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	<title>farmaco Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. L&#8217;Ema valuta sicurezza vaccino Oxford AstraZeneca</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 11:31:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Ema e&#8217; pronta a valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia del vaccino Oxford AstraZeneca che ha presentato il dossier all&#8217;Agenzia europea del farmaco&#8221;. Lo scrive su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen. Il vaccino Oxford AstraZeneca, l&#8217;unico sviluppato interamente in Europa, e&#8217; stato gia&#8217; approvato nei giorni scorsi nel Regno Unito. Dopo l&#8217;approvazione da parte dell&#8217;Ema e la formale autorizzazione della Commissione europea, il vaccino Oxford AstraZeneca potra&#8217; essere comprato da tutti i Paesi membri ell&#8217;Ue come il vaccino Pfizer BionTech e Moderna.</p>
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		<title>Coronavirus: vaccinazioni dal 27 dicembre</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 20:23:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, per sostenere la decisione di partire, previo ok delle agenzie del farmaco, gia&#8217; il 27 dicembre prossimo con le prime vaccinazioni anti-Covid al personale sanitario. E per rinnovare, ancora una volta, la piena disponibilita&#8217; dei medici e degli odontoiatri a somministrare i vaccini, nelle strutture pubbliche e private. A scriverla, il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli. &#8220;Non possiamo che apprezzare una decisione che ci si augura possa concretizzarsi in tempi cosi&#8217; ravvicinati e che consentira&#8217;, per step, a tutta la nostra comunita&#8217; sociale di proteggersi dal virus, cominciando dai soggetti legittimati alla attivita&#8217; di assistenza sanitaria che costituiscono preziosa risorsa professionale contro la diffusione del contagio- scrive Anelli al Ministro- Al momento sembra, quindi, opportuno ribadire la piena disponibilita&#8217; della Professione medica e odontoiatrica, in ambito pubblico come in ambito privato, per procedere alla somministrazione dei vaccini&#8221;. &#8220;Gli studi medici e odontoiatrici, diffusi su tutto il territorio nazionale sono aperti e pronti a costituire ulteriore punto di somministrazione del vaccino andando cosi&#8217; a implementare le sedi gia&#8217; individuate- spiega- Non sembra necessario ripetere quanto piu&#8217; volte espresso in questi difficili mesi che hanno visto tutti i medici impegnati, fino alle estreme conseguenze, in una battaglia contro questo terribile virus&#8221;, conclude il Presidente Fnomceo. In tal senso siamo a ribadire che i medici e gli odontoiatri ci sono e risponderanno come sempre con la loro professionalita&#8217; e competenza, a tutela della salute pubblica&#8221;.</p>
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		<title>Sanità: Emicrania, con farmaco galcanezumab attacchi ridotti 50%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2020 16:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un farmaco somministrato sottocute una sola volta al mese in grado di ridurre il numero di giorni di emicrania di almeno il 50% nel 62% dei pazienti affetti dalla forma episodica (forma cronica 28%), di almeno il 75% nel 39% dei casi (forma cronica 9%) e del 100% nel 16% dei soggetti trattati. Per chi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/14/sanita-emicrania-con-farmaco-galcanezumab-attacchi-ridotti-50/">Sanità: Emicrania, con farmaco galcanezumab attacchi ridotti 50%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un farmaco somministrato sottocute una sola volta al mese in grado di ridurre il numero di giorni di emicrania di almeno il 50% nel 62% dei pazienti affetti dalla forma episodica (forma cronica 28%), di almeno il 75% nel 39% dei casi (forma cronica 9%) e del 100% nel 16% dei soggetti trattati. Per chi soffre di mal di testa arriva in Italia galcanezumab, un farmaco specifico e selettivo per la profilassi dell&#8217;attacco emicranico, appartenente alla classe degli anticorpi monoclonali