pioniera-in-ue-con-prima-insulina-settimanale-al-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 15:34:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Italiana del Farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una novità per circa 1,3 milioni di italiani, cioè per tutte le persone che convivono con il diabete e costrette a sottoporsi a iniezioni quotidiane di insulina basale.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/10/diabete-italia-pioniera-in-ue-con-prima-insulina-settimanale-al-mondo/">Diabete, Italia pioniera in UE con prima insulina settimanale al mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una novità per circa 1,3 milioni di italiani, cioè per tutte le persone che convivono con il diabete e costrette a sottoporsi a iniezioni quotidiane di insulina basale. È infatti disponibile in Italia, la prima insulina basale a somministrazione settimanale per il trattamento di soggetti adulti con diabete mellito di tipo 2 e di tipo 1 che richiedono più di un&#8217;iniezione di insulina al giorno. Grazie all&#8217;approvazione di questa nuova tecnologia da parte dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco, è possibile per i pazienti passare da 365 iniezioni di insulina all&#8217;anno a 52. Significa avere la possibilità di gestire il diabete con <strong>una sola iniezione a settimana</strong> anziché 7, con un miglioramento della qualità della vita, una potenziale maggiore aderenza terapeutica e anche un beneficio in termini di ridotto impatto ambientale. Se n&#8217;è discusso oggi a Roma in occasione della conferenza stampa dal titolo &#8216;Diabete, l&#8217;Italia pioniera con la prima insulina settimanale al mondo&#8217;, organizzata da Novo Nordisk Italia, con il patrocinio dell&#8217;Ambasciata di Danimarca in Italia. L&#8217;evento si è svolto al Palazzo delle Esposizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire i lavori il sottosegretario alla Salute, <strong>Marcello Porre </strong>il paziente al centro, semplificare l&#8217;aderenza alle terapie e garantire un&#8217;innovazione sostenibile sono priorità fondamentali nelle politiche sanitarie del nostro governo- ha detto- a tutela del diritto di accesso ai farmaci per tutti i cittadini. In un contesto demografico caratterizzato dall&#8217;invecchiamento della popolazione e dalla crescente incidenza delle patologie croniche, facilitare l&#8217;accesso ai trattamenti farmacologici è una necessità. Per i pazienti diabetici, la possibilità di passare dalla somministrazione quotidiana dell&#8217;insulina basale a quella settimanale rappresenta un progresso concreto in questa direzione. Il fatto che l&#8217;Italia sia il primo Paese al mondo a rendere disponibile questa innovazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale testimonia la forza di una collaborazione virtuosa tra istituzioni, politica, industria, comunità scientifica e associazioni dei pazienti, unite per migliorare la qualità di vita dei cittadini. È anche la conferma della solidità e dell&#8217;eccellenza del sistema farmaceutico e regolatorio italiano nel panorama internazionale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;innovazione, questa, che è stata considerata una priorità di salute per il Paese sia dalle autorità sanitarie sia dalla comunità scientifica. L&#8217;Italia, infatti, è il primo Paese in Europa ad aver completato il processo autorizzativo per l&#8217;accesso a questa innovazione, a meno di un anno dalla sua approvazione in Europa. &#8220;Per l&#8217;Italia è motivo di orgoglio poter essere il primo Paese ad aver concluso la procedura approvativa della prima insulina settimanale al mondo- ha commentato il Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato- Questa importante innovazione può permettere, concretamente, alle persone con diabete di poter migliorare la loro qualità di vita, rendendo più semplice la gestione della malattia e riducendo anche l&#8217;impatto ambientale grazie al minor numero di iniezioni. Questo primato dimostra, ancora una volta, l&#8217;impegno delle istituzioni italiane nel riconoscere l&#8217;importanza dell&#8217;innovazione nel mondo della salute, che potrebbe cambiare la vita di milioni di persone. Diventa quindi cruciale che tutti gli interlocutori continuino a lavorare insieme per fare sistema e per rendere accessibili soluzioni sempre più innovative, anche in futuro, a vantaggio dei pazienti e della comunità&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Garantire ai pazienti l&#8217;accesso rapido alle innovazioni, secondo il vicepresidente della Camera,<strong> Giorgio