<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>malattia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/malattia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 16:14:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Cinque vittime in Burundi a causa di una malattia sconosciuta</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/04/16/cinque-vittime-in-burundi-a-causa-di-una-malattia-sconosciuta/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/04/16/cinque-vittime-in-burundi-a-causa-di-una-malattia-sconosciuta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 05:01:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Burundi]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/2026/04/16/cinque-vittime-in-burundi-a-causa-di-una-malattia-sconosciuta/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Mpanda, nel nord del Burundi, una misteriosa malattia ha finora provocato cinque vittime e contagiato 35 persone.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/16/cinque-vittime-in-burundi-a-causa-di-una-malattia-sconosciuta/">Cinque vittime in Burundi a causa di una malattia sconosciuta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Nel distretto di Mpanda, nel nord del Burundi, una misteriosa malattia ha finora provocato cinque vittime e contagiato 35 persone. Le autorità sanitarie locali, coadiuvate dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dai partner sul territorio, hanno avviato indagini per individuare l’agente patogeno responsabile.</p>
<p>I sintomi registrati includono febbre, vomito, diarrea e presenza di sangue nelle urine. Nei casi più gravi si sono inoltre osservati ittero e anemia. I primi casi sono comparsi il 30 marzo e riguardano principalmente persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e ai loro stretti contatti, un elemento che al momento fa propendere per una trasmissione limitata.</p>
<p>I test di laboratorio hanno escluso la presenza di virus quali Ebola, Marburg, la febbre della Rift Valley, la febbre gialla e la febbre emorragica di Crimea-Congo. Le équipe mediche stanno valutando diverse ipotesi, tra cui dengue e leptospirosi, e non escludono che si tratti di una mutazione di un virus noto o dell’emergere di un nuovo patogeno.</p>
<p>All’indagine partecipa anche Gavi, l’alleanza mondiale per i vaccini nei Paesi in via di sviluppo, e un team congiunto di esperti sostenuto dalle Nazioni Unite. Il Burundi affronta al contempo una recrudescenza del colera, con oltre 3.500 casi segnalati lo scorso anno e la trasmissione ancora in corso nel 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/16/cinque-vittime-in-burundi-a-causa-di-una-malattia-sconosciuta/">Cinque vittime in Burundi a causa di una malattia sconosciuta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/04/16/cinque-vittime-in-burundi-a-causa-di-una-malattia-sconosciuta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">116680</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Trombosi, prevenzione e cure appropriate per fermare la strage silenziosa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cardiopatia ischemica]]></category>
		<category><![CDATA[ictus cerebrale ischemico]]></category>
		<category><![CDATA[insufficienza venosa]]></category>
		<category><![CDATA[ipercoagulabilità del sangue]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[trombosi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=108565</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni anno, soltanto&#160;in Italia,&#160;la trombosi colpisce 600.000 persone, causando 200.000 decessi. Numeri che descrivono meglio di tante parole una strage silenziosa e sottolineano l’urgenza di un intervento mirato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/">Trombosi, prevenzione e cure appropriate per fermare la strage silenziosa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni anno, soltanto</strong>&nbsp;<strong>in Italia</strong>,&nbsp;<strong>la trombosi colpisce 600.000 persone, causando 200.000 decessi</strong>. Numeri che descrivono meglio di tante parole una strage silenziosa e sottolineano l’urgenza di un intervento mirato per rafforzare la prevenzione e puntare sull’appropriatezza delle terapie. Un terzo di queste morti, infatti, si potrebbe evitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ne è discusso oggi a Roma, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, nel convegno&nbsp;<strong>“Combattere la trombosi. Più anni alla vita e più vita agli anni”</strong>, organizzato da Motore Sanità con il contributo non condizionante di Viatris,&nbsp;azienda globale che opera nell&#8217;ambito della salute. Un’occasione preziosa di confronto tra esperti, istituzioni e associazioni di pazienti in cui si sono approfonditi i temi chiave della lotta alla trombosi, dalle strategie di&nbsp;<strong>prevenzione</strong>&nbsp;alle&nbsp;<strong>soluzioni terapeutiche</strong>, dalla&nbsp;<strong>gestione degli eventi acuti&nbsp;</strong>a quell’<strong>appropriatezza terapeutica&nbsp;</strong>che permetterebbe di risparmiare milioni di euro. Durante i lavori, è stata allestita in piazza Monte Citorio una panchina gialla per accendere i riflettori sulla necessità di combattere la trombosi. Il colore giallo vuole rappresentare la luce, il calore e la gioia della rinascita. E rappresenta un invito a fare sistema, creare sinergie, mettere in rete energie, idee, competenze e risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trombosi: una minaccia silenziosa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La trombosi si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce arterie o vene, con conseguenze potenzialmente letali. I principali fattori scatenanti sono il danno endoteliale, la stasi o turbolenza del flusso sanguigno e l’ipercoagulabilità del sangue. Una delle manifestazioni più gravi è la Trombosi Venosa Profonda (TVP), che colpisce soprattutto gli arti inferiori e può portare a serie complicanze come embolia polmonare o insufficienza venosa cronica.