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	<title>giustizia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Rastelli (FdI): “Stop al lassismo, gli italiani ora più al sicuro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 15:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Chieti, la sala “Cascella” della Camera di Commercio ha ospitato con grande partecipazione l’iniziativa pubblica “Giustizia è Sicurezza”, promossa dal dipartimento regionale Giustizia di Fratelli d’Italia, guidato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Chieti, la sala “Cascella” della Camera di Commercio ha ospitato con grande partecipazione l’iniziativa pubblica “Giustizia è Sicurezza”, promossa dal dipartimento regionale Giustizia di Fratelli d’Italia, guidato dall’avvocato Luigi Comini.</p>
<p>Nel corso dell’incontro, aperto al pubblico, sono state illustrate le principali misure messe in campo dal Governo in materia di legalità, lotta alla criminalità e supporto alle forze dell’ordine. “Onorando il patto con gli italiani, e grazie a coraggiosi interventi normativi, il governo di Giorgia Meloni ha posto finalmente i temi della sicurezza, della giustizia e della legalità al centro dell’agenda politica nazionale – ha dichiarato il senatore Sergio Rastrelli durante il suo intervento –. Dopo lunghi anni di lassismo e inconcludenza della sinistra, abbiamo varato un pacchetto di norme a tutela dei cittadini, fornendo alle nostre forze dell’ordine strumenti efficaci per contrastare l’illegalità. A fronte di un’opposizione che ha perso ogni connessione con la realtà, relegando il tema della sicurezza a variabile indipendente, il Governo di centrodestra ha assunto la responsabilità di decidere, coniugando finalmente tutele e rigore. Fratelli d’Italia continuerà ad agire con la massima determinazione, in ogni sede istituzionale, per garantire la piena sicurezza dei cittadini.”</p>
<p>All’incontro hanno partecipato i parlamentari abruzzesi Etelwardo Sigismondi, Guerino Testa e Guido Liris; il coordinatore provinciale Antonio Tavani; l’avvocato Italo Colaneri, presidente della Camera Penale di Chieti; l’avvocato Giampaolo Di Marco, segretario nazionale dell’Associazione Forense; e l’avvocato Massimo Biscardi, magistrato onorario del Tribunale penale di Teramo.</p>
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		<title>Né giustizia né pace: l&#8217;inganno della forza e la fragilità della Repubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 14:56:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La guerra è un massacro fra gente che non si conosce, a beneficio di gente che si conosce ma non si massacra.&#8221;— Paul Valéry Ci sono silenzi che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/02/ne-giustizia-ne-pace-linganno-della-forza-e-la-fragilita-della-repubblica/">Né giustizia né pace: l&#8217;inganno della forza e la fragilità della Repubblica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La guerra è un massacro fra gente che non si conosce, a beneficio di gente che si conosce ma non si massacra.&#8221;</em><br>— Paul Valéry</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono silenzi che fanno più rumore delle bombe. Ci sono assenze che gridano. E ci sono verità che, sebbene sotto gli occhi di tutti, diventano invisibili per comodità o paura. Oggi, tra le ceneri di Gaza e le ipocrisie delle capitali occidentali, siamo immersi in una di queste verità scomode: Israele sta affamando un intero popolo. Non è un&#8217;accusa leggera, e non dovrebbe mai essere pronunciata con leggerezza. Ma i fatti — quelli crudi, documentati, innegabili — parlano per sé. Ospedali rasi al suolo, ambulanze bersagliate, aiuti umanitari bloccati ai confini o colpiti durante la distribuzione. E adesso, la fame: calcolata, pianificata, utilizzata come arma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gaza è diventata una prigione a cielo aperto, senza acqua, senza medicine, senza pane. Una popolazione stremata, in gran parte composta da bambini, viene lasciata morire con lentezza chirurgica, nel silenzio complice di chi dovrebbe proteggere il diritto internazionale. Si può parlare di autodifesa quando il bersaglio è il latte in polvere? Si può ancora invocare la sicurezza quando