Mulè</strong>, è un &#8220;impegno che le istituzioni del nostro Paese portano avanti con convinzione e con impegno continuo. Lo abbiamo fatto nel 2023 con la legge 130 sullo screening pediatrico da zero a 17 anni per il diabete di tipo 1 e lo abbiamo ribadito oggi garantendo alle persone con diabete l&#8217;accesso alla prima insulina settimanale al mondo. Un&#8217;introduzione che pone l&#8217;Italia ancora una volta in una posizione di eccellenza per quanto riguarda le priorità di salute in tema di cronicità, perché siamo tra i primi Paesi al mondo ad aver reso disponibile questa innovazione&#8221;. Oggi la terapia insulinica comporta almeno un&#8217;iniezione al giorno, con ricadute sulla sfera personale, sociale e lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa complessità quotidiana incide sulla qualità della vita e sull&#8217;aderenza al Si stima che il 50% dei pazienti ritardi di oltre due anni l&#8217;avvio della terapia insulinica- hanno fatto sapere gli esperti durante la conferenza- In Italia, un paziente su tre non è ancora trattato con insulina, nonostante valori di HbA1c =9%. In uno studio, oltre il 90% di medici e pazienti ha espresso il desiderio di poter evitare le iniezioni giornaliere. Il ritardo nell&#8217;avvio del trattamento insulinico espone inoltre a un rischio aumentato di complicanze gravi: infarto (+67%), insufficienza cardiaca (+64%), ictus (+51%), nefropatia (+18%), neuropatia (+8%) e retinopatia (+7%)&#8221;. Negli studi clinici di fase 3, l&#8217;insulina settimanale ha permesso una riduzione della glicemia (misurata come variazione dell&#8217;HbA1c) rispetto all&#8217;insulina basale giornaliera favorendo il controllo glicemico nelle persone con diabete di tipo 21,4. L&#8217;introduzione in Italia della prima insulina settimanale rappresenta quindi un cambiamento significativo nella gestione del diabete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha commentato<strong> Alfredo Galletti,</strong> vicepresidente e general manager di Novo Nordisk In Novo Nordisk, siamo impegnati ad aiutare le persone con patologie croniche come il diabete, a vivere con maggiore libertà, miglior controllo e minore carico quotidiano, ed è per noi motivo di orgoglio portare questa innovazione ai pazienti. Siamo lieti di poter annunciare la disponibilità in Italia della prima insulina settimanale al mondo e desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo storico traguardo, rivolgendoci alle istituzioni e alle società scientifiche per l&#8217;attenzione che hanno posto sul tema dell&#8217;innovazione nel diabete a beneficio di tutte le persone che convivono con questa patologia. Con questa innovazione si può migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti, segnando un progresso fondamentale nella gestione della malattia e permettendo al sistema di rispondere al meglio ad un&#8217;importante sfida di salute pubblica&#8221;. Novo Nordisk, infine, avvierà la campagna social &#8216;Long Story Short&#8217;, realizzata in collaborazione con FAND, per informare i pazienti sull&#8217;importanza della qualità di vita e dell&#8217;innovazione nel diabete.</p>
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		<title>3,5 mln italiani con diabete, ecco nuovo pdta per gestire emergenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 16:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[diabete pronto soccorso]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie croniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i 3,5 milioni di persone affette da diabete in Italia, una su sei viene ricoverata almeno una volta all&#8217;anno, spesso restando in osservazione in pronto soccorso per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/28/35-mln-italiani-con-diabete-ecco-nuovo-pdta-per-gestire-emergenza/">3,5 mln italiani con diabete, ecco nuovo pdta per gestire emergenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra i 3,5 milioni di persone affette da diabete in Italia, <strong>una su sei viene ricoverata almeno una volta all&#8217;anno</strong>, spesso restando in osservazione in pronto soccorso per periodi fino a 36 ore. Questo dato, evidenziato da una recente indagine, mette in luce una criticità significativa: l&#8217;impatto delle complicanze legate a questa patologia cronica sul sistema sanitario, già gravato dal sovraffollamento delle strutture di emergenza. Tali complicanze sono frequentemente attribuibili a una gestione inadeguata della terapia farmacologica, a un monitoraggio insufficiente della glicemia, a una scarsa aderenza terapeutica e, più in generale, alla