anti-CGRP. Gia&#8217; approvato da AIFA, sara&#8217; disponibile entro luglio sul mercato italiano a carico del Servizio sanitario nazionale. Il farmaco, presentato oggi in occasione di una conferenza stampa online, e&#8217; stato sviluppato dall&#8217;azienda Lilly. &#8220;È la prima volta che abbiamo farmaci che bloccano un neuropeptide o il suo recettore in maniera cosi&#8217; precisa- ha spiegato Pierangelo Geppetti, presidente della Societa&#8217; Italiana per lo Studio delle Cefalee- Questo comporta due risultati: da un lato si ha la possibilita&#8217; di inibire il meccanismo che genera il dolore e la costellazione di sintomi dell&#8217;attacco emicranico, dall&#8217;altro, proprio perche&#8217; il meccanismo che viene inibito e&#8217; cosi&#8217; specificamente dedicato a produrre questo tipo di dolore, l&#8217;uso di questi farmaci ha portato all&#8217;evidenza di un profilo di sicurezza molto buono, se non addirittura eccellente. I vari studi clinici hanno evidenziato che gli effetti avversi prodotti da questi farmaci sono uguali a quelli prodotti dal placebo, quindi sono sostanzialmente assenti&#8221;. Fino ad oggi le terapie di prevenzione sono state condotte utilizzando farmaci nati e impiegati per patologie diverse dall&#8217;emicrania, gravati da &#8220;importanti effetti collaterali&#8221;. Per questo, hanno detto gli esperti, l&#8217;introduzione degli anticorpi monoclonali anti-CGRP, rappresentano un&#8217;opzione terapeutica &#8220;molto interessante&#8221; perche&#8217; sono perfettamente disegnati sul modello sperimentale dell&#8217;emicrania. Lo dimostra il fatto che &#8220;hanno una tollerabilita&#8217; assoluta- hanno proseguito- mentre le cure fino ad oggi in commercio presentano un tasso di interruzione che arriva al 40% dopo 4 mesi di cura, i nuovi farmaci hanno un tasso di interruzione sensibilmente inferiore al 5%&#8221;. Ma che cos&#8217;e&#8217; l&#8217;emicrania? Una malattia neurologica caratterizzata da episodi ricorrenti di mal di testa da moderato a severo, che si manifesta con attacchi che durano dalle 4 alle 72 ore. È la terza patologia piu&#8217; diffusa al mondo, con un miliardo di persone colpite, e secondo l&#8217;Organizzazione mondiale della Sanita&#8217; la seconda piu&#8217; debilitante (ma la prima sotto i 50 anni). In Italia la prevalenza e&#8217; del 18% tra le donne e del 9% tra gli uomini, con un rapporto di 3 a 1. Nel periodo compreso tra la puberta&#8217; e la menopausa ne risulta affetto circa il 27% della popolazione femminile e, rispetto all&#8217;uomo, nella donna gli attacchi sono piu&#8217; severi, piu&#8217; lunghi, piu&#8217; disabilitanti e con piu&#8217; sintomi associati. Nonostante le disabilita&#8217; e gli ingenti costi socio-sanitari che comporta, l&#8217;emicrania rimane una malattia misconosciuta e sotto trattata. &#8220;In Europa e&#8217; stato calcolato che l&#8217;emicrania costa 111 miliardi all&#8217;anno tra costi diretti, indiretti e intangibili- ha fatto sapere Gioacchino Tedeschi, presidente della Societa&#8217; Italiana di Neurologia- Il primo impatto e&#8217; sulla produttivita&#8217;, con 5 giorni di lavoro persi l&#8217;anno, ma ci sono aspetti che impattano la qualita&#8217; della vita dei pazienti emicranici che vanno ben al di la&#8217; del lavoro perso. Bisogna diffondere la cultura dell&#8217;emicrania, che e&#8217; molto carente a livello sociale; inoltre la presa in carico del paziente emicranico dovrebbe prevedere un percorso diagnostico-terapeutico che contempli la figura del centro cefalee, con uno specialista che imposti la terapia piu&#8217; adatta al singolo paziente&#8221;. La mancata risposta ai trattamenti preventivi dell&#8217;emicrania e&#8217; un evento comune: a livello internazionale si stima che circa il 40% dei pazienti che fa uso di farmaci preventivi abbia una storia di fallimento o ha cambiato almeno tre farmaci. Cosi&#8217;, il trattamento inadeguato dell&#8217;emicrania si associa a un maggiore utilizzo di risorse sanitarie per ricoveri, visite ambulatoriali e costi diretti.</p>