si impedisce a un popolo l&#8217;accesso al cibo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Israele, il cui nome significa &#8220;colui che lotta con Dio&#8221;, sembra essersi attribuito il diritto di portare questa lotta oltre ogni limite umano e divino. Ma la vera lotta con Dio non è nella vendetta, bensì nella giustizia. È nella compassione. È nel limite. Chi combatte contro il volto umano del nemico, chi disumanizza e punisce collettivamente, non sta lottando con Dio: sta perdendo la propria anima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se è vero che il Medio Oriente è la cartina di tornasole dell&#8217;etica internazionale, è altrettanto vero che anche a casa nostra la barbarie assume forme sempre più sottili. In Italia, recentemente, abbiamo assistito a un fenomeno allarmante: le minacce rivolte ai figli di leader politici. Che si tratti di Giorgia Meloni o Matteo Salvini, non è la persona politica a essere colpita, ma i suoi affetti più indifesi. È un gesto infame, codardo, che non può essere giustificato né dalla rabbia né dalla disperazione. È l&#8217;espressione più bassa e disumana del dissenso, quella che trasforma la protesta in persecuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I figli sono sacri. Sempre. Che siano figli di potenti o di poveri, che abbiano una madre di destra o un padre di sinistra, sono esseri umani con il diritto di vivere lontano dall&#8217;odio degli adulti. Quando iniziamo a tollerare — o peggio, a giustificare — le minacce ai bambini in nome di una battaglia politica, abbiamo già perso. La violenza verbale è solo il primo passo verso una violenza più grande, e più irreparabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi, come ogni anno, arriva il 2 giugno. Si festeggia la Repubblica, si sventolano bandiere, si fanno discorsi solenni. Eppure, a ben guardare, la parola &#8220;Repubblica&#8221; è forse il termine più teorico di tutti. Nella realtà quotidiana dell&#8217;Italia, esistono i Comuni, i campanili, le famiglie, i clan, le parrocchie, i bar di paese, le amicizie d&#8217;infanzia. L&#8217;Italia è un Paese costruito più su legami orizzontali che verticali. La Repubblica è un&#8217;astrazione, spesso tradita proprio da chi dovrebbe rappresentarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è chi obbedisce alla Costituzione, e chi la piega alla convenienza. C&#8217;è chi parla di Stato, ma lavora solo per il proprio tornaconto. C&#8217;è chi indossa la fascia tricolore e poi ignora gli ultimi, i fragili, i senza voce. C&#8217;è chi grida &#8220;onore alla patria&#8221; e poi svende il lavoro, svilisce la scuola, taglia la sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che l&#8217;Italia non è mai stata davvero una Repubblica nel senso profondo del termine: una <em>res publica</em>, una &#8220;cosa di tutti&#8221;. È sempre stata una somma di individui, di egoismi e resistenze, di slanci nobili e piccoli tradimenti quotidiani. Ma proprio in questa frammentazione può nascondersi una speranza: se la Repubblica è fragile, è proprio perché deve essere ogni giorno rifondata. Non da un&#8217;istituzione, ma da ogni persona che sceglie l&#8217;onestà, la solidarietà, la verità, anche quando costa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E protestare davvero, oggi, significa anche alzare la voce contro tutti i regimi autoritari e antidemocratici del mondo. Contro la Russia, che imprigiona dissidenti e manda a morire i giovani in guerre insensate. Contro la Cina, dove milioni vivono sotto sorveglianza e repressione, e chi parla viene fatto sparire. Contro l&#8217;Iran, dove una ragazza senza velo può diventare un martire, e dove il carcere è destino per chi canta, scrive, ama o sogna. E contro tutti quei luoghi — anche meno noti — dove l&#8217;essere umano è ridotto a ingranaggio, dove vale la legge dell&#8217;uomo lupo per l&#8217;uomo, <em>homo homini lupus</em>, e non quella della dignità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La guerra in Medio Oriente, la violenza nelle nostre piazze, l&#8217;illusione di una Repubblica unita, la viltà dei totalitarismi: tutto ci richiama a una stessa scelta morale. O difendiamo ovunque la libertà e la vita umana, o diventiamo complici del