limitata diffusione di modelli di medicina preventiva e proattiva. Il risultato è un aumento considerevole dei costi per il Servizio sanitario nazionale. Per affrontare questa problematica, la rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB) ha organizzato oggi a Roma, presso l&#8217;Istituto Sturzo, un Dialogue Meeting. Promosso sotto l&#8217;egida dell&#8217;Intergruppo Parlamentare Diabete, Obesità e Stili di Vita, l&#8217;evento ha visto la partecipazione di società scientifiche e associazioni di pazienti. L&#8217;obiettivo è definire le basi per un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (Pdta) dedicato alla gestione delle persone con diabete nei pronto soccorso, elaborando un documento-proposta che possa guidare interventi futuri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nell&#8217;ambito di una più efficiente gestione della patologia diabetica- ha affermato in un suo messaggio di adesione all&#8217;iniziativa la<strong> senatrice Daniela Sbrollini,</strong> vicepresidente della X commissione permanente del Senato e presidente dell&#8217;Intergruppo parlamentare obesità, diabete e per le malattie croniche non trasmissibili- ritengo di assoluta utilità disporre di uno strumento di lavoro e di indirizzo contenente indicazioni per superare l&#8217;assenza di una reale <strong>continuità assistenziale tra ospedale e territorio</strong> nella gestione del rapporto tra cronicità ed acuzie. La medicina del territorio e le future case di comunità dovranno creare i presupposti per liberare i pronto soccorso dai casi non urgenti che sarebbero gestibili al di fuori dei presidi ospedalieri&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Frutto dei contributi di un comitato di alto profilo scientifico ed istituzionale, il documento non solo pone l&#8217;accento sulla mancanza di una strutturata continuità assistenziale tra ospedale e territorio, ma raccomanda anche di concretizzare una gestione integrata dei dati clinici che possa essere disponibile ai diversi operatori sanitari che gravitano attorno alla persona con diabete, lamentando ancora un utilizzo inadeguato dell&#8217;innovazione tecnologica che oggi consentirebbe una più agevole gestione della patologia. A tal proposito il dottor <strong>Federico Serra,</strong> Capo della segreteria tecnica dell&#8217;Intergruppo parlamentare Obesità e Diabete, ha sottolineato che &#8220;rafforzando una organica presa in carico del paziente cronico e diabetico sul territorio si contribuisce ad alleggerire la pressione sui pronto soccorso che sono un caposaldo centrale del nostro sistema sanitario nel quale gli operatori devono prestare la propria opera con un minor livello di affanno&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Inoltre- ha proseguito- va ricordato che l&#8217;accesso al pronto soccorso nelle aree interne marginali è particolarmente difficile e che l&#8217;<strong>ausilio dell&#8217;innovazione tecnologica potrebbe offrire un valido supporto</strong> per la prevenzione di episodi acuti&#8221;. La sanità nazionale sta tuttavia evidenziando limiti di efficienza perché, nonostante esistano oggi diversi Pdta (regionali e/o aziendali) per il diabete che identificano iter, sequenza e tempi del processo assistenziale che dovrebbe assicurare appropriatezza ed efficacia, le persone con diabete continuano ad accedere ai pronto soccorso a causa del mancato controllo glicemico e accade frequentemente che siano gli stessi servizi di emergenza a diagnosticare per primo il diabete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Si pone quindi la necessità- è intervenuta la professoressa <strong>Paola Pisanti</strong>, coordinatrice del comitato che ha realizzato il documento-proposta- che si metta a punto un nuovo Pdta specifico che prenda le mosse da un&#8217;adeguata formazione del personale ospedaliero/territoriale, e che preveda, prima della sua dimissione, una organica azione informativa sul paziente oltre che sull&#8217;eventuale caregiver e che porti ad una reale e successiva presa in carico della persona con diabete sia in età adulta che in età evolutiva, in particolare il diabete di tipo 1, in tutte le fasi di necessaria assistenza. Un insieme di elementi informativi che deve trasferire maggior consapevolezza della malattia, focus adeguato circa l&#8217;importanza dell&#8217;aderenza terapeutica che oggi può essere resa più efficiente anche con l&#8217;utilizzo dei dispositivi autogestiti di monitoraggio continuo della glicemia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il<strong> pronto soccorso è quindi, di fatto, un