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	<title>farmaci Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Scuola. Fumo, caffè e farmaci: è stress maturità per 2 studenti su 3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 05:50:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stress, disturbi del sonno, cattive abitudini alimentari e molto altro. Oltre la metà dei maturandi sta vivendo l&#8217;avvicinamento all&#8217;esame in &#8216;compagnia&#8217; di almeno una di queste problematiche. E&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/19/scuola-fumo-caffe-e-farmaci-e-stress-maturita-per-2-studenti-su-3/">Scuola. Fumo, caffè e farmaci: è stress maturità per 2 studenti su 3</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Stress, disturbi del sonno, cattive abitudini alimentari e molto altro. Oltre la metà dei maturandi sta vivendo l&#8217;avvicinamento all&#8217;esame in &#8216;compagnia&#8217; di almeno una di queste problematiche. E le &#8216;toppe&#8217; spesso sono peggio del &#8216;buco&#8217;: 1 studente su 2 sta bevendo più caffè o bevande energizzanti, una quota simile sta invece facendo ricorso a farmaci o integratori per migliorare le proprie performance intellettive, mentre oltre 2 fumatori su 3 stanno aumentando il consumo di nicotina in tutte le sue forme. Lo segnala una ricerca condotta nei giorni scorsi da Skuola.net &#8211; su un campione di 1.104 ragazze e ragazzi di quinto superiore &#8211; in collaborazione con gli psicologi e psicoterapeuti dell&#8217;Associazione Nazionale &#8216;Di.Te&#8217;. (Dipendenze tecnologiche, Gap, Cyberbullismo). Questo perché, quando siamo ormai a ridosso dell&#8217;inizio degli Esami di Stato 2023, la maggior parte dei maturandi (56%) ammette di provare sensazioni negative come ansia, rabbia, sconforto, desiderio di fuggire. E per un ulteriore 31% queste si affacciano giusto ogni tanto, con continui sbalzi d&#8217;umore. Solo 1 studente su 7, dunque, può dichiarare una totale assenza di sensazioni negative interiori. Inoltre, quasi tutti già prevedono che le cose peggioreranno nell&#8217;immediata vigilia delle prove. Oltre 9 su 10 pensano che il livello dell&#8217;umore andrà calando ulteriormente: quasi 2 su 3 (il 63%) ne sono certi, mentre il 29% lo ritiene probabile. Così come oltre 3 su 4 immaginano che andrà peggiorando anche il loro stato psico-fisico: per il 44% è sicuro, per il 34% è una possibilità concreta. Un blocco psicologico, quello a cui stanno andando incontro i maturandi, che coinvolge la mente ma anche il corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, tutto parte dalla testa: per 2 su 3 (66%) l&#8217;attesa dell&#8217;esame sta producendo un carico di stress difficilmente avvertito prima. Che si sviluppa in uno stato d&#8217;animo dominato da cattivi presagi. Basta osservare il loro approccio prevalente al grande appuntamento. Il podio degli &#8216;umori&#8217;, già in parte anticipato, parla da solo: il 43% prova soprattutto ansia, il 24% desiderio di fuga, l&#8217;11% addirittura sconforto. E, più in generale, ben 7 su 10 sono convinti che l&#8217;ansia, in particolare, condizionerà &#8211; sicuramente non nel bene &#8211; l&#8217;esito della propria Maturità. Perché tutto ciò, ovviamente, si traduce in un tendenziale pessimismo in vista delle prove: il 72% pensa spesso che non sarà mai abbastanza preparato. Nel frattempo, i primi effetti concreti di questo terremoto emotivo si iniziano già a percepire. Con manifestazioni &#8220;devianti&#8221; che, come detto, vanno a colpire l&#8217;organismo nel suo complesso. I disturbi dell&#8217;alimentazione sembrano essere i più diffusi: il 30% racconta che sta mangiando molto più del solito, il 27% fa l&#8217;esatto contrario mangiando molto meno che in condizioni normali. A seguire, ci sono i disturbi del sonno: il 54% racconta che sta dormendo decisamente meno del solito, il 14% invece sta facendo fatica a svegliarsi. Attenzione, poi, agli &#8220;abusi&#8221; per tenersi attivi: il 30% riporta che sta aumentando l&#8217;uso di caffè, il 9% sta consumando parecchie bevande energetiche, il 18% fa entrambe le cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è anche chi sta andando oltre, rischiando di esporsi a conseguenze ben più dannose di quelle prodotte da caffeina e similari. Infatti, il 49% degli intervistati dichiara di assumere farmaci o integratori per rendere al meglio nello studio e, fra questi, i due terzi (65%) confessano di averne aumentato il consumo proprio in vista dell&#8217;esame. E anche se la maggioranza del campione &#8211; il 62% &#8211; continua a tenersi alla larga da nicotina e affini, il 71% degli affezionati della sigaretta sta facendo la fortuna dei tabaccai. Meno diffuso il ricorso ad alcol o droghe leggere: solo 3 su 10 in questo periodo non ne stanno alla larga, anche se tra questi più del 42% ne ha aumentato il fabbisogno a causa degli esami. &#8220;La ricerca- sottolinea Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell&#8217;Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo &#8216;Di.Te&#8217;- evidenzia ancora di più la necessità di un sostegno adeguato durante questo periodo cruciale. Le famiglie e le istituzioni scolastiche devono essere consapevoli del carico emotivo che gli studenti affrontano e offrire un ambiente