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	<title>governi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Papa Leone XIV sollecita i governi ad agire con chiarezza di pensiero e integrità morale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 01:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Yaoundé, seconda tappa del suo viaggio in Africa dopo l’Algeria, Papa Leone XIV ha rivolto un appello ai governanti perché pongano al centro delle loro azioni il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/17/papa-leone-xiv-sollecita-i-governi-ad-agire-con-chiarezza-di-pensiero-e-integrita-morale/">Papa Leone XIV sollecita i governi ad agire con chiarezza di pensiero e integrità morale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Yaoundé, seconda tappa del suo viaggio in Africa dopo l’Algeria, Papa Leone XIV ha rivolto un appello ai governanti perché pongano al centro delle loro azioni il bene comune. Nel corso dell’incontro con le autorità locali, il Pontefice ha sottolineato l’importanza di un impegno lucido e onesto a favore di tutti i cittadini, senza esclusioni.</p>
<p>“Servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia”, ha affermato il Papa, ricordando come questo principio debba guidare ogni scelta politica e amministrativa.</p>
<p>Leone XIV ha inoltre richiamato l’attenzione sulle “tensioni” e le “violenze” che interessano alcune aree del Camerun, fenomeni che, ha spiegato, hanno generato “profonde sofferenze: vite perdute, famiglie sfollate, bambini privati della scuola, giovani che non vedono un futuro”. Rivolgendosi direttamente ai presenti, il Pontefice ha invitato a guardare oltre i numeri: “Dietro le statistiche ci sono volti, storie, speranze ferite”.</p>
<p>Con queste parole Papa Leone XIV ha posto l’accento sulla necessità di un’azione politica capace di promuovere riconciliazione e coesione sociale, elementi fondamentali per il progresso di ogni comunità.</p>
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		<title>Italia: un Paese al terzo mondo? un&#8217;analisi critica sulla realtà nascosta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 11:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
		<category><![CDATA[decadenza Italia]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
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		<category><![CDATA[Stato centrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La decadenza di una nazione inizia quando la sua gente perde la fiducia in se stessa.&#8221;– Albert Einstein L&#8217;Italia, una delle nazioni con una delle storie più longeve&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La decadenza di una nazione inizia quando la sua gente perde la fiducia in se stessa.&#8221;</em><br>– <em>Albert Einstein</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia, una delle nazioni con una delle storie più longeve e una delle culture più ricche e influenti del mondo, sta attraversando un periodo difficile che solleva domande sulla sua capacità di competere nel panorama internazionale e sull&#8217;efficacia delle sue strutture interne. Nonostante l&#8217;incredibile patrimonio culturale, artistico e storico, l&#8217;Italia sembra sempre più una nazione che sta scivolando verso la condizione di un &#8220;terzo mondo&#8221;, in molti settori che riguardano la vita quotidiana dei suoi cittadini. Questo non è un giudizio superficiale, ma una riflessione lucida e documentata che cerca di analizzare le cause di un progressivo e inesorabile declino che sta caratterizzando la nostra nazione. È fondamentale, infatti, comprendere come e perché un paese che, un tempo, era tra i più avanzati del mondo, stia affrontando un periodo di regressione in cui la qualità della vita si abbassa e la speranza per un futuro migliore sembra dissolversi ogni giorno di più.