nodo strategico</strong> nella gestione della patologia diabetica e un polo di acquisizione di dati e informazioni in grado di offrire importanti elementi di valutazione: dal numero assoluto dei pazienti che vi accedono per la mancata presa in carico da parte della rete territoriale diabetologica alla valutazione della ripetitività prescrittiva dei medici di medicina generale/ pediatri di libera scelta o al loro livello di aggiornamento in materia o, ancora, al loro mancato engagement del paziente; dagli accessi determinati dal piede diabetico, da considerarsi come indicatore indiretto di inadeguatezza del Pdta adottato e della scarsa diffusione della medicina di iniziativa, alla percentuale di utilizzo dei dispositivi di monitoraggio in continuo dei livelli glicemici, dallo stato di aggiornamento della medicina di base come referente per gli specialisti alla sua capacità di essere il primo step in grado di valutare la capacità del paziente di comprendere e utilizzare le nuove tecnologie per la misurazione dei livelli glicemici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori sono stati presieduti dal professor <strong>Andrea Lenzi,</strong> Emerito di Endocrinologia all&#8217;Università La Sapienza di Roma e presidente del Comitato di Biosicurezza, Biotecnologie e Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio. &#8220;Se si considera che la <strong>spesa sanitaria annuale per la patologia diabetica,</strong> parliamo solo dei costi diretti, è di circa <strong>10 miliardi di euro</strong>, il 53% dei quali è assorbito dalla spesa ospedaliera- ha evidenziato Lenzi durante la sua Lectio magistralis- si comprende bene come sia fondamentale un approccio organizzativo più efficace ed efficiente che passi da una logica ancora prevalente di sanità di attesa ad una più incisiva logica di sanità di iniziativa, caratterizzata anche da attività di prevenzione e formazione sui pazienti e sui caregivers&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prima sessione del Dialogue Meeting si è concentrata sugli aspetti gestionali della cronicità in regime di emergenza urgenza, con particolare riferimento alla necessità di disporre di nuovi strumenti di policy sanitaria tra efficacia clinica ed efficienza organizzativa, affidata alla moderazione del dottor <strong>Federico Serra</strong>, Capo della segreteria tecnica dell&#8217;Intergruppo parlamentare Obesità e Diabete. La seconda, moderata dal professor Francesco Pugliese, in rappresentanza della Società italiana medicina d&#8217;emergenza-urgenza (Simeu), ha acceso i riflettori sui temi dell&#8217;automonitoraggio della glicemia, della telemedicina e dell&#8217;efficientamento dei percorsi per il diabete</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/28/35-mln-italiani-con-diabete-ecco-nuovo-pdta-per-gestire-emergenza/">3,5 mln italiani con diabete, ecco nuovo pdta per gestire emergenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. L&#8217;insulina compie 100 anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/06/04/sanita-linsulina-compie-100-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 09:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[glicemia]]></category>
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		<category><![CDATA[terapia diabetologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La grande svolta nella terapia diabetologica è arrivata con i sensori, i micro-infusori e il pancreas artificiale ibrido: non è più la testa del paziente a mettere insieme&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/06/04/sanita-linsulina-compie-100-anni/">Sanità. L&#8217;insulina compie 100 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La grande svolta nella terapia diabetologica è arrivata con i sensori, i micro-infusori e il pancreas artificiale ibrido: non è più la testa del paziente a mettere insieme i dati e i bisogni di insulina, ma un dispositivo automatico ed intelligente, grazie al quale molti più pazienti riescono a curare meglio il diabete&#8221;. A dirlo è Riccardo Bonfanti, responsabile dell&#8217;Unità funzionale Diabetologia pediatrica dell&#8217;IRCCS San Raffaele di Milano, che racconta la lunga storia delle terapie per il diabete, dalla scoperta dell&#8217;insulina, un secolo fa, ad oggi nella sua relazione al 76esimo Congresso italiano di pediatria, organizzato in modalità digitale dalla Società italiana di pediatria (Sip). &#8220;La storia della terapia insulinica parte cento anni fa, a Toronto in Canada, quando fu scoperta e isolata: il diabete, da malattia incurabile poteva essere gestita solo con una