di supporto e comprensione. È importante che gli studenti si sentano ascoltati e supportati nel gestire l&#8217;ansia e lo stress legati all&#8217;esame di Maturità. È essenziale per il benessere degli studenti e per il loro successo anche a lungo termine&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> &#8220;Tutti siamo stati agitati prima del nostro esame di Maturità- ricorda Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net- ma nessuno di noi tranne questi ragazzi è arrivato al grande appuntamento con tre anni di didattica a corrente alternata a causa di una pandemia. Di cui la salute mentale dei maturandi 2023 porta ancora i segni: più della metà degli intervistati non nota miglioramenti o segnala addirittura peggioramenti. Questa situazione richiede una seria riflessione anche per gli anni a venire. Solo così potremo garantire che gli esami di Maturità siano un momento di crescita, anziché un&#8217;esperienza segnata da ansia e negatività&#8221;.</p>



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		<title>Sociale. Raccolta medicine in 260 farmacie in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2022 10:18:24 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/07/sociale-raccolta-medicine-in-260-farmacie-in-italia/">Sociale. Raccolta medicine in 260 farmacie in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una raccolta farmaci e parafarmaci, a favore della Croce Rossa Italiana, che li impiegherà per sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione, alle prese con difficoltà crescenti, a causa degli effetti socio-sanitari della pandemia e delle attuali crisi internazionali. A lanciarla in 260 farmacie in Italia LloydsFarmacia. L&#8217;iniziativa, in corso, durerà fino al 13 novembre. Nel 2021 sono state 2 milioni le persone che hanno ricevuto aiuti alimentari e 60.000 le richieste di supporto psico-sociale. Chi vuole, infatti può aggiungere ai propri acquisti un farmaco da banco o un parafarmaco, a scelta tra quelli selezionati dalla Croce Rossa Italiana, con un&#8217;attenzione particolare ai bambini. Sono circa 60.000 i farmaci resi disponibili alla Cri per progetti socio-sanitari (tra cui &#8220;Officine della Salute&#8221;) e per l&#8217;emergenza Ucraina, attraverso il sostegno e le campagne LloydsFarmacia, dal 2021 ad oggi. &#8220;Siamo orgogliosi di essere al fianco della Croce Rossa Italiana- ha commentato Domenico Laporta, amministratore delegato di Admenta Italia-LloydsFarmacia- Ci motiva, oggi più che mai, la consapevolezza che sono in atto trasformazioni ed eventi epocali, ormai da diversi anni. Sempre più fasce della popolazione non possono permettersi servizi e prodotti essenziali&#8221;. D&#8217;altro canto, ha proseguito, &#8220;l&#8217;assistenza e la vicinanza alle fragilità da parte della Croce Rossa, fa onore all&#8217;impegno dei loro esperti e dei volontari che operano ogni giorno, anche in condizioni di estrema delicatezza e pericolosità, in Italia e nel mondo&#8221;. La pandemia ha sottolineato Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana, &#8220;ha amplificato le disuguaglianze sanitarie e sociali, generando nuove vulnerabilità. L&#8217;emergenza da Covid-19 non è ancora finita e ha gravi conseguenze nelle fasce più fragili della popolazione. Con iniziative come questa, con il lavoro dei nostri volontari, possiamo dare supporto ai più deboli&#8221;.</p>
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		<title>Covid.  Arrivano nelle Farmacie Ospedaliere gli Anticorpi Monoclonali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 11:02:32 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sono arrivati nelle Farmacie Ospedaliere italiane i primi farmaci a base di Anticorpi Monoclonali (mAb). Contemporaneamente sono in via di definizione e diffusione a livello regionale i protocolli di somministrazione e monitoraggio dei mAb destinati a pazienti con infezione da Sars-Cov-2 da lieve a moderata. La Societa&#8217; Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) &#8211; che ha seguito con attenzione ogni fase del periodo pandemico, producendo anche specifiche istruzioni operative nel momento della distribuzione dei vaccini sul territorio italiano &#8211; ha accolto con grande attenzione e soddisfazione la diffusione dei protocolli e l&#8217;avvio contestuale della somministrazione prevista per questa settimana: &#8220;Gli anticorpi monoclonali sono una nuova importante arma farmacologica del Ssn nella lotta contro il virus- e&#8217; il commento di Arturo Cavaliere, presidente nazionale Sifo- E&#8217; uno strumento in piu&#8217; che si affianca alle norme di prevenzione ed ai vaccini per fronteggiare l&#8217;emergenza Covid-19 che dal febbraio 2020 sta mettendo il nostro Paese (e tutto il mondo) in una situazione di incertezza sociale e di pressione sanitaria senza precedenti&#8221;. Occorre precisare che ad oggi i mAb sono stati autorizzati temporaneamente dal Ministro della Salute, con il Decreto del 6 febbraio 2021 (&#8216;Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di Covid-19&#8242;). Nello specifico si tratta dei farmaci bamlanivimab (Eli Lilly), bamlanivimab/etesevimab (Eli Lilly) e casirivimab/imdevimab (Regeneron-Roche), tutti prodotti basati su anticorpi monoclonali neutralizzanti diretti contro la proteina Spike di Sars-Cov-2.</p>
