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	<title>imprese Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Marsilio spinge Bruxelles a riformare gli aiuti alle imprese per tutelare lo stabilimento Stellantis di Atessa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/07/19/marsilio-spinge-bruxelles-a-riformare-gli-aiuti-alle-imprese-per-tutelare-lo-stabilimento-stellantis-di-atessa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 08:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[stabilimento Stellantis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolto a Pescara il tavolo regionale dedicato alla situazione di Stellantis in Abruzzo, con la partecipazione dei vertici del gruppo, di Confindustria, dei sindacati e della giunta regionale. Al centro del confronto l’andamento produttivo dello stabilimento di Atessa e le nuove sfide imposte dalla transizione verso i veicoli elettrici. Marco Marsilio ha sottolineato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/19/marsilio-spinge-bruxelles-a-riformare-gli-aiuti-alle-imprese-per-tutelare-lo-stabilimento-stellantis-di-atessa/">Marsilio spinge Bruxelles a riformare gli aiuti alle imprese per tutelare lo stabilimento Stellantis di Atessa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto a Pescara il tavolo regionale dedicato alla situazione di Stellantis in Abruzzo, con la partecipazione dei vertici del gruppo, di Confindustria, dei sindacati e della giunta regionale. Al centro del confronto l’andamento produttivo dello stabilimento di Atessa e le nuove sfide imposte dalla transizione verso i veicoli elettrici.</p>
<p>Marco Marsilio ha sottolineato “la crisi globale, che ovviamente preoccupa e purtroppo registra delle ripercussioni anche nell’insediamento produttivo di Atessa”, una fabbrica che fino a poco tempo fa aveva mantenuto “livelli produttivi elevati”. Il presidente della Regione ha definito “una follia” l’obbligo per le aziende di pagare sanzioni miliardarie se non raggiungono certi volumi di vendite di furgoni elettrici, e ha annunciato un’azione diplomatica coordinata con il governo nazionale. Il ministro Urso “proprio questa settimana sarà a Parigi e Berlino per parlare e incontrare i suoi omologhi… per modificare queste norme che considero autolesionistiche”.</p>
<p>Nel corso dell’incontro Marsilio ha chiesto a Stellantis di fornire “segnali concreti di volontà di investimento a lungo termine su Atessa e sull’Abruzzo in generale”. Tra le misure suggerite anche la protezione della filiera corta locale, a partire dalla crisi di Marelli a Sulmona, e il potenziamento del settore ricerca e sviluppo. È stata inoltre rilanciata l’idea di un “impianto di trasformazione, di riutilizzo e di riconversione dei veicoli usati” da insediare ad Atessa, nell’ottica dell’economia circolare.</p>
<p>L’assessore alle Attività Produttive, Tiziana Magnacca, ha ribadito la richiesta a Stellantis di rispettare gli impegni presi al tavolo Mimit con il ministro Urso, “in particolare… atti più concreti verso le aziende dell’indotto perché la produzione avvenga in Abruzzo e la prosecuzione verso quelle in sofferenza come la Marelli di Sulmona, senza dimenticare l’impegno a non delocalizzare la produzione e a spostare parte della ricerca e sviluppo sui large van ad Atessa, infine altri investimenti per ulteriori attività”. Magnacca ha richiamato la “neutralità tecnologica” auspicata dalla Regione e gli sforzi compiuti presso il tavolo delle regioni europee dell’automotive per adeguare le regole sugli aiuti alle imprese in transizione.</p>
<p>I vertici di Stellantis hanno confermato che l’attuale contesto europeo, caratterizzato da costi energetici elevati e da una domanda di veicoli elettrici ancora bassa, sta comprimendo i volumi produttivi. Hanno tuttavia ribadito “la centralità di Atessa definita cuore della produzione nel settore dei veicoli commerciali con i modelli Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano e Toyota Proace”.</p>
<p>In seguito alle interpretazioni delle dichiarazioni di Jean-Philippe Imparato, Stellantis ha precisato che il riferimento allo stabilimento di Atessa è stato volutamente esemplificativo per richiamare l’urgenza di una revisione olistica della normativa sulle emissioni di CO₂. Come evidenziato dall’azienda, le stesse criticità sono state poste anche in altri siti produttivi europei, tra cui Hordain in Francia. Stellantis ha chiesto un intervento politico tempestivo non limitato a un singolo stabilimento o Paese, ma rivolto all’intero settore, per rivedere gli obiettivi di elettrificazione, contenere i costi dell’elettricità, potenziare le infrastrutture di ricarica e favorire il rinnovo di un parco circolante sempre più anziano.</p>
<p>L’azienda ha infine ricordato il ruolo strategico dello stabilimento di Atessa, attivo da oltre quarant’anni e responsabile della produzione di più di sette milioni di veicoli commerciali leggeri, l’85 % dei quali esportato in oltre 70 Paesi, confermando il proprio impegno in Abruzzo.</p>
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		<title>Lavoro, con l&#8217;AI è obiettivo &#8220;reskilling&#8221;: in Italia boom di aziende alla ricerca di esperti (+80%). Ecco i 10 profili che le imprese devono subito formare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/07/10/lavoro-con-lai-e-obiettivo-reskilling-in-italia-boom-di-aziende-alla-ricerca-di-esperti-80-ecco-i-10-profili-che-le-imprese-devono-subito-formare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 20:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[AI reskilling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando il mondo del lavoro, anche in Italia. Le offerte di lavoro che richiedono competenze AI sono infatti cresciute dell&#8217;80% in soli sei anni (2019-2025). Lo riporta un&#8217;elaborazione del portale statistico Our World in Data basata sul recente &#8220;Lightcast via AI Index Report&#8221;. L&#8217;indagine ha considerato gli annunci di lavoro come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L&#8217;intelligenza artificiale</strong> (IA) sta <strong>rivoluzionando </strong>il <strong>mondo del lavoro</strong>, anche in Italia. Le <strong>offerte di lavoro che richiedono competenze AI</strong> sono infatti <strong>cresciute dell&#8217;80% in soli sei anni (2019-2025)</strong>. Lo riporta un&#8217;elaborazione del portale statistico <strong><em>Our World in Data </em></strong>basata sul recente<strong><em> &#8220;Lightcast via AI Index Report&#8221;. </em></strong>L&#8217;indagine ha considerato <strong>gli annunci di lavoro come correlati all&#8217;intelligenza artificiale</strong> quando questi prevedevano <strong>una o più competenze legate all&#8217;AI</strong>, come, per esempio, l&#8217;elaborazione del linguaggio naturale, le reti neurali, l&#8217;apprendimento automatico o la robotica. <strong>La quota generale di ricerche di personale con competenze AI</strong> sono così passate, sempre in ambito italiano, <strong>dallo 0,5% del 2019 allo 0,9% di inizio 2025</strong>. <strong>Negli Stati Uniti</strong> la percentuale è invece <strong>dell&#8217;1,8%</strong>, con <strong>una crescita del 200% nell&#8217;ultimo decennio</strong>, dato che lascia presagire un&#8217;ulteriore e forte crescita anche nel Belpaese. La rivoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale, nelle aziende, sta quindi creando nuove professionalità e, nel contempo, trasformando profondamente quelle esistenti. <strong>Tra le competenze richieste</strong>, però, <strong>non</strong> ci sono <strong>più solo quelle tecniche o analitiche</strong>, ma <strong>anche etiche</strong>. A rivelarlo è uno studio pubblicato dall&#8217;<strong><em>Università di San Diego</em></strong>,che ha recentemente analizzato come alcuni effetti si stiano già facendo sentire sulle organizzazioni aziendali. Per le imprese, ma anche per i professionisti, la <strong>trasformazione non è</strong>, quindi, <strong>solo tecnologica, ma anche e per l&#8217;appunto culturale</strong>. L&#8217;<strong><em>upskilling</em> </strong>e il<strong> <em>reskilling</em> </strong>delle risorse umanediventano, allora, una <strong>necessità</strong>, soprattutto poiché, stando ai dati più recenti, <strong>meno di un italiano su due</strong> (<strong>il 46%</strong>), <strong>tra i 16 e i 74 anni</strong>, <strong>possiede</strong> <strong>competenze digitali di base</strong>, contro una <strong>media europea superiore del 10% </strong>(<strong>56%</strong>). La<strong> vera sfida</strong>, anche per le PMI che costituiscono l&#8217;ossatura dell&#8217;economia italiana,<strong> sarà </strong>quella di<strong> riuscire ad accompagnare i lavoratori</strong> in questo processo, <strong>garantendo</strong> un <strong>aggiornamento formativo continuo e flessibile.</strong></p>