silenzio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La festa della Repubblica dovrebbe essere l&#8217;occasione per guardarsi allo specchio e domandarsi: stiamo costruendo un Paese giusto o solo un palcoscenico per maschere stanche? Stiamo difendendo davvero i diritti di tutti o solo i privilegi di pochi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a quando un popolo verrà affamato senza che l&#8217;Italia dica &#8220;basta&#8221;, fino a quando i figli verranno minacciati per vendetta ideologica, fino a quando la Repubblica sarà solo una cerimonia e non una responsabilità, fino a quando taceremo davanti alla prigione e alla tortura degli innocenti&#8230; non ci sarà nulla da festeggiare.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Giustizia. Noury (Amnesty): &#8220;Contro impunità sia senza confini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 18:57:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non c&#8217;è pace senza giustizia&#8221; è lo slogan che 25 anni fa accompagnò la nascita della Corte penale internazionale (Cpi): con la firma dello Statuto di Roma nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/26/giustizia-noury-amnesty-contro-impunita-sia-senza-confini/">Giustizia. Noury (Amnesty): &#8220;Contro impunità sia senza confini&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non c&#8217;è pace senza giustizia&#8221; è lo slogan che 25 anni fa accompagnò la nascita della Corte penale internazionale (Cpi): con la firma dello Statuto di Roma nel 1998, gli Stati si impegnavano a creare un organismo sovranazionale in grado di chiamare a giudizio i singoli per rispondere di crimini di guerra, crimini contro l&#8217;umanità e genocidio commessi in un dato Paese, in modo da evitare che si ripetessero gli orrori del Novecento. Oggi, tale istituzione &#8220;è più che mai valida&#8221;, sottolinea in un&#8217;intervista con l&#8217;agenzia Dire Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che per edizioni People ha scritto insieme ad Antonio Marchesi, docente di diritto internazionale ed ex presidente di Amnesty International Italia, il saggio &#8216;Giustizia senza confini. Crimini internazionali e lotta all&#8217;impunità&#8217;. Noury spiega così il senso di un testo &#8220;non scientifico&#8221; bensì divulgativo: &#8220;Una buona occasione per fare un bilancio. Abbiamo analizzato non solo un quarto di secolo del principale organo della giustizia internazionale ma anche ciò che l&#8217;ha preceduto (i vari tribunali ad hoc costituiti a partire dagli anni Novanta) e ciò che c&#8217;è intorno, soprattutto l&#8217;affermazione sempre più ampia del principio della giurisdizione universale&#8221;. Uno studio da cui emerge &#8220;una fotografia fatta di chiaroscuri- dice Noury- come spesso succede quando sono in gioco i diritti umani. Ma dobbiamo sempre tenere in mente che la giustizia internazionale è il principale mezzo per porre fine all&#8217;impunità per i più gravi crimini di diritto internazionale e per rispondere alla richiesta di giustizia delle società e delle singole vittime&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Temi che richiamano l&#8217;attualità, come dimostra il mandato d&#8217;arresto internazionale &#8211; sulla scia delle indagini aperte nel 2014 &#8211; emesso l&#8217;anno scorso a carico del presidente russo Vladimir Putin e di una funzionaria del Cremlino, sulla base delle accuse su minori ucraini portati in Russia, o i procedimenti in corso per le violenze avvenute a seguito delle elezioni presidenziali del dicembre 2010 in Costa d&#8217;Avorio, oppure per l&#8217;arruolamento di &#8220;bambini soldato&#8221; in Repubblica Democratica del Congo, o per le presunte atrocità commesse contro persone musulmani in Repubblica Centrafricana tra il 2013 e il 2014, o anche per le accuse di genocidio nel Darfur, in Sudan. Proprio a carico di quest&#8217;ultinmo Paese, che è riscivolato nella guerra civile nell&#8217;aprile del 2023, &#8220;è in corso una delle indagini più antiche della Corte&#8221; ricorda Noury, &#8220;che ha prodotto una serie di mandati di cattura che, se tempestivamente eseguiti, avrebbero evitato il protrarsi per vent&#8217;anni anni di una profonda crisi umanitaria e dei diritti