dieta proteica che però portava alla morte dopo uno o due anni. Con l&#8217;insulina si è passati ad una terapia. Da allora, come disse Banking che la scoprì, quando prese il premio Nobel nel 1922, &#8216;questa non è la cura ma solo una terapia contro la malattia&#8217;. Dopo 30 anni ci si è accorti che il diabete portava anche alla cecità almeno il 50% dei pazienti. Con l&#8217;ingegneria genetica con cui siamo arrivati all&#8217;insulina, non più estrattiva ma proteica, si sono raggiunti nuovi traguardi grazie alla tecnologia e la grande svolta è arrivata con i sensori. Oggi finalmente dai sensori si è arrivati ai microinfusori e al pancreas artificiale ibrido, con il quale non è più la testa del paziente a mettere insieme i dati e i bisogni di insulina, ma un dispositivo automatico grazie al quale si raggiungono ottimi risultati. Oggi oltre il 70% dei pazienti riescono a stare in un range di trattamento. Questo cambierà ulteriormente la storia futura del paziente&#8221;. Per tanto tempo il pancreas artificiale è stato considerato il Sacro Graal della Diabetologia. &#8220;Ho condotto diversi studi sui bambini e oggi possiamo avere questo strumento per trattare i pazienti nella terapia. Il problema è l&#8217;approccio educativo: bisogna spiegare cos&#8217;è un micro-infusore, cos&#8217;è l&#8217;algoritmo e come funziona, educare il paziente a gestire tutto questo. L&#8217;obiettivo è portare sempre più pazienti a utilizzare questi strumenti con la dovuta efficacia. Quando riusciremo ad ampliare la platea di coloro che possono beneficiarne la situazione terapeutica cambierà: ad oggi circa il 30% riesce ad entrare in target con le cure a disposizione- precisa Bonfanti- ma con il pancreas artificiale possiamo arrivare ad aumentare questa percentuale in maniera significativa, e questo renderebbe migliore la vita del paziente&#8221;. Per quanto riguarda i bambini, il pancreas artificiale ibrido è riconosciuto valido dai 6 anni in poi: su dosi piccole l&#8217;algoritmo fa fatica a gestire bene i dati. &#8220;C&#8217;è uno studio in corso sui bambini da 2 a 6 anni che verrà pubblicato a breve, ma già ora i bambini sotto i sei anni possono beneficiare di algoritmi predettivi che interrompono la somministrazione di insulina qualora il bambino rischia di andare in ipoglicemia. È chiaro che lavoreremo sui pazienti più piccoli con algoritmi predittivi sull&#8217;iper e ipoglicemia, la sfida adesso è questa&#8221;, conclude lo specialista.</p>
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		<title>Salute. Insulina compie 100 anni, Sanofi Italia mette in musica DNA proteina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 18:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/01/27/salute-insulina-compie-100-anni-sanofi-italia-mette-in-musica-dna-proteina/">Salute. Insulina compie 100 anni, Sanofi Italia mette in musica DNA proteina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si celebrano quest&#8217;anno i 100 anni della scoperta dell&#8217;insulina. Questa proteina venne infatti prodotta per la prima volta nel 1921 per trattare il diabete, patologia allora del tutto priva di soluzioni terapeutiche quindi dall&#8217;esito infausto. Per celebrare questa importante ricorrenza della storia della medicina Sanofi ha deciso di mettere in musica il DNA della proteina e trasformare la proteina in un vero e proprio spartito musicale. &#8216;Suonare&#8217; l&#8217;insulina quindi per celebrare una scoperta scientifica che ha dato il via a una storia di innovazioni e nuove possibilita&#8217; per le persone con diabete. Un inno alla vita, una melodia unica nel suo genere perche&#8217; prende vita dalla sequenza di amminoacidi delle due catene polipeptidiche dell&#8217;insulina. A 100 anni dalla sua scoperta, oggi risulta inimmaginabile un mondo senza insulina. Ma e&#8217; esattamente un secolo fa che a Toronto gli scienziati Frederick Grant Banting, Charles Herbert Best e John James Rickard Macleod furono in grado di produrla per la prima volta dando vita al primo trattamento del diabete. Quello che oggi rappresenta infatti lo strumento chiave per contrastare la patologia e&#8217; stata una conquista scientifica fondamentale che ha salvato e ogni giorno continua a salvare milioni di vite. In Italia si stima che siano circa 4 milioni[1] le persone che vivono con il diabete (nel mondo sono oltre 400 milioni[2]), e che, grazie a questa scoperta e al progresso scientifico che ha consentito di mettere a punto strategie terapeutiche sempre piu&#8217; efficienti, possono vivere appieno la propria vita, contrastando di fatto la patologia. Da allora, ci sono stati molti progressi nella produzione di insulina e Sanofi, raccogliendo l&#8217;eredita&#8217; di Hoechst, ha giocato un ruolo da protagonista accompagnando la vita dei pazienti con soluzioni terapeutiche sempre piu&#8217; innovative in grado di contrastare gli effetti del diabete. Un esempio concreto di come la ricerca scientifica possa concretamente cambiare radicalmente la storia naturale di una patologia e migliorare le aspettative e la qualita&#8217; della vita.</p>