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. La burocrazia: una tassa occulta che soffoca le imprese</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La burocrazia in Italia è uno degli ostacoli principali allo sviluppo delle imprese, in particolare quelle piccole e medie, che rappresentano il cuore pulsante dell&#8217;economia nazionale. Secondo la CNA (Confederazione Nazionale dell&#8217;Artigianato), le piccole e medie imprese italiane impiegano in media 313 ore all&#8217;anno solo per adempiere agli obblighi amministrativi, che si traducono in un costo complessivo di 43 miliardi di euro all&#8217;anno. A livello europeo, l&#8217;Italia è tra i paesi con il maggior numero di obblighi burocratici per le imprese, e questo fenomeno si traduce in una continua perdita di competitività. Per l&#8217;apertura di una nuova attività in Italia, le spese burocratiche e fiscali sono talmente elevate che si stimano circa 20.000 euro di costi iniziali tra tasse, consulenze, permessi e pratiche amministrative. A ciò si aggiunge che un imprenditore italiano deve impiegare ben 312 ore all&#8217;anno per completare la documentazione fiscale e amministrativa, un tempo significativamente superiore rispetto ad altri paesi come la Spagna (197 ore) o la Germania (215 ore). Il risultato è che le piccole imprese sono costrette ad affrontare un sistema che penalizza la loro crescita, le espone a rischi legali, e alimenta il malcontento generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa inefficienza burocratica non è solo una fonte di frustrazione, ma una delle principali cause della stagnazione economica italiana. Le imprese italiane, per rimanere competitive, sono costrette a pagare una &#8220;tassa occulta&#8221; sotto forma di ore di lavoro e denaro speso in adempimenti burocratici. Molte piccole imprese, incapaci di sostenere questi costi, si vedono costrette a chiudere o a emigrare all&#8217;estero, dove l&#8217;ambiente normativo è più favorevole e meno oppressivo. La burocrazia non solo penalizza l&#8217;iniziativa privata, ma riduce anche le opportunità di lavoro e di crescita economica, cementando ulteriormente la disuguaglianza tra il Nord e il Sud del Paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Il sistema fiscale: complesso e opprimente</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro nodo fondamentale che frena lo sviluppo in Italia è il sistema fiscale, uno dei più complessi e onerosi d&#8217;Europa. Non solo la tassazione in Italia è alta rispetto agli altri Paesi, ma il sistema stesso è incredibilmente articolato e difficile da navigare. Le imprese italiane devono affrontare numerosi obblighi fiscali, dalle imposte sul reddito, alle imposte sul valore aggiunto (IVA), alle tasse locali, alle imposte sul patrimonio e via dicendo. La CGIA di Mestre ha stimato che la burocrazia e la cattiva gestione della pubblica amministrazione costino all&#8217;Italia oltre 200 miliardi di euro ogni anno. Questo enorme dispendio economico è un freno per le imprese, ma anche per i cittadini, che vedono una parte sostanziale dei propri guadagni sottratta dallo Stato, mentre i servizi pubblici continuano a deteriorarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema fiscale italiano è inoltre caratterizzato da una continua evoluzione delle normative e dalla difficoltà di applicazione delle leggi. La scarsa chiarezza delle leggi fiscali e la frequente modifica delle stesse rende difficile per i cittadini e le imprese pianificare il proprio futuro. Le difficoltà di comprensione e applicazione delle leggi fiscali hanno portato a un aumento dell&#8217;evasione fiscale, che nel 2022 è stata stimata in oltre 110 miliardi di euro. L&#8217;evasione fiscale è un fenomeno che si perpetua anche grazie alla percezione che il sistema fiscale sia ingiusto e iniquo, in cui chi paga regolarmente le tasse si sente penalizzato rispetto a chi evade.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. La giustizia: lenta e costosa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema giudiziario italiano è un altro elemento fondamentale che contribuisce al declino del Paese. La giustizia in Italia è famosa per la sua lentezza e per i costi elevati. Secondo un report del Ministero della Giustizia, la durata media di un processo civile in Italia è di circa 1.100 giorni, ben oltre la media europea che si aggira intorno ai 500 giorni. Le cause legali, che dovrebbero essere uno strumento per risolvere i conflitti, diventano un incubo lungo e costoso, in cui spesso la verità e la giustizia non vengono mai raggiunte in tempi ragionevoli. Questo sistema non solo mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma disincentiva anche gli investimenti, poiché le imprese sanno che un contenzioso legale può durare anni, creando incertezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lentezza dei processi ha ripercussioni devastanti sull&#8217;economia. In un contesto in cui le controversie legali sono all&#8217;ordine del giorno, un ritardo nel sistema giudiziario diventa una barriera che impedisce il pieno sviluppo dell&#8217;economia. Le difficoltà del sistema giuridico italiano sono anche dovute alla carenza di risorse, di personale e di modernizzazione del sistema giudiziario, che risulta obsoleto rispetto alle esigenze della società moderna.