<p>In tale contesto, le<strong> imprese </strong>del Belpaesesono <strong>alla ricerca dei migliori strumenti per garantire al personale</strong> già assunto la <strong>formazione continua necessaria</strong> e l&#8217;alleanza con enti formativi e istituzioni può rappresentare un fattore chiave. Ne sono convinti gli esperti di <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMjzFuxCAQRU8DpQXDAktBkWavscLM2DuSMQ6wKXL6iDRJNdJ8_ff1MCobYLOSovYWtAHrgqSS-Hj2i5C_uZ4U78opj5itEzdV-u5gKYScEBv1vvCQrxgUulVv4DZPCAos6qycz3fIZLIJkuP8Kq-V8hAgLNYaDevqU97I02Yn-x-V-jVvzbWU98k5Da7n3Dria4yrC_Mh4CHgcbW60xiVyyyk3o6Fh4CHbLERpl8FcVMzrudIR_p885GW2nb55_hkjHBz3jg5ovyK8BMAAP__n_pbuQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>Progetto Impresa</em></strong></a>, società italiana che da anni opera nel campo della <a>formazione finanziata e della </a><a>consulenza per la trasformazione digitale </a>e oggi inclusa nella prestigiosa classifica &#8220;<strong><em>FT1000 Europe&#8217;s Fastest-Growing Companies&#8221;</em></strong> del <strong><em>Financial Times</em></strong>. &#8220;In un momento in cui l&#8217;intelligenza artificiale sta ridefinendo il concetto stesso di lavoro, è fondamentale non farsi trovare impreparati – spiega <strong>Sebastiano Gadaleta</strong>, founder e direttore generale di <a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMjzFuxCAQRU8DpQXDAktBkWavscLM2DuSMQ6wKXL6iDRJNdJ8_ff1MCobYLOSovYWtAHrgqSS-Hj2i5C_uZ4U78opj5itEzdV-u5gKYScEBv1vvCQrxgUulVv4DZPCAos6qycz3fIZLIJkuP8Kq-V8hAgLNYaDevqU97I02Yn-x-V-jVvzbWU98k5Da7n3Dria4yrC_Mh4CHgcbW60xiVyyyk3o6Fh4CHbLERpl8FcVMzrudIR_p885GW2nb55_hkjHBz3jg5ovyK8BMAAP__n_pbuQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>Progetto Impresa</em></strong></a> – Le nostre imprese devono capire che <strong>la formazione non è un costo, ma un investimento</strong>. A richiederla, peraltro, non è solo il mercato, ma sono gli stessi lavoratori, che sentono di averne bisogno per rimanere competitivi. E grazie ai fondi pubblici disponibili, questo investimento può essere sostenuto senza pesare sul bilancio e, allo stesso tempo, può essere oggi erogato con modalità che evitano di sottrarre tempo prezioso all&#8217;operatività quotidiana. Soprattutto per le PMI è <strong>centrale la finanza agevolata</strong>. Per potervi accedere, però, è necessario che le aziende si affianchino a partnerconsulenziali che si occupino di individuare il bando più adatto, redigere il progetto formativo, gestire la burocrazia e monitorare l&#8217;intero processo fino all&#8217;erogazione dei corsi. In questo modo, le imprese possono concentrarsi sul proprio core business, senza rinunciare all&#8217;innovazione&#8221;.</p>



<p>L&#8217;affiancamento di un innovation manager è, in questo scenario, fondamentale: <strong>molte aziende italiane</strong>, infatti, <strong>non sono ancora pienamente consapevoli delle opportunità legate alla formazione finanziata</strong>. Fondi interprofessionali, bandi regionali (come i PIA e i voucher per la digitalizzazione), progetti del <em>PNRR </em>e finanziamenti europei sono strumenti che permettono di accedere a <strong>corsi specializzati, coaching, upskilling e reskilling del personale</strong>. Inoltre, <strong>l&#8217;adozione dell&#8217;IA richiede una revisione dellagovernance e della cultura aziendale</strong>. &#8220;L&#8217;errore più comune che fanno molte delle nostre imprese e dei nostri imprenditori – continua <strong>Gadaleta </strong>di <strong><em>Progetto Impresa</em></strong> – è pensare che la transizione digitale sia solo una questione di software. In realtà è una questione di persone. Formare i propri dipendenti significa metterli nella condizione di affrontare con serenità e competenza i cambiamenti in atto, evitando resistenze e valorizzando i talenti interni. Tutti possono acquisire nuove competenze, se opportunamente affiancati e formati&#8221;. In questo modo, sempre secondo gli esperti, si possono guidare e condurre i dipendenti già presenti in azienda ad acquisire nuovi titoli e a rivestire<strong> nuovi profili professionali</strong>.</p>



<p>Secondo gli esperti del team multidisciplinare di <strong><em>Progetto Impresa</em></strong><em>,</em> ecco <strong>quali saranno i 10 profili professionali più ricercati</strong> sul mercato e sui quali investire <strong>entro la fine del 2025</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>AI Engineer: </strong>progetta e sviluppa sistemi intelligenti capaci di apprendere e adattarsi.</li>



<li><strong>Machine Learning Engineer: </strong>specializzato nella creazione di algoritmi che permettono alle macchine di apprendere dai dati.</li>



<li><strong>Data Scientist: </strong>analizza grandi quantità di dati per estrarre informazioni utili e supportare decisioni strategiche.</li>



<li><strong>AI Ethic Specialist: </strong>si occupa delle implicazioni etiche e legali dell&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale.</li>



<li><strong>Prompt Engineer: </strong>ottimizza le interazioni tra utenti e modelli linguistici avanzati, come i chatbot.</li>



<li><strong>Responsabile dei contenuti generati dall&#8217;IA:</strong> supervisiona la creazione di contenuti da parte di sistemi intelligenti, garantendone qualità e coerenza anche valoriale.</li>