<p>Diversi studi clinici condotti su galcanezumab hanno invece dimostrato risultati &#8220;estremamente positivi&#8221;, soprattutto nei pazienti con precedenti fallimenti del trattamento. &#8220;Galcanezumab e&#8217; in grado di ridurre considerevolmente il numero dei giorni di emicrania anche nei soggetti che abbiano fallito fino a quattro farmaci preventivi precedenti, quindi finora considerati potenzialmente refrattari- ha spiegato Piero Barbanti, presidente eletto dell&#8217;Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee- Lo studio CONQUER testimonia che l&#8217;efficacia di galcanezumab prescinde dai fallimenti terapeutici precedenti. L&#8217;esperienza diretta con galcanezumab ci ha inoltre fatto apprezzare un deciso cambiamento dello stile di vita del paziente il quale, riducendo il numero di giorni mensili di emicrania, si trova a vivere con maggiore serenita&#8217; e spensieratezza i giorni intervallari&#8221;. Il carico, lo stigma e le barriere che i pazienti con emicrania devono affrontare sono &#8220;enormi&#8221;. Eppure si tratta di &#8220;un problema sanitario sottovalutato anche da chi ne soffre&#8221;, hanno fatto sapere infine gli esperti, che spesso tende a ignorare o sottovalutare i sintomi, scadendo in forme croniche difficili da gestire. &#8220;Dobbiamo adattarci a vivere una vita intera con un dolore a volte insopportabile e con terapie che non danno i risultati sperati e con effetti collaterali molto importanti che ci cambiano profondamente- ha raccontato Lara Merighi, coordinatrice laico di Al.Ce. (Alleanza Cefalalgici) Group Italia- Trovo ingiusto, ora che sono disponibili le nuove cure con gli anticorpi monoclonali, terapie per la prima volta studiate appositamente per il nostro mal di testa e prive di effetti collaterali, che non possiamo accedervi se non dopo aver provato tutte le altre terapie gravate da effetti collaterali alle volte devastanti e spesso inefficaci. La maggior parte delle persone colpite da emicrania sono donne giovani, dobbiamo arrivare al cuore e alla mente di chi ci crede invisibili- ha concluso- e dire basta alla sottovalutazione e al pregiudizio che ci accompagnano da sempre&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/14/sanita-emicrania-con-farmaco-galcanezumab-attacchi-ridotti-50/">Sanità: Emicrania, con farmaco galcanezumab attacchi ridotti 50%</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. Super-computer Cineca trova farmaco che cura casi lievi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/06/18/coronavirus-supercomputer-cineca-trova-farmaco-che-cura-casi-lievi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 15:41:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe essere il &#8216;raloxifene&#8217; un farmaco gia&#8217; in commercio contro l&#8217;osteoporosi il candidato principale a contrastare il coronavirus, quantomeno nei casi lievi e moderati. A individuarlo e&#8217; il progetto di supercalcolo &#8216;Exscalate4CoV&#8217;, il consorzio europeo pubblico-privato di cui fa parte anche il Cineca, col suo super-computer Marconi. Il consorzio sta ora discutendo con l&#8217;Agenzia europea [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/18/coronavirus-supercomputer-cineca-trova-farmaco-che-cura-casi-lievi/">Coronavirus. Super-computer Cineca trova farmaco che cura casi lievi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe essere il &#8216;raloxifene&#8217; un farmaco gia&#8217; in commercio contro l&#8217;osteoporosi il candidato principale a contrastare il coronavirus, quantomeno nei casi lievi e moderati. A individuarlo e&#8217; il progetto di supercalcolo &#8216;Exscalate4CoV&#8217;, il consorzio europeo pubblico-privato di cui fa parte anche il Cineca, col suo super-computer Marconi. Il consorzio sta ora discutendo con l&#8217;Agenzia europea del farmaco (Ema) per iniziare i test clinici sull&#8217;uomo. E&#8217; stato proprio grazie alla potenza di calcolo delle macchine del Cineca che in poche settimane e&#8217; stata identificata la molecola adatta a contrastare il coronavirus, grazie a un primo screening virtuale condotto dal supercomputer su un archivio di oltre 400.000 molecole, contenute in farmaci sicuri per l&#8217;uomo e prodotti naturali, messi a disposizione da Dompe&#8217; farmaceutici e dal Fraunhofer institute. Tra le molecole selezionate, spiega il Cineca, e&#8217; stata data priorita&#8217; a quelle in fase clinica o gia&#8217; sul mercato. Sono state testate 7.000 molecole con alcune caratteristiche promettenti.<br />
