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	<title>fumo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>In Francia stop al fumo su spiagge, nei parchi e alle fermate degli autobus</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/29/in-francia-stop-al-fumo-su-spiagge-nei-parchi-e-alle-fermate-degli-autobus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2025 12:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Francia è entrato in vigore il divieto di fumare su spiagge, in parchi, sotto le pensiline degli autobus e davanti agli istituti secondari. Il provvedimento, annunciato a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/29/in-francia-stop-al-fumo-su-spiagge-nei-parchi-e-alle-fermate-degli-autobus/">In Francia stop al fumo su spiagge, nei parchi e alle fermate degli autobus</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Francia è entrato in vigore il divieto di fumare su spiagge, in parchi, sotto le pensiline degli autobus e davanti agli istituti secondari. Il provvedimento, annunciato a fine maggio dalla ministra della Salute Catherine Vautrin e pubblicato lo scorso sabato sulla Gazzetta Ufficiale, si applica a partire dal 29 giugno.</p>
<p>La nuova normativa vieta il fumo «durante la stagione balneare» sulle spiagge, così come nei parchi e giardini pubblici. Riguarda inoltre le «aree riservate all’attesa dei passeggeri» dei mezzi pubblici. Il divieto include le immediate vicinanze di biblioteche, impianti sportivi (stadi, piscine e simili) e scuole o strutture che accolgono minori, dove sarà vietato fumare «entro un perimetro di almeno 10 metri», precisa il ministero della Salute.</p>
<p>Nei prossimi giorni sarà emanato un testo aggiuntivo per definire ufficialmente questo perimetro e la nuova segnaletica, costituita da un pittogramma che identifichi le «aree senza fumo». Le sigarette elettroniche non rientrano nel divieto.</p>
<p>La misura, concepita per proteggere i minori, non si estende alle terrazze di bar e ristoranti, circostanza che ha suscitato la costernazione dei gruppi antifumo. Chi trasgredisce può incorrere in una sanzione da 135 fino a 750 euro, nonostante fosse previsto un periodo di «educazione» introduttivo alla fine di maggio.</p>
<p>«Dove ci sono bambini, il tabacco deve sparire. Un parco, una spiaggia, una scuola, sono luoghi per giocare, imparare, respirare. Non per fumare», hanno sottolineato Vautrin e Yannick Neuder, ministro delegato incaricato per la Salute.</p>
<p>L’ampliamento degli spazi senza fumo rientra nel programma nazionale per il controllo del tabacco 2023-2027, che punta a «raccogliere la sfida di una generazione libera dal tabacco entro il 2032».</p>
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		<title>Scuola. Fumo, caffè e farmaci: è stress maturità per 2 studenti su 3</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/06/19/scuola-fumo-caffe-e-farmaci-e-stress-maturita-per-2-studenti-su-3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 05:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stress, disturbi del sonno, cattive abitudini alimentari e molto altro. Oltre la metà dei maturandi sta vivendo l&#8217;avvicinamento all&#8217;esame in &#8216;compagnia&#8217; di almeno una di queste problematiche. E&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/19/scuola-fumo-caffe-e-farmaci-e-stress-maturita-per-2-studenti-su-3/">Scuola. Fumo, caffè e farmaci: è stress maturità per 2 studenti su 3</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Stress, disturbi del sonno, cattive abitudini alimentari e molto altro. Oltre la metà dei maturandi sta vivendo l&#8217;avvicinamento all&#8217;esame in &#8216;compagnia&#8217; di almeno una di queste problematiche. E le &#8216;toppe&#8217; spesso sono peggio del &#8216;buco&#8217;: 1 studente su 2 sta bevendo più caffè o bevande energizzanti, una quota simile sta invece facendo ricorso a farmaci o integratori per migliorare le proprie performance intellettive, mentre oltre 2 fumatori su 3 stanno aumentando il consumo di nicotina in tutte le sue forme. Lo segnala una ricerca condotta nei giorni scorsi da Skuola.net &#8211; su un campione di 1.104 ragazze e ragazzi di quinto superiore &#8211; in collaborazione con gli psicologi e psicoterapeuti dell&#8217;Associazione