<p>&#8220;L&#8217;idea di estrarre l&#8217;insulina dal pancreas e utilizzarla per il trattamento del diabete nel 1921 ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in grado di cambiare radicalmente la storia naturale della patologia. Dal suo sviluppo alla sua successiva applicazione come terapia ha infatti salvato decine di milioni di vite di persone con diabete tipo 1 e trasformato la prospettiva e la qualita&#8217; della vita di centinaia di milioni di persone con diabete tipo 2 nel mondo- ha dichiarato il Prof. Geremia Brunetto Bolli, Professore di Endocrinologia dell&#8217;Universita&#8217; di Perugia Le piu&#8217; recenti evoluzioni dell&#8217;insulina hanno consentito inoltre di ottenere analoghi di nuova generazione sempre piu&#8217; efficaci e sicuri: l&#8217;elegante tecnica di ingegneria cellulare del DNA ricombinante ha consentito in questo senso di creare delle insuline diversificate e sempre piu&#8217; idonee ai bisogni e alle caratteristiche di ciascuna persona che convive con il diabete sia di tipo 1 che di tipo 2&#8221;. &#8220;Tradizionalmente nella percezione generale la terapia insulinica richiama nei pazienti sentimenti negativi poiche&#8217; viene a volte percepita come una limitazione all&#8217;interno della propria quotidianita&#8217;. Al contrario, l&#8217;insulina rappresenta una terapia per la liberta&#8217;- ha dichiarato il Prof. Luigi Laviola, professore Associato in Endocrinologia presso Universita&#8217; degli Studi di Bari &#8216;Aldo Moro- In questo ultimo secolo, l&#8217;innovazione scientifica e culturale diventa innovazione tecnologica, e tutto contribuisce ancora una volta a regalare liberta&#8217; al paziente, consentendogli una vita flessibile e secondo le sue scelte personali. Il paziente compie infatti insieme al team diabetologico un percorso che lo porta progressivamente a scoprire come l&#8217;insulina consenta di recuperare una migliore qualita&#8217; della propria vita&#8221;. All&#8217;evento &#8220;INSULinMUSIC&#8221;, moderato dalla giornalista Maria Concetta Mattei, hanno partecipato il Prof. Geremia Brunetto Bolli, coordinatore del Dipartimento di Medicina, Sezione Medicina Interna e Scienze Endocrine e Metaboliche di Perugia, il Prof. Luigi Laviola, professore Associato in Endocrinologia presso Universita&#8217; degli Studi di Bari &#8216;Aldo Moro&#8217;, Paolo Soffientini, divulgatore scientifico, scrittore e musicista che ha trasformato la sequenza del DNA della proteina dell&#8217;insulina in un brano musicale, Emmanuelle Valentin, General Manager BU General Medicines Sanofi Italia, e Katia Massaroni, Country Medical Head General Medicines di Sanofi. L&#8217;evento e&#8217; stato trasmesso in live streaming su Facebook e su YouTube</p>
<p>&#8220;La storia di Sanofi e&#8217; da sempre legata all&#8217;insulina nel trattamento del diabete. Da ormai un secolo l&#8217;Azienda lavora e si impegna per mettere a disposizione dei pazienti soluzioni terapeutiche in grado di migliorare la qualita&#8217; della loro vita, elaborando sempre nuovi e innovativi processi che hanno portato a rendere possibili anche gli attuali standard di trattamento- ha dichiarato Emmanuelle Valentin, General Manager BU General Medicines Sanofi Italia- Occorre sempre ricordare come il diabete rappresenti ancora oggi una delle principali cause di morte e disabilita&#8217; in tutto il mondo: per questo Sanofi e&#8217; e sara&#8217; al fianco dei pazienti, degli operatori sanitari e delle istituzioni per svolgere il proprio ruolo attivo per contribuire a migliorare la conoscenza della patologia e trovare strade sempre piu&#8217; innovative per gestirla&#8221;.</p>