umani&#8221;. D&#8217;altronde, &#8220;il fatto che le principali potenze globali non riconoscano la Cpi è un segnale politico negativo&#8221;. A ratificare l&#8217;appartenenza all&#8217;organismo con sede all&#8217;Aia sono infatti 123 Stati, e tra questi mancano all&#8217;appello Stati Uniti, Russia e Cina (ossia tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu), insieme, tra gli altri, a Sudan e Israele. Contro quest&#8217;ultimo Stato è stato chiamato a rispondere di crimini da un altro organismo, la Corte internazionale di Giustizia (Icj), sia per le violenze che si stanno registrando da ottobre nella Striscia di Gaza che per un parere, chiesto dall&#8217;Onu, sulla questione dei Territori palestinesi occupati. Per Noury è importante ricordare anche che &#8220;nel 2021 la Corte penale abbia aperto un&#8217;indagine su ciò che è accaduto sempre dal 2014 e sta tuttora accadendo nei Territori palestinesi occupati, che chiama in causa sia Israele che Hamas e altri gruppi armati palestinesi&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bene quindi conoscere e riconoscere l&#8217;azione dell&#8217;Aia, perché come evidenzia Noury &#8220;ha un impatto sulle persone che si trovano nei Paesi in cui vengono commessi tali crimini. Indagini, processi e condanne possono porre fine a situazioni di grave violazione dei diritti umani&#8221;. Ma fornisce uno strumento anche per gli esuli all&#8217;estero. &#8220;Lo abbiamo visto con i tribunali tedeschi &#8211; quindi delle corti statali &#8211; che hanno emesso condanne per crimini commessi in Siria dopo la guerra scoppiata nel 2011, oppure quelli svedesi relativamente a crimini commessi in Iran&#8221;. Secondo Noury, però, nulla va dato per scontato. &#8220;Vediamo cosa ne sarà dell&#8217;esito delle indagini in corso, tra le quali anche quelle relative ad Afghanistan e Libia&#8221; sottolinea il portavoce di Amnesty. &#8220;Certo, l&#8217;efficacia della giustizia internazionale può anche dipendere dalla maggiore o minore sensibilità e prontezza dei suoi organi, ma soprattutto chiama in causa la volontà degli Stati di collaborare, fornire risorse, conservare prove. Il fatto che le principali potenze globali non riconoscano la Corte penale internazionale, però, di per sé può non essere un ostacolo insormontabile&#8221;. E l&#8217;Italia? &#8220;Ha dato esecuzione allo Statuto di Roma solo nel 2012, sebbene abbia ospitato la sua istituzione nel 1998&#8243; dice Noury. Inoltre non si è data strumenti adeguati per punire i crimini internazionali in casa propria: ad esempio, il nostro ordinamento non riconosce i crimini contro l&#8217;umanità e non ci sono norme specifiche che prevedano la giurisdizione universale&#8221;. Noury e Marchesi presenteranno il libro a Roma, alla biblioteca Moby Dick &#8211; Hub culturale , martedì 27 febbraio alle 18, in via Edgardo Ferrati, 3a. Interviene con loro Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII.</p>
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		<title>Strage Bologna: lacrime gigantesche per chiedere giustizia</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2020 14:33:38 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/31/strage-bologna-lacrime-gigantesche-per-chiedere-giustizia/">Strage Bologna: lacrime gigantesche per chiedere giustizia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un volto che piange &#8220;le lacrime della giustizia&#8221;. È il soggetto del murale inaugurato questa mattina allo spazio DumBo di via Casarini a Bologna, ispirato alla strage del 2 agosto e presentato nell&#8217;ambito delle iniziative in corso in questi giorni in vista del 40esimo anniversario della tragedia. Dagli occhi del volto scendono due lacrime che hanno la stessa forma dei piatti della bilancia. &#8220;Queste lacrime sono le lacrime della giustizia, da una parte c&#8217;e&#8217; il riferimento alla strage che e&#8217; l&#8217;orologio con l&#8217;ora della bomba, dall&#8217;altro invece c&#8217;e&#8217; l&#8217;Italia perche&#8217; e&#8217; una roba che riguarda tutti- spiega Simone Ferrarini del collettivo Fx, che ha ideato e realizzato l&#8217;opera- quindi finche&#8217; non c&#8217;e&#8217; giustizia, non c&#8217;e&#8217; giustizia per tutti noi, e avremo comunque l&#8217;Italia