&nbsp;<strong>Ogni anno, la TVP interessa 800.000 persone e provoca 100.000 decessi</strong>&nbsp;correlati all’embolia polmonare. Il tromboembolismo venoso è la terza causa di morte tra gli adulti, dopo cardiopatia ischemica e ictus cerebrale ischemico, e la prima tra i pazienti ospedalizzati. Il numero di casi è in crescita, complice l’invecchiamento della popolazione e l’aumento degli interventi chirurgici. Nei Paesi occidentali,&nbsp;<strong>ogni 37 secondi una persona muore a causa di questa patologia</strong>,&nbsp;<strong>ma le terapie adeguate possono ridurre il rischio di mortalità e recidive</strong>. Un altro rischio è rappresentato dalla Trombocitopenia Indotta da Eparina (<strong>HIT</strong>), una rara reazione avversa immuno-mediata che può verificarsi dopo l’esposizione all’eparina, che oggi può essere gestita con risposte farmacologiche specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Soluzioni terapeutiche e appropriatezza: una sfida cruciale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni paziente – si è ribadito nel convegno – ha la propria storia, e individuare la giusta cura, al momento opportuno, diventa fondamentale. Ecco perché diventa cruciale ragionare sull’appropriatezza, soprattutto in un contesto che vede il panorama terapeutico per la trombosi in continua evoluzione, con numerose opzioni disponibili, dai farmaci anticoagulanti diretti alle terapie tradizionali come eparina e antagonisti della vitamina K. La vasta gamma di risposte, unita alla variabilità nelle linee guida, può rendere difficoltosa la scelta del farmaco giusto per la giusta indicazione. E allora diventa indispensabile operare su diversi fronti. Partendo dalla&nbsp;<strong>formazione continua dei clinici</strong>, in modo che ricevano informazioni aggiornate sulle nuove evidenze, sui criteri di selezione dei pazienti e sulla gestione degli effetti collaterali. Facendo in modo che la scelta della terapia venga guidata non solo dall’efficacia e dalla sicurezza, ma anche dalla&nbsp;<strong>sostenibilità del trattamento a lungo termine</strong>, in modo che si adottino&nbsp;<strong>le terapie più adeguate per ogni paziente</strong>, riducendo il rischio di complicanze e garantendo un trattamento personalizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Contenere i costi salvando gli esiti clinici è possibile”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il tromboembolismo venoso (TEV) &#8211; ha spiegato il professor&nbsp;<strong>Giorgio Colombo</strong>, Direttore Scientifico CEFAT Centro Economia e valutazione del Farmaco e delle Tecnologia Sanitarie Università degli studi di Pavia &#8211; costituisce un&#8217;importante minaccia per la salute pubblica, con tassi di morbilità e mortalità significativi. Il TEV comprende condizioni gravi come la trombosi venosa profonda (TVP) e l&#8217;embolia polmonare (EP). La trombosi venosa superficiale (TVS) è anch&#8217;essa una condizione rilevante, poiché può estendersi al sistema venoso profondo e causare ulteriori complicazioni come la TVP o l&#8217;EP. L&#8217;incidenza è maggiore nei pazienti anziani e nei pazienti ospedalizzati, con un tasso che varia da 0,75 a 2,69 per 1000 persone ogni anno. In Italia, il TEV è la terza causa di morte nella popolazione generale e la prima nei pazienti ospedalizzati. Circa il 50% degli eventi di TEV si verifica a seguito di un ricovero ospedaliero per intervento chirurgico o malattia acuto”.&nbsp;&nbsp;<strong>Una corretta gestione del TEV</strong>, ha proseguito Colombo, “<strong>deve coinvolgere sia l&#8217;ambito ospedaliero che quello territoriale</strong>, con una particolare attenzione alla prevenzione delle complicanze”. Il trattamento del TEV si divide in due fasi: il trattamento acuto, che prevede l&#8217;uso di farmaci anticoagulanti e fibrinolitici per affrontare immediatamente l&#8217;evento, e la terapia a lungo termine, in cui si continua l&#8217;anticoagulazione dopo la fase acuta per prevenire recidive. “Nel corso degli ultimi anni – ha spiegato il professor Colombo &#8211; si è osservato un aumento del consumo e della spesa per gli anticoagulanti, in particolare per i NAO/DOAC. I consumi di anticoagulanti sono maggiori negli anziani e in pazienti con patologie oncologiche. Inoltre, le donne in età fertile hanno un rischio aumentato di TEV, soprattutto durante la gravidanza e il puerperio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;attenta valutazione della spesa nelle strutture pubbliche mette in luce alcuni aspetti rilevanti. “In particolare, la spesa ospedaliera si concentra prevalentemente sull&#8217;utilizzo delle eparine a basso peso molecolare (EBPM) e del fondaparinux con l&#8217;enoxaparina che risulta essere la molecola maggiormente impiegata. Il trend si riflette anche nelle farmacie territoriali, dove la quota più consistente della spesa per farmaci anticoagulanti è attribuibile alle EBPM e al fondaparinux. Quest&#8217;ultimo, in particolare, ha dimostrato di generare una riduzione dei costi rispetto alle EBPM, pur mantenendo un&#8217;efficacia clinica comparabile”. L&#8217;analisi di Budget impact condotta in Regione Lombardia, su dati di consumo nazionale, “evidenzia chiaramente che fondaparinux rappresenta l&#8217;opzione economicamente più vantaggiosa per il trattamento della TVP.