<p>Gli studi effettuati indicano che la popolazione target per questi anticorpi monoclonali e&#8217; quella degli adulti e adolescenti di eta&#8217; pari o superiore a 12 anni che non necessitano di ossigenoterapia supplementare per Covid-19 e che sono ad alto rischio di progressione verso infezione severa. I dati degli studi pubblicati indicano l&#8217;estrema positivita&#8217; di utilizzo di questi mAb in contesti precoci di infezione, associato a una riduzione della carica virale con evidenze preliminari di riduzione del numero di ospedalizzazioni, visite e accessi in Pronto Soccorso. Non viene registrato invece un beneficio specifico nei pazienti ospedalizzati con fase avanzata di malattia. La somministrazione dei monoclonali anti-Sars-Cov-2 verra&#8217; realizzata in strutture specifiche autorizzate dalle regioni come indicato dai singoli protocolli regionali: le strutture dovranno prendere in carico il paziente (sia quello identificato a domicilio che in pronto soccorso) e gestirne in sicurezza, continuita&#8217; e corretto follow up i percorsi terapeutici. &#8220;La gestione logistica dei prodotti e&#8217; analoga a quella di altri mAb, con conservazione non particolarmente complessa (-2/-6)- precisa Arturo Cavaliere- Siamo certi che il Ssn sapra&#8217; rispondere a questa nuova importante tappa della lotta al Sars-Cov-2 con precisione, efficacia e puntualita&#8217;. I farmacisti ospedalieri, come da loro competenza e responsabilita&#8217;, saranno la colonna portante insieme agli specialisti sia della gestione complessiva degli anticorpi monoclonali e del Registro Aifa, che del meccanismo di farmacovigilanza, raccordandosi con le reti regionali, fornendo tempestivamente tutti i dati e gli elementi necessari per assicurare una gestione corretta e sicura dei farmaci&#8221;.</p>
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		<title>Covid, idea italiana: piante che producono vaccini e anticorpi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/02/25/covid-idea-italiana-piante-che-producono-vaccini-e-anticorpi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 18:35:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un team di ricercatori di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile), dell&#8217;Universita&#8217; di Verona e Viterbo, del Cnr e dell&#8217;Iss propone&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/02/25/covid-idea-italiana-piante-che-producono-vaccini-e-anticorpi/">Covid, idea italiana: piante che producono vaccini e anticorpi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un team di ricercatori di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile), dell&#8217;Universita&#8217; di Verona e Viterbo, del Cnr e dell&#8217;Iss propone di utilizzare le piante come &#8216;biofabbriche&#8217; per produrre vaccini, anticorpi e prodotti diagnostici contro il Covid, con l&#8217;obiettivo di soddisfare la domanda nazionale in modo rapido, efficace e a costi contenuti. L&#8217;iniziativa prevede l&#8217;utilizzo del Plant Molecular Farming, una piattaforma innovativa ma robusta e gia&#8217; utilizzata in altri Paesi per ottenere biofarmaci. Il progetto e&#8217; descritto nello studio &#8216;Plant Molecular Farming as a Strategy Against COVID-19 &#8211; The Italian Perspective&#8217;, pubblicato sulla rivista internazionale &#8216;Frontiers in Plant Science&#8217;. I ricercatori si focalizzano, in particolare, sulla possibilita&#8217; di realizzare nel nostro Paese strutture per produrre &#8216;in pianta&#8217; le biomolecole necessarie per il controllo diagnostico di massa, l&#8217;immunoterapia passiva e la vaccinazione, da utilizzare non solo per il Covid, ma anche per eventuali future nuove pandemie. Le simulazioni effettuate, come sostengono gli autori della ricerca, confermano che il Plant Molecular Farming &#8220;potrebbe integrare efficacemente i metodi di produzione tradizionali e per soddisfare l&#8217;intera domanda italiana di bioterapeutici (vaccini, anticorpi) e diagnostici basterebbe una serra di 12.500 metri quadri o un impianto di agricoltura verticale di soli 2.000 metri quadri&#8221;. Sul fronte costi, le stime effettuate evidenziano che la realizzazione di queste strutture richiederebbe un investimento iniziale notevolmente inferiore rispetto a quello necessario per gli impianti produttivi tradizionali basati su biofermentatori per cellule di insetto o di mammifero. Tra gli esempi di farmaci realizzati grazie alla tecnologia del Plant Molecular Farming, vi e&#8217; un vaccino per l&#8217;influenza stagionale basato su particelle simil-virali (VLP, &#8216;virus-like particles&#8217;, particelle che mimano il virus ma innocue perche&#8217; prive di capacita&#8217; infettive, ndr) attualmente in via di commercializzazione da parte di un&#8217;azienda canadese che ha anche avviato la sperimentazione clinica di un vaccino contro il Covid.