<li><strong>AI Product Manager:</strong> guida lo sviluppo di prodotti basati su intelligenza artificiale, coordinando team multidisciplinari.</li>



<li><strong>AI Solutions Architect:</strong> progetta l&#8217;integrazione di sistemi intelligenti all&#8217;interno delle infrastrutture aziendali.</li>



<li><strong>Robotic Automation Specialist:</strong> implementa soluzioni robotiche intelligenti nei processi produttivi.</li>



<li><strong>Chief AI Officer (CAIO):</strong> dirigente responsabile della strategia aziendale in ambito intelligenza artificiale.</li>
</ol>



<p class="has-text-align-right"><strong>Cristiano Puglisi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/10/lavoro-con-lai-e-obiettivo-reskilling-in-italia-boom-di-aziende-alla-ricerca-di-esperti-80-ecco-i-10-profili-che-le-imprese-devono-subito-formare/">Lavoro, con l&#8217;AI è obiettivo &#8220;reskilling&#8221;: in Italia boom di aziende alla ricerca di esperti (+80%). Ecco i 10 profili che le imprese devono subito formare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Roma ospita il &#8220;Festival dell&#8217;Imprenditore&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/roma-ospita-il-festival-dellimprenditore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 11:54:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Confimprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[esperti e innovatori]]></category>
		<category><![CDATA[Festival dell'Imprenditore]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma ospita dal 13 al 14 giugno, nella prestigiosa cornice della Serra del Palazzo delle Esposizioni, la prima edizione del Festival dell&#8217;Imprenditore, un evento nazionale promosso da Confimprenditori, pensato per dare voce al tessuto produttivo italiano e offrire uno spazio di confronto tra imprese, istituzioni, esperti e innovatori. Il Festival nasce con un obiettivo chiaro: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/roma-ospita-il-festival-dellimprenditore/">Roma ospita il &#8220;Festival dell&#8217;Imprenditore&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Roma ospita dal 13 al 14 giugno, nella prestigiosa cornice della Serra del Palazzo delle Esposizioni, la prima edizione del Festival dell&#8217;Imprenditore, un evento nazionale promosso da Confimprenditori, pensato per dare voce al tessuto produttivo italiano e offrire uno spazio di confronto tra imprese, istituzioni, esperti e innovatori.</p>



<p>Il Festival nasce con un obiettivo chiaro: rimettere al centro il ruolo delle piccole e medie imprese italiane, troppo spesso ignorate nel dibattito pubblico, nonostante rappresentino oltre il 90% del sistema economico del Paese. L&#8217;iniziativa si propone di affrontare i temi cruciali per lo sviluppo e la competitività delle PMI, con particolare attenzione all&#8217;innovazione, all&#8217;internazionalizzazione, alla semplificazione amministrativa e alla sicurezza economica.</p>



<p>All&#8217;evento interverranno il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che aprirà i lavori, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e tanti altri rappresentanti del governo e delle istituzioni nazionali e locali.</p>



<p>In un contesto globale segnato da profonde trasformazioni tecnologiche, il Festival dedicherà un ampio spazio all&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza artificiale sui settori trainanti del Made in Italy, a partire dall&#8217;agroalimentare e dalla moda. Saranno presenti imprese innovative, startup, rappresentanti del mondo finanziario, della ricerca e della politica, per analizzare insieme nuove opportunità di sviluppo e definire strategie condivise per affrontare il futuro.</p>



<p>Il Festival dell&#8217;Imprenditore sarà un&#8217;occasione unica per ascoltare le istanze degli imprenditori, favorire il dialogo con le istituzioni e costruire una visione concreta e ambiziosa dell&#8217;Italia produttiva. Due giornate dense di contenuti, con tavole rotonde, speech, momenti di networking e spazi espositivi per raccontare esperienze virtuose e promuovere il valore dell&#8217;impresa italiana nel mondo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/roma-ospita-il-festival-dellimprenditore/">Roma ospita il &#8220;Festival dell&#8217;Imprenditore&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dazi: Confimprenditori, Ue e Italia non stiano in balia degli annunci</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/26/dazi-confimprenditori-ue-e-italia-non-stiano-in-balia-degli-annunci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 18:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Confimprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Ruvolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ue e Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le imprese, in particolare le piccole e medie, non possono operare in un clima di costante incertezza. La capacità di programmare investimenti, pianificare l&#8217;attività produttiva e mantenere l&#8217;occupazione richiede un quadro normativo ed economico chiaro e prevedibile. In questo contesto l&#8217;Europa non può restare in balia di dichiarazioni e annunci altalenanti sui dazi, ma deve [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/26/dazi-confimprenditori-ue-e-italia-non-stiano-in-balia-degli-annunci/">Dazi: Confimprenditori, Ue e Italia non stiano in balia degli annunci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Le imprese, in particolare le piccole e medie, non possono operare in un clima di costante incertezza. La capacità di programmare investimenti, pianificare l&#8217;attività produttiva e mantenere l&#8217;occupazione richiede un quadro normativo ed economico chiaro e prevedibile. In questo contesto l&#8217;Europa non può restare in balia di dichiarazioni e annunci altalenanti sui dazi, ma deve reagire con tempestività e responsabilità, offrendo certezze concrete alle PMI, che rappresentano la colonna portante del sistema economico europeo&#8221;.</p>



<p>Lo dichiara il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.</p>



<p>&#8220;Prima di tutto è necessario interrompere l&#8217;attuale impostazione ideologica del Green Deal, che ha contribuito in modo determinante a indebolire interi comparti produttivi strategici, in particolare l&#8217;industria automobilistica. Una transizione ecologica non può prescindere da una valutazione attenta dell&#8217;impatto sociale ed economico, né può avvenire a spese della competitività delle imprese europee. Parallelamente, a livello nazionale, è altrettanto urgente garantire stabilità e certezza sul fronte dei costi dell&#8217;energia, che rappresentano una delle principali voci di spesa per le PMI. L&#8217;imprevedibilità dei prezzi energetici costituisce un ostacolo insormontabile per la programmazione aziendale, penalizzando in modo particolare le realtà più piccole, già provate da anni di crisi e rincari. Senza misure immediate, concrete e strutturali, l&#8217;Europa e l&#8217;Italia rischiano di compromettere irrimediabilmente il proprio tessuto economico e produttivo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/26/dazi-confimprenditori-ue-e-italia-non-stiano-in-balia-degli-annunci/">Dazi: Confimprenditori, Ue e Italia non stiano in balia degli annunci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Confimprenditori, allarme sicurezza per le PMI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 17:30:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Negli ultimi anni le piccole e medie imprese stanno affrontando una crescente minaccia che ha raggiunto livelli insostenibili: l&#8217;aumento di furti, rapine e danneggiamenti. Negli ultimi due anni si è assistito a una crescita del 20% degli episodi di microcriminalità a danno delle PMI. Non possiamo più tollerare che la sicurezza dei nostri imprenditori sia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/13/confimprenditori-allarme-sicurezza-per-le-pmi/">Confimprenditori, allarme sicurezza per le PMI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>&#8220;Negli ultimi anni le piccole e medie imprese stanno affrontando una crescente minaccia che ha raggiunto livelli insostenibili: l&#8217;aumento di furti, rapine e danneggiamenti. Negli ultimi due anni si è assistito a una crescita del 20% degli episodi di microcriminalità a danno delle PMI. Non possiamo più tollerare che la sicurezza dei nostri imprenditori sia lasciata al caso. Lo Stato deve fare la sua parte, altrimenti si rischia di fare il gioco delle mafie. Chiediamo un intervento immediato del governo affinché istituisca un fondo per la sicurezza delle PMI e preveda un massiccio incremento della vigilanza territoriale e delle Forze dell&#8217;Ordine. Non è accettabile vedere imprenditori costretti a dormire all&#8217;interno delle proprie attività perché non si sentono tutelati dallo Stato&#8221;.</p>