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il caso della Campania con il cruscotto Sinfonia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professor&nbsp;<strong>Ugo Trama&nbsp;</strong>ha spiegato quale sia il modello adottato presso la Regione Campania, di cui è Responsabile Farmaceutica e Protesica. “Per il rispetto dell’appropriatezza prescrittiva – ha detto &#8211; in primo luogo, l’attenzione si focalizza sui codici diagnosi inseriti nelle prescrizioni per valutare se, dunque, rispetto al farmaco prescritto, coincidono con le indicazioni previste da scheda tecnica”. Al fine di contenere “al contempo la spesa farmaceutica, laddove previsto, è stata definita la DPC (distribuzione per conto) quale canale ordinario di prescrizione e di erogazione sul territorio regionale, per le indicazioni terapeutiche A-PHT, nonché a seguito di dimissione da ricovero ospedaliero o visita specialistica ambulatoriale, (laddove la struttura sanitaria di competenza non abbia erogato il ciclo terapeutico prescritto), con obbligo di compilazione del MUP&nbsp;&nbsp;(Modello unico di prescrizione) informatizzato da parte del medico specialista prescrittore”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Grazie alla centralizzazione della DPC – ha proseguito Trama &#8211; inoltre, è stato possibile ottenere un miglioramento in termini di scorte, riduzione di mancanti e conseguente abbassamento della fuga in convenzionata. Infine, nell’ambito del cruscotto SINFONIA, è in previsione un miglioramento in termini di architettura di sistema nel quale saranno veicolate le prescrizioni per garantirne l’appropriatezza. Quanto espresso al fine di governare i percorsi sanitari in maniera appropriata e, al contempo, contenere la spesa farmaceutica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prevenzione: il primo passo per combattere la trombosi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Adottare uno stile di vita sano è il primo passo</strong>&nbsp;per ridurre il rischio di trombosi. Dieta equilibrata, attività fisica regolare e stop al fumo sono strategie fondamentali. Tuttavia, ci sono fattori di rischio non modificabili, come l’età avanzata o alcune patologie, a partire dai tumori, che rendono necessaria una prevenzione farmacologica con anticoagulanti. Durante il convegno, gli esperti hanno evidenziato&nbsp;<strong>l’importanza di una maggiore consapevolezza sulla profilassi</strong>, sia in ambito ospedaliero che nella gestione a lungo termine dei pazienti a rischio. L’adozione di&nbsp;<strong>protocolli chiari</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>strumenti decisionali condivisi</strong>&nbsp;può migliorare l’aderenza alle raccomandazioni terapeutiche, riducendo la mortalità e il rischio di complicanze. Un’attenzione particolare, in questo senso,&nbsp;va dedicata alla&nbsp;<strong>gestione tempestiva e appropriata degli eventi trombotici acuti</strong>, per cui è importante garantire un accesso rapido alle terapie più efficaci, stabilire percorsi diagnostico-terapeutici chiari, migliorando la collaborazione tra specialisti per un&nbsp;<strong>intervento coordinato</strong>. Investendo sulla&nbsp;<strong>formazione del personale sanitario</strong>&nbsp;e l’utilizzo di strumenti innovativi che possano facilitare un approccio basato su evidenze scientifiche aggiornate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/">Trombosi, prevenzione e cure appropriate per fermare la strage silenziosa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/trombosi-prevenzione-e-cure-appropriate-per-fermare-la-strage-silenziosa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108565</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Inverno e virus. Con australiana molti casi mortali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/10/28/inverno-e-virus-con-australiana-molti-casi-mortali/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2024/10/28/inverno-e-virus-con-australiana-molti-casi-mortali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 18:28:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[australiana]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.notizie]]></category>
		<category><![CDATA[influenza australiana]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=108322</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sarà un inverno particolarmente complicato perché quest&#8217;anno c&#8217;è la presenza di alcuni virus, come la famosa influenza australiana, che è molto simile alla Sars, con complicazioni importanti, non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/10/28/inverno-e-virus-con-australiana-molti-casi-mortali/">Inverno e virus. Con australiana molti casi mortali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sarà un inverno particolarmente complicato perché quest&#8217;anno c&#8217;è la presenza di alcuni virus, come la famosa influenza australiana, che è molto simile alla Sars, con complicazioni importanti, non solo a livello polmonare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>In Australia ha già provocato 31 milioni di morti, per