Nazionale &#8216;Di.Te&#8217;. (Dipendenze tecnologiche, Gap, Cyberbullismo). Questo perché, quando siamo ormai a ridosso dell&#8217;inizio degli Esami di Stato 2023, la maggior parte dei maturandi (56%) ammette di provare sensazioni negative come ansia, rabbia, sconforto, desiderio di fuggire. E per un ulteriore 31% queste si affacciano giusto ogni tanto, con continui sbalzi d&#8217;umore. Solo 1 studente su 7, dunque, può dichiarare una totale assenza di sensazioni negative interiori. Inoltre, quasi tutti già prevedono che le cose peggioreranno nell&#8217;immediata vigilia delle prove. Oltre 9 su 10 pensano che il livello dell&#8217;umore andrà calando ulteriormente: quasi 2 su 3 (il 63%) ne sono certi, mentre il 29% lo ritiene probabile. Così come oltre 3 su 4 immaginano che andrà peggiorando anche il loro stato psico-fisico: per il 44% è sicuro, per il 34% è una possibilità concreta. Un blocco psicologico, quello a cui stanno andando incontro i maturandi, che coinvolge la mente ma anche il corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, tutto parte dalla testa: per 2 su 3 (66%) l&#8217;attesa dell&#8217;esame sta producendo un carico di stress difficilmente avvertito prima. Che si sviluppa in uno stato d&#8217;animo dominato da cattivi presagi. Basta osservare il loro approccio prevalente al grande appuntamento. Il podio degli &#8216;umori&#8217;, già in parte anticipato, parla da solo: il 43% prova soprattutto ansia, il 24% desiderio di fuga, l&#8217;11% addirittura sconforto. E, più in generale, ben 7 su 10 sono convinti che l&#8217;ansia, in particolare, condizionerà &#8211; sicuramente non nel bene &#8211; l&#8217;esito della propria Maturità. Perché tutto ciò, ovviamente, si traduce in un tendenziale pessimismo in vista delle prove: il 72% pensa spesso che non sarà mai abbastanza preparato. Nel frattempo, i primi effetti concreti di questo terremoto emotivo si iniziano già a percepire. Con manifestazioni &#8220;devianti&#8221; che, come detto, vanno a colpire l&#8217;organismo nel suo complesso. I disturbi dell&#8217;alimentazione sembrano essere i più diffusi: il 30% racconta che sta mangiando molto più del solito, il 27% fa l&#8217;esatto contrario mangiando molto meno che in condizioni normali. A seguire, ci sono i disturbi del sonno: il 54% racconta che sta dormendo decisamente meno del solito, il 14% invece sta facendo fatica a svegliarsi. Attenzione, poi, agli &#8220;abusi&#8221; per tenersi attivi: il 30% riporta che sta aumentando l&#8217;uso di caffè, il 9% sta consumando parecchie bevande energetiche, il 18% fa entrambe le cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c&#8217;è anche chi sta andando oltre, rischiando di esporsi a conseguenze ben più dannose di quelle prodotte da caffeina e similari. Infatti, il 49% degli intervistati dichiara di assumere farmaci o integratori per rendere al meglio nello studio e, fra questi, i due terzi (65%) confessano di averne aumentato il consumo proprio in vista dell&#8217;esame. E anche se la maggioranza del campione &#8211; il 62% &#8211; continua a tenersi alla larga da nicotina e affini, il 71% degli affezionati della sigaretta sta facendo la fortuna dei tabaccai. Meno diffuso il ricorso ad alcol o droghe leggere: solo 3 su 10 in questo periodo non ne stanno alla larga, anche se tra questi più del 42% ne ha aumentato il fabbisogno a causa degli esami. &#8220;La ricerca- sottolinea Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell&#8217;Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo &#8216;Di.Te&#8217;- evidenzia ancora di più la necessità di un sostegno adeguato durante questo periodo cruciale. Le famiglie e le istituzioni scolastiche devono essere consapevoli del carico emotivo che gli studenti affrontano e offrire un ambiente di supporto e comprensione. È importante che gli studenti si sentano ascoltati e supportati nel gestire l&#8217;ansia e lo stress legati all&#8217;esame di Maturità. È essenziale per il benessere degli studenti e per il loro successo anche a lungo termine&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> &#8220;Tutti siamo stati agitati prima del nostro esame di Maturità- ricorda Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net- ma nessuno di noi tranne questi ragazzi è arrivato al grande appuntamento con tre anni di didattica a corrente alternata a causa di una pandemia. Di cui la salute mentale dei maturandi 2023 porta ancora i segni: più della metà degli intervistati non nota miglioramenti o segnala addirittura peggioramenti. Questa situazione richiede una seria riflessione anche per gli anni a venire. Solo così potremo garantire che gli esami di Maturità siano un momento di crescita, anziché un&#8217;esperienza segnata da ansia e negatività&#8221;.</p>