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Lo Stato: inefficiente e distante dai cittadini</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo Stato italiano è percepito da molti come un&#8217;entità inefficiente, che agisce lentamente e che è spesso distante dalle reali necessità dei cittadini. La frammentazione delle competenze tra Stato centrale, regioni e comuni crea un quadro confuso e inefficace, in cui le politiche pubbliche sono difficili da attuare e monitorare. Invece di agire in modo coordinato e tempestivo, le istituzioni italiane sembrano troppo spesso paralizzate da una burocrazia che impedisce decisioni rapide e concrete. La gestione dei servizi pubblici, dalla sanità all&#8217;istruzione, è spesso inadeguata, e le risorse vengono sprecate in una serie di iniziative che non portano risultati tangibili per la popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molte regioni, in particolare nel Sud, la percezione di uno Stato che non è in grado di offrire servizi di qualità è diffusa. La carenza di infrastrutture, i ritardi nei lavori pubblici, l&#8217;impossibilità di fruire di servizi di base come l&#8217;assistenza sanitaria o l&#8217;educazione di qualità sono solo alcune delle difficoltà che i cittadini devono affrontare. La distanza tra i cittadini e le istituzioni è crescente, e l&#8217;incapacità dello Stato di rispondere alle esigenze quotidiane porta ad un crescente disincanto e sfiducia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. I Governi: la responsabilità di destra e sinistra</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più gravi di questa situazione è che le problematiche che affliggono l&#8217;Italia non sono il frutto di una sola parte politica, ma di decenni di governi di destra e sinistra che hanno, a turno, contribuito a questa situazione di stallo e di inefficienza. I governi di destra hanno spesso privilegiato politiche fiscali che non sono riuscite a stimolare la crescita, e quelli di sinistra, purtroppo, hanno replicato un modello di welfare che non è stato in grado di modernizzarsi e di rispondere alle sfide globali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni, entrambi i schieramenti politici hanno risposto in modo insufficiente ai problemi strutturali del Paese, privilegiando spesso soluzioni a breve termine o adottando riforme che non sono state mai veramente implementate. La mancanza di visione strategica, la perpetuazione di una cultura politica che si concentra più sul mantenimento del potere che sul miglioramento delle condizioni del Paese, ha ridotto le possibilità di risoluzione dei problemi. La mancanza di una visione comune per il futuro, unita a un&#8217;indifferenza crescente verso le reali necessità della popolazione, ha condotto a un&#8217;ulteriore sfiducia nelle istituzioni, creando una spaccatura profonda tra la politica e i cittadini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">6. Conclusioni: un Paese in attesa di rinascita</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia sta vivendo una crisi che non è solo economica, ma anche sociale, culturale e istituzionale. La burocrazia soffocante, il sistema fiscale opprimente, la giustizia lenta e costosa, e la distanza tra lo Stato e i suoi cittadini sono solo alcuni dei problemi che continuano ad affliggere il Paese. L&#8217;Italia non è ancora un &#8220;terzo mondo&#8221;, ma la sua condizione attuale rischia di condurla verso un futuro in cui l&#8217;inefficienza e la povertà aumentano a dismisura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il paese ha bisogno di un profondo cambiamento, di una vera e propria rivoluzione che riguarda la politica, l&#8217;economia, e la cultura. Solo attraverso una riforma della burocrazia, un alleggerimento del carico fiscale, una giustizia più efficiente e accessibile, e un ritorno alla fiducia nelle istituzioni, l&#8217;Italia potrà sperare di tornare a essere un paese prospero, giusto e moderno. Se non si intraprenderanno azioni decisive in tempi brevi, rischiamo di vedere un ulteriore peggioramento della situazione, con conseguenze devastanti per il futuro delle nuove generazioni. L&#8217;Italia ha bisogno di rinascere, e ha bisogno di farlo ora.