Unimore e BPER Banca insieme per la ricerca sul coronavirus

Passi in avanti dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia nella lotta al Covid-19, anche grazie al sostegno di Bper Banca, in primis dal punto di vista di nuovi farmaci anti-virus. L’istituto di credito sostiene in particolare le attivita’ del gruppo di ricerca dell’immunologo dell’ateneo Andrea Cossarizza, con 230.000 euro ad hoc, rimesse in fila oggi […]

Passi in avanti dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia nella lotta al Covid-19, anche grazie al sostegno di Bper Banca, in primis dal punto di vista di nuovi farmaci anti-virus. L’istituto di credito sostiene in particolare le attivita’ del gruppo di ricerca dell’immunologo dell’ateneo Andrea Cossarizza, con 230.000 euro ad hoc, rimesse in fila oggi in conferenza stampa. Il primo studio realizzato dal team, pubblicato gia’ a meta’ marzo sulla rivista Cytometry e presentato a fine aprile in un webinar per la rivista Science, ha rilevato le prime alterazioni immunitarie presenti nei pazienti affetti da coronavirus e con polmonite. Un successivo studio, pubblicato di recente dalla rivista Nature Communications, si e’ invece concentrato sull’esaurimento funzionale dei linfociti presenti nel sangue periferico, descrivendo in modo esaustivo il comportamento delle molecole e delle cellule responsabili della tempesta citochinica presente nei pazienti Covid. Un’ulteriore scoperta scientifica a cura di Cossarizza, insieme al suo gruppo di lavoro, pubblicata dall’European Journal of Immunology, rivela poi che nel sangue periferico dei pazienti con polmonite Covid diminuiscono in maniera significativa i linfociti B, sia ‘vergini’, ovvero che non hanno ancora incontrato il loro antigene, sia le cellule di memoria. Al contrario, nel sangue si trovano in quantita’ anomala i plasmablasti, cellule immature che dovrebbero invece trovarsi nel midollo osseo e vengono liberati in circolo a seguito della marcata attivazione immunitaria. “È un dato nuovo ma non del tutto inatteso- commenta Cossarizza- che evidenzia ulteriormente il ruolo della tempesta citochinica, e in particolare della interleuchina-6, dal momento che le cellule che abbiamo studiato sono estremamente sensibili ad alcune delle citochine, che abbiamo descritto nel lavoro uscito su Nature Communications”. E ora sono queste ricerche, in particolare, a fornire alla comunita’ internazionale dati utili per l’avvio della sperimentazione di nuovi farmaci in grado di contrastare in modo piu’ efficace il coronavirus. Il rettore Unimore Carlo Adolfo Porro ringrazia quindi Bper cosi’: “Sono molto grato all’amministratore delegato Alessandro Vandelli e a tutta Bper per la generosa donazione che premia il valore dei nostri ricercatori e il ruolo del nostro Ateneo, in prima fila nelle indagini sui meccanismi dell’infezione da SARS-Cov-2. Vorrei sottolineare il valore anche simbolico di questo gesto, che testimonia unita’ di intenti tra la nostra storica istituzione universitaria e una banca di interesse nazionale con attenzione al territorio da cui origina. Uniti si vince: e’ questo lo spirito necessario per sconfiggere il virus e per assicurare un grande futuro alla nostra citta’”. Evidenzia da parte sua Vandelli: “La nostra collaborazione con l’Universita’ di Modena e Reggio Emilia prosegue da anni con piena unita’ d’intenti e reciproca soddisfazione. In questa situazione specifica abbiamo scelto di sostenere il lavoro di un team di professionisti di altissimo livello, che ha gia’ ottenuto risultati molto significativi e riconosciuti dalla comunita’ scientifica internazionale. Ne siamo orgogliosi e ci auguriamo che l’esito di questa ricerca produca effetti positivi- confida l’ad Bper- nelle attivita’ di prevenzione e cura a beneficio dei cittadini”.

Foto: NurPhoto.com