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		<title>&#8220;Aumenta il rischio di infarto&#8221;, nuovi studi “contro” la sigaretta elettronica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2018 22:42:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si creda che l’alternativa fornita dalle sigarette elettroniche costituisca un “toccasana” per la salute dei fumatori. Sono numerosi gli studi che si stanno focalizzando sugli effetti dei vapori descritti dai produttori come assolutamente innocui e che purtroppo stanno rivelando numerose criticità anche di questi apparati. A dimostrarlo l’ennesima ricerca che è stata recentemente effettuata da ricercatori della Università della California a San Francisco, dove è stato monitorato l’effetto della «nicotina elettronica» esaminando i dati di 70&#8217;000 persone. È inoltre emerso che il contemporaneo uso di E-cig e sigarette convenzionali sembra essere più pericoloso rispetto all&#8217;utilizzo di entrambi i prodotti singolarmente e aumenta il rischio di infarto cinque volte rispetto alle persone che non usano nessuno dei due. A 69&#8217;452 persone è stato chiesto se avessero mai usato sigarette elettroniche o tradizionali e se avessero mai avuto un infarto. Tra i 35&#8217;352 consumatori ed ex consumatori di sigarette elettroniche, 333 (3,6%) ha avuto un attacco cardiaco, con la percentuale più alta (6%) tra coloro che utilizzavano e-cig o sigarette ogni giorno. Nell&#8217;analisi, circa il 66% di chi &#8216;svapava&#8217; fumava anche tabacco. Per coloro che hanno usato entrambi i prodotti ogni giorno, le probabilità di avere avuto un attacco di cuore sono state 4,6 volte quelle di chi non aveva mai usato nessuno dei due. Ma non mancano buone notizie. &#8220;Il rischio di infarto inizia a diminuire immediatamente dopo aver smesso di fumare e i nostri risultati suggeriscono che lo stesso è vero quando smettono di usare le sigarette elettroniche&#8221;, ha detto Stanton Glantz, direttore del Centro UCSF per la ricerca e l&#8217;educazione sul controllo del tabacco. Lo studio, pubblicato nell&#8217;American Journal of Preventive Medicine, è stato presentata alla conferenza sulla salute del cuore 2018 della Society for Research on Nicotine and Tobacco. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è sempre bene ricordare alcuni principi di salute che appaiono banali ma che aiutano senz’altro a vivere meglio: fumare, così come avere un’alimentazione insalubre e uno stile di vita sedentario può contribuire ad occludere ed indurire la parete arteriosa, causando la condizione nota come arteriosclerosi. Altri rischi legati a questo problema sono l’angina e le malattie coronariche.</p>
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		<title>L’inquinamento uccide più della guerra, del fumo e di varie altre malattie</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/11/03/linquinamento-uccide-piu-della-guerra-del-fumo-e-di-varie-altre-malattie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 20:37:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La rivista Lancet mette in risalto che l’inquinamento è una “profonda e dilagante minaccia che colpisce molti aspetti del benessere e della salute umana.” di Andrea Germanos, editorialista per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/03/linquinamento-uccide-piu-della-guerra-del-fumo-e-di-varie-altre-malattie/">L’inquinamento uccide più della guerra, del fumo e di varie altre malattie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista Lancet mette in risalto che l’inquinamento è una “profonda e dilagante minaccia che colpisce molti aspetti del benessere e della salute umana.” di Andrea Germanos, editorialista per Common Dreams</p>