in macerie: questo il senso in sintesi&#8221;. L&#8217;opera e&#8217; stata disegnato nell&#8217;arco di &#8220;un paio di giorni, il bianco e nero si fa veloce insomma&#8230; Il paradosso e&#8217; che ci si mette piu&#8217; tempo a trovare l&#8217;idea, perche&#8217; devi studiare tanto parlare tanto, capire tanto, piu&#8217; che la realizzazione&#8221;. L&#8217;opera, che copre una facciata intera di uno dei capannoni del complesso, di proprieta&#8217; delle Ferrovie ma attualmente si trova in gestione a Open group ed Eventeria, costituisce uno dei tasselli del progetto di arte pubblica &#8220;Lost and found 1980-2020. Memorie private e collettive 40 anni dopo&#8221;, promosso dall&#8217;associazione Serendippo in collaborazione con l&#8217;Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto, Assemblea legislativa, Fondazione Rusconi e Tper, che ha visto l&#8217;inaugurazione di altri due lavori in contemporanea nelle citta&#8217; di Parma e Reggio Emilia. Il murale bolognese, in particolare, e&#8217; stato definito da Etta Polico di Serendippo un&#8217;immagine &#8220;fotografica, giornalistica&#8221;. Un concetto apprezzato anche dall&#8217;artista.</p>
<p>&#8220;I disegni sono un po&#8217; come la scrittura e letteratura. Ci sono opere letterarie e artistiche, ma ci sono anche articoli di giornale, dove il contenuto a volte e&#8217; quasi piu&#8217; importante di come viene scritto. Questo- dice Ferrarini- e&#8217; uno di questi casi, cioe&#8217; l&#8217;argomento deve essere assolutamente protagonista, quindi il paragone giornalistico mi piace parecchio&#8221;. A Bologna il murale e&#8217; stato presentato alla presenza dell&#8217;artista, di Paolo Bolognesi e Paolo Lambertini presidente e vicepresidente dell&#8217;associazione dei familiari delle vittime, della vicepresidente dell&#8217;Assemblea legislativa Silvia Zamboni, nonche&#8217; rappresentanti di Open group, Eventeria, associazione Serendippo e Fondazione Rusconi. &#8220;L&#8217;idea dell&#8217;associazione era di lasciare qualcosa di indelebile in uno spazio certo frequentato prevalentemente da giovani- spiega Lambertini- dove in futuro passeranno anche altre persone o comunque si accompagneranno altre persone e, anche se non e&#8217; il primo murales di questo spazio, qualcosa di contagioso&#8221; in una &#8220;sorta di museo a cielo aperto che racconti la storia d&#8217;Italia e di Bologna, la storia in generale&#8221;. L&#8217;avvicinarsi ai giovani con nuovi linguaggi e&#8217; &#8220;un obiettivo antico dell&#8217;associazione. Ci credo veramente, perche&#8217; e&#8217; un pezzo di storia dalla quale discendiamo. Oggi siamo figli di quella storia li&#8217; e vogliamo che le future generazioni possano avere un&#8217;Italia piu&#8217; pulita piu&#8217; libera piu&#8217; democratica anche grazie alla conoscenza, ad essere informati che vada in parallelo e in continuita&#8217; con la nostra, forse ossessiva non lo so, determinata richiesta di verita&#8217; e giustizia&#8221;. Ma oltre a questo, c&#8217;e&#8217; anche l&#8217;esigenza di &#8220;capire che questa ricerca di verita&#8217; e giustizia sia un qualcosa che appartiene anche ad altri, se no non avrebbe senso solo per noi. Abbiamo bisogno di di essere accompagnati e sostenuti&#8221;, conclude Lambertini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/07/31/strage-bologna-lacrime-gigantesche-per-chiedere-giustizia/">Strage Bologna: lacrime gigantesche per chiedere giustizia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giustizia. Casellati: &#8220;Su conflitto Bonafede &#8211; Di Matteo Csm faccia sua parte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2020 17:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bonafede]]></category>