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/02/italia-un-paese-al-terzo-mondo-unanalisi-critica-sulla-realta-nascosta/">Italia: un Paese al terzo mondo? un&#8217;analisi critica sulla realtà nascosta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Berlusconi: “Ok a governo&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/05/09/berlusconi-ok-a-governo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 20:29:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[M5s]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nota di Silvio Berlusconi annuncia il via libera ad un governo M5s-Lega. Il governo Lega-M5S &#8220;non segna la fine dell&#8217;alleanza di centro-destra: rimangono le tante collaborazioni nei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/09/berlusconi-ok-a-governo/">Berlusconi: “Ok a governo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nota di Silvio Berlusconi annuncia il via libera ad un governo M5s-Lega.</p>
<p>Il governo Lega-M5S &#8220;non segna la fine dell&#8217;alleanza di centro-destra: rimangono le tante collaborazioni nei governi regionali e locali, rimane una storia comune, rimane il comune impegno preso con gli elettori&#8221;, dice Berlusconi nella nota. &#8220;Se un&#8217;altra forza politica della coalizione di centro-destra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle, prendiamo atto con rispetto della scelta &#8211; prosegue la nota -. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali. In questo caso non potremo certamente votare la fiducia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il paese da mesi attende un governo. Se un governo Lega-M5S non potesse nascere, nessuno potrà usarci come alibi di fronte all&#8217;incapacità &#8211; o all&#8217;impossibilità oggettiva &#8211; di trovare accordi fra forze politiche molto diverse&#8221;, conclude Berlusconi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/09/berlusconi-ok-a-governo/">Berlusconi: “Ok a governo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>UE: 5 governi vogliono stracciare le nostre Costituzioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/05/20/ue-5-governi-vogliono-stracciare-le-nostre-costituzioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 10:46:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante milioni di cittadini europei abbiano espresso la loro contrarietà all’ISDStradizionale nel TTIP, così come alla proposta europea di riformarlo in una ICS (Investment Court System), cinque governi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/20/ue-5-governi-vogliono-stracciare-le-nostre-costituzioni/">UE: 5 governi vogliono stracciare le nostre Costituzioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2"><span class="s1">Nonostante milioni di cittadini europei abbiano espresso la loro contrarietà all’<b>ISDS</b>tradizionale nel <b>TTIP</b>, così come alla proposta europea di riformarlo in una ICS (Investment Court System), cinque governi europei stanno spingendo questo meccanismo all’interno dell’Europa stessa ad insaputa dei cittadini europei. <b>In un </b><a href="https://stopttipitalia.files.wordpress.com/2016/05/intra-eu-bits2-18-05.pdf"><span class="s2"><b>documento secretato</b></span></a><b>, visto dalla Campagna Stop TTIP Italia e datato 7 aprile 2016</b>, i rappresentanti di Austria, Francia, Finlandia, Germania e Paesi Bassi hanno proposto al Comitato per la politica commerciale del Consiglio dell’Unione europea di creare <b>un grande accordo multilaterale tra Stati membri che contenga la pericolosa clausola di protezione degli investimenti</b>.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il meccanismo estenderebbe a tutte le imprese degli Stati membri la possibilità utilizzare corti di arbitrato internazionale viziate da macroscopici conflitti di interessi, per fare causa ai Governi che minacciano i loro profitti tramite nuove legislazioni.