<p>Lo ha detto il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, presentando al Centro Studi il report &#8220;Allarme sicurezza per le PMI&#8221;.</p>



<p>&#8220;I dati parlano chiaro e testimoniano una situazione ormai non più sostenibile. Le PMI rappresentano il 99,9% delle imprese italiane e contribuiscono per il 63% al valore aggiunto complessivo e per il 76% all&#8217;occupazione nazionale. Il 35% delle PMI italiane ha subito almeno un episodio di furto o danneggiamento nell&#8217;ultimo anno, per un danno economico complessivo che supera gli 850 milioni di euro. In alcune regioni, come Veneto, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia, la situazione appare particolarmente critica. Sempre nell&#8217;ultimo anno abbiamo registrato un aumento del 25% degli episodi di microcriminalità al Nord Italia, con Milano, Verona, Torino e Bologna tra le città più colpite. Questa emergenza rischia di avere ripercussioni devastanti sul tessuto imprenditoriale, soprattutto per le micro e piccole imprese già messe a dura prova da crisi economiche, inflazione e burocrazia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/13/confimprenditori-allarme-sicurezza-per-le-pmi/">Confimprenditori, allarme sicurezza per le PMI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>In Italia, il 24% dei lavoratori è già impegnato nell&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 07:21:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo delle imprese e si è affermata come una presenza stabile nel business delle stesse. Quasi tre quarti dei rispondenti italiani (76%) afferma di avere un&#8217;esperienza diretta con la nuova tecnologia. La maggior parte di loro utilizza l&#8217;AI prevalentemente nella vita privata (43%), o nel contesto lavorativo (12%), mentre il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/04/in-italia-il-24-dei-lavoratori-e-gia-impegnato-nellutilizzo-dellintelligenza-artificiale/">In Italia, il 24% dei lavoratori è già impegnato nell&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo delle imprese e si è affermata come una presenza stabile nel business delle stesse. Quasi tre quarti dei rispondenti italiani (76%) afferma di avere un&#8217;esperienza diretta con la nuova tecnologia. La maggior parte di loro utilizza l&#8217;AI prevalentemente nella vita privata (43%), o nel contesto lavorativo (12%), mentre il 20% la impiega in entrambi gli ambiti. Si evidenzia, quindi, un sostanziale ottimismo verso queste tecnologie. È quanto emerge dalla prima edizione dello studio &#8216;EY Italy AI Barometer&#8217; realizzato da EY, che ha coinvolto oltre 4700 manager di 9 Paesi europei, di cui 528 professionisti di imprese italiane in diversi settori, indagando aspettative e sfide future nei prossimi 12 mesi, nonché l&#8217;utilizzo attuale che viene fatto dell&#8217;intelligenza artificiale nel business. Commenta Giuseppe Santonato, AI Transformation Leader di EY Italia: &#8220;L&#8217;intelligenza artificiale si sta affermando come una delle principali priorità e l&#8217;Italia è tra i primi tre Paesi che l&#8217;hanno adottatata (77%), preceduta solo da Spagna (84%) e Svizzera (82%). Investire oggi nell&#8217;intelligenza artificiale permette alle aziende di posizionarsi come leader in un contesto di mercato in costante evoluzione e sempre più competitivo. Un&#8217;azienda su tre, infatti, si prepara a investire sulle sue potenzialità per il prossimo anno e i settori che prevediamo saranno al fronte di questo movimento includono i servizi finanziari, il settore immobiliare e il retail e consumer products&#8221;. L&#8217;analisi evidenzia, quindi, come l&#8217;Italia sia avanti nell&#8217;implementazione dell&#8217;AI nei contesti lavorativi rispetto alla media europea (19%), con quasi un quarto dei rispondenti (24%) che afferma che l&#8217;AI sta già influenzando il loro lavoro e il 46% che prevede invece un incremento nei prossimi tre anni dell&#8217;impatto delle applicazioni AI nel business. Inoltre, il 24% dei rispondenti ritiene che l&#8217;intelligenza artificiale possa sostituire parti delle mansioni su larga scala e il 76% si aspetta che questa porti a una riduzione del numero di dipendenti man mano che il suo utilizzo si consolida.</p>