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/02/25/covid-idea-italiana-piante-che-producono-vaccini-e-anticorpi/">Covid, idea italiana: piante che producono vaccini e anticorpi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Unimore e BPER Banca insieme per la ricerca sul coronavirus</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/09/02/unimore-e-bper-banca-insieme-per-la-ricerca-sul-coronavirus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 17:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passi in avanti dell&#8217;Universita&#8217; di Modena e Reggio Emilia nella lotta al Covid-19, anche grazie al sostegno di Bper Banca, in primis dal punto di vista di nuovi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/09/02/unimore-e-bper-banca-insieme-per-la-ricerca-sul-coronavirus/">Unimore e BPER Banca insieme per la ricerca sul coronavirus</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Passi in avanti dell&#8217;Universita&#8217; di Modena e Reggio Emilia nella lotta al Covid-19, anche grazie al sostegno di Bper Banca, in primis dal punto di vista di nuovi farmaci anti-virus. L&#8217;istituto di credito sostiene in particolare le attivita&#8217; del gruppo di ricerca dell&#8217;immunologo dell&#8217;ateneo Andrea Cossarizza, con 230.000 euro ad hoc, rimesse in fila oggi in conferenza stampa. Il primo studio realizzato dal team, pubblicato gia&#8217; a meta&#8217; marzo sulla rivista Cytometry e presentato a fine aprile in un webinar per la rivista Science, ha rilevato le prime alterazioni immunitarie presenti nei pazienti affetti da <span class="searchKey">coronavirus</span> e con polmonite. Un successivo studio, pubblicato di recente dalla rivista Nature Communications, si e&#8217; invece concentrato sull&#8217;esaurimento funzionale dei linfociti presenti nel sangue periferico, descrivendo in modo esaustivo il comportamento delle molecole e delle cellule responsabili della tempesta citochinica presente nei pazienti Covid. Un&#8217;ulteriore scoperta scientifica a cura di Cossarizza, insieme al suo gruppo di lavoro, pubblicata dall&#8217;European Journal of Immunology, rivela poi che nel sangue periferico dei pazienti con polmonite Covid diminuiscono in maniera significativa i linfociti B, sia &#8216;vergini&#8217;, ovvero che non hanno ancora incontrato il loro antigene, sia le cellule di memoria. Al contrario, nel sangue si trovano in quantita&#8217; anomala i plasmablasti, cellule immature che dovrebbero invece trovarsi nel midollo osseo e vengono liberati in circolo a seguito della marcata attivazione immunitaria. &#8220;È un dato nuovo ma non del tutto inatteso- commenta Cossarizza- che evidenzia ulteriormente il ruolo della tempesta citochinica, e in particolare della interleuchina-6, dal momento che le cellule che abbiamo studiato sono estremamente sensibili ad alcune delle citochine, che abbiamo descritto nel lavoro uscito su Nature Communications&#8221;. E ora sono queste ricerche, in particolare, a fornire alla comunita&#8217; internazionale dati utili per l&#8217;avvio della sperimentazione di nuovi farmaci in grado di contrastare in modo piu&#8217; efficace il <span class="searchKey">coronavirus</span>. Il rettore Unimore Carlo Adolfo Porro ringrazia quindi Bper cosi&#8217;: &#8220;Sono molto grato all&#8217;amministratore delegato Alessandro Vandelli e a tutta Bper per la generosa donazione che premia il valore dei nostri ricercatori e il ruolo del nostro Ateneo, in prima fila nelle indagini sui meccanismi dell&#8217;infezione da SARS-Cov-2. Vorrei sottolineare il valore anche simbolico di questo gesto, che testimonia unita&#8217; di intenti tra la nostra storica istituzione universitaria e una banca di interesse nazionale con attenzione al territorio da cui origina. Uniti si vince: e&#8217; questo lo spirito necessario per sconfiggere il virus e per assicurare un grande futuro alla nostra citta&#8217;&#8221;. Evidenzia da parte sua Vandelli: &#8220;La nostra collaborazione con l&#8217;Universita&#8217; di Modena e Reggio Emilia prosegue da anni con piena unita&#8217; d&#8217;intenti e reciproca soddisfazione. In questa situazione specifica abbiamo scelto di sostenere il lavoro di un team di professionisti di altissimo livello, che ha gia&#8217; ottenuto risultati molto significativi e riconosciuti dalla comunita&#8217; scientifica internazionale. Ne siamo orgogliosi e ci auguriamo che l&#8217;esito di questa ricerca produca effetti positivi- confida l&#8217;ad Bper- nelle attivita&#8217; di prevenzione e cura a beneficio dei cittadini&#8221;.</p>
<p>Foto: NurPhoto.com</p>
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		<title>Coronavirus: stop ricetta, basterà codice per ritiro farmaci</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/03/19/coronavirus-stop-ricetta-bastera-codice-per-ritiro-farmaci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 17:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Borrelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Poco fa ho firmato un&#8217;ordinanza come Protezione civile per la dematerializzazione della ricetta. I pazienti non dovranno piu&#8217; recarsi dal medico di famiglia, ma avranno un codice che&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;Poco fa ho firmato un&#8217;ordinanza come Protezione civile per la dematerializzazione della ricetta. I pazienti non dovranno piu&#8217; recarsi dal medico di famiglia, ma avranno un codice che indicheranno in farmacia per il ritiro dei farmaci&#8221;. Lo dice il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, in conferenza sul coronavirus. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/19/coronavirus-stop-ricetta-bastera-codice-per-ritiro-farmaci/">Coronavirus: stop ricetta, basterà codice per ritiro farmaci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. Sempre più allergici, ecco come proteggersi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/02/17/sanita-sempre-piu-allergici-ecco-come-proteggersi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 16:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo a primavera: le allergie respiratorie mietono vittime anche nei mesi piu&#8217; freddi dell&#8217;anno. Le cause? Inquinamento, smog, ambienti chiusi e poco areati, aumento della temperatura globale.&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo a primavera: le allergie respiratorie mietono vittime anche nei mesi piu&#8217; freddi dell&#8217;anno. Le cause? Inquinamento, smog, ambienti chiusi e poco areati, aumento della temperatura globale. In Italia si stima che tra il 10 e il 20% della popolazione soffra di allergie respiratorie con un picco tra i giovani adulti e maggior prevalenza nel genere femminile. Sono circa 9-10 milioni gli italiani che si ammalano ogni anno. La prevalenza nel mondo varia dal 10% al 40% a seconda del Paese considerato, ma la tendenza e&#8217; in aumento tanto da prevedere picchi di prevalenza fino al 50% della popolazione.</p>
<p>&#8220;Esistono pollini la cui concentrazione massima si rileva soprattutto nei mesi invernali, tra cui spicca per frequenza di sintomatologia associata, il polline del cipresso- spiega Paola Zangari, allergologa del Gruppo Sanitario Usi di Roma- Una pollinazione invernale riguarda anche le betullacee nel Nord Italia. I sintomi delle allergie a questi pollini si manifestano con rinocongiuntivite (rinorrea acquosa, prurito nasale, occlusione nasale, starnutazione a salve, lacrimazione, iperemia congiuntivale, prurito oculare), prurito alle orecchie, vellichio faringeo, tosse e asma bronchiale nei casi in cui vengano coinvolte le vie aeree inferiori. Per una diagnosi certa di allergia respiratoria esistono test cutanei, i &#8216;Prick test&#8217;, test di I livello, dotati di un elevato valore predittivo&#8221;.</p>
<p>Cosa scatena dunque le allergie d&#8217;inverno? &#8220;L&#8217;urbanizzazione soprattutto nelle periferie delle citta&#8217; con la tendenza al sovraffollamento e vivere in ambienti chiusi, poco areati, con maggiore esposizione ad allergeni indoor (acari, muffe) &#8211; spiega l&#8217;esperta &#8211; Introduzione nel verde pubblico nelle citta&#8217; di piante non autoctone ad elevata impronta allergizzante (ulivo, cipresso); inquinamento (polveri sottili, biossido di ozono, polveri incombuste dei motori), attraverso meccanismi ossidativi con ruolo pro-infiammatorio sulle mucose delle vie aeree; maggior livello di igiene nei Paesi piu&#8217; ricchi, che orienta il sistema immunitario risposte di tipo allergico; aumento della temperatura globale: si stima che un aumento di mezzo grado della temperatura faccia incrementare di 10-100 volte la concentrazione pollinica; obesita&#8217; e riduzione dell&#8217;attivita&#8217; fisica, fattori di rischio per lo sviluppo soprattutto dell&#8217;asma&#8221;.</p>
<p><strong>Ecco allora alcuni accorgimenti utili a limitare l&#8217;entita&#8217; della sintomatologia allergica:</strong></p>
<p>&#8211; Ridurre la concentrazione di polvere domestica nei soggetti allergici ad acari e muffe: materassi, cuscini, coprimaterassi, copricuscini in materiale ipoallergenico. Evitare tappeti folti, librerie, moquettes, tendaggi pesanti. Arieggiare molto gli ambienti chiusi mantenendo il giusto tasso di umidita&#8217; dell&#8217;aria; lavare spesso la biancheria;</p>
<p>&#8211; Per chi ha animali domestici e&#8217; importante ridurne la forfora attraverso una detersione accurata e settimanale del pelo;</p>
<p>&#8211; Effettuare una detersione delle fosse nasali con soluzioni fisiologiche allo scopo di allontanare per quanto possibile allergeni e agenti infettivi;</p>
<p>&#8211; Per le allergie ai pollini e&#8217; indubbiamente piu&#8217; difficile riuscire ad effettuare una prevenzione efficace per ridurre il contatto con essi. In ogni caso si puo&#8217; provare a non uscire nelle ore piu&#8217; calde e umide, proteggere gli occhi con occhiali da sole, non lasciare i finestrini aperti durante la guida;</p>
<p>&#8211; La terapia delle malattie allergiche respiratorie si avvale dell&#8217;impiego di molteplici farmaci che entrano in gioco a seconda del sintomo e della sua gravita&#8217;: antistaminici per os, antistaminici e cortisonici per uso topico nasale per la rinite; cortisonici per uso topico bronchiale, broncodilatatori e antileucotrienici per la malattia asmatica. Di rilievo e&#8217; l&#8217;immunoterapia specifica (vaccino) che ha lo scopo di modificare la risposta immunologica nei confronti degli allergeni selezionati.</p>