<p>L’inquinamento, “una delle più grandi sfide esistenziali nell’epoca dell’Antropocene“, uccide 9 milioni di persone all’anno, più delle morti causate dal fumo, tre volte di più delle morti causate dall’AIDS, dalla tubercolosi e dalla malaria, e 15 volte di più delle morti causate dalla guerra e da altre forma di violenza.</p>
<p>I dati vengono dall’ultimo nuovo studio globale sull’inquinamento e salute pubblicato su Lancet, che chiede una mobilizzazione di risorse ed un’azione politica capace di affrontare una minaccia pesante e diffusa in tutto il mondo.</p>
<p>“L’inquinamento è molto di più di una sfida ambientale, è una minaccia profonda e pervasiva che coinvolge molti aspetti della salute e del benessere umano. Merita tutta l’attenzione dei leaders di tutto il mondo, della società civile, dei professionisti della salute e delle persone”, dichiara il professore Philip Landrigan, della Ichahn School of Medicine di Mount Sinai, co-direttore della Commissione Internazionale biennale di Lancet.</p>
<p>L’inquinamento dell’aria, sia esterna che domestica, gioca il ruolo più importante nelle morti causate da inquinamento (6,5 milioni nel 2015), ed è responsabile di malattie cardiovascolari, tumori polmonari e malattie polmonari ostruttive croniche (COPD). Inoltre l’inquinamento dell’acqua, dei luoghi di lavoro (come l’esposizione all’asbesto) e l’inquinamento da piombo, aggiungono altre morti al bilancio totale, che secondo i ricercatori è sottostimato.</p>
<p>Se si osserva chi è maggiormente coinvolto, si può vedere che esiste una diffusa iniquità. La quantità di morti causate da inquinamento (92 percento) colpisce i paesi a basso o medio reddito. India e Cina registrano il più alto numero di morti, rispettivamente con 2,5 e 1,8 milioni. Inoltre i ricercatori rivelano che, globalmente, le morti sono prevalenti tra le minoranze e gli emarginati.</p>
<p>L’inquinamento è un problema estremamente costoso. Anche ignorando l’impatto economico e. guardando soltanto ai costi del welfare, si arriva a 4600 miliardi di dollari o al 6,2 percento del prodotto interno lordo mondiale.</p>
<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha applaudito alle nuove analisi. “L’inquinamento è il sintomo e una conseguenza non voluta di uno sviluppo malato e insostenibile” scrivono Maria Neira, Michaela Pfeiffer, Diarmid Campbell-Lendrum, e Annette Prüss-Ustün del Dipartimento dei Determinanti ambientali e sociali della Salute Pubblica.</p>
<p>“Se vogliamo ridurre in modo sostanziale il peso globale delle malattie dovute all’ambiente, abbiamo bisogno di agire a monte e affrontare gli elementi chiave e le fonti dell’inquinamento, così da assicurare che le politiche di sviluppo e gli investimenti siano sani e sostenibili e che le scelte che facciamo, a livello governativo, privato e individuale, possano coltivare un ambiente più sano e sicuro. In altre parole, abbiamo bisogno di andare verso l’approccio del “non fare danno” e assicurare che lo sviluppo migliori in maniera attiva ed esplicita le condizioni ambientali e sociali, che favoriscono e sono causa di malattie” essi aggiungono.</p>
<p>Secondo Pamela Das, editore esecutivo senior, e Richard Horton, capo-redattore di Lancet, questi nuovi dati dovrebbero essere “un tempestivo appello all’azione”.</p>
<p>“Ora è il momento di accelerare la nostra risposta collettiva. Le attuali e future generazioni meritano di vivere in un mondo senza inquinamento”, scrivono in un commento sui dati pubblicati.</p>
<p>Traduzione dall’inglese di Annalaura Erroi-Pressenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/03/linquinamento-uccide-piu-della-guerra-del-fumo-e-di-varie-altre-malattie/">L’inquinamento uccide più della guerra, del fumo e di varie altre malattie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fumare non fa dimagrire, ma aumenta il giro vita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/21/fumare-non-fa-dimagrire-ma-aumenta-il-giro-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2015 09:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
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		<category><![CDATA[sigarette]]></category>