<p>Il tema della formazione si conferma cruciale in questo campo e si evidenzia come le imprese possano fare di più per sostenere i propri lavoratori nell&#8217;implementazione dell&#8217;AI, adottando un ruolo attivo nella formazione e nell&#8217;aggiornamento professionale delle proprie persone: il 37% dei rispondenti, infatti, pensa che la propria azienda dovrebbe fornire maggiore formazione e il 32% ritiene di non avere abbastanza aiuto in questo senso. Solo il 16% dei rispondenti si ritiene soddisfatto della formazione che riceve sul posto di lavoro, inoltre, il 55% dei rispondenti si dedica all&#8217;autoformazione, sia privatamente (22%) che professionalmente (20%), entrambi il 13%, prediligendo per la maggior parte formazione dal vivo e workshop e corsi online. Le trasformazioni derivanti dalle nuove tecnologie che stanno pervadendo sempre più il business delle imprese non vengono viste in modo negativo dalla maggior parte dei rispondenti: il 52% di questi, infatti, ritiene che la propria azienda abbia sufficienti conoscenze per implementare l&#8217;AI nel modo corretto. Guardando ai settori, questo trend si evidenzia in particolare nel settore energetico, dei servizi finanziari e nei media e telecomunicazioni. Al contrario, il 67% dei rispondenti appartenenti al settore pubblico pensa di non avere abbastanza conoscenze. Nonostante le numerose sfide, i benefici dell&#8217;adozione dell&#8217;AI sono già evidenti, soprattutto in termini di risparmi sui costi: in Italia, più della metà dei manager (58%) afferma che l&#8217;uso dell&#8217;AI ha permesso loro di risparmiare sui costi, aumentare i profitti o entrambi. Il 16%, al contrario, non ha riscontrato risparmi. Queste tecnologie in Italia impattano maggiormente il 69% di coloro che hanno ruoli manageriali, a differenza di chi ha un ruolo non manageriale (49%). Attualmente, secondo i rispondenti, in Italia l&#8217;intelligenza artificiale viene implementata all&#8217;interno delle aziende soprattutto per quanto riguarda le funzioni di marketing, cybersecurity e protezione dei dati e assistenza ai dipendenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/09/04/in-italia-il-24-dei-lavoratori-e-gia-impegnato-nellutilizzo-dellintelligenza-artificiale/">In Italia, il 24% dei lavoratori è già impegnato nell&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Commercio. Inflazione, affari in calo solo per il 17% dei negozianti</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 16:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inflazione sta rallentando, ma resta ancora alta e continua a mettere alla prova famiglie e imprese. A preoccupare i commercianti sono soprattutto l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime (61,2%) e il caro energia (59,3%), ma solo il 17% dei piccoli business segnala una riduzione dell&#8217;attività. È quanto emerge dall&#8217;Osservatorio Small Business condotto da SumUp, fintech [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/02/commercio-inflazione-affari-in-calo-solo-per-il-17-dei-negozianti/">Commercio. Inflazione, affari in calo solo per il 17% dei negozianti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>L&#8217;inflazione sta rallentando, ma resta ancora alta e continua a mettere alla prova famiglie e imprese. A preoccupare i commercianti sono soprattutto l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime (61,2%) e il caro energia (59,3%), ma solo il 17% dei piccoli business segnala una riduzione dell&#8217;attività. È quanto emerge dall&#8217;Osservatorio Small Business condotto da SumUp, fintech attiva nel settore dei pagamenti digitali con soluzioni innovative per business di ogni dimensione. Tra i circa 1.600 esercenti italiani intervistati in merito all&#8217;impatto dell&#8217;inflazione sul proprio esercizio, la maggioranza si mostra ottimista e 6 merchant su 10, in vista della stagione natalizia, prevedono vendite stabili o in crescita. Per metà dei commercianti, la crisi legata al carovita ha dato una forte spinta verso la digitalizzazione del business: in particolare, il 47,7% degli intervistati considera i pagamenti digitali lo strumento più utile per gestire la crisi, e, in prospettiva, il 36,5% considera l&#8217;Intelligenza Artificiale un&#8217;opportunità per attrarre nuovi clienti. &#8220;L&#8217;aumento dei costi delle materie prime e delle forniture energetiche resta nel 2023 il principale elemento di preoccupazione dei commercianti: tuttavia, la percentuale bassa di coloro che segnalano una riduzione delle attività e l&#8217;ottimismo diffuso nei confronti della stagione dello shopping invernale confermano come i commercianti italiani abbiano le risorse per reagire alla crisi economica&#8221;, commenta Umberto Zola, Growth Marketing Lead di SumUp. &#8220;Un supporto arriva anche dalla tecnologia, intesa soprattutto come pagamenti digitali, giudicati da circa metà degli intervistati un ottimo motore per contrastare la crisi, perché consente di intercettare un bisogno sempre più comune della clientela e ottimizzare gli aspetti del proprio business legati alla gestione dei pagamenti. In prospettiva, una buona parte dei merchant guarda con interesse all&#8217;Intelligenza Artificiale per coltivare la relazione con i clienti. Segno di una crescente apertura al digitale e maturità nel modo di analizzare e gestire la propria attività&#8221;.</p>



<p><strong>L&#8217;EFFETTO DELL&#8217;INFLAZIONE SUI COMMERCIANTI &#8211;</strong> La crisi economica non spaventa i merchant italiani: il 77,3% giudica la propria attività stabile oppure migliorata nel corso degli ultimi dodici mesi. La maggioranza non teme neppure ricadute sulla stagione dello shopping natalizio: il 40,3% si aspetta gli stessi ricavi dell&#8217;anno scorso, mentre il 22,1% prevede di guadagnare di più. Tra gli elementi che nel 2023 hanno impattato di più sul business, dopo il costo di materie prime ed energia, gli esercenti italiani citano la mancanza di supporto dal Governo (32,1%) e l&#8217;aumento dei costi di logistica e trasporto (26,6%). A queste sfide si aggiunge, secondo i commercianti, la tendenza dei clienti a ridurre i consumi (55,5%), cercare sconti (36,9%), recarsi in negozio più raramente (33,4%). </p>



<p><strong>GLI STRUMENTI PER CONTRASTARE LA CRISI &#8211; </strong>Per far fronte all&#8217;aumento dei costi c&#8217;è chi pensa, entro la fine dell&#8217;anno, di ridurre le spese per l&#8217;energia (31,7%) o modificare l&#8217;offerta o il prodotto (22,7%); mentre il 20,1% degli imprenditori sarebbe disposto a ridurre i propri margini e il 12,4% ad abbassarsi lo stipendio. Tra le azioni che i commercianti intendono intraprendere per fidelizzare e ampliare la base di clienti, il 30,4% mira a rafforzare la propria comunicazione digitale, il 26% si affida a sconti e offerte stagionali, il 23,7% vuole sperimentare canali di vendita alternativi come l&#8217;e-commerce. </p>



<p><strong>DAI PAGAMENTI DIGITALI ALL&#8217;AI: LA CRISI SPINGE A INNOVARE LA PROPRIA ATTIVITÀ &#8211;</strong> Circa 1 commerciante italiano su 2 è convinto che l&#8217;attuale contesto economico sia stato una forza trainante nell&#8217;accelerare la trasformazione digitale della propria azienda. Tra i principali vantaggi della digitalizzazione, i merchant citano il risparmio di tempo (36,2%), il miglioramento della customer experience (31,2%), la maggiore efficienza dei processi (24,7%). In testa alle tecnologie più usate, dopo i pagamenti digitali (47,7%), ci sono le app (32,8%), i software gestionali (24%), i tool per la gestione della relazione con i clienti (18,3%) e gli strumenti per l&#8217;e-commerce (14,8%). L&#8217;Intelligenza Artificiale fa la sua comparsa tra gli strumenti innovativi: il 7% dei piccoli business intervistati la sta già applicando e, in prospettiva, più di un terzo la considera un&#8217;opportunità per fidelizzare l&#8217;utenza e attrarre nuovi clienti (36,5%), mentre oltre uno su cinque la reputa utile per personalizzare l&#8217;esperienza di acquisto (23,7%), costruire campagne di marketing ad hoc (23,5%), rafforzare l&#8217;innovazione del proprio business (23,2%) e aumentare l&#8217;efficienza operativa (20%).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/02/commercio-inflazione-affari-in-calo-solo-per-il-17-dei-negozianti/">Commercio. Inflazione, affari in calo solo per il 17% dei negozianti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fedeltà al lavoro, la Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia premia 68 imprese locali e 29 dipendenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 14:49:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito del premio storico &#8220;Fedeltà al lavoro e del progresso economico&#8221;, promosso per la prima volta dalla Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia, a seguito della fusione tra le Camere dell&#8217;Aquila e di Teramo e dopo lo stop imposto dalla pandemia, quest&#8217;anno saranno premiate congiuntamente 68 imprese locali e 29 lavoratori dipendenti appartenenti alle due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/11/17/fedelta-al-lavoro-la-camera-di-commercio-gran-sasso-ditalia-premia-68-imprese-locali-e-29-dipendenti/">Fedeltà al lavoro, la Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia premia 68 imprese locali e 29 dipendenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Nell&#8217;ambito del premio storico &#8220;Fedeltà al lavoro e del progresso economico&#8221;, promosso per la prima volta dalla Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia, a seguito della fusione tra le Camere dell&#8217;Aquila e di Teramo e dopo lo stop imposto dalla pandemia, quest&#8217;anno saranno premiate congiuntamente 68 imprese locali e 29 lavoratori dipendenti appartenenti alle due province.</p>