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		<title>Povertà Sanitaria: 473.000 persone non possono curarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 19:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[medicinali]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà Sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2019, 473.000 persone povere non hanno potuto acquistare i farmaci di cui avevano bisogno per ragioni economiche. La richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali è&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2019, <strong>473.000</strong> <strong>persone</strong> <strong>povere</strong> <strong>non</strong> <strong>hanno</strong> <strong>potuto</strong> <strong>acquistare</strong> <strong>i farmaci</strong> <strong>di cui avevano bisogno per ragioni economiche</strong>. La richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali è <strong>cresciuta</strong>, in <strong>7 anni</strong> (2013-2019) del <strong>28%</strong>. Nel <strong>2019</strong>, si è raggiunto il <strong>picco</strong> di <strong>richieste</strong>, pari a <strong>1.040.607 confezioni</strong> di <strong>medicinali</strong> (<strong>+4,8% </strong>rispetto al 2018).</p>
<p>Servono soprattutto farmaci per il <strong>sistema nervoso</strong> (18,6%), per il <strong>tratto</strong> <strong>alimentare</strong> e <strong>metabolico</strong> (15,2%), per l’<strong>apparato muscolo-scheletrico </strong>(14,5%) e per l’<strong>apparato respiratorio </strong>(10,4%). Servono, inoltre, presidi medici e integratori alimentari.</p>
<p>Le difficoltà non riguardano solo le persone indigenti: <strong>12.634.000 persone</strong>, almeno una volta nel corso dell’anno,hanno <strong>limitato</strong> &#8211; per ragioni economiche &#8211; la <strong>spesa</strong> per <strong>visite</strong> <strong>mediche</strong> e <strong>accertamenti</strong> periodici di controllo preventivo (dentista, mammografia, pap-test ecc…).</p>
<p>È quanto è emerso dal <strong>7°</strong> <strong>Rapporto &#8211; Donare per curare: Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci</strong>, promosso dalla <strong>Fondazione Banco Farmaceutico onlus</strong> e <strong>BFResearch</strong> e realizzato &#8211; con il <strong>contributo</strong> <strong>incondizionato</strong> di <strong>IBSA &#8211; </strong>dall’<strong>Osservatorio sulla Povertà Sanitaria </strong>(organo di ricerca di Banco Farmaceutico) presentato presso la sede di Confcommercio Milano.</p>
<p><strong>I POVERI SPENDONO PIÙ SOLDI IN FARMACI PERCHÉ FANNO MENO PREVENZIONE…<br />
</strong>Ogni persona spende, in media, <strong>816 euro</strong> l’anno per curarsi, mentre i <strong>poveri</strong> solo <strong>128</strong>; tuttavia, le famiglie non povere spendono per i farmaci non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale il 42% del proprio budget sanitario, mentre quelle <strong>povere</strong> il <strong>62,5%</strong>. Questo, perché possono <strong>investire</strong> <strong>meno</strong> in <strong>prevenzione</strong>.</p>
<p><strong>PER LE FAMIGLIE CON MINORI AUMENTANO LE DIFFICOLTÀ<br />
</strong>All’interno di questo quadro problematico, le <strong>famiglie povere</strong> <strong>con</strong> <strong>figli</strong> <strong>minorenni</strong> sperimentano paradossalmente (poiché sarebbe logico attendersi un supplemento di facilitazioni da parte delle istituzioni finalizzate alla tutela della salute) <strong>difficoltà</strong> <strong>aggiuntive</strong>: nel <strong>40,6% </strong>dei <strong>casi</strong> (vs 37,2% delle famiglie povere senza figli), per <strong>ragioni</strong> <strong>economiche</strong>, hanno <strong>limitato</strong> la <strong>spesa</strong> per <strong>visite</strong> <strong>mediche</strong> e <strong>accertamenti</strong> periodici di controllo preventivo. Le difficoltà sono superiori anche per le <strong>famiglie non povere con figli</strong> (ha limitato la spesa o rinunciato del tutto il 20,7% di esse) rispetto alle famiglie non povere senza figli (18,3%). Considerando il <strong>totale delle famiglie</strong> (povere + non povere) ha <strong>limitato la spesa o rinunciato del tutto</strong> <strong>alle cure il 22,9% di quelle con figli</strong>, contro il 19,2% di quelle senza.</p>
<p><strong>GLI INDIGENTI POSSONO SPENDERE SOLO 2,19 EURO AL MESE PER IL DENTISTA…</strong>Particolarmente significativa è la <strong>spesa</strong> delle famiglie povere per il dentista e per i servizi odontoiatrici: solo <strong>2,19 euro </strong>al <strong>mese, </strong>contro<strong> 31,16 euro </strong>del<strong> resto della popolazione. </strong>Non è un caso che la cattiva condizione del cavo orale sia diventata un indicatore dello stato di povertà. Le famiglie povere, inoltre, possono spendere solamente <strong>0,79 euro</strong> al mese per l’<strong>acquisto</strong> di <strong>articoli</strong> <strong>sanitari</strong> (contro 4,42 euro del resto della popolazione), <strong>1,30 euro</strong> per le <strong>attrezzature terapeutiche</strong> (vs. 12,32), <strong>4,61 euro</strong> per i <strong>servizi medico ospedalieri</strong> (vs. 19,10) e <strong>1,31 euro</strong> per i <strong>servizi</strong> <strong>paramedici</strong> (vs. 9,35 euro).</p>
<p><strong>…MA LA QUOTA DI SPESA SANITARIA TOTALMENTE A CARICO DEI CITTADINI AUMENTA<br />
</strong>Contenere la spesa sanitaria, per le famiglie indigenti, è necessario anche a fronte del fatto che la <strong>quota</strong> <strong>totalmente</strong> a <strong>carico</strong> dei <strong>cittadini </strong>(cioè <strong>non coperta</strong> dal <strong>SSN</strong>) è <strong>passata</strong>, tra il 2016 e il 2018 <strong>dal 37,3% al 40,3%</strong>. Contestualmente, la <strong>quota</strong> <strong>coperta</strong> dal <strong>SSN</strong> è passata <strong>dal 62,7% al 59,7%</strong>.</p>