<p>SANOFI, UNA STORIA DI IMPEGNO NEL DIABETE LUNGA 100 ANNI La storia dell&#8217;insulina e&#8217; indissolubilmente legata a quella di Sanofi: l&#8217;azienda tedesca Hoechst, entrata a far parte della famiglia Sanofi sin dagli anni 20 del &#8216;900 e&#8217; stata infatti una delle aziende capofila nella produzione di insulina, elaborando sempre nuovi e innovativi processi che hanno portato fino alla realizzazione della prima terapia a uso umano mediante la nuova tecnica del DNA ricombinante (insulina glargine che tutt&#8217;oggi rappresenta lo standard di terapia). Il percorso di progresso scientifico si e&#8217; poi evoluto grazie a tecniche di ingegneria genetica e alla piu&#8217; recente formulazione e sviluppo di analoghi dell&#8217;insulina umana di nuova generazione, con proprieta&#8217; di assorbimento, efficacia e sicurezza sempre piu&#8217; avanzate: ne e&#8217; un esempio l&#8217;insulina glargine 300 U/mL, l&#8217;insulina basale di nuova generazione per il trattamento del diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2 e di recente autorizzata come trattamento del diabete anche nei bambini dai 6 ai 17 anni di eta&#8217;.</p>
<p>Il diabete rappresenta tutt&#8217;oggi una delle principali cause di morte e disabilita&#8217; in tutto il mondo. Nel 2015, erano circa 415 milioni le persone affette da diabete e si stima che questo numero sia destinato a raggiungere i 640 milioni di persone entro il 2040. Sempre nel 2015, si stima che 17,7 milioni di persone siano morte per patologie cardiovascolari. Per rispondere a questa esigenza di salute, Sanofi, offre una rosa di soluzioni che, con la loro storia, rappresentano oggi lo standard terapeutico. Contestualmente, il Gruppo propone soluzioni innovative che consentono un approccio integrato per la cura del paziente attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti, device, servizi e strumenti multicanale. Il Gruppo Sanofi e&#8217; al fianco delle persone con diabete attraverso un approccio integrato, personalizzato sui bisogni dei pazienti e con un portafoglio ampio e differenziato: dall&#8217;insulina ai suoi analoghi, alle terapie in combinazione, fino ai farmaci antidiabetici orali, ai dispositivi &#8220;patient-friendly&#8221; per la somministrazione e agli strumenti di automonitoraggio della glicemia applicati alla telefonia mobile. Sanofi collabora, inoltre, con tutti i principali interlocutori impegnati nella lotta contro questa patologia: autorita&#8217; sanitarie, societa&#8217; scientifiche, associazioni di pazienti. L&#8217;obiettivo e&#8217; contribuire a migliorare la diagnosi, aumentare le conoscenze dei pazienti sulla patologia e supportare la formazione degli operatori sanitari.</p>
<p><iframe title="INSULinMUSIC" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/A3iNc8tXNSk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Diabete:  a rischio un terzo delle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 11:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Centotredici visite in diabetologia da cui arriva un severo monito per le donne: un terzo delle esaminate e&#8217; obeso e rischia di entrare, senza averne piena coscienza, nell&#8217;anticamera&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Centotredici visite in diabetologia da cui arriva un severo monito per le donne: un terzo delle esaminate e&#8217; obeso e rischia di entrare, senza averne piena coscienza, nell&#8217;anticamera della malattia. L&#8217;eccedenza ponderale o l&#8217;obesita&#8217; (a seconda dell&#8217;entita&#8217; di eccesso di chili) sono infatti il &#8216;concime&#8217; di cui si nutre il terreno del diabete di tipo 2 che e&#8217; dovuto per lo piu&#8217; all&#8217; eccesso di peso e che, associato a scarsita&#8217; o assenza di movimento, puo&#8217; favorire l&#8217;insorgenza della patologia. L&#8217;inconsapevolezza del rischio e&#8217; stata riscontrata nel 30% delle donne visitate e a far aumentare la preoccupazione c&#8217;e&#8217; un altro elemento: si tratta di donne che per la prima volta si sono rivolte a diabetologia per sottoporsi a controlli, approfittando delle visite offerte dagli ospedali italiani con maggior qualita&#8217; nei servizi di prevenzione al femminile (tra i quali figura il San Salvatore), nell&#8217;ambito della manifestazione<strong> H-Open month</strong>, promossa da Onda (osservatorio nazionale salute delle donne) All&#8217;<strong>ospedale di L&#8217;Aquila</strong>, sulle 33 donne con eccesso ponderale o obesita&#8217; (eta&#8217; media 56-58 anni), il servizio di diabetologia dell&#8217;ospedale San Salvatore, diretto da <strong>Rossella Iannarelli</strong>, ha disposto, dopo le visite dei giorni scorsi, una serie di analisi per indagare nel dettaglio la situazione di ciascuna e mettere eventualmente in atto la prevenzione.</p>