<p>La cerimonia di premiazione si terrà all&#8217;Aquila domenica 26 novembre, presso la sede camerale di Bazzano, e a Teramo il 3 dicembre in via Savini. Riceveranno il premio alla carriera 50 aziende con oltre 25 anni di attività, 17 imprese storiche con più di 50 anni e un&#8217;impresa innovativa a livello tecnologico e produttivo. Saranno premiati, inoltre, 14 lavoratori di aziende private e 15 dipendenti camerali.</p>



<p>Oltre alle tradizionali categorie in concorso e alla sezione speciale dedicata alle imprese antiche, sono previsti quest&#8217;anno anche 3 premi speciali da destinare a personalità di spicco, che si sono particolarmente distinte per la capacità di rappresentare i territori dell&#8217;Aquila e di Teramo.</p>



<p>&#8220;Riconosciamo alle aziende, alle imprese artigiane e ai commercianti, ai dipendenti di queste realtà economiche l&#8217;importanza che rivestono per il nostro territorio. Con la loro passione, il loro sacrificio, la costanza e l&#8217;orgoglio nel lavorare rendono migliore e competitivo il nostro Abruzzo&#8221; così la presidente Antonella Ballone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/11/17/fedelta-al-lavoro-la-camera-di-commercio-gran-sasso-ditalia-premia-68-imprese-locali-e-29-dipendenti/">Fedeltà al lavoro, la Camera di Commercio Gran Sasso d&#8217;Italia premia 68 imprese locali e 29 dipendenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Imprese. Le Startup e PMI innovative del settore ICT continuano a crescere</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/07/20/imprese-le-startup-e-pmi-innovative-del-settore-ict-continuano-a-crescere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 17:31:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la collaborazione pluriennale tra Anitec-Assinform, l&#8217;Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell&#8217;ICT e InfoCamere, la società delle Camere di Commercio italiane per l&#8217;innovazione digitale, che oggi presentano la V edizione del report di monitoraggio dei trend demografici delle startup e PMI innovative del settore ICT. Il rapporto offre una panoramica approfondita sulle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/07/20/imprese-le-startup-e-pmi-innovative-del-settore-ict-continuano-a-crescere/">Imprese. Le Startup e PMI innovative del settore ICT continuano a crescere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Continua la collaborazione pluriennale tra Anitec-Assinform, l&#8217;Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell&#8217;ICT e InfoCamere, la società delle Camere di Commercio italiane per l&#8217;innovazione digitale, che oggi presentano la V edizione del report di monitoraggio dei trend demografici delle startup e PMI innovative del settore ICT. Il rapporto offre una panoramica approfondita sulle imprese ICT innovative, a oltre dieci anni dall&#8217;introduzione delle politiche a loro dedicate (Dl 179/2012), con dati aggiornati al 24 aprile 2023 per il numero di startup e PMI innovative ICT e al quarto trimestre 2022 per il numero di addetti. I dati dell&#8217;ultima rilevazione mostrano che il numero di imprese registrate nel settore ICT ha avuto un aumento del 0,12% rispetto all&#8217;anno precedente, raggiungendo un totale di 11.253 aziende. Più precisamente si contano 1.436 PMI innovative ICT, ovvero l&#8217;11,4% in più rispetto ad aprile 2022 e 9.817 startup ICT, in calo del -1,34% rispetto ad aprile 2022. Di queste, la maggioranza (7.997 imprese, pari al 71,1%), sono considerate &#8216;ICT-digitali,&#8217; poiché hanno codici ATECO riconducibili al settore ICT e/o dichiarano nella sezione &#8216;Vetrine&#8217; del registro speciale di svolgere attività digitali. Le rimanenti 3.256 imprese (28,9%) sono indicate come &#8216;solo ATECO,&#8217; ovvero utilizzano codici ATECO associati al settore ICT ma non specificano attività digitali nella sezione &#8216;vetrine.&#8217; Nonostante un rallentamento nella crescita, l&#8217;insieme delle startup e PMI innovative nel settore ICT continua a mantenere una dinamica più robusta rispetto a quelle degli altri settori. Attualmente, la quota combinata di imprese ICT con codice ATECO e digitali con vetrine ma senza codice ATECO rappresenta il 70% del totale delle 16.169 aziende registrate. Questo dato evidenzia un aumento rispetto a ottobre 2022, quando la quota era del 69%, con 11.487 imprese su un totale di 16.554 aziende registrate.</p>



<p>Nel dettaglio: </p>



<p><strong>DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA: ELEVATA CONCENTRAZIONE AL NORD &#8211;</strong> Le startup e PMI innovative ICT sono concentrate principalmente in Lombardia, Lazio e Campania, rappresentando insieme oltre il 50% delle imprese registrate. Lombardia rappresenta il 28,7% delle S&amp;PMII ICT, seguita da Lazio (13,8%) e Campania (8,8%). Altre regioni con una buona rappresentanza sono Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Puglia, Toscana e Sicilia. La densità di queste imprese è più elevata in Lombardia, con oltre il 66% di nuove imprese innovative nel settore ICT rispetto al totale delle nuove imprese ICT costituite negli ultimi 5 anni. La densità delle S&amp;PMII ICT, ossia il rapporto tra S&amp;PMII ICT e il totale delle nuove imprese ICT costituite negli ultimi 5 anni, è particolarmente elevata nelle regioni dove la concentrazione di filiere ICT è già alta. Lombardia detiene il record con oltre il 66% di nuove imprese innovative nel settore ICT, seguita da Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Valle d&#8217;Aosta e Trentino-Alto Adige. Nel Sud Italia la presenza di S&amp;PMII ICT è inferiore alla media nazionale per Sicilia, Sardegna, Toscana e Abruzzo. </p>



<p><strong>MAGGIORI COSTI, BUROCRAZIA, CRISI FINANZIARIA E INCERTEZZA RALLENTANO LA CRESCITA DEMOGRAFICA &#8211;</strong> Il rallentamento della crescita delle startup è stato influenzato da diversi fattori, tra cui l&#8217;instabilità geopolitica, l&#8217;aumento dei costi energetici, dei tassi d&#8217;interesse e dell&#8217;inflazione, che hanno scoraggiato l&#8217;iniziativa imprenditoriale. Inoltre, la crescente prudenza nel settore privato nel concedere credito, unita alla sospensione delle registrazioni telematiche, ha avuto un impatto negativo sul numero di nuove imprese costituite. Le nuove registrazioni di startup innovative nel 2022 sono diminuite del -32,0%, passando da 2.321 a 1.537, mentre le PMI innovative hanno registrato una riduzione del -16,3%, passando da 258 a 216. </p>



<p><strong>CONTINUANO A PREVALERE LE MICROIMPRESE, POCHI I GIOVANI E LE IMPRESE FEMMINILI &#8211;</strong> Le startup e PMI Innovative nel settore ICT sono principalmente microimprese, con oltre due terzi che impiega fino a 4 addetti. Circa l&#8217;80% di queste aziende ha un capitale proprio inferiore a 50.000 euro e un terzo ha un valore della produzione inferiore a 100.000 euro. Ciò è dovuto al ricambio costante della popolazione, poiché le imprese consolidate perdono lo status di startup innovativa col passare del tempo. Preoccupa il fatto che solo il 16% delle startup e PMI innovative nel settore ICT è fondata da under-35, mentre le imprese guidate da donne rappresentano solo l&#8217;11,9%. Inoltre, le aziende con manager stranieri come maggioritari o esclusivi sono solo il 3,5%.</p>