		<category><![CDATA[università di glasgow]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solitamente chi fuma sostiene che smettere con le &#8216;bionde&#8217; porterebbe solo a ingrassare. Eppure pare essere vero anche il contrario, secondo un gruppo di ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; di Glasgow&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/21/fumare-non-fa-dimagrire-ma-aumenta-il-giro-vita/">Fumare non fa dimagrire, ma aumenta il giro vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente chi fuma sostiene che smettere con le &#8216;bionde&#8217; porterebbe solo a ingrassare. Eppure pare essere vero anche il contrario, secondo un gruppo di ricercatori dell&#8217;<strong>Universita&#8217; di Glasgow</strong> che hanno messo in relazione il tabagismo con il punto vita e con pance decisamente piu&#8217; grosse. Lo studio ha unito i risultati di <strong>29 ricerche diverse</strong>, per un totale di 150mila volontari analizzati. Ecco cosi&#8217;, e&#8217; emerso, fumare tanto sembra proprio far crescere il tessuto adiposo proprio li&#8217; dove meno lo vorremmo, sul nostro addome. Pur rilevando un generale aumento di peso in chi ha smesso di fumare, gli studiosi hanno anche notato come chi non riesce a smettere con le sigarette solitamente ha, in proporzione, una pancia molto piu&#8217; grossa.</p>
<p>Fumare insomma farebbe aumentare il grasso corporeo in modo irregolare, facendolo <strong>concentrare attorno allo stomaco e diminuire altrove</strong>. Cosi&#8217;, allo stesso modo, quando i fumatori mettono su del peso, tendono a ingrassare soprattutto all&#8217;altezza del punto vita piuttosto che in modo uniforme. Ai ricercatori non sono chiari i meccanismi di funzionamento del fenomeno, confermato tuttavia dall&#8217;ingente quantita&#8217; di dati statistici.</p>
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		<title>Chi fuma divorzia di più e fa flop a letto</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/09/04/chi-fuma-divorzia-di-piu-e-fa-flop-a-letto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 12:12:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fumare fa male, ma fa anche divorziare di piu&#8217;. E&#8217; questo uno dei dei dati inaspettati che emerge dalla lettura di &#8221;101 motivi per non fumare&#8221; scritto dal&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/04/chi-fuma-divorzia-di-piu-e-fa-flop-a-letto/">Chi fuma divorzia di più e fa flop a letto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fumare fa male, ma fa anche divorziare di piu&#8217;. E&#8217; questo uno dei dei dati inaspettati che emerge dalla lettura di &#8221;101 motivi per non fumare&#8221; scritto dal primario di Otorinolaringoiatria della Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, Fabio Beatrice, e dalla giornalista scientifica Johann Rossi Mason, con prefazione di Luciana Littizzetto, in uscita per Guerini Associati il 6 settembre. Secondo una ricerca americana, infatti, i tabagisti avrebbero il 53 per cento in piu&#8217; di possibilita&#8217; di divorziare rispetto ai nemici della sigaretta.</p>
<p>E la spiegazione sarebbe in una maggior incidenza di problemi psicologici, come depressione e ansia, che mettono a dura prova le unioni coniugali. Ma tra i dati raccolti dagli autori per chiarire che il fumo fa male ci sono anche quelli che riguardano la vita sotto le coperte dei fumatori maschi: gli uomini che fumano piu&#8217; di 20 sigarette al giorno, infatti, hanno un rischio del 60 per cento superiore di disfunzione erettile rispetto a coloro che non hanno mai fumato. &#8221;Per smettere di fumare sono necessarie motivazioni forti; le sigarette sono inoltre un grande inganno di marketing e sono studiate per aumentare la dipendenza. Questo libro non presenta un metodo per smettere di fumare, ma e&#8217; una guida scientificamente accurata per trovare da soli la propria motivazione. Uno strumento utile anche per chi vuole trovare gli argomenti giusti per convincere un adolescente a non iniziare o a smettere. Un libro che ho scritto perche&#8217; vorrei operarne sempre meno&#8221; ha spiegato il dottor Beatrice.</p>