cui avremo anche molti casi mortali&#8221;. La dottoressa Maria Letizia Primo, del board scientifico della Hering, ha affrontato il tema con la Dire a margine del seminario &#8220;Il Firewall delle mucose: strategie di difesa da virus influenzali, parainfluenzali e Irr&#8221; promosso nell&#8217;ambito di Pharmexpo, il Salone dell&#8217;industria farmaceutica che si è tenuto dal 25 al 27 ottobre nella Morta d&#8217;Oltremare di Napoli. Tra gli argomenti in discussione l&#8217;arrivo di un autunno improvviso, che sarà causa in Italia di un boom di infezioni respiratorie, con una previsione di circa 150mila casi a settimana. Gli sbalzi termici così marcati, come quelli a cui assistiamo da alcuni anni, favoriscono infatti la diffusione di tutti i virus respiratori e in particolare dei virus simil-influenzali, quindi adenovirus, enterovirus e rinovirus.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;influenza edizione 2024-2025 sarà caratterizzata da un cocktail di virus. All&#8217;orizzonte restano l&#8217;influenza vera e propria e il Covid: in agosto c&#8217;è stata una fiammata di contagi da Sars-CoV-2, e siccome le onde si ripetono ogni 4-6 mesi, è presumibile che nel breve, complici le nuove varianti del coronavirus, se ne inneschi una nuova.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo più di 31 virus para-influenzali, abbiamo ancora la coda del Covid, che, a sua volta, tramite la proteina Spike, riattiva anche gli altri virus. Inoltre &#8211; ha aggiunto Primo &#8211; abbiamo anche delle problematiche, soprattutto del Nord Italia, legate agli inquinanti ambientali. Ricordiamo anche che l&#8217;anidride carbonica aumenta gli allergeni, quindi aumenteranno anche le allergie e, soprattutto, gli inquinanti ambientali trasportano i virus e i batteri da una parte all&#8217;altra d&#8217;Italia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La dottoressa consiglia &#8220;la vaccinazione anti-influenziale, soprattutto per i pazienti che sono più a rischio, le persone anziane, gli studenti, gli insegnanti, le persone immunocompromesse che hanno già avuto influenze importanti in passato e anche chi ha avuto già infarti e ictus. I virus para-influenzali possono dare infiammazione e su questi possiamo lavorare con l&#8217;integrazione&#8221;.<br>Consigli rilevanti riguardano anche l&#8217;alimentazione: &#8220;Mangiare i cibi più semplici possibili, ricordarsi di mangiare frutta e verdura, possibilmente di stagione, perché è più ricca di flavonoidi per lo stress ossidativo, molte fibre &#8211; dovremmo mangiarne almeno 30 grammi al giorno &#8211; e anche cibi fermentati, dal kefir ai cetrioli al kombucha, oltre agli omega 3, che possiamo assumere attraverso la frutta secca, la frutta a guscio, mandorle, noci. Infine, l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, almeno due cucchiai al giorno, soprattutto quello mantenuto in bottiglia scura, ricchissimo di acido oleico. Ma ricordiamoci che oltre all&#8217;alimentazione un caposaldo è il movimento, oltre a una buona socialità. Possiamo camminare insieme, andare a mangiare, parlare, e questo secondo me è il modo migliore per mantenersi in salute e vivere 120 anni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/10/28/inverno-e-virus-con-australiana-molti-casi-mortali/">Inverno e virus. Con australiana molti casi mortali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2024/10/28/inverno-e-virus-con-australiana-molti-casi-mortali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">108322</post-id>	</item>
		<item>
		<title>COVID. Rezza: &#8220;Vaccini strumento per ridurne effetti devastanti&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/02/13/covid-rezza-vaccini-strumento-per-ridurne-effetti-devastanti/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2024/02/13/covid-rezza-vaccini-strumento-per-ridurne-effetti-devastanti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 20:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Rezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sars-cov-2]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=107804</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;A più di tre anni dalla sua comparsa, il COVID-19 continua a circolare attivamente in gran parte dei Paesi del mondo, pur mostrando un impatto clinico limitato rispetto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/13/covid-rezza-vaccini-strumento-per-ridurne-effetti-devastanti/">COVID. Rezza: &#8220;Vaccini strumento per ridurne effetti devastanti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;A più di tre anni dalla sua comparsa, il COVID-19 continua a circolare attivamente in gran parte dei Paesi del mondo, pur mostrando un impatto clinico limitato rispetto al passato. L&#8217;attuale situazione epidemiologica, caratterizzata dal passaggio dalla fase di pandemia a quella della circolazione endemica del virus, vede un susseguirsi di ondate causate da sottovarianti: i vaccini rappresentano sicuramente lo strumento principale per ridurne gli effetti più devastanti&#8221;. Così Giovanni Rezza, attualmente impegnato nell&#8217;Unità di Epidemiologia e Sanità Pubblica all&#8217;Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e già Direttore Generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute, nell&#8217;editoriale firmato su &#8216;One Health&#8217;, rivista online di approfondimento del Gruppo The Skill. L&#8217;intervento del prof. Giovanni Rezza su One Health si