<p><strong>IOT, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E INDUSTRIA 4.0 SONO I FILONI PIÙ DIFFUSI TRA STARTUP E PMI INNOVATIVE ICT &#8211;</strong> Le startup e PMI innovative nel settore ICT si concentrano su prodotti e servizi ad alto valore tecnologico, con particolare attenzione sui digital enabler. Questi includono sviluppo di app, servizi di cloud computing, cybersicurezza, e molto altro ancora. Secondo uno studio condotto su un campione rappresentativo delle startup e PMI innovative nel settore ICT, circa l&#8217;86% di queste aziende ha fornito informazioni dettagliate sui filoni di attività in cui operano. A fine aprile 2023, i principali filoni di attività per queste imprese sono le soluzioni digitali (12,7%), seguite dalle soluzioni di IoT (12,5%) e l&#8217;intelligenza artificiale e machine learning (11,3%). Anche l&#8217;industria 4.0 e le Mobile app mostrano una forte presenza, con rispettivamente il 7,1% e il 6,7% delle imprese focalizzate in questi settori. Altri filoni di attività con un potenziale di mercato significativo includono e-commerce, big data &amp; data science, blockchain, social science e cybersecurity e cripto. Questi dati riflettono il dinamico panorama dell&#8217;innovazione nel settore ICT e la crescente importanza dei digital enabler come driver di crescita per le startup e le PMI innovative. La conoscenza di queste tendenze è essenziale per supportare e promuovere ulteriormente l&#8217;innovazione tecnologica e la competitività nel settore ICT e oltre. </p>



<p><strong>INNOVAZIONE NELL&#8217;ICT: ATTIVITÀ BREVETTUALE E PERSONALE QUALIFICATO ANCORA SFIDE DA AFFRONTARE &#8211;</strong> Le Startup e PMI innovative nel settore ICT presentano differenze significative riguardo all&#8217;innovazione, evidenziate dall&#8217;analisi di tre caratteristiche chiave: l&#8217;attività brevettuale, il personale altamente qualificato e la spesa in ricerca e sviluppo (R&amp;S). I dati mostrano che solo il 21% delle aziende è coinvolto in attività brevettuali, mentre il 27% ha un team di personale altamente qualificato. D&#8217;altra parte, il 70% delle imprese investe in R&amp;S.</p>



<p><strong>ATTIVITÀ BREVETTUALE ANCORA LIMITATA TRA PMI E STARTUP &#8211; </strong>Nonostante alcuni progressi nella regolamentazione e negli incentivi, l&#8217;utilizzo degli strumenti brevettuali nella ricerca ICT rimane basso, soprattutto tra le PMI. La maggior parte delle aziende con brevetti si concentra nel nord-ovest, mentre il sud e le isole hanno una presenza significativa di personale altamente qualificato.</p>



<p><strong>LA CARENZA DI CAPITALE UMANO QUALIFICATO RESTA MOLTO CRITICA &#8211; </strong>Solo il 27% delle S&amp;PMII ICT ha personale altamente qualificato, con punte maggiori nel settore 4.0. Le politiche di coesione europee e nazionali sembrano avere un impatto positivo sul Mezzogiorno, che registra una quota elevata di personale altamente qualificato. </p>



<p><strong>PIÙ DIFFUSE LE STARTUP E PMI INNOVATIVE ICT CON RILEVANTE SPESA R&amp;S &#8211;</strong> Diverse startup e PMI innovative nel settore ICT investono in ricerca e sviluppo, con il 70% del totale coinvolto in queste attività. La concentrazione maggiore di spesa R&amp;S si trova nel nord-ovest, ma il sud e le isole mostrano un aumento significativo.</p>



<p>Secondo Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform: &#8220;La crescita delle startup e PMI innovative nel settore ICT continua a rappresentare un indicatore importante dell&#8217;innovazione tecnologica e del dinamismo del settore. In questo contesto, diventa sempre più evidente l&#8217;importanza dei &#8216;digital enabler&#8217;, dove IA, Big Data, Blockchain e Cybersecurity sono pilastri fondamentali per il successo delle startup e PMI innovative in ambito ICT. Un dato da sottolineare è la piccola percentuale di queste nuove realtà fondate da persone under-35 o guidata da donne. Eppure, sono giovani e donne quelle che più di altri oggi devono aumentare la loro partecipazione al mondo del lavoro e dell&#8217;innovazione, per aumentare produttività e qualità del nostro sistema imprenditoriale. Università e grandi imprese svolgono un ruolo importante nello sviluppo delle startup e PMI innovative del settore ICT: le università favoriscono la formazione di nuovi talenti e la ricerca tecnologica, le imprese investono nelle realtà emergenti, creando sinergie che accelerano l&#8217;innovazione. Un passo in avanti è stato fatto dalla Camera dei Deputati con l&#8217;approvazione della proposta di legge per la promozione e lo sviluppo delle startup e delle PMI innovative mediante agevolazioni fiscali e incentivi agli investimenti. Confidiamo che anche l&#8217;altro ramo del Parlamento approvi presto questa proposta di legge, affinché attraverso un&#8217;azione coordinata si possa garantire una crescita sostenibile e duratura per le startup e le PMI innovative nel settore ICT. Solo mediante un&#8217;azione coordinata e lungimirante possiamo garantire una crescita sostenibile e duratura per le startup e le PMI innovative nel settore ICT&#8221;. Paolo Ghezzi, direttore generale di InfoCamere, ha così commentato: &#8220;Le startup e le PMI innovative sono uno snodo importante per l&#8217;innovazione nel nostro Paese e, al tempo stesso, una palestra avanzata per mettere alla prova i talenti, le idee e la determinazione di tanti giovani e giovanissimi che vedono nell&#8217;impresa la possibilità di realizzare un sogno. Attraverso l&#8217;analisi dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, disponibili su startup.registroimprese.it, è possibile seguire le traiettorie di queste iniziative, seguendole praticamente in tempo reale. Una base dati aggiornata e ufficiale accessibile a tutti e indispensabile per elaborare politiche sempre più adeguate a sostenere e rilanciare la nostra economia, puntando sull&#8217;innovazione digitale e sui giovani&#8217;.</p>
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		<title>Imprese. Servono 2.300 ingegneri elettronici, ma se ne laureano la metà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 06:36:56 +0000</pubDate>
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<p>I laureati in Ingegneria elettronica in Italia sono circa mille all&#8217;anno, mentre alle aziende ne servono oltre 2.300. Dal 2005 a oggi gli iscritti al primo anno di Laurea magistrale in Ingegneria elettronica sono scesi da 1.500 a circa 1.200 all&#8217;anno. Le donne laureate in Ingegneria elettronica sono il 15% del totale. E in tutto questo nei prossimi anni si stima un fabbisogno annuo di oltre 4.000 laureati in Ingegneria elettronica. Che peraltro guadagnerebbero uno stipendio &#8220;nettamente al di sopra della media&#8221; e più di altri ingegneri. E&#8217; lo scenario che sta dietro al fatto che la crisi dei chip non è soltanto dovuta alla carenza di materie prime ma, in Italia, anche e soprattutto alla carenza di ingegneri elettronici. I dati sono raccolti e diffusi dalla Società italiana di elettronica (Sie), associazione senza nata per la promozione e sviluppo di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico nel settore dell&#8217;Elettronica. I suoi dati dicono che nell&#8217;anno accademico 2021-2022 gli iscritti ai corsi di Laurea magistrale in Ingegneria elettronica in Italia erano meno di 4000. Per confronto, quelli iscritti a Ingegneria informatica erano circa 11.000. Nel 2021, i laureati magistrali in Ingegneria elettronica in Italia sono stati 1.055, quelli in Ingegneria informatica 2.571. Ma tenendo conto dei laureati stranieri che tornano in patria e degli italiani che vanno a lavorare all&#8217;estero, il numero di neolaureati magistrali in Ingegneria Elettronica disponibile per il mercato del lavoro italiano è significativamente inferiore alle mille unità all&#8217;anno. &#8220;Eppure, basta fare una semplice ricerca sui portali di offerte di lavoro come Linkedin o Jobbydoo per scoprire che al momento ci sono oltre 2.300 posizioni aperte per ingegneri elettronici, ben al di sopra di tutte le altre specializzazioni dell&#8217;ingegneria che oggi sostengono la rivoluzione digitale&#8221;.</p>