<p>Nel volume si parla dei danni al cuore e del rischio di tumore al polmone, anche se fumare danneggia ben altro: invecchia la pelle ed e&#8217; il principale fattore di formazione delle rughe, interferisce nella cicatrizzazione e quindi e&#8217; da evitare in qualsiasi tipo di intervento di chirurgia estetica, ha effetti dirompenti sulla fertilita&#8217; e le mamme dovrebbero fare particolare attenzione. &#8221;Abbiamo sottolineato come fumare da soli in casa o in macchina, approfittando dell&#8217;assenza dei bambini sia inutile. Il fumo di terza mano infatti si deposita su tessuti, mobili, peluches, giochi e abiti ed entra in contatto con l&#8217;organismo del bambino tramite le mani e la bocca. Sigaretta bandita anche per chi vuole rimanere incinta: interferisce sia sulla fertilita&#8217; di entrambi che sul successo delle tecniche di procreazione assistita, inoltre passa nel latte&#8221; spiega Rossi Mason. E chi fuma solo alle feste e magari non aspira nemmeno? &#8221;E&#8217; un &#8216;social smoker&#8217; ossia fuma solo in compagnia ma ha un rischio molto alto di diventare un forte fumatore. Per riconoscere il proprio &#8216;stile&#8217; abbiamo anche stilato un identikit dei vari tipi di tabagista&#8221; conclude la giornalista.</p>
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		<title>Non fare attività fisica uccide come il fumo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/18/non-fare-attivita-fisica-uccide-come-il-fumo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 09:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inattivita&#8217; fisica e&#8217; mortale quanto il fumo. E&#8217; il risultato choc di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet e diretta dall&#8217;epidemiologa I-Min Lee del Brigham and Women&#8217;s&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inattivita&#8217; fisica e&#8217; mortale quanto il fumo. E&#8217; il risultato choc di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet e diretta dall&#8217;epidemiologa I-Min Lee del Brigham and Women&#8217;s Hospital di Boston, negli Usa. Secondo il team di 33 scienziati, il 10 per cento delle morti premature nel mondo deriva dal fatto che le persone non fanno abbastanza moto: nel 2008 la &#8216;pigrizia&#8217; ha provocato 5,3 milioni di vittime su un totale 57 milioni.</p>
<p>&#8216;inattivita&#8217;, si legge nello studio, e&#8217; responsabile del 6 per cento dei casi di malattie coronariche e del 7 per cento di quelli di diabete di tipo 2. Non solo. Circa il 10 per cento dei casi di cancro al seno e al colon e&#8217; associabile alla mancata pratica di attivita&#8217; fisiche. Per fare un esempio, nel 2008 le vittime di malattie coronariche sono state in totale 7,25 milioni. Soltanto in Europa, 121mila persone avrebbero potuto salvarsi se avessero fatto con regolarita&#8217; un po&#8217; di &#8216;sport&#8217;. Di qui la raccomandazione degli esperti: per mantenersi in salute occorre praticare almeno 150 minuti di esercizi moderati a settimana, come una passeggiata di mezz&#8217;ora cinque giorni su sette.</p>
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		<title>Fumo, IIss: aumentare di un ero il costo delle sigarette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 12:34:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per incentivare la diminuzione dei fumatori in Italia e, al contempo, rimpinguare le casse dello Stato, bisognerebbe &#8220;aumentare in modo considerevole e, dunque, di un euro, il costo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per incentivare la diminuzione dei fumatori in Italia e, al contempo, rimpinguare le casse dello Stato, bisognerebbe &#8220;aumentare in modo considerevole e, dunque, di un euro, il costo di ogni pacchetto di sigarette&#8221;. E&#8217; l&#8217;appello lanciato da Enrico Garaci, presidente dell&#8217;Istituto superiore di Sanita&#8217;, nella Giornata mondiale senza tabacco. &#8220;Ci sarebbero benefici- spiega ai cronisti- per il fisco, per la ricerca biomedica e per il trattamento dei pazienti fumatori. Facciamo appello al governo e al Parlamento perche&#8217; si muovano in questa direzione&#8221;. Al coro degli esperti si aggiunge la voce del farmacologo Silvio Garattini: &#8220;I morti per cause riconducibili al fumo- spiega- sono ogni anno 70-80mila. Uno studio dell&#8217;Istituto Mario Negri (che Garattini dirige, ndr) ha dimostrato che l&#8217;aumento di un euro del costo delle sigarette produrrebbe una diminuzione del consumo del 4%. E si produrebbe un introito per lo Stato di 3 miliardi di euro in piu&#8217; all&#8217;anno&#8221;.</p>