inserisce in un confronto al quale hanno già partecipato, tra gli altri, Orazio Schillaci, Marco Montorsi, Nino Cartabellotta, Gabriele Pelissero, Gianni Profita, Sergio Dompé, Pierluigi Sassi, Andrea Mandelli, Luca Zaia. &#8220;Il SARS-CoV-2 continuerà a circolare nella popolazione umana, e la sua eradicazione non appare possibile. Dobbiamo, quindi, abituarci a convivere con il virus, ma anche a limitarne l&#8217;impatto negativo. A tal fine, il vaccino, pur non riuscendo a tenere la circolazione virale del tutto sotto controllo, riduce ulteriormente il rischio di sviluppare la malattia in forma grave, evitando la congestione delle strutture sanitarie&#8221;, conclude il professor Rezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/13/covid-rezza-vaccini-strumento-per-ridurne-effetti-devastanti/">COVID. Rezza: &#8220;Vaccini strumento per ridurne effetti devastanti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2024/02/13/covid-rezza-vaccini-strumento-per-ridurne-effetti-devastanti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107804</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cinema. È morto Francesco Nuti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/06/12/cinema-e-morto-francesco-nuti/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2023/06/12/cinema-e-morto-francesco-nuti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 15:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Nuti]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=107484</guid>

					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto stamani a Roma l&#8217;attore Francesco Nuti. Aveva 68 anni ed era malato da tempo. Lo ha reso noto la figlia Ginevra assieme ai familiari &#8220;che ringraziano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/12/cinema-e-morto-francesco-nuti/">Cinema. È morto Francesco Nuti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; morto stamani a Roma l&#8217;attore Francesco Nuti. Aveva 68 anni ed era malato da tempo. Lo ha reso noto la figlia Ginevra assieme ai familiari &#8220;che ringraziano di cuore il personale sanitario e tutti coloro che hanno avuto in cura l&#8217;attore nel lungo periodo della malattia, in particolare il personale di Villa Verde di Roma&#8221;. La data e il luogo delle esequie saranno rese note nelle prossime ore. La famiglia chiede che sia rispettato il momento di grande dolore &#8220;e per questo motivo non intende rilasciare dichiarazioni&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/06/12/cinema-e-morto-francesco-nuti/">Cinema. È morto Francesco Nuti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2023/06/12/cinema-e-morto-francesco-nuti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107484</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Disabilità. Luisa, campionessa di droni: &#8220;Da malattia un trampolino&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/01/14/disabilita-luisa-campionessa-di-droni-da-malattia-un-trampolino/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2023/01/14/disabilita-luisa-campionessa-di-droni-da-malattia-un-trampolino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2023 20:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[Leo on fire]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=107155</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il suo nome su Youtube è &#8220;Leo on fire&#8221; (leone è il segno zodiacale, il &#8220;fuoco&#8221; invece anima le competizioni sportive in cui gareggia) e come tanti ragazzi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/14/disabilita-luisa-campionessa-di-droni-da-malattia-un-trampolino/">Disabilità. Luisa, campionessa di droni: &#8220;Da malattia un trampolino&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il suo nome su Youtube è &#8220;Leo on fire&#8221; (leone è il segno zodiacale, il &#8220;fuoco&#8221; invece anima le competizioni sportive in cui gareggia) e come tanti ragazzi della sua età si diverte a realizzare video con il drone che carica sul suo canale. A differenza dei suoi coetanei però, Luisa Rizzo ha preso la cosa molto sul serio, laureandosi a soli 20 anni campionessa italiana di Droni fvp racing per ben quattro volte e ottenuto pure un Guinness World Record. Risultati che brillano ancora di più considerato il fatto che è costretta sulla carrozzina, affetta da atrofia muscolare spinale. Ma questo per Luisa non è mai stato un limite, visto che ha raggiunto primati di velocità mai realizzati sin ora con i droni (fino a 200 chilometri l&#8217;ora) e a realizzare filmati molto apprezzati, come quelli sulle bellezze della propria terra, il Salento. La giovane, originaria di San Pietro in Lama (Lecce), da alcuni giorni si trova ricoverata nella nuova Villa Bellombra di Casteldebole, a Bologna, per fare riabilitazione. Un&#8217;occasione per incontrare i dipendenti e gli altri pazienti della struttura e anche per dimostrare le sue capacità di pilota, facendo volteggiare il drone con evoluzioni acrobatiche all&#8217;esterno della struttura, perché è &#8220;un&#8217;attività che io non mollo mai, ormai è diventato un motivo di vita&#8221;. Una passione, quella di Luisa, instillata dal padre, perito elettronico, che le ha regalato un mini drone per farle muovere le mani con un radiocomando. &#8220;Non mi è mai mancato nulla, nonostante comunque io sia limitata fisicamente- spiega sinceramente Luisa- non l&#8217;ho mai visto come un limite negativo, piuttosto ho preferito