<p>In sostanza, &#8220;le offerte di lavoro per gli ingegneri elettronici sono oltre il doppio rispetto ai laureati, proporzione che arriva addirittura ad invertirsi per altre specializzazioni dello stesso ambito. Inoltre, dal calcolo del rapporto tra le offerte di lavoro e il numero di laureati, risulta che è proprio quella dell&#8217;ingegnere elettronico la figura su cui c&#8217;è maggiore gap tra domanda e numero di laureati, con un rapporto di 2,2&#8221;, dice la Sie. A seguire Ingegneria dell&#8217;automazione (1,6), Ingegneria meccanica (1,3) per poi passare ai rami di ingegneria in cui la domanda è inferiore all&#8217;offerta: Ingegneria gestionale (0,9), delle telecomunicazioni (0,8) e Ingegneria informatica (0,4). Ma allora, come si spiega la minore attrattività dell&#8217;elettronica rispetto all&#8217;informatica? &#8220;Le ragioni sono da ricercare sia in aspetti culturali che di immediatezza del messaggio. Da un lato, infatti, i messaggi che rimbalzano sui media tradizionali e sulla rete diffondono costantemente termini quali &#8216;innovazione digitale&#8217; e &#8216;tecnologie abilitanti&#8217; associandole sistematicamente all&#8217;informatica, facendo praticamente scomparire il termine &#8216;elettronica&#8217;. Senza tener conto che, di fatto, le innovazioni maggiori sono il risultato di avanzamenti epocali nelle tecnologie elettroniche. D&#8217;altra parte, è molto più semplice e immediato illustrare il funzionamento di un programma, di un software, piuttosto che descrivere il comportamento di un circuito, che molto spesso non riusciamo neanche a vedere coi nostri occhi: uno smartphone è un concentrato di alta tecnologia elettronica ma viene spesso indicato come un prodotto dell&#8217;informatica&#8221;, dichiara Ernesto Limiti, presidente della Sie e Ordinario di Elettronica all&#8217;Università di Roma Tor Vergata.</p>



<p>Il problema della mancanza di ingegneri elettronici rischia inoltre di acuirsi in futuro. Secondo uno studio del 2022 del Centro studi del Consiglio nazionale ingegneri (Cni), redatto attraverso un approfondimento dei dati del Sistema Informativo Excelsior Unioncamere-Anpal, dei 76.200 lavoratori e lavoratrici operanti nelle professioni ad alta specializzazione e richiesti nei prossimi mesi, ben 18.000 riguardano i laureati in ingegneria e professioni assimilate. Tra questi, secondo il Cni, si stima un fabbisogno di oltre 4.000 laureati in ingegneria civile e architettura, oltre 4.000 laureati in ingegneria elettronica e dell&#8217;informazione, 4.000 laureati in ingegneria industriale e circa 1.200 laureati in altri indirizzi di ingegneria. Capitolo retribuzioni: un ingegnere elettronico guadagna più della media: un ingegnere elettronico entry level (con meno di tre anni di esperienza lavorativa) guadagna in media 29.600 euro lordi all&#8217;anno pari a circa 1.880 netti al mese, retribuzione superiore a quella che percepiscono in media i neolaureati con Laurea Magistrale, che è pari a 1.364 euro netti. La retribuzione di un ingegnere elettronico è in media superiore anche a quella dei colleghi ingegneri impegnati in altri settori complementari. Retribuzione che si mantiene superiore nel corso di tutta la carriera professionale di un ingegnerie elettronico, che a metà carriera (4-9 anni di esperienza) ha uno stipendio medio di 46.100 euro, da senior (10-20 anni di esperienza) di 77.200 euro e a fine carriera intorno ai 90.000 euro lordi all&#8217;anno. Infine, il tasso di occupazione tra gli ingegneri elettronici neolaureati è pari al 93%.</p>



<p>La Società taliana di elettronica ha deciso quindi di impegnarsi in prima persona per risolvere il problema strutturale della carenza di ingegneri elettronici in Italia. &#8220;Avvieremo una grande campagna di comunicazione e di informazione per raccontare agli studenti, ai genitori e ai docenti della scuola secondaria le infinite opportunità che si presentano oggi ad un ingegnerie elettronico neolaureato, e quanto sia indispensabile questa figura per le enormi sfide che abbiamo di fronte. Una laurea in questa disciplina è infatti un vero e proprio passe-partout, valido in tutti i contesti in cui sia presente innovazione tecnologica&#8221; dichiara Francesco Della Corte, vicepresidente della Sie e Ordinario di Elettronica all&#8217;Università Federico II di Napoli. In Italia e nel mondo, infatti, il settore dell&#8217;Elettronica è di importanza strategica e in continua crescita. &#8220;L&#8217;elettronica è ovunque, in ogni ospedale, in ogni automobile, in ogni mezzo di comunicazione, in ogni fabbrica, in ogni ufficio. Ma soprattutto, l&#8217;elettronica è decisiva per le nuove sfide tecnologiche come la robotica, l&#8217;intelligenza artificiale, il 5G e la corsa allo spazio&#8221; prosegue Della Corte. L&#8217;obiettivo della campagna lanciata dalla Sie è quello di arrivare, nel giro di qualche anno, a un aumento significativo degli immatricolati ai corsi di laurea in Ingegneria Elettronica, soprattutto tra le ragazze, che oggi rappresentano solo il 15% del totale. &#8220;Per raggiungere l&#8217;obiettivo lavoreremo anche in stretta sinergia con le aziende che operano in Italia e che sono alla ricerca di ingegneri elettronici, per rafforzare in tutto il Paese la diffusione di una corretta informazione in merito a questa importantissima figura professionale, decisiva per il futuro dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa&#8221;, conclude Limiti.</p>
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