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><b>Per questo la Campagna STOP TTIP Italia lancia per il 20 maggio alle ore 12 un tweet storm:</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">hashtags: #NOISDS #StopTTIP #StopCETA #matteorispondi</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">indirizzi da aggiungere ai tweet: @StopTTIP_Italia  @matteorenzi</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Esempi:</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">#NOISDS #StopTTIP #StopCETA  @matteorenzi informate i cittadini <a href="http://bit.ly/1rVXsVS"><span class="s2">http://bit.ly/1rVXsVS</span></a> #matteorispondi</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">I cittadini europei chiedono #StopTTIP #NOISDS #StopCETA  @StopTTIP_Italia @matteorenzi<a href="http://bit.ly/1rVXsVS"><span class="s2">http://bit.ly/1rVXsVS</span></a> #matteorispondi</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">più di 4M di firme #StopTTIP raccolte vogliamo #NOISDS #StopCETA  @StopTTIP_Italia @matteorenzi<a href="http://bit.ly/1rVXsVS"><span class="s2">http://bit.ly/1rVXsVS</span></a> #matteorispondi</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">«All’insaputa dei cittadini, queste nazioni stanno cercando di mettere in piedi una sorta di TTIP intraeuropeo – dichiara <b>Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia</b> – Un accordo benedetto da BusinessEurope, la grande lobby dell’industria comunitaria, come si può notare dalla <a href="https://www.businesseurope.eu/publications/businesseurope-headlines-no-2016-13"><span class="s2">lettera diffusa</span></a> dove i contatti tra la proposta governativa e quella della lobby imprenditoriale sono evidenti. Se l’ISDS-ICS fosse istituzionalizzato nell’Unione europea, le imprese private godrebbero di vantaggi indebiti nei confronti delle autorità pubbliche, a tutto svantaggio dei cittadini. Chiediamo al Ministro Calenda e al Presidente del Consiglio Renzi che chiariscano la posizione italiana, esprimendo la loro contrarietà ad accordi così torbidi. <b>Il 20 maggio chiediamo loro: davvero pensate che TTIP, TISA e questi super-tribunali  non aggraveranno questa assurda crisi dalla quale non riescono a tirarci fuori?</b>».</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">La proposta segreta dei cinque Governi serve mettere a ordine agli investimenti siglati tra governi europei nello scorso trentennio. Ma la toppa rischia di essere peggiore del buco. Basterebbe pensare che <b>gli investitori che che hanno avuto accesso agli arbitrati come l’ISDS ne hanno fatto ricorso per più di cento volte. Anche l’Italia è stata denunciata con richiesta di compensazione economica sotto l’accordo di liberalizzazione dell’energia</b>. Per continuare a garantire alle imprese questo privilegio, Austria, Francia, Finlandia, Germania e Paesi Bassi sotto la pressione di Business Europe e in modo non pubblico hanno pensato di chiudere gli accordi esistenti per rimpiazzarli con uno nuovo e più grande, esteso a tutta l’Unione europea, che contenga il temibile meccanismo, nella versione ideata dalla proposta di riforma della Commissione europea.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">«È inaccettabile che l’ISDS, rigettato insieme al TTIP da milioni di cittadini, e la nuova proposta di Corte internazionale, fortemente criticata dalla società civile e da parte dell’accademia, vengano applicati a tutti gli investimenti interni all’Unione senza una consultazione pubblica – dichiara <b>Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia</b> – Il governo italiano chiarisca in Parlamento la sua posizione rispetto a questo paventato nuovo accordo multilaterale e spieghi perché mai dovrebbero contenere un meccanismo deleterio per la democrazia».</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">«Ancora una volta le burocrazie europee e i decisori politici pensano di chiudere accordi all’insaputa dei cittadini e delle cittadine – <b>dichiara Marco Bersani, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia</b> – la recente manifestazione del 7 maggio a Roma, come quelle di Hannover in aprile e di Berlino lo scorso anno dimostrano che è venuto il momento di dismettere queste politiche di basso cabotaggio, ristabilendo il principio sostanziale della democrazia: la trasparenza».</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/20/ue-5-governi-vogliono-stracciare-le-nostre-costituzioni/">UE: 5 governi vogliono stracciare le nostre Costituzioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Lo scandalo di Ustica: “Le sentenze ci sono, ora tocca ai militari e ai governi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 15:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Daria Bonfiett]]></category>