Tra queste, sono state trovate 100 molecole attive in vitro e 40 hanno dimostrato capacita&#8217; di contrastare il virus nelle cellule animali. Tra questi, il &#8216;raloxifene&#8217; e&#8217; stato selezionato per la sua sicurezza e il suo profilo tossicologico ben noto. Si tratta di un farmaco gia&#8217; commercializzato e approvato per l&#8217;uso clinico contro l&#8217;osteoporosi. &#8220;Aver individuato la molecola in grado di contrastare il coronavirus nelle manifestazioni meno aggressive ci ripaga dell&#8217;intenso lavoro di questi mesi- commenta il direttore generale del Cineca, David Vannozzi- e&#8217; il primo passo nella battaglia contro la pandemia&#8221;. Il farmaco individuato come possibile anti-covid, continua Vannozzi, &#8220;e&#8217; ben tollerato, ha un profilo tossicologico ben noto nella clinica e ha mostrato grande efficacia nella sperimentazione in vitro. Ora si passa alla sperimentazione in vivo, sugli animali e quindi sull&#8217;uomo. Con il vantaggio di maneggiare una molecola sicura e ben nota nella farmacologia&#8221;. Il direttore del Cineca si dice dunque &#8220;particolarmente soddisfatto del lavoro svolto dai nostri ricercatori. Questo risultato segnala una volta di piu&#8217; l&#8217;importanza del lavoro di squadra per la ricerca, e la dimensione europea del nostro lavoro, i cui dati scientifici sono a disposizione di tutti, ci ricorda che l&#8217;Europa non e&#8217; una costruzione retorica ma puo&#8217; rappresentare il luogo in cui realizzare un destino comune&#8221;.<br />
Il progetto &#8216;Exscalate&#8217; rappresenta ad oggi la piattaforma di supercalcolo piu&#8217; potente al mondo. Sfrutta una &#8216;biblioteca&#8217; chimica di 500 miliardi di molecole, grazie a una capacita&#8217; di elaborazione di oltre tre milioni di molecole al secondo, messa in campo dalle quattro principali macchine della Ue: Marconi del Cineca; Hpc5 di Eni; MareNostrum4 del Centro di supercomputer di Barcellona; Juwels del centro Julich. Il Cineca segnala infine che &#8220;la proprieta&#8217; intellettuale dei risultati prodotti da &#8216;Exscalate4CoV&#8217; e&#8217; stata protetta, il file e&#8217; stato depositato il 6 maggio 2020 da Dompe&#8217; farmaceutici, Fraunhofer Institute a Universita&#8217; di Lovanio, per promuovere l&#8217;accesso universale alle cure che ne potranno derivare. Tutti i dati scientifici prodotti dal consorzio saranno resi di dominio pubblico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/18/coronavirus-supercomputer-cineca-trova-farmaco-che-cura-casi-lievi/">Coronavirus. Super-computer Cineca trova farmaco che cura casi lievi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus: approvato da AIFA uso compassionevole di Ruxolitinib</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/07/coronavirus-approvato-da-aifa-uso-compassionevole-di-ruxolitinib/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 14:24:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ruxolitinib]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Si chiama ruxolitinib ed e&#8217; il primo farmaco ad essere approvato dall&#8217;AIFA nell&#8217;ambito di un protocollo di uso compassionevole per pazienti COVID-19. Ad annunciarlo e&#8217; l&#8217;Aifa stessa sul suo sito ufficiale e l&#8217;autorizzazione riguarda il possibile utilizzo del farmaco in quei pazienti COVID-19 con insufficienza respiratoria che non necessitano di ventilazione assistita invasiva. Il farmaco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/07/coronavirus-approvato-da-aifa-uso-compassionevole-di-ruxolitinib/">Coronavirus: approvato da AIFA uso compassionevole di Ruxolitinib</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si chiama ruxolitinib ed e&#8217; il primo farmaco ad essere approvato dall&#8217;AIFA nell&#8217;ambito di un protocollo di uso compassionevole per pazienti COVID-19. Ad annunciarlo e&#8217; l&#8217;Aifa