<p>A 30 anni dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (New York, 20 novembre 1989), che riconosce al minore il diritto “di godere del miglior stato di salute possibile” (art. 24), c’è ancora tanto lavoro da fare: In Italia, le famiglie con minori (sia quelle povere, sia quelle non povere) sono penalizzate rispetto all’accesso alle cure e, per ragioni economiche, sono costrette a perseguire strategie di rinuncia o di rinvio delle cure in misura superiore alle altre. Speriamo che il 7° Rapporto sulla Povertà Sanitaria possa contribuire alla presa di coscienza, anzitutto da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica, di tale preoccupante situazione e del fatto che senza migliaia di enti e associazioni che, in tutta Italia, offrono assistenza socio-sanitaria gratuita agli indigenti, il quadro sarebbe ancora più drammatico”, ha dichiarata <strong>Sergio Daniotti</strong>, <strong>presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus</strong>.</p>
<p>Il Rapporto si è avvalso del contributo del Comitato tecnico scientifico composto da <strong>Giancarlo Rovati (Professore di Sociologia, </strong>Università Cattolica di Milano), <strong>Sergio Daniotti</strong> (Banco Farmaceutico), <strong>Massimo Angelelli</strong> (Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI), <strong>Gian Carlo Blangiardo (</strong>Presidente di Istat), <strong>Gianluca Budano (</strong>Consigliere di Presidenza Nazionale Acli, portavoce nazionale “Investing in Children”), <strong>Silvio Garattini (</strong>Presidente Istituto Mario Negri IRCCS), <strong>Maria Grazia Giuffrida (Presidente Istituto degli Innocenti di Firenze), Francesco Rocca (</strong>Presidente Nazionale di Croce Rossa e della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa), <strong>Roberto Rossini (</strong>Presidente Nazionale delle ACLI), <strong>Antonella Schena (</strong>Servizio di documentazione, Istituto degli Innocenti di Firenze), <strong>Francesco Soddu (</strong>Direttore di Caritas Italiana), <strong>Monica Tola (</strong>Responsabile Coordinamento Aiuti Materiali di Caritas Italiana), <strong>Antonello Zangrandi (</strong>Professore di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche, Università di Parma).</p>
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		<title>Epatite C. Specialisti: &#8220;Occorrono screening a tappeto della popolazione&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/epatite-c-specialisti-occorrono-screening-a-tappeto-della-popolazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 13:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Epatite C]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[HCV]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[Specialisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 193.815, secondo gli ultimi dati dell&#8217;AIFA &#8211; Agenzia Italiana del Farmaco, (aggiornati al 7 ottobre), i trattamenti finora avviati, solo pazienti eleggibili, con almeno una scheda di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/epatite-c-specialisti-occorrono-screening-a-tappeto-della-popolazione/">Epatite C. Specialisti: &#8220;Occorrono screening a tappeto della popolazione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 193.815, secondo gli ultimi dati dell&#8217;AIFA &#8211; Agenzia Italiana del Farmaco, (aggiornati al 7 ottobre), i trattamenti finora avviati, solo pazienti eleggibili, con almeno una scheda di Dispensazione farmaco. Numeri importanti, ma non ancora sufficienti: risultano infatti ancora da trattare, tra quelli con virus conclamato, fra 60mila e i 120mila pazienti stimati. Si stima, inoltre, che siano ancora oltre 200mila le persone stimate con virus ignare della propria condizione.</p>
<p>&#8220;Potremmo essere arrivati a metà del lavoro &#8211; spiega Alessia Ciancio, Gastroenterologo Professore Associato Università di Torino e Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza &#8211; ma si stima ci siano almeno altri 200mila infetti ignari della propria condizione. Tra questi, però, ci potrebbero essere anche persone che sono risultate positive agli anticorpi, quindi già guarite o trattate. Inoltre, probabilmente, a questi pazienti vanno aggiunti quelli che non presentano fattori di rischio o per cui l&#8217;HCV non è mai stata diagnosticata. I principali indagati restano i cosiddetti pazienti &#8220;difficili&#8221; le cosiddette Key population : si tratta di soggetti tossicodipendenti, o detenuti, o che si sono sottoposti in passato a procedure particolari. Il vero problema è la popolazione generale&#8221;.</p>
<p><strong>IL &#8220;PROBLEMA SOMMERSO&#8221;</strong> &#8211; Si è concluso a Torino il progetto &#8220;HCV: Be Fast, Be Different&#8221;, promosso da Abbvie. L&#8217;iniziativa segue i meeting tenutisi in precedenza in primavera a Matera e Roma e in Settembre a Milano. Quattro iniziative di alto valore scientifico rivolte agli specialisti infettivologi, epatologi e internisti, per coordinare l&#8217;attività e individuare i pazienti che non sanno o non si sono ancora sottoposti alla terapia gratuita per eliminare il virus HCV, una terapia della durata di poche settimane, per bocca, non tossica senza effetti collaterali per eliminare definitivamente la minaccia del virus dell&#8217;Epatite C e tornare a vivere.</p>