		<category><![CDATA[Casellati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono preoccupata. Per la prima volta nella storia della Repubblica registro un conflitto grave tra un membro del Csm e il Ministro della Giustizia, che sono espressione di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/17/giustizia-casellati-su-conflitto-bonafede-di-matteo-csm-faccia-sua-parte/">Giustizia. Casellati: &#8220;Su conflitto Bonafede &#8211; Di Matteo Csm faccia sua parte&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono preoccupata. Per la prima volta nella storia della Repubblica registro un conflitto grave tra un membro del Csm e il Ministro della Giustizia, che sono espressione di due organi interdipendenti&#8221;. Lo dice in una intervista a Repubblica la presidente del Senato Elisabetta Casellati. &#8220;Certo e&#8217; &#8211; aggiunge- che un conflitto di questo genere non puo&#8217; restare senza risposta. Anche il Csm deve fare la sua parte. Lo dico con la sensibilita&#8217; di chi ne e&#8217; stato componente come me. L&#8217;amministrazione della giustizia esige in primo luogo regole e giudizi eguali per tutti, perche&#8217; non sopporta opacita&#8217; di sorta. Solo cosi&#8217; si puo&#8217; riconquistare la fiducia dei cittadini&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/17/giustizia-casellati-su-conflitto-bonafede-di-matteo-csm-faccia-sua-parte/">Giustizia. Casellati: &#8220;Su conflitto Bonafede &#8211; Di Matteo Csm faccia sua parte&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giustizia. Csm, Cantone: &#8220;Colpo drammatico per magistratura&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/06/10/giustizia-csm-cantone-colpo-drammatico-per-magistratura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 18:48:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso procure &#8220;e&#8217; un colpo drammatico&#8221; per la magistratura. Si e&#8217; espresso cosi&#8217; Raffaele Cantone, presidente dell&#8217;Autorita&#8217; Nazionale Anticorruzione, oggi a Napoli per la presentazione del suo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/06/10/giustizia-csm-cantone-colpo-drammatico-per-magistratura/">Giustizia. Csm, Cantone: &#8220;Colpo drammatico per magistratura&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso procure &#8220;e&#8217; un colpo drammatico&#8221; per la magistratura. Si e&#8217; espresso cosi&#8217; Raffaele Cantone, presidente dell&#8217;Autorita&#8217; Nazionale Anticorruzione, oggi a Napoli per la presentazione del suo ultimo libro &#8216;La coscienza e&#8217; la legge&#8217;. &#8220;La magistratura &#8211; ha detto Cantone &#8211; e&#8217; un punto di riferimento determinante e indispensabile per il Paese. Mettere in discussione la magistratura come organismo di controllo della legalita&#8217; mette in crisi l&#8217;intero sistema del Paese&#8221;. L&#8217;Italia sta vivendo &#8220;un momento di preoccupazione &#8211; ha sottolineato il magistrato &#8211; che pero&#8217;, come e&#8217; giusto che sia, non deve riguardare solo i magistrati ma l&#8217;intera societa&#8217;&#8221;. Ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio sui criteri di nomina, Cantone ha ricordato che il Csm &#8220;ha individuato un testo unico in cui ha provato a stabilire dei criteri anche molto dettagliati e che finiscono per essere criteri molto rigorosi. Troppo spesso le valutazioni dei magistrati sono oggettivamente ed eccessivamente encomiaste, a prescindere dall&#8217;effettivo merito. I criteri ci sono &#8211; ha concluso &#8211; ma il problema vero e&#8217; che non sempre all&#8217;interno dei fascicoli ci sono gli elementi oggettivi per fare le distinzioni&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/06/10/giustizia-csm-cantone-colpo-drammatico-per-magistratura/">Giustizia. Csm, Cantone: &#8220;Colpo drammatico per magistratura&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Verso la marcia mondiale per la giustizia e la pace</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/11/26/verso-la-marcia-mondiale-per-la-giustizia-e-la-pace/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 21:19:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durerà un anno. Dal 2 ottobre 2019 al 2 ottobre 2020. Partirà dall’India e si concluderà a Ginevra attraversando molti paesi. Arriverà in Italia tra luglio e agosto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/26/verso-la-marcia-mondiale-per-la-giustizia-e-la-pace/">Verso la marcia mondiale per la giustizia e la pace</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durerà un anno. Dal 2 ottobre 2019 al 2 ottobre 2020. Partirà dall’India e si concluderà a Ginevra attraversando molti paesi. Arriverà in Italia tra luglio e agosto del 2020. E’ la Marcia mondiale per la giustizia e la pace che venerdì è stata al centro dell’incontro tra il Comitato promotore Indiano e il Comitato promotore della Marcia PerugiAssisi. Presenti Jill Carr-Harris, Avani Kumar e Flavio Lotti.</p>
