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	<title>Matteo Renzi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Renzi: “Fermatevi, state sfasciando i conti”</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2018 19:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il senatore del Pd Matteo Renzi alla Leopolda: ‘Caro Matteo, caro Luigi domani mattina i mercati ballaneranno dopo che l’agenzia di rating Moody’s ha declassato l’Italia. In settimana arriva il giudizio della Commissione europea e i mercati balleranno e poi arriveranno altre agenzie di rating. E i cittadini se abbiamo difficoltà a trovare soldi sui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/21/renzi-fermatevi-state-sfasciando-i-conti/">Renzi: “Fermatevi, state sfasciando i conti”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il senatore del Pd Matteo Renzi alla Leopolda: ‘Caro Matteo, caro Luigi domani mattina i mercati ballaneranno dopo che l’agenzia di rating Moody’s ha declassato l’Italia. In settimana arriva il giudizio della Commissione europea e i mercati balleranno e poi arriveranno altre agenzie di rating. E i cittadini se abbiamo difficoltà a trovare soldi sui mercati pagano”.&nbsp;</p>
<p>“Se volete un consiglio- aggiunge-, vi dico fermatevi, bloccate questa legge di bilancio, recuperate serietà, seguite la proposta di Padoan. State sfasciando i conti e non state mantenendo le promesse elettorali”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Governo, Renzi scarica il M5s: “Votare fiducia a Di Maio no”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 17:54:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Matteo Renzi a ‘Che tempo che fa’ ha detto: “Siamo seri, chi ha perso le elezioni non può andare al governo, non può passare il messaggio che il 4 marzo è stato uno scherzo, non possiamo entrare dalla finestra quando gli italiani ci hanno fatto uscire dalla porta”. “Incontrarsi è un bene sempre, si parlano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo Renzi a ‘Che tempo che fa’ ha detto: “Siamo seri, chi ha perso le elezioni non può andare al governo, non può passare il messaggio che il 4 marzo è stato uno scherzo, non possiamo entrare dalla finestra quando gli italiani ci hanno fatto uscire dalla porta”.</p>
<p>“Incontrarsi è un bene sempre, si parlano le Coree, si possono parlare anche 5stelle e Pd– aggiunge Renzi-. Incontrarsi con Di Maio è un fatto naturale, ma l’incontro andrebbe fatto in streaming, così ci chiariamo se hanno cambiato idea sui vaccini, sull’Ilva”. Insomma, “incontrarsi con Di Maio sì, votare la fiducia a un governo Di Maio no“, conclude Renzi.</p>
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		<title>La forma dell’acqua della politica italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 10:57:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È quasi impossibile scattare oggi un’istantanea della società italiana, dare una forma alla sua politica: le operazioni fatte negli ultimi anni dai tre principali leader hanno prodotto dei partiti liquidi. Prima Matteo Renzi ha tentato di diventare l’erede di Berlusconi, cogliendo proprio la natura liquida del berlusconismo: un movimento basato sulla “rottamazione” – come verrà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È quasi impossibile scattare oggi un’istantanea della società italiana, dare una forma alla sua politica: le operazioni fatte negli ultimi anni dai tre principali leader hanno prodotto dei partiti liquidi.</p>
<p>Prima Matteo Renzi ha tentato di diventare l’erede di Berlusconi, cogliendo proprio la natura liquida del berlusconismo: un movimento basato sulla “rottamazione” – come verrà poi chiamata – di tutto ciò che l’ha preceduto, su un modello comunicativo molto forte e sull’uomo solo al comando circondato da una classe dirigente di fedelissimi.<br />
Poi Di Maio lo ha imitato: spostandosi in continuazione da destra a sinistra, negli ultimi anni il Movimento Cinque Stelle ha tentato di dare un senso (cioè un risultato elettorale) alla sua natura originaria. Rinnegate molte delle idee con le quali era entrato in Parlamento ‒ lo Ius Soli, ad esempio ‒ il M5S si è rivelato il partito “liquido” per eccellenza. Quello che, pur indossando il doppiopetto mentre incontra l’alta finanza a Londra, fa incetta di voti al centro-Sud con proposte quali il reddito di cittadinanza.<br />