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		<title>Italia prima in Europa per consumo di cannabis</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:47:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) ha preso in esame la popolazione compresa nella fascia che va dai 15 ai 64 anni ed ha rilevato che l&#8217;Italia ha la medaglia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/18/italia-prima-in-europa-per-consumo-di-cannabis/">Italia prima in Europa per consumo di cannabis</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) ha preso in esame la popolazione compresa nella fascia che va dai 15 ai 64 anni ed ha rilevato che l&#8217;Italia ha la medaglia d’oro in Europa per consumo di cannabis nell’ultimo anno (14,3%); è al secondo posto (6,9%), dopo la Spagna (7,6%) per uso della canapa nell’ultimo mese; mentre il 32%, quindi circa un terzo della popolazione, ha consumato cannabis almeno una volta nella vita, piazzandoci così al terzo posto dopo la Danimarca (32,5%) e la Spagna (32,1%). Tutte cifre che nelle singole classifiche (+7,6%, +3,3%, +8,8%) ci pongono ben al di sopra delle rispettive medie europee, un primato che condividiamo solo con la Spagna&#8221;. I dati sono contenuti in una nota del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e dello “<a href="http://www.sportellodeidiritti.org/" target="_blank">Sportello dei Diritti</a>”.</p>
<p>&#8220;Altissimo anche il consumo di droghe pesanti&#8221;, prosegue la nota. &#8220;L’Italia è puntualmente al terzo posto per utilizzo nell’ultimo mese (0,7% della popolazione analizzata; +0,2 rispetto alla media europea) di cocaina, nella fascia 15-64, nell’ultimo anno (2,1%; +0,9%) e nella classifica di chi ha provato la polvere bianca almeno una volta (7%; +2,7%). Meno utilizzate le droghe sintetiche quali anfetamine ed ecstasy con percentuali al di sotto della media europea: gli italiani tra i 15 e i 64 anni che hanno fatto uso di queste sostanze nell’ultimo mese sono lo 0,3%; quelli che le hanno usate nell’ultimo anno sono l’1,1%; quelli che le hanno provate almeno una volta nella vita sono il 6,2%. La cosa che fa più preoccupare è il trend negativo vissuto dall’Italia dal 2001 al 2008 che ha segnato aumenti da capogiro, dal 9,2% al 20,3%, che segnano il massimo incremento a livello europeo, ovvero  un aumento dei consumatori di cannabis dell’11,1% in meno di dieci anni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Preoccupante anche il numero dei giovani e giovanissimi italiani (15-34) che hanno fatto uso di cocaina nell’ultimo anno, dal 1990 al 2010. Se si guarda alla media europea: dal 2001 al 2005 i consumatori di polvere bianca sono cresciuti dell’1,5% mentre solo dal 2005 al 2008 c’è stato un leggero trend inverso con un decremento dello 0,3%. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento e fondatore dello “Sportello dei diritti”, alla luce di numeri così alti, sul consumo di cannabis e cocaina non è semplice ipotizzare soluzioni rapide ed efficaci che riducano in maniera drastica i consumi di sostanze stupefacenti&#8221;</p>
<p>&#8220;A tal proposito è interessante il rapporto 2011 della Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte Kofi Annan e numerosi ex capi di Stato, che ha esortato i governi a prendere in considerazione la via della legalizzazione delle droghe leggere al fine di colpire efficacemente la criminalità organizzata e costituire un’ingente fonte di liquidità per le casse dello Stato. Addirittura una ricerca dell’Università La Sapienza di Roma da parte del professor Marco Rossi ha calcolato che con provvedimenti di tal tipo si potrebbero recuperare 5,5 miliardi di euro all’anno rivenienti dalla tassazione sulla vendita della sola cannabis. Per i proibizionisti, ovviamente la liberalizzazione è da ripudiare per una serie di motivazioni anche condivisibili tra cui il rischio di un aumento ancor più marcato dell’uso di droghe. In tal senso però sono scarsi i dati scientifici a supporto dell’una o dell’altra tesi. Per la verità il Portogallo a partire dal 2001 ha legalizzato il consumo delle droghe ed in particolare di quelle leggere con la conseguenza accertata di un drastico calo nell’utilizzo proprio della cannabis&#8221;.</p>
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