<p>L’intesa è stata straordinaria. Stessi obiettivi, stesso linguaggio, stesso metodo, stessa volontà di collaborazione. La Marcia mondiale per la giustizia e la pace si muoverà sui passi del Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, Madre Teresa come la Marcia PerugiAssisi si muove sui passi di Aldo Capitini e San Francesco.<br />
La Marcia mondiale è denominata Jai Jagat 2020 che significa “Vittoria di un mondo inclusivo e pacifico”, un mondo in cui nessuno viene lasciato indietro, nessuna persona, nessun gruppo, nessuna nazione e neppure nessun essere vivente. Al centro della Marcia c’è la volontà di promuovere il “benessere di tutti”, la pace e la felicità di ciascuno attraverso la nonviolenza, una sempre maggiore inclusione sociale, politica, economica ed ecologica su scala planetaria, un nuovo modello globale di sviluppo “dal basso verso l’alto” e la realizzazione degli Obiettivi Onu di Sviluppo Sostenibile.<br />
L’idea di organizzare una Marcia mondiale per la giustizia e la pace nasce dall’esperienza di un movimento popolare indiano chiamato Ekta Parishad (Forum dell’unità), noto per aver organizzato lunghe marce con le persone più povere e più emarginate dell’India in difesa dei loro diritti fondamentali.<br />
L’incontro, che si è svolto a Perugia, nella sede del Comitato promotore della Marcia PerugiAssisi, ha consentito di sviluppare una forte alleanza e un intenso piano di lavoro comune. Nelle prossime settimane, appena ultimata da fase di progettazione della Marcia, diffonderemo su perlapace.it tutte le informazioni per partecipare e collaborare alla sua organizzazione.<br />
Ieri, Jill Carr-Harris e Avani Kumar hanno incontrato anche il Presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, che ha assicurato il pieno sostegno e collaborazione all’iniziativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/26/verso-la-marcia-mondiale-per-la-giustizia-e-la-pace/">Verso la marcia mondiale per la giustizia e la pace</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Regeni: Al Sisi a Salvini: &#8220;Su Giulio vogliamo fare giustizia&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/07/18/regeni-al-sisi-a-salvini-su-giulio-vogliamo-fare-giustizia/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 15:52:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, ha confermato oggi al ministro dell&#8217;Interno italiano, Matteo Salvini, la &#8220;volonta&#8217;&#8221; e il &#8220;desiderio&#8221; del Cairo di &#8220;arrivare a risultati definitivi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/18/regeni-al-sisi-a-salvini-su-giulio-vogliamo-fare-giustizia/">Regeni: Al Sisi a Salvini: &#8220;Su Giulio vogliamo fare giustizia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, ha confermato oggi al ministro dell&#8217;Interno italiano, Matteo Salvini, la &#8220;volonta&#8217;&#8221; e il &#8220;desiderio&#8221; del Cairo di &#8220;arrivare a risultati definitivi nelle indagini sull&#8217;uccisione di Giulio Regeni&#8221; e di &#8220;identificare i criminali per ottenere giustizia&#8221;. Dell&#8217;impegno si riferisce in una nota della presidenza egiziana, rilanciata da fonti di stampa concordanti, al termine di un incontro che si e&#8217; tenuto al Cairo. Nel testo si ribadisce del desiderio dell&#8217;Egitto di &#8220;cooperare con le autorita&#8217; giudiziarie&#8221; dell&#8217;Italia. Dell&#8217;incontro tra Al-Sisi e Salvini aveva riferito questa mattina anche il Viminale, in una nota.