Infine, Matteo Salvini: l’unico dei tre leader a non porsi in realtà come il successore di Berlusconi (fu eletto segretario proprio al grido di “mai più con B.”), è colui che ne raccoglie davvero l’eredità politica. E non solo numericamente, ma soprattutto da un punto di vista mentale: basta andare a guardare la nuova egemonia all’interno del blocco di centrodestra. Un risultato ottenuto decostruendo un partito fortemente radicato sul territorio come quello pensato da Bossi in origine. Quel partito ha allargato i propri confini: si è sciolto in tutta Italia, si è infiltrato nel Meridione che prima insultava, si è travestito da nazionalista quando il suo fondatore voleva “pulirsi il culo” con il tricolore.</p>
<p>Quelli che oggi sono i maggiori partiti hanno subìto, insomma, uno smottamento identitario: uno svuotamento dei propri valori da parte dei propri leader. Il risultato di una politica liquida (che è riduttivo chiamare quindi post-ideologica) è sì la facilità con cui “nuovi” movimenti si costruiscono, ma anche quella con cui essi si sciolgono: all’interno di partiti-contenitore, sempre più verticistici ed elastici, ridotti spesso a comitati elettorali, basta poco per acquistare o perdere moltissimi voti. Lo dimostra la letterale liquefazione del centrosinistra, ormai ridotto ad entità impalpabile. Oppure il Partito di Renzi, oggi meno della metà di quello che era nel 2014; lo dimostra ancora la Lega: quattro volte più grande di quella che partecipò alle ultime Politiche.<br />
Paradossalmente, l’unico partito che regge nonostante tutto è quello di Silvio Berlusconi: il capostipite di tutti quelli liquidi che l’hanno seguito e, probabilmente, superato. Oggi, dare una forma a Forza Italia rimane ancora possibile: fare altrettanto con la Lega, il PD e il M5S, capire quale direzione prenderanno domani o la loro futura forza è invece impossibile.</p>
<p style="text-align: right;">Giovanni Succhielli-Pressenza</p>
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		<title>Terremoto, vescovo Pompili : &#8220;Non uccide il sisma, ma opere dell&#8217;uomo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 21:05:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giorno di lutto nazionale, oggi in occasione dei  funerali solenni ad Amatrice delle vittime del sisma che il 24 agosto ha devastato il centro Italia. Il vescovo di Rieti, Domenico Pompili ha aperto la solenne celebrazione con l&#8217;elenco dei nomi dei 38 morti salutati dalla folla con un lungo appaluso. &#8220;Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell&#8217;uomo!&#8221;, è quanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/30/96040/">Terremoto, vescovo Pompili : &#8220;Non uccide il sisma, ma opere dell&#8217;uomo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p><strong>Giorno di lutto nazionale, oggi in occasione dei </strong> funerali solenni ad Amatrice delle vittime del sisma che il 24 agosto ha devastato il centro Italia.</p>
<p>Il vescovo di Rieti, <strong>Domenico Pompili ha aperto </strong>la solenne celebrazione con l&#8217;elenco dei nomi dei 38 morti salutati dalla folla con un lungo appaluso.</p>
<p>&#8220;Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell&#8217;uomo!&#8221;, è quanto ha detto  il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nell&#8217;omelia della messa funebre. La ricostruzione &#8211; ha proseguito &#8211; non dev&#8217;essere &#8220;una &#8216;querelle politica&#8217; o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi&#8221;.</p>
</div>
</div>
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</div>
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<div class="news-txt">
<p>&#8220;Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta &#8211; ha spiegato mons. Domenico Pompili -. Come si ricava da un messaggio in forma poetica che mi è giunto oltre alle preghiere: &#8216;Di Geremia, il profeta, rimbomba la voce: &#8216;Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più&#8217;. Non ti abbandoneremo uomo dell&#8217;Appennino: l&#8217;ombra della tua casa tornerà a giocare sulla natia terra. Dell&#8217;alba ancor ti stupirai'&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il crocifisso ligneo, salvato dal crollo di una delle chiese di Amatrice, è stato fissato dai volontari sull&#8217;altare della tensostruttura.</p>