stessa sul suo sito ufficiale e l&#8217;autorizzazione riguarda il possibile utilizzo del farmaco in quei pazienti COVID-19 con insufficienza respiratoria che non necessitano di ventilazione assistita invasiva. Il farmaco sara&#8217; disponibile per tutti centri ospedalieri italiani in seguito a richiesta del medico. Il protocollo e&#8217; stato sottoposto alla revisione scientifica dell&#8217;Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani&#8221;. Lo scrive in una nota Novartis. &#8220;Ruxolitinib- spiega l&#8217;azienda farmaceutica- e&#8217; un inibitore della via di trasmissione del segnale mediata da Jak, con effetti antinfiammatori legati all&#8217;inibizione del rilascio di citochine. Normalmente ruxolitinib e&#8217; utilizzato in ambito ematologico ed e&#8217; indicato per il trattamento: della splenomegalia o dei sintomi correlati alla malattia in pazienti adulti con mielofibrosi primaria (nota anche come mielofibrosi idiopatica cronica), della mielofibrosi post policitemia vera o mielofibrosi post trombocitemia essenziale. È inoltre approvato per il trattamento di pazienti adulti con policitemia vera che sono resistenti o intolleranti a idrossiurea. Attualmente non esistono evidenze sull&#8217;utilizzo di ruxolitinib nei pazienti affetti da COVID-19, ne&#8217; vi sono al momento indicazioni sul loro utilizzo in tipologie specifiche di pazienti affetti dall&#8217;infezione virale anche se, in relazione all&#8217;attivita&#8217; inibitoria sulle citochine proinfiammatorie, ruxolitinib potrebbe essere in grado di mitigare gli effetti di una severa reazione infiammatoria (sindrome da rilascio di citochine) che puo&#8217; verificarsi in corso di COVID-19. Per queste ragioni Novartis annuncia anche l&#8217;avvio di un nuovo studio clinico internazionale, in cui sono coinvolti alcuni centri italiani, per valutare la somministrazione di ruxolitinib in pazienti con reazione immunitaria grave ed eccessiva, chiamata tempesta di citochine associata a COVID-19. La tempesta di citochine e&#8217; un tipo di grave reazione immunitaria che puo&#8217; derivare dall&#8217;infezione da coronavirus e puo&#8217; contribuire a problemi respiratori nei pazienti con COVID-19. L&#8217;evidenza preclinica e report clinici preliminari suggeriscono che il farmaco potrebbe ridurre il numero di pazienti che necessitano di terapia intensiva e ventilazione meccanica&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;azienda e&#8217; al corrente dei primi pazienti COVID-19 positivi affetti da insufficienza respiratoria trattati con ruxolitinib da parte di alcuni ospedali italiani in modalita&#8217; off label, previa autorizzazione. Positivo e&#8217; stato il riscontro ricevuto dai centri ospedalieri che riferiscono di un miglioramento clinico soggettivo dei pazienti dopo la somministrazione del farmaco. Novartis ha sin da subito aperto il dialogo con le Autorita&#8217; Regolatorie per garantire un utilizzo del farmaco all&#8217;interno di studi clinici o protocolli controllati di uso compassionevoli&#8221;. Si legge sempre nella nota di Novartis. E ancora, &#8220;L&#8217;azienda si impegna per tutta la fase di emergenza, a fornire gratuitamente ruxolitinib ai pazienti affetti da COVID-19, predisponendo un piano di produzione molto preciso per far fronte alle richieste aggiuntive che potrebbero arrivare e garantendo al tempo stesso la continuita&#8217; terapeutica per i pazienti ematologici attualmente in terapia. La fornitura gratuita di farmaci Novartis indicati per altre patologie e ritenuti potenzialmente efficaci nel trattamento di pazienti affetti da COVID-19 &#8211; nell&#8217;ambito dell&#8217;impegno assunto a livello globale dal Gruppo per fronteggiare la pandemia &#8211; e&#8217; solo uno degli interventi a breve e lungo termine che l&#8217;azienda ha messo in campo con la campagna &#8220;Novartis per un&#8217;Italia a prova di futuro&#8221;. L&#8217;azienda infatti, ha donato un milione di euro a favore della Regione Campania e predisposto un servizio di consegna a domicilio di farmaci ospedalieri e da farmacie territoriali. Inoltre, ha coinvolto tutti i collaboratori, invitandoli a donare il