prenderlo come un trampolino di lancio e quindi magari provare davvero a cambiare prospettiva. Io vivo di piccole cose. Anche con i gesti, è così: non sono quelli grandi a fare la differenza, sono sempre le piccole cose&#8221;. Ad assisterla, durante le sue evoluzioni davanti al pubblico della struttura, la mamma Tiziana, che si è improvvisata tecnico per l&#8217;occasione. &#8220;Luisa dà una lezione di vita sempre a me, per prima cosa. Ogni giorno è una cosa splendida. Io da lei prendo esempio e prendo forza. Io auguro a tutti i genitori persone come Luisa che danno queste soddisfazioni. Dall&#8217;altra parte c&#8217;è sempre il dolore di vedere una persona con delle difficoltà, che però lei assolutamente non mostra e non si scoraggia mai in nessuna situazione&#8221;. Il nuovo centro di Casteldebole Villa Bellombra, inaugurato a settembre, è all&#8217;avanguardia per la riabilitazione ortopedica e neurologica ma anche per il trattamento delle malattie rare. Una disciplina che ha fatto tantissimi progressi, come racconta Marcello Villanova, il medico che ha seguito Luisa fin da piccola. &#8220;Vi posso assicurare che vederla così per me è una grossa soddisfazione. Tantissimi anni fa, prima che ci occupassimo di questi ragazzi, veniva fatta una diagnosi e poi veniva detto ai genitori che non c&#8217;era nulla da fare e la loro vita era pessima. Avevano delle deformità terribili perché purtroppo i muscoli reggono anche la colonna, permettono di respirare, permettono di mangiare, permettono di camminare- spiega lo specialista- oggi vedere Luisa seduta così bene in carrozzina, che può utilizzare le sue mani non per reggere solo la testa per le deformità, ma per guidare un drone, è per noi medici una grossissima soddisfazione&#8221;. Una storia di eccellenza che si somma a quella di tanti ragazzi con disabilità. &#8220;C&#8217;è chi pittura, chi guida i droni… Quando l&#8217;uomo della strada vede un ragazzino o una persona disabile, vede sempre quello che ha perso. Noi partiamo da ciò che rimane e li investiamo. E loro l&#8217;hanno capito. Loro investono la loro vita su quello che gli rimane e fanno dei progetti straordinari come quello di Luisa&#8221;. Un progetto che l&#8217;ha portata a stravincere, unica donna a praticare la disciplina tipicamente maschile, nel campionato nazionale di droni e che a marzo 2021 è stata nominata Alfiere della Repubblica dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. &#8220;Quello che dico sempre, che non smetterò mai di ripetere, e questo vale per tutti, è che bisogna sempre mettersi in gioco, mai dare per scontato che una cosa non si può fare neanche solo se ce lo dicono gli altri- è il messaggio di Luisa- mi piace molto l&#8217;idea che anche gli altri lo apprezzino e soprattutto che arrivi anche qualcosa come emozioni. Io vedo gente che mi dice mi hai dato la forza di fare queste cose. Per me è una felicità immensa&#8221;, conclude Luisa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/01/14/disabilita-luisa-campionessa-di-droni-da-malattia-un-trampolino/">Disabilità. Luisa, campionessa di droni: &#8220;Da malattia un trampolino&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2023/01/14/disabilita-luisa-campionessa-di-droni-da-malattia-un-trampolino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">107155</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Vaiolo scimmie: 780 casi confermati in 27 Paesi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/06/05/vaiolo-scimmie-780-casi-confermati-in-27-paesi/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2022/06/05/vaiolo-scimmie-780-casi-confermati-in-27-paesi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2022 21:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[vaiolo scimmie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=106660</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel periodo compreso tra il 13 maggio e il 2 giugno sono stati confermati in laboratorio 780 casi di vaiolo delle scimmie, identificati in 27 Paesi dove la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/05/vaiolo-scimmie-780-casi-confermati-in-27-paesi/">Vaiolo scimmie: 780 casi confermati in 27 Paesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel periodo compreso tra il 13 maggio e il 2 giugno sono stati confermati in laboratorio 780 casi di vaiolo delle scimmie, identificati in 27 Paesi dove la malattia non è endemica. È quanto emerge dall&#8217;ultimo bollettino fornito dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, che valuta come moderato il rischio a livello globale. Ad oggi, spiega l&#8217;Oms, la presentazione clinica dei casi confermati è stata variabile. Molti di quelli descritti presentano lesioni genitali e perianali, febbre, linfonodi ingrossati e dolore durante la deglutizione. I Paesi endemici del vaiolo delle scimmie sono Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Ghana, identificato solo negli animali, Costa d&#8217;Avorio, Liberia, Nigeria, Repubblica del Congo e Sierra Leone. In questi Stati sono 44 i casi confermati, 1.408 quelli sospetti e 66 i decessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/05/vaiolo-scimmie-780-casi-confermati-in-27-paesi/">Vaiolo scimmie: 780 casi confermati in 27 Paesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2022/06/05/vaiolo-scimmie-780-casi-confermati-in-27-paesi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">106660</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanita&#8217;. Una neurotuta per camminare, vince malattie che paralizzano</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/09/15/sanita-una-neurotuta-per-camminare-vince-malattie-che-paralizzano/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2021/09/15/sanita-una-neurotuta-per-camminare-vince-malattie-che-paralizzano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 13:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[muscoli]]></category>