<p>&#8220;Il personale scientifico è pronto &#8211; aggiunge la Prof.ssa Ciancio &#8211; ma mancano le istituzioni, sia a livello regionale che nazionale. Ciò che i medici possono fare purtroppo è soltanto una microeradicazione, perché possono intervenire e inserirsi soltanto in ambienti che ben conoscono. Ma per un programma di eradicazione nazionale occorre il supporto istituzionale, regolamentativo ed economico, per poter eseguire uno screening su tutta la popolazione generale. L&#8217;esperienza fatta in altri Paesi, infatti, confermerebbe che questa, e solo questa, è la via giusta per la tanto attesa eradicazione&#8221;.</p>
<p><strong>I FARMACI DISPONIBILI RISOLUTORI IN POCHE SETTIMANE</strong> &#8211; Delle due associazioni pangenotipiche a disposizione, quella basata su glecaprevir e pibrentasvir ha un vantaggio innegabile costituito dall&#8217;essere il trattamento più breve a disposizione. &#8220;Questo vantaggio &#8211; spiega il Prof. Stefano Bonora, Professore associato presso Dipartimento di Scienze Mediche dell&#8217;Università degli Studi di Torino &#8211; si traduce in un gestione clinica semplificata sia per il medico che per il paziente, con ricadute ovvie non solo nella gestione di pazienti &#8220;difficili&#8221;, quali tossicodipendenti, carcerati, homeless e pazienti psichiatrici, ma anche per il &#8220;paziente tipo&#8221;, rappresentato per lo più da una persona anziana, che assume già diversi farmaci per varie comorbidità&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/epatite-c-specialisti-occorrono-screening-a-tappeto-della-popolazione/">Epatite C. Specialisti: &#8220;Occorrono screening a tappeto della popolazione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. Cnr: &#8220;Nuove applicazioni farmacologiche contro cellule tumori metastatici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 12:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cellule tumori metastatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cnr]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La capacita&#8217; delle cellule di modificare il proprio comportamento in maniera dinamica, ad esempio acquisendo la capacita&#8217; di muoversi e migrare a distanza, e&#8217; fondamentale per il corretto sviluppo embrionale e per la riparazione dei tessuti danneggiati, ma anche per la progressione di malattie come i tumori metastatici. I meccanismi che consentono alle cellule di muoversi- e alle cellule tumorali di diffondere metastasi- sono ancora in parte sconosciuti. Utilizzando tecnologie robotiche, un gruppo di ricercatori dell&#8217;Istituto di genetica e biofisica &#8216;A. Buzzati-Traverso&#8217; del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb), coordinati da Gabriella Minchiotti e Eduardo Jorge Patriarca, ha analizzato migliaia di farmaci comunemente in uso con diverse indicazioni terapeutiche e identificato alcuni in grado di bloccare il movimento e la migrazione delle cellule all&#8217;interno del corpo. I risultati dello studio svolto in collaborazione con l&#8217;Istituto Firc di oncologia molecolare di Milano (Ifom), sono pubblicati sulla rivista Cancer Research. &#8220;Un&#8217;analisi molecolare e funzionale dell&#8217;azione di questi farmaci ha portato a identificare un meccanismo, fino a oggi sconosciuto, che si attiva nelle cellule che acquisiscono la capacita&#8217; di muoversi- spiega Minchiotti- Abbiamo scoperto che un rapido aumento della sintesi di collagene, la proteina piu&#8217; abbondante del corpo umano, provoca uno squilibrio metabolico che modifica il profilo epigenetico della cellula, e quindi verosimilmente l&#8217;identita&#8217; cellulare, senza pero&#8217; modificare la sequenza del Dna. Cio&#8217; sembra determinare l&#8217;acquisizione della capacita&#8217; di muoversi in cellule normali e tumorali&#8221;. Cosi&#8217; in un comunicato il Cnr.</p>
<p>Questa inaspettata comunicazione fra collagene e Dna, incidentalmente i due polimeri piu&#8217; abbondanti nel nostro organismo, e&#8217; mediata da una specifica classe di enzimi, le diossigenasi dipendenti dalla vitamina C. &#8220;Questi risultati, oltre a identificare un nuovo meccanismo alla base del processo di migrazione delle cellule, aprono importanti prospettive per il trattamento farmacologico di tumori metastatici. Abbiamo dimostrato infatti che uno dei farmaci identificati, il budesonide, un glucocorticoide comunemente impiegato per il trattamento dell&#8217;asma, riduce fortemente la capacita&#8217; di disseminazione metastatica di cellule umane di tumore mammario&#8221;, aggiunge Patriarca. Questo lavoro rappresenta il primo passo verso strategie di &#8216;drug-repositioning&#8217;, in italiano il riposizionamento di vecchi farmaci per nuove applicazioni. Tali farmaci sono stati selezionati in esperimenti di laboratorio per la capacita&#8217; di interferire con il movimento delle cellule e di controllare la disseminazione di tumori, in particolare quelli in cui il metabolismo del collagene ha un ruolo chiave. I risultati di questa ricerca sono stati possibili grazie al sostegno della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e del Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universita&#8217; e della ricerca (Miur), conclude il Cnr.</p>
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