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/18/regeni-al-sisi-a-salvini-su-giulio-vogliamo-fare-giustizia/">Regeni: Al Sisi a Salvini: &#8220;Su Giulio vogliamo fare giustizia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Amnesty: oggi in Francia una pensionata rischia il carcere per aver provato compassione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/07/13/amnesty-oggi-in-francia-una-pensionata-rischia-il-carcere-per-aver-provato-compassione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2018 19:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In attesa della sentenza nel processo a carico di Martine Landry, una donna di 73 anni che rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/13/amnesty-oggi-in-francia-una-pensionata-rischia-il-carcere-per-aver-provato-compassione/">Amnesty: oggi in Francia una pensionata rischia il carcere per aver provato compassione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa della sentenza nel processo a carico di Martine Landry, una donna di 73 anni che rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di 30.000 euro con l’accusa di “aver assistito” i richiedenti asilo, per aver aiutato due quindicenni provenienti dalla Guinea a raggiungere una stazione di polizia in Francia, Elisa de Pieri, ricercatrice di Amnesty International sull’Europa, ha dichiarato:</p>
<p>“Martine Landry non ha fatto nulla di male e non ha commesso alcun crimine. Portando due ragazzi in una stazione di polizia in modo che potessero essere registrati e assistiti in quanto minorenni, ha agito con compassione e in conformità con la legge.</p>
<p>“Trascinarla in tribunale sulla base di accuse surreali rappresenta una parodia della giustizia. Al contrario, gli sforzi dei singoli e delle Ong per aiutare le persone in cerca di sicurezza dovrebbero essere lodati, difesi e celebrati piuttosto che criminalizzati.</p>
<p>“Dopo la sentenza della Corte costituzionale francese del 6 luglio secondo la quale le attività umanitarie non devono essere criminalizzate, tutte le accuse contro Martine Landry vanno annullate. La legge francese deve inoltre essere modificata conformemente al diritto internazionale per garantire che solo il traffico per vantaggi materiali sia considerato un reato”.</p>
<p>Sono quasi 1500 i messaggi di solidarietà che gli studenti delle classi Amnesty kids hanno voluto inviare a Martine Landry dall’Italia. Guarda il video in cui Martine riceve i messaggi e ringrazia i piccoli difensori dei diritti umani: https://www.amnesty.it/azione-urgente-kids-martine-landry/</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/13/amnesty-oggi-in-francia-una-pensionata-rischia-il-carcere-per-aver-provato-compassione/">Amnesty: oggi in Francia una pensionata rischia il carcere per aver provato compassione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Libertà d’informazione, storica sentenza della giustizia africana</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/02/15/liberta-dinformazione-storica-sentenza-della-giustizia-africana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 17:42:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 14 febbraio la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha stabilito che la legge del Gambia sulla sedizione, la diffusione di notizie false&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/15/liberta-dinformazione-storica-sentenza-della-giustizia-africana/">Libertà d’informazione, storica sentenza della giustizia africana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 febbraio la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha stabilito che la legge del Gambia sulla sedizione, la diffusione di notizie false e la diffamazione viola il diritto alla libertà d’espressione.</p>
<p>Per tanti anni, sotto la dittatura dell’ex presidente Jammeh, giornalisti e difensori dei diritti umani della piccola enclave in territorio senegalese hanno subito il carcere e la tortura per aver denunciato o sfidato quella legislazione liberticida.</p>
<p>Ad adire la corte di giustizia africana erano stati, nel dicembre 2015, la Federazione dei giornalisti africani e quattro giornalisti gambiani in esilio, due dei quali erano stati arrestati e torturati proprio in applicazione di quella legge.</p>
<p>Da quando, nel gennaio 2017, si è insediato il nuovo governo del presidente Barrow, la libertà di stampa è molto più garantita ma la legge non è stata ancora abrogata. Adesso è davvero il momento di farlo.</p>
<p style="text-align: right;">Riccardo Noury</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/15/liberta-dinformazione-storica-sentenza-della-giustizia-africana/">Libertà d’informazione, storica sentenza della giustizia africana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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