corrispettivo di una giornata di lavoro, con l&#8217;impegno dell&#8217;azienda a raddoppiare la cifra raccolta, da destinare all&#8217;emergenza in Lombardia. Ai medici e alla comunita&#8217; scientifica Novartis assicurera&#8217; l&#8217;accesso alle proprie risorse informative per raccogliere tempestivamente le evidenze scientifiche disponibili sul COVID-19, fornendo loro l&#8217;accesso alla piattaforma digitale Professionisti Salute. Infine, avviera&#8217; un progetto di valorizzazione della cultura scientifica rivolto ai piu&#8217; giovani e una call to action all&#8217;interno del programma di open innovation BioUpper per stimolare nuove soluzioni in grado di contribuire alla gestione delle emergenze in sanita&#8217;&#8221;.</p>
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		<title>Coronavirus. Abruzzo, Chieti sperimenta il Remdesivir</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 02:16:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ospedale di Chieti pronto a sperimentare un nuovo farmaco per combattere il Covid 19. Sara&#8217; la clinica di Malattie Infettive a provare il Remdesivir, antivirale nella classe degli analoghi nucleotidici, sviluppato originariamente per la malattia da virus Ebola e le infezioni da virus Marburg. Arrivato pochi giorni fa in Italia, il nuovo farmaco si sta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> L&#8217;ospedale di Chieti pronto a sperimentare un nuovo farmaco per combattere il Covid 19. Sara&#8217; la clinica di Malattie Infettive a provare il Remdesivir, antivirale nella classe degli analoghi nucleotidici, sviluppato originariamente per la malattia da virus Ebola e le infezioni da virus Marburg. Arrivato pochi giorni fa in Italia, il nuovo farmaco si sta dimostrando una delle opzioni terapeutiche piu&#8217; efficaci nel trattamento dei casi piu&#8217; gravi di infezioni da Coronavirus. La Clinica teatina, diretta da Jacopo Vecchiet, ha completato il necessario iter di approvazione con il Comitato etico e iniziera&#8217; la somministrazione nei pazienti piu&#8217; complessi. L&#8217;unita&#8217; operativa di Terapia intensiva, di cui e&#8217; responsabile Salvatore Maurizio Maggiore, in collaborazione con le Malattie infettive, sta invece gia&#8217; utilizzando per alcuni pazienti il Tocilizumab, altro farmaco sperimentale che agisce sulle complicanze del virus e sembra dare risultati incoraggianti. Al momento in Malattie infettive a Chieti sono ricoverate nove persone con Covid-19, altre quattro sono in trattamento intensivo.</p>
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		<title>Tumori del sangue: disponibile in Abruzzo trattamento senza chemioterapia per leucemia linfatica cronica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 20:30:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’approvazione dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è ora prescrivibile in Abruzzo una nuova combinazione di farmaci, senza chemioterapia, che per la prima volta può essere prescritta per una durata fissa nei pazienti con leucemia linfatica cronica, uno dei tumori del sangue più diffusi. “Da oggi in Abruzzo è disponibile un nuovo farmaco per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’approvazione dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è ora prescrivibile in Abruzzo una nuova combinazione di farmaci, senza chemioterapia, che per la prima volta può essere prescritta per una durata fissa nei pazienti con leucemia linfatica cronica, uno dei tumori del sangue più diffusi.</p>
<p>“Da oggi in Abruzzo è disponibile un nuovo farmaco per la cura di pazienti con leucemia linfatica cronica, la combinazione di venetoclax e rituximab, recentemente approvato dall’Aifa &#8211; dichiara il Dott. Francesco Angrilli, Responsabile dell’UOSD Centro Diagnosi e Terapia dei Linfomi del Dipartimento Oncologico Ematologico dell’Asl di Pescara &#8211; Si tratta di una nuova classe di farmaci che è in grado di aumentare il numero di remissioni complete e il tasso di risposta complessivo nei pazienti che non hanno risposto alle terapie precedenti. A differenza delle altre terapie innovative per il trattamento della Leucemia Linfatica Cronica, questa nuova terapia, ora rimborsata dalla Regione Abruzzo, ha il vantaggio di una durata limitata e non è quindi continuativa, fino a fallimento o effetti tossici; in pratica, dopo 24 mesi i pazienti potranno interrompere l’assunzione del farmaco”.</p>