		<category><![CDATA[neurotuta]]></category>
		<category><![CDATA[paralisi]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=106398</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tornare a camminare grazie a una tuta &#8216;foderata&#8217; di elettrodi, che aiutano a riprendere il controllo dei muscoli e del proprio corpo. Per le persone affette da malattie&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/09/15/sanita-una-neurotuta-per-camminare-vince-malattie-che-paralizzano/">Sanita&#8217;. Una neurotuta per camminare, vince malattie che paralizzano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tornare a camminare grazie a una tuta &#8216;foderata&#8217; di elettrodi, che aiutano a riprendere il controllo dei muscoli e del proprio corpo. Per le persone affette da malattie neurologiche che impediscono i movimenti, questo significa potersi incamminare verso una vita il più possibile normale. È con questo intento che Michele Tebaldi, un giovane di 29 anni della provincia di Verona, con la sua famiglia e alcuni amici ha lanciato nei mesi scorsi una raccolta fondi per poter acquistare questa neurotuta chiamata &#8216;Mollii&#8217;, prodotta dalla multinazionale tedesca Ottobock, che ha sede a Budrio nel bolognese. E proprio a Bologna, questa mattina, Michele ha ricevuto la tuta dall&#8217;ad dell&#8217;azienda, Alessandro Coppi, dopo che la campagna di crowdfunding è andata a buon fine. La neurotuta è composta da giacca, pantaloni e da una unità di controllo che gestisce i 58 elettrodi di cui è dotato il sistema (che va controllato ogni sei mesi circa). La tuta sfrutta un basso di livello di corrente per produrre una elettrostimolazione su tutto il corpo. In questo modo, sui muscoli contratti viene ridotta la tensione e si stimola un meccanismo fisiologico naturale che aiuta il loro movimento. Va indossata regolarmente almeno un&#8217;ora al giorno ogni due giorni e i suoi effetti continuano per 24-48 ore. &#8220;Non ci sono effetti collaterali- assicura l&#8217;azienda- e non è uno strumento invasivo&#8221;. La tuta è utilizzata ad oggi da 250 persone in tutta Italia ed è indicata per chi ha varie forme di paralisi o spasticità dovute a malattie neurologiche, ictus o lesioni. Michele, ad esempio, soffre dalla nascita di una patologia cerebrale chiamata tetraparesi distonica, che gli causa gravi difficoltà nei movimenti, nell&#8217;articolare le parole e anche una parziale sordità.</p>
<p>La tetraparesi distonica però non ha impedito al 29enne di Verona di vivere &#8220;una vita più o meno normale&#8221;, assicura lui stesso, e di prendere ben tre lauree (di cui una in biotecnologia computazionale). L&#8217;obiettivo di Michele, spiega la sua mamma, oggi in conferenza stampa, è però &#8220;essere dipendente e autonomo&#8221;. Così ha provato la neurotuta e &#8220;già dalla prima volta ho visto un effetto positivo- racconta il giovane- allora ho pensato: chissà dove posso arrivare?&#8221;. Da lì è partita l&#8217;idea del crowdfunding, che gli ha permesso oggi di ottenere il dispositivo. Al fianco di Michele in conferenza stamp c&#8217;è Irene Talacci, 24enne di Rimini, che invece indossa la tuta dal 2015. La giovane è affetta da una malattia metacondriale degenerativa diagnosticata nel 2009, che le provoca forte debolezza muscolare e tremori, al punto che fatica a stare in piedi, camminare, scrivere o usare il pc. &#8220;Abbiamo avuto la prova concreta che la tuta funziona- spiega la mamma di Irene- la usiamo tutti i giorni, un&#8217;ora al giorno&#8221;. E anche quando la 24enne è stata ricoverata a lungo in ospedale (nel 2019 per una polmonite e nel 2020 per una brutta caduta) l&#8217;utilizzo della tuta le ha permesso di recuperare il tono muscolare anche dopo tanti mesi ferma a letto. &#8220;Ho visto il polpaccio tornare a prendere forma&#8221;, dice la mamma. Anche la famiglia di Irene, però, nel 2015 ha dovuto organizzare una raccolta fondi per potersi permettere di acquistare la neurotuta, che ha un costo intorno ai 5.000 euro.</p>
<p>&#8220;I presidi sanitari rimborsati ai pazienti non comprendono le tecnologie più moderne- sottolinea Coppi- perchè si fa sempre riferimento al nomenclatore tariffario che ormai è datato oltre 20 anni. E&#8217; sempre stato promesso un rinnovo, ma non è mai arrivato. Per cui purtroppo i pazienti devono pagarsi queste tecnologie e tante volte fanno raccolte fondi, che possono riuscire oppure no&#8221;. Soprattutto nel caso di pazienti pediatrici, segnala l&#8217;ad di Ottobock, &#8220;il costo della tuta va chiaramente ripetuto&#8221; perchè, crescendo, cambia la taglia e quindi &#8220;può essere molto impegnativo&#8221;. Quindi, insiste Coppi, &#8220;sarebbe corretto che questo tariffario potesse essere rivisto, perchè i diritti di questi pazienti non vanno trascurati&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/09/15/sanita-una-neurotuta-per-camminare-vince-malattie-che-paralizzano/">Sanita&#8217;. Una neurotuta per camminare, vince malattie che paralizzano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2021/09/15/sanita-una-neurotuta-per-camminare-vince-malattie-che-paralizzano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">106398</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Xylella: in Puglia produzione olio ai minimi termini</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/10/07/xylella-in-puglia-produzione-olio-ai-minimi-termini/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/10/07/xylella-in-puglia-produzione-olio-ai-minimi-termini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 16:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[ulivo]]></category>