		<category><![CDATA[familiari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi 35 lunghi anni “siamo consapevoli come cittadini di aver fatto fino in fondo il nostro dovere, di aver svolto un ruolo significativo per la democrazia di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/27/lo-scandalo-di-ustica-le-sentenze-ci-sono-ora-tocca-ai-militari-e-ai-governi/">Lo scandalo di Ustica: “Le sentenze ci sono, ora tocca ai militari e ai governi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi 35 lunghi anni “siamo consapevoli come cittadini di aver fatto fino in fondo il nostro dovere, di aver svolto un ruolo significativo per la democrazia di questo Paese, di aver contribuito a far luce su una vicenda terribile per la vita della Nazione”. Per questo, oggi i parenti delle vittime di Ustica chiedono che “davvero si volti pagina e si dia inizio a una stagione di completa verità”. Sono le parole della presidente dell’associazione dei parenti, Daria Bonfietti, questa mattina in Consiglio comunale a Bologna, per la commemorazione del 35esimo anniversario dell’abbattimento del Dc-9 dell’Itavia, il 27 giugno 1980. Cambiare pagina è una richiesta che Bonfietti ripete più volte, con forza, e che in un passaggio in particolare viene applaudita. Quando la presidente esorta a prendere “atto delle sentenze pronunciate, che devono essere rispettate da tutti, anche da quelli seduti in Parlamento. Ce lo hanno sempre chiesto e noi lo abbiamo sempre fatto: finché il giudice Priore nel 1999 non ha detto missile, io non ho mai usato quella parola. Quindi ognuno rispetti le regole del gioco”.</p>
<p>Parole che sembrano rivolte al senatore Carlo Giovanardi che, puntuale come ogni anno, anche oggi ribadisce che la tesi del missile “è una bufala” e che l’aereo è caduto per una bomba nella toilette. Insieme all’ex vicepresidente della commissione Stragi, Vincenzo Ruggero Manca, Giovanardi attacca i familiari delle vittime. “Il vero scandalo di Ustica sono sentenze civili di condanna dei ministeri Difesa e Trasporti che costeranno ai cittadini italiani altri 400 milioni di euro- afferma- è ora di farla finita con la campagna di calunnie contro Forze armate e aeronautica militare e non utilizzare le vittime come strumento per prelevare dalle tasche dei cittadini centinaia di milioni”.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/FlMhP0TqktQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ma Bonfietti non fa sconti. “Oggi qui la verità possiamo dirla e ripeterla. C’è già, la sappiamo“. E manda a dire: “Credo fermamente di dovere rimanere in uno Stato di diritto. Qualcuno può dire che non è d’accordo con questa sentenza, ma questa è la sentenza. Non può dire altre cose e finché non ci saranno altre sentenze, questa è la verità sulle cause e sulle responsabilità dei due ministeri”. Ma mancano ancora gli autori. “Andiamo avanti- insiste la presidente dell’associazione- la verità in questi anni l’abbiamo conquistata, ma l’ultima definitiva pagina non possiamo scriverla. Sono i saperi militari, le politiche dei Governi che debbono definire e chiarire lo scenario nel cielo, le responsabilità dirette degli aerei in volo. Si deve dire chi fosse in volo e cosa stesse facendo di così indicibile da non poter essere svelato e da dovere indurre questo segreto per 35 anni”, afferma con forza Bonfietti. In questi anni, insiste la presidente, “oltre alla totale distruzione di materiale documentario effettuata dai militari italiani, è stata scarsa o nulla la cooperazione internazionale. E sono proprio Stati amici o alleati come Usa, Francia e Libia i protagonisti principali di questa mancata collaborazione”. Per questo, insiste Bonfietti, “è indispensabile un nuovo e determinato impegno del Governo, della nostra diplomazia. E’ indispensabile far sentire quanto sia inaccettabile questa mancanza di collaborazione effettiva, ma ancora di più è indispensabile ribadire, ad ogni livello internazionale, l’assoluta esigenza, per la dignità stessa del Paese, di conoscere la piena verità su quanto è accaduto quel 27 giugno 1980″.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bonfietti rilancia poi il parallelo tra i 35 anni di Ustica e i 70 anni della Resistenza. “Metà della vita della nostra Nazione è segnata da questa ferita di morte, di verità negata. E anche per noi parenti, questi 35 anni, sono tutto sommato una metà della vita”. Poi non riesce a trattenere la commozione, quando sottolinea che “Ustica non è solo verità e giustizia negate, ma sono anche i sentimenti spezzati e il diritto alla vita negato. Sentiamo insieme anche la responsabilità per quelli che non hanno subito, 35 anni fa, lo strazio della perdita, ma più giovani, sono qui oggi con noi. Ugualmente, nella loro esistenza portano il retaggio di questa tragedia, un vuoto profondo con cui misurarsi”.</p>