<p>Ogni anno in Italia circa 1.200 persone ricevono una diagnosi di Leucemia linfatica cronica, la forma di leucemia dell’adulto più frequente nel modo occidentale.[1] Si tratta di una malattia tumorale cronica del sistema linfatico che colpisce il midollo osseo, il sangue e le strutture linfatiche, caratterizzata da un’incidenza in ascesa vertiginosa nella terza età. In questi pazienti la prognosi è spesso particolarmente sfavorevole. L’ematologia italiana è fra le prime al mondo nella cura delle leucemie e linfomi con una rete di centri specializzati di eccellenza come il Centro Diagnosi e Terapia dei Linfomi dell’Asl di Pescara.</p>
<p>“L’ematologia è una realtà di estrema complessità oltre che di alta specializzazione – afferma il dott. Angrilli – Il Dipartimento Oncologico Ematologico dell’Asl di Pescara dispone di ematologi specializzati nella diagnosi e nelle terapie avanzate delle malattie del sangue e della leucemia linfatica cronica ed è un centro di riferimento regionale che accoglie anche pazienti di regioni limitrofe. Seguiamo presso la nostra struttura alcune centinaia di pazienti con Leucemia Linfatica Cronica, le cui nuove diagnosi sono all’incirca 40 all’anno. La nuova terapia consentirà ai pazienti che necessitano di terapia di vivere più a lungo, con la possibilità di interrompere il trattamento dopo due anni. Inoltre, la durata fissa di trattamento senza chemioterapia prevede un costo definito, con il potenziale per generare risparmi per il Sistema sanitario regionale”.</p>
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		<title>Sanità: tumore seno, Pascale sviluppa farmaco per migliore sopravvivenza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/06/06/sanita-tumore-seno-pascale-sviluppa-farmaco-per-migliore-sopravvivenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 15:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[Pascale]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Questo farmaco migliora la sopravvivenza di donne e giovani donne affette da tumore mammario metastatico. Il vantaggio di avere un&#8217;eccellente efficacia terapeutica, abbinata a una qualita&#8217; di vita dei pazienti di livello assolutamente notevole, ci impedisce per un certo periodo di evitare la chemioterapia&#8221;. Lo ha spiegato Michelino de Laurentiis, direttore del dipartimento di Senologia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/06/06/sanita-tumore-seno-pascale-sviluppa-farmaco-per-migliore-sopravvivenza/">Sanità: tumore seno, Pascale sviluppa farmaco per migliore sopravvivenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questo farmaco migliora la sopravvivenza di donne e giovani donne affette da tumore mammario metastatico. Il vantaggio di avere un&#8217;eccellente efficacia terapeutica, abbinata a una qualita&#8217; di vita dei pazienti di livello assolutamente notevole, ci impedisce per un certo periodo di evitare la chemioterapia&#8221;. Lo ha spiegato Michelino de Laurentiis, direttore del dipartimento di Senologia dell&#8217;Istituto tumori Pascale di Napoli, nel corso di una conferenza stampa nella sala giunta della Regione Campania. De Laurentiis, di ritorno da Chicago, ha portato al congresso Asco degli Stati Uniti uno studio mondiale che porta la firma del Pascale, presentando i risultati preliminari di Compleement-1, il piu&#8217; grande studio al mondo sulla combinazione di terapia ormonale e il nuovo farmaco Ribociclib in pazienti con tumore mammario metastatico ormonosensibile. I pazienti arruolati in tutto il mondo sono stati quasi 3500.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/06/06/sanita-tumore-seno-pascale-sviluppa-farmaco-per-migliore-sopravvivenza/">Sanità: tumore seno, Pascale sviluppa farmaco per migliore sopravvivenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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