		<category><![CDATA[Xylella fastidiosa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105834</guid>

					<description><![CDATA[<p>A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 75% della produzione di olio di oliva anche&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/07/xylella-in-puglia-produzione-olio-ai-minimi-termini/">Xylella: in Puglia produzione olio ai minimi termini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 75% della produzione di olio di oliva anche nell&#8217;annata 2020. È quanto sostiene Coldiretti Puglia. &#8220;Serve chiarezza e semplificazione dell&#8217;iter dei reimpianti e una strategia condivisa tra governo e Unione europea per far fronte alla strage che ha devastato 21 milioni di ulivi, mettendo in ginocchio il settore olivicolo del Salento, deturpando il patrimonio paesaggistico, con un danno stimato per difetto di 1,6 miliardi di euro ed il dimezzamento della produzione pugliese di olio di oliva che rappresenta oltre il 50% di quella nazionale&#8221;, dichiara il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. &#8220;La produzione di olio ha subito un trend negativo &#8211; aggiunge &#8211; che rischia di diventare irreversibile, toccando minimi storici vicini alle 5mila tonnellate. L&#8217;avanzata della malattia ha lasciato milioni di ulivi secchi dietro di se&#8217;, come rappresentato dalla perdita produttiva che si e&#8217; allargata a macchia d&#8217;olio, man mano che la Xylella camminava indisturbata sul territorio&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/07/xylella-in-puglia-produzione-olio-ai-minimi-termini/">Xylella: in Puglia produzione olio ai minimi termini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/10/07/xylella-in-puglia-produzione-olio-ai-minimi-termini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105834</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanità: studio certifica utilità cure palliative in ospedale</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 17:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cure palliative]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105818</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le cure palliative in ospedale possono migliorare la qualita&#8217; di vita del paziente che si trova in fase avanzata di malattia e aumentare la possibilita&#8217; che il luogo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/">Sanità: studio certifica utilità cure palliative in ospedale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le cure palliative in ospedale possono migliorare la qualita&#8217; di vita del paziente che si trova in fase avanzata di malattia e aumentare la possibilita&#8217; che il luogo di morte sia quello che preferisce. Lo dimostra un articolo pubblicato nella &#8220;Cochrane Library&#8221; (una raccolta di database di studi dedicati a supportare il processo decisionale nell&#8217;assistenza sanitaria), frutto di una collaborazione internazionale guidata dal King&#8217;s College di Londra, cui ha contribuito anche l&#8217;Azienda Usl-Ircss di Reggio Emilia. In particolare i ricercatori hanno esaminato i risultati di 42 studi che hanno coinvolto oltre 6.000 pazienti e mille caregiver e familiari. Anche se i risultati vanno presi con cautela, secondo Massimo Costantini, medico palliativista e Direttore Scientifico dell&#8217;Azienda Usl-Irccs di Reggio Emilia, che ha partecipato allo studio, &#8220;possiamo gia&#8217; dire che le cure palliative ospedaliere possono offrire vantaggi su dimensioni importanti come la qualita&#8217; della vita, il controllo dei sintomi, la depressione e sul livello di soddisfazione per l&#8217;assistenza ricevuta&#8221;. L&#8217;analisi &#8220;ha anche mostrato che coloro che ricevono cure palliative specialistiche in ospedale possono avere maggiori probabilita&#8217; di morire nel loro luogo preferito, che di solito e&#8217; casa propria&#8221;. All&#8217;ospedala Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove l&#8217;Unita&#8217; di cure palliative (Ucp)e&#8217; attiva gia&#8217; dal 2013 &#8220;i risultati di questo articolo suggeriscono di investire maggiormente nelle cure palliative in ospedale, dato che possono portare miglioramenti tangibili per il paziente, a fronte di un investimento contenuto&#8221;. Benefici che, conclude Costantini, &#8220;possono essere particolarmente rilevanti dal punto di vista clinico durante le situazioni di emergenza, come la pandemia che stiamo attraversando&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/">Sanità: studio certifica utilità cure palliative in ospedale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/10/02/sanita-studio-certifica-utilita-cure-palliative-in-ospedale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105818</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
