Terremoto, vescovo Pompili : “Non uccide il sisma, ma opere dell’uomo”

Giorno di lutto nazionale, oggi in occasione dei  funerali solenni ad Amatrice delle vittime del sisma che il 24 agosto ha devastato il centro Italia. Il vescovo di Rieti, Domenico Pompili ha aperto la solenne celebrazione con l’elenco dei nomi dei 38 morti salutati dalla folla con un lungo appaluso. “Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo!”, è quanto […]

“Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta – ha spiegato mons. Domenico Pompili -. Come si ricava da un messaggio in forma poetica che mi è giunto oltre alle preghiere: ‘Di Geremia, il profeta, rimbomba la voce: ‘Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più’. Non ti abbandoneremo uomo dell’Appennino: l’ombra della tua casa tornerà a giocare sulla natia terra. Dell’alba ancor ti stupirai'”.

 

Il crocifisso ligneo, salvato dal crollo di una delle chiese di Amatrice, è stato fissato dai volontari sull’altare della tensostruttura.

Hanno celebrato  le esequie funebri è il vescovo di Rieti Domenico Pompili, l’ex vescovo dell’Aquila Molinari e il vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole. Hanno preso parte anche il premier, Matteo Renzi, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre ai presidenti della due Camere, Grasso e Boldrini.

 

Le vittime accertate finora del terremoto sono 292, con le due estratte oggi dalle macerie ad Amatrice. Il bilancio dal capo della Dicomac della Protezione Civile a Rieti Titti Postiglione. In dettaglio i morti sono 231 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arcuata. Gli assistiti nelle tende sono circa 2900.