<p>Hanno celebrato  le esequie funebri è il vescovo di Rieti Domenico Pompili, l&#8217;ex vescovo dell&#8217;Aquila Molinari e il vescovo di Ascoli Giovanni D&#8217;Ercole. Hanno preso parte anche il premier, Matteo Renzi, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre ai presidenti della due Camere, Grasso e Boldrini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le vittime accertate finora del terremoto sono 292, con le due estratte oggi dalle macerie ad Amatrice. Il bilancio dal capo della Dicomac della Protezione Civile a Rieti Titti Postiglione. In dettaglio i morti sono 231 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arcuata. Gli assistiti nelle tende sono circa 2900.</p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/30/96040/">Terremoto, vescovo Pompili : &#8220;Non uccide il sisma, ma opere dell&#8217;uomo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Il sogno del &#8220;posto fisso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 11:36:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un impiegato alla fine dei 30 anni ha un solo vero amore: &#8220;il posto fisso&#8221;, un lavoro per la vita. Non vuole competere nel mercato del lavoro, non ha ambizioni o voglia di andare avanti; non vuole nemmeno guadagnare di più. Dategli una scrivania, una sedia e un lavoro dalle 9 alle 17 nella &#8220;pubblica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un impiegato alla fine dei 30 anni ha un solo vero amore: &#8220;il posto fisso&#8221;, un lavoro per la vita. Non vuole competere nel mercato del lavoro, non ha ambizioni o voglia di andare avanti; non vuole nemmeno guadagnare di più. Dategli una scrivania, una sedia e un lavoro dalle 9 alle 17 nella &#8220;pubblica amministrazionione&#8221; ed è felice. Arrivare in ritardo, chattare con i colleghi, accettare piccole tangenti dai contribuenti e percepire un regolare stipendio &#8211; questa è vita!</p>
<p>E ovviamente ci sono i timbri, gli impiegati li adorano. Quando il capo vuole sbarazzarsi di lui e chiede con rabbia: &#8220;Che contributo hai dato a questo reparto?&#8221; lui mostra la sua abilità nel tibrare e quasi demolisce il tavolo di vetro.<br />
Questa è più o meno la storia di <strong>&#8220;Quo vado?&#8221;</strong> la nuova commedia che ha sbancato i record dei box office italiani. E&#8217; arrivato nei cinema il 1 Gennaio e nella prima settimana ha incassato 40.7 milioni di euro battendo &#8220;Star Wars: Il risveglio della forza&#8221;.<br />
Il<strong> &#8220;New York Times&#8221;</strong> prendendo spunto dal film, si chiede se gli italiani siano davvero così appassionati a questo &#8220;lavoro per tutta la vita&#8221;? A quanto pare non più, per fortuna. Gli italiani non sono più spaventati da un mercato di lavoro più dinamico. C&#8217;è ancora il sogno di rischiare nel settore privato anche se è meno sicuro dei posti di lavoro nel settore pubblico che sono stati a lungo la spina dorsale della forza lavoro italiana.</p>
<p>Il Presidente del Consiglio <strong>Matteo Renzi</strong>, che ha visto anche lui &#8220;Quo Vado?&#8221; con la sua famiglia, l&#8217;anno scorso ha introdotto una riforma del lavoro chiamata Jobs Act che rende assunzioni e licenziamenti più facili, ma solo nel settore privato. Per i lavoratori statali, come Checco, le cose rimangono le stesse. Una volta che sei dentro, sei dentro. Non è tutto. Nel settore pubblico, le pensioni e benefit sono protetti dai sindacati, con efficienza militare.</p>
<p>Anche i sindacati del settore privato però, stanno prendendo terreno e di conseguenza la maggior parte di giovani italiani che entrano nel mercato del lavoro nel settore privato devono affrontare molti ostacoli. Solo una piccola percentuale trova occupazione presso i centri di lavoro; più riescono attraverso contatti personali. La retribuzione è inferiore a quella del Nord Europa. Ingegneri tedeschi, ad esempio, guadagnano il 30 per cento di più rispetto ai loro omologhi italiani.<br />
E il numero complessivo di posti di lavoro del settore privato sono ancora troppo pochi. Negli ultimi due anni, secondo la Banca centrale europea, 2,16 milioni di posti di lavoro sono stati creati nella zona euro: 724.000 in Spagna, 592.000 in Germania, ma solo 127.000 in Italia. E di questi, quasi i due terzi sono a tempo determinato. La disoccupazione in Germania è del 6,3 per cento; in Italia il livello si sta abbassando, ma è ancora elevato a 11,3 per cento. E solo 15,1 per cento degli italiani tra i 15 ei 24 anni ha un lavoro, contro il 43,8 per cento in Germania.</p>
<p>E così, anche se Renzi e media italiani celebrano il settore privato, molti italiani hanno nostalgia per la sicurezza della vita &#8220;noiosa&#8221; dell&#8217;impiegato. La regione Umbria si aspetta 32.000 persone provenienti da tutto il paese per i 94 lavori di segreteria che saranno presto disponibili negli uffici locali.<br />
Non è un caso che le persone sono in fila per guardare &#8220;Quo Vado&#8221;: Perché piangere quando si può ridere?</p>
<p style="text-align: right">Chiara Locorotondo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/18/89144/">Il sogno del &#8220;posto fisso&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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