<p>Nell’aula del Consiglio comunale tanti parenti delle vittime e alcuni deputati delle commissioni Giustizia, Difesa ed Esteri della Camera. “Forse per la prima volta una delegazione ufficiale partecipa alla commemorazione di Ustica- sottolinea la presidente della commissione Giustizia, Donatella Ferranti- per testimoniare vicinanza ai parenti e dire che lo Stato non dimentica e non intende dimenticare”. Ferranti considera “un punto fermo” la sentenza del 2013 che ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti. E poi chiede scusa, “anche a nome dei deputati del passato”, per il ritardo con cui il Parlamento sta ratificando la convenzione europea del 2000 in materia di giustizia. Il 3 giugno è stata approvata a Montecitorio e ora “speriamo che il Senato arrivi al voto definitivo in tempi rapidi e sul testo licenziato dalla Camera”, afferma Ferranti.</p>
<p>Andrea Sangermano-Dire</p>
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		<title>Draghi, vorrei meno tasse e taglio spese governi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 14:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[draghi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Draghi parla a Davos e spiega qual e&#8217; il lavoro da fare sulle banche: &#8216;La supervisione bancaria non è come una torta, nella quale ciascuna fetta controlla la propria parte. I singoli supervisori lavoreranno insieme in una supervisione europea&#8217;. Per il presidente di Bce e&#8217; chiaro che se si vuol rompere il legame tra istituto di credito e Paese, c&#8217;e&#8217; bisogno di un supervisore indipendente. &#8216;Vorrei vedere un taglio dei costi di governo &#8211; dice &#8211; una calo delle tasse e una gestione degli investimenti per infrastrutture. Draghi inoltre spiega che serve una nuova composizione delle manovre di consolidamento. Sulla questione banche interviene anche il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde: &#8216;non hanno imparato la lezione dalla crisi. I governi devono rendere più stringenti le norme sugli istituti di credito per evitare credit crunch in futuro&#8217;.</p>
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		<title>Crisi: Monti, &#8216;colpa dei governi precedenti&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 16:02:56 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/05/crisi-monti-colpa-dei-governi-precedenti/">Crisi: Monti, &#8216;colpa dei governi precedenti&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se oggi l&#8217;Italia attraversa una situazione cosi&#8217; critica, con gravi ripercussioni economico-sociali, e&#8217; anche perche&#8217; nel corso dei decenni i Governi italiani che si sono succeduti si sono fatti guidare da istanze a volte bassamente politiche, il piu&#8217; delle volte di elevata finalita&#8217; etica, tuttavia con scarsa consapevolezza della necessita&#8217; di far fronte alle spese con effettive entrate&#8221;. Lo dice il presidente del Consiglio Mario Monti, in un&#8217;intervista a Famiglia Cristiana.</p>
<p>&#8220;Creando cosi&#8217;- aggiunge- grandi disavanzi e debiti pubblici, che hanno caricato il peso su italiani che allora erano bambini. O non erano ancora nati. Quella e&#8217; stata la piu&#8217; grande devastazione delle famiglie. Noi ci troviamo, oggi, a cercare di rimediare a quella situazione. Ecco perche&#8217; siamo cauti. Forse, puo&#8217; sembrare troppo cauti. Il nostro Governo si e&#8217; ispirato sin dall&#8217;inizio al fondamentale principio enunciato dal Papa a Milano in questi giorni: &#8216;I partiti non devono promettere cose che non possono realizzare'&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/05/crisi-monti-colpa-dei-governi-precedenti/">Crisi: Monti, &#8216;colpa dei governi precedenti&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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