<p>Del resto, l&#8217;obesita&#8217;, in aggiunta a stili di vita sbagliati e protratti nel tempo, e&#8217; la causa del diabete tipo 2 in una percentuale dell&#8217;80%. Le altre donne (80), sottoposte a visita, erano invece gia&#8217; alle prese, a diverso titolo, con la malattia e per loro il controllo e&#8217; stata l&#8217;occasione per fare ulteriori monitoraggi. Anche il servizio ginecologia, diretto dal prof. <strong>Gaspare Carta</strong>, ha svolto un ragguardevole volume di lavoro in occasione del corrente mese dedicato alla prevenzione. Gli ambulatori, in piu&#8217; giornate, hanno esaminato 111 donne tra i 22 i 66 anni. L&#8217;incontinenza urinaria e&#8217; in vetta alle problematiche uro-ginecologiche emerse dal monitoraggio, le cui operazioni in ambulatorio sono state coordinate dalla prof.ssa <strong>Angela D&#8217;Alfonso</strong>. Per volume di prestazioni assicurate Ginecologia, per l&#8217;occasione, ha svolto uno dei controlli di piu&#8217; ampio respiro sulle donne, come confermato dal gran numero di chiamate che il servizio ha ricevuto, anche a prenotazioni chiuse.</p>
<p>Pioggia di telefonate anche a Cardiologia, diretta da <strong>Sabrina Cicogna</strong>, che durante la scorsa settimana ha evaso tutte le 40 prenotazioni, inoltrate con grande rapidita&#8217; dalle utenti. A tutte e&#8217; stato fatto l&#8217;elettrocardiogramma. Chi fara&#8217; prevenzione per tutto il mese corrente, nell&#8217;ambito dell&#8217;H-Open month, e&#8217; il centro epilessia, diretto da <strong>Paolo Aloisi</strong>, che, dal 2 ottobre scorso a oggi, ha compiuto 12 visite, in aggiunta alla consueta attivita&#8217; giornaliera del servizio, a donne tra 20-40 anni. Dai controlli, emerge in parte una sorpresa: poche le donne andate in ospedale per l&#8217;epilessia. Per lo piu&#8217; il motivo e&#8217; riconducibile, in senso ampio, al filone spiccatamente neurologico: ansia, cefalee e vertigini.</p>
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		<title>Olio extravergine per cura e prevenzione diabete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 10:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;olio extravergine di oliva potrebbe prevenire e curare il diabete. Almeno questo è quanto emerso da uno studio dell&#8217;Università La Sapienza di Roma, pubblicato sulla rivista Nutrition &#38;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/23/olio-extravergine-per-cura-e-prevenzione-diabete/">Olio extravergine per cura e prevenzione diabete</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;olio extravergine di oliva potrebbe prevenire e curare il diabete. Almeno questo è quanto emerso da uno studio dell&#8217;<strong>Università La Sapienza di Roma, </strong>pubblicato sulla rivista <strong><em>Nutrition &amp; Diabetes</em></strong>. I risultati sono stati presentato questa mattina, alla presenza del rettore Eugenio Gaudio, da Francesco Violi, coordinatore dello studio.</p>
<p>Lo studio ha dimostrato che l&#8217;olio extravergine di oliva <strong>riduce la glicemia ed aumenta l&#8217;insulinemia nei pazienti sani</strong>, aprendo interessanti prospettive circa il suo uso nei pazienti con diabete, in cui la glicemia post-prandiale può essere molto elevata e potenzialmente dannosa per il sistema cardio-circolatorio. Negli studi finora pubblicati non era stato mai individuato il meccanismo attraverso il quale l&#8217;olio interferisse con il metabolismo del glucosio. <strong>Nella ricerca è stato analizzato il profilo glucidico e lipidico di 25 soggetti sani randomizzati</strong> sperimentando, con una metodologia &#8220;cross-over&#8221;, la somministrazione di una dose di 10 grammi di olio d&#8217;oliva in un pasto con tipico cibo mediterraneo.</p>
<p>I ricercatori hanno verificato gli effetti della somministrazione del nutriente sia rispetto a un pranzo nel quale non era presente l&#8217;extravergine (I studio), sia rispetto a un pranzo nel quale era presente l&#8217;olio di semi (II studio). Prima del pasto (ore 13,00) e 2 ore dopo (ore 15,00) sono stati studiati il profilo glucidico dei soggetti (glucosio, insulinemia, ed incretine) e il profilo lipidico (colesterolemia, triglicerididemia e HDL colesterolo). I risultati della ricerca hanno dimostrato che <strong>2 ore dopo il pasto, i soggetti che assumevano l&#8217;olio d&#8217;oliva avevano valori significativamente pii&#8217; bassi di glicemia e livelli più alti di insulinemia</strong>; a lato di ciò, era evidenziato un aumento significativo delle incretine e una riduzione significativa del colesterolo serico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/23/olio-extravergine-per-cura-e-prevenzione-diabete/">Olio extravergine per cura e prevenzione diabete</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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